CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

Archive for the ‘Roma’ Category

BUON 2020

Posted by ladycalcio su martedì, dicembre 31, 2019

Cari lettori,

Anche il 2019 sta per lasciarci, dopo averci regalato un carico di emozioni calcistiche che, come sempre, questo blog ha cercato di riproporre e di commentare.

 

SORPASSO AI BIANCONERI!

A fare da contraltare ai tanti “ricorsi storici”, la novità di questo Natale da tanti anni a questa parte è il secondo posto della Juventus nella classifica di Serie A, seppur ex-aequo con la capolista Inter. Beninteso, si tratta di un traguardo fittizio, dato che al termine del girone d’andata (e al platonico titolo di “campione d’inverno) mancano ancora 180 minuti.

Come abbiamo avuto modo di constatare anche quest’anno, non cambia invece lo “stile Juve”:

https://calcioparole.wordpress.com/2019/04/28/allegri-contro-adani-stile-juventus-a-sky/

 

INTER, OCCHIO ALLA “SINDROME DEL NATALE”

Chi si ricorda più di Maurito Icardi? A quanto pare nessuno, tanto più che la coppia Lautaro-Lukaku ha fatto breccia nei cuori dei tifosi interisti a suon di goal (11 ciascuno), catapultando la Beneamata al vertice della Serie A.

https://calcioparole.wordpress.com/2019/08/31/siamo-al-pazzesco-icardi-fa-causa-allinter/

https://calcioparole.wordpress.com/2019/08/24/telenovela-icardi-come-mettere-fuori-causa-wanda-nara/

https://calcioparole.wordpress.com/2019/09/22/inter-trionfo-nel-primo-derby-senza-icardi/

https://www.corriere.it/sport/19_novembre_28/lukaku-lautaro-ecco-tutti-segreti-coppia-che-rende-felice-l-inter-4f9ed626-11b8-11ea-934f-a2282c2d0229.shtml

Ma occhio ad un allarmante ricorso storico: la “sindrome del Natale”, che negli ultimi campionati ha fatto registrare dei repentini crolli dei nerazzurri dopo la pausa natalizia.

https://calcioparole.wordpress.com/2019/01/31/linter-di-gennaio/

Per scongiurare il ripetersi del guaio, Conte chiede disperatamente rinforzi…

 

CHAMPIONS LEAGUE, NOT FOR EVERYONE

L’ho ripetuto molte volte: i proclami roboanti non portano bene all’Inter. Lo scorso anno, anziché le stelle la squadra rivide le “stalle” di una brutta eliminazione dalla competizione europea, e anche quest’anno, il motto “Not For Everyone” le si è ritorto contro traducendosi in un doloroso out contro il Dortmund.

https://calcioparole.wordpress.com/2019/03/15/linter-torna-a-riveder-le-stalle/

https://calcioparole.wordpress.com/2019/10/25/inter-dortmund-troppi-proclami-per-la-vittoria/

 

 

DISASTRO MILAN

Ebbene sì, non mi stancherò mai di ripeterlo: il mio pezzo profetico del 2007 è divenuto amara realtà per il Milan.

https://calcioparole.wordpress.com/2007/07/01/milan-campione-d%e2%80%99europa-2007-fu-vera-gloria-2/

L’ex-corazzata berlusconiana “più forte dell’invidia, più forte dell’ingiustizia, più forte della sfortuna”, è naufragata all’undicesimo posto in classifica dopo un cammino costellato di magre figure, culminato con le 5 pappine incassate dall’Atalanta.

https://www.pianetamilan.it/focus/milan-le-10-frasi-celebri-sul-presidente-berlusconi/7/

https://calcioparole.wordpress.com/2019/03/31/da-kessie-a-paperumma-le-due-settimane-da-incubo-del-milan/

https://calcioparole.wordpress.com/2019/09/30/milan-quintultimo-dopo-6-giornate/

https://www.pianetamilan.it/video/atalanta-milan-5-0-gol-e-highlights-della-manita-bergamasca/

https://www.youtube.com/watch?v=cpBPcVLpTjE

Dulcis in fundo, con l’ennesima operazione commerciale, i rossoneri si sono aggiudicati un Ibra di decima mano che ritorna a Milano “per cambiare il corso” della stagione rossonera. Auguri! 🙂

https://www.ilmilanista.it/video/calciomercato-milan-ibra-porta-un-altro-gigante-colpaccio-a-costo-zero/

https://www.calciomercato.com/news/ufficiale-ibrahimovic-torna-al-milan-77593

 

 

TOTTI, EPOCALE ADDIO ALLA ROMA

Fra i numerosi “casi” andati in scena nel 2019, ne ricorderò uno solo: l’addio della bandiera giallorossa Francesco Totti alla sua Roma, motivato in una toccante conferenza stampa:

https://calcioparole.wordpress.com/2019/06/17/totti-lascia-la-roma-era-meglio-morire/

 

ALL’ESTERO: KLOPP ÜBER ALLES

Gli inglesi del Liverpool l’hanno fatta da padroni vincendo la Champions League, la Supercoppa Europea e la Coppa Intercontinentale

https://calcioparole.wordpress.com/2019/06/04/trionfo-europeo-liverpool-le-immagini-di-lfc-tv/

I Reds allenati da Jürgen Klopp hanno nelle loro file individualità di spicco come Van Dijk, Salah e Firmino, eppure….

 

…IL PALLONE D’ORO È ANDATO ANCORA A MESSI

Una parola sola: imbarazzante!

https://calcioparole.wordpress.com/2019/05/08/messi-nullo-la-barca-affonda-liverpool-in-finale/

https://calcioparole.wordpress.com/2019/05/03/cari-opinionisti-sky-messi-non-e-il-messia/

 

LARGO ALLE DONNE!

Il 2019 ha visto un’importante affermazione del calcio femminile non soltanto a livello sportivo, ma anche a livello mediatico. I Mondiali di France 2019 hanno messo in luce la superiorità delle americane guidate da Jillian Ellis e la buona prova delle Azzurre di Milena Bertolini, eliminate ai quarti di finale dalle olandesi.

https://calcioparole.wordpress.com/2019/06/26/litalia-femminile-e-ai-quarti-del-mondiale/

https://www.ilpost.it/2019/06/29/italia-olanda-risultato/

https://calcioparole.wordpress.com/2019/07/08/mondiale-femminile-trionfano-le-americane/

Ha fatto notizia anche Stéphanie Frappart, primo arbitro donna ad arbitrare una finale internazionale maschile, quella di Supercoppa Europea fra Liverpool e Chelsea dello scorso agosto:

https://ecointernazionale.com/2019/08/11/stephanie-frappart-il-primo-arbitro-donna-in-una-finale-europea-maschile/

https://sport.virgilio.it/ecco-chi-e-stephanie-frappart-larbitro-donna-che-ha-stupito-il-mondo-603724

 

 

POTEVA MANCARE… IL BUON FULVIO?

A conclusione dell’anno, poteva mancare una stoccatina a qualche vecchia conoscenza di questo blog? No di certo!

Nel mirino il censuratore Fulvio Collovati, dalla cui censura nacque questo blog. Era il 2007:

https://calcioparole.wordpress.com/la-vergogna-della-censura/

https://calcioparole.wordpress.com/2007/07/01/15/

I fatti hanno dato ragione a Ladycalcio, tanto più che il blasonato Campione del Mondo 1982, ora stimato opinionista Rai 🙂 , non smette di deliziarci con le sue chicche, l’ultima delle quali gli è valsa una sospensione dalla trasmissione “Quelli che il calcio” (Rai2).

La sua esternazione: “Quando sento una donna parlare di tattica, mi si rivolta lo stomaco”. 😯

Il consiglio è di cambiare canale e di ascoltare, su Sky, le telecronache e il commento tecnico di Gaia Brunelli e Martina Angelini, che come scritto lo scorso luglio, “per stile, competenza e qualità del commento tecnico non hanno nulla da invidiare alla storica coppia Caressa-Bergomi”.

https://calcioparole.wordpress.com/2019/02/19/collovati-sospeso-dalla-rai-quando-sento-una-donna-parlare-di-tattica-mi-si-rivolta-lo-stomaco/

 

 

W LA ROSSA!

Chiudo l’anno con le stupende immagini di un avvenimento sportivo extracalcistico che ha coinvolto tutti gli italiani al di là dei campanilismi del pallone: la splendida vittoria di Charles Leclerc sulla “Rossa” di Maranello al GP di Formula 1 di Monza dello scorso settembre:

https://video.sky.it/sport/formula1/video-leclerc-vince-monza-ferrari/v536037.vid

https://www.corriere.it/sport/formula-1/notizie/gp-monza-2019-leclerc-vince-una-gara-fantastica-secondo-bottas-3-hamilton-1f34f0a4-d245-11e9-a7da-cb5047918faa.shtml

https://www.ultimouomo.com/leclerc-monza-vittoria-ferrari/

L’auspicio per il nuovo anno è quello di poter ancora vivere e condividere con voi momenti così intensi ed emozionanti di sport.

 

 

BUON 2020 DA LADYCALCIO!

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TOTTI LASCIA LA ROMA: “ERA MEGLIO MORIRE”

Posted by ladycalcio su lunedì, giugno 17, 2019

Oggi potevo anche morire, era meglio”. Queste le parole di Francesco Totti, che dopo una vita in giallorosso, nell’odierna conferenza stampa al Salone d’Onore del CONI ha ufficializzato il suo addio alla Roma.

L’amarezza e la delusione della bandiera romanista traspaiono dal tono della voce, dal volto e dal racconto che man mano si dipana: un’ora e mezzo circa di esternazioni pacate nel tono ma quanto mai chiare e decise nel contenuto, a motivare, soprattutto ai tifosi, la sua rinuncia al ruolo di direttore dell’area tecnica giallorossa.

Una storia, secondo Totti, fatta di promesse mai mantenute, di mancanza di stima e fiducia nei suoi confronti da parte della Dirigenza, di detottizzazione e deromanizzazione del club, di non trasparenza verso i tifosi, di “troppi galli nella Società che fanno casini”, di un rapporto con Franco Baldini che “non c’è mai stato e mai ci sarà”, di un Totti “troppo ingombrante per questa società”.

Il Pupone di un tempo è cresciuto: giacca e cravatta, ottimo italiano, espressioni pertinenti e persino qualche ricercatezza linguistica rendono la sua apparizione vincente sotto il profilo umano e della comunicazione.

Il j’acccuse di Totti, espresso a chiare lettere, va all’indirizzo di tutta l’attuale Dirigenza della Roma senza degenerare in “casi personali” e disegna una situazione senza uscita senza scadere nel lavaggio dei panni sporchi in pubblico.

Un’apparizione ben preparata e ben condotta da cui esce l’uomo onesto e sincero tradito nel suo grande amore per la Roma.

Io per stupido nun ce passo”, sottolinea in uno dei pochi commenti in romanesco.

E dunque, Francesco ha deciso di parlare apertamente, a differenza dei tantissimi allenatori e dirigenti che minacciano di farlo durante il campionato, ma poi, dinanzi alla cospicua buonuscita (e agli obblighi di contratto), dichiarano di andarsene per il bene della disastrata società di turno e per cercare nuove sfide: “Io sono abituato a dire la verità, non posso stare qua dentro”.

Questa brutta vicenda è l’ennesimo esempio dell’inadeguatezza delle dirigenze straniere nel nostro campionato e del loro distacco dalle realtà locali italiane: presidenti d’oltreoceano alla ricerca di investimenti, boss con gli occhi a mandorla molto abili a far girare i soldi ma incapaci di spiaccicare due parole d’italiano, misteriose cordate che fanno capo a illustri prestanomi esteri, burattinai intrisi di grandeur che pretenderebbero di controllare una Società italiana dall’altro capo del mondo.

Con questi presupposti, da parte dei dirigenti va a farsi benedire la conoscenza dell’ambiente, fattore imprescindibile per gestire attività e persone.

“L’ultima parola spettava sempre a Londra, il resto era tempo perso”, ha affermato Totti.

Ora, fra le diverse proposte (una delle quali pervenutagli stamattina) Totti accetterà quella “che mi farà stare meglio”. La sua Roma andrà sempre a vederla, magari in Curva Sud insieme a De Rossi, altra bandiera storica sottratta ai tifosi.

“Hanno voluto questo e alla fine ci sono riusciti”, ha concluso malinconico l’ex-numero 10 giallorosso.

Un disastro di cui la Dirigenza dovrà rispondere, con il rischio di ritrovarsi i suoi stessi sostenitori alle barricate.

A 18 anni esatti dall’ultimo campionato vinto, l’Ottavo Re di Roma se ne va triste e sconsolato – e chissà se e quando i Pallotta si renderanno conto del disastro. Una Roma che tradisce Totti è inconcepibile per chi sta scrivendo questo post da Milano, figuriamoci per i tifosi delle borgate capitoline.

Ai tifosi Totti lascia una speranza: se cambia la Proprietà, è disposto a tornare.

Sin d’ora, qualcosa ci dice che lo rivedremo in giallorosso.

In bocca al lupo, Francé!

 

Nella foto: Totti durante la conferenza stampa, trasmessa da Sky

La conferenza di Totti:

https://sport.sky.it/calcio/serie-a/2019/06/17/totti-roma-conferenza.html

Leggi anche:

L’addio di De Rossi https://bit.ly/2ZtEDtZ

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SE NE VA ANCHE ANGELILLO

Posted by ladycalcio su domenica, gennaio 7, 2018

Il 2018 si è già portato via un grande del passato: Antonio Valentin Angelillo, goleador di Inter, Roma e Milan e recordman di goal segnati nella Serie A a 18 squadre (con 33 reti).

L'”angelo dalla faccia sporca” se n’era andato il 5 gennaio all’età di 80 anni, ma la famiglia aveva mantenuto riservata la notizia del suo decesso.

Sul sito di gazzetta.it potrete ammirare alcuni dei suoi goal più belli:

http://bit.ly/2D6O2Ot

Ciao campione!

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SUGLI HOOLIGAN OLANDESI, LA BARCACCIA, LA BANANA A GERVINHO E LA TESSERA DEL TIFOSO

Posted by ladycalcio su sabato, febbraio 28, 2015

I fatti di Roma prima e di Rotterdam poi, ci forniscono due drammatiche conferme: l’incapacità da parte della Giustizia di avere ragione degli hooligan e l’ipocrisia imperante di chi, in assenza di soluzioni al fenomeno, continua a propinarci la Tessera del Tifoso, i tornelli, i biglietti nominali, le telecamere negli stadi e i divieti più assurdi (si vedano alcuni luminosi esempi ai link in calce).

Sempre più vigliaccamente, le Autorità fanno la voce grossa con i veri sportivi e dietrofront dinanzi alle orde di vandali.
“Altrimenti, ci scappava il morto”, si è sentito dire dei disordini nella Capitale prima di Roma Feyenoord. E allora, lasciamo che gli hooligan olandesi prendano a bottigliate la Barcaccia e trasformino Roma in un cumulo di macerie e immondizie (soltanto dalla fontana del Bernini sono stati estratti ca. 20 metri cubi di detriti e 20 sacchi di vetri e immondizie) e mettano a repentaglio l’incolumità e la vita degli abitanti e dei passanti.

Giovedì sera si è replicato con la banana a Gervinho e con il lancio di bottigliette di plastica, monete e persino di un ombrello sul campo di Rotterdam, con tanto di interruzione della partita.

Siamo ancora qui a chiederci perché a Roma gli ultras olandesi non siano stati intruppati e scortati dalla Polizia, dove fossero le forze dell’ordine, perché i “pizzardoni” abbiano marcato visita, ecc. Siamo ancora qui a fare gli spot e i dibattivi TV sul razzismo.

Quanto ai fatti di Roma, ci sentiamo presi in giro su tutta la linea: dallo scaricabarile fra il Ministro degli Interni Alfano, il Sindaco di Roma Marino, il prefetto Giuseppe Pecoraro e il questore Nicolò D’Angelo; dal rifiuto, da parte olandese, di risarcire i danni e persino di organizzare un’amichevole Italia-Olanda devolvendo gli introiti per ripagare in parte gli ingenti danni al patrimonio artistico, quelli ai commercianti e le spese di pulizia e smaltimento dei rifiuti; dal sentirci regolarmente sciorinare come esempio la “cultura sportiva” di Paesi dove l’hooliganismo (abbinato all’alcolismo) è peggiore che da noi; dai ridicoli palliativi partoriti dai soloni che ci governano, Tessera del Tifoso in primis.

Il Ministro Alfano riterrebbe già un successo che a Roma non vi siano stati morti. Si sbaglia. È morta la civiltà, è stato distrutto il cuore della nostra storia e della nostra cultura e quel che è peggio, l’italica Nazione si è dimostrata incapace di preservarli e di difenderli.

Di questo passo, seguendo il ragionamento di Alfano, dopo i fatti di Genova e Roma ci saremmo autoproclamati vittime predestinate di tutta la feccia che varca le Alpi in direzione dei nostri stadi e delle nostre città. E se stavolta nessun innocente ci ha lasciato le penne (vedi passanti, veri sportivi o commercianti romani), è giocoforza che non potrà essere sempre così.

Qualcuno è ancora dell’idea che si possano “educare” orde di vandali sbronzi quando non siamo neppure riusciti a sensibilizzare le autorità olandesi sui danni al nostro patrimono artistico? Prego, si faccia avanti, vada loro incontro e ci dimostri quanto è bravo.

Per quel che mi riguarda, non cesso di riproporre il modello tedesco, con il carcere sotto lo stadio, la Polizia ai quattro angoli delle piazze, gli agenti a cavallo che caricano gli hooligan a bastonate e se necessario con gli idranti. E se proprio fra i vandali dovesse “scapparci il morto”, la prossima volta il morto stia a casa sua.

Scale invase in Inter-Fiorentina del 3.2.10:

https://calcioparole.wordpress.com/2010/04/16/tessera/

Bar 3° Anello Blu preso d’assalto nell’ottobre 2007:

https://calcioparole.wordpress.com/2007/10/25/al-meazza-il-bar-e-gratis/#more-51

Supercoppa Italiana agasto 2010

https://calcioparole.wordpress.com/2010/09/12/tessera-del-tifoso-rendeteci-prima-conto-di-queste-vergogne/

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TREN-TOTTI

Posted by ladycalcio su sabato, settembre 27, 2014

Tren-totti

Il Capitano della Roma Francesco Totti compie oggi 38 anni. Auguri a una delle figure più rappresentative del calcio italiano.

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QUATTRO AMATRICIANE PER L’INTER

Posted by ladycalcio su lunedì, febbraio 6, 2012

Fra venerdì e sabato, commentando con alcuni amici le immagini del gelo e delle abbondanti nevicate che stavano mettendo in ginocchio l’Italia, parlando di Roma-Inter avevo sostenuto: “Questa partita non s’ha da fare“. La Capitale era in ginocchio, le auto impossibiltate a circolare, i cittadini in difficoltà.

Ma in difficoltà si era dimostrata soprattutto l’Inter, dopo le sconfitte subite a Napoli e a Lecce e il rocambolesco 4-4 contro il Palermo, senza contare l’affollamento dell’infermeria e lo scompiglio nei reparti causato dalla cessione di Thiago Motta e dal frettoloso innesto nei ranghi degli spaesati neoacquisti.

Al posto dei responsabili nerazzurri, avrei fatto di necessità virtù, approfittando dell’emergenza neve per ridare fiato a una squadra reduce da una partita ogni tre giorni e per riorganizzare uomini e schemi di gioco. Non sarebbe finita così. Al contrario, alla sola ipotesi di un rinvio, c’era già stato chi aveva puntato il dito contro i Prefetti di Milano e Roma, gridando alla disparità di trattamento: perché disputare Inter-Palermo sotto la neve e non Roma-Inter?

Serviti, Signori. Con quattro sostanziose Amatriciane che fanno suonare  i proclami comparsi  sabato 4 febbraio sul Sito Ufficiale nerazzurro come quattro sonori sberleffi. Così recitava inter.it alla vigilia del disastro:  “APPIANO GENTILE – Un’altra seduta di rifinitura per l’Inter prima di volare a Roma dove ad accoglierla ci saranno ancora freddo e neve, che non fermeranno però Javier Zanetti e compagni: allo stadio “Olimpico” vogliono vincere 😆 e questo si legge anche sulle loro facce…”

Riprendo la foto di Christian Chivu, con la faccia seminascosta da uno scaldacollo, sotto la quale si leggeva una didascalia che, a posteriori, si sarebbe  rivelata tutto un programma: “Il gesto di Chivu non lascia dubbi: l’Inter vuole la vittoria

Il risultato di un calcio fondato sui valori del dio denaro, degli introiti e dei diritti televisivi,  è un calendario in cui sarebbe stato pressoché impossibile inserire il recupero della partita.  Il risultato dell’incontro, figlio di questi valori, è un sonante 4-0 a favore della Roma.

Noi non siamo scesi in campo, è stato un blackout generale“, ha affermato Capitan Zanetti nel postpartita ai microfoni di Inter Channel. “Arrivavamo sempre in ritardo da tutte le parti“, gli ha fatto eco il compagno Cordoba.

In casa nerazzurra, le dichiarazioni del day after sono le stesse di sempre in casi del genere: “Dobbiamo analizzare, voltare pagina, lavorare sodo, ripartire con umiltà, guardare avanti con consapevolezza“…

La consapevolezza è quella di una squadra invecchiata e depauperata dei suoi migliori elementi dopo un mercato da brividi, nella quale Forlan non può sostituire Eto’o né Palombo Thiago Motta e in cui i vari Cordoba, Cambiasso, Zanetti & Co non possono giocare in eterno.  Le analisi sui moduli e sui cambi tattici sono perfettamente inutili. Ranieri non può che continuare a fare del suo meglio con gli uomini che (non) ha.

(La foto di Chivu è tratta da inter.it)

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LA ROMA BATTE L’INTER: IL PALLONE È ROTONDO

Posted by ladycalcio su domenica, settembre 26, 2010

Si potrebbe dire che la Roma di stasera tutto è sembrata fuorché la penultima in classifica. Si potrebbe osservare che qualsiasi squadra gioca la partita dell’anno – per non dire della propria storia – contro l’Inter.  Si potrebbero prevenire i nostalgici di Mourinho e ricordare che anche Mou, l’anno scorso, perse all’Olimpico.

Si potrebbe liquidare l’analisi dell’incontro affermando che chi di ultimo minuto colpisce, prima o poi di ultimo minuto perisce, ossia che l’Inter ha perso come ha vinto tantissime volte: negli ultimissimi scampoli di partita, grazie alle provvidenziali insaccate di Eto’o, Sneijder o Milito.

Si potrebbero cercare attenuanti ai nerazzurri nelle defezioni di Zanetti e Samuel, nonché nei diversi giocatori incerottati, fuori forma o fuori registro e quindi, addentrarsi nel ginepraio delle delicate correzioni d’assetto che tali emergenze comportano nel complesso modulo dei nerazzurri.

Si potrebbe sposare la tesi di Ranieri, che nel postpartita Sky ha dichiarato che i suoi giocatori “ ci hanno creduto fino in fondo” e che la loro è stata “la vittoria della volontà”. O forse, mi sento di aggiungere, di un tipo di gioco senza un modulo prefissato, più consono ad essere affidato alle iniziative dei singoli.

Si dovrebbe obiettare, almeno en passant, che la vittoria della Roma è stata frutto di un grossolano errore dell’arbitro Morganti, che nei minuti di recupero ha invertito il calcio di punizione da cui è nato il tuffo di testa di Vucinic; peraltro, dopo aver graziato dal rosso Menez – e con lui, la Roma reduce da una settimana di pubblici pianti. Si potrebbe affondare il coltello e invitare a immaginare il fair play 😀 nelle reazioni dei giallorossi se l’errore fosse stato commesso a favore dell’Inter.

Si potrebbe imputare la sconfitta dell’Inter alla difesa orfana di Samuel, affidata a un Lucio acciaccato e scarsamente affiatato con il compagno Cordoba (comunque autore di ottimi interventi), oltre che alla poca concretezza in conclusione delle punte nerazzurre.

Si può senz’altro complimentarsi con la linea difensiva della Roma, che con Riise e Burdisso ha frenato le incursioni degli avanti nerazzurri, e con Vucinic, tranne che per aver divelto a calci i tabelloni pubblicitari a bordocampo dopo il goal.

Da parte interista, si potrebbe recriminare che un pareggio sarebbe stato più giusto e avrebbe meglio rispecchiato l’andamento dell’incontro.  Si potrebbe infine mandare a quel paese dibattiti e analisi tecnico-tattiche e sentenziare semplicemente che il pallone è rotondo. Un detto nato non a caso, se è vero che la penultima in classifica riesce a battere i Campioni d’Europa.

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TOTTI FA SLITTARE LA FESTA DELL’INTER

Posted by ladycalcio su lunedì, maggio 10, 2010

Che sarebbe stato un pomeriggio di “colpi”, e non soltanto di scena, l’avevo già presagito fuori dallo Stadio Meazza. In leggero ritardo, nel fiondarmi verso i cancelli d’ingresso fra la ressa, mi ero scontrata frontalmente, in piena corsa, con un ragazzone con indosso la maglia nerazzurra numero 23. 😯

No, non era il vero Matrix (buon per me, o piuttosto …  per lui? 😀 ), ma soltanto un suo nerboruto sostenitore.  Quando un siparietto ricalca i casi della vita! 😉

In seguito, per qualche altro arcano disegno, il pomeriggio sportivo dell’Inter era andato di pari passo con le condizioni atmosferiche: per oltre un tempo della partita, iniziata con il sole, era sembrato che il 18° scudo fosse già cucito sulle maglie nerazzurre: l’atmosfera a San Siro già di festa, l’Inter in vantaggio, e poi, a poco più di un quarto d’ora dalla fine, quell’improvviso  rumoreggiare sugli spalti, con 120.000 occhi incollati in spasmodica attesa al tabellone luminoso. I giocatori sul campo capiscono che qualcosa sta succedendo. Arriva la conferma:  Roma-Cagliari 0-1! È un boato, un’emozione, uno sventolio di bandiere nerazzurre.

Per un attimo, gli uomini di Mourinho si disuniscono e si fermano. La distrazione costa loro il terzo goal del Chievo, ma per una volta, il pubblico li perdona. Basta solo non prendere il quarto… D’improvviso, quasi per un presagio, il cielo si fa scuro e si alza un vento freddo. Gelidi, per contro,  sono i “venti” provenienti dalla Capitale: in una decina di minuti, la Roma ribalta il risultato e vince.

San Siro è spazzato da una pioggia che bagna i tifosi e le illusioni di una festa anticipata. Dopo il fischio finale, è il fuggi fuggi generale.

TOTTI:DA PUPONE A FEMMINUCCIA?

Ci risiamo. Prima scalciano, insultano e ne fanno di tutti i colori, poi si presentano angelici con la mogliettina sorridente e i bambolotti in braccio, come se l’ostentato, gettonatissimo  idillio del bravo paparino passasse di diritto un colpo di spugna su qualsiasi malefatta. Scene da pantofolai, che nel calcio non vorremmo mai vedere. Come quella di un capitano pseudogladiatore che davanti a tutto il mondo si mette il dito in bocca come un lattante. Zeru virilità!

Tornando al calcio (che è meglio), la Giustizia Sportiva non si è fatta commuovere dall’Asilo Mariuccia e gli ha rifilato 4 sacrosante giornate di squalifica per il calcione a Balotelli.

MARIOOO! E STAVOLTA LUI “RISPONDE”

A proposito di Balotelli... Dopo Inter-Bologna avevo scritto che Supermario, al termine del riscaldamento, era uscito dal campo a testa bassa, senza degnare della minima attenzione un bimbo che l’acclamava. Stavolta,  nell’analoga occasione, “Balo” ha applaudito e sorriso ai tifosi…

SUPER-COREOGRAFIA. Infine, un complimento alla Curva Nord per la bellissima coreografia di cui è stata protagonista al momento dell’ingresso in campo delle squadre.

Il gran finale è rimandato a Siena, all’ultima di campionato.

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Le guerre romane

Posted by ladycalcio su venerdì, maggio 7, 2010

Dopo il sorpasso della Roma in campionato, avevo scritto che sulle radio private imperversava Antonello Venditti. Per tutta risposta, dopo la carneficina dell’altra sera all’Olimpico, un oltranzista nerazzurro mi ha fatto sapere di aver rispolverato “Milano e Vincenzo” e “A Voi Romani“, due vecchi brani “spinti” di Alberto Fortis censurati da gran parte delle emittenti radiofoniche alla fine degli anni ’70.

Non è il caso. Ma anche senza spingermi così in là, mi riesce difficile definire Inter-Roma, finale di Tim Cup 2010, uno spettacolo di sport. Più che una partita di calcio, mi è sembrata una guerra, all’ultimo sangue e senza esclusione di colpi. Una guerra annunciata e dichiarata sin da Lazio-Inter di domenica scorsa. Sul campo di battaglia, i nerazzurri lasciano Sneijder e Cordoba. Dal campo l’Inter esce meritatamente con il trofeo, contesole a suon di colpi bassi da una Rometta sconfitta dalla Beneamata nel gioco e da se stessa nell’onore.

Verrebbe innanzitutto da domandarsi perché alla Roma sia stato concesso il vantaggio di giocare all’Olimpico. La “cornice” dell’incontro l’hanno vista (e udita) tutti: l’inno romanista suonato prima dell’incontro, il laser in faccia a Mourinho e poi calci, pugni e spintoni da parte dei giallorossi, che avrebbero richiesto, da parte del Sig. Rizzoli, più gialli e più rossi intesi come cartellini. Al contrario, per vedere un’espulsione si sono dovuti attendere i vergognosi calcioni del recidivo Totti a Balotelli. Una figuraccia per il Capitano candidato alla Nazionale Azzurra e una vergogna – questa volta è il caso di dirlo – per lui e per la squadra di Rosella Sensi.

Sul piano del gioco, è la solita Inter incontenibile nelle ripartenze, che va a segno con Milito e sfodera un formidabile Maicon. La Roma non riesce a prenderle le misure e per di più, si mangia due goal già fatti con Juan e Vucinic. Il resto è solo frustrazione giallorossa e relativo scadimento al di sotto di ogni limite.

Adios, mister?

L’Inter, come al solito, non riesce a non metterci del suo. Oriali si fa espellere per la millesima volta, Mou pretende di rivedere il fuorigioco di Milito su un monitor a bordocampo. Si rinfocolano intanto le voci  su un suo possibile addio a fine stagione, che Ladycalcio aveva già dato per certo nonostante la notizia del prolungamento del contratto.

Come se non bastasse, le dichiarazioni del mister sulla Roma e  sull’incontro contro il  Siena rischiano ora di avere pesanti strascichi.

Solo una comunicazione di servizio?

Dopo un paio di annetti di astinenza, torna a parlare nel postpartita di Inter Channel Marco Materazzi 🙂 . Si è riconciliato con il microfono di Roberto Scarpini? “Son solo venuto stasera perché ho sentito voci strane che ci davano per prepotenti, per gente che mette pressione all’arbitro (…)”. D’accordo che Matrix, dopo tutte le botte prese in partita, ha tutti i diritti di lamentarsi, ma … i suoi fan devono intendere il gradito ritorno solo come una semplice … “comunicazione di servizio”? 😦

Le belle immagini di Inter Channel

A proposito di Inter Channel, il postpartita offerto agli abbonati è di ottima qualità, con simpatiche interviste a caldo e immagini esclusive dagli spogliatoi e dall’aereo 😉 dei nerazzurri. Una sicura gioia per i collezionisti!

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LAZIO-INTER: HA PERSO LO SPORT

Posted by ladycalcio su lunedì, maggio 3, 2010

5 maggio 2002: Lazio-Inter 4-2.

2 maggio 2010: Lazio-Inter 0-2.

DUE PAGINE NERE PER IL CALCIO ITALIANO.

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