CALCIO E PAROLE

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LETTERA APERTA ALL’ORDINE DEI MEDICI (NAZIONALE E DI PAVIA) E ALL’AZIENDA OSPEDALIERA PROVINCIA DI PV

Posted by ladycalcio su martedì, luglio 3, 2012

Con la presente lettera aperta rivolgo istanza

all’Ordine dei Medici di Pavia  odm.presidenza@ordinemedicipavia.it ;

alla Federazione Nazionale Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri

segreteria@fnomceo.it ,

all’Azienda Ospedaliera Provincia di Pavia

direzione_generale@ospedali.pavia.it

anna_maria_pedrazzani@ospedali.pavia.it ;

e

p.c.

all’UPT  (Ufficio Pubblica Tutela) della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo

upt@smatteo.pv.it ;

al Tribunale dei Diritti del Malato  pit.salute@cittadinanzaattiva.it ;

alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Pavia,

facolta.medicinachirurgia@unipv.it – all’attenzione del Preside, Prof. Antonio del Canton

e

all’Assoconsumatori assoconsumatori@yahoo.it ,

affinché, a fronte delle incongruenze medico-chirurgiche emerse in merito al “Caso Materazzi”, ormai noto ai miei lettori e più volte ripreso dalla Rete, venga fatta pubblicamente chiarezza sulla veridicità dell’esistenza dell’innovativa tecnica chirurgica grazie alla quale, secondo quanto a suo tempo dichiarato ai mass media dai Prof. Franco Combi (Direttore dell’Area Medica di FC Internazionale) e Francesco Benazzo (Direttore Direttore della Clinica Ortopedica e Traumatologica dell’Università di Pavia, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo), presso il San Matteo di Pavia sarebbe possibile risolvere brillantemente una sindrome compartimentale acuta in atto da oltre mezza giornata per via endoscopica e con un’ìncisione di soli 2 cm, risparmiando al paziente la cruenta fasciotomia d’urgenza.

Egregi Signori,

Mi chiamo MONICA MORANDI e sono titolare del presente blog “Calcio e Parole”.

Supportata dall’interesse dei miei lettori, Vi rivolgo pubblica istanza affinché venga fatta chiarezza su un insostenibile equivoco – e sulle implicazioni etico-deontologiche derivatene -, relativo a una particolare tecnica chirurgica che sarebbe stata praticata presso la Clinica Ortopedica e Traumatologica dell’Università di Pavia, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, in grado di risolvere brillantemente una sindrome compartimentale acuta in atto da oltre mezza giornata per via endoscopica e con un’ìncisione di soli 2 cm, risparmiando al paziente la cruenta fasciotomia d’urgenza e consentendogli un perfetto recupero funzionale e agonistico a tempo di record.

Tale equivoco è alla base di un annoso “caso” giornalistico che, per ragioni di spazio, sintetizzo oltremodo, rimandandoVi ad alcuni link di approfondimento.

COSA ACCADDE

Tutto ebbe inizio nell’agosto 2007, quando in seguito al presunto gravissimo infortunio occorso all’allora giocatore dell’Inter e della Nazionale Marco Materazzi in Ungheria-Italia del 22.8.07, a pochi  giorni dalla riedizione di Italia-Francia dell’8.9.07 a Milano, i Prof. Franco Combi e Francesco Benazzo dichiararono di aver risolto allo stesso calciatore una “sindrome compartimentale acuta” alla coscia destra, in atto da oltre mezza giornata, con “un intervento di aspirazione per via endoscopica” e “con un’incisione di soli 2 cm”. Tali dichiarazioni vennero rilasciate ai microfoni delle varie televisioni, riprese dalla stampa e ufficializzate dal Sito Ufficiale di FC Internazionale.

La presunta innovativa tecnica chirurgica valse lodi sperticate allo staff medico-chirurgico del San Matteo e un recupero-lampo senza precedenti  al giocatore. Al ritorno in campo di quest’ultimo, redassi un importante lavoro attestante la  perfetta efficienza atletica e funzionale constatata nell’arto presunto operato dell’atleta, frutto di minuziose analisi biomeccaniche condotte con l’ausilio di supporti tecnologici.

(Si veda “Marco Materazzi, il Ritorno del Guerriero”)  http://bit.ly/NSChyy

Inviato questo lavoro a Materazzi in segno di grande ammirazione e affetto sportivo, in luogo di un grazie ne ricavai inspiegabilmente delle offese

(Si veda: “Perché non credo più alla sindrome compartimentale di Materazzi”).

http://bit.ly/95n17n

QUALCOSA NON TORNAVA 

Esterrefatta da quell’inspiegabile reazione, sospettai di aver involontariamente toccato qualche tasto “scomodo”. Documentatami sulle tecniche chirurgiche relative alla sindrome compartimentale acuta, nonostante approfondite ricerche presso le più autorevoli fonti italiane ed estere, della tecnica chirurgica che i Prof. Benazzo e Combi avevano ufficialmente dichiarato di aver praticato presso il San Matteo non trovai traccia sulla faccia del pianeta. Parere unanime fra i numerosi luminari e centri specialistici da me consultati in questo arco di tempo è che soltanto la fasciotomia d’urgenza possa salvare l’arto e la vita di un paziente colpito da sindrome compartimentale acuta -, più che mai a distanza di oltre mezza giornata dall’incidente scatenante la patologia.

MI RIVOLSI AL PROF. BENAZZO

La soluzione più diretta e immediata per chiarire l’equivoco mi parve quella di rivolgermi direttamente al depositario dell’innovativa tecnica: il Prof. Francesco Benazzo, Direttore della Clinica Ortopedica e Traumatologica dell’Università di Pavia, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo.

In data 10 maggio 2011,  indirizzai al Prof. Benazzo una lettera aperta su questo blog (si veda “Lettera aperta al Prof. Francesco Benazzo”   http://bit.ly/lZ8Oio ), non senza una fondamentale premessa:  la mia richiesta, in ottemperanza alla legge sulla privacy, esulava da qualsiasi riferimento specifico al paziente in oggetto (Materazzi). Chiedevo semplicemente lumi sui fondamenti dell’innovativa tecnica che, come da fonti ufficiali, sarebbe ora in grado di risolvere il quadro clinico d’emergenza tipico di una  sindrome compartimentale acuta indotta da “un ematoma di 600 cc lungo dalla radice della coscia fino al ginocchio e del diametro di 10 cm” con un “intervento d’aspirazione per via endoscopica sotto controllo ecografico con un’incisione di soli 2 cm”, trasformando il versamento in un trauma contusivo”. Peraltro, dopo oltre mezza giornata dall’incidente e su un paziente imbarcato in aereo con un’emorragia interna in atto (!).

Nel mio scritto, sottoposi al Professor Benazzo alcuni circostanziati quesiti tecnici riguardanti la procedura chirurgica in oggetto e lo pregai cortesemente di segnalarmi qualche sua relazione o trattato sull’argomento.

Per scongiurare che nei lettori si insinuassero i soliti sospetti di “privilegi riservati ai “campioni” nell’erogazione delle prestazioni sanitarie d’élite, mi feci inoltre premura di domandare conferma al Prof. Benazzo che presso il San Matteo di Pavia tale risorsa fosse a disposizione di tutti i pazienti indistintamente.

La lettera aperta, inviata all’indirizzo di posta elettronica del Prof. Benazzo (e p.c. alla Direzione Generale, Sanitaria e Scientifica del San Matteo, nonché a Inter Channel)  rimase senza risposta..

Il 19 maggio 2011 reiterai pubblicamente la richiesta alla cortese attenzione dei Professori:

Pietro Caltagirone – Direttore Generale Fondazione IRCSS Policlinico S. Matteo Pavia

Marco Bosio – Direttore Sanitario della medesima

Remigio Moratti – Direttore Scientifico della medesima

e p.c. alla Redazione di Inter Channel

(Si veda: “Il Prof. Benazzo tace. La parola alla Direzione Generale, Sanitaria e Scientifica del San Matteo di Pavia”).  http://bit.ly/jTL0OG

Anche questa volta, con buona pace  della denominazione di “Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico di diritto pubblico” di cui si fregia la Struttura in oggetto, tutto tacque.

In data 27 maggio 2011 pubblicai un post dal titolo“Sindrome compartimentale acuta e incisione di 2 cm: il S. Matteo di Pavia tace. Parlano alcune immagini” http://bit.ly/w0j3cm corredato da link ad alcune cruente foto che, meglio di qualsiasi parola, rendevano l’idea di quanto cruenta e dolorosa fosse la fasciotomia miracolosamente risparmiata a Materazzi – e di quali paradossali contorni stesse assumendo l’intera vicenda, responsabile di avermi indotto il disgusto più completo per l’intero ambiente del calcio.

ALTRE STRANEZZE

Il giorno 2 giugno 2011, in occasione del primo “Uefa Meeting For Elite Level Team Doctors in Europe”, tenutosi presso il Centro Sportivo Angelo Moratti e presenziato dal Prof. Jan Ekstrand (Primo vicepresidente della Commissione Medica dell’Uefa) e dai  luminari dei 20 migliori club d’Europa, il Prof. Benazzo rilasciava un’intervista a Inter Channel in cui gli veniva domandato quale fosse stato, nel corso della sua carriera, l’intervento più difficile eseguito per l’inter a livello medico e personale: quello che gli avesse dato “maggior soddisfazione nel vedere il calciatore tornare al 100 %”.

Benazzo citava tutti i crociati i generale, il ginocchio di Walter Samuel (allora appena rientrato) e la spalla di Christian Chivu, ma inspiegabilmente, non faceva parola di quello che avrebbe dovuto essere il suo fiore all’occhiello: aver risolto al quasi moribondo Marco Materazzi una sindrome compartimentale acuta non con la cruenta fasciotomia, bensì con una marziana tecnica miniinvasiva in grado di trasformare il versamento in un “trauma contusivo” con un’incisione di soli 2 cm. Che strano!

(Si veda: “I patemi d’animo del Professor Francesco Benazzo”)

http://bit.ly/zxDdV8

Ma ancor più singolare è che lo stesso Materazzi abbia tenuto il medesimo comportamento in più occasioni pubbliche e nei racconti fatti ai media, eludendo anche solo di ricordare quel presunto drammatico episodio.

DUBBI INQUIETANTI SU CUI FARE CHIAREZZA

Non traggo conclusioni, ma la discrepanza è evidente: da una parte, la parola dei luminari della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo– davanti a tutto il Mondo – supportata dalla notorietà e dalla serietà dell’omonimo Istituto; dall’altra, una serie di macroscopiche contraddizioni sulle quali ha regnato finora un silenzio imbarazzante.

Nel mezzo, mille inquietanti interrogativi, che spaziano dai retropensieri dei lettori su una presunta disparità di trattamento (la tecnica sarebbe un privilegio riservato a chi ha sollevato la Coppa del Mondo?) fino ad arrivare agli inspiegabili comportamenti mediatici successivi ad alcuni miei post, raccontati nella cartella “Caso Materazzi” (cliccabile dalla homepage).

Se la tecnica d’avanguardia in oggetto è davvero disponibile per tutti, meriterebbe una più ampia eco; in caso contrario, ogni ulteriore silenzio o incertezza non farebbe altro che alimentare i tanti sospetti che già gravano sull’intera vicenda, gettando una luce sinistra sulla trasparenza di ciò che accade al San Matteo.

Il silenzio rischierebbe inoltre di riportare all’attenzione dei media un interrogativo più volte emerso fra i miei lettori: cosa si voleva nascondere? Perché quell’ostinato silenzio in merito a una metodica chirurgica all’avanguardia nel Mondo, fiore all’occhiello per chi la pratica e in grado di  risparmiare a tante persone atroci sofferenze?

La certezza è che, a questo punto, i miei circostanziati quesiti tecnici esigono una risposta. È una questione di onestà intellettuale verso chi mi legge. È una questione di rispetto per chi, in seguito a una sindrome compartimentale acuta, anziché ricomparire eroicamente in pubblico pochi giorni dopo un incidente potenzialmente mortale nei panni del “Guerrieroche presenta la sua autobiografia, ha sofferto per mesi, o peggio, ha perduto la gamba o la vita. È una questione di rispetto verso me stessa e verso il mio scrupoloso lavoro, inspiegabilmente ricambiato con incresciose offese mai ritrattate e mai riparate. È una questione di trasparenza e di credibilità per una struttura prestigiosa come il San Matteo e per tutti coloro che vi operano.

CODICE ETICO, COMPORTAMENTALE E DEONTOLOGICO.

A beneficio dei lettori, riporto alcuni stralci estrapolati dal Codice Etico del Policlinico San Matteo,  del Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni (D.M. 28-11-2000) e dal Codice di Deontologia Medica della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, riferiti ad aspetti che ritengo essere stati disattesi.

Nel Codice Etico della Fondazione (2.1) , “parità di trattamento, trasparenza e chiarezza nell’informazione” vengono definiti “valori etici fondanti”, laddove l’”interesse della collettività” si trova al centro della “mission” della Fondazione, “struttura pubblica posta al servizio della comunità”.

L’obiettivo che (la Fondazione, ndr) vuole raggiungere, è “la creazione di una cultura aziendale ispirata all’etica” che ispiri “buona reputazione” e “affidabilità verso l’esterno”. Fra i “Principi Ispiratori della Condotta Etica” (2.2),  giocano un ruolo fondamentale la “trasparenza delle informazioni” e la “funzione” e “responsabilità sociale”.

I principi di “trasparenza”, affidabilità” e “responsabilità” vengono ribaditi dalle “Norme di condotta della Fondazione nei rapporti con gli utenti” (4.7), che prevedono inoltre:

–           il diritto, per questi ultimi, di “ottenere informazioni chiare e comprensibili circa i servizi sanitari erogati

–          L’impegno, da parte della Fondazione, di rendere “noti i parametri di eccellenza

conseguiti e riconosciuti dalle istituzioni preposte

–          “l’uguaglianza nell’accesso e la centralità delle persone” e il diritto, da parte degli Utenti di “ricevere le migliori cure possibili con l’utilizzo delle più avanzate tecnologie e     conoscenze scientifiche disponibili

Nelle Norme di Condotta dei Destinatari (4.8), viene bandita qualsiasi “disparità di trattamento o posizioni di privilegio nell’erogazione delle prestazioni sanitarie” (Il medesimo principio di “imparzialità” si ritrova nel Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni , 8.1)

Quest’ultimo,  alla voce “ Rapporti con il Pubblico” (11.1), prevede quanto segue: “Il dipendente in diretto rapporto con il pubblico presta adeguata attenzione alle domande di ciascuno e fornisce le spiegazioni che gli siano richieste in ordine al comportamento proprio e di altri dipendenti dell’ufficio”.

Quanto al Codice di Deontologia Medica della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, l’Art . 6 sancisce che il medico è tenuto a “garantire a tutti i cittadini stesse opportunità di accesso, disponibilità, utilizzazione e qualità delle cure”.

L’ Art. 56 di detto Codice, inerente la “Pubblicità dell’informazione sanitaria”, sancisce ciò che segue: “La pubblicità dell’informazione in materia sanitaria, fornita da singoli o da strutture sanitarie pubbliche o private, non può prescindere, nelle forme e nei contenuti, da principi di correttezza informativa, responsabilità e decoro professionale.(…).

Per consentire ai cittadini una scelta libera e consapevole tra strutture, servizi e professionisti è indispensabile che l’informazione, con qualsiasi mezzo diffusa, non sia arbitraria e discrezionale, ma sia obiettiva, veritiera, corredata da dati oggettivi e controllabili e autorizzata dall’Ordine competente per territorio (…). Il medico non deve divulgare notizie su avanzamenti nella ricerca biomedica e su innovazioni in campo sanitario non ancora validate e accreditate dal punto di vista scientifico, in particolare se tali da alimentare infondate attese e speranze illusorie.

All’ Art. 69 (Direzione Sanitaria), il Codice di Deontologia recita: “Il medico che svolge funzioni di direzione sanitaria nelle strutture pubbliche o private (…) deve garantire, nell’espletamento della sua attività, il rispetto delle norme del Codice di Deontologia Medica (…). Egli, altresì, deve vigilare sulla correttezza del materiale informativo attinente alla organizzazione e alle prestazioni erogate dalla struttura”.

LE MIE ISTANZE

Stante quanto esposto e linkato, nonché:

1)      Le macroscopiche contraddizioni medico-chirurgiche fatte rilevare nella presente analisi e ai relativi link;

2)      Il silenzio delle Istituzioni del San Matteo in merito, non esattamente sinonimo di etica e trasparenza;

3)      I pressanti dubbi etici e deontologici generati dalla nebulosa vicenda;

4)      La necessità, da una parte, di evitare di alimentare false speranze e dall’altra, di fugare qualsiasi sospetto di disparità di trattamento fra un paziente Campione del Mondo e l’uomo della strada;

5)      Le pressioni sempre più forti, da parte dei miei lettori, affinché venga fatta luce sugli aspetti etici e deontologici della vicenda;

6)      Il fallimento di tutti i tentativi di venire a capo della questione per vie riservate;

7)      La mia ferma volontà di andare a fondo del perché dell’inqualificabile trattamento riservatomi e dei grotteschi sviluppi del “caso”, che potrete evincere dalla cartella “Caso Materazzi”, cliccabile dalla home page di questo blog;

rivolgo istanza all‘Ordine dei Medici di Pavia, alla Federazione Nazionale Ordine Medici, Chirurghi e Odontoiatri e  all’Azienda Ospedaliera Provincia di Pavia, affinché, per una questione di credibilità e trasparenza:

1)      Venga fatta chiarezza sui comportamenti all’interno della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo;

2)      Venga pubblicamente e ufficialmente confermata la pratica, presso la Fondazione  stessa, della tecnica chirurgica che permetterebbe di risolvere il quadro clinico d’emergenza tipico di una  sindrome compartimentale acuta indotta da “un ematoma di 600 cc lungo dalla radice della coscia fino al ginocchio e del diametro di 10 cm” (!) con un “intervento d’aspirazione per via endoscopica sotto controllo ecografico con un’incisione di soli 2 cm”, trasformando il versamento in un trauma contusivo” a oltre mezza giornata dall’incidente che l’ha indotta e su un paziente imbarcato in aereo con un’emorragia interna in atto (!).

3)      Venga pubblicamente e ufficialmente dichiarato che, presso il San Matteo, la tecnica in questione è a disposizione di tutti i pazienti indistintamente;

4)      Vengano forniti dei supporti didattici che ne illustrino i fondamenti (testi, articoli online, riviste specializzate, studi sperimentali, relazioni di seminari, simposi, convegni, ecc.)

Da ultimo, desidero portare alla Vostra attenzione il post “Materazzi, operazione eroe”

http://bit.ly/N9atQv ,

riguardante un altro strepitoso intervento che sarebbe stato eseguito sullo stesso calciatore sempre presso il San Matteo.

Attendo un Vostro cortese cenno di riscontro in tempo ragionevole, poiché, come più volte ribadito, intendo dare ai miei follower una definitiva lettura di questo “caso”.

Cordiali saluti e buon lavoro da

“Ladycalcio” Monica Morandi

POST SCRIPTUM

La presente istanza era stata originariamente formulata per essere inoltrata anche al Comitato di Valutazione della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia.

Per definizione del Codice Etico del Policlinico San Matteo di Pavia, per Comitato di Valutazione (CdV)si intende l’organo costituito in forma collegiale, dotato di autonomia e indipendenza rispetto all’organo di gestione della Fondazione e preposto a vigilare in ordine all’efficacia e all’osservanza del Codice Etico-Comportamentale” nonché a “condurre le indagini interne per l’accertamento di presunte violazioni delle prescrizioni” del medesimo.  Sempre dal Codice Etico (pag. 36), datato maggio 2009 e cliccabile dal Sito Ufficiale del nosocomio pavese,  il Comitato di Valutazione avrebbe “la disponibilità di una casella di posta elettronica con accesso riservato per garantire la segretezza delle informazioni/segnalazioni sulla violazione del Codice Etico/Comportamentale“.

 http://www.sanmatteo.org/site/home/il-san-matteo/codice-etico.html

Peccato che, nonostante le decine di telefonate effettuate dal mio staff ai vari uffici del San Matteo (ad esempio all’ URP – Ufficio Relazioni con il Pubblico -, all’ UPT -Ufficio Pubblica Tutela -, al dipartimento “Legale, Contenzioso e Disciplinare“, alla Direzione Sanitaria,  alla Direzione Amministrativa, e a mille altri uffici) per conoscere l’indirizzo email del fantasmagorico Comitato di Valutazione,  non sia stato neppure possibile venire a capo della sua effettiva esistenza Nessuno, all’interno  del Policlinico, sembra conoscerlo.  Secondo qualcuno, sarebbe stato programmato ma non istituito.  Chiedo lumi,  ma quel che è certo, è che l’enigma lascia perplessi e non depone qualitativamente a favore del San Matteo…

ALTRI IMPORTANTI LINK:

Caso Materazzi: avvisai l’Inter  http://bit.ly/IhcJFX

Lettera aperta a Marco Materazzi  http://bit.ly/K0sxeZ

Materazzi, lettera morta  http://bit.ly/L4vASw

Menisco Materazzi: 12 dubbi amletici http://bit.ly/Lklh1n

Caso Materazzi: la sindrome compartimentale acuta in parole semplici  http://bit.ly/GDoHKi

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CROLLANO GLI AZZURRI: SPAGNA REGINA D’EUROPA

Posted by ladycalcio su lunedì, luglio 2, 2012

CHE PECCATO, ITALIA!

HA VINTO LA SQUADRA PIU’ FORTE.

GRAZIE LO STESSO, AZZURRI.

Posted in Calcio italiano, Nazionale Azzurra | Contrassegnato da tag: , , , | 9 Comments »

 
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