CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

Archive for ottobre 2008

Inter-Genoa e rischio Champions League

Posted by ladycalcio su lunedì, ottobre 27, 2008

Per i sostenitori nerazzurri è un film già visto, del genere horror: rosa galattica, supremazia tecnica, fisica e di uomini.

Prestazione generosa, possesso di palla schiacciante e una ridda di occasioni mancate. Si è spopolato nei confronti precedenti, ma in una certa partita, improvvisamente ed inspiegabilmente, gli schemi non entrano e il risultato non si sblocca. Colpa dell’allenatore? Della formazione sbagliata? Delle assenze? Dell’avversario che ti ha preso le misure? O soltanto una giornata storta?

Prosegue il déjà vu: cambio di modulo e di schemi, ritocchi nell’assetto della squadra e qualche sostituzione che non cambia il volto della partita.

Puntate rabbiose sulle fasce, cross al centro fuori bersaglio, suggerimenti intercettati, tiri a lambire il palo, bordate che si infrangono sulla traversa. Ci si affida al faro del centrocampo, al piede del bomber milionario, alla grinta del faticatore di turno, ai muscoli del Capitano …

Ma la porta è stregata. La partita si fa nervosa, il gioco pesante. L’arbitro estrae i primi cartellini gialli; ci scappa il rosso da questa o quella parte. Ci scappa anche l’infortunio, come è accaduto ieri a Muntari e come successo a Cordoba contro il Liverpool.

Esaurite le sostituzioni, l’arrembaggio procede disperatamente contro il tempo, con tutti i saltatori posizionati in area avversaria sui calci piazzati. Ma il risultato non si sblocca, la sponda non riesce, il pallone non trova il giocatore in profondità; viene respinto dalla traversa, finisce di poco a lato o fra le braccia di qualche portiere in giornata di grazia.

La telecamera indugia sulle facce scure di Moratti e di Tronchetti Provera in tribuna.

Si rischia la beffa sui guizzi del Milito di turno. Beffa scongiurata contro i liguri, ma sempre in agguato nei momenti no, quelli in cui “tutto va storto”. Per intenderci, in quelle serate in cui i due falli da dietro commessi ieri da Burdisso sono da rosso, la mano di Ibra da squalifica, i rigori sacrosanti vengono negati e i goal avversari in fuorigioco convalidati; quelle serate in cui, all’ultimo minuto, il pallone insidioso di turno ha la meglio sulla saracinesca Julio Cesar e in cui persino i rimpalli diventano sfavorevoli.

Occasioni in cui, improvvisamente e inspiegabilmente, l’Inter non è più la stessa. Negli anni cambiano gli attori, ma non il copione. Il pareggio contro il Genoa rispecchia in maniera preoccupante l’iter di tante altre sconcertanti prestazioni da parte di un’Inter che si credeva consolidata nell’assetto e in crescita nel rendimento e che invece, d’improvviso, s’inceppa nei meccanismi. È proprio questo il rischio più grosso che vedo per i nerazzurri in vista degli incontri chiave di Champions League, obiettivo dichiarato della stagione.

Come detto è un film già visto, aggiornato nel cast degli attori, che i sostenitori della Beneamata non desiderano rivedere in primavera, il fatidico momento in cui i loro sogni di gloria europea lasciano regolarmente il posto alle discussioni, alle recriminazioni, alle analisi sulla sconfitta più cocente della stagione ed agli strascichi polemici su risultati che non rispecchiano le potenzialità della squadra.

Mi direte: da qui a là c’è tempo, lasciamo lavorare Mourinho. D’accordo, ma ciò che preoccupa è riscontrare, anche nella “sua” Inter, quegli alti e bassi e quell’incostanza di rendimento che da anni affliggono il club nerazzurro come un bacillo misterioso, sfuggendo ad ogni logica e ad ogni analisi tecnica.

Ieri, l’Inter che aveva sempre segnato in casa da 60 partite non è riuscita ad avere ragione del Genoa a San Siro. Nonostante la superiorità numerica. E per la prima volta, si è visto mister Mourinho agitarsi vistosamente a bordocampo e perdere l’aplomb, sbottando in un plateale “vaffa” e in critiche non più tanto velate all’indirizzo dei suoi giocatori. Forse, ci si era illusi troppo presto della padronanza dimostrata contro avversari modesti (come l’Anorthosis) o in netta crisi (come la Roma).

Del resto, l’aveva anticipato lo stesso Mourinho: a una prestazione esaltante della sua squadra (vedi, appunto, quella all’Olimpico) ne segue regolarmente una sotto tono. Se mi è concessa una battuta, il tecnico lusitano provveda a regolare la “corrente alternata” dei suoi uomini in base ai futuri big match europei. Quelli in cui ci si gioca una stagione in 90 minuti.

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L’Inter fa poker all’Olimpico

Posted by ladycalcio su lunedì, ottobre 20, 2008

Le magie di Ibrahimovic e le capriole di gioia di Obinna; la mesta uscita dal campo di Totti e la smorfia di disappunto di Rossella Sensi in tribuna: queste le immagini antitetiche dei protagonisti del big match Roma-Inter di ieri sera, che  ha sancito il primo posto in classifica dei nerazzurri a quota 16 con 2 punti di vantaggio su Udinese, Catania e Napoli.

Tre compagini difficilmente pronosticabili ai vertici della calssifica di Serie A, a cui fanno da contraltare  Juve e Roma (rispettivamente 12° e 14°) nelle posizioni di bassa classifica. Due i principali spunti di riflessione offerti dalla 7° di campionato: la crisi della Juve e, appunto, la 4° sconfitta della Roma in 7 gare (pari al numero complessivo dei confronti persi dai giallorossi in tutto lo scorso campionato), maturata ad opera di un’Inter decisamente padrona del campo e del gioco per l’intero arco dei 90 minuti: reti spettacolari, preziosi assist di un Quaresma che sembra finalmente inserirsi nel modulo di Mourinho e schemi valorizzati dalle carte vincenti Muntari e Stankovic.

4 reti nerazzurre accolte, durante la diretta su Sky, dagli imbarazzanti silenzi di Maurizio Compagnoni e Antonio di Gennaro, “bastonati” dai siluri di Ibra & Co. alla pari dei sostenitori giallorossi presenti allo Stadio Olimpico.

Pur con qualche incertezza, la difesa nerazzurra in emergenza ha avuto egregiamente la meglio sull’indiscussa classe di Totti e sugli inserimenti di De Rossi e Aquilani, caduti nel vuoto alla pari del 2-1 a favore della Roma pronosticato prima del calcio d’inizio da Billy Costacurta, commentatore in studio.

E proprio negli studi Sky, il 4-0 a favore dei nerazzurri viene definito dapprima un “risultato bugiardo”, poi, addirittura, una “sconfitta dolce nonostante il 4-0″. In seguito, alla Domenica Sportiva (Rai 2), mister Spalletti definisce il pesante punteggio subito un “risultato esagerato per il corso della partita”.

Battono lorsignori per sportività i tifosi romanisti, che in stile inglese continuano a sostenere la loro squadra nonostante il pesante passivo.

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Bulgaria-Italia: gli Azzurri fanno sbadigliare

Posted by ladycalcio su domenica, ottobre 12, 2008

L’inquadratura TV dei due poliziotti bulgari che sbadigliano a bordocampo è l’emblema dell’incontro Bulgaria-Italia di ieri sera.

Un’Italia mediocre che, a dispetto della telecronaca modello occhiali rosa di Marco Civoli e Salvatore Bagni (Rai 1), mi è parsa lenta, poco fantasiosa, inconcludente e per nulla incisiva. Mi sono annoiata anch’io. Novanta minuti passati a guardare i Campioni del Mondo cincischiare a centrocampo con indecisioni, retropassaggi, tocchi orizzontali e pericolose palle perse, oltre che con qualche fallo di troppo.

Come parlare di bel gioco? D’accordo, diamo a Lippi il tempo di lavorare. In tema di “nuova Italia”, tuttavia, gli esordi di Pepe e Giuseppe Rossi non mi sembrano aver sortito chissà quali novità. In compenso, ho visto Chiellini confermarsi uomo in crescita, sempre più padrone della difesa e delle palle alte.

Sonnacchioso il centrocampo, deficitario nel controllo di palla e con troppi spazi concessi all’iniziativa avversaria. Corriamo più di una volta il rischio di farci sorprendere dai palloni insidiosi di Petrov & Co., mentre il nostro attacco brilla per l’inconsistenza di Di Natale e per gli errori di Gilardino.

Eppure, su Rai 1, Marco Civoli è ottimista: “Teniamo bene il campo, riusciamo anche ad essere pericolosi”. Gli fa eco Salvatore Bagni: “Molto bene l’Italia, teniamo l’iniziativa”.

Dati alla mano, alla fine del 1° tempo il tabellino degli Azzurri fa segnare zero tiri in porta e 2 fuori.

Nel 2° tempo il volto della partita non cambia e continua ad essere caratterizzato da quel monotono batti e ribatti a centrocampo e dalla prevedibilità della nostra manovra.

Per una buona fase della ripresa subiamo il possesso palla dei bulgari, animati dai movimenti di Berbatov. E sebbene i nostri avversari non siano fulmini di guerra,  riusciamo ugualmente a farci intercettare nelle nostre disordinate azioni offensive.

A poco valgono gli innesti di Perrotta, Giuseppe Rossi e Toni, protagonista di un lungo momento no e di un’ammonizione che lo vedrà squalificato per l’incontro di mercoledì contro il Montenegro. Emblematica l’osservazione di Mario Sconcerti sul Corriere della Sera: “Sull’unico dribbling di tutta la serata (Rossi a 20 minuti dalla fine), Gilardino ha avuto un pallone che poteva assomigliare a un goal”.

Eppure, Bagni ha visto “una buonissima Italia” e secondo Carlo Paris: “c’è da essere sodddisfatti per l’autorevolezza di questa squadra”. Dulcis in fundo, la conclusione di Lippi: “risultato e prestazione positivi, la squadra ha giocato con buona personalità”.

Sul finire della partita, l’inquadratura del Presidente Federale Abete e del suo vice Albertini ricalca quella dei poliziotti bulgari.

A dispetto di tutto ciò, l’Italia è ancora prima nel girone di qualificazione ai Mondiali 2010.  Un’Italia, per dirla con Sconcerti, “vestita bene nel suo grigio”.

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Inter-Werder: questo non è il vero calcio

Posted by ladycalcio su giovedì, ottobre 2, 2008

“Il pubblico ha sempre ragione”. Così, su Sky, José Mourinho commenta i fischi degli spettatori all’Inter al termine del confronto interno di Champions League contro il Werder Brema. Il tono è sommesso, ben lontano dal fare spavaldo che il mister nerazzurro ostenta durante le conferenze stampa pre-partita.

“Questo non è il vero calcio, il pareggio finale è un risultato che non piace”, aggiunge su Inter Channel.

4 punti nel girone dopo 2 incontri, alla pari con l’ Anorthosis Famagosta, sono effettivamente un bilancio un po’ magro. Che dire? L’”Inter di Mourinho” è apparsa ancora una volta acerba, disordinata e macchinosa nella manovra.

E se in casa nerazzurra si sprecano le punte, altrettanto dicasi per le occasioni. I dati parlano di soli 2 goal nelle ultime 3 partite, laddove l’attacco interista appare troppo spesso una forza arrembante in assenza di schemi veri e propri. Cinque, per contro, le reti già subite, contro le 26 incassate in tutto lo scorso anno sotto la guida di Mancini. Su Sky, Gianluca Vialli fa peraltro notare come si tratti di reti simili, con un traversone sul 2° palo che trova impreparata la difesa.

Vialli approfondisce poi la sua analisi sul comportamento della linea difensiva nerazzurra:“Sono sempre molto schiacciati, danno poco spazio in profondità, però consentono il palleggio quasi al limite dell’area e di conseguenza il tiro da fuori o il traversone, e così rischiano un po’”. Con parole diverse, dopo il 5-2 inflitto dal Werder al Bayern Monaco, Ladycalcio aveva già previsto il  pericolo. 10 giorni fa, su questo blog, avevo infatti messo in guardia dai “passaggi in profondità del Brema, dimostratosi molto abile nel saltare le linee difensive con inserimenti repentini”.

Come volevasi dimostrare, ecco Claudio Pizarro andare puntualmente in goal tagliando la difesa nerazzurra – e graziarla al 91’ su una ghiotta occasione che avrebbe potuto significare, per l’Inter, una preoccupante sconfitta interna.

Dal canto suo, Mourinho dà per sicura al 100 % la qualificazione nel girone. Incredibile ma vero, Inter-Anorthosis si profila come il prossimo big match di Champions.

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