CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

Archive for novembre 2016

#ForçaChape

Posted by ladycalcio su mercoledì, novembre 30, 2016

chapecoense

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L’INTER CE L’HA FATTA: FUORI DALL’EUROPA LEAGUE!

Posted by ladycalcio su venerdì, novembre 25, 2016

Come scrivevo meno di due mesi fa dopo la batosta di Praga, all’Inter serviva un’altra figuraccia per liberarsi della scomoda Europa League.

https://calcioparole.wordpress.com/2016/09/29/inter-serve-unaltra-figuraccia/

La figuraccia è prontamente arrivata: l’Hapoel Be’er Sheva, che allora l’aveva tenuta in gioco pareggiando con il Southampton, in serata ha affondato definitivamente i nerazzurri, rimontati da 0-2 a 3-2.

Ride De Boer, si fa serio Pioli, si fa buttar fuori per doppio giallo Handanovic.

Segue lo sciopero nazionale dei trasporti, ma l’Inter è già arrivata.

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MONTELLA-PIOLI 2-2 NEL DERBY DELLA MADONNINA

Posted by ladycalcio su domenica, novembre 20, 2016

derby-candreva

Dal Sito: inter.it

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PIOLI PARTE VERSO IL 2018 …

Posted by ladycalcio su domenica, novembre 20, 2016

 pioli-inter

… SE CI ARRIVA

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DE BOER ESONERATO NELLA NOTTE DEGLI ZOMBIE

Posted by ladycalcio su martedì, novembre 1, 2016

“De Boer mangerà il panettone?” mi domandavo nel mio post del 9 agosto scorso http://bit.ly/2aP8K9k. In verità, l’olandese non ha mangiato neppure il pan dei morti, tradizionale dolce milanese di inizio novembre.

La decisione del suo esonero, caduta nella notte di Halloween 🙂 , calza ironicamente a pennello con gli zombie in maglia nerazzurra visti in campo nelle ultime partite e con la pugnalata della Società al tecnico, previo il grottesco rito in sua difesa inscenato dalla Dirigenza durante l’Assemblea dei Soci di 4 giorni fa.

Ma diciamocelo: l’infausto presagio incombeva già da agosto, quando De Boer, reduce da una sola esperienza di allenatore di club all’Ajax, si era ritrovato sulla panchina nerazzurra a soli 12 giorni dall’inizio del campionato, senza aver gestito né la campagna acquisti né la preparazione estiva; soprattutto, senza conoscere né il calcio né la mentalità italiana. Colpa dei tentennamenti della Società di Corso Vittorio Emanuele nel rapporto ormai logoro con Roberto Mancini.

Frank de Boer, un signore, puntava tutto sulla sua filosofia del calcio e sulla professionalità dei giocatori. Dell’Inter aveva visto dei video, forte della convinzione che Milano non dovesse essere poi così diversa da Barcellona e del fatto che, comunque stessero le cose, si gioca ovunque 11 contro 11.

Si era proposto diversi moduli, Frank da Hoorn: dal 5-3-2 al 4-3-3, dal 4-3-1-2 al 4-1-4-1 – tutti tranne il classico (e più prudente) 4-4-2. Chissà se anche il rocambolesco 0-11 🙂 visto i campo nei minuti finali contro la Samp, con Handanovic accorso a pressare nell’area avversaria.

Altra sua convinzione, anch’essa dichiarata nella conferenza stampa di presentazione, era che a dispetto di un passato speso a valorizzare i giovani, si sentiva in grado di allenare anche i giocatori di esperienza (“a volte è più semplice perché capiscono molto più velocemente le cose”). “Infatti”.

Ma forse, la convinzione più logica e scontata nella testa del povero De Boer era quella di essere giunto in una Società degna di tale nome, dotata di debita organizzazione e di un’imprescindibile figura ‘forte’ fra tecnico e squadra, con l’autorità di difendere l’allenatore dagli artefici del disastro: i giocatori.

Quanto alla “professionalità” di questi ultimi, il caso del libro di Capitan Icardi e la polemica uscita dal campo di Eder sostituito contro la Samp sono solo gli ultimi fulgidi esempi di una lunga serie.

Passa ancora una volta il messaggio che i  superviziati eroi milionari possono concedersi tutto, in primis certe vergognose prestazioni sul campo: a pagare è sempre l’allenatore.

Certo, il buon Frank ci ha messo pesantemente del suo con certe scelte tecniche inspiegabili, l’ultima delle quali lasciare a casa da Genova Gabigol, per la cui disponibilità immediata i cinesi avevano sborsato la bellezza di 30 milioni.

“La cosa che dobbiamo fare è vincere le partite e questo è quello che faremo”, aveva annunciato trionfante l’olandese. Ma dalla sconfitta casalinga d’esordio per 2-0 contro il Chievo l’Inter era via via scivolata verso i bassifondi della classifica fino al 12° posto attuale dopo 11 giornate: 14 miseri punticini dietro a Cagliari, Genoa e Chievo. In 11 incontri i nerazzurri hanno subito 5 sconfitte (una più di Atalanta, Chievo e Bologna) e 14 reti (contro le 12 del Chievo e le 13 dell’Empoli).

Nel Gruppo K dell’Europa League la Beneamata è ultima del girone con 3 punti in altrettante partite, e chissà come se la ride il Mancio.

Sta per essere annunciato il 10° allenatore nerazzurro dopo Mourinho (non contando il tecnico della Primavera Stefano Vecchi, che siederà in panchina giovedì a Southampton). E come se non bastassero le divisioni sul campo, l’Inter appare divisa anche nella Dirigenza, peraltro scombussolata dall’avvicendamento Thohir: gli italiani caldeggiano la candidatura di Pioli – l’ennesimo traghettatore – già segnalato a Milano e autore di una rottura con Candreva ai tempi della Lazio. Dal canto loro, i cinesi preferirebbero un nome più altisonante.

È cambiata la Dirigenza. È cambiata la lingua dell’organigramma, bombastico e anglomane. Non è cambiata la “Società” FC Internazionale, che rimane il caos di sempre.

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