CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

Archive for settembre 2009

SI PREPARA L’ADDIO DI MOURINHO ALL’INTER?

Posted by ladycalcio su lunedì, settembre 28, 2009

Siete mourinhiani irriducibili e il mister vi piace così com’è? Godetevi i suoi eccessi pirotecnici ora, poiché sono sempre più convinta che non resisterà a lungo sulla panchina dell’Inter. Il barometro segna tempesta: José Mourinho appare sempre più nervoso, suscettibile e in rotta con l’ambiente, oltre che sempre meno padrone del suo ruolo. Chissà se Massimo Moratti è tuttora convinto di aver ingaggiato il miglior tecnico del pianeta o se si ritrova con qualche dubbio e qualche capello bianco in più.

Nel mondo del calcio, dominato dai valori del denaro, “Mister Non Rispondo”  ritrova la favella per questioni di soldi: quelli che l’Inter avrebbe rischiato di dover sborsare se l’afasia persistente dello Special One fosse sfociata in una denuncia da parte di Sky, che sborsa fior di quattrini per assicurarsi in anteprima i suoi battibecchi e i suoi “non parlo”. Il colmo del grottesco è che se non fosse stato per la Società, lui avrebbe continuato a tacere – e ce lo viene pure a dire. Visti da questa prospettiva, Mou e il suo silenzio stampa ne escono ancor più ridicolizzati. O no?

Ferito nell’orgoglio (lui “costretto” a subire la volontà altrui?) The Special Arrogant si presenta al dopopartita Sky con il piglio dei giorni “migliori”. Non ne sentivo la mancanza. Avevo trovato  più piacevoli il “Cuchu” Cambiasso e il volonteroso Lucio, anche se, da parte dell’Inter, spedire in conferenza stampa un ultimo arrivato che non sa neppure l’italiano mi è sembrata una provocazione di cui ignoro il motivo.

Riecco Mourinho, riecco il solito jingle delle non risposte. Più che un professore in cattedra, Mou ora sembra un ripetente (participio presente del verbo ripetere). Perché ha tolto Balotelli? “Io sono l’allenatore, io decido y non devo spiegare tutte le mie desisioni”; la Sampdoria? “No, della Sampdoria non parlo, della Sampdoria parla Del Neri”. Se ha chiarito con Cassano l’episodio della simulazione… “No, non parlo, solo cose di calcio. No, finito finito, quello che succede in campo succede in campo, io finito adesso”. Se con Sneijder sarebbe partito con un modulo diverso dal 4-3-3? “Non lo so. Veramente non lo so”.  Si può almeno chiedergli il perché del suo silenzio stampa? “No, tu puoi chiedere, io non ti rispondo”.

“È inutile andare avanti, mi sembra”, conclude Alessandro Bonan trattenendo a stento il sorrisino ironico. Lo studio è tutto risolini e ammiccamenti. O voi riuscite a prenderlo ancora sul serio?

Per non parlare delle frasi sprezzanti su Del Neri… I commenti delle TV locali si avvicinano finalmente a quanto da me scritto nell’ultimo post (“The Special Arrogant”). Si parla finalmente dei DOVERI di chi percepisce il lauto stipendio di un milione di euro al mese (!), di senso del ridicolo e ci si interroga sul perché del silenzio stampa. Per essere stato criticato dopo Inter-Barcellona? Se sì: Mou è forse intoccabile? Sarà una missione impossibile, ma vogliamo almeno provare a fargli entrare nella testa che il tecnico di un grande club di calcio non è un dio ma un personaggio pubblico soggetto a critiche e chiamato a rispondere del suo operato?

Da qui a quando tornerà al mittente, auspicherei nei suoi confronti il trattamento suggerito da “Matrix” Materazzi verso Ibrahimovic: ignorarlo, come si fa con i bambini capricciosi quando fanno le bizze per attirare l’attenzione.

Giallo (non) convocazione di Materazzi.

A proposito! Prima della conferenza stampa di venerdì 25, Paolo Viganò, Direttore della Comunicazione di FC Internazionale, enuncia il nome di Matrix fra i convocati per Sampdoria-Inter 🙂. Nome che compare a lungo anche sulla grafica di Inter Channel.

Un miracolo 🙂 ? Mi domando. Che la sola idea di un incontro ravvicinato del terzo tipo con la Lady del pallone per una corsettina a bordocampo (che avevo buttato lì nel post precedente) l’abbia terrorizz… 😦 , pardon, gli abbia messo le ali 🙂 al punto da farlo passare direttamente dal differenziato a base di ”aerobico prolungato” (la corsettina lemme lemme a bordocampo, appunto) ad  abile e arruolabile?

No, accidenti, contrordine! Matrix, che dopo il parziale rientro in gruppo di giovedì 17 era tornato al lavoro di recupero, resta a casa 😦 e al suo posto parte il celeberrimo centrocampista Obi Joel Chukwuma (???????????????????). Mi date atto che qualcosa non funziona?

In un’intervista rilasciata venerdì durante un evento legato alla moda, Matrix dichiara che potrà tornare disponibile “fra 10 giorni. Dopo la pausa”.

Non quadra neppure questo. La pausa per le nazionali è in calendario per l’11 ottobre: dunque, se la matematica non è un’opinione, partendo da venerdì 25.9 di giorni ne sarebbero già mancati 16.  Inoltre, la prima data valida per il suo rientro sarebbe il 17 ottobre, ossia, ad andar bene, 42 giorni dopo l’infortunio subito il 5 settembre scorso a Lugano. E dire che, secondo “La Gazzetta dello Sport”, il “risentimento” diagnosticato presso la Clinica Columbus di Milano (mitici camici bianchi :-)!) sarebbe stato guaribile in pochi giorni. Il 12 settembre scorso, Mourinho aveva parlato di una settimana ancora … Peccato che i tempi di recupero di cui sopra siano da lesione muscolare e che comunque la si giri, è singolare che a meno di un mese da una sindrome compartimentale acuta 🙂 Marco già corresse sul campo centrale come continua a fare  ora, ad oltre 20 giorni da un semplice affaticamento muscolare…

Non lo dico certo per prendermi gioco di Matrix, che peraltro, nel denunciare la mancata espulsione di Felipe Melo a Genova e i due pesi e le due misure adottati nelle decisioni arbitrali, ha dato una lezione al suo mister, esprimendo sì i medesimi sacrosanti concetti, ma a botta fredda e con modi civili.

Piuttosto, desidero ribadire quanto Marco mi sembri mal gestito a livello di ufficialità e riprendere la sua esortazione: “Bisogna anche smollarsi un attimino, perché se si vuole avere un rapporto di collaborazione (magari anche con il prossimo?, ndr)…  dove uno può parlare da persona normale…”

Appunto: impossibilitata a parlargli “da persona normale”, Ladycalcio, che come lui non accetta di subire le ingiustizie, gli parla e gli dimostra le sue meningi attraverso questo blog!

Lippi non è stato di parola. Matrix, contrariamente a quanto dichiarato fino a poco tempo fa, non crede più di poter partecipare ai Mondiali 2010.  Ricordo un’intervista di qualche mese fa a Marcello Lippi, in cui il CT aveva affermato che dopo alcune prove con altri giocatori, avrebbe senz’altro richiamato Materazzi. La Nazionale ha preso invece un’altra piega: quella del campanilismo bianconero 😦 e delle “fissazioni” su uomini “intoccabili” come Cannavaro e Zambrotta, tanto per non far nomi.  Sportivamente, dato il gioco mediocre espresso dagli Azzurri, un Materazzi al centro della difesa ci starebbe eccome…

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The Special Arrogant

Posted by ladycalcio su martedì, settembre 22, 2009

Credeva di poter fare il bello e il cattivo tempo con il direttore di gara come lo fa con i giornalisti in conferenza stampa: Orsato, giustamente, l’ha buttato fuori.

Premetto che non stravedo certo per Daniele Orsato, già autore di pessime prestazioni contro l’Inter (vedi  https://calcioparole.wordpress.com/2009/04/24/inter-sampdoria-peggiore-in-campo-orsato/),ma il rosso di domenica a Mourinho mi è parso sacrosanto. Punto primo: a prescindere dagli errori arbitrali, un allenatore non può permettersi – per nessuna ragione – di perdere le staffe e di lasciarsi andare come lui ha fatto domenica. Meno che mai se siede sulla panchina dell’Inter, candidata al trono europeo.

Nelle ultime partite, più che a un tecnico sicuro del fatto suo e padrone della situazione, il mister nerazzurro è andato sempre più somigliando a un pentolone di fagioli: brontola, borbotta, si dimena, protesta,  sbraita. Ho sempre sostenuto che Mourinho, sotto la vernice mediatica, sia un insicuro, barricato dietro quell’antipatica facciata fra il blagueur e il guascone.

È talmente “speciale”, Mourinho, talmente un mago della dialettica, che come un bambino lancia il sasso e scappa, delegando il dopopartita di Sky e di Inter Channel a un imbarazzatissimo Marco Branca, investito dell’ingrato compito di mettergli le pezze.

Secondo Branca, Mou sarebbe molto “dispiaciuto” dell’espulsione, dettata più che altro dalla sua gestualità. Quello che vedo dalle immagini TV è piuttosto un Mourinho inca..volatissimo, che lancia fulmini e saette dagli occhi e un sonoro “vaffa” dalla bocca. Il siparietto gli frutta la terza espulsione in Italia in poco più di un anno, una giornata di squalifica e 15.000€ di multa. E per favore, non prendiamocela con ControCampo o con La Domenica Sportiva: il labiale l’hanno mostrato, non inventato!

Punto secondo: è indubbio che Mourinho abbia dei numeri, ma detesto certi suoi atteggiamenti supponenti e provocatori. In primis, quelli che tiene durante le sue conferenze-stampa.

Altro che fenomeno mediatico che dirotta su di sé le attenzioni per salvaguardare la squadra: Mou mi pare piuttosto lo schizzinoso re del “non rispondo”, del “non parlo di…”, del “non commento”: “non rispondo” a domande sulla Champions League, sul Chelsea, sulle altre squadre…”Non parlo” dell’arbitro, dei singoli, dei non convocati, della partita di settimana scorsa, di quella di settimana prossima… “Non commento” le parole del Presidente, dei dirigenti, degli altri allenatori… e via discorrendo. Farebbe prima a cantare “Mi sont de quei che parlen no” (io sono di quelli che non parlano), lui che si cimenta con il dialetto milanese.

Oggi intanto, alla vigilia di Inter-Napoli, in sala stampa si è presentato Esteban Cambiasso (chissà perché non il vice Beppe Baresi). Per i miei gusti, un passaggio dalla notte al giorno: il Cuchu è allegro, sorridente, correttissimo e disponibile. E risponde di buon grado a tutte le domande, anche a quelle tattiche che sarebbero state di competenza del capriccioso tecnico.  Viva Cambiasso!

Eppure, per i media Mou è un divo, un fenomeno della comunicazione. Fa comodo a tanti, perché alimenta i dibattiti (e le polemiche) che “fanno la trasmissione”. Lui, il grande attore, ci marcia e se la tira, recitando compiaciuto la parte del professore in cattedra che umilia gli scolaretti. Mi dà ai nervi  quell’espressione compiaciuta dinanzi all’imbarazzo che si disegna sul volto del malcapitato di turno, costretto a incassare zitto zitto il suo rifiuto in diretta TV.

Per conto mio, lo considero soltanto un atteggiamento di grande maleducazione e di mancanza di rispetto verso il prossimo. Mi domando: chi è Mourinho per permettersi di trattare i giornalisti con quel fare da tiraschiaffi? Un dio della pedata o un comune mortale destinato –  come noi tutti – a ritornare polvere? La risposta, più che scontata per chi vive con i piedi per terra, non è purtroppo tale per tutti coloro che campano d’aria e di boria veleggiando sui  “valori” distorti dell’aberrato mondo del calcio.

Secondo la mentalità imperante degli addetti ai lavori, in virtù della panca sui cui poggia le terga e dei soldi elargitigli dal patron Moratti, Mou sarebbe da considerare alla stregua di un intoccabile semidio. E gli altri? Poveri plebei ai suoi piedi, costretti a pendere dalle sue labbra, a subirsi le sue lune, le saette che lancia dagli occhi, i suoi frizzi e lazzi,  i suoi perentori no, i suoi “non rispondo” a stroncare sul nascere domande neppure formulate. Il tutto, s’intende, per portare a casa la pagnotta, mentre lui si porta a casa 10 milioni netti di Euro all’anno. Bello, vero?

The Special Arrogant non arriva a comprendere che senza gli operatori dell’informazione il calcio non potrebbe sopravvivere? E che in quel caso sarebbe fra i primi a finire con il sedere per terra? Mou farebbe bene a scendere dal piedestallo e a porsi da sé la domanda più banale: cosa può fregargliene personalmente a un giornalista se il giorno dopo l’Inter schiererà il rombo piuttosto che il tridente? Personalmente, la notte dormo benissimo anche senza sapere se in difesa giocheranno Samuel e Lucio piuttosto che Cordoba e Chivu. E voi?

Eppure, il fondo si è toccato alla vigilia di Inter-ManU, con The Special Arrogant protagonista di una figura da sprofondare davanti ai media di tutt’Europa (si rende lontanamente conto dell’onere economico e del sacrificio della trasferta di una troupe TV?): la proposta di rivelare la formazione del giorno dopo chiudendo subito dopo la conferenza stampa e tornandosene tutti a casa, in quanto indispettito da una banalissima domanda.

Se il “manico” dell’Inter permette ai suoi dipendenti questo e altro, Calcio e Parole non ci sta ad assuefarsi alla mentalità corrente.

Parlando controcorrente (la dice tutta!), giova ribadire che, come già ricordato, Mourinho percepisce uno stipendio netto annuo di 10 milioni di Euro. La cifra, per quanto mi riguarda, è già di per sé uno schiaffo alla miseria. Tanto più scandaloso mi sembra dover sottolineare che fra i doveri di un tecnico vi è quello di rispondere alle domande dei giornalisti – siano esse scomode, provocatorie e ripetitive quanto si vuole – con correttezza ed educazione. Per quella cifra…

Di più non gli è richiesto. Eppure, far entrare questo concetto nelle incancrenite cervici che popolano il mondo malato del calcio, sembra essere un’impresa proibitiva. Si cozza contro risolini di compatimento, frasi di rassegnazione… si è tacciati di bestemmia, ci si prende del Don Chisciotte che lotta contro i mulini a vento… A quel punto, come avviene in medicina per i casi ribelli, non resta che la cura-urto.

Volete sapere cosa farei io se nel porre a Mourinho una domanda più che corretta e pertinente (ad esempio: “Scusi mister, mi potrebbe dire cortesemente per quali motivi non ha convocato Balotelli?”) venissi “investita” verbalmente come è accaduto a più malcapitati?  Risponderei con le sue stesse “armi” mediatiche: mi alzerei dalla poltrona, senza scompormi inviterei il pallone (s)gonfiato ad imparare l’educazione e lascerei la sala stampa in diretta TV. Non preoccupatevi, ho fatto (e probabilmente farò) di molto peggio, senza guardare in faccia nessuno.

Ebbene: questo dovrebbero fare i giornalisti, anziché leccare i piedi a un allenatore nel quale di speciale vedo soltanto la boria: uscire tutti dalla sala stampa in segno di protesta civile per rivendicare la loro dignità di professionisti e di persone. Se tutti facessero così, statene certi, il “Prof. Mourinho” avrebbe già cambiato registro da un pezzo. Già. Se solo gli inviati non dovessero vedersela con i direttori… se solo la sera stessa non volassero in trasferta sull’aereo dell’Inter… ho detto tutto?

Domenica intanto, a volare (dal campo) è stato lui. Proprio lui, quello che si scaglia contro la prostituzione intellettuale.

Appendice

Ladycalcio ci vede meglio di Mourinho.

Ricordate la conferenza stampa di Mou del 12 settembre, prima di Inter-Parma? Secondo il tecnico, diversamente da quanto avevo previsto, a Materazzi sarebbe mancata solo una settimana per ritornare a disposizione dopo il famoso “risentimento” alla coscia destra rimediato a Lugano il 5.9.  Forse, Mou (o chi per lui) è stato un po’ ottimista a farmelo sprintare davanti agli occhi tutto pimpante giovedì scorso: purtroppo (e sportivamente, ve l’assicuro, mi dispiace) l’eccessivo ottimismo dev’essere costato a Matrix una mezza ricaduta, se è vero che venerdì e sabato è tornato alla corsetta sul campo, rispettivamente a fianco del preparatore atletico Andrea Nuti e del collega Stefano Rapetti.

Ladycalcio meglio di Red Bull.

Per il bene dell’Inter, se il fastidio dovesse persistere, Ladycalcio si offre di far compagnia al n° 23 nerazzurro al posto dei preparatori durante le sue sgambatine attorno al campo. Con tanto di seduta di stretching finale ad evitargli ulteriori STIRAMENTI. Come reagirà il giocatore alla proposta? Entusiasta e a bocca aperta come nelle foto a questo link: http://www.inter.it/aas/news/reader?N=45805&L=it&CAT=2

QUANDO IL SOLO PENSIERO…. TI METTE LE ALI!

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Eto’o-Ibra 0-0

Posted by ladycalcio su giovedì, settembre 17, 2009

Inter-Barça tribunaInter-Barça centrocampoInter-Barça areaInter-Barça grand'angolo

Doveva essere il confronto fra Eto’o ed Ibrahimovic. Inter-Barcellona, big match d’esordio europeo vissuto sotto la pioggia ma nell’atmosfera delle grandi occasioni, ha visto invece “zeru goal” e altri protagonisti, con entrambi gli attesissimi campioni in sordina. Fischiatissimo, ad ogni tocco di palla, lo svedese.  “Con Eto’o e Milito, Ibra sei finito”, recita uno striscione a San Siro.

Nel 1° tempo il Barça è più veloce, cambia agevolmente gioco e si fa pericoloso su contropiede, concedendosi però troppe distrazioni in difesa. Guardiola schiera un undici cortissimo e gli uomini di Mourinho si ritrovano spesso in fuorigioco, oltre che in costante difficoltà a ripartire.

In casa nerazzurra spiccano le risalite sulla fascia di Maicon, le rapide incursioni in avanti di Milito e il tempismo di Lucio, davvero abile nel neutralizzare Ibra. La nota negativa è rappresentata da Muntari, sotto tono e sempre fuori posizione.

Nella ripresa, la pessima prestazione della terna arbitrale tedesca culmina in un fuorigioco inesistente fischiato a Milito lanciato a rete: una decisione che potrebbe aver cambiato il volto della partita. Casomai qualcuno intendesse parlare di “aiuti” all’Inter, ricordi bene questo incontro e rifletta su quanto potrà costare, in termini di risultati e di punti nel girone, la serie di grossolani errori a sfavore dei nerazzurri a cui abbiano assistito in questo esordio.

I giocatori del Barcellona si trovano, emergono per il palleggio disinvolto e fanno segnare uno schiacciante possesso palla; tuttavia, le azioni incentrate sull’asse Messi-Ibrahimovic e portate avanti con mille passaggi, si infrangono regolarmente contro il muro difensivo dell’Inter, dove l’ottimo Samuel si alterna con Lucio nella marcatura di Ibra, spostato sulla destra da Guardiola.

L’Inter non riesce a costruire l’azione, il Barça continua a far girare palla e a tessere la tela alla ricerca della zampata vincente, ma non trova sbocchi.

Che dire dell’esordio europeo della compagine milionaria di Mourinho? Innanzitutto, che le manca ancora l’affiatamento. Il Barcellona è più squadra, ma pratica il suo peculiare gioco da anni. Quanto ai nerazzurri, l’impegno si è notato e l’intesa è migliorata. Tuttavia, in vista dei futuri impegni di coppa, continua a preoccupare l’incapacità cronica di concludere a rete…

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Inter-Barcellona e la piaga del bagarinaggio

Posted by ladycalcio su martedì, settembre 15, 2009

Il fenomeno, tristemente noto, coinvolge pressoché tutte le grandi kermesse: partitissime di calcio, eventi sportivi, concerti e manifestazioni di grande richiamo. Sto parlando della piaga del bagarinaggio, riportato alle cronache dal precoce tutto esaurito dello Stadio Meazza in vista dell’incontro di Champions League Inter-Barcellona.

Nella serata di giovedì 10 settembre, la trasmissione “Il Campionato dei Campioni” (Odeon TV), condotta da Caterina Collovati, ce ne ha offerto un spaccato raccapricciante  mandando in onda le conversazioni telefoniche fra il giornalista Stefano Peduzzi, fintosi un tifoso alla disperata ricerca di un biglietto per il big match di domani, e alcuni fra i bagarini  che offrono gli ormai introvabili tagliandi in Internet a prezzi supermaggiorati.

Qualche esempio? Un posto al 1° anello rosso (prezzo ufficiale: 160 €), veniva offerto a 250 €; un biglietto al 1° anello verde/blu (45 €) a 100 €; un 2° rosso/arancio (45 €) a 110 €: un 2° verde (27 €) a 105 € ; un 3° anello (22 €) a 120/130 €. Perché “veniva”? Perché con l’avvicinarsi della partita, queste cifre sono destinate a salire vertiginosamente. Quel che è peggio, nell’apparente legalità.

Premessa: nelle righe che seguono mi limito a riferire le affermazioni ascoltate nel corso della trasmissione e a portarle all’attenzione dei lettori con il doveroso condizionale, con la sola aggiunta delle mie riflessioni e dei miei interrogativi. Chi di dovere ha tutti i mezzi per verificare – ed eventualmente smentire – tali affermazioni.

L’organizzazione (poiché di una vera e propria organizzazione si tratterebbe), sarebbe infatti in grado di eludere il “vincolo” del biglietto nominativo grazie alla regolare procedura per la cessione dei biglietti prevista dalla normativa vigente, legalmente espletabile tramite il Sito Ufficiale di FC Internazionale.

Nelle dichiarazioni dei bagarini contattati non mancano tuttavia le incongruenze. Ad esempio, mi pare esagerato che chi acquista i biglietti per conto dell’”organizzazione” debba “andare alle 5 (del mattino, ndr)  davanti alla banca e prenderlo alle 8.20, perché alle 9.00 sono finiti”, come affermato da un bagarino a giustificazione degli esorbitanti prezzi. Mi sembra strano sia per via dell’ora antelucana, sia considerata la disorganizzazione cronica dell’Inter, che anche in questa occasione ha visto la vendita online andare in tilt e i terminali delle banche rimanere bloccati per mezza mattina. Presso una banca vicina a casa mia, il sempre più disperato cassiere mi ha raccontato di aver venduto, in tutta la mattinata, non più di 20 biglietti.  Solito copione, già visto in occasione di Inter-Liverpool, Inter Manchester United, ecc:  le persone rimangono in coda sin dall’apertura della banca e i più se ne tornano a casa senza biglietto.

Primo inquietante interrogativo: se la vendita online non funziona (come non ha funzionato per gran parte della mattina del 7 settembre, primo e pressoché unico giorno di vendita libera, se escludiamo i posti più costosi…) e i terminali delle banche si intasano e non consentono la vendita dei biglietti ai clienti in coda, come possono i bagarini riuscire ad impossessarsi – in un’ora o giù di lì –  di centinaia (o addirittura migliaia?) di tagliandi?

Secondo interrogativo: dato che i dati personali di chi cede o rileva i tagliandi rimangono registrati, perché non risalire ai nominativi di coloro che ad ogni manifestazione di cartello cedono regolarmente il biglietto/ i biglietti ad altri? Qualcuno, per favore, mi risponda. “Calcio e Parole”  è un blog democratico aperto a qualsiasi replica o rettifica.

Come ha fatto giustamente notare Tony Damascelli, la piaga del bagarinaggio colpisce soprattutto i tifosi (e le famiglie) meno abbienti, che desiderano acquistare i biglietti di 2° e 3° anello.  Infatti, se il prezzo di una poltroncina rossa viene maggiorato da 190 € a 300 €,  cifra pur sempre alla portata delle tasche di chi frequenta la tribuna, per il 3° anello la proporzione è più che quintupla. Alla faccia della crisi!

La faccia dovrebbero perderla coloro che, anziché cercare soluzioni serie per arginare il fenomeno, si limitano ad esortare i tifosi a sottoscrivere l’abbonamento, in modo da assicurarsi i biglietti per le coppe europee sfruttando la prelazione. In tempi di crisi e di disoccupazione come questi… ci sono o ci fanno?

Gli ospiti in studio dibattono sull’incoerenza fra il persistere di questa situazione e la discussa tessera del tifoso e sull’eventualità di istituire una “penale” in caso di cessione del tagliando, in modo che per i bagarini venga a cadere la convenienza dell’”affare”.

Secondo me, le soluzioni sono altre e vanno ricercate nel deciso intervento delle Forze dell’Ordine in collaborazione con le Società: severi controlli su chi opera ripetute cessioni di biglietti, impegno coordinato di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza sia nel ruolo di finti acquirenti, sia sul territorio attorno allo stadio.  Volere è potere.

Ma qui mi sorge un terzo inquietante interrogativo: si vuole veramente sconfiggere il fenomeno?

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Materazzi ritrova le scarpette (e il dono dell’ubiquità)

Posted by ladycalcio su martedì, settembre 8, 2009

Macché professionisti del crimine, macché blindatissimo Centro Sportivo Angelo Moratti, con recinzioni, sofisticati sistemi d’allarme, circuito interno ed esterno di telecamere, sorveglianza e compagnia bella: l’ennesimo romanzo giornalistico!

L’epilogo del furto delle scarpette di Matrix è più che mai degno di una puntata dell’Ispettore Coliandro, se è vero che ad essere stati sorpresi dai Carabinieri con la refurtiva nel sacco sono due “ladri di polli” di 16 e 20 anni, impossessatisi, tra l’altro, di due tubetti di pomata Lasonil 🙂 🙂, una cavigliera e quattro paia di boxer (sui cui proprietari viene mantenuto il più stretto riserbo 🙂 🙂 🙂 :-)).

Viene fuori che i due ragazzi avrebbero trafugato (ormai il condizionale è d’obbligo) anche i guantoni di Julio Cesar e non un paio di scarpette qualsiasi di Matrix, ma udite udite, nientemeno che il paio della Finale Mondiale di Berlino 2006! Sono attonita: davvero Marcone aveva lasciato sole e abbandonate negli spogliatoi 😦 le compagne della notte più bella della sua vita, anziché tenersele appese accanto al letto a imperitura memoria dell’irripetibile  impresa?

Gli “scarpini” (si fa per dire) avevano messo le ali ai suoi piedoni del 48; altro che 45 o 47, come si era letto! Anzi, chiedo scusa se nel post precedente avevo defraudato Matrix di 3 numeri di scarpa!

A proposito di numeri, il 48 mi sembra adattarsi così  bene anche agli eventi fra Materazzi e Ladycalcio, che oggi mi è venuta l’idea di giocarlo al lotto sulla ruota Nazionale. Sarà che in Nazionale Marco non viene più convocato… sta di fatto che anch’io, come il personaggio della fiction “incriminata”, non ho vinto :-(… ma per carità, non andateglielo a dire!

Per ora, ha vinto la Giustizia; chissà che alla prossima estrazione non vinca anche Ladycalcio… Potrei sempre ritentare l’ambo con “ubiquità” (33 per la Smorfia) e “risentimento” (66), con quest’ultimo capogioco fisso, proprio come nei bollettini medici di FC Internazionale riguardanti gli infortuni di Materazzi.

Anche nel comunicato odierno, con il quale l’Inter rompe finalmente il digiuno di notizie sulle condizioni del suo centrale difensivo (un silenzio che durava da sabato sera), si parla di un “risentimento muscolare alla coscia destra”. Strano che per partorire tale diagnosi ci siano voluti 3 giorni, durante i quali i media ci hanno storditi con l’allarme Sneijder. Allarme rientrato, se è vero che l’olandese è fra i convocati della partita di domani contro la Scozia.

Sabato sera, durante il notiziario delle 19,30, il canale tematico nerazzurro aveva parlato di Materazzi costretto a lasciare il campo dopo 26’ per un “affaticamento muscolare”. Mai visto nulla del genere da quando seguo il calcio: durante la telecronaca in differita dell’incontro amichevole Lugano-Inter, LA REGIA SI ERA “PERSA” NON SOLTANTO L’INFORTUNIO, MA PERSINO L’USCITA DAL CAMPO E LA SOSTITUZIONE DEL GIOCATORE, che Il Corriere della Sera di domenica dava per KO per un “sospetto stiramento al bicipite femorale sinistro” (mettetevi d’accordo su quale sia la gamba infortunata!), per il quale “si prospetta almeno un mese di stop” :-(.

Un sospetto che per un professionista dovrebbe a mio avviso valere il “bollino rosso”, e non 2-3 giorni d’attesa prima di effettuare gli accertamenti. Sneijder, che pareva mezzo morto, sta per tornare il campo, mentre per l’affaticato Matrix i tempi di rientro sono come al solito non un ambo, ma un terno al lotto.

Dopo essersi precipitato in Olanda per sincerarsi delle condizioni di Sneijder, ecco il Dott. Combi curarsi finalmente di lui, nonché premurarsi (guarda caso) di smentire la mia battuta sulla tratta notturna Milano-Pavia: gli “accertamenti strumentali” sul numero 23 nerazzurro sarebbero stati effettuati, secondo il Sito, stamane, “presso gli studi Intermedica Imaging RM della clinica Columbus di Milano”. Probabilmente all’alba o giù di lì, aggiungo io, per meglio sfatare la mia immagine notturna e per far sì che Materazzi, dopo la probabile ecografia, l’altrettanto probabile risonanza magnetica & Co., in assenza del dono dell’ubiquità facesse in tempo ad essere uno dei 12 nerazzurri che in mattinata “sono ritornati ad allenarsi al Centro Sportivo Angelo Moratti”, insolitamente elencati uno per uno sul Sito in ordine alfabetico. Di solito si parla di “gruppo”, magari per evitare di andare nel pallone e di inserirvi Materazzi prima di Mancini .

Ma perché far attendere Matrix fino a martedì, lasciandolo in pena per le sue condizioni? Per non rovinargli la domenica in tribuna a Misano, a tifare per l’amico Valentino Rossi con le orecchie d’asino? Sarà. L’asino sull’entità dell’infortunio di Marco cascherà comunque alla data del suo rientro. Uovo di Columbus!

https://calcioparole.wordpress.com/2008/11/24/perche-non-credo-piu-alla-sindrome-compartimentale-di-materazzi/


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Furto scarpe Materazzi: un caso per l’Ispettore Coliandro

Posted by ladycalcio su sabato, settembre 5, 2009

Querela l’Ispettore Coliandro e i ladri gli fregano le scarpe.  Il destino sembra farsi beffe di Marco Materazzi, assurto nuovamente alle cronache per ragioni extracalcistiche. Stavolta, a riportarlo “alla ribalta” è stata la banda di scassinatori che nella notte fra giovedì e venerdì avrebbe fatto irruzione negli spogliatoi della Pinetina per trafugare i suoi “scarpini” (più che scarpini, due “barche” del 48…).

Ladri-tifosi? Così verrebbe da pensare considerando come l’alto rischio dell’impresa non fosse per nulla giustificato dal basso valore del bottino, (comprensivo anche di un borsone con 4 paia di scarpe appartenenti a un giocatore della Primavera), stimato attorno ai 1000 €.

D’altra parte, per impossessarsi dell’ambito “trofeo”  i soliti ignoti avrebbero dimostrato un’abilità da veri professionisti del crimine  (oltre che una “discreta” conoscenza del luogo): stando alle cronache, avrebbero infatti aggirato i sofisticati sistemi di sicurezza del superblindato Centro Sportivo Angelo Moratti, superato le recinzioni, eluso la sorveglianza e il circuito interno delle telecamere e forzato una finestra degli spogliatoi. Già, perché secondo gli inquirenti, ad entrare in azione sarebbero state più persone.  Vi sembra una cosuccia da nulla? Siamo proprio sicuri che manolesta abbia agito dall’esterno?

Strano anche che i ladri si siano buttati a pesce proprio sulle scarpe del numero 23 nerazzurro, beneficiarie di una pubblicità gratuita fuori programma, snobbando i ricercatissimi souvenir dei più gettonati Eto’o, Milito, Maicon, Julio Cesar, ecc.

E allora? Un furto su commissione, avente per mandante qualche collezionista infatuato di Matrix? Non credo che il gioco sarebbe comunque valso la candela, soprattutto se si considera che il reato di furto con scasso e ricettazione può costare  la pena detentiva.  Rischiare la galera  per un valore di 1000 €? Senza contare l’”ingaggio” da corrispondere agli specialisti-professionisti del crimine …

Se di un collezionista si trattasse: non gli sarebbe costato meno – sotto il profilo economico e del rischio – tentare di accaparrarsi gli ambiti oggetti del desiderio in una delle prossime aste benefiche?

Ora,  i Carabinieri e la Scientifica stanno cercando eventuali impronte degli efferati malviventi e vagliando le telecamere dentro e fuori dal centro, nel tentativo di venire a capo dello strano episodio. Ho i miei dubbi che ne sapremo mai qualcosa.  Ecco perché proporrei di affiancare loro l’Ispettore Coliandro: se lo scalcinato detective ritrovasse la preziosa refurtiva, Materazzi sarebbe disposto, in segno di ringraziamento,  a ritirare la querela?

Intanto, dopo soli 26 minuti giocati nell’odierna amichevole contro il Lugano, dopo essersi perso più volte l’uomo, Matrix ha dovuto abbandonare il campo per il secondo “risentimento” di stagione (dopo quello umorale derivatogli dalla nota battutaccia del serial).

Nella telecronaca in differita di Inter Channel, del fatidico infortunio non si vede assolutamente nulla: si parla di Matrix che ha dei problemi, che lascia il campo infortunato, ma la regia se ne guarda bene dall’inquadrarlo! Anzi, le telecamere seguono il gioco nell’altra metà campo e ne “oscurano” persino l’uscita dal terreno di gioco e la sostituzione. Inutile dire che questo non succede in seguito per Arnautovic… Siamo alle solite!

Non una parola su Marco persino nella successiva edizione speciale del notiziario nerazzurro (benché dedicato quasi interamente all’incontro), da cui un abbonato si aspetterebbe notizie di primissima mano. In esso si riferisce dell’infortunio di Sneijder, del recupero di ArnautovicMaterazzi, ormai, è come se fosse un optional.

I siti Internet parlano di un “risentimento ai flessori della gamba destra” e dei soliti accertamenti in vista. TG Sky 24 mostra un flash di spalle del numero 23 nerazzurro seduto in panchina. Chissà se mentre scrivo Matrix sta già inaugurando la tratta notturna MilanoPavia in compagnia del Dott. Combi

Una trama veramente di pedana, degna dell’Ispettore Coliandro

https://calcioparole.wordpress.com/2008/11/24/perche-non-credo-piu-alla-sindrome-compartimentale-di-materazzi/

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MATERAZZI, L’ISPETTORE COLIANDRO E LA SORELLA DI ZIDANE

Posted by ladycalcio su giovedì, settembre 3, 2009

Ho atteso un paio di giorni per capirci qualcosa di più e per non sparare commenti a vanvera su notizie rivelatesi incomplete.  Mi riferisco alla news della querela sporta da Marco Materazzi contro i Manetti Bros, rei di aver fatto pronunciare a un personaggio del serial poliziesco “L’Ispettore Coliandro” (Rai 2) che aveva perso al Fantacalcio, la frase “Quel b******o di Materazzi si è fatto espellere un’altra volta”, inizialmente diffusa senza l’insulto.

Leggendo i primi dispacci d’agenzia, che riportavano la richiesta di un risarcimento da parte del giocatore pari a 1 € a spettatore (per una cifra stimata attorno ai 2.380.000 € ), mi ero chiesta se fosse il 31 agosto o il 1° aprile, complici le immediate reazioni ironiche di siti e blog.  Dopo aver definito Matrix “il fumantino difensore dell’Inter”, Blog.it si domandava: “Se gli avessero dato della schiappa cosa avrebbe fatto? Avrebbe chiesto il ripristino della pena capitale?” Il Corriere  del Mezzogiorno descriveva Materazzi “in campo, come nella vita (…) sempre in tackle scivolato”, mentre Corriere.it mi saltava all’occhio per la correzione di rotta: dall’iniziale “L’ultimo fuorigioco di Materazzi”, addolciva poi in  “L’ultimo tackle di Materazzi”.

La sera, sul blog del giocatore compariva un post dal vivace taglio giornalistico intitolato “Perché quel bastardo di Materazzi ha querelato la Rai” 😦 (l’autore sarebbe Matrix? 🙂 Non ci credo neanche se lo vedo…), che puntualizzava l’omissione dell’insulto nella frase riportata durante la conferenza stampa di Marco Manetti e la sparizione della puntata “incriminata” dall’archivio RAI.

È innegabile che condita dall’aggettivo “bastardo”, la frase di cui sopra assume un’altra connotazione. Tuttavia, di fiction si tratta pur sempre e dunque, di personaggi e situazioni palesemente di fantasia.

Premetto che non avevo visto la puntata “incriminata”, che mi sono premurata di recuperare in Internet, se non altro per valutare il contesto e il tono in cui si colloca l’insulto. Confesso che Coliandro non è il mio genere e che se non fosse stato per questo post, non avrei resistito a seguirlo per più di dieci minuti: ripetitivo nelle sceneggiature e verosimile soltanto nella volgarità del frasario da caserma, squalifica a mio avviso chi quella battuta la pronuncia (o chi l’ha inserita nel copione) – non certo Materazzi.

Capirei se l’insulto fosse stato indirizzato al numero 23 nerazzurro da qualche incauto ospite delle nostrane osterie calcistiche televisive, poiché in quel caso sarebbe stato diretto a lui come professionista e/o come persona in seguito a qualche episodio realmente verificatosi sul campo o fuori. Ma così, la cosa non mi torna. Davvero Matrix, abituato a manifestazioni ben più ostili e irriguardose nei suoi confronti, se l’è presa tanto per una scena così ridicola e di bassa forza che tutti si sarebbero dimenticati dopo 5 minuti?

Sarà la mia propensione alla dietrologia, sarà che non credo più a nulla di quanto viene detto e scritto su Materazzi, ma si fa strada in me un retropensiero:  è un caso che la notizia della querela sia stata divulgata proprio all’antivigilia della messa in onda della terza serie del serial :-)? Non c’è che dire, una bella pubblicità gratuita per la Rai, le cui reti, ieri, hanno conquistato il prime time: una manna soprattutto per il rilancio di un serial che ritengo inguardabile e che ciò nonostante, ieri sera ha fatto segnare  2.541.000 di spettatori, pari al 12.37 di share. Non male …

E Materazzi? È stato vittima dell’ennesimo“risentimento” 🙂 (stavolta nel senso di arrabbiatura) o ha fatto proprio il concetto caro ad Oscar Wilde secondo cui in bene o in male, basta che se ne parli :-)?

Da quanto tempo i quotidiani non gli dedicavano una foto a colori di mezza pagina (come quella apparsa ieri su “Il Giornale”)?  Non so a voi, ma a me di primo acchito viene in mente quell’immagine in cui alza la maglia per nascondersi il volto dopo lo sciagurato rigore sbagliato in Inter-Siena del maggio 2008… 😦

Le scelte di Mourinho a suo svantaggio hanno reso Matrix più suscettibile e permaloso? Oppure dalla fiction si vuole passare ad un’avvincente telenovela?

Nella serata di ieri, ecco comparire sul blog del giocatore un’email di Marco Manetti, che si dichiara dispiaciuto che questi “ci sia rimasto male” e “legga delle intenzioni che dal cuore ti dico non ci sono”. Manetti scrive di “non aver pensato mai (sbagliando) che la battuta avrebbe potuto offenderti” e precisa che essa è stata detta “senza nessuna cattiveria solo perché a noi piaceva far vedere che in una centrale di polizia non si parla molto diversamente da come si fa in qualsiasi posto di lavoro o bar italiano. Voleva più che altro essere una battuta”.

Difficile dire se sia più uno scherzo la battuta, o la denuncia (avete notato che non si fa neppure  il nome del legale che la starebbe portando avanti?), tantopiù che Materazzi non si proclama certo un puritano. “Non sono un lord, sono Materazzi” :-(,  aveva scritto in un post precedente. Perché d’improvviso si straccia le vesti per un frasario di cui ha fatto uso egli stesso, – e non in una fiction? Secondo questo metro, quale risarcimento per danni morali avrebbe dovuto chiedergli la sorella di Zidane, accostata gratuitamente al concetto di meretrice sul campo, nelle parole d’esordio della sua autobiografia, in Internet, sui giornali e sulle TV di mezzo mondo? Perché offendere una persona innocente, neppure conosciuta, proprio lui che ha così cari gli affetti della famiglia e della madre scomparsa?

Dico come sempre la mia, ma ritengo che Materazzi, per tutelare la sua immagine, farebbe meglio ad evitare entrate come quella su Alvarez in Inter-Bari e “uscite” come questa. 😦 .

Come finirà? Secondo me a tarallucci e vino, fedelmente alla peggior tradizione italiana e al mio retropensiero di una “fiction nella fiction”. Se così sarà, i fatti confermeranno ancora una volta i miei dubbi. Oppure Matrix, che ha rifiutato l’accordo stragiudiziale, si aggiudicherà una lauta cifra con cui magari arrotondare il contratto appena “spalmato” con l’Inter? In quel caso,… beh, cercherò di farmi presto insultare anch’io! 🙂

Quel che è certo, è che ho trovato qualcosa di molto più avvincente di Coliandro. Il “giallo” veramente intrigante, che più di ogni altro mi appassiona, è quello delle vicende di Materazzi. Aspetto impaziente la prossima puntata… 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂

https://calcioparole.wordpress.com/2008/11/24/perche-non-credo-piu-alla-sindrome-compartimentale-di-materazzi/

https://calcioparole.wordpress.com/2009/05/09/lettera-aperta-a-marco-materazzi/

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