CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

Archive for settembre 2012

L’INTER BATTE 2-0 IL CHIEVO CON UN “PROBABILE” 3-5-2

Posted by ladycalcio su giovedì, settembre 27, 2012

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando vi invito a diffidare dalle troppe arzigololazioni tattiche…

L‘Inter espugna il Bentegodi con un fortunato 2-0 scaturito da una rete di Pereira in leggero offside, che  corrobora il morale della truppa e di Stramaccioni.  Ma se il risultato è un dato di fatto, il modulo schierato da Strama resta un’opinione, come lasciano intuire le diverse schermate mandate in onda prima del fischio d’inizio da Inter Channel (che annunciava un 4-4-1-1, trasformabile all’occorrenza in un 4-4-2) e da Sky Sport (un 3-5-1-1 interpretabile anche come un 3-5-2 o come un 3-3 e vattalapesca). Nel mezzo, un quotidiano odierno a caso: il Corriere della Sera, che riporta un 3-5-1-1.

Quanto alla chiacchieratissima retroguradia della Beneamata, durante l’incontro si è vista a tratti una difesa a 3, a tratti una difesa a 4 e, occasionalmente,  persino una difesa a 5 😆

A fine partita, il tecnico nerazzurro ha promosso la difesa a 3 e il 3-5-2 come la quadratura del cerchio garante della massima valorizzazione dell”organico e degli equilibri di gioco: concetti che, alla luce della manovra lenta e macchinosa messa in atto ieri dai suoi uomini, spaziano ancor di più nel campo delle opinioni.

E mentre per Inter -Fiorentina gazzetta.it già azzarda un probabile trio difensivo con al centro Chivu, attendiamo di rimettere alla prova il nuovo schieramento strategico di Strama a San Siro e nelle prossime gare. Possibilmente, contro avversari meno modesti del Chievo quart’ultimo in classifica.

Perchè – ricordiamocelo – al giorno d’oggi, le certezze non esistono più… 🙂  .

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INTER-SIENA 0-2: VISTA DA STRAMACCIONI E DALL’UOMO DELLA STRADA

Posted by ladycalcio su lunedì, settembre 24, 2012

“Adesso si vede lo spessore del nostro lavoro, adesso si vede quanto tu credi in quello che stai facendo…”

Nella conferenza stampa successiva ad Inter-Siena (0-2), Andrea Stramaccioni ripete continuamente lo stesso ritornello.

Dopo la sconfitta interna contro la Roma, avevo esortato a non sparare sul mister nerazzurro e a lasciarlo lavorare in pace. Premesso che non intendo stravolgere il mio pensiero dopo soli 20 giorni, è tempo che Strama, dopo le ultime allarmanti prestazioni dell’Inter, trovi il cosiddetto “bandolo della matassa” e, al di là dei risultati, dimostri di avere in pugno la sua squadra perlomeno sotto il profilo dell’equilibrio del gioco.

Equilibrio che, per sua stessa ammissione, Stramaccioni fatica a trovare: “Le palle goal concesse ai nostri  avversari nascono con troppa facilità, non frutto di una supremazia territoriale, ma frutto dello sfruttamento di una carenza di equilibrio nel momento in cui perdiamo il pallone”, ha dichiarato ai giornalisti.

L’ analisi tattica con cui Stramaccioni spiega l’improvvisa superiorità dell’avversario: “Data la caratteristica dei nostri 3 attaccanti, io che la vedo giustamente da allenatore …  sicuramente le caratteristiche dei nostri esterni bassi, che sono tutti giocatori di grande spinta – Alvaro Pereira, Nagatomo, Jonathan … forse il Capitano è il più completo – non aiutano sicuramente la zona centrale della difesa – e questa è un analisi di calcio (…)”.

Se tuttavia ci spogliamo del linguaggio tecnico, ciò che resta sono i fatti nudi e crudi: l’Inter, 7^ in classifica con metà punti rispetto alla Juve (6 contro 12) ha perso ancora una volta, resuscitando letteralmente il Siena in casa propria e allungando la corposa trafila di quelle memorabili partite in cui gli avversari diventano improvvisamente bionici e  il loro portiere – in questo caso Pegolo – disputa l’incontro della sua vita, stregando letteralmente la porta agli avanti nerazzurri.

Se la mancanza di un vero regista di centrocampo fra la schiera dei trequartisti è sicuramente un’attenuante nella difficoltà di costruzione degli schemi nerazzurri, essa non può in alcun modo giustificare i troppi pasticci della difesa (si veda il quasi autogoal di Ranocchia) e neppure la ridda di errori individuali in fase di conclusione (quelli dei vari Cambiasso, Sneijder, Ranocchia, ecc.)..

Sempre prescindendo dal linguaggio degli addetti ai lavori, anche l’uomo della strada si accorge che nell’attuale Inter non danno affidamento né gli schemi, né i singoli elementi: “Tengono per un po‘ e poi vagano disorientati per il campo”, si sente osservare sempre più spesso.

A questo proposito, San Siro semivuoto la domenica sera è un altro esplicito dato di fatto

Adesso si vede lo spessore del nostro lavoro”, ripete Stramaccioni quasi per autoconvincersi.

L’Inter giochi male ma vinca” – ho sentito esortare da qualcuno – “sarebbe la miglior medicina psicologica”. Se soltanto finora avesse giocato bene…

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CARO RANOCCHIA, NON SEGUIRE I CONSIGLI DI MATERAZZI

Posted by ladycalcio su sabato, settembre 22, 2012

Ospite della puntata di “Prima Serata” di ieri sera (la trasmissione di Inter Channel in cui  i giocatori rispondono alle domande degli abbonati), era Andrea Ranocchia.

Sorpresa delle sorprese: fra le lettere dei tifosi e gli interventi del conduttore Roberto Scarpini, ecco risuonare inaspettata 🙂 in studio, in collegamento telefonico da Perugia, la voce di Marcone Materazzi. Non pago di aver gravato Ranocchia con l’onere (più che con l’onore) del suo numero 23, ecco l’opinionista di belle speranze di Gazza OffSide rinnovare al suo erede un magistrale “consiglio tecnico” a rischio di far ereditare al povero Andrea anche la sua reputazione: essere più cattivo.

Ranocchia – purtroppo – ripete spesso di ricevere questo consiglio da Materazzi. Ora: Andrea è un bravo difensore, un ragazzo corretto e a modo, stimato dai suoi tifosi e rispettato dagli avversari. Ha davanti a sé una lunga carriera, nel corso della quale potrebbe non soltanto far bene calcisticamente, ma soprattutto in virtù dell’essere italiano, diventare una figura sportiva di riferimento e d’esempio nella nostra Nazionale e nella nostra scuola calcistica.

In un secondo intervento nel corso della trasmissione, il tecnico Giampiero Ventura ha attribuito a Ranocchia “valori morali” e lo stesso giocatore, in riferimento all’approccio con i tifosi durante la scorsa difficile stagione, ha sottolineato con soffisfazione come nessuno l’abbia mai insultato.

Premesso che il concetto di “cattiveria” espresso da Matrix è vago e indefinito (al limite, potrebbe anche riguardare il modo di gestire i rapporti con l’esterno e con i detrattori viscerali), dato il pulpito da cui proviene la predica, non resta che augurarsi che non sia riferito agli interventi di gioco sugli avversari: quelli che hanno reso celebre Marcone in tutto il mondo.

Dispiacerebbe vedere il buon Ranocchia martoriato su You Tube alla pari di Materazzi, sentirlo apostrofato con insulti e improperi su pressoché tutti campi di gioco avversari, ritrovarlo un giorno assimilato a Marco quanto alla reputazione di “cattivo” nei termini in cui Materazzi se l’è guadagnata.

La speranza è che, dopo il benservito dell’Inter a Matrix,  coloro che ora stanno accanto a Ranocchia – Stramaccioni, lo staff nerazzurro e gli attuali veterani della difesa-  riescano a forgiare la tecnica e il carattere del ragazzo secondo tutt’altra scuola rispetto a quella dello sgrammaticato Prof. Materazzi.

Ci contiamo tutti. Soprattutto, siamo certi che Andrea continuerà a ragionare con la sua testa, non con quella di Materazzi.

Su Ranocchia e Materazzi leggi anche: “Dal pasticcio Ranocchia rispunta un inguardabile Materazzi

http://bit.ly/i8wV0n

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MATERAZZI, OPINIONISTA SGRAMMATICATO, TROVA UN SANTO A GAZZA OFFSIDE

Posted by ladycalcio su lunedì, settembre 17, 2012

“L’Inter ha fatto sì che i giocatori SEGUINO 😆 Stramaccioni.

Indovinate chi l’ha detto”, domando a un gruppo di amici divertiti. “MATERAZZI!”  è il coro unanime fra le risate generali. Soltanto uno ammette che “si poteva essere in dubbio con Cassano.

La dotta citazione è il biglietto da visita del nuovo opinionista di Gazza Offside, la trasmissione di commento al campionato di gazzetta.it in onda il lunedì mattina alle 9.45. Risale alla conferenza stampa di presentazione di giovedì 13 settembre e proviene dalla bocca di un Matrix pseudointellettuale camuffato dietro un paio di occhiali da professorino. Quando si dice che l’abito non fa il monaco…

Smesso in extremis il costume da bagno, il turista balneare e riccionese d’adozione Marco Materazzi si tuffa precipitevolissimevolmente nell’attualità del campionato, per la gioia di chi, il lunedì mattina, non avesse niente di più importante da fare che deliziarsi con le sue …  “perle” (accezione che richiama la sua simbiosi con la Perla Verde dell’Adriatico).

E dato che – parole sue – “l’adrenalina che ti trasmette il pubblico, quella non la RIVIVERAI 🙂 mai”, ecco qualche santo di stanza alla Gazzetta dello Sport tendergli la mano per sottrarlo al limbo dell’oblio e per medicarne l’ego ferito dal benservito dell’Inter. Orbene: un paio di righe alla settimana  sul  Foglio Rosa sono un ottimo viatico spirituale, al quale i motori di ricerca online conferiscono un potente effetto retard.

Mise da intellettuale, Materazzi sorride. “Sembro quasi vero, eh?”  si autocompiace.

Quasi. Più precisamente, finché tiene la bocca chiusa.

Seduto dietro la scrivania fra l’editorialista della Gazzetta Alberto Cerruti e il conduttore Nino Morici, l’habitué del Mare Adriatico è un perfetto pesce fuor d’acqua. Appesantito forse più psicologicamente che non dalla piada romagnola – questa è l’impressione – l’insicurezza nel ruolo gliela leggi nel volto e nello sguardo.

Parlano da soli – nel senso più realistico e drammatico del termine – gli strafalcioni e i nonsense che elargisce agli aficionados.

Su Cassano: “Io penso che più VADA 😆 avanti e più può far bene”.

Su Hernanes:  “Ha impressionato perché ha grandissime qualità, sembra che È 🙂 lento e non lo è”.

La sua tecnicissima analisi sul futuro di Allegri al Milan: “A oggi, i risultati sicuramente piangono un po’, quindi deve dare una sterzata veloce, perché poi la Società si adagia un attimino sull’ombrello ❓ che potrebbe essere lui e alla fine chi paga purtroppo è sempre l’allenatore”.

Qui, a far piangere sono Materazzi  e la potente intercessione che ne ha trasformato gli errori da matita blu in un incarico alla Rosa. Vorremmo tanto sondare gli imperscrutabili misteri della scelta, veder schiudersi davanti ai nostri occhi volti e situazioni che paiono al di là della logica umana. Vorremmo comprendere l’arcano disegno dall’Alto delineatosi sin dall’agosto 2007 per mano di Andrea Elefante,  epico cantore del mitico Materazzi in preda a una sindrome compartimentale acuta 😆 causa di un “ematoma di 600 cc che aveva compresso anche un’arteria”, di una “gamba che si gonfiava minuto per minuto”, di un “dolore sempre più insopportabile”, di “due collassi”, di conati di vomito ad ogni tentativo di alzarmi”, di unagamba dura come il legno e gonfia come un pallone, così gonfia che non si vedeva neanche più il ginocchio”, che batteva da dentro come se ci fosse un tamburoe via verso le sfere empiree di una “sindrome compartimentale acuta” 🙂 operata con una tecnica ultraterrena  – di cui, non per nulla, NON SI TROVA TRACCIA SULLA FACCIA DEL PIANETA -, dalla quale il “LazzaroMaterazzi risorse più velocemente dell’Araba Fenice.

Perché  la verità su tutta questa storia, cari Signori, non è un’opinione.

Leggi i precedenti al seguente link:

https://calcioparole.wordpress.com/2008/11/24/perche-non-credo-piu-alla-sindrome-compartimentale-di-materazzi/

 

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QPR-CHELSEA 0-0: SUPER-ESORDIO PER JULIO CESAR

Posted by ladycalcio su sabato, settembre 15, 2012

Va  tanto di moda dire “buona la prima”. Quel che è certo, è che la “prima” di Julio Cesar  in maglia del Queens Park Rangers frutta un figurone all’Acchiappasogni ex-nerazzurro.

Sky ce lo mostra visibilmente emozionato – forse un po’ teso – all’uscita dal tunnel, in apertura della telecronaca diretta del derby londinese fra il Queens Park Rangers di Mark Hughes e il Chelsea di Di Matteo.

Il  momento, attesissimo dai sostenitori nerazzurri , rischia di passare in secondo piano per l’insistenza esagerata di Massimo Marianella & Co sulla polemica trita e ritrita fra Terry, Cole e Anton Ferdinand, che ancora una volta rifiutano di stringersi la mano. E se li ignorassimo, una buona volta?

La maglia gialla di Julione richiama nel colore quella indossata per 300 volte nell’Inter, ma  i compagni di reparto non sono più Samuel, Maicon o Zanetti. La linea difensiva del QPR è composta, da sinistra a destra, da Fabio, A. Ferdinand, Nelsen e Bosingwa.

Cesar esordisce con una splendida uscita su Hazard nei primissimi minuti, infiammando il pubblico di casa. Più avanti, sempre nel primo tempo, si produce in una straordinaria respinta su Torres.  È un match vivace ma piuttosto equilibrato, in cui il gigante europeo Chelsea non riesce a sfondare poiché irretito dalle compatte maglie difensive del piccolo QPR.  E quando anche i Blues riescono a tirare a rete, sono i guizzi felini di Julio Cesar a chiudere lo specchio della porta ad alcuni fra i migliori giocatori al mondo. Fedelmente al motto secondo cui la fortuna aiuta gli audaci, va precisato che l’arbitro Andre Marriner nega al Chelsea un rigore piuttosto netto per un atterramento di Terry in area.  Non sapremo mai come sarebbe andata, ma data la bravura di Julio sui tiri dagli 11 metri, i suoi fedelissimi sono autorizzati a sognare che egli avrebbe coronato l’esordio parando il rigore…

Il ritmo dell’incontro,  mai da Champions League, va via via smorzandosi. Ma per il pubblico di Loftus Road, lo 0-0 contro i Campioni d’Europa  equivale pur sempre a una vittoria. Per Julio, dopo il trattamento indecente riservatogli dall’Inter, è un’iniezione di fiducia, oltre che una prestazione che gli frutta la stima dei suoi nuovi dirigenti e sostenitori.

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NEL GIORNO DI FACCHETTI, NON SPARIAMO SU STRAMACCIONI

Posted by ladycalcio su martedì, settembre 4, 2012

Per Julio Cesar, sarebbe stata la classica serata in cui tornare a casa a piedi.  Ma domenica sera, al suo posto nella porta dell’Inter c’era Luca Castellazzi, non del tutto esente da colpe per quel goal preso sul proprio palo.  Il 3-1 rifilato dalla Roma all’Inter al suo esordio casalingo è un punteggio forse eccessivo, ingeneroso nei confronti della mole di lavoro svolta da Stramaccioni e del gioco maturato dalla squadra.

Sì, perché al di là del risultato pesante, che una maggior attenzione nei minuti finali avrebbe comunque permesso di contenere,  il gioco dell’Inter si è inizialmente visto.  Né il mister nerazzurro si è trincerato dietro scuse o pretesti in merito ai  punti deboli su cui lavorare.

Tra questi, spiccano la lentezza della difesa in chiusura, la difficoltà a gestire gli schemi in fase di non possesso e la tendenza ad allungarsi e a disunirsi, soprattutto nei match casalinghi. E se “Strama” è rimasto deluso dalla mancata reazione dei suoi ragazzi dopo la 2^ rete subita, va considerato che,  in virtù del recentissimo innesto dei nuovi acquisti, il tempo per forgiare il gruppo anche dal punto di vista psicologico è stato pari a zero.

“Lavoriamo“, ha concluso Stramaccioni in conferenza stampa dopo la disamina dell’incontro.  “Lasciamolo lavorare in pace”, aggiungerei, senza scaraventargli contro una raffica di critiche sulle scelte effettuate al primo incidente di percorso.

E come a incoraggiarne il cammino, nella giornata odierna ricorre il sesto anniversario della scomparsa di Giacinto Facchetti: uno che di certo sarebbe rimasto padrone della situazione, schierandosi al fianco suo e della squadra contro le polemiche già imperanti sui quotidiani sportivi e nei dibattiti TV…

(Foto tratta da inter.it)

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