CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

Archive for maggio 2012

L’AFFETTO DI LADYCALCIO ALLE VITTIME DEL TERREMOTO

Posted by ladycalcio su mercoledì, maggio 30, 2012

Davanti alla tragedia che sta colpendo l’Emilia Romagna, dedicarsi alle faccende del calcio riesce difficile – per non dire impossibile. Le immagini della devastazione che tutti abbiamo negli occhi e il dramma di migliaia di persone impongono alle coscienze una pausa di silenzio, riflessione e partecipazione.

Il mio cuore va a tutti coloro che hanno perduto la casa, i loro cari, la vita.

(Nelle foto: l’orologio di Finale Emilia e il Duomo di Mirandola)

Posted in Uncategorized | Contrassegnato da tag: | 13 Comments »

L’INTER AMMAINA LE BANDIERE: SI ERANO RIDOTTE COSì

Posted by ladycalcio su venerdì, maggio 25, 2012

Si erano ridotti praticamente a zero i mozziconi delle (ex-)bandiere dell’Inter all’ingresso del Centro Sportivo Angelo Moratti. Anziché essere sostituiti, come questo blog aveva reiteratamente auspicato che avvenisse (non fosse altro che per una questione di decoro), i vecchi stracci, pardon, le logore gloriose bandiere 🙂 , dopo essere finite in nulla, sono state rimosse un paio di settimane fa.

Sin dallo scorso 20 dicembre avevo rivolto un accorato appello al Presidente Moratti, affinché, come regalo natalizio di buon auspicio per l’anno nuovo, preventivasse un set di nuove bandiere nel budget del mercato di riparazione (vedi 1° link in calce).

Non era accaduto nulla.  Il 1° febbraio scorso avevo reiterato il concetto, proponendo il triste parallelo fra il logorio della bella squadra del Triplete, privatasi di due giocatori-bandiera come Eto’o e Motta,  e quello delle bandiere nel senso più reale del termine (vedi 2° link in calce).

Avevo fatto leva sull’orgoglio bauscia proponendo le foto delle bandiere in perfetto stato che sventolavano fuori dai campi di tre squadre dilettantistiche, in antitesi ai logori stracci della Pinetina.

Ora, dopo una stagione conclusa con  “zeru tituli” e il completo sfaldamento della compagine plurivincitrice di soli due anni fa, i piloni spogli simboleggiano più tristemente che mai il totale ammaina-bandiera nerazzurro.

L’Inter si trova attualmente in Indonesia a far sfoggio di ostentata grandeur, – con tanto di museo itinerante dei propri cimeli.  I tifosi di Giacarta non immaginano ancora che ad Appiano urga una colletta, ma Calcio e Parole, nel frattempo, è approdato anche in Indonesia :mrgreen: .

Leggi i precedenti a questi link:

https://calcioparole.wordpress.com/2011/12/20/caro-babbo-natale-porta-delle-bandiere-nuove-alla-pinetina/

https://calcioparole.wordpress.com/2012/02/01/inter-schiaffo-morale-alla-bandiera/

(Grazie a Mirko per le foto)

Posted in Inter | Contrassegnato da tag: , , | 8 Comments »

FINALE BAYERN-CHELSEA: COME SI BUTTA VIA UNA COPPA

Posted by ladycalcio su lunedì, maggio 21, 2012

Per quanto mi riguarda, le stranezze erano iniziate venerdì scorso in uno sconosciuto paesino della bassa Lombardia, dove avevo visto scendere da un’auto un ragazzo con indosso una maglia del Bayern rossa fiammante. Mi era venuto spontaneo avvicinarlo e chiedergli un pronostico sulla Finale di Champions League del giorno seguente. “Chelsea!” mi aveva risposto deciso e sorridente.  “Ma come”, avevo ribattuto,  “con quella maglia… credevo tu fossi un tifoso del Bayern…”. Niente affatto: il  giovanotto, italianissimo, parteggiava per il Chelsea al punto da aver ideato un metodo scaramantico tutto suo per esorcizzare la vittoria dei tedeschi: trascorrere la vigilia della partitissima andando in giro con la maglia degli avversari – quella del Bayern, appunto.  Anche se, come mi aveva confidato, in realtà il suo cuore batteva per il Barcellona

Che dire? Il Mondo è bello perché è vario. Bella, la Finale “casalinga” Bayern-Chelsea non lo è stata in nessun senso. Per i padroni di casa, come già  accaduto per Roma-Liverpool del 1984, si è addirittura trasformata in un incubo.

L’analisi dell’incontro verte principalmente sul Bayern, che ha condotto il gioco per pressoché tutta la partita.  Quanto contrapposto dal Chelsea, è stato un catenaccio di 10 uomini a difesa della porta di Cech, intervallato da qualche contropiede. Quanto alla cronaca, consiste fondamentalmente nel lungo elenco degli errori commessi dai tedeschi, molti dei quali ricalcano il dramma di Barcellona ’99.

Lo schema del Bayern è prevedibile anche da un bambino: Robben e Ribéry si sfiatano sulle rispettive fasce, non trovano gli spazi e si producono in una marea di scambi in orizzontale.  La difesa del Chelsea , forte della lentezza e della prevedibilità del gioco avversario, è sempre saldamente posizionata.

Gli esterni bavaresi scodellano imprecisi cross al centro, senza trovare l’aggancio alle punte Gomez e Müller, e collezionano sterili corner.  Al centro dell’area, manca un opportunista (parlare di “fantasista”, per la mentalità tedesca, sarebbe esagerato) ; manca una torre che riesca ad avere la supremazia in elevazione; mancano, su tutto il rettangolo di gioco, le idee e la lucidità per attuarle.  Sotto porta è la ridda delle occasioni buttate al vento, per le quali matura inesorabile il conto con il passare dei minuti.

Conosco perfettamente queste serate del Bayern – e perfettamente il loro epilogo.

Gli uomini di Heynckes  si consumano da soli in azioni sterili, sempre più imprecise e meno lucide.

Manca il Balotelli o il Pippo Inzaghi di turno capace di inventarsi una giocata a sorpresa, manca qualsiasi tentativo di verticalizzare il gioco o di diversificarlo, vuoi inserendosi da posizione centrale, vuoi sfruttando un diradamento del monoblocco difensivo degli inglesi con una ripartenza fulminea dopo un contropiede avversario.

Passano i minuti ed è inspiegabile come Heynckes, tecnico di grande esperienza, non effettui alcun cambio: né di uomini, né di modulo, né di baricentro, né di marcature.

Quando finalmente cambia – al 41’ del 2° tempo sul vantaggio di 1-0 – ripete l’identico errore commesso dal suo predecessore Ottmar Hizfeld a Barcellona contro il ManU. Quel 26 maggio ‘99, al 35’ del 2° tempo e con il Bayern in vantaggio per 1-0 (su rete di Mario Basler), Hitzfeld richiamò in panchina  Lothar Matthäus, spauracchio degli avversari sofferente per  un  problema muscolare, e lo sostituì con Thorsten Fink.  Seguirono, a stretto giro di posta, i due schiaffoni di Sheringham e Solskjaer , che nel giro di altrettanti minuti dirottarono in Inghilterra una coppa già data per vinta. Si parlò di disattenzione, di teste dei giocatori già alla festa con le rispettive consorti, ma soprattutto, dell’errore di non aver fatto stringere i denti per pochi minuti a un giocatore-simbolo, temuto per la sua sola presenza in campo.

Immemore del passato, a un paio di minuti da una vittoria storica, ecco Heynckes sostituire il giovane autore del goal Thomas Müller con Daniel Van Buyten, un difensore non soltanto poco propulsivo, ma reduce da un lungo periodo di inattività.

Poco dopo, anche se a collezionare corner come le figurine Panini era stato il Bayern, su corner  va in rete il Chelsea. Per la serie: un tiro, un goal.

La conseguenza dell’errata sostituzione è che il Bayern va ai supplementari con un attaccante importante in meno (Thomas Müller) e con un difensore inutile in più (Van Buyten). Avrebbe, nonostante tutto,  l’occasione di sfruttare gli errori altrui e di riportarsi in vantaggio con il rigore concesso per il fallo di Drogba su Ribéry. Ma Robben,  designato inspiegabilmente rigorista nonostante il recente rovinoso errore dal dischetto contro il Dortmund, bissa l’”exploit” con un tiraccio debole e centrale in bocca a Cech.

Il Chelsea appare più lucido, più scattante e consapevole del proprio gioco. Avanza veloce sui capovolgimenti di fronte, con uomini che si trovano con precisi passaggi di prima. Il Bayern palesa un netto calo fisico rispetto alla squadra atletica e propositiva che aveva eliminato il Real di José Mourinho.

Se posso comprendere il calo di condizione di fine stagione (seppur frutto di una pianificazione errata), non mi spiego come professionisti affermati che allenano quotidianamente la tecnica possano commettere certe sciocchezze – vedi l’errore finale dal dischetto da parte di Schweinsteiger – , che esita e quasi si ferma durante la rincorsa.

I rigori vengono calciati sotto la curva del Bayern: la dea bendata, nell’ultimo disperato tentativo di opporsi al suicidio collettivo della squadra locale, le concede un vantaggio supplementare in aggiunta a quello del campo casalingo.

Se vogliamo, grazia anche il portiere Neuer, che la mette dentro pur tirando malissimo. Sbaglia Olic e innervosisce tutti Schweinsteiger, che consegna la coppa al Chelsea: personalmente, neanche facendo apposta riuscirei a inventarmi un tiro dagli undici metri più sciagurato!

Per i bavaresi, non vi sono episodi o decisioni arbitrali su cui recriminare.  Il Presidente Uli Hoeneß, intercettato dai cronisti tedeschi nel postpartita,  sfugge ai microfoni confessando di non essere ancora ben consapevole di quanto accaduto. La consapevolezza dovrebbe essere una sola:  quella di aver buttato via la partita e l’ennesima coppa, oltre all’occasione storica di laurearsi Campioni d’Europa, come si dice in bavarese,  “dahoam”, in casa. Per la cronaca, infatti, per il Bayern si tratta della terza Finale di Champions League persa sulle ultime quattro disputate (dopo le sconfitte di Barcellona ’99 contro il Manchester United  e Madrid 2010 contro l’Inter).

Il Bayern di Hitzfeld  si rifece della scopola due anni dopo  soltanto, a Milano, nella Finale 2001 vinta sul Valencia ai calci di rigore. Ma in attacco, quella compagine schierava il fantasista brasiliano Giovane Elber e l’ariete Carsten Jancker; al centrocampo, il generale Lothar Matthäus e il folletto Mario Basler, oltre a un certo Mehmet Scholl... Quanto ai suggerimenti in profondità, poteva contare sulle pennellate del Capitano Stefan Effenberg.

L’ultima considerazione riguarda la panchina su cui (non) poteva contare Heynckes (l’unica alternativa per una sostituzione avrebbe potuto essere rappresentata dal centrocampista croato Danijel Pranjic , più mobile e meno prevedibile rispetto ai compagni). A fronte di 19 stagioni consecutive chiuse in attivo e delle ambizioni manifestate, sarebbe ora che i responsabili bavaresi considerassero uno stanziamento di denaro adeguato per arricchire la rosa!

Tornando alle contraddizioni, è stato più volte sottolineato come il Bayern soffra le squadre inglesi.  Ma sabato sera, più che una compagine d’oltre Manica, il Chelsea di Di Matteo sembrava un’italiana catenacciara dei tempi di Nereo Rocco

Si riallaccia al nuovo trend italo-britannico il Manchester City di Roberto Mancini, vincitore – anch’esso in extremis – della Premier League.

Il magnate Abramovitch vede finalmente ripagato l’ingente stanziamento economico (2,5 miliardi euro secondo il Sun), mentre Bayern e Inter, le finaliste di due anni or sono, terminano entrambe la stagione con “zeru tituli”. Come gira in fretta la ruota!

A proposito di ricorsi storici, il Bayern conclude la stagione 2011-12 secondo su tre fronti (Bundesliga, Coppa di Germania e Champions League): proprio come accadde 10 anni fa al Bayer Leverkusen di Reiner Calmund allora tanto deriso da Hoeneß & Co…

E mentre il CT tedesco Joachim Löw si preoccupa della condizione fisica e mentale dei convocati provenienti dal Bayern in vista degli Europei, la Società di Monaco non rinuncia al consueto “banchetto” postpartita.

Sono le 3 di notte quando gli eroi distrutti siedono a tavola, con mogli e fidanzate a consolarli e con Carletto Rummenigge a girare fra i tavoli con il microfono in mano per il consueto discorso.  Questa sconfitta, parola testuale  di Kalle, è ancor più “brutale” di quella di Barcellona.

Bild online pubblica una foto di Schweisteiger  piangente a terra e titola: “Schweini, piangiamo con te”. Dopo una partità così, il Bayern deve piangere soltanto su se stesso.

Posted in Calcio inglese, Calcio tedesco | Contrassegnato da tag: , , | 15 Comments »

5-2 SUL BAYERN: AL DORTMUND LA COPPA DI GERMANIA

Posted by ladycalcio su domenica, maggio 13, 2012

Il Borussia Dortmund festeggia la prima doppietta campionato-coppa nazionale in 103 anni di storia, confermandosi la bestia nera del Bayern nella competizione. Un Bayern irriconoscibile rispetto alla bella squadra che, soltanto 16 giorni fa, aveva negato al Real Madrid di José Mourinho la Finale di Champions League.

La compagine bavarese si rendeva protagonista di un’incredibile serie di errori difensivi: primo fra tutti quello di Luiz Gustavo, foriero della prima rete del Dortmund. Per nulla incisiva in avanti, la finalista di Champions League non sapeva neppure approfittare dell’infortunio del portiere titolare avversario Roman Weidenfeller, costretto a lasciare il campo  nel 1° tempo e ad essere portato all’ospedale a causa di una brutta botta alle costole rimediata in uno scontro con Mario Gomez.  Gli subentrava il 23enne australiano Mitchell Langerack, con soli 3 incontri all’attivo nella Bundesliga.

Due rigori – uno per parte – non mutavano il corso della partita, dominata dai gialloneri. Nel suo commento su ZDF (la seconda rete televisiva nazionale tedesca), l’ex portiere del Bayern e della nazionale Tedesca Oliver Kahn definiva l’atteggiamento degli ex-colleghi “farsi massacrare” e la prestazione vista sul campo “non da Bayern”.

Su Sky tedesco, il Kaiser Franz Beckenbauer vedeva i troppi errori del Bayern come “un invito a nozze al Dortmund per segnare

Nel dopopartita di ZDF, l’allenatore dei bavaresi Jupp Heynckes  parlava di “prestazione disastrosa” e di “errori inspiegabili” : “In difesa abbiamo giocato deconcentrati e fatto troppi regali. E quando si fanno certi regali, non si può vincere”.  Ma interrogato sull’imminente confronto contro il Chelsea,  subito precisava: “Il Chelsea è un’altra cosa”.

Sbigottito anche il CT della Germania Joachim Löw, che mai si sarebbe aspettato un passivo così pesante.

Il centrocampista dei “rossi” Bastian Schweinsteiger su ZDF: “Dobbiamo lasciarci alle spalle questa batosta, analizzare gli errori commessi questa sera  e vedere di non ripeterli contro il Chelsea”.

Secondo Kahn, ritrovare la fiducia non sarà facile.

Il neopresidente tedesco Joachim Gauck, presente in tribuna accanto ad Angela Merkel,  cercava di mitigare i toni accesi della critica, dichiarando che il Bayern può fare molto meglio di quanto mostrato stasera (ci crediamo) e porgendo i suoi migliori auguri ai pluricampioni di Germania per la finale europea di sabato prossimo.

Lo Stadio Olimpico di Berlino si tingeva di giallo e nero e Weidelfeller , lasciato l’ospedale, vi faceva ritorno  in tempo per festeggiare la coppa sul campo insieme ai compagni.

Posted in Calcio tedesco | Contrassegnato da tag: , , | 6 Comments »

30 ANNI DOPO: IL RICORDO DI GILLES VILLENEUVE

Posted by ladycalcio su martedì, maggio 8, 2012

L’8 maggio 1982, durante le prove del GP del Belgio disputate sul circuito di Zolder, volava in cielo il leggendario pilota della “Rossa” Gilles Villeneuve.

Oggi, la sua Ferrari 312 T4 con il numero 12 (classe 1979) – per intenderci, quella del leggendario duello di Digione con René Arnoux -,  è tornata a far sentire il rombo del suo motore sulla pista di Fiorano, guidata dal figlio Jacques.

Grazie, Gilles, di tutte le emozioni che ci hai regalato. Ti ricorderemo sempre, campione!

Rivivi lo spericolato duello Villeneuve-Arnoux a questo link:

http://bit.ly/JQdGBL

Posted in Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , | 11 Comments »

4-2! L’INTER VINCE LA STRA(MA)CITTADINA

Posted by ladycalcio su lunedì, maggio 7, 2012

Questa sera, durante il primo tempo del derby milanese, ho constatato un grave vuoto nei regolamenti del calcio: dovrebbero prevedere l’espulsione dell’arbitro (e come vedremo, non solo). Lancio la proposta per il futuro, ma per il Sig. Rizzoli visto a San Siro, sarà sempre troppo tardi. Dopo diversi interventi arbitrali da “giallo”, il rosso per il 23° uomo in campo sarebbe dovuto scattare sul rigore inesistente concesso al Milan per un intervento nettamente sulla palla di Julio Cesar, alla 300^ in maglia nerazzurra.

Su Sky, Fabio Caressa definisce l’incontro “una corrida”. Ma la pazza Inter di Stramaccioni ha la meglio anche sugli errori arbitrali.

Nel 2° tempo, i petardoni che scuotono San Siro annunciano i botti veri e propri sul campo, che culminano con l’avvincente tripletta di Milito e il tiro-capolavoro di Maicon, per un 4-2 finale che fa pienamente onore alla coreografia della Curva Nord: una gigantesca Madonnina con la scritta “Ti te dominet Milan”.

Muntari accarezza, sulla maglia, lo scudetto che sta per cambiare città: a Torino, la Juventus festeggia il suo 28° titolo.  E qui, dovrebbero scattare altri due rossi:  uno per la Dirigenza bianconera, che per bocca del suo AD  Beppe Marotta  parla di 30 scudetti, in una polemica desinata a non finire mai.

Il terzo rosso della serata spetterebbe a Ilaria d’Amico e al team di SkySport1, autori di un postpartita – anch’esso senza fine – condotto come peggio non si sarebbe potuto. Chi dopo l’esaltante successo dell’Inter desidera ascoltare le dichiarazioni di mister Stramaccioni, deve subirsi l’ubriacatura coatta della festa-Scudetto della Juve, con il solo intermezzo dell’intervista ad Allegri. Di “Strama” neanche l’ombra, così come di un briciolo di par condicio…  Mezza Milano rimpiange i vecchi tempi in cui si potevano subissare di proteste i centralini delle TV.

STRAMeritatissima la vittoria nerazzurra, frutto del lavoro di un giovane tecnico capace di motivare una truppa fisicamente stanca infondendole la mentalità giusta per giocarsi la partita dell’orgoglio, incurante dei giochi di classifica altrui. Una partita che ha regalato spettacolo ed emozioni grandi: dal saluto a Ivan Cordoba dopo 13 anni in nerazzurro, ai rocamboleschi capovolgimenti di fronte.  Caressa dopo il 3-2: “Il campionato finisce qui, sul destro di Milito”. La qualificazione per la Champions League è ancora aperta.

(Foto tratta da inter.it)

Posted in Calcio italiano, Inter, Milan | Contrassegnato da tag: , , , , | 18 Comments »

ROSSI VS LJAJIC: PUGILATO A FIRENZE

Posted by ladycalcio su giovedì, maggio 3, 2012

Non era esattamente Rocky Balboa quello visto ieri sera sul ring …, pardon, sulla panchina di Firenze.

L’uomo che  si è avventato contro il centrocampista serbo Adem Ljajic, reo – si dice – di avergli detto qualche parolina di troppo dopo la sostituzione, era  il tranquillo e stimato tecnico (ex-) Viola Delio Rossi.

Il fattaccio riscatena la solita ridda di polemiche trite e ritrite sulla degenerazione dei comportamenti sui campi di calcio. Discorsi già fatti, rifatti e strafatti con il solo esito di alimentare l’audience televisiva e la tiratura dei giornali.

Nulla cambia, e se cambia, è in peggio. Quanto ai commenti, è difficile (se non impossibile) trovare qualcosa di nuovo da dire. Anche stavolta, ci risiamo con i vecchi jingle, ripetitivi come un girarrosto:

nel calcio c’è troppa tensione;

se una persona corretta come Delio Rossi ha reagito in maniera tanto estrema, dev’essere stato sicuramente provocato;

ma cosa si permettono quei super pagati viziati ragazzotti che prendono a calci un pallone?

che esempio dà un allenatore navigato, classe 1960, ai bambini e ai giovanissimi?

Della Valle avrebbe potuto dormirci sopra una notte anziché esonerare a caldo il suo tecnico;

paga sempre l’allenatore, mentre il giocatore, uno sbarbatello ventenne, se la caverà con la solita ammenda;  Rossi ha perso lo stipendio e il posto, ma quel che è peggio,  si ritrova con una macchia indelebile sulla sua carriera, destinata a perpetuarsi con filmati e sfottò su YouTube:

Anche se, a onor del vero, al giorno d’oggi molti professionisti dello sport si sono allegramente riciclati dopo episodi ben peggiori.

Ora si tenta, con scarso successo, di decifrare il labiale di Ljaljic, nascosto dal corpo a corpo. E poi? Chi prende le difese di Rossi, chi gli dà addosso.  Chi invoca sanzioni severissime, chi grida al troppo stress nello sport di vertice ma è il primo a moltiplicare gli impegni in nome degli sponsor e dei maggiori introiti

In questa confusione, la certezza è una sola: che insulti, sputi, cazzotti e violenza sono ormai all’ordine del giorno nel mondo del pallone, che proprio non ne esce. Anzi…

Posted in Calcio italiano | Contrassegnato da tag: , , , , , , | 11 Comments »

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: