CALCIO E PAROLE

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Archive for ottobre 2013

HOFFENHEIM-LEVERKUSEN: I “GOAL” DAI BUCHI DELLA RETE SONO “REGOLARI”!

Posted by ladycalcio su lunedì, ottobre 28, 2013

Ennesima vergogna per il calcio: la partita Hoffenheim-Bayer Leverkusen (1-2) della 9^ giornata di Bundesliga, decisa da un pallone finito a lato della porta e rimbalzato in goal attraverso un buco della rete, non verrà ripetuta. Lo ha deciso oggi il Tribunale Sportivo della Federcalcio tedesca in ottemperanza ai regolamenti FIFA.  

Ma ecco l’accaduto in dettaglio.

Hoffenheim- Leverkusen si gioca sotto gli occhi del CT tedesco Löw. Al 70’, su corner, Stefan Kießling  (Leverkusen) incorna un pallone di testa che finisce sull’esterno della porta e vi rientra … da un buco nella rete! L’autore del goal-fantasma a ZDF:Sono rimasto sorpreso anch’io, ho visto il pallone in volo , poi (credendo di aver sbagliato, ndr), mi sono voltato, mi sono messo le mani sul viso e così non ho visto (…) .  Ho detto brevemente  all’arbitro che ero sorpreso e in retrospettiva mi meraviglio che, al momento, i giocatori dell’Hoffenheim non abbiano neppure protestato molto. Ora, non trovo corretto dare tutta a colpa a me”.

L’arbitro Felix Brych, dunque, convalida la marcatura-fantasma. Passa un minuto e dopo che l’allenatore dell’Hoffenheim Markus Gisdol si è consultato con il quarto uomo, esplodono le proteste dei padroni di casa. Ma ormai, è troppo tardi. La partita è già ripresa  al fischio dell’arbitro e a quel punto, come da regolamento, la decisione è divenuta irrevocabile.

Il Direttore di Gara a ZDF: “Era una di quelle situazioni dubbie. Ho scambiato qualche parola con Stefan Kießling, ma nessuno mi ha detto che non era goal, nemmeno lui. E poi, nessuno ha protestato”.

Sotto inchiesta la terna arbitrale, bersaglio di fischi e di accese proteste anche per non aver convalidato una rete regolare di Roberto Firmino (Hoffenheim) per un fuorigioco inesistente.

Di male in peggio, sul finale della partita l’arbitro concede un rigore a favore dei padroni di casa per un fallo di Hilbert commesso fuori area, situazione che a fine incontro si rifiuterà di commentare. Nel rocambolesco finale, Firmino si fa parare il tiro dagli 11 metri da Leno e centra il palo sulla ribattuta, sulla quale il Leverkusen rischia l’autogoal con Toprak.

Ma nell’occhio del ciclone c’è soprattutto l’assistente Stefan Lupp, che pur avendo controllato la rete nell’intervallo, non si è accorto che avesse delle maglie rotte (un bel non accorgersi: la rottura si vedeva anche dalle immagini TV!) 😦

Punteggio finale: 2-1 per il Leverkusen, in un incontro grottesco.

I mass media tedeschi rispolverano i precedenti illustri della Bundesliga, primo fra tutti Bayern-Norimberga del’94 con la celeberrima rete fantasma di Thomas Helmer (il tiro, anche quella volta su corner, finì platealmente a lato, ma l’arbitro assegno la rete ai bavaresi. Dopo mille polemiche, l’incontro venne ripetuto).

Meno famoso è un precedente ancor più indietro nel tempo, quello di Borussia Neunkirchen–Stuttgarter Kickers (2^ divisione) del 1978, rigiocata dopo che un tiro a lato di Dieter Kobel era stato convalidato come goal.

Perché i giocatori dell’Hoffenheim non hanno protestato di più con l’arbitro? E perché Kießling non ha fatto il bel gesto di dire al Direttore di Gara che il tiro era fuori? – si discute da oltre una settimana in Germania.

Chi non ha sicuramente fatto una bella figura è Simon Rolfes, Capitano del Leverkusen, che ancora ne avanza: “Gli errori arbitrali fanno parte del calcio, ne siamo tutti coinvolti, a volte sono a favore, a volte a sfavore. Anche ieri il rigore contro di noi non c’era, il fallo era fuori area. E allora? Se  avessimo perso per quel goal,avremmo fatto un processo? Di questo passo, tutte le settimane dovremmo valutare un ricorso”.

Ospite di “Das Aktuelle Sportstudio” (ZDF), l’allenatore dell’Hoffenheim Markus Gisdol si esprime così: “Dalla panchina vedi il pallone andare sull’esterno della,rete e poi lo vedi dentro. A quel punto,  pensi di avere qualche problema alla vista” (…). Le immagini parlano da sole: nulla di intenzionale da parte di Kießling, ma  dalla traiettoria si capiva benissimo che il pallone sarebbe finito a lato. Lo stesso Kießling non ha esultato dopo il goal…”.

E dopo aver auspicato l’intervento della tecnologia per evitare altri goal fantasma in futuro (“nessuno vuole rivedere dei goal così”), Gisdol batte e ribatte sul concetto di Fair Play: “Parliamo tanto di Fair Play. Ora c’è un’occasione enorme per andare al di là dei manifesti (cita alcuni slogan noti in Germania, ndr), e per metterlo davvero in pratica per correggere cose che nessuno vuol più vedere”.

Conclude: “Se allora venne ripetuta la partita del Bayern, dev’essere ripetuta anche questa”.

Ma qui viene il bello. La sentenza di oggi si rifà, come la precedente, al Punto 5 del Regolamento di Gioco della Federazione Mondiale, secondo cui le decisioni dell’arbitro in merito al risultato della partita e alla convalida o meno di un goal sono definitive.

Ma allora, perché Bayern-Normiberga fu ripetuta e Hoffenheim-Leverkusen non lo sarà? Perché – udite udite – il Regolamento contempla la ripetizione della partita solamente se l’arbitro va contro il Regolamento stesso– e non se commette un errore in proprio, per marchiano che sia. Questo è quanto dichiarato sabato a ZDF da Rainer Koch, ex-fischietto di belle speranze e attuale Vicepresidente della Federazione Tedesca per le Questioni Legali e Statutarie. Dichiarazioni che, nel contenuto e nel tono, avevano lasciando chiaramente presagire l’odierna decisione-farsa del Giudice Sportivo Hans Eberhard Lorenz. La barzelletta è che, secondo Koch e Lorenz, un tiro finito a lato e convalidato come rete (come avvenne nel ’94) costituisce un’infrazione al Regolamento, mentre convalidare come goal un pallone finito dietro la linea di porta da una rete bucata, non è considerato tale. 😳

“Non vedo la differenza” aveva scosso più volte il capo Gisdol. E sinceramente, vederla è dura. 

“Dobbiamo pensare al nostro sport, a togliere di mezzo cose che nessuno vuol vedere”, aveva reiterato facendo appello al buon senso. “ I paragrafi della Fifa, non interessano a nessuno”.

Ora, il Manager dell’Hoffenheim  Alexander Rosen medita un ricorso destinato a infrangersi contro l’ipocrisia e la cattiva volontà già abbondantemente dimostrate dai vertici federali tedeschi.

Dulcis in fundo, quando si dice l’ironia della vita: al termine della trasmissione di sabato 19 ottobre, come avviene da decenni per tutti gli ospiti, anche Gisdol si cimenta nel “Torwandschießen”, un gioco che consiste nel tirare contro la sagoma di una rete cercando di infilare il pallone in uno dei due fori. Ebbene: al tiro di Gisdol, il pallone  entra ma subito rimbalza fuori. Il tecnico dell’Hoffenheim quasi non ci  crede; “ Qui c’è la prova TV!” sorride.

Purtroppo, in questo calcio c’è poco da sorridere.

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IL FUTURO MERCHANDISING DI THOHIR?

Posted by ladycalcio su sabato, ottobre 26, 2013

Sapone nerazzurro

 

Sapone morattiano o indonesiano? 😆

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NASCE L’INTER INDONESIANA

Posted by ladycalcio su martedì, ottobre 15, 2013

Siglato accordo Thohir

Riporto il comunicato ufficiale apparso oggi su inter.it:

FC Internazionale Milano S.p.A.: siglato l’accordo per l’ingresso di nuovi soci nel capitale


Massimo Moratti e Erick Thohir: “Insieme per il futuro dell’Inter”

Milano, 15 ottobre 2013 – F.C. Internazionale Milano S.p.A. (‘Inter’) e il suo azionista di maggioranza Internazionale Holding S.r.l., interamente controllato da Massimo Moratti, hanno firmato oggi un accordo vincolante in base al quale International Sports Capital (‘ISC’), società indirettamente posseduta da Erick Thohir, Rosan Roeslani e Handy Soetedjo, tre importanti uomini d’affari indonesiani, diventerà l’azionista di controllo dell’Inter con una partecipazione del 70% attraverso un aumento di capitale riservato.


Fondata nel 1908, l’Inter è riconosciuta a livello internazionale come uno dei club più vincenti al mondo, con decine di trofei conquistati, inclusi 18 Campionati Italiani, 2 Coppe dei Campioni, 1 UEFA Champions League, 2 Coppe Intercontinentali e 1 Mondiale per Club. Con sede a Milano, l’Inter è l’unica squadra a non essere mai retrocessa nei suoi 105 anni di storia. L’Inter vanta un brand globale che può contare su 20 milioni di tifosi in Europa e circa 160 milioni in tutto il mondo.

Dopo aver guidato il Club in una storia di successo, la Famiglia Moratti ha ora avviato un nuovo corso per assicurare all’Inter il futuro più brillante: dalla Grande Inter di Angelo (che vinse 3 Campionati italiani, 2 Coppe dei Campioni e 2 Coppe Intercontinentali tra il 1963 e il 1966) al Triplete di Massimo nel 2010 (avendo vinto nello stesso anno il Campionato Italiano, la UEFA Champions League e la Coppa Italia, oltre al Mondiale per Club) e altri 4 Campionati Italiani di seguito. La Famiglia Moratti ha dapprima creato le condizioni e ora ha preso la decisione di dare all’Inter una presenza globale.

Erick Thohir, Rosan Roeslani, Handy Soetedjo e la Famiglia Moratti lavoreranno insieme per assicurare un futuro vincente e rendere il Club ancora più competitivo in Italia, in Europa e nel resto del mondo, in linea con la filosofia del Club sin da quando è stato creato nel 1908, quando i suoi fondatori decisero di chiamarsi ‘fratelli del mondo’.

Penso che la storia dell’Inter si arricchisca di una nuova stagione, grazie ai nostri partner internazionali che, sono certo, contribuiranno alla continuità di successi. L’entusiasmo e il pragmatismo dei nuovi soci sono certamente una garanzia per il futuro’ ha dichiarato Massimo Moratti. ‘Auguro a Erick, Rosan e Handy di aggiungere altre vittorie ai nostri amati colori, con la fiducia e l’amicizia dei nostri fantastici tifosi. La mia famiglia ed io continueremo a vivere questa straordinaria avventura insieme a Erick, Rosan e Handy, con la stessa dedizione e l’affetto che ci legano all’Inter e agli Interisti’.

Oggi è davvero un giorno speciale. Sono onorato che Massimo Moratti mi abbia affidato la responsabilità di guidare l’Inter in un nuovo capitolo della sua storia, e sono molto felice per il fatto che continuerà ad essere presente come mio partner. Il lavoro fatto dalla Famiglia Moratti, dalla Grande Inter di Angelo al Triplete di Massimo, ha reso l’Inter uno dei club più rispettati al mondo, per il suo valore in campo, e per il suo impegno sociale‘ ha dichiarato Erick Thohir. ‘Sono un imprenditore, ma prima ancora un tifoso e un amante dello sport. Non vedo l’ora di mettere la nostra passione e la nostra esperienza internazionale al servizio di questo fantastico Club e dei suoi tifosi’.

Erick Thohir, leader del gruppo di investitori, è un imprenditore con base a Jakarta, Indonesia, ed è fondatore e presidente di Mahaka Group. Le sue principali aree di business sono media and entertainment, incluse televisioni, radio, media digitali e stampa. Erick è co-proprietario del D.C. United, la squadra di calcio della Major League Soccer statunitense ed è stato Vice Presidente del Comitato Olimpico Indonesiano, oltre che Capo Missione per i Giochi Olimpici del 2012.

Rosan Roeslani è un importante uomo d’affari indonesiano, e un investitore con focus su settori strategici inclusi quello bancario e finanziario, delle infrastrutture, immobiliare e turistico. È Vice Presidente del settore bancario e assicurativo della Camera di Commercio Indonesiana. Rosan Roeslani possiede una partecipazione nel club D.C. United insieme a Thohir.

Handy Soetedjo è un imprenditore indonesiano che lavora nel settore dell’energia e media. Handy è partner di Erick Thohir nel Gruppo Mahaka e ha partecipato all’acquisizione della squadra di basket NBA Philadelphia 76ers nel 2011.

Inter

Fondata nel 1908, l’Inter è riconosciuta a livello internazionale come uno dei club più vincenti al mondo, con decine di trofei conquistati, inclusi 18 Campionati italiani, 3 Coppe UEFA, 2 Coppe dei Campioni, 1 UEFA Champions League, 2 Coppe Intercontinentali e 1 Coppa del Mondo per Club. Con sede a Milano, l’Inter è l’unica squadra a non essere mai retrocessa nei suoi 105 anni di storia. L’Inter vanta un brand globale basato su 20 milioni di tifosi in Europa e circa 160 milioni di tifosi in tutto il mondo.

Inter Campus

Inter Campus realizza dal 1997 interventi sociali e cooperazioni flessibili e a lungo termine, attraverso 25 programmi nel mondo con il supporto di 200 operatori locali. Obiettivo del programma è utilizzare l’attività di calcio come strumento educativo per restituire a 10.000 bambini bisognosi il diritto al gioco. Inter Campus è un partner ufficiale delle Nazioni Unite; i suoi rappresentanti sono stati ricevuti dal Presidente dell’Assemblea Generale Vuc Jeremic il 29 novembre 2012.

Sull’argomento leggi anche:

http://bit.ly/14Xdq3a

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