CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

CIAO MICHELE

Posted by ladycalcio su domenica, aprile 23, 2017

(Pag. 6 dell’odierna “Gazzetta dello Sport”)

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REAL-BAYERN: VERGOGNA-RECORD

Posted by ladycalcio su giovedì, aprile 20, 2017

“Chi vince questo quarto di finale vince la Champions”, si diceva di Real Madrid-Bayern (4-2). Se davvero vincerà il Real, sarà una coppa rubata.

“Ci hanno fregati”, ha affermato testualmente Karl-Heinz Rummenigge nel consueto discorso del postpartita alla squadra. Una fregatura confezionata grazie a due reti in fuorigioco di quel fenomeno che si fa chiamare CR7, dopo un altro fuorigioco di CR7 sul quale l’arbitro Kassai aveva concesso la regola del vantaggio, più un doppio giallo a Vidal per un fallo inesistente sotto gli occhi del quarto uomo con il Bayern che rimane in dieci.

Per il calcio è la notte della vergogna, per la squadra di Zidane la notte dei record: 7^ semifinale per le Merengues e 100^ rete del “Fenomeno bis”, quel Ronaldo che fa rima con spavaldo. Il portoghese non si sforza neppure di rientrare, è sempre lì davanti alla porta al di là della linea dei difensori tedeschi.

Ai suoi due goal di rapina fa da pendente, in Barça-Juve, la prestazione nulla di Lionel Messi: e poi non chiedetemi perché punto il dito contro le assegnazioni del Pallone d’Oro https://calcioparole.wordpress.com/2015/01/14/10-motivi-per-cui-avrei-dato-il-pallone-doro-a-manuel-neuer/

Nel gennaio 2015 CR7 soffiò il riconoscimento a Manuel Neuer, che lo definì un “testimonial di mutande”; l’altra sera, sul suo terzo goal in fuorigioco, l’estremo difensore del Bayern ha rimediato la frattura del metatarso del piede sinistro, che lo costringerà a stare fuori dai pali per il resto della stagione.

Il Bayern era già stato eliminato dal Real nel 2014, quando sulla sua panchina sedeva Pep Guardiola e su quella madridista, ironia della sorte, proprio Carlo Ancelotti.

“Una decisione così importante e così sbagliata ha cambiato il corso della partita”, hanno commentato su RSI LA2 riguardo al primo goal in fuorigioco convalidato al Real. E ancora:“Se non ci fosse stato quell’omino in giallo o in verde (Kassai, ndr), la partita sarebbe andata diversamente”.

I media europei sono in subbuglio, ma di tutto questo il Real se ne frega, pronto ad esultare se davvero vincerà il 12° trofeo. “Nel calcio vince chi la mette dentro, non importa come”, scrivevo su queste pagine nel 2007 dopo gli osanna al goal di mano di Pippo Inzaghi ad Atene http://bit.ly/1xvwRx7

Dieci anni dopo, mi sento solo di aggiungere che il calcio fa ancora più schifo.

Sempre per ironia della sorte, ad Atene sulla panchina del Milan sedeva il buon Carletto, che come ci fa sapere l’emittente bavarese B3, per sfogare il nervoso durante la partita di martedì ha masticato la bellezza di 14 gomme americane.

Ricorsi di nomi e circostanze che ci riportano a un’altra vergogna e all’anatema più censurato di questo blog: che fine ha fatto la squadra più blasonata del mondo di Silvio Berlusconi? http://bit.ly/1vEgjQk

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“DELBY” DI MILANO

Posted by ladycalcio su domenica, aprile 16, 2017

È il primo derby cinese, il primo derby alle 12.30, una fine migliore non poteva esserci” 😦 , esordisce quel fulgido esempio di imparzialità di Cristiana Buonamano a SkySport 24.

Per i tifosi dell’Inter magari no”, tenta di correggere il tiro il collega Luca Tommassini. “ForsePER LORO’ 😦 un po’ meno”, si tradisce definitivamente la Buonamano.

Il “delby” “milanese” fra  Zhang Jindong e Yonghong Li  si gioca all’ora di pranzo del sabato santo (!)per permetterne la visione … in Cina. Tempi bui.

È il primo senza Moratti e Berlusconi e vede quell’altro fenomeno di Orsato protrarre a sua discrezione l’incontro fino al 97’ (!), minuto del 2-2 del Milan.

Una bruttissima sorpresa nell’uovo Pasqua dell’Inter, che seppur confezionato da uno dei peggiori fischietti italici, non può far perdere di vista i difetti cronici della squadra di Pioli: l’immancabile calo psicofisico al quarto d’ora del secondo tempo, l’incapacità di chiudere le partite a suon di occasioni divorate, la vulnerabilità sulle palle inattive, gli errori individuali a go go, le ingenuità da oratorio tipo le ammonizioni di Candreva (per essersi tolto la maglia dopo il goal) e Handanovic (per perdita di tempo).

La squadra di Montella, con tutti i suoi problemi, è opportunista e marpiona, l’Inter di Pioli è incompiuta e immatura.

Andiamo a casa con la testa bassa, come se avessimo perso questa partita, perché non si possono prendere dei goal così”, dichiara Mauro Icardi a Inter Channel.

Nel complesso, un derby “cinese” anche nel valore di quanto ci ha offerto, già lontano mille miglia dalla tradizione meneghina.

Quasi quasi ci tocca rimpiangere il gesto dell’ombrello di Moratti in tribuna e le discese in elicottero del Berlusca.

Che tristezza.

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CAMPIONI NELL’IMBRUTTIRSI

Posted by ladycalcio su venerdì, marzo 31, 2017

Il nuovo tatuaggio sulla schiena di Gabigol. L’importante è esagerare (ad imbruttirsi).

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GAGLIARDINI PER LE DONNE

Posted by ladycalcio su sabato, marzo 11, 2017

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INTERVISTA A PIERLUIGI AVANZI, AUTORE DI “BIOGRAFIE NERAZZURRE – LA STORIA DELL’INTER ATTRAVERSO I SUOI PROTAGONISTI”

Posted by ladycalcio su giovedì, febbraio 16, 2017

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L’avevamo già conosciuto e apprezzato per il suo primo libro “Giacinto Facchetti – Una bandiera in mezzo alla battaglia” (Urbone Publishing) http://bit.ly/2ksSj5j  http://bit.ly/2ksNk4F

Ora, l’appassionato blogger nerazzurro Pierluigi Avanzi replica con “Biografie Nerazzurre – La storia dell’Inter attraverso i suoi protagonisti” (stesso Editore). L’opera, che raccoglie in formato cartaceo tutti gli articoli dell’omonimo blog (www.biografienerazzurre.blogspot.com), è arricchita dalla prefazione dell’Avv. Luigi Maria Prisco, figlio dell’indimenticabile Peppino.

Da Virgilio Fossati a Javier Zanetti, da Helenio Herrera  a José Mourinho, Pierluigi ripercorre oltre un secolo di appassionante storia nerazzurra in quarantasei ritratti “scelti sull’onda emozionale del momento”, traboccanti di tifo, orgoglio e passione viscerale per i colori della Beneamata.

Nelle 158 pagine del libro esplodono ricordi ed emozioni, ma soprattutto una fede.

In questa intervista esclusiva, “Calcio e Parole” vi offre una presentazione di primissima mano dell’autore e del libro.

Ladycalcio: Raccontaci chi sei…

PIERLUIGI AVANZI: Mi definirei scrittore di calcio per diletto, “interologo” per vocazione e impiegato commerciale per necessità. Sono nato e risiedo attualmente in provincia di Mantova – fortunatamente una città ancora a misura d’uomo – ma sono cresciuto in un quartiere della periferia ovest di Milano.

Di tutta la storia dell’Inter, qual è il nerazzurro che più ti è rimasto nel cuore?

Doverosa premessa: scegliere un solo personaggio fra quelli che ho avuto modo di ammirare in quasi trent’anni di tifo interista, o fra quelli di cui ho soltanto letto o visto delle immagini, non è assolutamente facile. Fra questi personaggi sono molti quelli che hanno regalato emozioni e rappresentato degnamente la Società nerazzurra, ognuno a suo modo.

Ciò premesso, ritengo che il biglietto da visita più confacente e luminoso della storia dell’Inter sia Giacinto Facchetti, il personaggio che meglio ha saputo sintetizzare tale storia. Questo per i suoi valori morali, l’irremovibile volontà di vincere senza mai prevaricare le regole e l’ammirevole fedeltà alla maglia e a determinati ideali; oltre che, naturalmente, per le fantastiche virtù tecniche e agonistiche. Alla sua memoria ho dedicato il mio primo libro, dal titolo “Giacinto Facchetti – Una bandiera in mezzo alla battaglia” (2011), anch’esso edito da Urbone Publishing. Come infatti affermava lo scrittore britannico George Orwell, “Arrivati a una certa età ognuno ha la faccia che si merita” e l’Inter ha la fortuna e l’orgoglio di avere quella di Facchetti.

Qual è il campione nerazzurro che più amavi da bambino, quello di cui indossavi la maglietta quando giocavi a pallone?

I primissimi ricordi della mia grande passione per l’Inter risalgono alla compagine del trio tedesco Brehme-Klinsmann-Matthäus allenata da Giovanni Trapattoni: avevo 6-7 anni (fra pochi giorni ne compirò 34), abitavo in un quartiere milanese a pochi chilometri da San Siro e ogniqualvolta scendevo in strada per giocare a calcio con gli amici non perdevo l’occasione di indossare la maglietta nerazzurra sponsorizzata “Misura”. La maglietta in questione aveva sulle spalle un numero 11 (allora appartenente ad Aldo Serena) fatto da mia mamma con delle fettucce elastiche bianche; probabilmente, solo perché era il numero più semplice da fabbricare e/o da applicare. Le altre maglie dell’Inter che nel tempo hanno riempito il mio armadio sono state la numero 3 di Giacinto Facchetti, la numero 8 di Nicola Berti (forse il mio primo “idolo”), la numero 4 di Javier Zanetti e la numero 19 di Esteban Cambiasso. Dall’epoca di mister Trapattoni, dunque, ho iniziato a seguire assiduamente le gesta della mia squadra del cuore, nei momenti belli e in quelli decisamente meno belli, in tutti i possibili modi: alla radio, davanti alla tv, sulla carta stampata, via web e, naturalmente, allo stadio.

Tanti dei giocatori che hai ritratto nel tuo libro non li hai mai visti giocare; eppure hai scritto su di loro e non su altri campioni che ti hanno accompagnato nella tua vita di tifoso. Perché?

In queste mie 158 pagine di sentimento e di evidente orgoglio ho avuto il piacere di sintetizzare tre delle mie più grandi passioni: la scrittura, l’Inter e la sua storia. Attraverso le gesta di chi l’ha scritta (giocatori, allenatori, dirigenti e presidenti) ho cercato di raccontare oltre un secolo di emozionante storia nerazzurra (anche se all’interno del libro non mancano richiami all’attualità): quarantasei biografie di altrettanti protagonisti della gloriosa leggenda interista scelti sull’onda emozionale del momento (dunque, senza un criterio preciso), non necessariamente tutti i più grandi o i più vincenti. Quarantasei protagonisti di epoche diverse che per le loro imprese, o semplicemente per i loro atteggiamenti o la loro passione, hanno saputo rendersi meritevoli interpreti di un’inebriante saga che il 9 marzo 2016 ha compiuto 108 anni.

Quali personaggi hai incontrato fra quelli del tuo libro? C’è un aneddoto che ti lega a uno di loro?

Nel tempo, fra i quarantasei personaggi di cui ho scritto ho avuto il piacere di scattare una foto con Giacinto Facchetti, Roberto Boninsegna, Gigi Simoni, Roberto Mancini, Nicola Berti ed Esteban Cambiasso. L’incontro con Facchetti è minuziosamente descritto nel libro che gli ho dedicato: un signore disponibile, pacato e cortese che aveva regalato ad un allora ragazzino di quattordici anni l’enorme gioia d’essere immortalato per la prima volta con un personaggio dell’universo nerazzurro. Una gioia che avrei poi raccontato a tutti nei minimi dettagli.

Qualcuno dei personaggi del libro ti ha fatto pervenire un apprezzamento per il tuo lavoro?

Sì: il gentilissimo Avvocato Luigi Maria Prisco (figlio del mitico e indimenticato vicepresidente Peppino), che su mia espressa richiesta ha impreziosito questo mio secondo libro firmandone la prefazione.

Come hai conosciuto l’Avv. Luigi Maria Prisco?

Lo contattai per la prima volta alcuni anni fa, domandandogli se potesse inserire all’interno del sito http://www.peppinoprisco.it un articolo in ricordo di suo padre che avevo scritto nel dicembre 2010. Dopo pochi giorni, oltre a ringraziarmi, l’Avvocato lo pubblicò sul sito.

Perché hai chiuso il tuo blog rinunciando a scrivere biografie di giocatori più vicini al tuo tempo?

Il mio libro “Biografie Nerazzurre – La storia dell’Inter attraverso i suoi protagonisti” non è altro che la raccolta di tutti gli articoli sulla storia e i personaggi dell’Inter che ho scritto e pubblicato negli ultimi dieci anni sull’omonimo blog (www.biografienerazzurre.blogspot.com).

Trasformato il blog in un libro cartaceo (pochi mesi fa), complice il fatto che purtroppo ho sempre meno tempo da dedicargli, ho pensato fosse giusto chiuderlo.

Come vedi l’Inter di Stefano Pioli?

Finalmente l’Inter si esprime da squadra, e non è più soltanto un insieme di buoni singoli. Questo anche grazie a uno schema di gioco pressoché definitivo e a uno “zoccolo duro” di titolari a cui si è dato finalmente continuità. Il merito è di Pioli, con il quale i giocatori paiono interagire bene. Lo ritengo un tecnico tatticamente preparato e un profondo conoscitore dell’insidiosissima Serie A, oltre che una persona seria, concreta ed efficace negli atteggiamenti. Non da ultimo, ha nelle vene il sangue nerazzurro ereditato dal padre, il che non guasta di certo…. Considerato il buon organico a disposizione, il mister parmense sembra quindi l’uomo giusto per lasciarsi alle spalle il turbolento 2016 e puntare a un 2017 che restituisca fierezza all’appassionato popolo della Beneamata, oltre che stabilità tecnica.

Qual è il tuo giocatore preferito dell’attuale rosa?

Non ne ho uno in particolare. Quando i giocatori della tua squadra del cuore iniziano ad essere più giovani di te significa che è finito il tempo di avere dei beniamini come accade quando si è ragazzini o adolescenti… Sono tutto per i colori della mia amata Inter: irrequieta e blasonata, disegnata nel 1908 dalla mano del pittore Giorgio Muggiani e come tale raffinata, geniale, imprevedibile, pazza. Prendendo in prestito la politica, l’Inter è l’unica grande del calcio italiano che, da sempre, è all’opposizione anziché al governo. Con buona pace dell’ineffabile censore Marotta e compagnia.

Vai sempre allo stadio?

Meno che in passato. Per diverse stagioni sono stato abbonato, ma anche ora, comunque, almeno una/due partite all’anno dal vivo cerco di non farmele mancare.

Hai qualcosa da aggiungere a questa intervista?

Un caloroso saluto a tutti i veri tifosi nerazzurri: quelli che in nome della passione viscerale per la loro squadra arrivano a sottrarre tempo prezioso alle persone che amano. Magari scrivendo sui blog o su qualche testata (spesso gratis e sempre nei ritagli di tempo, come il sottoscritto), oppure abbonandosi alle pay-tv (non certo a prezzi economici), o ancora affrontando centinaia di chilometri per recarsi allo stadio, non importa se in condizioni climatiche proibitive. In definitiva, saluto tutti quelli che anche nei momenti più bui restano “militanti” e orgogliosi di essere interisti.

 

Nelle foto: la copertina del libro e l’autore

 

Link alla presentazione online del libro: http://www.urbone.eu/obchod/biografie-nerazzurre-la-storia-dell-inter-attraverso-i-suoi-protagonisti

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JUVE-INTER, SIAMO DACCAPO

Posted by ladycalcio su sabato, febbraio 11, 2017

rizzoli

L’espressione del viso dell’arbitro Rizzoli all’uscita dallo Juventus Stadium domenica sera parlava da sola: era l’espressione stravolta e allampanata di chi sa di averla fatta grossa.

Da dopo Calciopoli, il Derby d’Italia non è mai più stato lo stesso, né mai potrà più esserlo. Se fra Juve ed Inter l’agonismo più acceso rispetto a un tempo è “fisiologico” e se qualche malcelato rancore fra le due contendenti può starci, ciò che è inaccettabile è la ricaduta nel buco nero arbitrale del passato.

I prodromi si sono visti tutti domenica scorsa. A riportarci ai tempi bui non sono stati soltanto il rigore negato all’Inter per il fallo di Mandzukic su Icardi e i due rossi comminati a Peresic e allo stesso argentino conditi dagli atteggiamenti pagliacceschi dell’arbitro Rizzoli. È vero che, per le due espulsioni, nessuna delle quali per fallo, trasparenza vorrebbe che venissero rese note le presunte frasi ingiuriose rivolte dai rispettivi nerazzurri al direttore di gara. Ma si sa, parlare di “trasparenza” in riferimento alla Juve è una parola enorme.

Ciò che più sconcerta sono le immagini inedite di un clamoroso inspiegabile episodio mandate in onda martedì da Inter Channel: calcio piazzato per la Juve, Chiellini fa per passare indietro a Buffon ma Icardi scatta in avanti, intercetta il pallone e si lancia a rete solo davanti al portiere. Non c’è fuorigioco, poiché Icardi era scattato da molto dietro. Ma Rizzoli fischia e fa ribattere. Perché?

E perché nella diretta TV l’episodio non era stato mostrato e al suo posto le telecamere avevano svariato su Di Bala a colloquio con Allegri? La risposta, temo, è da ricercarsi nello sguardo allampanato del fischietto mirandolese, che ironia della sorte, proprio lunedì ha annunciato che rinuncerà ai Mondiali 2018.

Il comunicato stampa ufficiale dell’Inter sull’accaduto: (…) “Abbiamo, nei toni corretti e nelle sedi appropriate, cercato un confronto su quelle che riteniamo decisioni arbitrali discutibili in una partita importante per noi e per la Serie A. Il nostro pensiero oggi va però solo al futuro (…)”.

Ma quando si parla di Juve, il passato riemerge prepotentemente da sé.

PS

Ho scritto tante volte che, dopo Calciopoli, la Juve avrebbe dovuto essere retrocessa in Serie C.

Ecco i link ad alcuni miei post su precedenti poco edificanti:

 

https://calcioparole.wordpress.com/2009/04/19/la-juve-non-si-smentisce-mai/

https://calcioparole.wordpress.com/2008/03/23/inter-juve-uovo-di-pasqua-bianconero/

https://calcioparole.wordpress.com/2008/02/26/juventus-oscar-per-la-peggior-sceneggiatura/

https://calcioparole.wordpress.com/2008/02/07/juve-carnevale-bianconero/

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COPPA D’INGHILTERRA: ROSSI CONTRO ARANCIONI

Posted by ladycalcio su domenica, gennaio 29, 2017

 

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È un contrasto cromatico inconsueto quello che ci ha proposto ieri pomeriggio Liverpool-Wolverhampton (1-2), incontro della 4^ giornata di Coppa d’Inghilterra trasmesso da Fox: rosso e arancione, un pugno nell’occhio per chi seguiva il match dagli spalti e per i telespettatori.

Sarebbe spettato al “Wolves”, squadra ospite che ha come colori sociali l’arancione e il nero, indossare la maglia di riserva per distinguersi agli sguardi dalla divisa rossa dei “Reds”. Così non è stato.

Oltre all’abbinamento dei colori, ha fatto molto discutere la formazione rimaneggiata con molti giovani mandata in campo dal tecnico dei “Reds” Jürgen Klopp, che seppur giustificata in vista del big match di martedì contro il Chelsea, è costata alla formazione del Merseyside l’eliminazione dalla Coppa.

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BUON 2017

Posted by ladycalcio su sabato, dicembre 31, 2016

happy-new-year-2017

Cari lettori,

Sta per lasciarci anche il 2016, durante il quale “Calcio e Parole” vi ha fatto come sempre compagnia commentando i temi del calcio e… qualcosa di più: quest’anno, sull’onda dello scottante “Caso Schwazer”, Ladycalcio ha svariato anche nel campo dell’atletica leggera, preludio di futuri altri “fuori programma” negli altri sport.

Lo scorso luglio il blog ha compiuto 9 anni e la prossima estate si prepara a fare cifra tonda!

Come ogni anno, per chi se li fosse persi, ripropongo i link ai post più interessanti dell’anno suddivisi per argomento:

 

SPECIALI

Milano si prepara alla finale di Champions League (reportage e foto esclusive) http://bit.ly/1XW9I4X

 

ANALISI CONTROCORRENTE

Pallone d’Oro Fifa: la politica del calcio dice ancora Messi http://bit.ly/2hBolMQ

L’Inter 2016 riparte da Handanovic http://bit.ly/1O95Mbq

Il vicepresidente 🙂 Zanetti compie 43 anni  http://bit.ly/2hBoWhf

 

CALCIO TEDESCO E CALCIO ESTERO

Ancelotti vince la Supercoppa di Germania http://bit.ly/2imDUXh

Germania fuori da Euro 2016  http://bit.ly/29lLOtU

Il selfie di Douglas Costa  http://bit.ly/2ek9d5e

Eriksson scippa l’Europa al Liverpool http://bit.ly/2iNOJ3z

 

MEDIA

Bayern-Juve su ZDF con Mediaset oscurato  http://bit.ly/1nRQrTu

 

 

LE STORTURE DELL’INTER

La Juve, i rigori, Carrizo e Handanovic http://bit.ly/2hxXOg8

Cara Inter, fa acqua anche la Dirigenza! http://bit.ly/1RjOVBg

È un’Inter in ideogrammi cinesi (Milano si vende ai cinesi) http://bit.ly/1t5eCAE

Dirigenza cinese, primo frutto dell’inesperienza  http://bit.ly/2hV5oSX

Ribaltone all’Inter: silurato Mancini  http://bit.ly/2b2Sgwa

Inter, dov’è l’onore?  http://bit.ly/2aY4xQY

Inter, serve un’ altra figuraccia http://bit.ly/2daVWO1

L’Inter ce l’ha fatta: fuori dall’Europa League! http://bit.ly/2hxYQZu

 

LA “PROFEZIA” DEL PANETTONE DI DE BOER

De Boer e il panettone  http://bit.ly/2aP8K9k

De Boer silurato nella notte degli zombie http://bit.ly/2ffb7RA

 

IL 10° ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA DI FACCHETTI

Giacinto, ci manchi da 10 anni http://bit.ly/2c5R8bF

 

NON POTEVA MANCARE…. MATERAZZI :mrgreen:

Materazzi a “Inter Legends” http://bit.ly/1onRFXV

Su Matrix vi lascio anche un evergreen:

https://calcioparole.wordpress.com/2008/11/24/perche-non-credo-piu-alla-sindrome-compartimentale-di-materazzi/

 

 

ATLETICA LEGGERA, CASO SCHWAZER

Schwazer bionico: meglio che con il doping! http://bit.ly/1TOuGj4

Nuova positività Schwazer, se questa è la difesa… http://bit.ly/28UYX2r

 

IL BLOG

9° compleanno di “Calcio e Parole”   http://bit.ly/29wL0US

 

LELE ADANI, UN ESEMPIO POSITIVO

Daniele Adani e i valori del Natale http://bit.ly/2ifWv6Z

 

Un sentito grazie a tutti i lettori che continuano a seguirmi e avanti verso il primo compleanno a due cifre!

Con i migliori auguri di uno splendido 2017 da

Ladycalcio

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DANIELE ADANI E I VALORI DEL NATALE

Posted by ladycalcio su sabato, dicembre 24, 2016

A Natale non è male riposare e dedicarsi ai propri affetti, pregare un po’ di più, essere più indulgenti, tolleranti e staccare un attimino la spina“.

L’auspicio di Daniele Adani su Sky dopo Inter-Lazio è un richiamo ai veri valori cristiani, sempre più rari in un mondo materialistico e robotizzato in cui il tempo è denaro e chi si ferma è perduto.

Bravo Daniele, e onore al coraggio con cui hai sfidato i sorrisi ironici di chi la scala dei valori l’ha perduta.

Riprendo il tuo auspicio e lo estendo a tutti i miei lettori, con i migliori auguri di un santo e lieto Natale.

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