CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

SCHERZETTO DI ANCELOTTI ALL’INTER

Posted by ladycalcio su giovedì, settembre 16, 2021

“Così fa male” titola oggi in prima pagina La Gazzetta dello Sport. Nell’esordio stagionale di Champions League, dopo aver a lungo tenuto testa alle Merengues, la squadra di Simone Inzaghi è stata clamorosamente beffata da una rete all’89’ di Rodrygo che la lascia a zero punti nel girone.

Il mister nerazzurro aveva impostato l’incontro sulla tenuta atletica, rimpinguando le forze in campo con due doppie sostituzioni serrate più una: Dumfries e Dimarco al posto di Darmian e Perisic (10’ st), Vidal e Correa al posto di Chalanoglu e Martinez (20’ st) e Vecino per Barella (39’ st). Non ha funzionato, perché al penultimo minuto del tempo regolamentare, l’Inter è stata impietosamente beffata e sconfitta.

Il calo atletico si era già annunciato all’inizio del secondo tempo, divenendo via via più evidente con il passare dei minuti. Con il senno del poi, nel finale di partita sarebbe stato forse più sensato l’innesto di un difensore (Kolarov, ad esempio) che scongiurasse la zampata madridista sul finale.

Stanca l’Inter lo era comunque, nonostante le cinque sostituzioni: quando i minuti nelle gambe appesantiscono Brosovic e Barella, la tenuta del centrocampo va comunque a farsi benedire, e con essa la brillantezza della squadra e la sua pericolosità in avanti.

Là davanti l’Inter è orfana della Lu-La, perché quel Lukaku che baciava sempre la maglia nerazzurra ha preso il volo oltre Manica allettato dai dobloni del Chelsea. E ora, alla squadra manca una punta centrale, manca un rifinitore che sappia metterla dentro.

Per contro, la proprietà cinese dell’Inter ha tirato i cordoni della borsa vendendo pure Hakimi al PSG, con il risultato di indebolire anche la spinta sulla fascia.

Inzaghi mastica amaro ma deve bruciare la legna che ha. Le individualità di tutto rispetto non gli mancano, primo fra tutti quello Skriniar che ieri sera si è distinto ancora una volta per tecnica, forza fisica e combattività.

Il collettivo è all’inizio: un inizio decisamente buono sul piano degli schemi e del gioco. Peccato lo scherzetto finale di quella vecchia volpe di Ancelotti.

https://www.gazzetta.it/Calcio/Champions-League/15-09-2021/inter-real-madrid-0-1-rodrygo-4201269959794.shtml

https://video.sky.it/sport/calcio/champions-league/video/inter-real-madrid-0-1-gol-highlights-695147

https://sport.sky.it/calcio/champions-league/partite/2021/giornata-1/inter-real-madrid/risultato-gol

https://www.fcinter1908.it/ultimora/colonnese-inter-sfortuna-real/

https://www.tuttosport.com/news/calcio/champions-league/2021/09/15-85360414/inter-real_madrid_0-1_il_tabellino

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BUON 80°, ANGELO E MARIOLINO!

Posted by ladycalcio su mercoledì, agosto 25, 2021

Angelo Domenghini 80

Mario Corso 80

Compie oggi 80 anni Angelo Domenghini, indimenticato ex-attaccante dell’Inter degli anni ’60.

In casa Inter si sarebbe potuto festeggiare anche Mario Corso, anch’egli nato il 25 agosto 1941, se il sinistro di Dio non ci avesse lasciati nel giugno dello scorso anno.

Ma -ne siamo certi – anche Mariolino festeggia lassù, insieme al compagno di tante partite e alla grande famiglia nerazzurra.

Auguri campioni, uniti negli stessi colori e nei cuori nerazzurri!

https://www.inter.it/it/news/2021/08/25/anniversario-nascita-mario-corso.html

https://www.tuttomercatoweb.com/nato-oggi/mario-corso-il-piede-sinistro-di-dio-che-ha-legato-il-suo-nome-all-inter-1574925

https://www.inter.it/it/news/2021/08/25/compleanno-domenghini.html

https://www.bergamonews.it/tag-personaggio/angelo-domenghini/

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ADDIO AL “BOMBER DELLA NAZIONE”

Posted by ladycalcio su domenica, agosto 15, 2021

In Germania lo chiamavano “Der Bomber der Nation” (il bomber della Nazione”), per l’incetta di goal con cui aveva lanciato il Bayern e la Nazionale tedesca verso le più alte vette del calcio. Sua era stata la rete che aveva regalato alla Germania il Mondiale 1974 nella finale contro l’Olanda, apoteosi di una carriera unica.

Per intenderci, nei “Rossi” era stato il goleador della leggendaria compagine di Sepp Maier, Franz Beckenbauer, e Gerd Müller appunto.

Oggi, il Sito Ufficiale del Bayern Monaco appare in bianco e nero, com’è consuetudine fra i tedeschi in caso di lutto.

Tre volte vincitore della Coppa dei Campioni con i bavaresi (1974, 1975 e 1976), del Mondiale per Club nel ’76, di 4 campionati tedeschi e altrettante Coppe di Germania, più una Coppa delle Coppe nel ’67, Müller aveva segnato 365 reti in Bundesliga (su 427 incontri) e 66 nelle Coppe Europee.

Fra le immagini più emblematiche rimaste nel cuore dei tifosi vi è quella con il suo primo trofeo di capocannoniere della Bundesliga con 28 goal: un trofeo a forma di cannone.

Un leone sui campi di gioco, Müller non era stato purtroppo altrettanto nella vita di tutti i giorni. Come troppi suoi colleghi vissuti di calcio, dopo il ritiro era entrato in crisi di astinenza dal goal e dal dorato mondo del pallone; un vuoto che aveva tentato di “colmare” con l’alcool, scivolando nel baratro.

Ci lascia a soli 75 anni, da tempo scomparso dalla scena mediatica poiché affetto da demenza.

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NEANCHE MESSI FOSSE IL MESSIA

Posted by ladycalcio su venerdì, agosto 13, 2021

Lo si sapeva da tempo. Le voci si rincorrevano da mesi. Il giocatore più sopravvalutato del pianeta, definito a turno con Cristiano Ronaldo “il miglior giocatore del mondo”, è passato di mano, atteso, seguito e accolto come il Messia … della pedata.

Ha pianto durante la conferenza stampa di addio al Barcellona, come tutti, credo, faremmo di gioia se il nostro nuovo datore di lavoro – nello specifico il Paris Saint-Germain – ci elargisse il lauto stipendio che attende “Leo” in terra di Francia.

https://www.liberoquotidiano.it/news/sport/28299438/leo-messi-pesantissime-parole-ex-compagni-barcellona-non-ci-sono-soldi-liga-suda-freddo.html

https://www.liberoquotidiano.it/news/sport/28273542/lionel-messi-psg-costo-zero-di-chi-e-manina-dietro-affare-secolo.html

E mentre gli addetti del Camp Nou staccavano dallo stadio le gigantografie dell’argentino, lui già faceva il bagno di folla sugli Champs-Elysées e la maglia numero 30 del PSG andava a ruba, fruttando lauti introiti al Club parigino.

Il mercato ha sortito il colpo dell’estate, i tabloid hanno avuto di che titolare a caratteri cubitali.

E mentre sul pianeta imperversano la pandemia, la crisi economica e la disoccupazione, domani, “Mister 41 milioni” (lo stipendio annuale di Messi + un bonus alla firma di 30 milioni) esordirà contro lo Strasburgo, in un calcio che ormai è tutto meno che sport e in un mondo tanto stolto da scambiare Messi per il Messia.

 

 

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L’ITALIA VINCE EURO 2020 (come volevasi dimostrare)

Posted by ladycalcio su lunedì, luglio 12, 2021

“Italia, a questo punto vinci gli Europei”, scrivevo dopo l’incontro con la Spagna che aveva portato gli Azzurri in Finale. I segnali premonitori di una vittoria europea dei nostri c’erano tutti, per quello strano gioco di coincidenze, fortuna e zampate vincenti che un osservatore esperto può fiutare nei tornei che si giocano sul filo del rasoio.

Ieri sera tuttavia, gli Azzurri si sono superati, giocando la partita più entusiasmante degli Europei. Sul filo del rasoio appunto, dopo aver subito un goal a freddo al 2′ ad opera di Shaw che li ha a lungo paralizzati e lasciati in balia degli attacchi degli inglesi.

Una compagine, la nostra, non certo eccezionale sul piano delle individualità, ma ben amalgamata da Mancini nel gioco e nello spirito di squadra. L’Italia è stata soprattutto un gruppo, nel quale si sono distinti Spinazzola (presente alla premiazione con le stampelle dopo la ricostruzione del tendine d’Achille) e Chiesa, volonteroso e caparbio nelle sue solitarie incursioni in avanti.

Avrebbe potuto vincere l’Inghilterra e dato il gioco incisivo mostrato dagli inglesi, non avremmo potuto recriminare, così come ora non possono recriminare gli uomini di Southgate.

Continuo a sostenere che non siamo uno squadrone e che tutti gli arzigogoli tecnici prodotti da commentatori e opninionsti possono rissumersi così: abbiamo vinto alla lotteria, intesa come i tiri dagli undici metri al termine dei tempi regolamentari e supplementari che avevano visto un sostanziale equilibrio fra le due contendenti.

A onor del vero, ai rigori contano anche la freddezza dei singoli tiratori, la loro giusta selezione da parte del tecnico e l’abilità dei portieri nel parare. E in questo, siamo stati superiori, vedi i rovinosi errori dal dischetto di Rashford (palo), Sancho (parata di Donnarumma) e Saka.

Sorteggi favorevoli, tante occasione sprecate dagli avversari, un’Inghilterra troppo giovane in Finale, un gruppo affiatato e ben costruito e tanto tanto cuore: questo il cocktail che ha portato gli Azzurri a salire sul tetto d’Europa.

Agli annali e nella memoria collettiva rimarranno “la macchina da guerra” di Mancini e “l’imbattibile squadrone del 2021”, cosa che non siamo.

Di certo è un successo speciale che suona come un ritorno alla gioia e alla vita dopo i lunghi mesi bui del Covid: è il risveglio del calcio e della nostra Nazione, è una notte di festa. è l’alba – tutti lo speriamo – di una rinascita.

https://calcioparole.wordpress.com/2021/07/07/italia-a-questo-punto-vinci-gli-europei/

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ITALIA, A QUESTO PUNTO, VINCI GLI EUROPEI!

Posted by ladycalcio su mercoledì, luglio 7, 2021

Una partita insulsa e noiosa, portata a casa grazie a un guizzo di Chiesa e alla lotteria dei rigori.

Italia-Spagna l’ho vista così, e allo stesso modo l’hanno giudicata coloro che l’hanno seguita insieme a me. Per quanto opinionisti e commentatori si siano sbizzarriti nelle consuete sofisticate analisi nel postpartita, tale rimane la mia valutazione. Per quanto esaltanti siano state le immagini degli Azzurri sul campo dopo i tiri dagli undici metri, – e trascinante la loro euforia – l’Italia è e rimane una squadra tecnicamente mediocre, che ha espresso il suo miglior calcio nell’incontro con il Belgio per poi ripiombare nell’inerzia.

Ieri sera, a confronto con una compagine di caratura superiore rispetto a quelle finora incontrate (grazie a un sorteggio baciato dalla dea bendata), gli uomini di Mancini non sono apparsi più gli stessi. Impacciati, inconcludenti sotto porta e macchinosi nella manovra, si sono dimostrati in evidente difficoltà.

Poi il bel guizzo di Chiesa che ha ridato morale alla truppa, incapace però di impedire il pareggio avversario a pochi minuti dalla fine dei tempi regolamentari.

Si dice che le Nazionali siano ormai tutte delle nobili decadute. Perlomeno, in passato ricordo ben altro calcio. Del resto, finora, nessun undici si è particolarmente distinto nel torneo. Ma le vittorie nel calcio – più che mai quelle importanti – maturano anche così: grazie a una serie di circostanze favorevoli e con segnali premonitori forieri dell’esito finale.

A questo punto, per quanto pazzesca potesse sembrare l’idea soltanto un paio di settimane fa, l’Italia è in Finale e potrebbe andare a vincere Euro 2020, contando sulla coesione del gruppo e inebriata dalla vittoria di ieri sera.

Anzi, per meglio dire, gli Azzurri ora DEVONO vincere, perché il sogno dell’intera Nazione non si infranga. Schiavizzati per mesi dalle misure anti-Covid, ieri sera gli italiani sono scesi in piazza ovunque a festeggiare l’ingresso in Finale, o forse, la ritrovata libertà. Se vinceremo, andremo agli annali come “lo squadrone del 2021”, la “macchina da guerra” del Mancio, la leggendaria compagine di Euro 2020.

Un argomento scomodo già trattato in passato da questo blog…

Altrimenti, il risveglio dal sogno sarà brusco. Ma se guardiamo ai segnali…..

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IN BOCCA AL LUPO, LEONARDO!!!

Posted by ladycalcio su sabato, luglio 3, 2021

 

Ladycalcio porge un grosso in bocca al lupo di cuore a Leonardo Spinazzola, l’Azzurro che ieri sera, contro il Belgio, ha subito la rottura del tendine d’Achille.

A nome di tutti gli sportivi, auguri di una perfetta guarigione, per tornare più forte di prima!

https://www.gazzetta.it/Calcio/Europei/03-07-2021/spinazzola-italia-lesione-tendine-achille-stop-4102458424124.shtml

https://www.gazzetta.it/Calcio/Nazionale/03-07-2021/italia-infortunio-spinazzola-esami-roma-4102462610952.shtml

 

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14 ANNI! AUGURI, CARO BLOG!!!

Posted by ladycalcio su giovedì, luglio 1, 2021

Un compleanno nel bel mezzo degli Europei, che Calcio e Parole sta commentando per i suoi lettori. Dal primo post – e dal “caso Collovati” – sono ormai passati 14 anni, anche se sembra ieri.

Per chi non conoscesse la storia o desiderasse fare un tuffo nel passato, ecco una breve divagazione da Euro 2020.

Auguri, caro blog, cento di questi giorni!!!

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GERMANIA FUORI AGLI OTTAVI

Posted by ladycalcio su mercoledì, giugno 30, 2021

Una squadra snaturata, senza personalità, lontana mille miglia dagli squadroni tedeschi del passato di Helmut Schön, Franz Beckenbauer & C.

La Germania di Joachim Löw esce dall’Europeo conro l’Inghilterra agli ottavi, silurata da due goal di Sterling (75’) e Kane (86’).

“I primi dieci anni di Löw sono stati fantastici. 5 tornei, e 5 volte almeno in semifinale. Nel 2014 il titolo mondiale con il 7-1 sul Brasile”, scrive oggi la Bild-Zeitung, che rincara la dose: “Gli ultimi tre anni di Löw sono stati una delusione. Eliminazione ai gironi ai Mondiali 2014 (dopo la sconfitta per 2-0 contro la Corea del Sud, ndr), eliminazione agli ottavi agli Europei e solo due vittorie in sette incontri dei rispettivi tornei”.

L’era Löw, alla guida della Germania dal 2006, termina così, con il ct che poco prima dell’una di notte, all’aeroporto di Norimberga, è il primo a lasciare l’aereo – un volo charter – che aveva riportato in patria la squadra.

Già dal pullman, il difensore del Borussia Dortmund Mats Hummels aveva postato su Instagram queste laconiche parole: “Il nostro Europeo è finito, siedo qui sul pullman e non riesco a rendermene conto (…). Alla fine, abbiamo vinto solo una partita su 4 e meritiamo di tornarcene a casa”.

Il più tormentato è Thomas Müller, protagonista, all’81’, di un clamoroso errore solo davanti al portiere per quello che avrebbe potuto essere il goal dell’1-1. Scrive l’attaccante del Bayern Monaco: “È il momento che alla fine ti resta nella memoria, che di notte ti toglie il sonno. Quello per il quale come calciatore lavori, ti alleni e vivi. Il momento in cui tu, da solo, hai in mano l’opportunità di riportare in gioco la tua squadra in un serrato incontro ad eliminazione diretta e di mandare in estasi un’intera nazione calcistica. Avere questa possibilità e non sfruttarla, fa maledettamente male.“

Per Müller, peraltro, prosegue la “maledizione degli Europei”, torneo nel quale non è mai riuscito a segnare.

Ma per gli osservatori competenti, questa eliminazione non è certo un fulmine a ciel sereno. Da tempo la Nazionale tedesca è una squadra snaturata nella sua essenza e nel suo gioco. Storicamente, negli anni di maggior successo era sempre stata costruita sui “blocchi” delle grandi squadre della Bundesliga (chi non ricorda quelli del Bayern Monaco e del Borussia Mönchengladbach negli anni ’70?).

Ora, fra le polemiche, Löw aveva “pescato” qui e là i possibili uomini che passava il convento, peraltro non sempre fra i giocatori più creativi e di carattere. Il gioco della Germania ha inoltre perso il tipico carattere del calcio tedesco per via dei molti oriundi inseriti in Nazionale, oltre che dei giocatori tedeschi che, giocando all’estero, finiscono per interpretare un altro calcio e per essere meno affiatati con i compagni.

Il commento più spietato viene da Mehmet Scholl, ex-calciatore del Bayern (ora opinionista televisivo), che dopo la sconfitta di ieri ha mazziato i giocatori tedeschi paragonandoli a bambini: “Quando il gioco di fa duro, non sono all’altezza e chiamano la mamma”.

Salverei senz’altro l’atalantino Robin Gosens – a mio avviso il migliore di questo Europeo – incisivo e propositivo con il suo bel gioco.

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EURO 2020 E GLI AZZURRI SI TRASCINANO AGLI OTTAVI

Posted by ladycalcio su sabato, giugno 26, 2021

Il gioco di prima della Francia, la giovane Inghilterra, qualche impresa sfiorata e sfumata come quella dell’Ungheria, due volte in vantaggio su una mediocre Germania e altrettante volte rimontata, punita con l’eliminazione dalla solita zampata vincente finale dei soliti tedeschi opportunisti.

Per il resto, Euro 2020 non ha fatto vedere granché. Personalmente rimpiango i bei tempi della Polonia di Jan Tomaszewski, della Danimarca di Allan Simonsen e della Germania di Franz Beckenbauere e Gerd Müller, tanto per fare qualche esempio.

https://storiedicalcio.altervista.org/blog/allan-simonsen.html

https://www.repubblica.it/dossier/sport/la-partita-della-vita/2019/10/16/news/tomaszewski-238676086/

Il calcio del 2021, sconvolto dal Covid, vivacchia di mediocrità e fa soprattutto notizia per le trovate di marketing, le peripezie economiche, le cessioni illustri e – vedi l’Inter – per la disperata ricerca a 360° di azionisti e investitori chiamati a tenere in piedi la “baracca” vacillante dello sport pedatorio.  

Anche gli Azzurri hanno vivacchiato in un girone di burro, baciati dalla fortuna anche in vista dell’avversario fra i più deboli che incontreranno stasera: la modesta Austria.

Incrociamo le dita, ma a scanso di un brusco risveglio dal sogno mediatico di essere uno “squadrone” e una “macchina da guerra”, manteniamo i piedi ben saldi per terra.

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