CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

Archive for marzo 2013

Inter-Juve 1-2: ancora brutte sorprese nell’uovo di Pasqua

Posted by ladycalcio su domenica, marzo 31, 2013

“Inter-Juve: uovo di Pasqua bianconero”: così intitolavo il mio post del 23 marzo 2008 su questo blog dopo un regalo arbitrale a sorpresa alla Juve post-Calciopoli. Un ricorso storico negativo che si è rinnovato nel pomeriggio di ieri. Anche allora si giocò a San Siro alla vigilia di Pasqua, anche allora ne scaturì un discusso 1-2 per la Juventus.

Pomo della discordia dell’incontro di 5 anni fa fu il goal del vantaggio juventino (ad opera di Camoranesi) in fuorigioco macroscopico, che fece finire sotto accusa l’arbitro Farina e il suo assistente Nicoletti.

https://calcioparole.wordpress.com/2008/03/23/inter-juve-uovo-di-pasqua-bianconero/

Cambiano gli attori ma non il copione. Stavolta, lo “sgambetto” all’Inter da parte della Juventus  – e degli arbitri – è avvenuto ad opera del fischietto Rizzoli e dell’assistente di porta Valeri (posizionato, con la visuale libera, a pochissimi metri dalla scena!), che hanno defraudato l’Inter del sacrosanto rigore che le sarebbe spettato per il fallo di Chiellini su Cassano.  Il penalty, manco a dirlo, avrebbe verosimilmente significato il giusto risultato finale di parità, lasciando ai nerazzurri qualche residua speranza di ricorsa al terzo posto e frenando la corsa di testa degli uomini di Conte. Al contrario, la squallida telenovela della Juve che esce dal Derby d’Italia con un regalo arbitrale si è arricchita dell’ennesima inquietante puntata.

Ironia della sorte, le coincidenze negative per la Beneamata si sono perpetuate anche a livello europeo. Quel 22 marzo 2008, infatti, anche l’Inter di Roberto Mancini era reduce dall’eliminazione dall’Europa, essendo stata appena estromessa dalla Champions League dal Liverpool.  Un paio di settimane fa, guarda caso, a eliminare dall’Europa League gli uomini di Stramaccioni ci hanno pensato i connazionali del Tottenham.

Ieri, tuttavia, di brutte sorprese nell’uovo di Pasqua l’Inter e i suoi tifosi ne hanno trovate due. Già detto della prima, la seconda sorpresa – la più brutta – è stata l’espulsione del calciatore modello Esteban Cambiasso per una sciagurata entrata a gamba tesa su Giovinco a tempo scaduto, tutt’altro che in tono con il simbolo della colomba della pace che sembrava aver regnato –almeno superficialmente – attorno alla partita.

Viene da pensare che, da Moggiopoli in poi, l’acredine fra il Biscione e la Zebra si sia radicata nei geni delle due opposte fazioni senza risparmiare nessuno, alla stregua di una brace che cova sotto la cenere e che, alla minima scintilla, rischia di provocare un’esplosione.

Questa, tuttavia, non può essere minimamente una giustificazione per il bruttissimo gesto di Cambiasso. D’accordo la frustrazione per l’ennesimo torto subito, d’accordo le pronte scuse, ma l’argentino ha messo seriamente in pericolo l’incolumità dell’avversario. Qualcuno ha proposto per lui 5 giornate di squalifica, altri sostengono che un rosso dopo 277 partite ci possa stare e con un po’ di irriverenza, paragonano questa espulsione dell'”uomo-modello” all’unica della carriera di Facchetti.

Faccio soltanto notare che Facchetti venne espulso per avere applaudito l’arbitro – un peccatuccio davvero veniale, che fa benevolmente sorridere – laddove il “Cuchu” è entrato sulle gambe dell’avversario con una violenza tale che, se il piede di Giovinco anziché scivolare fortunatamente sul terreno bagnato fosse rimasto inchiodato sull’erba, l’attaccante juentino avrebbe trovato nell’uovo di Pasqua una sorpresa ben peggiore di una partita persa: la rottura di tibia e perone – e magari, dei legamenti della caviglia…

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INTERPRETE KOVACIC: RISPONDE ROBERTO MONZANI

Posted by ladycalcio su giovedì, marzo 28, 2013

Habemus Papam! 🙂 Roberto Monzani ha risposto al mio post del 22 marzo nella puntata di “Radio Appiano” (Inter Channel) del giorno 25, condotta insieme a Nagaja Beccalossi. Ringrazio innanzitutto i conduttori del tempo dedicatomi (quasi 10 minuti di risposta su un’ora di trasmissione non sono pochi).

A beneficio dei miei lettori non abbonati ad Inter Channel – oltre che per dare correttamente voce a chi avevo pubblicamente interpellato su questo blog -, riporto ampi stralci del loro intervento, comprensivi di alcuni virgolettati.

Per cominciare, diamo atto a Monzani di essere stato aperto e sincero sul tema della pessima prestazione dell’interprete. Spiega il giornalista che “l’Inter si serve di un service di traduttori (…) che quasi sempre sono stati all’altezza”. Non nega tuttavia di “aver visto almeno un altro caso” in cui l’interprete era stato contestato. Qui cita José Mourinhoche si arrabbiò con un traduttore” non ferratissimo sulla terminologia tecnica del calcio. (SUI RETROSCENA DEI SERVIZI LINGUISTICI, PREPARATEVI A UN POST SCONVOLGENTE!).

Monzani approva con assoluta onestà le mie critiche all’interprete, ribadendo  che “la traduttrice aveva tradotto male, aveva sbagliato e evidentemente non aveva fatto bene il suo lavoro”.

Ma in quale puntata di Radio Appiano – che io mi sarei persa 🙂 – Roby aveva inizialmente fatto quelle osservazioni?

Ecco la risposta: “L’avevo sottolineato – mi diceva la regia che era in due 😯 Radio Appiano di quel periodo lì… Lei (Ladycalcio, ndr) dice di averle controllate tutte (Infatti, senza trovarvi assolutamente nulla, ndr)

Interviene Nagaja Beccalossi: “ Ce n’è una del 18 febbraio però, che abbiamo fatto io e te, perché anche secondo me a memoria è un argomento che avevamo affrontato”. (l’avevo già scritto: nella puntata del 18 febbraio,  riascoltata per intero, non c’è la minima traccia di commenti sull’interprete di Kovacic).

Prosegue Roberto Monzani: “ L’avevo sottolineato… devo dirti la verità, adesso io non sono andato a riguardarlo, sinceramente – quindi faccio il mea culpa – perché ho avuto parecchie altre cose da fare e non sono andato a riguardarlo, però l’ho sottolineato…  (avrebbe potuto – dovuto – farlo la regia, non fosse altro che per trasparenza, ndr), ma secondo me, la finalità di Monica –  Nagaja -, credo sia quella di sentirsi dire questa cosa, cioè qual è la verità: che il lavoro non era stato fatto bene, quindi è inutile dire ‘guarda, vado a rivedere quella puntata là’…. (che evidentemente non esiste, ndr). Posto che mi ricordo di averne parlato addirittura in due ❗ occasioni, una volta con Nagaja e l’altra…  🙄  “ (la frase rimane in sospeso, ndr). Come direbbe Enzo Jannacci, l’importante è esagerare! 🙂

Nagaja Beccalossi: “Anch’io infatti, è uno di quegli argomenti che ricordo”. (Per inciso, sono state controllate senza esito anche le registrazioni di altre rubriche, ndr)

A proposito della mia obiezione su come entrambi potessero aver valutato la prestazione dell’interprete senza conoscere a fondo il tedesco, si precisa che Nagaja il tedesco l’aveva studiato per 5 anni al liceo, benché da allora siano passati 12 anni. Nagaja, dunque in questa lingua possiede la “preparazione-base”:  “per la sopravvivenza mi arrangio”, “qualcosa capisco, non è proprio una lingua oscura per me”,  “quando Mateo ha parlato, molto ho tradotto così, insomma” – dice.

E infatti, se andate a rileggere attentamente le mie parole, non avevo scritto che i due conduttori “non sanno una parola di  tedesco”, bensì, non a caso, che non mi risultano essere due conoscitori del tedesco”. Questo, forte di quanto Nagaja stessa aveva appena affermato nella puntata di Drive Inter del 13 marzo scorso (quella con Kuzmanovic) : “Io l’ho studiato (il tedesco, ndr), ma so giusto l’indispensabile per la sopravvivenza, come si dice in questi casi “. (Allo stesso modo, nella puntata con Vid Belec dell’ottobre scorso, la conduttrice aveva simpaticamente confessato di aver provato a studiare lo sloveno, ma di saper dire soltanto  il corrispondente di “buongiorno”).

Quanto a Monzani , era stato informato che la traduzione non era stata fatta bene da un suo carissimo amico di nome Martin, madrelingua tedesco originario di Dortmund e abbonato a Inter Channel. Questi gli aveva telefonato dicendogli:  “Roby, guarda che quando vuoi un traduttore tedesco, chiamami, vengo e lo faccio gratis, lo faccio solo per amore di Inter”.

Onestissima, dicevo, l’ammissione della veridicità delle mie critiche “linguistiche”. Monzani: “Io penso che tu abbia ragione”. Beccalossi:D’accordissimo”. Aggiunge Monzani sull’interprete:  “Questa qua non la rivedrai più”. Più chiaro di così…

Sul tema “censura”, Roby fa riferimento a questo blog come a “un blog molto critico” (verissimo, ndr), “che ha espresso concetti molto critici” (nulla di più vero: è dichiaratamente un blog-denuncia, ndr). Dalle parole di Monzani traspare  un apprezzamento per il livello di “Calcio e Parole”, seppur così scomodo, benché esso venga citato per ben 3 volte in quasi 10 minuti senza mai venire nominato :mrgreen: – e questo la dice lunga.  (Lungi dal cercarmi pubblicità: semplicemente, la citazione della fonte sarebbe d’uopo nel giornalismo).

In tutta onestà: tanti miei contenuti sono effettivamente  molto spinosi da riprendere “quando il tuo editore è l’Inter” (parole di Monzani) e in questo senso, come scritto nello scorso post, comprendo e rispetto il fatto che, in qualità di dipendenti di FC Internazionale, i giornalisti di Inter Channel non possano andare contro la Società, né essere eccessivamente critici nei suoi confronti.

Preciso soltanto che quando ho parlato delle critiche da me  indirizzate a FC Internazionale passando per Inter Channel, non intendevo il servizio traduzioni nello specifico, bensì i tanti comportamenti e situazioni  in casa nerazzurra che ho criticato nei miei post (il “caso Materazzi”  http://bit.ly/95n17n , le maglie di Zanetti con il “dono dell’ubiquità”  http://bit.ly/hpX1SN , le bandiere sgualcite fuori dalla Pinetina  http://bit.ly/zM4rMr , i giocatori in ciabatte a un evento ufficiale  http://bit.ly/XrQtOL , le loro mogli a festeggiare sul campo di San Siro in un giorno di lutto http://bit.ly/YIPcJn ecc, ecc).

La conclusione di Monzani:  “Spero di essere stato sufficientemente esaustivo, credo di essere stato sufficientemente esaustivo (sì, apprezziamo le spiegazioni dettagliate e l’attenzione dedicataci, ndr). L’unica roba su cui non lo sono stato è la puntata, perché non sono andato a ricontrollare, ma onestamente…”

Onestamente, per tornare a bomba, nessun Signor Sechi troverà mai quella puntata (altrimenti, l’avrebbe già fatto), semplicemente perché “a ridosso della conferenza in oggetto”, non esiste nessuna puntata di Radio Appiano con quel commento. Potrei divertirmi, insistere e reiterare la richiesta di specificarne la data a Monzani, al regista Signor Sechi o al Direttore del canale tematico Roberto Scarpini, ma come intendo ancora una volta dimostrare, “la finalità di MonicaNON È quella di far vedere i sorci verdi ai Redattori di Inter Channel.  Basta che non mi provochino con certi scherzetti… 😉

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Caro Roberto Monzani, quando hai parlato dell’interprete di Kovacic?

Posted by ladycalcio su venerdì, marzo 22, 2013

Torniamo alla pessima prestazione dell’interprete ingaggiata da FC Internazionale per la conferenza di presentazione di Mateo Kovacic dell’8 febbraio scorso e per la trasmissione “Prima Serata”, andata in onda la sera stessa su Inter Channel. Avevo ripreso il tutto un po’ in ritardo per via di una mia prolungata assenza (ma ne era valsa la pena) e chiesto spiegazioni  in merito al canale tematico nerazzurro, al quale avevo inviato il link al mio post del 3 marzo:

http://bit.ly/YNaEIn

Dopo aver invano sollecitato una risposta pubblica durante la trasmissione pomeridiana  “Radio Appiano”,  in cui i conduttori danno voce (quando gli va) ai messaggi degli abbonati, avevo scambiato un paio di email “inter nos” con il giornalista Roberto Monzani, uno dei conduttori del programma.

Mi premeva innanzitutto mettere in chiaro tre concetti, che non mi stanco di ribadire:

1)      Non ho nulla di personale contro lo staff di Inter Channel, che ha tutta la mia stima e che, in quanto a palinsesto, propone un’offerta qualitativamente ottima. Se viene fatto oggetto delle mie richieste scomode, è soltanto perché il canale tematico è il portavoce dichiarato della Società FC Internazionale, alla quale sono indirizzate le mie critiche.  

2)      Comprendo e rispetto il fatto che,  in qualità di dipendenti dell’Inter, i giornalisti di Inter Channel non possano andare contro la Società, né essere eccessivamente critici nei suoi confronti.

3)      D’altra parte, auspico che il rispetto sia vicendevole. Soprattutto, deploro la censura totale degli argomenti scomodi dai quali, con un po’ di abilità dialettica, un giornalista “navigato” DEVE saper uscire.

Ma veniamo alla risposta sull’argomento interprete.  Cosa dico ai miei lettori? avevo domandato.

Ascoltate: in una non meglio precisata puntata di Radio Appianoa ridosso della conferenza in  oggetto, che tu ti sei persa, immagino?” 🙂 ,   Roberto Monzani , conduttore insieme a Nagaja Beccalossi in quell’anonimo giorno, avrebbe detto che “il traduttore (la traduttrice, ndr) non aveva fatto un buon lavoro”.

Si tratterebbe in ogni caso di una considerazione di carattere generale, che non risponderebbe ai nostri interrogativi e che, peraltro, mi suona un po’inusuale per il tenore della trasmissione, stante soprattutto il fatto che Roby e Nagaja non mi risultano essere due conoscitori del tedesco. Ma tant’è…

Lo staff di “Calcio e Parole”, messosi prontamente al lavoro, si è premurato di verificare. Ebbene: registrazioni alla mano, mi risulta che “nei giorni “immediatamente successivi “ la conferenza di Mateo, tenutasi come detto l’8 febbraio, Monzani  abbia condotto “Radio Appiano” due volte soltanto. Precisamente, lunedì 11 febbraio e mercoledì 13 febbraio.

In entrambe le occasioni, peraltro, non in coppia con Nagaja Becalossi, bensì insieme a Lezizia Gallucci.  E se il dettaglio può essere marginale – sempre dl gentil sesso si tratta – il fatto è che riascoltanto le due puntate in oggetto non ho ritrovato alcuna traccia della sopra citata considerazione sull’interprete.

Per trovare una puntata di “Radio Appiano” effettivamente condotta dalla coppia Beccalossi-Monzani, bisogna arrivare a lunedì 18 febbraio:  una data certamente non più “a ridosso della conferenza in oggetto” e peraltro, “day after” del sonoro  4-1 subito dai nerazzurri a Firenze.  Neppure in quell’occasione, come potrete immaginare, l’argomento viene minimamente sfiorato.  L’attualità del giorno è il mix di rabbia e delusione dei tifosi interisti per la batosta subita, con tanto di “dritte” elargite da Roberto Scarpini per replicare ai detrattori che – parole sue – “ci ciurlano un po’ nel manico”.

A questo punto, per trasparenza, credo sia opportuno domandare pubblicamente lumi a Roberto.

Roby, potresti cortesemente essere più preciso o chiedere al mitico Signor Sechi (il regista di Inter Channel, ndr) se può gentilmente risalire alla puntata di Radio Appiano  in cui tu e Nagaja avreste fatto quel commento?

Attendiamo tutti la tua risposta. Grazie infinite!

Due esempi di argomenti censurati che un giornalista navigato avrebbe dovuto saper affrontare:

http://bit.ly/XrQt

http://bit.ly/ZfcIa4

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ADDIO PIETRO MENNEA: SI È FERMATA LA “FRECCIA DEL SUD”

Posted by ladycalcio su giovedì, marzo 21, 2013

pietromennea

Ci lascia un mito dell’atletica leggera e dello sport, tra coloro che hanno portato più in alto i colori dell’Italia.

Pietro Paolo Mennea da Barletta, allievo del Prof. Carlo Vittori, ha terminato la sua corsa a soli 60 anni, sconfitto da un male incurabile.

Si affollano i ricordi di una carriera unica e di un personaggio unico, arrivato a partecipare a ben 5 edizioni dei Giochi Olimpici (Monaco ’72, Montréal ’76, Mosca ’80, Los Angeles ’84, Seul ’88) e a 4 finali olimpiche consecutive sui 200 m.

Come non ricordare, proprio sui “duecento”,  quel 19” 72 alle Universiadi di Città del Messico ’79, primato mondiale rimasto imbattuto per la bellezza di 17 anni?  O la straordinaria rimonta sul britannico Allan Wells a Mosca ’80, dopo la solita uscita lenta dai blocchi, riproposta oggi da Sky Sport24? Quel dito indice alzato in segno di vittoria, i duelli esaltanti con il russo Valeri Borzov e quelli – sportivi e dialettici – con Livio Berruti?

Minuto, nulla a che fare con la stazza degli attuali specialisti dell’anello rosso di tartan, il più grande velocista italiano di tutti i tempi compensava il fisico da comune mortale con il duro lavoro e con il “Brain Power” ed era in grado di cimentarsi su distanze della pista che richiedono all’atleta caratteristiche tecniche, tattiche e morfologiche decisamente differenti: i 100, 200 e 400 m piani, più le staffette 4×100 e 4 x 400 m (quest’ultima, fruttata all’Italia il bronzo di Mosca ’80)

Un insoddisfatto permanente”- così l’ha definito bene oggi Gianni Merlo a SkySport24 – si caricava con le polemiche e portava dentro di sé la motivazione insaziabile di andare sempre avanti. Di qui, i ritiri e i ritorni di un atleta straordinariamente longevo, caso più che mai singolare nelle discipline della velocità.

Una corsa poi proseguita nella vita, con 4 lauree e una carriera politica che l’ha portato fino al Parlamento Europeo.

Lascia un vuoto incolmabile non soltanto come sportivo di vertice, ma soprattutto di questi tempi, come esempio di motivazione, serietà professionale e vita da atleta. Felicissima di averti potuto incontrare, Pietro!

Link al sito ufficiale:

http://www.pietromennea.it/

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BUON LAVORO, FRANCESCO!

Posted by ladycalcio su giovedì, marzo 14, 2013

Papa Francesco

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Tottenham-Inter 3-0: l’amaro verdetto di White Heart Lane

Posted by ladycalcio su venerdì, marzo 8, 2013

Stavolta, la rimonta nel 2° tempo non è riuscita. Il Tottenham non è il Catania e l’Inter torna da Londra, oltre che con le pive, con tre goal nel sacco, salvata da un passivo più pesante dalle splendide parate di Handanovic.

L’unica attenuante per i nerazzurri è quella delle assenze, ma neppure ci si deve illudere che con Milito in campo sarebbe andata molto diversamente. Pur con tutta la sua bravura, nella stagione in corso anche il Principe ci aveva purtroppo abituati a clamorose scorpacciate di goal, simili a quello divorato da Alvarez sul 2-0 che avrebbe potuto riaprire la partita.

Non posso che ripetermi per l’ennesima volta: l’Inter è atleticamente inferiore alle grandi squadre (a volte, purtroppo, anche alle piccole). Gli uomini di Stramaccioni perdono metri su metri nella corsa, sembrano fermi contro una squadra di quattrocentisti. Con questo presupposto, cade qualsiasi analisi tecnica. Si può soltanto sottolineare quanto la difesa sia inguardabile, orfana di un Walter Samuel trentacinquenne che non potrà comunque giocare in eterno.

Stramaccioni, purtroppo per lui è prossimo alla resa dei conti. La situazione si riassume drammaticamente in due frasi del telecronista Sky Riccardo Trevisani: “Ogni cross è un pericolo, l’Inter dorme, il Tottenham no” e “Bale, quando parte palla al piede bisogna pregare”.

A San Siro, Gareth Bale sarà assente per squalifica. Nel calcio non si sa mai. Tuttavia, complice il rischio di un goal in trasferta degli inglesi (che chiuderebbe definitivamente il discorso europeo dei nerazzurri) le speranze dell’Inter di ribaltare lo svantaggio sono ridotte al lumicino…

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L’INTERPRETE DI KOVACIC: CHI L’HA MESSA LI’?

Posted by ladycalcio su domenica, marzo 3, 2013

Presentazione Kovacic

Per la serie “i grandi esperti designati a occuparsi di calcio tedesco” -o del tedesco nel calcio :-)-, vi propongo, seppur con alcuni giorni di ritardo, l’ennesima rassegna di grossolani errori. Stavolta, tanto per cambiare, trattasi di scivoloni linguistici. Mi riferisco all’imbarazzante prestazione dell’interprete ingaggiata in occasione della presentazione all’Inter di Mateo Kovacic – espressosi appunto in tedesco – in data 8 febbraio 2013 e della trasmissione “Prima Serata” (Inter Channel), andata in onda la sera stessa.

Li ho trovati videoregistrati al rientro da una permanenza all’estero di qualche settimana 😎 e nonostante il tempo trascorso, reputo che valga la pena di riproporveli: senso travisato, omissioni, svarioni grammaticali, errori nell’enunciare nomi di calciatori noti che un professionista che si appresta a tradurre in televisione dovrebbe conoscere (fatto salvo che un interprete dovrebbe comunque sempre approfondire anticipatamente il contesto nel quale si troverà a tradurre).

Ho redatto la distinta degli errori registrazioni alla mano, poiché se qualcuno avesse da ridire…. prego, non avrebbe che da riascoltarseli e assaporarseli tutti di fila. E per agevolare chi desiderasse cimentarsi nell’impresa, ho riportato le rispettive enunciazioni (di Kovacic e dell’interprete) in lingua originale, corredate dalla traduzione errata e da quella corretta.

In un successivo post, che già vi preannuncio altrettanto impietoso, vi spiegherò perché accadono simili episodi e perché il livello medio dei traduttori italiani si presenta così scadente.

Kovacic se la cava decisamente bene: è sciolto, fluente…. Commette qualche errorino, ma è un calciatore croato, non un interprete. Ciò nonostante, figura meglio di una professionista.

Ultima precisazione: riporto le frasi in tedesco secondo le regole ortografiche “classiche”, essendo un’accanita oppositrice della ridicola riforma ortografica introdotta alla fine degli anni ’90 nei Paesi di lingua tedesca… per decisione ministeriale 😆 (questo ve la dice lunga): una riforma, per colmo di ridicolo, “riformata” a sua volta per ben due volte negli anni a seguire 😆 .

Dunque, allacciamo le cinture e partiamo, cominciando dalla presentazione di Kovacic nella sala stampa di Appiano Gentile.

1)      Domanda: Sei stato paragonato a tanti giocatori del passato come Boban, Prosinecki e altri ancora. Secondo te a chi somigli… cioè, qual è un riferimento per capire che tipo di giocatore sei?

L’Interprete già travisa il senso della domanda : “Also, viele denken, daß du wie Boban  und PROSINICK 🙂 bist, was denkst du eigentlich? (che significa: “Allora, molti pensano che tu sia come Boban e PROSINICK, cosa ne pensi?”)

E infatti, Kovacic precisa: “Ja also, ich glaube ich bin an gar keinem sehr ähnlich. Ich will, daß ich bin und ich will keinem nachmachen. Aber ja, also Prosinecki  ist mein Lieblingsfußballer”.

La traduzione corretta: mah, credo di non assomigliare tanto a nessuno, voglio essere me stesso e non imitare nessuno. Però sì, Prosinecki è il mio calciatore preferito.

Ma ecco il botto dell’interprete: “Devo ammettere che Prosinecki  è il mio ehm.. ehm..  calciatore preferito, ma mi paragono anche molto a Kaka…. 😯

Anche a?”

Kaka… Kakà….. Kaka”… 🙄 ripete la ragazza con e senza accento, come se di un problemino di accento si trattasse.

Interviene lo stesso Kovacic a rettificare: “Nein nein nein.. Also… Kakà Fußballspieler? Nein nein nein nein” (No, no, no… Kakà il calciatore? No, no, no, no…”)  😳

No no no no” – e ci crediamo.  Il nome del brasiliano scaturisce da un parto d’ingegno della traduttrice. Kovacic non si era nemmeno sognato di nominarlo….

L’Interprete tenta di correggere il tiro: “ Adoro comunque essere me stesso, cioè rimanere più a me stesso ❓ , non paragonarmi ad altri”. Complimenti per l’italiano.

2)      Domanda: Indosserai – hai già indossato – la maglia numero 10 dell’Inter, che è stata di grandi campioni: Sneijder, Ronaldo e tanti altri. È pesante questa maglia o l’hai indossata tranquillamente?

L’Interprete (glissando su tutti i nomi): “Wie fühlst du Dich, Nummer 10 Trikot zu benutzen?”  😦 (Letteralmente: come ti senti a “usare” la maglia numero 10?). A prescindere dalla costruzione maccheronica, a un tedesco verrebbe da chiedersi a che scopo venga “usata” (questo è il significato del verbo “benutzen”) quella maglia, se come strofinaccio o altro… Il verbo corretto per indossare la maglia è “tragen”.

3)      Domanda: Tu arrivi dalla Dinamo Zagabria, che ha uno dei migliori settori giovanili d’Europa. Ci sono anche adesso molti talenti, come Halinovic e Brodic. Ti piacerebbe in futuro vedere all’Inter altri giocatori croati, come c’è già Livaja? Vedere, diciamo, un’Inter più croata?

Kovacic: “Ich wäre sehr glücklich, daß Fußballtalente wie Halinovic in so einen Club kommen, aber das liegt nicht an mir; also das ist ihre Entscheidung  und ich habe es sehr gut für Inter und für die Spieler, die in so einem Club  spielen

L’interprete (tagliando tutti i nomi): “Sì, certamente sono molto felice che talenti come HALENOVIC 🙂 … vengano qui e la cosa è buona ovviamente per entrambi, ma sarei veramente alquanto felice”.

Cosa aveva detto Kovacic: “sarei felicissimo se talenti come Halinovic venissero in un club del genere, ma non dipende da me. È una decisione loro”. Nell’ultima parte, a onor del vero, il croato pasticcia un po’ con la costruzione, ma il senso mi sembra comunque chiaro: “Quanto a me, l’Inter mi va benissimo così, con i giocatori che ci giocano”.

Un occhio e un orecchio esperti, colgono immediatamente quando un interprete è in difficoltà. Per quanto mi riguarda, qui il disagio lo percepisco chiaramente, così come alcuni risolini di Kovacic. L’insicurezza si nota anche quando chi traduce – come avviene in questo caso – continua a intercalare “ehm…. ehhhh…. ahhhh…” nelle frasi. Ma andiamo avanti.

4)      Domanda: in Croazia hai giocato sia in una posizione più avanzata, che in una posizione più arretrata di centrocampo. Dove pensi  di  poter dare un contributo maggiore all’Inter?

Per tradurre “centrocampista arretrato” e “centrocampista avanzato”, l’interprete conia il fantasioso “neologismo” 🙂   “Mittlerer  Fußball- Defender und –Offender”, attingendo dal pronto soccorso dell’inglese per tutti gli usi i termini che, evidentemente, non conosce in tedesco. 😳 No comment.

5)      Kovacic nomina tre compagni che, all’Inter, parlano la sua lingua: Handanovic, Stankovic  e Kuzmanovic. Tre nomi non esattamente sconosciuti che, ancora una volta, la traduttrice si guarda bene dal ripetere (li ha mai sentiti nominare?), chiamandoli semplicemente “colleghi croati che capiscono la mia lingua”. Per la cronaca, Handanovic è sloveno, Stankovic e Kuzmanovic sono serbi. 🙂

6)”Prendere in mano la squadra” viene tradotto “gut zu werden… jemand…?” (diventare bravo… qualcuno”)

7)      Domanda: che emozioni hai provato il giorno del debutto con l’Inter e se c’è stato qualcuno che ti ha dato una mano in particolare…

Qui, l’interprete chiede che venga ripetuta la domanda. Chissà perché.

Alle ore 21, è la volta di “Prima Serata”, la trasmissione in cui il giocatore ospite risponde alle domande degli abbonati al canale tematico.

Chi a casa capisce il tedesco sente in tempo reale”, esordisce il conduttore Roberto Scarpini.  Ladycalcio ascolta in differita, ma poco importa :mrgreen: .

Preferisci giocare in un centrocampo a 3 o in un centrocampo a 4?” Qui, non ci è dato di deliziarci con la traduzione verso il tedesco, ma nelle successive domande, per un capriccio tecnico, l’audio che dal microfono dell’interprete dovrebbe giungere in cuffia a Kovacic finisce in onda 😆 , dandoci la dimensione grammaticale della signora/signorina e delle sue doti di “comprehension”.

1)      Domanda: come sono stati i tuoi nuovi compagni nell’accoglierti e cosa pensi di Capitan Zanetti?

L’interprete taglia tutta la prima parte della domanda: “Was denkst Du von Zanetti”? (Cosa pensi di Zanetti?) si limita a tradurgli. Kovacic, che evidentemente se ne accorge, la  fa ripetere: “Was hast Du gesagt?”, cos’hai detto ❓ ). “Was denkst Du VON DEINE NEUE FREUNDE 😳 hier?, aggiunge la ragazza, sparando un accusativo da matita blu al posto del dativo dopo la preposizione “von” (declinazione corretta: von Deinen neuen Freunden, ndr),

Il povero Kovacic cerca di districarsi da solo in italiano: “Il capitano Zanetti grande “giocatori” … und ein sehr großartiger Mensch

L’Interprete su Zanetti: “Eh beh, veramente un grandissimo giocatore, un giocatore di cuore anche”.

Il grande cuore di Zanetti non si discute, ma la traduzione corretta era “un grande giocatore e un grandissimo uomo (o: “una grandissima persona”)”.

2)      Gli chiedono chi fosse il suo idolo da bambino, laddove “da bambino” viene reso “als Du Kinder warst” 😳 con il verbo al singolare e il soggetto al plurale (espressione corretta: “als Kind”). Per dare un’idea, tradotto in inglese lo svarione suonerebbe: “As you were a children” 😳 . “Idolo” viene tradotto in tedesco  con due termini messi – in entrambi i casi erroneamente – al genere femminile: “eine Idöl” (ein Idol, genere neutro, ndr) e “eine Götze” (ein Götze, genere maschile, ndr.) Peraltro, il secondo termine significa “idolo” nel senso di “feticcio” e  dunque, è assolutamente inadatto per definire un giocatore amato o che funga da modello… 😳 Per inciso, il termine più appropriato per designare un “modello” nel senso di un campione da imitare è “Vorbild“.

3)      “Ich bin sehr dankbar, daß sie mich so begrüßt haben”, non significa che Kovacic è riconoscente “che mi apprezzano in questo modo”, bensì  di essere stato “accolto” in questo modo.

4)      E quanto a Robert Prosinecki, oltre ad essere il calciatore preferito di Mateo, dev’essere anche la bestia nera dell’interprete, che passa dal “Prosinick” della conferenza stampa mattutina a “Prosinecik” 😆

5)      Quali altri sport pratica Kovacic oltre al calcio? L’interprete ci riferisce del basket, senza cogliere che il giocatore aveva citato anche il tennis…. 😦

6)      Sei giovane, hai 18 anni ma hai già vinto tanti premi… Me lo confermi?

Kovacic fa notare che in Croazia la Dinamo è un grande club, che “gewinnt sehr oft die Meisterschaft. Und ja, darum habe ich schon zwei Meisterschaften und zwei Cups gewonnen

L’interprete: “E quindi ha vinto ehhh… anche mmm… ohhh… 🙄 molte coppe, molte ehhh… molti campionati”.

La traduzione corretta era: (la Dinamo, ndr) vince spesso il campionato, quindi ho già vinto due campionati e due coppe”.

Infine, le ultime due domande, per le quali non sono in grado di fornirvi la risposta né in italiano, né in tedesco: quanto si è portata a casa l’interprete in cambio di questa fantastica performance? E soprattutto: chi l’ha messa lì ❓  😳

La domanda, cari lettori, è stata girata a Inter Channel.

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