CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

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MATERAZZI IL BABYSITTER È RIMASTO A CASA

Posted by ladycalcio su lunedì, giugno 28, 2010

“Materazzi, vi ricordate di lui?” titolava Repubblica del 14 giugno. Difficile centrare un titolo più indicativo del momento di Matrix, in lotta per non cadere nel dimenticatoio. “Calcio e Parole” non l’ha certo dimenticato! Anzi, l’ha atteso pazientemente al varco fino a fine stagione, per proporvi uno spietato bilancio. Dunque, dove eravamo rimasti? Come volevasi dimostrare, l’eroe di Berlino ha perso l’aereo per Sudafrica 2010 – temo, in parte per colpa di qualche consigliere da strapazzo e di un “autogoal telefonico” su sciagurato assist della moglie Daniela.

Vedi: https://calcioparole.wordpress.com/2009/12/31/lettera-ai-folletti-cattivi-consiglieri-di-materazzi/

E se con il senno del poi Matrix si è risparmiato la brutta figura finale della stagione, con il senno del prima ha subito l’umiliazione di non trovare posto neppure nella selezione degli scarsi. “Ci ho sperato”, si leggeva sulla Gazzetta dello Sport del 25 maggio scorso, “ma quando ho iniziato a giocare di più, Lippi aveva già fatto le sue scelte”. Invece, per dirla con la mia vecchia conoscenza Andrea Sorrentino (Repubblica), in Sudafrica non ha messo piede. Si badi bene, nonostante la penuria di difensori. A nulla è servito il disperato battage mediatico messo in atto dalle “alte sfere” per strappargli un biglietto d’aereo last-minute. Inutili il ripescaggio da bollino rosso dal dimenticatoio da parte di un Mourinho che l’aveva esiliato per mesi in panchina, l’inflazione a sproposito del suo nome sulla bocca del tecnico portoghese, i voti e i giudizi stratosferici sui quotidiani da parte delle penne amiche, i disperati appelli ad un Marcello Lippi che, seppur a corto di italiani e di difensori validi, conoscendo i risvolti della situazione dev’essersene ben guardato dal portarsi appresso un problema in più.

Ora che la rassegna iridata entra nel vivo, nessuno parlerà più dell’Italia di Lippi. Ora che nuovi giocatori si stanno affacciando alla ribalta mondiale, Materazzi e la testata di Zidane sfumeranno via via nei ricordi, per lasciare il posto a nuovi volti e nuovi episodi. Intanto, Matrix si è autoesiliato dall’altra parte del globo, da dove ha rilasciato un’intervista telefonica mentre guidava sulle highways (e bravo!) ammettendo:“Preferisco non guardare”. Troppo doloroso!

IL CONTENTINO, POI IL PIANTO CON MOURINHO Ci avevo scommesso io, ci avevano scommesso i lettori. Era pressoché scontato che Mourinho avrebbe dato a Marco il “contentino” di giocare gli ultimi scampoli della finale di Madrid. Ma essere messo in campo durante il recupero e starci per soli due minuti, mi sembra imbarazzante. Che valore ha? Per quanto mi riguarda, soprattutto nello spietato mondo del calcio in cui non c’è più spazio per i sentimenti, il valore di una triste conferma: le “caramelle” si danno ai bambini o alle persone in difficoltà, bisognose di supporto. Non certo al mastino Cordoba, difensore di tutto rispetto rimasto in panca senza subire crisi d’identità.

Da lunghissimo tempo scorgo in Materazzi un malessere tradito dal nervosismo sul campo e fuori, malcelato dietro mascherate e ridondanti proclami giornalistici. Leggo in questa chiave anche quel commosso saluto di Mourinho al suo “pupillo” bisognoso d’affetto nel garage del Bernabeu, quell’abbraccio, quelle carezze sul cabezon rasato di Matrix che spopolano su You Tube. Mou fa fermare la macchina e corre da un giocatore intristito appoggiato al muro, che tutto sembrerebbe fuorché reduce dall’aver alzato al cielo il trofeo desiderato per una vita. Quando si dice che le vittorie ti stordiscono a caldo ma non ti guariscono i problemi…

Materazzi piange l’addio di Mourinho, con il quale sul piano umano si sarebbe trovato splendidamente a prescindere dai lunghi mesi di relegazione in panca e in tribuna (salvo essere stato lasciato in campo rotto a Parma per risparmiare gli uomini importanti?). Poi, a supporto della mia tesi, le “recite” che sappiamo , i contentini degli ultimissimi minuti in stile Mancini, il ritorno in squadra grazie alle squalifiche e agli infortuni altrui. Piange, Materazzi. Sarà lo scarico della tensione post-gara, sarà che pur con tutti i difetti dello Special Arrogant, difficilmente troverà un altro allenatore disposto a metterci la faccia per lui.

Con Mourinho si trovava bene? In Mourinho e Materazzi vedo qualcosina in comune: due personaggi costruiti, per nulla genuini, con il bisogno innato di mantenersi al centro dell’attenzione, costi quello che costi. Due pessimi attori alla perenne ricerca del numero ad effetto, due narcisi terrorizzati dall’anonimato. Bugiardo e attore fino in fondo, Mou già sapeva di andarsene (questo blog lo sapeva ancor prima di lui 🙂 e l’aveva annunciato un anno fa). Piange ma abbandona al loro destino Materazzi, l’Inter e i suoi tifosi. Senza remore, senza neppure un saluto sul campo di San Siro. L’auto traditrice di Florentino Perez lo sbugiarda e lo conduce a nuovi lidi di autoesaltazione.

Ora, la patata bollente Materazzi passa a Benitez.

LA FESTA A S. SIRO Tifosi interisti, dite la verità: la notte fra il 22 e il 23 maggio avete vegliato a San Siro fino alle sei del mattino per vedere…. Materazzi che pascolava i pargoli sul prato… Marco si presenta in campo con l’ennesima maglietta megalomane (quella indossata a Madrid, la più importante della sua carriera, l’ha eroicamente ceduta a Capitan Zanetti per un’asta a favore dei bimbi argentini 🙂  ). Fa capolino dal tunnel degli spogliatoi con la bimbetta assonnata sulle spalle e gli altri due figli – di cui uno milanista! 😯 – che gli ciondolano dietro in maglia nerazzurra. Quando la contraddizione è scritta nel DNA

Anche stavolta, la festa l’hanno fatta i tifosi. I giocatori insistono a portarsi in campo le famiglie per puro diletto delle medesime, anche se non interessano a nessuno. Un tentativo un po’ patetico per smentire la fama di donnaioli?

Per chi si attendeva una sfilata di atleti, l’effetto è quello di un bicchiere d’acqua salata: dalle stelle della Champions League… ai babysitter, banali e scontati come miliardi di papà. E se vedere il doppio goleador Milto presentarsi con un bambolotto in braccio o Julio Cesar che si rotola sull’erba con i pargoli è già un sufficiente tracollo di banalità rispetto al podio europeo di poche ore prima, il Materazzi panchinaro prossimo 37enne con tre rampolli al seguito è l’emblema dell’arrivato.

Caro Marco, per essere il perfetto babysitter ti mancava solo una bella bambola fra le mani. Se i tuoi compagni ti regaleranno la Supercoppa Europea o la Coppa del Mondo, per il giro d’onore potrei prestarti la mia vecchia Barbie: biondissima, fighissima e… finta come il mondo del calcio in cui vivi.

Sul campo, intanto, le Wags sollazzano la voglia di esibizionismo facendosi fotografare con la coppa. Perbacco, in quante assomigliano alla Barbie! Lunghi capelli biondi, tacchi a spillo e pantaloni superattillati, messi a rischio di scoppio da sederi di taglia XXL tali da rendere prudente l’intervento degli artificieri… 😀 😀 😀  Via, signore, con dei mariti così atletici al fianco…

Sarà l’incedere neghittoso, sarà l’aria già macilenta a poche ore dalla vittoria, sarà l’ostentazione innaturale di tre bambini al posto di un trofeo che per sua stessa ammissione sente poco suo… fatto sta che quell’immagine invecchia, appesantisce e persino imbruttisce Materazzi, che perde l’ultima occasione per presentarsi nel tempio del calcio come un atleta, con i pensieri ancora proiettati allo sport e alle vittorie. Un “giovane dentro” ancora affamato di calcio si sarebbe dato alla gioia insieme ai tifosi con qualche coro, con la tuba nerazzurra, con l’entusiasmo di uno sportivo.

Se qualcuno con un pizzico di acume riuscisse a farglielo capire… ma è un’impresa disperata! Marco fa fare un paio di giretti sull’erba ai figli come farebbe un qualsiasi papà ai giardinetti sotto casa e poi sparisce. Addio ex-Guerriero dei campi, bel cavallo da corsa del quale avevo analizzato il gesto tecnico-atletico …

IN USA PER RIPOSARSI DEL DURO LAVORO (E PER FUGGIRE I DOLOROSI ECHI DEL MONDIALE)

Ritirarsi lui? Mourinho, cosa ti viene in mente? Immaginate come soffrirebbe Materazzi, lontano dai riflettori e impossibilitato a far parlare di sé? Starebbe male nell’anima.

Per ora, Matrix si limita a una vacanza-fuga in USA, dove riposarsi dalla panchina e da un regime di allenamento di un’oretta e mezza al giorno nei giorni di non riposo. Un volume di cui riderebbero anche le ragazzine che praticano sport amatoriale. Per non parlare del suo stretching, che frutterebbe un tre in educazione fisica a qualsiasi scolaretto. Lontano dai dolorosi echi dei goal mondiali, il quasi 37enne bambinaio fa le prove generali per il dopo-carriera.

Difficile immaginarlo felice nell’anonimato delle quattro mura, impossibile credere che l’eroe di Berlino non provi una fitta al cuore al pensiero che, fra non molto, i riflettori della ribalta si spegneranno attorno a lui, cedendo il posto al piattume di una quotidianità identica a quella di milioni di altri padri di famiglia. Rimpiangerà il calcio, il boato di San Siro. Rimpiangerà di essersi malamente e ostinatamente giocato, con i suoi comportamenti, un Mondiale per il quale i suoi attuali mezzi fisici non sarebbero stati inferiori a quelli di Cannavaro e soci. Nel calcio è questione di millimetri (e di fortuna). Lo insegnano Chelsea-Inter e Italia-Australia 2006…. Punge quella fitta al cuore: “se ci fossi stato io” è portato a pensare qualunque escluso, “quel pallone non sarebbe entrato”…. e superato il girone, sarebbe forse subentrato l’italico stellone…

Qualcuno ventila per lui un futuro dirigenziale, che vedo poco in linea con il suo carattere e con il suo “minimalismo” nella comunicazione 😦 . In tema di comunicazione, chissà come se la cava Matrix negli States con l’inglese… 😀 lui che, dopo un anno a Liverpool , in occasione della presentazione delle nuove maglie in USA lo scorso anno non capì né spiaccicò una parola e dovette farsi fare da interprete da quel genio di Ibra… 😯

TUTTO PER FAR PARLARE DI SE’ Al di là delle ostentazioni, i personaggi come Materazzi e Mourinho soffrono atrocemente l’anonimato e se “vanno in astinenza” di attenzioni, non sanno più come attirarle, secondo il principio che “in bene o in male, basta che si parli di loro”. Pensate alle recenti magliette polemiche di Matrix:Nun è successo”, “Rivolete indietro anche questa?”, ecc. ecc. Toni goliardici e non volgari, d’accordo. Show che, tuttavia, una Società che si rispetti non dovrebbe permettere a un suo tesserato durante un evento ufficiale sotto gli occhi del mondo.

Purtroppo, la “materazzata” della maglietta esibita a Madrid ha avuto un tragico epilogo. È superfluo puntualizzare che l’uccisione del tifoso juventino sia imputabile esclusivamente all’odio cieco e all’imbecillità di chi ha commesso l’assurdo gesto di accoltellarlo per una discussione su una maglietta degenerata in rissa. Ma quando si dice che i protagonisti del campo dovrebbero essere i primi a smorzare i toni…

L’ultima notizia “light” su Materazzi riguarda invece l’ennesimo tatuaggio della serie: la Champions tatuata su un polpaccio, che i media scambiano inizialmente…. per un braccio!!!!!!!!!

SE MATRIX SI GUARDA ALLO SPECCHIO: per cosa ha fatto soprattutto notizia, in questa stagione? Per i tatuaggi, per le volgarità al Checco Zalone Show, per la querela all’Ispettore Coliandro, per il furto delle sue scarpette da Appiano, per la maschera di Berlusconi dopo il derby, per magliette di discutibile gusto, per polemiche varie con Totti, De Rossi, Costacurta, Zidane & Co (con gli insulti alla madre defunta disinvoltamente pubblicati sul suo blog), per il pianto con Mourinho, per i risentimenti muscolari protratti per settimane, per essere stato lasciato in campo a Parma, in luogo di giocatori più importanti, nonostante uno “stiramento grandissimo” (Parole di Mou), per un’operazione marziana al menisco di cui nessun luminare o struttura sanitaria si sono assunti la paternità, per il catenaccio a 4 Elefante-Graziano-Cecere-Sorrentino in difesa del difensore :D, per l’assidua presenza nelle improbabili formazioni redatte dalle penne amiche prima dei big match, per i lunghi riscaldamenti a bordo campo, per le entrate negli ultimissimi minuti, per 27 panchine e 16 non convocazioni (+ una per squalifica), per lo sfoggio della sua collezione di berretti, che non ha risparmiato neppure gli eventi ufficiali, per il suo scalfo da urlo, per il suo stretching da urlo, per aver posato sul Calendario dei Calciatori di Max seduto in poltrona, per le sirene sfiatate di mercato, per i calci a Balotelli, per gli affettati sorrisi sul sito di FC Internazionale, per il suo nome inflazionato, sempre più a sproposito, sulla bocca di Mourinho, per i teatrini fantozziani a supporto della sua vacillante impalcatura, per il bene fatto sotto i riflettori in occasione degli eventi dei suoi sponsor, per la pubblicità MediaWorld in qualità di vacanziero dal Mondiale, per l’intervista rilasciata a Repubblica mentre guidava il camper con a bordo la famiglia, per la casella email del suo blog chiusa dall’estate 2008, per aver censurato Piercarlo, lettore di “Calcio e Parole”, che in un commento inviato al suo blog gli chiedeva conto del trattamento riservato a Ladycalcio, per i pomposi autoproclami di essere un” uomo vero”… 😀

PER COSA VERRA’ RICORDATO? Soprattutto, per la testata di Zidane. Più che mai all’estero, dove il suo nome è ormai indissolubilmente legato a quell’episodio. Lo so, è ingiusto. Ma purtroppo, è così. In pieno Mondiale, a quattro anni di distanza, nelle news internazionali non smette di imperversare la famosa zuccata, recentemente oggetto di un “incriminato” spot austriaco. A proposito di “ricordi”, stavolta lasciati ad altri: quei calci a Balotelli? Mai smentiti e mai puniti?

BLOG RINNOVATO. PER FAR SPARIRE QUEGLI IGNOBILI INSULTI? Matrix – l’abbiamo dimostrato – è un assiduo lettore di Calcio e Parole ;-). Dopo i calci a Balotelli l’avevo soprannominato “il giustiziere della notte”? Eccolo riciclare l’appellativo all’indirizzo di Mexes! Avevo deplorato la pubblicazione degli incresciosi insulti alla madre defunta inviatigli in risposta al provocatorio post su ZidaneMerci beaucoup monsieur”? Eccolo rinnovare il blog: un ottimo pretesto per far sparire quei commenti (Ladycalcio, avendoli preventivamente salvati, li ha ancora tutti in bella fila davanti agli occhi 😦 …) L’homepage megalomane è a misura del personaggio: Matrix vi troneggia in posa da bronzo di Riace, insieme alle immagini della vittoria di Madrid e al tatuaggio stampigliato sul polpaccio, che i mass media, alla faccia della sua gamba da macho, hanno inizialmente scambiato per un braccio….

Secondo MM23, il nuovo blog sarebbe “un regalo”, “un sito nuovo, più moderno, più completo”, “un ‘luogo’ dove conoscerci, incontrarci, diventare amici”. Peccato che per “completezza dei contenuti “ s’intenda… da Stamford Bridge in poi. Un energico colpo di spugna sul passato ha cancellato tutti gli altri post, ad eccezione di qualche soddisfazione personale: l’abbraccio a Vasco Rossi, la doppia vittoria contro Milan e Juve, la maschera berlusconiana al derby, l’assoluzione di Henry e l’iniziativa benefica “Lace-up, Save Lifes” a Londra. L’impressione è di un lavoro lasciato a metà, buttato lì frettolosamente prima delle ferie. Peccato anche che il “dialogo” sia limitato all’apposito spazio sotto ogni articolo. Quanto alle email, Matrix ha sospeso la casella postale da … due stagioni. Come dialogare con lui, allora? “Il contact form”, si legge, “deve essere utilizzato esclusivamente per segnalare problemi tecnici (…). Qualsiasi commento che arriverà tramite mail, sarà cestinato”. Alla faccia del dialogo!

MARCO MATERAZZI O MATERAZZI MARCO? Si decidano, i signori di www .inter.it, che alla pagina web delle statistiche che lo riguardano, hanno titolato “Marco Materazzi Marco”. Come se un Matrix non bastasse…8O

L’ULTIMA PATACCA DELLA SERIE: lSMS profetico che Materazzi afferma di aver ricevuto da Mourinho da Berlino in occasione della finale di Coppa di Germania, in cui Mou gli avrebbe annunciato la vittoria per 2-0 sul Bayern. Dilettanti del senno del poi 😀 😀 😀 ! La vera “profezia” l’aveva fatta Ladycalcio annunciando il trasferimento di Mou al Real – con un anno di anticipo!

Mou se ne va, Ladycalcio resta, con il “Caso Materazzi” legato strettissimo al dito. E mentre Matrix si trastulla negli USA, lavora agguerritissima per preparargli un autunno di sorprese. Solleveremo qualche velo scomodo, mettendo in chiaro, una volta per tutte, che il valore di una persona non si misura in coppe o in denaro.

https://calcioparole.wordpress.com/2010/02/06/la-premiata-sartoria-materazzi/

https://calcioparole.wordpress.com/2008/11/24/perche-non-credo-piu-alla-sindrome-compartimentale-di-materazzi/

https://calcioparole.wordpress.com/2009/12/31/lettera-ai-folletti-cattivi-consiglieri-di-materazzi/

https://calcioparole.wordpress.com/2010/04/27/matrix-censura-piercarlo/

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L’Italia s’è desta troppo tardi

Posted by ladycalcio su venerdì, giugno 25, 2010

Eravamo arrivati in Sudafrica da Campioni del Mondo: lasciamo Johannesburg ultimi nel girone di Paraguay, Nuova Zelanda e Slovacchia, a soli 2 punti. Per gli Azzurri di Lippi è una disfatta, per gli annali il peggior Mondiale mai disputato dalla Nazionale Italiana.

L’Italia è partita male ed è arrivata peggio. In molti si erano illusi che, come già accaduto a Spagna ’82 e Germania 2006, resuscitasse miracolosamente dopo aver superato a stento il girone. Invece siamo fuori e torniamo a casa a ruota della Francia di Domenech. Escono così di scena al primo turno le due finaliste di quattro anni fa.

Male, male, malissimo”, aveva commentato Fabio Caressa su Sky al termine del primo tempo. Ma le avvisaglie del disastro si erano delineate molto prima, a partire dalle amichevoli perse o portate a casa per il rotto della cuffia.

Per la cronaca, non uscivamo al 1° turno dal ‘74. Andò storta anche allora, ma mai come stavolta il fallimento è da imputare alle scelte assurde del ct, fossilizzatosi  sui suoi vecchi (in tutti i sensi)  pallini senza voler sentir ragioni di alternative più giovani e vivaci. È vero che in casi come questi gli assenti hanno sempre ragione, ma le alternative c’erano e si chiamavano Cassano, Balotelli. ..

Lippi invece ha puntato su Italjuve e si è tenuti stretti Cannavaro, Camoranesi & Co.  Ciò che fa maggiormente rabbia è la sua cocciutaggine nelle scelte sbagliate, condita da quel piglio arrogante.

Le domande che si pone la gente comune possono sembrare scontate: “Un tecnico che s’intende di calcio, non deve sapere di che giocatori dispone?” E ancora: “Perché l’Italia si è svegliata soltanto negli ultimi disperati minuti della partita di ieri contro la Slovacchia e non ha giocato così prima, anziché dormire per tutto il girone? Sono i misteri del calcio.

Al di là del goal del 2-2 annullato a Quagliarella, in fuorigioco millimetrico, l’Italia si è trovata per la 3^ volta consecutiva in svantaggio in una partita caratterizzata dal non gioco, dalla mancanza di schemi e da tiracci imprecisi. Difficile individuare nel flop della nostra Nazionale i frutti dei due anni di lavoro di Lippi.La palla va dove va“, semplificano i profani, ed hanno già detto tutto senza calarsi in approfondimenti sul girotondo di modulo e uomini che ha disorientato gli stessi giocatori e tolto loro le poche certezze.

Sin dall’inizio del “Lippi 2“, la mia impressione personale è sempre stata quella di un ritorno del ct Campione del Mondo 2009 sulla panchina Azzurra per ragioni prettamente pecuniarie, o se volete, per autotransitarsi verso un incarico in bianconero  passando per Italjuve.

Ora, messo di fronte al disastro, Lippi si addossa tutte le colpe del non gioco e della preparazione insufficiente: “Mi prendo tutte le mie responsabilità“, ha dichiarato. Bella forza. Come se ormai potesse venircene in tasca qualcosa. Tanto più che, oltre alle sue responsabilità, Lippi si prende anche la cospicua congrua.

Presto prenderà anche la barca personale alla stregua di una scialuppa di salvataggio e si traghetterà in vacanza, nell’attesa che si spengano gli echi del naufragio. Poi, come sempre avviene in questi casi, l”inizio della nuova stagione farà cadere la disfatta Azzurra nel dimenticatoio e dirotterà l’attenzione altrove. A quel punto, con il piglio di sempre – potete farci conto -, Lippi potrà voltare pagina e riciclarsi apertamente in bianconero.

L’ Italia va così. E i risultati si vedono.

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Sudafrica 2010: allarme Italia!

Posted by ladycalcio su domenica, giugno 20, 2010

Saranno le temperature invernali del Sudafrica, ma rispetto alle rassegna iridate che l’hanno preceduto, il Mondiale 2010 mi sembra un po’ freddino, meno sentito del solito.  Per usare un generoso eufemismo, l’Italia di Marcello Lippi l’ha iniziato in sordina: è di oggi lo stentato pareggio con la Nuova Zelanda, il secondo nelle due partite d’esordio dopo quello con il Paraguay.

Sulla carta avremmo dovuto vincere con 3 o 4 goal di scarto:  i nostri avversari di oggi sono una compagine non professionistica, che non partecipava alla fase finale della rassegna iridata dalla bellezza di 28 anni. Eppure, anche stavolta gli Azzurri sono riusciti ad andare in svantaggio.

È stata una partita strana, viziata da un goal avversario in sospetto fuorigioco e proseguita con un rigore altrettanto dubbio a nostro favore, trasformato da Iaquinta. Poi, il palo di Montolivo, uno sterile arrembaggio e una buona dose di rischio di incassare il 2° goal.

Visti i precedenti dei Mondiali ’82 e 2006, mai dire mai. Finora, tuttavia, l’Italia 2010 si sta dimostrando una squadra senza qualità, sia in termini di uomini, sia in termini di gioco. Ovvio che quando si tocca questo tasto il discorso ritorni su Cassano, scartato dal ct fra le polemiche alla pari del giovane Balotelli. Ma guai a parlare a Lippi dei giocatori che ha lasciato a casa! Il discorso, secondo lui, è sempre prematuro!

Ai problemi del gioco si aggiungerebbe la manifesta antipatia, da parte di alcuni nostri connazionali, verso Lippi e Cannavaro. Un’antipatia tale da spingerli a tifare contro i nostri colori. Sul fatto che Cannavaro sia o meno antipatico, si può discutere. Quanto alla sua prestazione sul campo, la definierei inguardabile…

Dunque, siamo a soli due punti nel girone e ci presentiamo all’incontro con la Slovacchia con lo spauracchio di un’eliminazione precoce. D’altra parte, tornado ai precedenti Mondiali, l’Italia ha spesso dimostrato di saper dare il meglio proprio quando si trova con le spalle al muro…

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RAFA-DAY: A VOI L’ANTI-MOURINHO

Posted by ladycalcio su mercoledì, giugno 16, 2010

Cordiale, sorridente e disponibile.  E un tantino emozionato. Così mi è sembrato oggi Rafa Benitez, alla sua prima conferenza stampa ad Appiano Gentile.

Un pizzico di tensione è più che comprensibile: dopotutto si trovava davanti ad un ambiente nuovo, a una lingua straniera e … alla pressione mediatica italiana, che non è cosa da poco. A scanso di qualunque tipo di misunderstanding, la prima risposta è in spagnolo, tradotta dall’interprete. Ma subito dopo, Rafa dimostra di sapersi esprimere in un italiano più che soddisfacente.

Niente show, né recite da attore. Niente fare istrionico e neppure la ricerca di parole ad effetto per essere al centro dell’attenzione. Benitez (per fortuna!) è tutto il contrario di Mourinho.

Non ha bisogno di puntualizzare di non essere un pirla. E quando gli fanno presente la celebre battuta d’esordio di Mou, risponde: “ Io dico che se sono qui, penso che sono intelligente”. Tali sembrano effettivamente le sue risposte e le non risposte con cui elude le domande sconvenienti, come quella riguardante i suoi presunti contatti con la Juve: “Non ho memoria in questo momento. Nel calcio si parla molto, ma alla fine la cosa più importante è il matrimonio e io l’ho fatto con l’Inter e ne sono molto contento. Io sono qui e ne sono felice, questo è importante“.

Quando non vuole rispondere, Rafa ricorre ad un sorriso, ad una battuta simpatica, oppure rigira lo stesso concetto generale già espresso senza approfondirlo, sempre con correttezza e senza mai assumere il piglio spocchioso dello Special Arrogant.

È acuto quando afferma che da noi “si respira il calcio“, furbetto quando dichiara che ama parlare con i giornalisti. Conoscendo i burrascosi trascorsi mediatici di chi l’ha preceduto…. 🙂 .

Complimenti per il coraggio, Rafa. Il coraggio vero si dimostra con i fatti: ad esempio, rilevando una squadra che secondo il parere dei più sarebbe giunta all’apice del successo e non avrebbe mai più facoltà di ripetersi ai medesimi livelli, senza temere il confronto con un sedicente Special One. La forza e la grandezza, come il coraggio, risiedono nella calma e nella padronanza di se stessi – e non negli eccessi verbali e nei capricci infantili.

Da ultimo, grazie a nome di tutti i sostenitori nerazzurri per aver manifestato il proposito di voler trovare “un equilibrio” fra la Sua ovvia necessità di lavorare al riparo da occhi indiscreti e qualche apertura in più della Pinetina, blindata da Mourinho, ai tifosi desiderosi di far sentire il loro affetto alla squadra.

E soprattutto, buon lavoro!

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Asta maglie Madrid: grandi uomini, grandi numeri

Posted by ladycalcio su lunedì, giugno 14, 2010

Quando si dice essere grandi uomini, campioni dentro e fuori dal campo e un gruppo superaffiatato.

Capitan Zanetti chiama a raccolta per la nobile causa della Fundación Pupi e i neocampioni d’Europa si sfilano in blocco le maglie indossate in occasione della finale di Madrid, messe all’asta su eBay a favore dei bimbi argentini.

Con un distacco dai beni materiali da fare invidia ai Frati Minori, Milito & Co. si separano dalla maglia della loro vita: quella con indosso la quale hanno conquistato il trono d’Europa, emulato la “Grande Inter” di Angelo Moratti, riconsegnato al popolo interista un trofeo agognato da 45 anni. Insomma, la maglia della serata della loro carriera.

Per “il Principe”, la maglia inseparabile compagna dei 2 goal che valgono la storia e la consacrazione ad eroe in aeternum nei cuori nerazzurri: quella che chiunque altro avrebbe conservato gelosamente sotto vetro nella stanza dei trofei fino alla fine dei suoi giorni e che invece, come riportano i giornali, è stata battuta all’asta per oltre 12.000 Euro 😯 , contro gli 8.000 Euro fruttati dalla maglia del Capitano.

Spiccioli per le piccole spese sborsati da supertifosi nel trasporto delle ragioni del cuore, in riverente aggiunta ai
600.000 euro di premio-tripletta 😯 percepiti individualmente da Zanetti & Co.

E non ironizzate sul mancato attaccamento alla maglia! Per i bambini, questo e altro…

Chapeau, ragazzi!

E … congratulazioni vivissime agli acquirenti!

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ARRIVA BENITEZ: NON CHIAMATELO IL NUOVO MOURINHO!

Posted by ladycalcio su mercoledì, giugno 9, 2010

Manca solo il crisma dell’ufficialità, ma la notizia è ormai certa: Rafael Benitez è il nuovo tecnico dell’Inter. Dopo la partenza di Mourinho per i lidi madridisti, seguita dall’immancabile “totoallenatore” da parte dei mass media, si attende la conferenza stampa di presentazione da parte di FC Internazionale.

Se la scelta della Società nerazzurra mi sembra decisamente positiva, quella di “Rafa”, come viene soprannominato lo spagnolo,  denota sin d’ora un grandissimo coraggio.  Subentrare a un sedicente “Special One” reduce da una storica tripletta (non importa se portato in braccio dalla dea bendata o da chissà quale altra forza misteriosa), non è impresa da poco. Soprattutto, com’è facile immaginare, espone all’inevitabile spietato confronto.

Partirei proprio da qui. Benitez non è Mourinho – e per fortuna.  Non è Mourinho nel gioco, molto più equilibrato e prudente, e non lo è neppure nei comportamenti.  Dunque, alle conferenze stampa della vigilia non vedremo più quel piglio indisponente di José, non sentiremo più le sue risposte spocchiose, non assisteremo più agli show di un attore innamorato di se stesso che passa dagli ostinati “non rispondo” alle recite-fiume condite da neologismi da maglietta.  Benitez si è finora distinto per la sua correttezza e disponibilità. Nelle risposte è pacato, conciso ed essenziale. Non si sottrae alle domande scomode. È capace di sorridere e si esprime bene in italiano.

Chi lo conosce dice che dietro la persona cordiale e disponibile si nasconde un tecnico testardo (ma quale allenatore non lo è?), che persegue fino in fondo le sue idee e le inculca a dovere nei  giocatori. Non per nulla, è stato insignito due volte del riconoscimento di “Uefa Manager of The Year“.

Benitez è una figura per la quale calza a pennello la definizione di  “manager” nell’accezione inglese del termine. La parola rispecchia la figura dei tecnici di Oltremanica: allenatori sì, ma anche impegnati nella gestione della squadra e nelle operazioni di mercato.  Benitez ama occuparsi di mercato e a Liverpool l’ha fatto con successo lanciando giocatori come Kuyt ed azzeccando acquisti come Pepe Reina, Fernando Torres e Javier Mascherano, per il quale si vocifera di un imminente futuro in nerazzurro.

Rafa Benitez lascia Liverpool dopo aver regalato ai “Reds” 1 Champions League, 1 Coppa d’Inghilterra, 1 Community Shield e 1 Supercoppa Uefa. Qualcuno fa notare che sembra vincere più in Europa che nei tornei nazionali, sebbene nel suo palmarès di allenatore spicchino due campionati spagnoli (+ una Coppa Uefa) vinti con il Valencia. Ma non è proprio l’Inter la squadra che desidera riconfermarsi a livello europeo?

A Liverpool, l’uomo Benitez aveva sposato la città, il suo team e la gente. Nei sei anni di permanenza sulle sponde del fiume Mersey si era fatto benvolere da tutti, guadagnandosi un seguito straordinario. Il divorzio dai Campioni d’Europa 2005 è maturato in seguito al deteriorarsi dei rapporti con la proprietà americana, autrice di errori e di clamorose gaffes (si pensi alla presa di contatto sotto traccia con il tecnico tedesco Jürgen Klinsmann per sostituirlo…), e alla situazione di totale incertezza venutasi a creare in seno al club.

Anche in questo, Benitez è molto diverso da Mourinho: difficilmente si muove da una Società in cui si trova bene. Non è l’allenatore da due anni, non è il protagonista innamorato di se stesso, non fugge dopo una vittoria nel timore di non sapersi riconfermare. Al contrario, accetta una sfida molto più delicata e difficile.

Parlare dell’Inter di Benitez sul campo è prematuro. Ma per FC Internazionale, il suo ingaggio costituisce già un enormeo passo avanti sul piano dell’immagine.

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