CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

Archive for aprile 2009

Inter: sempre più brutta, sempre meno sola

Posted by ladycalcio su lunedì, aprile 27, 2009

Difficilmente Mourinho avrà detto ai suoi giocatori che era la “partita tipica da 0-0”, come ha fatto ieri sera su Sky. Almeno, lo spero. Non ne faccio neppure una questione di distacco dalle inseguitrici in classifica: il verdetto di Napoli-Inter conferma il preoccupante calo dei nerazzurri sul piano fisico e del (non) gioco. Per gli uomini di Mou è soltanto la 3^ sconfitta in campionato, mi direte. Ma da quanto tempo il loro gioco lascia a desiderare? Da quanto la squadra denota deficit negli schemi che la rendono tutt’altro che “speciale”?

Nonostante il commento filonapoletano di Maurizio Compagnoni e Antonio Di Gennaro, la definizione di “squadra poco propositiva” sentita su Sky mi suona tanto come un eufemismo. Bene soltanto la difesa, male il centrocampo, nullo l’attacco. Per non parlare del possesso palla, con la sfera giostrata dai napoletani con azioni veloci e passaggi in profondità e degli uomini di Mourinho, fermi sulle gambe, a cercare titubanti passaggi in orizzontale o all’indietro.

Strameritata, dunque, la sconfitta. Cosa combina lo Special One? Parte con il vecchio pallino del tridente, un 4-3-3 “elastico” trasformabile in un 4-3-1-2 con Figo trequartista, poi passa al 4-2-3-1. Nella ripresa, fuori Figo e dentro Mancini. In seguito, ritenta la carta-jolly del jardinero Cruz, poi inserisce Maxwell… di tutto un po’, ma stavolta, il goal fortunoso sul finale non arriva. Al contrario, i partenopei continuano ad avanzare e a tener palla. Il pubblico scandisce ogni tocco dei suoi beniamini con un “olè”, come per intendere: “vi stiamo facendo ballare”!

Il risultato è che il Napoli, che non segnava da 504’ e non vinceva da 104 giorni (da Napoli-Catania), ottiene la prima vittoria del girone di ritorno, a conferma del fatto che, contro l’Inter, risorgono anche i morti o presunti tali.

Tuttavia, sul piano della sportività, il verdetto del confronto si inverte a netto sfavore del Napoli: si era cominciato bene con la targa di benvenuto a Balotelli da parte del Comune di Napoli, proseguito male con il concerto di clacson fino a notte fonda fuori dall’albergo dei nerazzurri (per disturbarne il sonno) e quello di fischi sul campo ad ogni loro tocco di palla. Si è finito peggio con una gara tesa e fallosa, giocata sul filo dei nervi. Il buon Rosetti termina la direzione dell’incontro stravolto. Dopo tutte le critiche rivolte agli arbitri, è doveroso sottolineare la sua buona prestazione. Da notare come il fischietto piemontese sia stato intelligente ad ammonire dapprima verbalmente Balotelli, nervosissimo per la tensione creatasi intorno a lui. In seguito, quando Mario ci ha messo del suo, non ha potuto risparmiargli il giusto giallo.

A 5 giornate dalla fine, più che dalla Juve a – 9 punti, l’Inter deve guardarsi dal Milan in risalita a – 7. I cugini sono in crescita sul piano del gioco e dei risultati, oltre a godere dello stimolo psicologico di chi, non avendo più nulla da perdere, vede ridursi il distacco in classifica e accarezza il sogno della la beffa agli storici rivali. Non importa se a suon di rigori…

LA COSTOLA DI MATERAZZI. Da Inter-Sampdoria era uscito bene. Era tornato a calcare l’erba di San Siro disputando una buona partita e pressoché tutti avevano giudicato immeritata la sua espulsione, riconoscendo che le botte, durante quell’incontro, le aveva soprattutto prese.

Che necessità c’era di inscenare l’ennesimo “teatrino”? Scrive Andrea Elefante sulla Gazzetta dello Sport di sabato 25 aprile: “Materazzi, dopo il colpo ricevuto nel finale della gara contro la Samp da Delvecchio, ha temuto la frattura di una costola (‘Non ho chiuso occhio tutta la notte per il dolore – ha scritto sul suo sito – alla faccia di quelli che hanno detto che avevo fatto solo scena’) e ieri mattina ha effettuato un controllo: l’ipotesi, in realtà, non può essere ancora scongiurata (la costola è un osso particolare: bisogna far passare 4-5 giorni dalla contusione per avere certezze), ma non è escluso che il difensore possa essere disponibile già per Napoli, visto che ieri il dolore era già un po’attenuato.

Non credo che Matrix abbia simulato alcunché: giovedì sera, allo stadio, ho visto 90 e passa chili di giocatore rovinare ripetutamente a terra dopo duri scontri aerei. Forse qualcuno si è rifatto alla favola di Pierino e il lupo? D’accordo gli accertamenti. Ma il non aver chiuso occhio per tutta la notte per un dolore alle costole – mi sia consentito – mal si sposa con il correre belli e sorridenti la mattina dopo, come dalle immagini ufficiali, tanto più che gli impatti dei piedi sul terreno si ripercuoterebbero pericolosamente (e dolorosamente!!!) su una frattura del costato sospetta o presunta, che causerebbe inoltre forte dolore alla respirazione. Questo, stando soprattutto alla teoria di Elefante, secondo cui, in quel momento, tale ipotesi non poteva essere ancora scongiurata…

Materazzi sta bene”, risponde sabato in conferenza stampa un lapidario Mourinho, probabilmente stufo degli “eroismi” di Matrix. E allora, a che pro la sceneggiata? Per “giustificare” la panchina contro il Napoli? Potevano risparmiarcela: che il mister gli avrebbe preferito Cordoba e Samuel mi pareva scontato….

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Inter-Sampdoria: peggiore in campo Orsato

Posted by ladycalcio su venerdì, aprile 24, 2009

inter-samp-stretching5inter-samp-riscaldamento7Non era certo da applaudire: non tanto perché l’applauso sia costato il rosso a Materazzi, quanto perché Daniele Orsato è stato decisamente il peggiore in campo. Il fischietto rossovestito non vede un rigore sul numero 23 nerazzurro, una trattenuta su Crespo, clamorose simulazioni in casa Samp…insomma, fischia a senso unico. Sarà proprio un caso che sia stato designato a dirigere questo incontro?

Condivido le parole di Massimo Moratti: “Questa sera c’era qualcuno non all’altezza degli altri 22 scesi in campo”. Con questo, non sto affatto dicendo che la Sampdoria non abbia meritato il passaggio del turno, né che l’Inter, al di là dell’innegabile impegno profuso da tutti i giocatori, non abbia ancora una volta evidenziato i suoi limiti tattici e sprecato una ridda di occasioni.

Lo Stadio Meazza, spazzato da un vento gelido, vede una discreta cornice di pubblico. Eccezionalmente, il secondo anello verde è occupato dai ragazzi di Don Rigoldi, intervenuti a dare un esempio di tifo positivo.

Si rivede finalmente Materazzi, che non scendeva in campo a San Siro da Inter-Panathinaikos del 26 novembre 2008. Eccolo fare il suo ingresso per il riscaldamento insieme ai compagni: lo sguardo è truce, l’espressione imbronciata. Matrix è così vicino che quasi quasi, se allungo la mano gli sfioro il basettone.

Mi sembra un po’ più convinto del solito nello stretching. Cerca qualche virtuosismo di tacco, “sbuccia” una zolla d’erba e la risistema con i tacchetti. Ad un certo punto, si ferma e guarda fisso fra il pubblico. Per un attimo, sembrerebbe che stesse guardando in faccia proprio me.

Gioca una buona partita, Materazzi: bene come al solito di testa sui palloni alti, in elevazione e nel dirigere i compagni. Ha sempre il senso della posizione, punta in avanti sui calci piazzati e cerca un paio di volte la conclusione con tiri pericolosi. Fisicamente, mi sembra pienamente affidabile per tutti i 90’.

Il mistero rimane perché Mourinho lo utilizzi con il contagocce e perché Lippi, nonostante la penuria di difensori centrali, abbia smesso di convocarlo in Nazionale. È emblematico ciò che si è osservato a Udine: lungo riscaldamento di Matrix sulla fascia a partita in corso, ma quando per un attimo Chivu è sembrato in difficoltà, il mister ha fatto immediatamente alzare dalla panchina Samuel. Per non parlare del battage costruito la settimana successiva attorno a quel goal in allenamento, ripreso da stampa e TV. Peccato che preludesse all’ennesima tribuna, tre giorni dopo, in Inter-Palermo. Non credo che si tratti di problemi fisici (ho notato qualche imperfezione negli appoggi in corsa, che non giustifica la sua assenza così prolungata).

Piuttosto, Matrix mi appare nervosissimo, teso come una corda di violino, come testimonia il rosso per proteste nei minuti di recupero della ripresa. Il pubblico attorno a me commenta che per farsi espellere a partita conclusa bisogna proprio chiamarsi Materazzi. Sono le contraddizioni del personaggio, ma a onor del vero, va detto che Matrix, ieri sera, di botte ne ha prese veramente tante. Troppe.

L’Inter esce dalla TIM Cup dopo aver onorato la competizione. Mourinho rivede per un attimo l’ombra di Mancini, ma forse, farebbe meglio a rivedere anche certi schemi tattici. Ora, il prossimo scoglio da superare si chiama Napoli. È importante gestire il rischio-squalifica di alcuni importanti uomini e soprattutto, cercare di tenere il più possibile alta una condizione atletica che già non mi pare smagliante.

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Juventus: non chiamatela più “Signora”

Posted by ladycalcio su mercoledì, aprile 22, 2009

Le scuse fra i denti da parte di Cobolli Gigli, il goffo silenzio di Ranieri e infine, in un impeto di rabbia malcelata, il ricorso contro la decisione del Giudice Sportivo di far disputare Juve-Lecce del 3 maggio prossimo a porte chiuse, nell’improbabile speranza di trasformarla in una pena pecuniaria. Questo il corso inaudito degli eventi scatenati dagli insulti razzisti contro Balotelli in Juve-Inter di sabato scorso.

La mossa della Società bianconera è emblematica di ciò che la Juventus è realmente, in antitesi a ciò che vorrebbe sembrare: una nobile decaduta, e non soltanto nei valori calcistici. Il suo Presidente, assertore di un presunto nuovo corso, ha perso l’ennesima occasione per dare la vera svolta in termini di sportività.

Premetto che il personaggio non mi ha mai convinta: sotto la mano di vernice delle belle parole di circostanza, nasconde la ruggine di un astio divorante verso lInter, di un livore che non riesce a reprimere né a celare. È come un fuoco che cova sotto la cenere, un vulcano nell’anima perennemente in procinto di esplodere.

Non riescono a farsene una ragione, i bianconeri, di dover mangiare la polvere. Senza gli aiuti che sappiamo, l’ex-Signora del calcio italiano non riesce più a vincere . Ora, la Juve è la regina della faziosità, dell’indottrinamento,  dei commenti tendenziosi, figli della rabbia cieca e dello sfacelo dei valori. O forse, più semplicemente, del non voler guardare in faccia una verità che fa male.

Malafede o provocazione? Me lo sono domandata leggendo il titolo di ieri di Tuttosport (“Paga ancora la Juve”) e osservando le coreografie della curva juventina nell’incontro di sabato, che voleva 29 Scudetti “vinti sul campo”. Parole e immagini che danno il voltastomaco.

La Juve già era uscita a pezzi dalla decisione del Giudice Sportivo Tosel (che motivava il suo provvedimento con i cori reiterati provenienti non soltanto dai settori ultras, ma estesi a gran parte dello stadio), dal non aver tentato nulla per dissuadere i propri sostenitori dalle manifestazioni razziste, dall’essersi distinta per l’ennesima volta all’estero come vergogna del calcio italiano. Non appagata, si è lanciata per partito preso in un ricorso che, con tutta probabilità, è destinato ad essere respinto e a lasciarla“cornuta e mazziata”. Perché allora presentarlo?

Forse, allo scopo di alimentare quel lagnoso vittimismo che da tempo ne contraddistingue dirigenti e tifosi. Nel momento in cui il ricorso non venisse accolto, ci si potrà sempre autocommiserare affermando che, tanto, “paga sempre la Juve”, come ha già fatto Tuttosport.

Fra i primi a dare il bell’esempio (si fa per dire) Lapo Elkann, che il Corriere della Sera di ieri cita con la frase “Basta usare la Juventus come capro espiatorio”. Fra i sostenitori bianconeri, da segnalare l’allucinante intervista con un capo tifoseria condotta lunedì sera da Fabio Ravezzani a QSVS (Antenna 3). Secondo Christian – questo il nome del ragazzo – gli insulti a Balotelli non sarebbero stati di matrice razzista, bensì frutto di “leggerezza” nel lo scegliere un tema per fare il tifo contro. Tifo contro che, secondo il pazzesco “ragionamento”, verrebbe costruito ad ogni partita scegliendo, fra i giocatori della squadra avversaria, quello che offra il “pretesto” più immediato per essere preso di mira: il “negro” se scuro di pelle, il “terrone” se meridionale, il “pelato” se calvo, e via dicendo. Il tutto, condito da epiteti che non sto a ripetere.

È il momento delle proposte. Massimo Moratti medita il ritiro della squadra dal campo in simili circostanze, il Presidente della Federcalcio Abete l’opportunità di dare più poteri all’arbitro, le varie società si prodigano in iniziative simboliche come quella annunciata per giovedì sera dall’Inter, quando il secondo anello verde dello Stadio Meazza verrà occupato dai ragazzi di Don Rigoldi per il progetto “Io tifo positivo”.

In attesa degli eventi, Ladycalcio propone di cominciare a cambiare il soprannome della Juve: per favore, non chiamatela più “Signora”.

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La Juve non si smentisce mai

Posted by ladycalcio su domenica, aprile 19, 2009

Uova e bottiglie contro il pullman dell’Inter, insulti e gestacci agli operatori dell’informazione di fede interista, cori razzisti contro Balotelli per tutta la durata dell’incontro e quell’improponibile gigantesco Scudetto numero 29 esposto dagli ultras bianconeri.

Questo, il biglietto da visita di Madama prima di Juventus-Inter. Il comportamento della Vecchia Signora sul campo non è stato tanto meglio. Su “Il Giorno”, Luigi Signori parla di una “Juve scarpona e paesana”. Definizione più che mai calzante, se pensiamo alle botte prese da Stankovic e Figo e all’espulsione di Tiago, per tacere di quella bestemmia di Nedved (quello che spaccò la gamba al numero 7 nerazzurro), udita chiaramente in diretta Sky a fine primo tempo, con il labiale prontamente tagliato dal replay alla moviola. Questo, lo stile Juve. Eppure, a fine incontro, Legrottaglie riesce ancora a fare la paternale a Balotelli.

Dimenticavo: il goal del pareggio bianconero arriva ai minuti di recupero del 2° tempo, anch’esso in perfetto stile Juve. Per conto mio, non mi stancherò mai di ripetere che dopo Calciopoli la Juventus avrebbe dovuto essere schiaffata in Serie C. Avremmo evitato, per un bel po’, di vederci riproporre squallidi esempi di antisportività come quelli di ieri sera e di dovercene vergognare davanti al Mondo.

La Juve in A incarna l’attuale pochezza di valori del calcio italiano sui campi e fuori. Sul “fuori”, stendiamo un pietoso velo. E sul campo? Domina l’Inter, la migliore in assoluto in un campionato mediocre. Il discorso è sempre lo stesso: la Beneamata fatica a segnare, spreca mille occasioni, è monotona e prevedibile negli schemi. A chi sostiene che a metà aprile con 10 punti di vantaggio il bel gioco non conta più, rispondo senza problemi che il bel gioco dell’Inter di Mourinho sto ancora aspettando di vederlo. Quali gli schemi dello Special One, al di là dei lanci lunghi e delle solite puntate sulle fasce con i cross al centro?

Il Derby d’Italia, insomma, ha messo in luce la povertà di valori del calcio italiano a tutti i livelli, confermata dalla nostra secca bocciatura europea.

Fra le note liete in casa Inter, spiccano il rientrante Julio Cesar, il “muro” Samuel (seppur calato nel finale) e la freddezza a rete di Supermario Balotelli, con il fermo immagine di quel suo virtuosismo di tacco riproposto oggi da stampa e TV. Mario – è vero -si fa provocare. Vero anche che è un talento ancora grezzo con un carattere difficile da plasmare. Tuttavia, meglio puntare sulla sua freschezza e genuinità che non tentare il recupero impossibile di Adriano. Lasciamo dunque che l’Imperatore ritrovi il sorriso al sole del Brasile. Senza farlo perdere agli interisti.

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L’INTER SI DIMENTICA DELLE SUE DONNE

Posted by ladycalcio su venerdì, aprile 10, 2009

L’iniziativa era stata strombazzata sul Sito Ufficiale e sul canale tematico di FC Internazionale: “TIFOSI, TUTTI ALLO STADIO! Palermo – Lazio – Siena – Atalanta. In 12 x 12 punti, un solo acquisto per 4 biglietti”. Laddove ogni tifoso sugli spalti avrebbe dovuto sentirsi come il 12° uomo nella volata decisiva verso il 17° Scudetto. Evidentemente, per la volata-Scudetto non serviva la 12^ donna

Cito dal Sito nerazzurro (7.4.09): “Per favorire i tifosi che vogliono assicurarsi in anticipo i biglietti ed essere al fianco dell’Inter nelle prossime quattro gare casalinghe, viene lanciato un nuovo servizio che sicuramente soddisfa le tante richieste già pervenute. Infatti, da domani, mercoledì 8 aprile 2009, presso tutte le agenzie e filiali della Banca Popolare di Milano e Banca di Legnano, sarà possibile acquistare, contemporaneamente e in anticipo, il “pacchetto” dei quattro tagliandi per garantirsi lo stesso posto allo stadio “Meazza” in San Siro per vedere Inter-Palermo, Inter-Lazio, Inter-Siena e Inter-Atalanta”.

Un’altra splendida iniziativa di FC Internazionale! Ladycalcio ha assistito un’amica nell’‘impresa” (fallita) di aderirvi. Puntualissime, la mattina di mercoledì 7 aprile ci rechiamo presso una filiale della Banca Popolare di Milano con l’intenzione di acquistare il mini-abbonamento. Nonostante il battage pubblicitario, l’impiegato allo sportello afferma che alla banca non è ancora pervenuta alcuna comunicazione scritta in merito da parte della Società. Veniamo invitate a riprovare nel pomeriggio. Nel frattempo, contattiamo telefonicamente una delle più grandi filiali milanesi della stessa banca, dalla quale riceviamo l’identica risposta.

A questo punto, telefono personalmente alla Sede dell’Inter per chiedere spiegazioni. Chi mi risponde già non è il massimo della cortesia; in più, non ne sa nulla e mi invita a rivolgermi al numero verde per i biglietti: 80000 1908. Inutile dire che, come in tutte le precedenti occasioni in cui ci avevo provato, è impossibile prendere la linea: il numero è perennemente occupato. Nel pomeriggio, nulla cambia: il poker di tagliandi non è ancora disponibile. Evviva la puntualità!

Giovedì 8 aprile: nuova interruzione del nostro lavoro (per recarci in banca) e nuova coda allo sportello: per noi, e per i malcapitati in fila dietro di noi. Sì, i tagliandi sono disponibili, ma… che brutta sorpresa nell’uovo di Pasqua della Beneamata! Quattro incontri al rettilineo del 2° anello costano, complessivamente, 144 € anziché i previsti 104 €, cifra preventivata sommando il costo di 4 partite a 26 € l’una, prezzo ridotto solitamente riservato alle donne (contro i 36 € del biglietto intero per quel settore).

Nessuno in sede d’iniziativa si è ricordato dell’altra metà del cielo nerazzurra? Non ci posso credere e invito l’impiegato ad assicurarsene. Una telefonata alla persona incaricata e… purtroppo, mi viene confermato che è proprio così: 144 €, prendere o lasciare. In altre parole, una tifosa interista che volesse acquistare in anticipo il “pacchetto” per gli ultimi 4 match casalinghi dell’Inter, spenderebbe 40 € in più che non acquistandoli di volta in volta!

PIU’ CHE UN PACCHETTO… UN PACCO!

Mi domando chi siano i responsabili di FC Internazionale preposti a tali iniziative, i quali, come mi confidano in banca, fanno regolarmente venire i capelli grigi a chi è costretto a lavorarci (altro caso recente, i biglietti per Inter-Manchester United). “Poi la gente se la prende con noi”, sospira l’impiegato allo sportello.

Dietro di noi si sta formando una lunga coda, ci stanno mandando a qual paese. Spiacente, ma quando si dice che in queste occasioni il Milan è molto meglio organizzato,  si dice una grande verità.

C’è qualcosa che non funziona anche nella vendita online tramite il Sito nerazzurro: i posti disponibili nei vari settori dello stadio non vengono visualizzati correttamente. In effetti, la mia amica acquista un tagliando in un settore ancora pressoché vuoto, che online appariva tutto esaurito: solo un tagliando per Inter-Palermo a prezzo ridotto, in attesa degli eventi. Non siamo mica pirla…

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Riflessione su un dramma vero

Posted by ladycalcio su lunedì, aprile 6, 2009

Parlare di calcio in una giornata come oggi è veramente difficile. Davanti alle tragiche immagini che ci giungono dall’Abruzzo, oserei quasi dire inopportuno. Che senso avrebbe disquisire sugli schemi tattici di una partita davanti all’atroce realtà di morte e distruzione che i mass media stanno portando nelle nostre case?

Calcio e Parole tuttavia, – lo dice il nome – è un blog calcistico e anche in questa occasione si sforza di “fare il suo dovere”. Magari con qualche riflessione seria, a cominciare dal raffronto fra il dramma umano vero di chi non ha più nulla perché ha perso tutto a causa di una catastrofe naturale e chi, come Adriano, la catastrofe distruttrice la impersona e oltre al ben di Dio ricevuto dalla vita, butta via se stesso. So che altri mi hanno preceduta in questo accostamento, più che mai stridente in un frangente come quello attuale.

I soldi e i beni materiali non sarebbero tutto nella vita? Andate a raccontarlo a chi, in un secondo, ha perduto tutto ciò che aveva: la casa, i suoi averi, se non addirittura i propri cari. Fate le debite proporzioni e tirate le somme.

Giurerei che qualche garantista avrebbe ancora il coraggio di sostenere che prima di parlare le situazioni andrebbero conosciute da vicino. Verissimo, ma è altrettanto vero che l’Inter i problemi di Adriano li conosce bene – e che non l’ha mai lasciato solo. Anzi, per i miei gusti, l’ha fin troppo viziato e coccolato. Come sottolineato dallo stesso Mourinho, al brasiliano il sostegno non è mai mancato: tutta la Società si è sempre prodigata in suo aiuto, peraltro chiudendo tutti e due gli occhi su certi suoi comportamenti. Lo stesso tecnico gli è stato vicino, cercando di comprenderlo, di incoraggiarlo e di coinvolgerlo. Evidentemente, tutti questi sforzi si sono infranti contro un grande vuoto interiore e di valori.

Il mio parere è sempre stato che il tentativo di recuperare Adriano fosse una causa persa. Troppe le recidive succedutesi, indice di una personalità debole e inadeguata . Me lo confermano le voci incontrollate che giungono ora dal Brasile, che parlano di festini, di coinvolgimenti ambigui, addirittura di un prossimo ricovero in una clinica. È comunque una situazione drammatica e preoccupante, mi direte. Vero anche questo, ma è sul rimedio che non ci intendiamo. I disagi esistenziali non si risolvono con festini e bagordi. Credo che più che di farmaci sintetici e di ricoveri, Adriano avrebbe bisogno di toccare con mano gli immani drammi umani come quello che si sta consumando in Abruzzo e che si ingigantisce di minuto in minuto. Forse, l’accostarsi a queste tragedie di incalcolabile sofferenza, infinitamente più grandi e dolorose dei suoi problemi, lo aiuterebbe a crescere umanamente e moralmente e sarebbe per lui un’occasione di riscatto. Lo scrollerebbe e l’aiuterebbe a liberarsi dai fantasmi che gli girano per la testa e che impediscono a lui, e a qualche suo collega di troppo, di valutare a fondo la propria fortuna in rapporto ai drammi reali della vita.

Ladycalcio è vicina con tutto il cuore alle persone che in questo momento stanno soffrendo le conseguenze  della catastrofe e ai loro cari.

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I difensori del difensore hanno toccato il fondo

Posted by ladycalcio su giovedì, aprile 2, 2009

Non mi era mai accaduto, in quasi due anni di vita di questo blog, di dover bannare un lettore. E dire che di argomenti “caldi” Calcio e Parole ne ha trattati tanti, a partire dalla censura al mio fatidico commento alla Champions League ’07 del Milan. È successo purtroppo in più di un’occasione in questi giorni, dopo la pubblicazione del post “Materazzi: vacanza a Perugia?”

Premetto che Calcio e Parole è un blog di analisi scomoda, di critica pungente, sferzante e a volte feroce, ma al tempo stesso uno spazio democratico, che anche in merito all’articolo in questione ha pubblicato tutti i pareri dissenzienti, a condizione che fossero stati espressi in termini corretti e civili, con tanto di dialogo e dibattito con i lettori. Per una questione di decoro e di rispetto per chi legge, Ladycalcio dice invece da sempre no alla volgarità, all’insulto e al linguaggio triviale.

La schiera di sedicenti lettori umbri materializzatasi in difesa di Materazzi , squallidi “difensori d’ufficio” di basso profilo ingaggiati da chissà chi, si è purtroppo distinta per il penoso livello di ignoranza e di maleducazione e per il vuoto assoluto di contenuti, “colmato” sbracando in offese e volgarità.

Nei giorni scorsi, è successo di tutto: nickname riciclati, strani incroci di email, esternazioni allucinanti, tali da fare addirittura dubitare della salute mentale del mittente…

Mittente che, in un paio di occasioni, si è dichiarato appartenente all’entourage di Materazzi (in termini che preferisco non specificare). Ladycalcio prende ovviamente le distanze dalla veridicità di tali attribuzioni, si astiene dalla pubblicazione dei messaggi in oggetto- così come dei nomi e dei riferimenti in essi contenuti – ma li conserva con i rispettivi IP, riservandosi ulteriori approfondimenti in merito alla loro provenienza.

Quanto a chi ha cercato di strumentalizzare l’equivoco fra censura di una voce libera e rispetto delle regole della decenza, non perdo neppure tempo: la bassa forza della Rete potrà presto consultare il regolamento del blog (di prossima pubblicazione, che ho applicato anche eliminando i messaggi “sotto la cintura contro  Matrix) e accomodarsi altrove.

Perché questo accanimento? Le reazioni livorose suscitate dalle mie riflessioni, mi fanno pensare di aver colto una volta di più nel segno, o perlomeno, di aver affrontato un argomento assai più scomodo di quanto non credessi. Strano. Lo stesso Matrix ha affermato che il fardello di insulti, improperi e critiche ingiuste che deve quotidianamente sopportare da detrattori, tifoserie avversarie, mass media & Co. gli ha reso le spalle larghe. Altrettanto dicasi dei suoi fedelissimi… Perché dunque stracciarsi le vesti per qualche considerazione scomoda apparsa su un piccolo blog “di nicchia”? Forse perché il “blog piranha”, attualmente, sembra essere l’unica fonte al Mondo ad analizzare e approfondire le incongruenti notizie ufficiali diffuse su Matrix?

Ho soprattutto criticato la notizia di Materazzi a Perugia per come è stata data e non seguita. Il titolo del post “Materazzi: vacanza a Perugia?” era volutamente provocatorio, alla pari del contenuto dell’articolo: ho ironizzato su un improbabile protocollo di recupero a base di shopping e tè con i pasticcini e ancor di più sul presunto desiderio di evasione dal gruppo da parte di un giocatore superpagato, reduce da gran parte del campionato trascorso in famiglia e, ciò nonostante, dato per desideroso di staccare da una realtà in cui vive nella bambagia, oltre che già proiettato con i pensieri alla vita del dopocarriera.

Ma sarà proprio così? Saranno stati davvero questi i motivi dell’allontanamento di Matrix da Appiano e dal gruppo? Sono convintissima di no (si vedano anche i commenti n° 29 e 60 al post in oggetto, integrativi del pensiero di Ladycalcio).

Tuttavia, qualsiasi persona che viva a contatto con la difficile realtà quotidiana è autorizzata a scandalizzarsi di una simile versione, stante soprattutto il programma dei non nazionali nerazzurri nelle ultime 2 settimane: 2 giorni di riposo dopo Inter-Fiorentina, 2 giorni di riposo dopo Inter-Reggina, 2 giorni di riposo nell’ultimo weekend: 6 giorni di sollazzo su 14 (e, per il resto, un solo allenamento giornaliero), alla faccia delle 3 partite alla settimana previste fino a fine stagione! Ecco perché tanti lettori, con i tempi che corrono, si sono scandalizzati del “disagio” di Matrix e della sua presunta “evasione” in quel di Perugia. Versione a cui continuo a non credere.

Pensate all’ infortunio di Maicon. Giustamente, nel momento immediatamente successivo alla lesione, il giocatore non è sato esposto allo stress del viaggio di ritorno in Italia. La notizia, prontamente seguita dai mass media, è trasparente: per circa 10 giorni, Maicon sarà affidato alle cure del Prof. José Luis Runco, responsabile dello staff medico del Brasile, da tempo stretto collaboratore del Prof. Combi.

Al contrario, l’infortunio di Matrix è stato ancora una volta caratterizzato da quell’alone di enigma e da quel silenzio imbarazzato e imbarazzante. L’ennesimo “segreto di Pulcinella”? Un esempio banale: Matrix lavora intensamente nella città nella cui squadra ha militato? Strano che sul sito del Perugia non vi sia la minima traccia di una news relativa alla sua presenza al campo, o almeno, di un suo saluto al suo vecchio caro club…

Seguendo il Sito Ufficiale di FC Internazionale, si legge spesso del benvenuto ad Appiano ad ex-nerazzurri, campioni impegnati in uno stage, atleti in riabilitazione (l’ultimo della serie è stato Andrew Howe). Perché mai far calare una cortina di silenzio su un Matrix che si fosse mostrato volonteroso e impegnatissimo a ritrovare la miglior forma nella “sua” Perugia? Non ne vedrei la minima ragione…

Digitando “Materazzi a Perugia” su Google, la notizia più recente segnalata attualmente dal motore di ricerca è il link a questo blog, seguita da un’improbabile voce che vorrebbe il ritorno del centrale nerazzurro alla sua ex-squadra, in…. C1.

Per non parlare del titolo del quotidiano “Il Giorno” di domenica scorsa: “Materazzi scalpita per rientrare”. Peccato che l’articolo vertesse su tutt’altro e che l’unica “nuova” contenutavi su Matrix fossero le parole tratte dal suo blog, risalenti a … 9 giorni prima (!)

La Gazzetta dello Sport di lunedì ipotizza addirittura un suo rientro a Udine – eventualità che si commenta da sola. I movimenti di Matrix alla ripresa ad Appiano non mi sono parsi impeccabili, ma anche questa è soltanto la mia visione personale dei fatti.

I contenuti di questo blog, insomma, non sono verità assolute, ma soltanto riflessioni circostanziate e ben concatenate. Che danno fastidio.

Calcio e Parole non è Novella 2000. Pertanto, come ripetuto alla noia, non pubblica le moine sull’idilliaca vita coniugale e familiare del giocatore, inflazionato fuori tema con cui i più ignoranti e sprovveduti credono ancora di poter giustificare certi poco idilliaci modi di fare del giocatore con l’esterno. Ladycalcio si basa sulla propria esperienza – e non sui racconti da Libro Cuore. Purtroppo, in tutti questi mesi, gli “argomenti” a sostegno del comportamento di Materazzi verso Ladycalcio non sono mai andati oltre alla vecchia cantilena sulla famiglia e alla tesi secondo cui al giocatore andrebbe concesso tutto in virtù della vittoria di Berlino. In altre parole, nella vita, una persona si valuterebbe da come sa prendere a calci un pallone.

Un triste baratro di valori, che oltre a squalificare chi li professa, mi conferma l’impressione che da tempo mi sono fatta su Materazzi: lo vedo solo – e, paradossalmente, mal accompagnato.

Credo che il miglior servizio che un vero amico potrebbe fare a Matrix, sarebbe quello di fargli finalmente capire che se è divenuto il bersaglio fisso di questo blog, deve prendersela soltanto con se stesso, con chi aveva accanto quando rifiutò a Ladycalcio il chiarimento dell’equivoco costruito dal nulla dai suoi “brillanti consiglieri” e non da ultimo con coloro che, ostinandosi nella causa persa di “mettergli le pezze”, altro non fanno che renderlo la “vittima predestinata” di critiche sempre più feroci.

Di treni per tornare indietro e per chiarire civilmente quello che era soltanto un grosso equivoco con Ladycalcio, Matrix ne ha persi tanti. Ora si ritrova solo, con lo sguardo truce, seduto sul binario. Auguriamogli che non sia quello di partenza dall’Inter.

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