CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

Archive for ottobre 2010

Addio Paul! Il polpo-Nostradamus è passato a miglior vita

Posted by ladycalcio su martedì, ottobre 26, 2010

Se esiste un aldilà per gli animali – cosa di cui sono convinta  – capirà soltanto ora di essere stato una star mondiale. Chissà cosa potrà mai pensare un polpo nel ritrovarsi sulle prime pagine di tutti i quotidiani del mondo, in viaggio nella Rete… nello scoprirsi un sorvegliato speciale delle telecamere durante i suoi frugali pranzi, alla faccia della privacy …

Potrà mai capire la logica di esseri cosiddetti superiori che avevano trasformato il suo pasto quotidiano, quello di una creatura marina come miliardi di altre, in un evento di richiamo internazionale, oggetto dell’attenzione dei bookmaker di mezzo mondo e di chissà quali giri economici?

Ah, ecco finalmente spiegate quelle fastidiose luci sparategli addosso, quell’insolito andirivieni attorno alla sua vasca l’estate scorsa…  Ma per carpirgli che cosa? Una previsione su quanto sarebbe accaduto su un prato chissà dove, con ventidue ragazzoni intenti a prendere a calci un oggetto rotondo? Come diavolo avevano potuto mettere in relazione  quegli interessi milionari con la vaschetta da cui andava a mangiare lui, ignaro cefalopode? Davvero: cosa penserà adesso Paul? Penserà che gli umani sono pazzi da legare.

L’avrete già appreso: Paul, il celeberrimo “polpo-Nostradamus” che tante volte aveva predetto i risultati della Nazionale Tedesca (fra cui la sconfitta contro la Spagna alle semifinali degli ultimi Mondiali), è passato a miglior vita la notte scorsa. È stato trovato morto questa mattina nella sua vasca, all’acquario di Oberhausen, dopo poco meno di tre anni di esistenza terrena, gettando nella costernazione tutto il personale della struttura. Non stava bene, ci fanno sapere dalla Germania, e negli ultimi giorni aveva mangiato poco. “Aveva allungato i tentacoli nei nostri cuori”, ha commentato in serata un giornalista del network RTL.

Chi lo voleva pescato nella Manica, chi lo diceva italiano originario dell’Isola d’Elba… certo è che era stato insignito della cittadinanza onoraria di Carballiño (Spagna) e che gli spagnoli erano arrivati ad offrire la bellezza di 30.000 Euro per portarlo in terra iberica.

Chissà come la vede ora da lassù, Paul. Forse, se  avesse compreso per tempo la logica di quel mondo perverso che ora osserva dall’alto, si sarebbe fatto furbo: avrebbe chiesto la percentuale sulle puntate lautamente vincenti ai bookmaker, i diritti d’immagine, magari sotto forma di un acquario dotato di TV a schermo piatto per seguire se stesso e le partite che lo vedevano coinvolto…. Si sarebbe appellato alla legge sulla privacy, avrebbe reclamato il giorno di riposo settimanale… Godendo fama di divo, avrebbe potuto concedersi in esclusiva, esibirsi dietro lauto compenso, prendersi il gusto di tenerci tutti sulle spine e di tergiversare nella scelta della vaschetta dalla quale cibarsi… soprattutto, ad averlo saputo, avrebbe potuto prendersi gioco di tutti quei giri di scommesse attorno alle partite, falsando deliberatamente un pronostico-chiave e ottenendo, una buona volta, di essere lasciato in pace….

La Direzione e il personale del Parco Acquatico Sea Life di Oberhausen sono “a terra, distrutti”, si legge sull’omonimo Sito Ufficiale, che oggi titola: “Se ne va un Campione del Mondo Il mondo in lutto per la morte del polpo Paul”. Le bandiere della struttura sono a mezz’asta, i dipendenti portano il lutto al braccio, le condoglianze dei visitatori vengono raccolte su un apposito registro.

Il Sito ricorda come “in occasione dell’ultimo appuntamento con l’oracolo”, le riprese fossero state “trasmesse in diretta a centinaia di emittenti di tutto il mondo grazie a un pool di media”.

Paul ha entusiasmato persone di tutti i continenti centrando, per 7 volte consecutive, le previsioni sulla Nazionale tedesca  e sulla Finale (dei Mondiali 2010, ndr)”, ricorda il General Manager Stefan Porwoll.

Il Sito informa che: “Il corpo di Paul si trova ora in una cella frigorifera e probabilmente, verrà cremato nei prossimi giorni”(…), dopo di che, l’urna con le sue ceneri verrà esposta ai visitatori unitamente alle famose vaschette in vetro acrilico e ai “regali pervenutici da tutto il mondo”. Il tutto,  mentre su uno schermo scorreranno le immagini dei suoi “momenti più belli e toccanti”.

E “siccome Paul in vita era divenuto così famoso, ci sembra opportuno erigergli un monumento”,  conclude il Sito di Sea Life.

La fama di Paul era stata sfruttata a scopo commerciale per il lancio di linee di abbigliamento, software per telefonini, e via dicendo. Presto, sarà la volta di un DVD- ricordo. Chissà se la povera bestia riuscirà mai a capire …

Intanto, l’acquario si prepara ad accoglierne l’erede, del quale sarebbe già trapelato il nome: Paul 2°, in omaggio alla tradizione del luogo, nella speranza che il sostituto erediti le (redditizie) facoltà divinatorie del suo predecessore.

Incorreggibili umani…

PS L’eredità che il cefalopode più apprezzerà è il progetto annunciato in suo nome sull’isola greca di Zacinto, dove, come precisato dal sito di SeaLife, parte degli introiti incassati in nome di Paul contribuiranno a finanziare un centro di recupero per tartarughe marine.

http://www.sealife.fi/local/whatsnew.php?id=1121&page=1

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Auguri, Pelé!

Posted by ladycalcio su sabato, ottobre 23, 2010

Compie oggi 70 anni Edson Arantes do Nascimiento, meglio conosciuto come Pelé.  “Calcio e Parole” non può esimersi dal  fare gli auguri a uno fra i più grandi calciatori di tutti i tempi, nato il 23 ottobre 1940.

3 Coppe Rimet, 1281 goal in 1363 partite e il riconoscimento di “Atleta del Secolo” conferitogli dal CIO nel ’99 sono solo la punta dell’iceberg del ricchissimo palmarès della Perla Nera.

Se ho parlato di “uno dei più grandi” e non del “più grande” è perché non ritengo possibili paragoni fra atleti di epoche troppo lontane fra loro per permettere un confronto.  In questi giorni ho sentito tecnici e opinionisti interrogarsi su chi sia stato il più grande fra Pelé e Maradona . Impossibile dare una risposta a questo interrogativo (che ripropone l’eterna rivalità fra calcio brasiliano e argentino), anche se la maggior parte dei commentatori si schiera a favore del grande Diego.

Faccio tuttavia osservare che, nel ricordo collettivo, tutto o quasi gioca a favore di quest’ultimo:  innanzitutto, i più giovani non possono ricordare Pelé e si esprimono in maniera scontata a favore di Maradona, il ricordo delle cui imprese è comunque più vicino nel tempo e dunque più vivo nella memoria collettiva.  In secondo luogo, Pelé giocava a cavallo degli anni ’50 e ’70, epoca che non proponeva certo il numero di competizioni e di occasioni per mettersi in luce che il calcio moderno ha via via offerto ai suoi protagonisti.  Si pensi che, agli inizi della sua carriera, il campionato brasiliano non esisteva ancora, come addirittura,  purtroppo, non esistono le riprese televisive di tante sua partite.

Comunque sia, senza nulla togliere dal grande Dieguito: AUGURI, O REI!

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PAZZA INTER: da 4-0 a 4-3!

Posted by ladycalcio su giovedì, ottobre 21, 2010

We gonna win four-five, we gonna win four-five…” Il coro a squarciagola si alza subito dopo il 4-1 da un gruppo di  tifosi inglesi sbronzi al parterre della tribuna rossa dello Stadio Meazza. Si alzano continuamente in piedi, cantano e festeggiano come se la loro squadra stesse vincendo. Uno di loro si porta dietro la panchina del Tottenham e chiama a gran voce il tecnico: “Harryyyyyyyyyyyyyyy!!!!!!”. Redknapp si volta pure. Ridono anche gli steward.

La rimonta degli Spurs si ferma a 4-3, ma per i bonari supporter è ugualmente una festa. Poco ci mancava che la “festa” la facesse Bale, autore di una tripletta, alla pazza Inter. “Con l’Inter non ci si annoia mai”, commenta un tifoso vicino a me.

No davvero. Per quanto strambo, lo spettacolo non manca neppure stavolta, sul campo come sugli spalti. L’Inter eto’odipendente parte giocando da sola e tritura un Tottenham fermo, stordito dalle tre reti subite a freddo e rimasto per giunta in 10 dopo il rosso al portiere Gomez per un clamoroso “uncino” su Biabiany in area di rigore.

Ai giocatori nerazzurri, quattro reti di vantaggio (tra cui quella del raggiante Capitan Zanetti) devono sembrare un distacco incolmabile. Ma con gli inglesi, mai dire mai. Può insegnarlo lo stesso Benitez, artefice della strabiliante rimonta sul Milan di Istanbul 2007. “Abbassare la guardia è errore blu”, commenta Roberto Scarpini (Inter Channel) in telecronaca. Prima un attimo di distrazione, poi il blackout – e finisce 4-3. I tre punti sono al sicuro, ma nel bagaglio della serata l’Inter si porta a casa anche tre goal subiti, deleteri per la differenza-reti .

Dicevo dello spettacolo sugli spalti. La presenza di alcuni gruppi della Kop del Liverpool fra i sostenitori della Curva Nord costituisce una sorta di gemellaggio che ci riconcilia con il calcio dopo i fattacci di Italia-Serbia. Lo striscione più vistoso è tutto per l’ex-tecnico dei Reds:Grazie Rafa a Gentleman. Justice for 96”.

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KLOPP MEGLIO DI MOURINHO

Posted by ladycalcio su martedì, ottobre 19, 2010

“Specchio specchio delle mie brame, chi è lo Special One del reame?” “Ahimè, non sei più tu José!” risponderebbe in rima lo specchio ad un Mourinho più vanitoso della matrigna di Biancaneve. Ed ecco Mou scagliare dagli occhi saette da fare invidia alla fucina dei fulmini di Giove.

A spezzare l’autocompiacimento del Narciso del Triplete nerazzurro è bild.de.  “KLOPP MEGLIO DI MOURINHO” titola oggi il quotidiano tedesco nell’edizione online.

Dati alla mano, il 43enne vulcanico tecnico del Borussia Dortmund ha centrato un avvio di stagione da far impallidire i più blasonati colleghi stranieri. Capolista della Bundesliga con all’attivo 7 vittorie e 21 punti nei primi 8 incontri (con una media di 2,6 punti a partita), l’undici giallonero da lui allenato vanta infatti la miglior partenza in campionato fra i grandi club europei:

Per fare un paragone con il Real Madrid, la squadra di José Mourinho occupa sì il primo posto nella Primera Division, ma con “soli”17 punti dopo 7 partite (come detto, contro i 21 del Dortmund dopo 8 giornate, record nella storia del club renano).

“Bild” prosegue il confronto con la Premier League (capeggiata dal Chelsea con 19 punti in 8 partite) e con la nostra Serie A (condotta dalla Lazio con 16 punti in 7 incontri). Il quotidiano tedesco fa naturalmente notare come il Dortmund abbia invece inciampato nell’Europa League (sconfitta casalinga per 0-1 contro il Siviglia) e come giovedì debba guardarsi dal Paris S. Germain per non rischiare l’eliminazione precoce ai gironi. Ma data la media-goal da paura dei renani e la loro pericolosità sotto porta, potrebbero essere piuttosto i francesi a doversi preoccupare.

Il Dortmund ha infatti all’attivo 20 goal su 138 tiri a rete: in media, un tiro in porta ogni 5 minuti e una realizzazione ogni 7 tiri. Non male, Herr Klopp!

E i Galattici di Mou? Vantano 144 tiri in porta in 7 partite, ci assicura Bild, e 16 reti segnate: una ogni 9 tiri.

Ma chi è Jürgen Klopp? Come calciatore professionista, il mister giallonero ha alle spalle una lunga militanza nel Mainz  05, per il quale, nel periodo  dal 1990 al 2001, disputò 325 partite di seconda divisione mettendo a segno 52 goal.

A metà della stagione 2000-01, Klopp rilevò lo stesso club nelle vesti di allenatore, risollevandolo dai bassifondi della seconda divisione. Sotto la sua guida, nel maggio 2004, il Mainz festeggiò la promozione nella 1. Bundesliga (la “Seria A” tedesca), per giungere fino al 1° turno di Coppa Uefa nella stagione 2005-06.

Dal 1° luglio 2008, Jürgen Klopp siede sulla panchina del Borussia Dortmund. Oltre che un tecnico, Klopp è anche un apprezzato opinionista e commentatore televisivo, apparso a fianco di calibri come Franz Beckenbauer. Nell’ottobre 2006, unitamente ai colleghi dell’emittente ZDF, venne insignito del premio per la miglior trasmissione sportiva televisiva tedesca. In occasione di Sudafrica 2010, ha commentato gli incontri dei Mondiali a fianco dei telecronisti e giornalisti del network RTL.

http://www.bild.de/BILD/sport/fussball/bundesliga/vereine/dortmund/2010/10/19/dortmunds-super-start/klopp-besser-als-real-und-mourinho.html?utm

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Disastro Marassi: le parole intelligenti di La Rocca, De Laurentiis e Zamparini

Posted by ladycalcio su domenica, ottobre 17, 2010

Sky TG 24 di giovedì 14 ottobre, edizione delle 9.30. Umberto La Rocca, Direttore del Secolo XIX di Genova, viene intervistato sui fattacci di Italia-Serbia.

Domanda: A questo punto la colpa di chi è, se possiamo dirlo a due giorni da quel che è successo”?

La Rocca: “Possiamo dirlo senz’altro. Noi oggi titoliamo a tutta pagina: ‘Ignorata la lista nera“, perché ci risulta che effetttivamente c’è stata un’informativa da parte della Polizia di Belgrado e che questa informativa è stata ignorata dal Ministero degli Interni. Fra l’altro c’è un altro elemento, e cioè, la Digos genovese qualche giorno fa aveva mandato un allarme, aveva lancato un’informativa che diceva che c’erano elementi pericolosi in arrivo in città e anche questo allerta è stato ignorato; quindi, le colpe mi sembrano chiare”.

Si delineano le responsabilità del nostro Ministero degli Interni e dei soloni preposti alla nostra sicurezza, che oltre ad aver ignorato il monito, sono  rimasti ciechi, sordi e indifferenti anche davanti ai disordini causati dai teppisti per le vie del capoluogo ligure nel pomeriggio di martedì, prima della partita.

Dal canto suo, il Ministro Maroni nega l’allarme dalla Serbia, nega le responsablità dell’Italia e non demorde dal jingle della “Tessera del Tifoso”.

Il nostro Paese, si sa, è a lenta carburazione e povero di idee concrete nella lotta alla delinquenza – non soltanto nel calcio. Non la pensa così l‘Uefa, che ha annunciato sanzioni contro la Figc per responsabilità oggettiva e tantomeno la Serbia, che ha chiesto di  di ripetere (si fa per dire) la partita.

Al di fuori del “gregge” dei commentatori che ci fanno il lavaggio del cervello con la tessera dei buffoni, ho colto due dichiarazioni intelligenti che sposo in pieno, ad opera del Presidente del Napoli De Laurentiis e del Presidente del Palermo Zamparini.

De Laurentiis: “È lo Stato che deve mettere in essere tutte quelle condizioni di sicurezza per la salute pubblica del cittadino. In un Paese civile come l’Italia, che non si riesca a garantire al libero cittadino nei luoghi pubblici la maggiore sicurezza è gravissimo e in questo episodio, lo Stato è mancato”.

Zamparini: “Nel Nordeuropa non sarebbe successo, perché mettere i tornelli, mettere tutti i controlli per portar via – come si legge sul Corriere della Sera di oggi-  una maglietta a un bambinio coi colori della propria Nazionale e poi lasciar passare i candelotti dalle altre parti, vuol dire che i nostri politici non han capito niente … che non sono i tornelli e non sono tutti i pre- filtraggi a risolvere il problema, perché quelli colpiscono solo le famiglie e la povera brava gente che  va a vedere la partita, perché il 5 % dei delinquenti si colpiscono solo mandandoli in galera e beccandoli”.

Appunto.

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L’ITALIETTA DELLA TESSERA DEL TIFOSO OSTAGGIO DEGLI ULTRAS SERBI

Posted by ladycalcio su mercoledì, ottobre 13, 2010

L’avevo scritto esattamente un mese fa, il 12 settembre scorso, nel momento in cui la pletora degli allocchi e sprovveduti magnificava la Tessera del Tifoso come panacea contro la violenza nel calcio.

“Fino al prossimo disastro annunciato” avevo predetto. Serviti, signori: con antipasto, primo, secondo, frutta, dolce e caffè. Molto prima del previsto, eccoci puntuali non alla sconfitta, ma alla disfatta delle nostre istituzioni incapaci.

Non escludo che gli ultranazionalisti serbi che ieri sera hanno impedito lo svolgimento di Italia-Serbia a Genova abbiano scelto di proposito l’Italietta dei palliativi come terreno fertile per le loro brutali rivendicazioni. O credete che il disastro di Marassi sarebbe potuto accadere in Germania?

OSTAGGI DEI DELINQUENTI

2 cortei abusivi, vetrine sfasciate, agguato al pullman serbo con lancio di fumogeni all’interno, violenti corpo a corpo con la Polizia, lancio di fumogeni contro i tifosi italiani in coda alle biglietterie, a rischio di finire soffocati e calpestati. C’è ancora qualche imbecille soddisfatto perché i disordini avvengono fuori dallo stadio? Allora prego “signori”, si accomodino! I teppisti si accomodano e il risultato sono vetri infranti, reti di sicurezza fatte a pezzi, danni alle strutture, lanci di bengala, bottiglie e corpi contundenti nel vicino settore dei tifosi italiani e in campo, esplosione di una bomba-carta… Il risultato è che la partita non si gioca. Il risultato è che hanno vinto loro e che l’Italia calcistica è ancora una volta ostaggio della violenza.

LA POLIZIA STA A GUARDARE

È un coro di lode unanime alla Polizia che non ha caricato i delinquenti all’interno dello stadio. “Ci scappa il morto”, “succede una carneficina”, ci sentiamo ripetere da una vita in simili occasioni nell’Italietta delle paure e del garantismo. Apriamo gli occhi. In passato vi ho già fatto l’esempio della Germania, fuori dai cui stadi ho visto i poliziotti a cavallo caricare i teppisti  e manganellarli senza remore. Nel Paese organizzatore dei Mondiali 2006 gli stadi sono provvisti di carceri. Gli hooligan vengono immediatamente tradotti nel “carcere dello stadio”. Gli idranti non sono di bellezza: vengono aperti e usati contro le masse di facinorosi, non certo lasciati sull’erba mentre i teppisti continuano indisturbati a sfasciare gli stadi.

Ma noi, per antonomasia,  siamo il Paese delle cose fatte a metà, dei tentennamenti e delle belle speranze: l’humus ideale per  la delinquenza organizzata – e non soltanto nel calcio.

UNO SCENARIO SURREALE

Se come è ragionevole auspicare nel settore ospiti fosse stato presente un cordone di Polizia, quest’ultimo avrebbe potuto far defluire la parte inerme e pacifica della tifoseria serba e consentire un deciso intervento della Pubblica Sicurezza contro i facinorosi. All’estero i poliziotti intervengono con cani addestrati e gas lacrimogeni, concetti sconosciuti nei nostri stadi.

In virtù di una legge assurda, l’ordine all’interno degli stadi è affidato alle maschere di teatro, pardon, agli steward. Steward che nel momento del pericolo vengono puntualmente fatti allontanare. Ma questa è l’Italia.

Ci si mettono anche i giocatori serbi, che compiono il gesto ambiguo e infelice di recarsi sotto la curva dell’insurrezione ad applaudire i delinquenti. Inopportunamente, qualcuno di loro fa dei gesti con le dita riferiti alle rivendicazioni politico-territoriali delle frange estreme: segni non conosciuti in Italia, che a torto o a ragione, si prestano ad essere equivocati e scambiati per una sorta di “avvicinamento” dei giocatori all’ideologia delle frange estreme.

L’Uefa ritiene che vi siano le condizioni per giocare e si prende la responsabilità di far disputare l’incontro. Il minuto di silenzio in ricordo dei 4 Alpini caduti in Afghanistan viene ridotto a pochi secondi, mentre la partita dura soltanto 6 nervosissimi minuti:  tempo sufficiente perché un fumogeno sfiori il portiere azzurro Viviano.

Il Delegato Uefa delega all’arbitro la decisione di mandare tutti a casa.

Gli steward, come ci racconta la telecronaca di Rai1, sfoggiano il loro zelo marcando a uomo gli uomini Rai di bordocampo Amedeo Goria e Aurelio Capaldi. Anche questa è l’Italia.

Si arriva al paradosso: il pubblico sfolla, lo stadio è ormai deserto e i giocatori se ne stanno andando con la borsa in spalla, ma manca la comunicazione ufficiale che l’incontro sia terminato. Il 3° anello in precedenza occupato dai bambini invitati dalla Federazione è desolatamente vuoto.  Rimane occupato solo il settore dei facinorosi, che cantano vittoria e sostituiscono i protagonisti sportivi nelle cronache odierne di tutto il mondo, davanti al quale collezioniamo l’ennesima figura da mentecatti. “Onore ai caduti” recita uno striscione in ricordo dei 4 Alpini. Ma questa sera, a cadere sono state piuttosto le nostre Istituzioni, con il loro lassismo e le loro pie illusioni. Con il massimo del disonore.

SI INFLIGGA ANCHE ALL’ITALIA UNA PUNIZIONE ESEMPLARE

La mannaia dell’Uefa non tarderà ad abbattersi sulla Serbia, com’è giusto che sia. Auspicherei tuttavia una punizione esemplare anche per il nostro Paese, incapace di garantire il corretto svolgimento di un incontro di calcio internazionale.  Ma che fosse una mano pesantissima, una bocciatura plateale davanti al Mondo intero, una doccia fredda che svegliasse una volta per tutte le talpe che ci guidano dal sogno di poter  tenere a bada i mali del calcio (e del Paese) a suon di palliativi.

Ne abbiamo un bisogno estremo, se si pensa che davanti all’accaduto, persino un commentatore intelligente e preparato quale ho sempre ritenuto essere Gianluca Vialli (Sky), continua a predicare come un disco rotto la “Tessera del tifoso” : Vialli ieri sera a Sky Sport 24: “Io dico: quelli che protestano ancora per il discorso della Tessera del Tifoso… non devono più farlo dal mio punto di vista, perché sono delle misure estreme che si prendono in momenti come questo. È come quello che protesta all’aeroporto perché ci sono troppi controlli, perché c’è la coda e perché si perde troppo tempo a imbarcarsi e andare verso l’aereo (…) controlli che possono limitare la libertà di alcuni ma che possono far vivere molto più serenamente  tanti altri”. Si è visto!

Conclude Vialli:Quindi, la Tessera del Tifoso secondo me è uno dei motivi, è una delle ragioni per cui il futuro mi sembra più roseo, se non altro da noi”.

Signori: un Paese che finisce in scacco di due pullman di facinorosi che impediscono lo svolgimento di una partita di calcio e ancora culla certe illusioni pericolose per sé e per gli altri, NON DEVE PIU’ POTER OSPITARE INCONTRI INTERNAZIONALI fino all’introduzione e all’applicazione di una normativa di sicurezza seria che sostituisca i palliativi lassisti spacciati per misure d’emergenza, laddove l’emergenza si trasforma regolarmente in una regola di vita.  L’Uefa compia un gesto dimostrativo FORTE e mandi la nostra Nazionale a giocare in campo neutro all’estero. Chissà mai che qualcuno non si desti dal sonno della dabbenaggine e delle illusioni e inizi a ragionare ponendosi  i giusti interrogativi.

Interroghiamoci innanzitutto sul perché nei Paesi esteri civili la sicurezza dentro e fuori gli stadi viene garantita in assenza di tessere-barzelletta e osservatori-farsa, mentre da noi succede  di tutto anche con le suddette (non) misure.

Rendiamoci conto una buona volta che la Tessera del Tifoso e le limitazioni imposte dall’Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive altro non fanno che esporci a rischi futuri ancora maggiori, facendoci trovare sempre più impreparati appena usciamo dal recinto dell’Italietta dei palliativi. Ricordate la semifinale di Tim Cup Inter-Juventus del gennaio scorso? Su segnalazione del Questore competente e del Ministero dell’Interno, il prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi inibì l’accesso allo Stadio Meazza ai sostenitori juventini perché non in grado di assicurare l’ordine pubblico in una semifinale di Coppa Italia con quattro gatti allo stadio!

Sembrerebbe una barzelletta, caro Vialli, ma immagina se Lombardi si fosse ritrovato a dover  gestire l’ordine pubblico in occasione di Italia-Serbia a Milano!

Domandiamoci se il pullman serbo fosse o meno scortato dalla Polizia. Se no, non ho parole. Se sì, chiediamoci come gli hooligan siano potuti salire a bordo, lanciare fumogeni e costringere il portiere Stojkovic a rifugiarsi tremante nello spogliatoio degli Azzurri (Prandelli: “tremava tutto”).

Chiediamoci, anzi, chiediamo ai responsabili della sicurezza e dei controlli, come fumogeni , coltelli, seghe, petardi, candelotti e spranghe siano potuti entrare in numero esorbitante nello stadio.

Chiediamoci, rifacendoci agli aeroporti, che senso abbia negare alla madre di un neonato di viaggiare in aereo con il latte nel biberon  quando Valerio Staffelli (“Striscia la Notizia”, Canale 5) giunge incontrollato alla pista di Orio al Serio, scambiando valigie e girando indisturbato mezzo aeroporto travestito da vistosa “bomba umana”.

Chiediamo la testa di chi ha tolto la Polizia dall’interno degli stadi affidando l’ordine agli steward, quando ieri notte, a tarda ora, per fare uscire gli hooligan dal Luigi Ferraris si è reso necessario l’invio di  rinforzi di Pubblica Sicurezza da Milano e Torino.

Convinciamoci per tempo che le nostre norme di “sicurezza”sono un flop e che chi parla di tessere e di “emergenze” senza adottare provvedimenti legislativi marziali a carico degli hooligan ci prende in giro. Convinciamocene, possibilmente, prima che accada la catastrofe: se fra il materiale introdotto a piacimento dai serbi ci fosse stata anche una bomba a mano, avrebbe potuto essere facilmente lanciata nel settore dei nostri tifosi e ora, saremmo qui a piangere dei morti.

Cerchiamo di capire la macroscopica incongruenza che ne emerge: la tessera dei buffoni era stata sbandierata come mezzo per tenere sotto controllo le presenze negli stadi  e garantire l’accesso ai veri appassionati anche in caso di limitazioni. Il risultato è che, ora, le trasferte considerate a rischio vengono ugualmente inibite ai possessori della tessera, mentre i criminali dimostrano di potersi introdurre come e quando vogliono nei nostri impianti, completi di armamentari da guerra. Un successo strepitoso!

L’ultima chicca, con buona pace dei supertecnologici circuiti interni di telecamere installati nei nostri stadi, è l’appello lanciato ieri sera su Sky Sport 24 a chi avesse girato dei video amatoriali utili per ricostruire certe situazioni.

Ciò che a questo punto diventa superfluo chiedersi, è perché all’estero ci considerino dei pagliacci.

GENTE DA MANDARE A CASA D’URGENZA

Sky Sport 24 mostra parte della conferenza stampa di Roberto Massucci, responsabile per il Viminale della sicurezza della Nazionale italiana di calcio e segretario del grottesco Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive.

Massucci: “Noi eravamo consapevoli di dover gestire una partita a rischio(per fortuna, ndr). Non ci aspettavamo questo livello di aggressività”  (..)

Massucci si avventura in un contorto linguaggio politichese: “Attraverso i canali di cooperazione di Polizia le informazioni non erano state qualificate nel livello di rischio che poi ha contraddistinto il comportamento dei supporter serbi. (…) Se avessimo avuto informazioni di questo tipo, tifosi di questo livello di pericolosità non sarebbero dovuti arrivare a Genova”. Ribadisce infine il concetto di un “livello di aggressività così elevato da parte della tifoseria serba che era ignoto alla vigilia”.

E dire che solo un paio di giorni fa, nel contesto del Gay Pride, gli hooligan serbi avevano mezzo sfasciata Belgrado con rappresaglie da guerriglia urbana. Per tacere dei precedenti del Partizan Belgrado nei preliminari Uefa 2007 e dei ripetuti violenti scontri dei suoi sostenitori con i “cugini” della Stella Rossa.  Nel pomeriggio di ieri, prima ancora della partita, i componenti dei 2 pullman annunciati avevano creato altrettanti cortei non organizzati, danneggiato negozi, attaccato un’auto della Digos, ecc. Ma evidentemente, le nostre Autorità preposte erano rimaste cieche, sorde e indifferenti.

Per tacere dei controlli ai varchi d’ingresso. Massucci: “I controlli che sono  stati effettuati all’ingresso dello stadio sono stati anche verificati da parte dell’Organizzazione  e sono risultati accurati. (…) Evidentemente, chi ha l’intenzione dolosa di introdurre oggetti all’interno di uno stadio ha il sistema per farlo, come purtroppo verifichiamo anche nei nostri stadi”  (…) L’accuratezza del controllo non è stata idonea a determinare il reperimento degli oggetti pirotecnici” . È una resa manifesta. Dunque, smettiamo di farci prendere in giro

OGGI  LE COMICHE

Chiudo parafrasando un comico, poiché mi riesce impossibile prendere sul serio le nostre Istituzioni. Ricordate il celebre sketch del porto d’armi di Carlo Verdone? “Caccia la catenina, caccia l’orologio, caccia il portafoglio”, intima in romanesco il rapinatore alla vittima. “Io  ti caccio fuori questa (una pistola, ndr)” reagisce l’onesto cittadino. “Se mi dicono: ‘come ce l’hai avuta? Rispondo: ‘Io c’ho il porto d’armi: timbrato, bollato, catalogato….…’”. .

Bene, caro Ministro Maroni… Lei che sta tentando di trasformarci tutti in spogliarellisti al body scanner, tanto per restare in tema di aeroporti… Lei, incrollabile nella Sua fede nei pezzi di carta straccia e nelle schedature di regime… Faccia la prova sulla Sua pelle. Indossi la divisa da steward, si posizioni ai tornelli del prossimo stadio a rischio e vieti l’accesso alla masnada non in possesso della Tessera del Tifoso rilasciata dal Ministero degli Interni: bollata, registrata e autenticata.

Sarebbe ora che qualcuno Le facesse barba e baffi!

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MATERAZZI, MISTER “STIRA E AMMIRA”

Posted by ladycalcio su domenica, ottobre 10, 2010

Credevano di aver  scampato il mio post? Illusi! 😀

Prima di commentare l’ultimo fantasmagorico stiramento di Materazzi 😀 , sono rimasta sadicamente alla finestra ad assistere fino in fondo al solito consunto copione. Mi sono divertita, ho riempito di appunti il fedele bloc notes “Bufala Bill” 🙂  e ho lavorato a questo e ad altri post … Infine, per ingannare l’attesa e rompere la monotonia del déjà vu, ho scommesso una cena 😯 con gli amici prontamente offertami in un ristorante in zona San Siro dopo il fischio finale di Inter-Juve. Perché è finita esattamente come avevo previsto.

Per inciso, con questo articolo decolla una nuova scomoda serie di analisi per sviscerare il “caso” Ladycalcio-Materazzi . Allacciate le cinture!

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Il copione della commedia è più logoro della muscolatura dell’ex-atleta 😦 . Primo atto: Materazzi si infortuna in modo rocambolesco e la “prognosi” è di diverse giornate d’assenza. Secondo atto: le notizie ufficiali sulle condizioni del “nostro” sono pressoché assenti, mentre quelle ufficiose sono vaghe, elusive e infarcite di fantozziane contraddizioni. Terzo atto: i giornali si ricordano che esiste Matrix e si prodigano per riportarlo all’onore delle cronache. Quarto atto: il re incontrastato dei  recuperi bionici  tenta il ritorno-lampo. Quinto atto: il grande protagonista della pièce si trasforma in spettatore dalla panchina o, al limite, viene richiamato al proscenio agli sgoccioli dell’incontro.

Il sipario sulla millesima replica si è aperto il 23 settembre scorso. In quella data, Materazzi si sarebbe procurato l’ennesimo stiramento nel corso di una partitella disputata contro la Primavera. Uso il condizionale – e capirete il perché.

GIOVEDI’ 23 SETTEMBRE

Nel villaggio globale informatico del terzo millennio, la notizia del presunto infortunio viene riportata dai siti Internet  soltanto il giorno seguente 😯 .  Né fra il pomeriggio e la sera del 23 la colgo in TV. Le fonti ufficiose del giorno 24 parlano di “infortunio muscolare” e di “stiramento”. Se davvero così è stato, considerando il ritmo da passeggiata tipico delle partitelle d’allenamento, mi viene da pensare che Matrix sia non più alla frutta, ma addirittura al caffè.

Le immagini della partitella mostrate da Inter Channel non documentano il presunto incidente 🙂 . Ma l’aspetto più assurdo, è che di esso non fa alcun cenno neppure il Sito ufficiale di FC Internazionale 😯 😀 (da qui il ritardo della notizia in Internet), che nel quotidiano “Notiziario” sul lavoro della squadra riporta: “Rafael Benitez ha diviso la squadra in due gruppi. Seduta personalizzata per i calciatori maggiormente impegnati nella gara di ieri sera contro il Bari (non Materazzi, rimasto in panchina, ndr.). Per tutti gli altri, dopo il riscaldamento, test amichevole di venti minuti per tempo contro la Primavera allenata da Fulvio Pea. Allenamenti differenziati, secondo le esigenze individuali, per Thiago Motta, Obiora Nwankwo e Nelson Rivas.
Walter Samuel, infortunatosi ieri sera nel corso della gara contro il Bari, è stato sottoposto in mattinata a controlli clinico-strumentali da parte dello staff medico nerazzurro diretto dal professor Franco Combi. Gli esami hanno evidenziato un risentimento muscolare, di grado non elevato 😀  😀  😀 , alla coscia destra
”.

Apriamo una breve parentesi. In medicina si parla di “gradi” per gli strappi (o “distrazioni”) muscolari. Parlare di “risentimento di grado non elevato” non ha senso, poiché l’abusato termine “risentimento” è già sinonimo di fastidio di lieve entità. Ma per i miei gusti, i bollettini medici di FC Internazionale sono più esilaranti di Fantozzi 😀 . Comunque sia, alla faccia del “risentimento di grado non elevato”, Samuel è tuttora ai box…

Ma torniamo a Materazzi  e alla giornata del 23 settembre. Non solo il Sito Ufficiale nerazzurro non riporta la notizia del suo infortunio, ma nelle foto dell’attualità della squadra lo ostenta sorridente e pronto all’impiego in quel della Capitale 😀 😀 , con tanto di didascalia: “Materazzi a Mariga: ecco come si vince all’ Olimpico’” 😀 . Da notare che ben 7 delle 26 foto relative all’allenamento di giornata ritraggono Matrix 😯 . Per dirla con Enzo Jannacci,l’importante è esagerare”. 😀

VENERDI’ 24 SETTEMBRE

Tout court, senza alcuna spiegazione, Inter.it riferisce di “Terapie e lavoro specifico per Materazzi e Walter Samuel” 😯 . Per dirla con Raffaella Carrà: “Carramba, che sorpresa!” Per cercare di saperne di più, non resta che derogare dalle fonti ufficiali della Società. Con tanti complimenti all’Ufficio Stampa di FC Internazionale.

GUARDA UN PO’ CHI SI RISENTE…

Materazzi, l’Olimpico lo vedrà soltanto in TV. Ce lo comunica Andrea Elefante 😉 sulla “Gazzetta dello Sport”: “Matrix, test fatale. Il forfeit di Materazzi per domani sera (in trasferta contro la Roma, ndr) è sicuro: il difensore sì è fermato nel corso della partitella che i giocatori impiegati meno in Inter-Bari hanno giocato contro una “mista” primavera-Allievi: l’infortunio andrà valutato meglio oggi, con gli accertamenti clinici, ma uno stiramento alla parte posteriore della coscia (bicipite femorale, ndr) appare già certo, e ne andrà verificato più che altro il grado. È facile pensare che Materazzi tornerà disponibile solo dopo la sosta”.

Innanzitutto, caro Andrea… hai dimenticato di dirci di quale gamba si tratta… 🙂

Senza contare che, nei giorni successivi, è pura illusione sperare in uno straccio di notizia relativa all’esito di qualsivoglia accertamento clinico, a una diagnosi, al nome di un medico che se ne assuma la paternità,ecc.  Mentre sugli infortuni di Lucio, Zanetti, Milito & Co. vengono forniti gli aggiornamenti ufficiali come da “dovere” d’informazione, su Materazzi, come da copione, regna il solito silenzio imbarazzato e imbarazzante. Ma perché diavolo?

Sempre venerdì 24 settembre, Inter.it riporta le dichiarazioni di Benitez nella conferenza stampa alla vigilia di Roma-Inter: Domanda: “E Marco Materazzi?” Risposta: Non è un infortunio troppo serio il suo, ma forse dovrà restare fermo un po’ più a lungo rispetto a Samuel“.

Premessa:  considero Benitez un tecnico serio, preparato e ponderato nelle sue dichiarazioni.  Suppongo quindi che abbia fatto questa affermazione dopo essersi consultato con lo staff medico nerazzurro.

Dato di fatto: Samuel , infortunatosi in Inter-Bari del 22 settembre, è tuttora ai box.

MA COS’È UNO STIRAMENTO?

In parole semplici, come lascia intendere il termine stesso, uno stiramento muscolare è un trauma causato da un eccessivo allungamento delle fibre muscolari, che si manifesta con dolore acuto.

Classificati dalle diverse scuole secondo differenti “scale”, gli stiramenti non comportano “rotture” importanti delle fibre, bensì alterazioni più o meno rilevanti del tono muscolare, spasmo muscolare “da reazione” ed eventuali microlesioni a carico delle miofibrille. Fattori favorenti sono un insufficiente riscaldamento, condizioni fisico- atletiche precarie, squilibri muscolari e/o posturali, rigidità muscolare 😉 e scarsa (o errata) pratica dello stretching. 😉 .

Il tempo fisiologico medio di guarigione di uno stiramento si aggira attorno ai 15-20 giorni (già a caldo, la mano esperta del fisioterapista o del medico sportivo è in grado di fornire una prima sommaria valutazione dell’ entità del danno). Il recupero agonistico va programmato con cautela, sottoponendo l’atleta a periodici accertamenti clinici e, comunque, senza mai derogare dal principio della progressione dei lavori, pena fastidiose recidive e il rischio che lo stiramento si aggravi trasformandosi in strappo (o “distrazione”) muscolare.

Vediamo invece cosa ci raccontano di “stira e ammira” Materazzi.

DOMENICA 26 SETTEMBRE

La squadra riposa e Inter.it riporta l’esito degli accertamenti su Milito: ”Come programmato al termine di Roma-Inter, stamane Diego Milito è stato sottoposto ad accertamenti da parte del professor Franco Combi, responsabile dell’area medica. Gli esami hanno evidenziato un leggero stiramento al vasto mediale del muscolo quadricipite della gamba destra”. Il “coprifuoco” mediatico vige solo per Materazzi 😯 ?

LUNEDI’ 27 SETTEMBRE

Secondo Inter.it, “Terapie, solo in mattinata, per Marco Materazzi”. Dunque, in data 27.9., Matrix sarebbe ancora fermo. Del resto, tutte le fonti all’unanimità lo danno per disponibile “dopo la sosta”.

MARTEDI’ 28 SETTEMBRE

Cito sempre da Inter.it:  “Programmi specifici di recupero per Marco Materazzi, Thiago Motta, Nwanko Obiora e Nelson Rivas.  Dopo il controllo specialistico dal professor Massimo Torre, responsabile della chirurgia endoscopica del torace dell’Ospedale Niguarda Ca’ Granda, Javier Zanetti ha avviato il programma di allenamenti progressivi, con una mini seduta a ritmo leggero da circa 40 minuti: aerobico, cyclette in palestra e in acqua”. Questo per sottolineare che anche gli aggiornamenti sulle condizioni di Zanetti sono esaurienti.

Lo stesso giorno, le immagini TV mostrano per pochi secondi Materazzi che corricchia macilento e curvo in avanti, al di sotto di qualsiasi analisi biomeccanica 😦 . Una curiosità: come mai per l’occasione non sfoggia i suoi affezionati cerottoni colorati 🙂 , ritenuti così utili in caso di infortunio muscolare?

GIOVEDI’ 30 SETTEMBRE

Il Sito ufficiale nerazzurro riporta quanto segue: “Appiano Gentile – In attesa della ripresa generale degli allenamenti, prevista per domani mattina, si sono ritrovati oggi al centro sportivo “Angelo Moratti” otto nerazzurri (Marco Materazzi, Diego Milito, Thiago Motta, Obiora Nwankwo, Goran Pandev, Nelson Rivas, Walter Samuel e Javier Zanetti) i quali hanno svolto sedute di allenamento personalizzate secondo le esigenze individuali”.

NATO PER SORPRENDERE 🙂

Ma ecco la consueta svolta eroica del quarto atto. Il sipario del mese d’ottobre si alza sul tam tam mediatico secondo cui Materazzi starebbe tentando il miracolo di una guarigione-lampo 😯 perché “non può mancare la partita contro la Juve” 😀 . Ipotesi tanto più improbabile e rischiosa a fronte dell’estrema rigidità muscolare di Matrix (il suo stretching è lì da vedere).

VENERDI’ 1° OTTOBRE

Inter.it:Sono migliorate le condizioni fisiche di Lucio, Marco Materazzi, Diego Milito, Goran Pandev e Walter Samuel, ma anche oggi hanno svolto sedute specifiche finalizzate al recupero agonistico: le loro condizioni saranno nuovamente valutate nella giornata di domani.”

Secondo “La Gazzetta dello Sport” del 1.10, lo stiramento è diventato di colpo “leggero” 😀 : ” Quanto a Materazzi, oggi è previsto un esame decisivo, che può dargli l’okay per accelerare e dunque continuare a credere nell’obiettivo che si è posto il giorno stesso del leggero stiramento 😀 al bicipite femorale: non mancare un appuntamento a cui tiene in maniera particolare, dunque rendersi disponibile perlomeno per la panchina”. Marco fa tenerezza.

La mattina seguente (2 ottobre) sulla Gazzetta dello Sport, Matteo della Vite riporta l’esito dei presunti accertamenti in uno strano linguaggio medico-maccheronico 😀 , guardandosene bene dallo specificare di quali esami clinici si tratti e dove e da chi siano stati effettuati: “ Panca Matrix? Ieri Marco Materazzi ha sottoposto a esami 🙂 lo stiramento al bicipite femorale. Esito? Negativo 😯 : si ipotizza un rientro in panchina” (per Inter-Juve del 3 ottobre, ndr).

Il vero “rientro” che l’”exploit” 🙂  frutta a Matrix è quello nei sottotitoli dei quotidiani sportivi 😦 .  Nell’articolo di Andrea Elefante sulla “Gazzetta” del 1° ottobre, “Mister stira e ammira” 😀 riceve l’attenzione degna di un titolare: “Oggi è il giorno di Milito, Samuel e Materazzi”, si legge appunto nel sottotitolo.

SABATO 2 OTTOBRE

Inter.it:Per il gruppo, dopo il riscaldamento, ‘torello’, lavoro tecnico-tattico e partitelle finalizzate alle conclusioni in porta. Julio Cesar, Lucio e Materazzi hanno lavorano con i compagni” 😯 .

L’improbabile guarigione-lampo rilancia a razzo Matrix nell’olimpo degli abili e arruolabili. Al punto che, con una sola seduta con il gruppo all’attivo (peraltro, di rifinitura, trattandosi della vigilia della partita), Marcone viene convocato per Inter-Juve del 3 ottobre 😯 .

Prof. Combi, per solidarietà umana, ci rivelerebbe il segreto di questo prodigio, dato che conoscerlo farebbe comodo a tanti appassionati praticanti stirati che “non possono perdersi” il torneo aziendale ?

Sul suo blog, il giocatore descrive così il recupero bionico: “Se mi metto in testa una cosa, è difficile che non vada fino in fondo 🙂 : quando mi sono infortunato, due giorni prima di Roma-Inter, avevo promesso, anzitutto a me stesso: voglio tornare per la Juve 🙂 (…) Beh, ce l’ho fatta: gli esami di ieri sono stati incoraggianti (come già detto, vattalapesca chi li abbia effettuati, dove e quando, ndr 😦 ), stamattina mi sono allenato bene, è arrivata la convocazione di Benitez (…). Il ragazzo mi fa sempre più tenerezza.

Ma durante la partita, per Materazzi e per il povero Benitez accade il peggio: si infortuna Cordoba 😯 . Seguendo un ragionamento logico, in un caso del genere  il sostituto naturale di Cordoba sarebbe Materazzi, che andrebbe a far coppia con Lucio senza richiedere spostamenti d’assetto. Sempre a rigor di logica, è lecito presumere che come dal motto “abile e arruolabile”, un giocatore arruolato, pardon, convocato, sia in grado di fare qualcosina di più dello spettatore in prima fila :-).

Invece, quando Cordoba non ce la fa a rientrare nel 2° tempo, Benitez rivoluziona il reparto e lascia Matrix in panca: manda in campo Santon – giocatore che non brilla certo per salute e per forma – a coprire la fascia e sposta Chivu centrale 😯 .

Questo il commento di un perplesso Beppe Bergomi in telecronaca su Sky: “In panchina c’era anche Materazzi, però si capisce che anche lui è al rientro, (Benitez, ndr)  non si fida 😦 , preferisce spostare  centralmente Chivu e mettere Santon a sinistra”.  Nel postpartita Sky è la volta di Massimo Mauro, che domanda al tecnico nerazzurro “se la panchina di stasera è all’altezza” 😦 .

SCOMMESSA VINTA

La tripla bocciatura conferma una mia radicata certezza: quella che queste pièces teatrali  altro non siano che una carità d’attenzioni elargite a un Materazzi in crisi profonda.

Terminata Inter-Juve, passo direttamente dallo Stadio Meazza al ristorante. Qui,  tanto peggio per chi ancora non se n’era convinto e ora deve onorare alla grande la scommessa persa:  Ladycalcio è un’ottima forchetta… 🙂

Un paio di giorni fa, su Inter Channel, ho rivisto Inter-Modena 2003-’04. La partita si chiude con un goal spettacolare dalla distanza di Materazzi: una cannonata di sinistro su punizione da fuori area che centra l’angolo alto della porta per il 2-0 finale. Un Matrix grintoso, atletico, ben “spallato” e con i capelli un po’ lunghi, esulta e si fa intervistare subito dopo il fischio finale.

Nella  clip della stagione 2010-11 che segue, Marco riappare smagrito, taciturno, con uno scalfo orrendo  e intento a litigare con lo stretching 😦 . Alla faccia degli stiramenti a ripetizione! “I preparatori atletici non lo vedono?” continuo a domandarmi. Oltre che nel fisico, mi pare cambiato anche nell’espressione e nello sguardo…

Al  posto di un professionista nelle sue condizioni avrei sfruttato i giorni tranquilli della sosta del campionato per svolgere un lavoro supplementare sul mio fisico, per rendermi  almeno proponibile come riserva della riserva.

Cosa recita invece il “Notizario” di inter.it di venerdì 8 ottobre? “Marco Materazzi non era presente al c.s. “Angelo Moratti” per un permesso concordato con Rafael Benitez e la società”. Che con i 2 giorni liberi regalati da Benitez ai suoi esausti eroi fanno tre giorni di stop dal lavoro atletico 😯 . Ignoro le ragioni del permesso (anche se, alla vigilia di un weekend libero, credo di poterle immaginare 🙂 ). Ma il guaio più evidente, è che il fisico ignora le ragioni di Materazzi.


Leggi un precedente eclatante a questo link:

https://calcioparole.wordpress.com/2008/11/24/perche-non-credo-piu-alla-sindrome-compartimentale-di-materazzi/

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Inter-Juve: falso non soltanto lo 0-0

Posted by ladycalcio su lunedì, ottobre 4, 2010

Per dirla con Fabio Caressa (Sky), Inter-Juve: “è stata tutto meno che una partita da 0-0”. Spettacolare, veloce nelle fasi iniziali, è stata caratterizzata da vampate alterne e capovolgimenti di gioco. La Juve assetata di rivincita ha tentato di fare la partita, ma l’Inter, come al solito, è stata maestra nel riprendere le redini del gioco e nel disorientare l’avversario. Al di là del solo punto conquistato in casa (contro i tre conquistati a Parma dal Milan), la squadra di Benitez continua a sembrarmi la prima forza del campionato, non fosse altro che per l’imponente organico di cui dispone e per l’abilità con cui è in grado di cambiare repentinamente gioco e gestire palla.

È anche vero che, ieri sera, i nerazzurri hanno concesso troppo alle iniziative bianconere. Ciò che maggiormente mi salta all’occhio, è l’incredibile quantità di calci piazzati concessi alla Juve, che solo la bravura dei difensori nerazzurri ha evitato di veder trasformati in goal.

Volendo schematizzare l’analisi, l’incontro mi ha fornito 10 conferme:

1  Eto’o incontenibile. La punta camerunense conferma il momento di forma strepitosa.  Dirompente e incontrollabile, è inarrestabile nei suoi guizzi in profondità anche dopo lo spostamento a sinistra successivo all’entrata di Milito.

2 Luci ed ombre della difesa nerazzurra. Si riconferma – se mai ce ne fosse stato bisogno – la forza della coppia centrale, non importa se costituita da Lucio e Samuel piuttosto che da Lucio e Cordoba. Una forza della natura il brasiliano, bravissimo il colombiano, tanto più bravo se consideriamo i mesi trascorsi in panchina. Eppure, Ivan Ramiro entra immediatamente in sintonia con il gioco e con il compagno. Veloce, freddo e lucido negli interventi, si rivela provvidenziale in un recupero in extremis su Iaquinta. Inspiegabile la sua relegazione a riserva, quando verrebbe assai utile per concedere il meritato turnover a Lucio o a Samuel.

Male Chivu all’esterno. La Juventus penetra regolarmente sulla sua fascia. Il goal annullato a Iaquinta è la fotocopia di altre simili azioni che lo vedono mal piazzato o in ritardo. Decisamente meglio nel ruolo di centrale dopo l’infortunio di Cordoba e l’inserimento di Santon all’esterno. Nonostante l’emergenza difesa, il ruolo di Materazzi è ormai quello di spettatore privilegiato dalla panca.

3 Conferma Coutinho.  Il centrocampista classe ‘92 prende via via confidenza con il campo e con il ruolo di titolare. Deve migliorare il senso della posizione e la freddezza in conclusione, poi si potrà eventualmente parlare di lui come del giovane lanciato da Benitez.  Quanto a Biabiany, reduce dalla convincente prestazione contro il Werder, il discorso sul “nuovo Balotelli” è purtroppo rimandato.

4 Incertezza infortuni. Per Zanetti, nonostante l’ottimismo iniziale, si allungano i tempi di recupero. Thiago Motta, purtroppo  per lui, si riconferma un “lungodegente” cronico. Walter Samuel è atteso dopo la sosta. Sulle reali condizioni di Santon, riportato in campo dall’emergenza difesa, Benitez ha più volte glissato. Lucio si trascina da qualche partita un fastidio muscolare. Ieri sera, l’Inter ha lasciato sul campo anche Cordoba (stiramento al bicipite femorale) e Biabiany, vittima di una  “vecchietta”  (per fortuna, senza sindrome compartimentale 😉 ).  L’accenno mi riporta a Materazzi, al cui recente stiramento – e relativi dubbi amletici 🙂 – dedicherò un post a parte 😀 .

C’è chi imputa l’infermeria affollata al cambiamento di preparazione. Benitez, interpellato sull’argomento, ha messo in relazione questi infortuni con il concetto di ’”intensità” del lavoro.  Ladycalcio ne fa piuttosto un discorso di insufficienza della preparazione fisica di base e di scarsa cura del defaticamento (quando lo si sostituisce con due giorni di riposo, non ci si meravigli se poi finisce così) – concetti allargati al calcio in generale. Riparleremo più a fondo anche di questo.

5 Nervosismo . Muntari che lascia lo stadio dopo essere stato relegato in tribuna, Maicon che se la prende con la panchina quando Biabiany non ce la fa a rimanere in campo.  Episodi che, aggiunti al piccolo “caso Chivu” della scorsa settimana, fanno un po’ pensare… E siamo solo a inizio stagione…

6 Spauracchio Krasic. La punta bianconera fa reparto da sola. Corre, dribbla, crossa e conclude. È il pendente di Eto’o sul fronte opposto. In una Juve ancora alla ricerca di un’identità dopo i noti scandali, il nuovo Nedved rappresenta un vero punto di riferimento tecnico-tattico per il futuro.

7 L’inossidabile “Cuchu” Cambiasso. Intramontabile, l’argentino rimane un prezioso perno di centrocampo. Ieri si è particolarmente distinto per gli ottimi suggerimenti  di prima e per un paio di conclusioni a rete.

8 Felipe Melo ritrovato. La crisi dello scorso anno, quando era stato l’ombra di se stesso, viene ora imputata alle pressioni subite e alle difficoltà di ambientamento.  Vero o meno che sia, Melo si sta ora riconfermando come importantissima pedina di centrocampo, prezioso nella costruzione degli schemi e negli assist alle punte.

9 La classe di Del Piero. Gli anni se ne vanno, la classe rimane.  Impossibile non riconoscere che quando Alex entra, seppur a partita in corso, movimenta l’incontro creando gioco e occasioni.

10 Male, malissimo la Dirigenza bianconera. Quanti elogi fuori luogo al fair play ho sentito in questi giorni! Se i complimenti ai due allenatori per la gestione del pre-partita ci stanno tutti, mi sembra ipocrita sorvolare su altri aspetti assai meno edificanti.

Il peggio viene dalla Dirigenza bianconera, che perde l’ennesima occasione per tacere. In una lettera ai tifosi bianconeri apparsa sul Sito Ufficiale, il Presidente Andrea Agnelli parla di vittorie juventine “tutte meritate sul campo” 😦 . L’affermazione si commenta da sola. È soltanto l’ultimo atto di una serie di provocazioni che non fanno che rinfocolare i vecchi rancori.

Tornando alla partita, si sorvola bellamente sugli scontri fra tifoserie e sulla carica della Polizia a San Siro prima dell’incontro.  Si liquidano con troppa leggerezza i numerosi falli che a tratti hanno trasformato l’incontro in uno scontro. Si tace del solito coro ignobile intonato dai “tifosi” della Juve contro Materazzi e la mamma defunta – forte e distinto al punto da essere udito chiaramente anche in TV.

Nel dopopartita Sky, nel tipico italico stile “a tarallucci e vino”, Ilaria d’Amico domanda a Del Piero:Adesso siete amici, Inter e Juventus? Basta con tutta ‘sta rivalità pregressa”? Alex corregge immediatamente il tiro: “No, amici non è la parola giusta”. Oggi, la prima pagina della Gazzetta dello Sport parla di “pari della pace” e pubblica un abbraccio fra Chiellini ed Eto’o. Intanto, in tribunale, i legali zebrati si accaniscono per far togliere all’Inter lo Scudetto 2006

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