CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

Archive for dicembre 2009

LETTERA AI FOLLETTI CATTIVI CONSIGLIERI DI MATERAZZI

Posted by ladycalcio su giovedì, dicembre 31, 2009

“CARI” GENI DELLA LAMPADA,


È fine anno, tempo in cui i bambini scrivono a Babbo Natale o alla Befana 😉  personaggi invisibili che si rivelano attraverso i loro doni. Proprio come voi e il vostro bel “regalo”, che ho respinto al mittente.

(si rimandano i nuovi lettori ai link sottostanti).

“Cari” ignoti, sapientoni della dietrologia… credevate di potervi prendere gioco di me, vero? Mo me sto’ a ddivertì io, alla facciaccia vostra! 🙂

Vi sta facendo vedere i sorci verdi, quell’illustre (ex- 🙂 )sconosciuta che tanto avevate snobbato, alla quale un campione del mondo, anche se un tantino in disarmo, avrebbe dovuto abbassarsi a rispondere (almeno) due righe..

Peccato che il boomerang della vostra spocchia e insensibilità sia tornato sui denti, oltre che a voi, allo stesso Materazzi…  Ora, fuori dai denti vi parlo io. Metto già in conto che anche stavolta non capirete un accidente (vi considero dei casi disperati), ma sono certa che capiranno i lettori.

È fine anno, dicevo: tempo di bilanci. Ecco il triste bilancio di Matrix da quando vi siete messi tra i piedi:

Facciamo un passo indietro.

24 novembre 2007:  nei minuti finali di Inter-Atalanta, uno scalpitante Materazzi festeggia il suo rientro dopo la sindrome compartimentale 🙂 di Budapest. 24 novembre 2008: Ladycalcio pubblica su questo blog “Perché non credo più alla sindrome compartimentale di Materazzi”. Matrix è reduce dalla splendida prestazione in Inter-Juve (1-0) di due giorni prima a fianco di Samuel. Il giorno 26.11, probabilmente ancora ignaro dell’uscita del post, fa coppia con Cordoba contro il Panathinaikos. 24 novembre 2009: a Barcellona, un Matrix ormai abbonato alla panchina osserva mestamente l’Inter che affonda. Cos’è mai accaduto, in pochi mesi, all’eroe di Berlino? Io credo proprio di saperlo… e voi, grandi menti?

Osservatori un po’ distratti. L’età? La concorrenza? Non siete “sul pezzo”. Perlomeno, non sul mio fatidico 🙂 del 24.11.08, a cui, sarà un caso, a fine novembre ’08 fa seguito la  repentina esclusione di Matrix dalla rosa dei titolari, nonostante le eccellenti prestazioni contro Juve e Panathinaikos.

Per Inter-Napoli  del 30.11 il n° 23 nerazzurro non viene convocato e in Lazio-Inter del 6.12 siede in panchina. Ritorna leone a Brema, il  9.12, incornando stoicamente palloni con l’arco zigomatico sfondato :-), operatogli 🙂 senza neppure radergli il basettone.

Quando si dice l’importanza di una rasatura perfetta… Dopo il pelo e contropelo fattogli da Ladycalcio, nel girone di ritorno Matrix colleziona 5 sole presenze, a fronte di 11 non convocazioni, 6 panche e 2 tribune. Ma quel che sfugge ai più, è che in campionato Materazzi non scenderà più in campo a San Siro per ben 9 mesi (!). Il tutto, passando per le tante storie fantozziane che ho raccolto nella cartella “Caso Materazzi”: un’antologia dei vostri capolavori!

DOPPIA “P”, COME PRINCIPIANTI PATENTATI


Credo che dovreste avere l’obbligo di circolare con il cartello “P” di principiante stampigliato sul fondoschiena, a coprire la coda di paglia con cui, mi risulta, avreste scorto in “Il Ritorno del Guerriero”, il mio articolo di estrema valorizzazione delle doti fisiche e di recupero di Materazzi, inesistenti allusioni in malafede sull’entità del suo infortunio di Budapest. Conosco bene il mondo dello sport. Matrix certe dietrologie non può averle fatte da solo. Sorvolando su un imbarazzante indizio in mio possesso, diremo che è stato fuorviato sul mio conto e sulle mie intenzioni da qualche folletto malvagio. Chissà se siete imparentati con gli gnomi dello Sturm und Drang, o se piuttosto lo confondete con lo Sturm Graz… se avete letto delle atroci pene che Dante riserva ai cattivi consiglieri o se per voi Dante è solo un difensore centrale del Borussia Mönchengladbach, collega di Matrix…

“P” COME…


E allora, “P” come paura (di me), “P” come la “poca intelligenza” attribuitami, “P” come il puntino di un’operazione allo zigomo vicino a un basettone non rasato, “P” come polli, “P”come Perugia 🙂 rifugio al “disagio psicologico” (parole di Matrix), “P” come protervia e come parti non d’ingegno … “P” come panchina, “P” come i troppi paracuori che bazzicano attorno ai calciatori. “P” come… che parola userebbe Mourinho?

Nel frattempo, Marco non gioca praticamente più. Il bilancio dell’”imprescindibile” 🙂 di Mister Mourinho nella stagione 2009-10 è imbarazzante: su 24 incontri ufficiali finora disputati, ha collezionato una sola partenza da titolare in Inter-Bari del 23 agosto, peraltro sostituito al 16’ st dopo l’ennesimo fallo di nervi. Per il resto, si parla di 11 non convocazioni, 1 tribuna (in Supercoppa), 9 panchine e 3 entrate in campo oltre il 40’ del 2° tempo, per un totale di soli 89 minuti giocati: sommando campionato e Champions League, nemmeno il tempo di una partita!

Non sono opinioni, ma tristi dati di fatto. Vi sentite partecipi di questo bilancio?

PAROLE, PAROLE, PAROLE….


Ricordate l’ultima volta che Materazzi ha fatto notizia sul campo? Scorrendo i titoli di giornale degli ultimi mesi, si legge del “caso” Coliandro, del furto e relativo ritrovamento delle sue scarpette, o al limite, di qualche evento extracalcistico come la fiera del motociclo, la fiera delle volgarità di Checco Zalone o l’iniziativa benefica (sponsorizzata da Nike 🙂) “Lace up. Save Lives” , occasione nella quale, forse all’oscuro del silenzio stampa imposto da Mourinho, Matrix parla a ruota libera da Londra.

Cercate disperatamente di tener desta l’attenzione su di lui con parole e immagini:  interviste legate ad eventi sponsorizzati, titoloni di giornale su argomenti vuoti (come i rimproveri a Balotelli), improbabili interessamenti da parte di squadre come Lazio, Genoa e Panathinaikos 🙂 🙂 🙂 (dopo questo post, aspettiamoci che si moltiplichino le offerte da tutto il globo!). Per non parlare dell’’inserimento del suo nome nelle improbabili 🙂 formazioni del pre-partita… Dal canto suo, il compassionevole Mourinho lo definisce un “imprescindibile”, che quando ha giocato, ha sempre giocato bene… Ma Materazzi continua a non giocare e l’attenzione su di lui è talmente desta che prima dell’incontro di Tim Cup Inter-Livorno alcune testate lo inseriscono nella probabile formazione, dimenticando che è squalificato. Addirittura, in apertura della conferenza stampa della vigilia di Mourinho, noto un divertente siparietto. Mentre il Direttore della Comunicazione Paolo Viganò sta per leggere la lista dei convocati, un concitato Luigi Crippa dell’Ufficio Stampa si sporge dalla porta. Se l’orecchio non mi inganna, mi sembra di cogliere queste parole: “Materazzi squalificato….”. Se n’era dimenticata anche l’Inter?

DOVE ERAVAMO RIMASTI?


Riprendiamo dall’uscita dal campo di Matrix per un “risentimento” 🙂 nell’amichevole Lugano-Inter di sabato 5 settembre. Avevate mai visto un infortunato che durante una telecronaca non viene inquadrato né all’atto dell’infortunio, né quando lascia il terreno di gioco? Io no, e dire che di partite ne ho viste tante…

Il 13 ottobre, sul suo blog, Marco si dichiara completamente recuperato e pronto per tornare a  giocare. Lui, uno che di infortuni se ne intende :-), il 23 ottobre, prima di Barcellona-Inter, scrive di non credere granché a quello di Ibra. “Vedrete che ci sarà”, pronostica. Ibra contro l’Inter non giocherà, e tantomeno il Materazzi “pronto per ripartire”, che alla faccia del “risentimento” :-), da quella data collezionerà altre 3 non convocazioni (+ quella per squalifica in Tim Cup), 11 panchine e soltanto 3 entrate nei minuti finali.

(Venerdì 25 settembre, alla vigilia di Samp-Inter, era già accaduto qualcosa di strano: Materazzi era stato dapprima inserito nella lista dei convocati e poi tolto senza spiegazioni).

ALTRA RAFFICA DI INCONGRUENZE


Nella recente puntata de “I Signori del Calcio” (Sky) a lui dedicata, Matrix racconta tutta la sua carriera … o quasi. D’improvviso, non una parola sulla sua sindrome compartimentale :-), martellataci nella zucca per anni come episodio chiave … A cosa debbo l’improvviso silenzio sul tema? Per caso, al mio famoso articolo?

20 ottobre, Inter-Dinamo Kiev.  Dopo il “risentimento” del 5 settembre, riecco finalmente in campo Materazzi. Ma, ahimè, soltanto al 40’ del 2° tempo e come “centravanti aggiunto”. La chiave tattica di Mourinho: “Quando tu non puoi andare con cane, vai con gatto”.

24 ottobre, Inter-Catania. Matrix rileva Eto’o al 43’ del 2° tempo.

8 novembre. Dopo uno scontro con Vieira in Inter-Roma, Daniele de Rossi esce dal campo con lo zigomo sfondato. Purtroppo per lui, non conserva la faccia d’angelo di Materazzi dopo Werder Brema-Inter del 9.12.08, ma mostra chiaramente una guancia con le ossa scomposte…..Né la mattina dopo l’intervento si allenerà allegramente in maschera…

Vi siete accorti che fra i tifosi lo slogan “Tutti pazzi per Materazzi” sta cedendo il passo a “Impazzito per Milito”?

29 novembre, Inter-Fiorentina. Alcuni siti Internet annunciano il ritorno in campo di Matrix . Mourinho lo fa scaldare a vuoto per tutto il 2° tempo… per poi mandare in campo a freddo Vieira :-(.

1° dicembre. Nella didascalia di una foto, La Gazzetta dello Sport lo ringiovanisce di un anno :-).

9 dicembre, Inter-Kazan. Idem con patate. Matrix si scalda a lungo ma poi viene richiamato in panca. Entra finalmente al 43’ del 2° tempo di Inter-Lazio del 20 dicembre, al posto di Milito. È l’ultima trovata di Mou: il ”centravanti aggiunto” che sostituisce una punta 🙂 🙂 🙂 , per di più per un tempo di gioco effettivo ridicolo, in cui ha zeru chances di segnare. Ma ora che ci penso… al rientro dalla sindrome compartimentale :-), anche Roberto Mancini aveva riservato a Matrix – e a lui solo – lo stesso inspiegabile iter degli ultimissimi minuti …  Che strano…

“COME STA MATERAZZI (…) A LIVELLO DI TESTA”?


È la domanda che Antonio Bartolomucci, giornalista MediaSet che considero sveglio e ben informato, formula a Mourinho in conferenza stampa alla vigilia di Livorno-Inter.

Dopo aver parlato al passato della carriera di Marco, Mou lo definisce “uomo importante nella rosa, nello spogliatoio e per il suo allenatore e che quando gioca lo fa sempre bene”. Il punto è che un giocatore importante, anzi, imprescindibile, che gioca sempre bene, non si lascia in panchina o nello spogliatoio. A meno di qualche problema…

D’altronde, mi fa specie che un 36enne fisicamente in forma come Matrix, prossimo all’ultima chance di Mondiale, si rassegni così docilmente a marcire in panca; con tanto di lodi sperticate all’allenatore che ce lo spedisce. A meno di qualche problema…

Marco rimane confinato nel più rassicurante limbo di bordocampo, dimensione parallela al terreno di gioco in cui sentirsi della partita e vivere il contatto con il pubblico in modo meno traumatizzante, senza avere sulle spalle le responsabilità di un titolare. Magari, sperando che ci scappi un goal che faccia da medicina…

Sul blog di Materazzi si legge: Per scrivere direttamente a Marco potete farlo a info@marcomaterazzi.it; Marco risponde direttamente a tutte le email inviate direttamente a lui!” Peccato che quella casella email sia sospesa dall’estate 2008.

La fantasia è alla frutta? Alla vigilia di Atalanta-Inter del 13 dicembre, La Gazzetta dello Sport e “Il Giorno” (articolino di Alberto Giorni) danno nuovamente Materazzi titolare favorito su Cordoba (!), sebbene negli incontri ufficiali Matrix non giochi titolare da agosto :-(… Infatti, giocherà Cordoba…

Arriviamo ai primi di dicembre. Il mensile Max presenta “Freedom 2010, Il Calendario dei Calciatori”, sul quale, fra fisici più o meno esaltanti ritratti in pose varie, il 36enne Materazzi  viene fatto accomodare non in panchina ma… in poltrona. Chi diavolo cura l’immagine di questo ragazzo?

MARCO, UN UOMO SOLO (e male accompagnato)


Ormai, mi sembra di sparare sulla Croce Rossa. È ancor più doloroso doverlo fare da quando l’ho avvicinato e mi sono convinta che Matrix non sia cattivo, ma sia “portato” da altri, che nei miei riguardi, temo, l’hanno prima inguaiato e poi abbandonato a se stesso. Probabilmente, Materazzi non serve più e di lui non gliene frega più niente a nessuno.

È tristissima la cosa in sé, è tristissimo vedere questo gigante così solo e avvilito, sprofondato in panchina e dentro se stesso, ma ancor più umiliato dai teatrini fantozziani che gli vengono costruiti attorno a mo’ di impalcatura per “tenerlo su”… Quante lacrime nascondono quegli occhi sempre tristi?

L’errore dell’”elefantone” Matrix è stato quello di credere a voi anziché all’unica persona sincera verso di lui, riservandomi parole sprezzanti mai ritirate e imputandomi un autogoal più pesante di tutti quelli della sua carriera 🙂 con il quale mi sarei giocata irrimediabilmente… che cosa? Le sue simpatie? Un incontro con lui? 🙂 La sua stretta di mano? 🙂 La foto con il campione? 🙂

Io la vedo così: Materazzi mi ha lanciato una sfida da cui è uscito con le ossa rotte.

L’ultimo mio proposito era fargli del male. Al contrario, se fosse stato SINCERO con me, AVREI CAPITO E ACCETTATO QUALSIASI suo problema. Potendo, mi sarei fatta in quattro per aiutarlo. Di certo, anche in seguito MI SAREI SUBITO FERMATA E MI SAREI PORTATA IL TUTTO NELLA TOMBA.

Purtroppo, difficilmente i calciatori si fermano a ragionare: di solito, si fanno portare da altri. Marco vi ha seguiti fin nel baratro, senza trovare il coraggio né la forza di tornare indietro. Per come lo vedo, ormai è come un pugile lasciato in balia di un avversario che lo massacra, senza che né i secondi né il medico gettino la spugna.

Sarò sincera, anche se brutale: lo scorso maggio gli scrissi una lettera aperta su questo blog perché mi faceva pena. Materazzi mi fa pena perché è nelle vostre mani, perché lo considero una vittima vostra e dell’irreale mondo del calcio, fatto di lustrini e facciate di invulnerabilità. Un mondo che ti stordisce con i suoi successi effimeri ma ti lascia fragile dentro, ti regala soldi e notorietà ma ti toglie la pace interiore.

Mi fa pena perché non avrei mai pensato che potesse essere tanto fragile da andare in crisi profonda per un articolo d’opinione apparso su un piccolo blog, l’UNICO controcorrente rispetto alle affermazioni dei mass media …. di tutto il mondo (!!!). ( Ci vedo così bene? Sono così importante :-)?)

Ecco perché, in coscienza, gli ho teso la mano. I lettori ne sono tutti testimoni. Matrix non ha avuto la forza, il carattere o la capacità di cogliere questa occasione. A quanto pare, non ha neppure avuto (e non ha) vicino a sé un amico o una persona saggia che gli facesse capire che l’unica strada per uscirne era quella di tornare indietro.

Il link alla lettera aperta, così come i link agli altri pezzi salienti sul “Caso Materazzi”, sono stati di volta in volta inviati al blog del giocatore, a giornalisti a lui molto vicini e al canale tematico nerazzurro. Materazzi non può che averli letti tutti fino all’ultima riga e all’ultimissimo commento… e con quale apprensione!

Sono dell’idea che in un entourage che si rispetti, ammesso e non concesso che  Matrix non fosse in grado di chiedere scusa dei modi gretti riservati a una lady, qualcun altro avrebbe avuto il dovere di farlo in sua vece. Ma cosa ci si può aspettare da un ambiente secondo cui  Andrea Ramazzotti dovrebbe fare un regalo a Mourinho per averlo reso famoso insultandolo?

Tutti gli aspetti della vicenda, COMPRESI QUELLI PIU’ DELICATI (CHE HO MANTENUTO RISERVATI), RESTANO SCRUPOLOSAMENTE DOCUMENTATI PER IL FUTURO. Credo che difficilmente qualcuno potrà ancora dire “non lo sapevo”. C’era addirittura chi sapeva da prima che scrivessi il pezzo sulla sindrome compartimentale – e non ha mosso un dito. Ladycalcio custodisce il tutto gelosamente….

Detto questo, non credo che mi resti molto da capire di questa povera storia.


“P” COME POLLI


Mi sto sempre rivolgendo a voi ignoti che vi siete intromessi fra me e Materazzi. Un grazie da persona educata per l’articolo inviatogli e sulla sua sindrome compartimentale 🙂 non mi sarebbe mai balenato il minimo dubbio. Ergo: non avrei mai scritto il fatidico pezzo. Ergo: saremmo stati felici in due: io della sua riconoscenza, lui dei tanti altri articoli in suo sostegno che invece si è giocato.

DALLE STELLE ALLE STALLE


Come potevo immaginare che valorizzando lo splendido recupero di Matrix dall’infortunio di Budapest gli avrei fatto un dispetto? Mi date atto che anche con tutta la fantasia di questo mondo sarebbe stato impossibile?

Ugualmente: cosa avrebbero fatto al vostro posto “consiglieri” appena un po’ accorti e furbi che avessero avuto dei dubbi sulla mia buona fede? Ve lo devo insegnare io :-)? Avrebbero giocato d’astuzia (concetto a voi sconosciuto). Avrebbero voluto vedere in faccia la persona “sospetta”, conoscerla, valutarla come si valuta un potenziale “pericolo” 🙂 (guardandolo in faccia, appunto, non nascondendosi dietro un dito e lasciandolo ingigantire), sapere chi fosse e cosa facesse e come potesse essere così ferrata nella parte tecnica… (parte che, se proprio avevate la coda di paglia, potevate eventualmente tagliare dall’articolo, no?). Avreste senz’altro cambiato idea su di me. Io per prima avevo ripetutamente offerto un incontro chiarificatore a Matrix per illustrargli la mia posizione e per rassicurarlo, ma lui ha ostinatamente rifiutato! Ora, spiaggiati, peregrinate fra le Monica Morandi di Facebook alla ricerca della mia faccia e di qualche brandello di informazione…. “P” come… cosa direbbe Mourinho?

Persino a questo punto, potevate chiudere la porta della stalla dopo aver visto scappare un paio di buoi, tornando indietro e cercando di rimediare alla villanata riservatami (SAREBBE STATA L’UNICA VERA STRATEGIA DISARMANTE), oppure perseverare diabolicamente fino a ritrovarvi – voi e Marco insieme – dalle stelle alla stalla vuota.

A meno che, dall’alto delle vostra superbia, vi facesse schifo “abbassarvi” fino a me. Ora, qualora mi ritrovassi a dovervi stringere la mano, sarei io che correrei a disinfettarmela con il gel antibatterico.

VALORI


I valori imperanti nel mondo del calcio – Le persone si valutano a misura dei soldi che possiedono e dei trofei che vincono prendendo a pedate un pallone. Solo così si acquista dignità umana. Tale status conferisce automaticamente il diritto di avere tutto concesso e di trattare il prossimo come una pezza da piedi.

Cosa me ne faccio di questi principi – Non mangio nel piatto di nessuno, non spartisco torte, non salgo sull’aereo di nessuna squadra, non godo di raccomandazioni, non pratico la prostituzione intellettuale, non guardo in faccia a nessuno. Non devo rendere conto a nessun Signor Direttore, perché il Direttore del blog piranha sono io :-). Dunque, posso permettermi di sparare a zero sui figli dei valori capovolti e di passar sopra con i cingoli alle loro gerarchie.

IL SENSO DI COMPASSIONE MI PASSA QUANDO:


1)    Ripenso alle offese e al disprezzo riservatimi da Materazzi.

2)    I fatti mi dimostrano la sua indifferenza verso le mie fatiche e, molto peggio, verso la sofferenza di una persona a me cara.

3)    Matrix pubblica con leggerezza sul suo blog, senza nulla obiettare, messaggi di sostenitori che affermano che lui è il loro Dio.

4)    Guardo alle guerre, alle persone gravemente malate, a chi ha perso tutto nel terremoto d’Abruzzo, o soltanto ai lavoratori in cassa integrazione e alle famiglie che fanno fatica ad arrivare a fine mese e mi domando se un privilegiato che guadagna milioni per assistere alle partite in prima fila sia poi da compiangere.

VADO AVANTI PERCHE’…


Sperate forse che io mi stanchi? Toglietevelo definitivamente dal cranio. Ecco 10 buoni motivi per i quali vado avanti:

1 Perché mi ritengo vittima di una vigliaccata da cui mi è stato impedito di difendermi. No problem, lo faccio online. Se va bene anche a voi, buona camicia a tutti.

2 Perché voglio dare un nome e un volto a chi mi ha messo i bastoni fra le ruote (e potrei non essere lontana dal riuscirci)

3 Perché verso di me e verso chi mi è caro Marco ha manifestato zero sensibilità e zero riguardi.

4 Perché trovatosi al bivio fra i miei principi e i vostri, ha scelto i vostri, che fanno a pugni con i miei.

5 Perché strinata dal gelo riservatomi sul piano umano e del cuore, se c’è da fare a sportellate non mi tiro indietro.

6 Perché è inutile lamentarsi che questo mondo fa schifo se nessuno tenta di cambiarlo. Che la delusione ladra sofferta da Materazzi serva almeno ad evitare che egli ferisca altre persone: in questo modo, la stessa delusione non capiterà ad un altro, così come non sarebbe capitata a me se qualcuno avesse messo in riga prima voi e lui insieme.

7 Perché in occasione degli eventi sponsorizzati (e in generale quando si tratta di intascare dei soldi), la voce per parlare e il momento psicologico giusto Marco li trova sempre.

8 Perché quanto dimostratomi fa ancora una volta a pugni con le parole e con le facciate, vedi Materazzi ambasciatore di pace per l’ONU, le sue frasi sulla serenità che vorrebbe elargire (recitate davanti al sornione Bonolis a “Il Senso della Vita”) e i suoi buoni propositi disattesi di misurare le parole e di riconoscere i suoi errori (suo post del 12.9.09 su marcomaterazzi.it)

9 Perché provo un’avversione viscerale verso chi si tira a lucido l’immagine con le moine verso i bambini.

10 Perché il diavolo fa le pentole ma non i coperchi e se Ladycalcio lo afferra per le corna e gli sputa in faccia, il pentolone colmo di spocchia, arroganza e valori capovolti vi ritorna sul faccione e vi sfonda l’arco zigomatico.

ANDATE AVANTI COSI’


Continuate pure così. Anzi, grazie di aver fatto il mio gioco facendo una preziosa pubblicità gratuita a me e ai miei scritti. “Calcio e Parole” è in netta ascesa, è letto (e temuto) dagli addetti ai lavori, che l’hanno inserito fra i “preferiti” (si fa per dire :-)). Il divertentissimo ping pong fra Ladycalcio e certe fonti di prostituzione intellettuale (sotto forma di giornali e TV che si arrampicano sui vetri per dimostrare il contrario di quanto affermo) è un divertimento da sballo. Tutti gli altri blogger se lo sognano  🙂 🙂 🙂 😉 😉 !

Resto in attesa di altri spunti, per poter presto scrivere “Il Terzo Tragico Libro di Fantozzi”.

PUNTUALIZZAZIONI A BENEFICIO DEI CERVELLI DI TAGLIA XXS


1       Da Marco non mi aspetto assolutamente nulla. Al di là del mancato grazie spontaneo che avrei desiderato, non ho (e non ho mai avuto) nulla da chiedergli. I pentimenti di comodo non mi interessano (meno che mai i musi lunghi).

2       Il mio intento è di capire fino in fondo cosa c’è dietro questa storia. Dopotutto, sono fatti che mi riguardano in prima persona.

3       I contatti con me avrebbe dovuto gestirli Materazzi in prima persona, senza farsi portare da altri.

4       Non smetterò fino a quando non avrò dato un volto a chi si è intromesso fra lui e me e non verrò a sapere quali spaventose storie gli siano state raccontate sul mio conto per terrorizzarlo.

5       Per toni e contenuti, l’intrusione telefonica della moglie Daniela ha avuto un grosso peso in negativo sulla vicenda, contribuendo a incattivirmi e ad attirare a Matrix lo stillicidio. Se quella sera fosse rimasta ai fornelli o a curare i bimbi, sarebbe stato tanto di guadagnato soprattutto per lui.

6       Ladycalcio è persona leale. Si esprime con nome e cognome alla luce del sole. Al contrario di chi, nel tentativo di sostenere Matrix su questo blog, si ricicla sotto diversi nickname, “firmandosi” con il proprio “stile”, con il vuoto di contenuti e con gli stessi identici errori di ortografia  🙂

7       Se fra noi vi è qualcuno che scarseggia di materia grigia, saranno i fatti a stabilire chi.

8  Quanto all’autogoal attribuitomi, se Matrix non ha ancora capito di esserne lui l’autore, da parte mia posso   aspettare anche tutta la vita.

Buon 2010 a tutti meno che a voi “signore”  e “signori” (rigorosamente fra virgolette),

da

Ladycalcio

PS Chiedo scusa ai lettori affezionati, di target elevato, del linguaggio insolitamente “rustico”, finalizzato al presunto livello dei destinatari del messaggio.

Leggete i precedenti del “caso” ai seguenti link:

https://calcioparole.wordpress.com/2009/05/09/lettera-aperta-a-marco-materazzi/

https://calcioparole.wordpress.com/2008/11/24/perche-non-credo-piu-alla-sindrome-compartimentale-di-materazzi/

https://calcioparole.wordpress.com/2008/06/24/marco-materazzi-il-ritorno-del-guerriero/

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BUON NATALE

Posted by ladycalcio su giovedì, dicembre 24, 2009

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Campionato congelato (e appello aggiunto al Sindaco Moratti)

Posted by ladycalcio su martedì, dicembre 22, 2009

Tutto congelato: un’espressione ad ampio spettro che ben designa il panorama di questi giorni – calcistico e no. Partite rinviate, la morsa del gelo che attanaglia i protagonisti sui campi e fa ibernare gli spettatori sugli spalti, con il campionato che si ferma per la sosta natalizia. L’Inter batte la Lazio a – 9 (gradi) e lascia la Juve a – 9 (punti). Cifre da grande freddo. Restano congelate nell’attesa anche le aspettative di rimonta del Milan (che rimane a – 8), impossibilitato a giocare sul campo di Firenze.  Proseguendo nell’analogia, è pieno inverno anche per i valori del nostro calcio, ancora lontano dal veder sbocciare una valida antagonista all’Inter. La primavera dei bianconeri  si è involuta in una stagione perturbata e burrascosa, che di caldo conserva soltanto la panchina di Ciro Ferrara.

Ma il gelo non risparmia neppure i nerazzurri a + 9. L’allusione è al raffreddamento dei rapporti fra Moratti e Mourinho, laddove il noto episodio degli insulti ad Andrea Ramazzotti avrebbe fatto scendere in picchiata la colonnina del mercurio.

Sempre in tema di freddo, rotto il ghiaccio dei gironi di Champions League con il passaggio agli ottavi, Inter, Milan e Fiorentina si ritrovano con un sorteggio da brividi.  Chelsea, Manchester United e Bayern i nomi delle rispettive avversarie, che rischiano di freddarle sul campo e di gelarne i sogni di gloria europea.

Avremo tempo di riparlarne. Intanto, fra le vittime dell’abbondante nevicata di lunedì c’è anche Ladycalcio, che anziché scrivere per tempo questo post, rimane bloccata per l’intero pomeriggio nell’allucinante traffico cittadino. Dopo aver impiegato la bellezza di due ore d’orologio (!!!) soltanto per percorrere un’arteria di Milano, è costretta ad abbandonare l’auto e ad incamminarsi verso la più vicina stazione della metropolitana, al termine del cui tragitto, causa  deragliamenti di tram, assenza di mezzi pubblici e inefficienza totale del tanto decantato piano antineve, deve raggiungere casa a piedi.

Complimenti al Comune di Milano e a donna Letizia Moratti, solita invitare i milanesi a servirsi dei mezzi pubblici con lo scanzonato sorriso di chi viaggia sulle auto blu – oltre che a + 9 metri d’altezza sopra la realtà cittadina. Peccato che il suo indice di gradimento fra i milanesi imbufaliti sia sceso a -9, come la temperatura di domenica sera a San Siro. O se preferite, come il distacco della Juve

PS Nelle foto: Stazione Centrale di Milano, mattina di mercoledì 23 dicembre.  A quasi due giorni dalla nevicata, l’accesso alla stazione (uno dei luoghi più frequentati della città) è un pantano di neve molle e pozzanghere. Gli spalatori del Comune se lo sono dimenticato, insieme alla banchina dell’autobus 42 (nella foto) e degli altri mezzi pubblici, dai quali persone anziane e malferme sulle gambe sono costrette a scendere sulla neve scivolosa. Signora Moratti, per favore, provveda prima che qualcuno di loro ci lasci il femore o il bacino. E ogni tanto, scenda dall’auto blu (e dalle nuvole), vada in giro per la città e si renda conto di com’è ridotta. Grazie.

(Il link a questo articolo è stato inviato alla posta del Sindaco Moratti sul Sito del Comune di Milano)

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LADYCALCIO HA INCONTRATO MATERAZZI (ma lui non lo sa)

Posted by ladycalcio su lunedì, dicembre 14, 2009

Subito una bella notizia per Marco Materazzi: d’ora in poi non dovrà più vivere nel terrore che, prima o poi, gli capiti di incontrare Ladycalcio. L’ha già incontrata.

Peraltro, nell’ultimo posto dove lei avrebbe mai immaginato di incontrarlo. L’ho sempre sostenuto: la vita ha più fantasia di un film. Una fantasia talmente sbrigliata da arricchire il mio già intrigante “giallone”sul numero 23 nerazzurro con un Matrix che viene inaspettatamente … sul mio terreno. Destino?

Non svelo dove né quando. Per fornire un’idea volutamente approssimativa, dirò che è accaduto nel periodo che va da dopo le ferie estive ad oggi. Dunque, se in questo lasso di tempo Marco non ricorda di essersi imbattuto in draghi sputafuoco, mostri a due teste o streghe con gli occhi iniettati di sangue, può già tirare un sospiro di sollievo.

Un “incontro ravvicinato del terzo tipo”, il mio con Materazzi: ci siamo guardati negli occhi, abbiamo parlato e ci siamo stretti la mano. Il tutto, senza che lui sapesse di avere davanti a sé Ladycalcio.

Una foto ricordo ambientata ci ritrae insieme. L’ho qui davanti a me mentre scrivo, la mia foto con Materazzi, a testimonianza dell’avvenuto incontro. Se non la mia persona, Matrix ricorderebbe senz’altro l’occasione. Che ci crediate o no, quando l’ho scaricata nel computer ha fatto saltare i plug-in del mio programma fotografico, costringendomi a reinstallarlo. No, non l’ho appesa sopra il letto, ma la sto osservando ora. Che dire? Innanzitutto, che Matrix è più fotogenico di me… è venuto benissimo. Cosa rara, abbozza persino un sorriso…

Perché tutto questo? NON CERTO PER PRENDERMI GIOCO DELLA BUONA FEDE DI MARCO – ed è l’aspetto che più di tutti tengo a sottolineare. Soltanto per cercare di capire. Per trovare delle risposte che da un anno e mezzo inseguo e che non smetterò di inseguire. L’occasione che mi si offre inaspettata mi fornisce degli spunti di osservazione e delle conferme.

Davvero sta arrivando Materazzi? Sì, ma Matrix passa di qui come una meteora, anche se il giorno seguente i giornali la racconteranno in tutt’altro modo. Il suo percorso è rigidamente scandito da un protocollo da cui non può derogare. Marco è letteralmente “portato” da altri. Non è un bel vederlo: manca solo che lo confezionino e che lo spediscano chissà dove come un pacco postale. È quello che avevo sempre temuto: che Materazzi fosse una “pedina” nelle mani di altri.

Lo osservo da vicinissimo: alto e slanciato, fisico asciutto da atleta, in perfetta linea, ancor più snello di come appare in televisione. Sarà che dimostra meno dei suoi 36 anni, sarà la buona forma… fatto sta che non mi capacito di cosa ci faccia uno così in panchina.

Il viso, dai lineamenti fini, è magro, con gli zigomi pronunciati. La vecchia cicatrice sotto l’occhio destro, ricordo di uno scontro di gioco con Muzzi in Lazio-Inter del marzo 2005, si nota molto poco e per quel poco che si nota, quasi “gli dona”, alla stregua di un attestato delle battaglie sostenute sul campo. L’espressione è cupa e imbronciata, come di uno sulle sue. Matrix non è propriamente un espansivo. Lo percepisco molto chiuso, introverso, forse un po’ a disagio.  Non ho il tempo di capire se è timido, scontroso o se ha costruito una sorta di “barriera” fra sé e il prossimo. Un “minimalista della comunicazione”: così lo definirei.

La curiosità è femmina. È lì davanti a me senza intermediari, il ragazzone scalpitante con il berretto con il numero 23, “Tutti pazzi per Materazzi”, il “Guerriero” che ha paura di una lady, la vittima della sindrome compartimentale :-), dello sfondamento dell’arco zigomatico 🙂 e soprattutto dei cattivi consiglieri che l’hanno fatto massacrare e che continuano imperterriti sulla loro strada … il giocatore dei risentimenti alla coscia, dell’intenso lavoro di recupero a Perugia :-), del basettone non rasato.. il non convocato, quello che parte dalla panchina, quello che mi ha detto quelle brutte frasi al telefono passando sopra il mio lato umano come un carrarmato e che io ho bastonato senza pietà nei miei post….

Ce l’ho davanti, il Campione del Mondo caduto in disgrazia presso Lippi e Mourinho, al quale nel maggio scorso avevo riaperto una porta indirizzandogli, su questo blog, una lettera aperta rimasta senza risposta: “Potrà sembrare strano”, scrivevo, “ma se mi trovassi sulla fatidica torre insieme a te e ai tuoi ‘geniali’ consiglieri, scaraventerei  giù immediatamente loro – senza la rete sotto –  per guardare negli occhi te solo, non fosse altro che per togliermi il gusto di vedere come sei a tu per tu in assenza di telecamere, artifici, situazioni preparate e ‘rimorchi pesanti” a carico’”.

Ora a tu per tu ci siamo, anche se in versione “Lei non sa chi sono io”. Cosa che mi guardo bene dal dirgli: rischierei di vedermi stramazzare ai piedi, per svenimento, 90 e passa chili di atleta…

Non sembra neanche quello del fatto, Materazzi. È la tanto attesa occasione per accostarlo non prevenuto, senza pregiudizi né paure verso di me, come sarebbe probabilmente stato senza lo sciagurato intervento di chissà quali calunniatori al mio indirizzo o consiglieri da strapazzo.

Ma per riuscirci, devo a mia volta sgombrare il campo da quegli sciagurati e dai loro disastri e uscire per un attimo dai panni di Ladycalcio. Proprio come si tagliano delle brutte scene da un film, mi sforzo di fare il vuoto mentale assoluto su tutto quanto accaduto dal giorno in cui inviai a MaterazziIl Ritorno del Guerriero” a questo preciso istante. In altre parole, mi riposiziono mentalmente al tempo in cui scrivevo quell’articolo, ignara dell’assurdo equivoco che avrebbe generato, e provo a gestire l’approccio con Matrix come avrei voluto fare.

Materazzi non può neanche lontanamente immaginare i miei pensieri. È cortese con me. Sono sollevata dal vedere che è a suo agio e che non gli faccio minimamente paura, lontanissimo com’è dall’idea che chi gli sta davanti possa essere Ladycalcio. Ciò che ci siamo detti in quei brevi istanti rimane tra noi. SUL MIO ONORE, LE MIE PAROLE SONO STATE GENUINE, SENZA IPOCRISIE NE’ MENZOGNE.

Mi sembra di leggergli qualche pensiero, ma questo è top secret. Osservo gli occhi di Marco: restano sempre tristi anche quando ride. Alla fine si scioglie, Matrix. Mi apprezza, e a modo suo, me lo dimostra.

Non si sciolgono, purtroppo, i nodi fra noi. La situazione è strana, quasi surreale. Sotto certi aspetti, anche un po’ crudele. Rimane mia personalissima opinione che la crisi di Materazzi sia psicologica e non fisica. Rimane la mia ferma convinzione di essere stata vittima di una vigliaccata senza possibilità di difendermi. Rimangono le parole offensive rivoltemi. Rimangono interrogativi irrinunciabili che mi riguardano, primi fra tutti, la stranissima reazione di Matrix al mio articolo “Il Ritorno del Guerriero” e la sua incomprensibile paura nei miei confronti. Ora, Matrix è lì davanti a me. Vorrei tanto raccontargli come nacque quel pezzo, il vero perché della fatidica parte tecnica che vi inserii, i retroscena che lui non potrebbe mai immaginare. Ho la matematica certezza che lo libererei da ogni paura.

Non posso. Vorrei anche chiedergli se si è ricreduto sulla mia “poca intelligenza” e sul mio “autogoal” e se seguirebbe ancora i consigli delle “menti illuminate” che mi hanno “costretta” a metterlo alla gogna.

Se solo Marco non ci avesse messo del suo dicendomi quelle sciagurate parole (o se almeno fosse tornato indietro in tempo, lui che afferma di essersi più volte pentito della sua impulsività e di aver riconosciuto i suoi errori), non saremmo al punto in cui siamo. Non credo che se potesse tornare indietro me le direbbe più, ma come ho sempre detto, i pentimenti di comodo non mi interessano.

Ora è tempo di tornare alla realtà presente. È tempo di bilanci e di risposte. Dopo una pausa solo apparente, a giorni stilerò un bilancio imbarazzante, parlando, fuori dai denti come non mai, a coloro che, temo, hanno sulla coscienza qualche sua panchina e tribuna di troppo.

Ora Materazzi l’ho toccato con mano, nel vero senso del termine. L’incontro mi ha fornito delle verifiche, avvalorate da altri recenti avvenimenti e acquisizioni. Mentre scrivo ho sempre davanti la foto, l’unico ricordo bello di Materazzi e di questa sconcertante vicenda. L’ho mostrata solo a pochi intimi.

Ma quale strano vento l’avrà portato proprio qui? Provo a immaginare la sorpresa e la faccia incredula di Matrix quando leggerà queste righe e comincerà a lambiccarsi il cervello su luoghi, occasioni e persone incontrate. Spero che a questo punto della lettura non sia già stramazzato dalla sedia svenuto…  :-). Escludo che riuscirà a risalire alla persona giusta. Meno che mai fino a che continuerà ad immaginarmi brutta, sporca e cattiva :-(.

Nella lettera aperta del maggio scorso gli avevo anche scritto: “Se mai la vita con la sua sbrigliata fantasia ci porterà faccia a faccia, penserai di essere stato un pirla (intendila in senso affettuoso e umoristicamente mourinhano), tanto sono lontana da come mi immagini…

La prima parte si è già avverata.

https://calcioparole.wordpress.com/2008/06/24/marco-materazzi-il-ritorno-del-guerriero/

https://calcioparole.wordpress.com/2008/11/24/perche-non-credo-piu-alla-sindrome-compartimentale-di-materazzi/

https://calcioparole.wordpress.com/2009/05/09/lettera-aperta-a-marco-materazzi/

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SAN SIRO HA GUARDATO GIU’

Posted by ladycalcio su giovedì, dicembre 10, 2009

Guarda il vecchietto, guarda il vecchietto cosa si permette ancora!”  È la voce concitata ed entusiasta di uno spettatore poco dietro di me sugli spalti di San Siro. Inorridisco. Il destinatario dell’appellativo  “vecchietto”  è uno splendido 36enne, giovane e prestante, che risponde al nome di Javier Zanetti.

Grande partita del Capitano: dribbla, va in affondo, si fa tutto il campo di corsa e mette un pallone d’oro sui piedi di Eto’o per l’1-0. Grande prova anche di Deki Stankovic, fino al malaugurato infortunio. Nel giorno di San Siro di Pavia, “titolare” dell’impianto, l’Inter sfodera una prova d’orgoglio e riesce ad avere la meglio su un Rubin Kazan apparsomi quanto mai modesto e regredito rispetto al pareggio del settembre scorso. Colpa della pausa di gioco dal 24 novembre? Oppure per grazia di San Siro, disposto a chiudere tutti e due gli occhi sulle intemperanze di Mourinho pur di evitare alla sua Beneamata protetta l’onta dell’eliminazione ai gironi di Champions League nel suo tempio e nel giorno della sua festa?  Sta di fatto che l’Inter fuga d’incanto tutti i fantasmi, proprio come era accaduto a Kiev la sera del compleanno di Angelo Moratti, che forse, dall’alto, ci aveva messo la mano…. Beninteso, senza aver risolto i suoi  problemi di gioco.

Nella fredda serata milanese, il pubblico del Meazza si scalda con  le immagini dei goal del Bayern alla Juventus, proiettate sul tabellone luminoso. Ogni pappina rifilata a Buffon suscita un boato. Sul campo svetta l’arbitro olandese Vink in maglietta bianca e pantaloncini neri. Sarà il bianco abbagliante, ma la stazza del direttore di gara appare il doppio rispetto a quella dei giocatori. Il più minuto connazionale Sneijder si distingue invece per il suo prezioso apporto alla manovra, riconfermandosi garante di vittoria.

Dicevo dei problemi di gioco dell’Inter: imbrigliata nella ragnatela del Rubin per tutto il primo quarto d’ora, sbaglia ancora troppo nei passaggi e nelle conclusioni, è sbilanciata nel modulo, concede troppa iniziativa agli avversari, soffre pericolose fasi di blackout in cui il possesso palla diviene appannaggio dei tartari, si disunisce e sbanda pericolosamente dopo l’uscita di Stankovic. Sul piano tecnico-tattico, la supremazia dei nerazzurri è schiacciante per l’inconsistenza degli avversari, peraltro orfani di due importanti titolari, irriconoscibili rispetto all’incontro di andata. Un esempio per tutti:  due rinvii dal fondo del portiere Ryzhikov finiscono in fallo laterale, fra l’ilarità del pubblico. Dunque, nonostante il sollievo per il passaggio del turno, bando alle illusioni e ai trionfalismi. Angeli e santi “hanno dato” ed è tempo che l’Inter cammini con le proprie gambe.

La legnata di Balotelli chiude il conto e mette al sicuro la qualificazione agli ottavi. Peccato che i nerazzurri “lascino sul campo” Samuel e di Stankovic, e che poco dopo, lo stesso Supermario sia costretto ad uscire.

Ma… stasera manca qualcosa… Che ne è di Dinamo Kiev-Barcellona? Il parziale dell’incontro in Ucraina si aggiorna in sordina fra gli spettatori grazie ai telefonini, senza che il punteggio compaia mai sul tabellone luminoso dello stadio. Rientrata a casa, leggo sul Sito Ufficiale dell’UEFA che l’ennesimo silenzio si deve a José Mourinho, che per favorire la concentrazione dei suoi, ha fatto tacere il risultato.

The Special Arrogant e i suoi silenzi:  sempre più borioso e sprezzante, nella conferenza stampa del pre-partita il tecnico nerazzurro aveva risposto  a monosillabi alle domande dei giornalisti, suscitando il gelo in sala stampa. L’Inter glielo permette. Aveva preso in giro chi gli chiedeva della formazione anti-Rubin, alludendo ai giornalisti che, a suo dire, spierebbero i suoi segreti del Pulcinella da sopra gli alberi della Pinetina 🙂 . L’Inter glielo permette. Nel dopopartita, un Mourinho che mi dà sempre più l’impressione di programmare un dopo-Inter non lontano,  si nega a Sky, creando un evidente imbarazzo in studio; secondo lui, “a titolo punitivo”. L’Inter glielo permette. Sulla pay-tv compare il Presidente Massimo Moratti. Ma non è tutto: sin dalla settimana precedente Juve-Inter, Mister Arrogance aveva negato per più giorni le immagini dell’attualità della squadra ai telespettatori paganti di Inter Channel.  L’Inter glielo permette.

E io pago!” Non lo diceva soltanto il buon Totò, ma me l’hanno scritto in tanti telespettatori esasperati.  Come immagino saranno esasperati i bravi ed appassionati Roberto Scarpini & Co., impediti a svolgere un servizio e costretti a metterci la faccia davanti agli abbonati – al posto di quella tirapugni dello Special Arrogant. Se anche il rispetto altrui fosse un concetto sconosciuto: almeno in nome della logica di mercato (pago per avere un servizio):  MISTER, HA FINITO DI ROMPERE LE SCATOLE?

Quanto guadagna Mourinho? 9 milioni all’anno o sbaglio? In questi tempi di crisi, di disoccupazione? “Avrebbe bisogno di un po’ di miseria”, commenta lo spettatore al mio fianco. Sacrosante parole. E invece fa pure il difficile, sempre con quel broncio, quella boria, quella tracotanza, quel fare sprezzante nelle frasi e nei comportamenti, tale da mettere a durissima prova la (troppa) pazienza  di angeli e santi.

L’Inter trova un Natale sereno, con la qualificazione agli ottavi sotto l’albero.  Per Mourinho (bontà loro), il Purgatorio può attendere.

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Juventus-Inter “saccagnata” da Saccani

Posted by ladycalcio su domenica, dicembre 6, 2009

Quando avevo saputo della designazione di Saccani come arbitro di Juventus-Inter, avevo storto il naso. Per quale ragione mandare un fischietto non internazionale e non esattamente con la fama di “cima” a dirigere il derby d’Italia? Chiedetelo a Collina.

A posteriori, non mi resta che abbinare il suo scadentissimo arbitraggio di ieri al verbo “saccagnare”, italianizzazione del milanese “saccagnà” e delle sue numerose sfaccettature: picchiare, malmenare, maltrattare, ma anche ammaccare, rovinare, eseguire male un lavoro. L’assonanza con il cognome calza a pennello con l’operato di Saccani in Juve-Inter: sbagli a ripetizione, penosi tentativi di “compensarli” aggiungendo errore ad errore, severità a senso unico,  mancanza di coraggio nei momenti cruciali e incapacità di tenere in pugno la partita, con il risultato di esasperare gli animi. Non per nulla, più che un resoconto di gioco, la cronaca di quest’ultima è un’accozzaglia di falli, scontri, errori arbitrali, decisioni controverse e risse.  Vediamoli tutti di seguito, in un’inusuale chiave di lettura dell’incontro.

Ad aprire le ostilità, le scaramucce fra Thiago Motta e Del Piero, che lasciano presagire la “qualità” della partita. Milito cade in area dopo un contrasto e poco dopo Samuel viene trattenuto da Cannavaro, ma per Saccani è tutto OK. Peccato che settimana scorsa, contro la Fiorentina, a Samuel fosse stato annullato un goal per un’analoga trattenuta su Dainelli. L’episodio si confonde con un contrasto Sissoko-Chivu, sul quale né l’arbitro né la moviola riescono a fare chiarezza.

Del Piero si tuffa su una “pettata” (per dirla con zio Bergomi) di Samuel. Saccani concede una generosa punizione da cui scaturisce il “gollonzo” (per dirla con la Gialappa’s) di Felipe Melo. 1-0 per la Juve, ma il “bello” deve ancora venire. Mourinho, spazientito, applaude ironicamente l’arbitro e gli dice “bravo” (si fa per dire) e “saccagnone” Saccani lo espelle. Baresi allarga le braccia e ha ragione: d’accordo che il mister nerazzurro è incorreggibile in questo “vizio”, ma per una volta, con quello che aveva sulla coscienza, il direttore di gara avrebbe anche potuto far finta di non aver sentito o al limite, avrebbe potuto redarguire Mou verbalmente. Tanto più che certi suoi colleghi l’hanno fatto per i ripetuti “vaffa” di Totti.

La partita si incattivisce e l’Inter, come sempre in questi frangenti, ci mette del suo. Muntari tira i capelli a Caceres che non ha accettato le sue scuse per un fallo subito. Peggio dei bambini dell’asilo: qui, al posto della maestra, interviene Gigi Buffon. Giallo meritato per Muntari e scoppio dei primi petardoni sugli spalti. Giallo anche per Melo per un brutto fallo su Stankovic.

Al 26’ Eto’o pareggia con un’insaccata in elevazione. Samuel,  diffidato, si fa ammonire per un fallo da dietro su Del Piero a centrocampo. Thiago Motta è protagonista prima di un abbraccio poco affettuoso a Caceres in area, poi di uno scontro “di coscia” con Del Piero. E mentre Diego si rotola su un fallo di Muntari, iniziano le schermaglie fra le due panchine.

La ripresa si apre con un abbraccio tra Zanetti e Ferrara e una stretta mano fra Cambiasso e il vice-Ferrara Maddaloni, che mi sanno tanto di fair play affettato…

Al 9’, goal Juve: Cesar non trattiene su un destro di Sissoko , Marchisio mette fuori causa un Samuel appannato e in difficoltà e fa il cucchiaio al portierone nerazzurro.  L’Inter si disunisce, la Juve riparte troppo facilmente.

Al quarto d’ora, fuori Muntari e dentro Balotelli. È un coro di fischi. Grosso stende Eto’o ed è giallo anche per lui. Julio Cesar in questo momento non riesce proprio a trattenere i palloni: su Diego, rischia il 3-1. Caceres prende le gambe di Balotelli e gli animi si surriscaldano. Sprazzo di fair play di Buffon, che dice all’arbitro di aver toccato la palla uscita sul fondo. In telecronaca su Sky, Fabio Caressa sottolinea che “i campioni si vedono anche da questo”. Henry docet…

Samuel, già ammonito, è graziato da Saccani dopo una trattenuta su Del Piero che sarebbe stata da secondo giallo. Caceres atterra Stankovic al limite dell’area. Ormai, l’Inter è lunga e sbilanciata. Nella Juve, “simpatia” Camoranesi sostituisce Del Piero. Scontro Grosso-Balotelli. Al 30‘, contatto in area fra Caceres e il piede Milito. Sarebbe penalty per l’Inter

Sul piano del gioco, gli juventini sono sempre più liberi e sempre più pericolosi nelle ripartenze. Entra Mancini per Cambiasso; Baresi non ha evidentemente di meglio. Preoccupa il Cuchu, di nuovo sostituito. Sta male? Fioccano le ammonizioni: è la volta di Amauri per un intervento duro su Stankovic e di Balotelli per proteste.  Protesta anche Cordoba dalla panchina per le perdite di tempo.

Il finale è incandescente: al 40’, spallata di Balotelli a Melo. Supermario simula la caduta e ne nasce una vergognosa rissa, con immagini da lotta greco-romana fra il campione  Buffon e Motta e con testata di Chivu a Sissoko. Melo finisce fuori per doppia ammonizione.

Ultimo minuto dei tempi regolamentari: sedata la rissa, Baresi gioca la carta della disperazione, mandando in campo il saltatore Materazzi al posto di Samuel. Gli insulti beceri al suo indirizzo sono chiaramente percepibili anche in TV, ma su questo si preferisce tacere. Qualcuno dice che si tratta di “frange”.  Si vede che il pubblico di Torino è molto “sfrangiato”…

Solo 4’ di recupero, nonostante la megarissa e le 6 sostituzioni. Baresi giustamente protesta.

C’è ancora tempo per l’ammonizione a Caceres per perdita di tempo, per uno scontro Grosso-Balotelli e per uno scontro fra l’uomo mascherato Chiellini e l’ex in maschera Materazzi, in cui il nerazzurro rischia di rimediare uno scalfo da urlo anche sulla fronte.

Grosso restituisce il pallone all’Inter, ma in profondità . I cori a Balotelli non cessano, ma si precisa che non sono di matrice razzista.  Con tutta la solidarietà nei confronti di Mario, va ammesso che il ragazzo, con i suoi comportamenti antisportivi, ci mette troppo spesso del suo per attirarsi le antipatie.  Resta un’amara constatazione. Si parla tanto di educare il pubblico. Ma quale esempio offrono i professionisti sul campo?

Nei commenti del postpartita su Sky, si preannuncia “una nuova settimana di passione per le squadre italiane”.

Mourinho, che  aveva iniziato la settimana con il silenzio stampa, con il silenzio stampa la termina. Ferrara è felice per la “vittoria meritata” (!)  e per aver salvato la propria panchina. Gli juventini gongolano per aver battuto l’Inter – come, non ha importanza.

Bilancio dell’incontro (o meglio, dello scontro): 7 gialli, 2 rossi, una megarissa, 2 rigori non fischiati all’Inter e l’ennesimo risultato fra Juve ed Inter più bugiardo di Pinocchio. Un copione in stile Juventopoli che speravamo di non vederci più riproporre. Intanto, le vergognose immagini stanno facendo il giro delle TV straniere, con particolare riguardo a quelle tedesche, molto attente ai prossimi avversari del Bayern e alle gesta di “Marcisio” e “Ciellini”.

Su Sky, Fabio Caressa aveva introdotto la partitissima con queste parole: “Oggi conta per tutto: per la classifica, per il campionato, per la fiducia, per i sentimenti, per l’orgoglio, ma conta anche per altro: per il nostro, calcio per la nostra immagine all’estero. Ieri abbiamo riconsegnato la Coppa del Mondo, prima del sorteggio. Da oggi, tutti insieme, lavoriamo per riprendercela. E allora dai, divertiamoci. Facciamo soprattutto vedere di cosa siamo capaci”.

Se ciò di cui siamo capaci è questo, possiamo andare a nasconderci.

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Il labiale di Maicon e la “giustizia giusta”

Posted by ladycalcio su sabato, dicembre 5, 2009

Si aspettava una “giustizia non giusta”. Con queste testuali parole, durante l’odierna conferenza stampa alla vigilia di Juventus-Inter, José Mourinho aveva presagito che il ricorso contro i due turni di squalifica inflitti a Maicon per il presunto insulto al guardalinee Ayroldi in Bologna-Inter sarebbe stato respinto. Cosa che è puntualmente avvenuta.

Vai tu” o… “f**k you”? Questo, il dilemma. Dopo attenta osservazione delle immagini televisive, Ladycalcio vi propone un’analisi fonetica del labiale del numero 13 nerazzurro, traendone le sue personali conclusioni.  Semplificherò al massimo il concetto illustrando i criteri fondamentali della produzione dei foni vocalici (l’articolazione dei suoni linguistici delle vocali da parte dell’apparato fonatorio), alla base della mia analisi.

Le vocali si differenziano in aperte o chiuse, a seconda del grado d’apertura che la bocca assume  all’atto della loro pronuncia. Nella lingua italiana, le vocali vengono classificate in quattro gradi di apertura. Questi vanno dalla vocale apertaA” alle vocali chiuseI” e “U”, passando per le vocali semiaperte (“E” ed “O” pronunciate aperte) e per le vocali semichiuse (“E” ed “O” pronunciate chiuse).

Ricordo che l’apertura della bocca è strettamente correlata all’abbassamento della mandibola e che l’articolazione dei suoni dipende altresì dal sollevamento della lingua verso il palato, piuttosto che dal suo appiattimento. Le vocali aperte, comportando un più marcato abbassamento mandibolare e l’appiattimento della lingua sul pavimento del cavo orale, vengono dette anche “basse”; viceversa, quelle chiuse vengono denominate anche “alte”.

Le vocali si distinguono inoltre in brevi e lunghe, così come in vocali toniche (sulle quali cade l’accento) e atone (ossia non accentate).

Analizziamo “F**K  YOU”, insulto contestato a Maicon nel referto arbitrale. Ha inizio con una consonante labiale (F), seguita da un suono vocalico aperto e da una coppia di consonanti gutturali (C+ K), seguite a loro volta dalla semivocale Y e dal dittongo lungo OU (laddove per dittongo si intende una coppia di elementi vocalici).

L’esortazione “VAI TU”, attribuita al difensore nerazzurro dalla tesi della difesa, inizia anch’essa con una consonante labiale (V), a cui seguono la vocale aperta (A), una vocale chiusa (I), una consonante dentale (T) e, per finire, la vocale chiusa “U”.

Al di là dell’inizio comune con una consonante labiale, le due espressioni divergono significativamente nel finale: infatti, mentre l’insulto incriminato termina con un dittongo dal suono lungo “introdotto” da due consonanti gutturali, “Vai tu” si conclude con un monosillabo con vocale breve chiusa preceduto da un dittongo.  Sorvolo sulla diversa accentuazione delle due espressioni e sulla differente modulazione dei suoni vocalici che contengono, benché essenziali per decifrare il labiale . Il discorso ci porterebbe troppo lontano (oltre che fuori tema per un blog di calcio). Mi limito a dire che tutto questo comporta un diverso movimento delle labbra.

Potete fare un semplice esperimento davanti allo specchio:  in “Vai tu”, la vocale chiusa per eccellenza “U” determina la “massima chiusura” e protrusione delle labbra.  In parole povere, le labbra si chiudono e si tendono in avanti.

Nell’articolare “f**k you“, la bocca pronuncia un dittongo “morbido” arrotondato, che rende tale anche il movimento delle labbra e che produce un suono più “lungo”. È ciò che le immagini di Maicon, seppur mostrate da angolazione sfavorevole, mi lasciano intuire.

Ecco perché, secondo chi scrive, questa volta la giustizia è stata giusta.

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