CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

Posts Tagged ‘José Mourinho’

José Mourinho, chi vince ha sempre ragione?

Posted by ladycalcio su sabato, Mag 22, 2010

Ricordate il mio articolo “profetico” del maggio 2007 che preannunciava la vittoria del Milan ad Atene?  I fuochi d’artificio per quel 7° trofeo europeo dei rossoneri illuminarono a giorno le ombre fittissime di una squadra in pieno declino, abbagliando Società e tifosi e alimentando in loro un’illusione di imperitura onnipotenza. Il disastro di quell’illusione non tardò a delinearsi.

Al contrario del Milan di allora, l’Inter approda alla finale di Madrid in possesso di  tutti i requisiti calcistici per ambire al trono d’Europa: bel gioco offensivo, sapienti schemi tattici, organico stellare e mentalità vincente.  José Mourinho ha il merito indiscusso di averla  trasformata  nel gioco e nella testa.  Dunque, a Cesare quel che è di Cesare e a José quel che è di José: tutto questo gli va riconosciuto.

Premetto che il mio pronostico per la finale di stasera è tutto per l’Inter. Per i valori calcistici in primis, ma anche per i fatidici “segnali” premonitori, già menzionati nel 2007, che hanno caratterizzato l’intera sua stagione: grossolani errori altrui (vedi i goal divorati dalle avversarie  nelle ultime giornate), la Roma sconfittasi da sola  dopo il sorpasso, la partita tutta in discesa contro la Lazio ferma, qualche svista arbitrale a favore che avrebbe potuto (o dovuto?) cambiare il corso della competizione europea (vedi Chelsea-Inter), il Barcellona giunto a Milano in pullman a causa della nube vulcanica.  L’ultimo “segnale” della serie è la squalifica di Franck Ribéry, giocatore vitale per il gioco del Bayern.

Tuttavia, prima che il luccichio della tanto sospirata terza coppa nerazzurra accechi il popolo interista in merito ad alcuni poco edificanti comportamenti del mister e prima che Mou s’involi verso i lidi madridisti con la patente di eroe, vorrei andare ancora una volta controcorrente e spogliarlo dell’aura “divina” costruitagli attorno.

Tanto per cominciare, che ne dite  di queste distorsioni di valori? Che modello costituiscono, secondo voi,  per i più piccoli e per coloro che vedono nel mister nerazzurro un idolo?

Silenzio stampa e senso del dovere. Mou percepisce uno stipendio che ritengo scandaloso, di cui afferma egli stesso di vergognarsi. Sono dell’avviso che, per quelle cifre, nulla possa giustificare un silenzio stampa di mesi. Lo considero vergognoso da parte sua e della Società che glielo consente, più che mai di questi tempi. Fino a prova contraria, la presenza in sala stampa fa parte dei doveri di un allenatore. A chi fosse sordo ai discorsi sul senso del dovere e sui valori morali e ragionasse esclusivamente in termini di denaro, ricordo che Sky e i suoi abbonati pagano dei bei soldini per godersi in anteprima i suoi show. Aggiungo che 12 milioni di euro all’anno costituiscono un “risarcimento” di tutto rispetto per qualsiasi attacco mediatico, provocazione, contestazione, polemica, critica, equivoco, errata interpretazione dei suoi sermoni o per altri “crimini” di lesa maestà ai suoi danni…

Rispetto del lavoro altrui. Vedi sopra. Vedi il modo di apostrofare i giornalisti durante le conferenze stampa. Vedi  i bravi e appassionati giornalisti di Inter Channel costretti a fare i salti mortali per riempire con rubriche o immagini di repertorio i vuoti dell’attualità del campo che egli non consente di riprendere. (Vedi anche i relativi utenti paganti).

Rispetto dell’avversario. Pensate ai veri grandi dello sport, ossia ai campioni grandi uomini. Difficilmente si prenderanno beffe degli avversari perdenti come Mou ha fatto con Ranieri, né ne raccoglieranno le provocazioni dando vita a schermaglie da bambini dell’asilo.

Rispetto dei tifosi. La Pinetina trasformata in bunker, tenuta chiusa ai tifosi per mesi e riaperta loro quando  il tifo faceva comodo. Le tendine dei finestrini del treno subito abbassate in risposta all’affetto dei sostenitori recatisi alla Stazione Centrale di Milano per salutare la squadra in partenza per Firenze. Purtroppo, pur di vedere la terza coppa in bacheca, i sostenitori accecati dal tifo chiudono entrambi gli occhi su questi episodi.

Grande comunicatore? Ma per piacere… Non scandalizzatevi se sul piano della comunicazione definisco Mourinho un grande perdente. O forse, un comunicatore che si cuce la bocca per mesi per paura di essere frainteso o attaccato può ancora definirsi tale?

Show man.  Neologismi pittoreschi che hanno fatto la fortuna dei venditori di magliette, cartellini rossi dalla panchina, provocazioni clamorose a rischio di pesanti strascichi disciplinari (come il segno delle manette e le allusioni al Presidente del Siena Mezzaroma), uscite malaccorte spacciate per  modi per distogliere la pressione dalla squadra, con il risultato di seminare vento e raccogliere tempesta e di “ingraziarsi” i mass media.  Salvo poi calarsi nel vittimismo e fare dell’universo mediatico il capro espiatorio di tutti i mali. Salvo non parlare con Sky, che paga salati i diritti, e concedersi ai giornalisti inglesi. Per poi lamentarsi dell’Italia

Egocentrismo. Mou è soprattutto innamorato di se stesso. Da qui il bisogno di attirare  l’attenzione e di far costantemente parlare di sé. In bene o in male, insomma, basta che si parli di lui … I media nutrono il suo narcisismo attaccandosi ad ogni sua parola e lui ci gode come un bambino capriccioso. Il modo più atroce per farlo soffrire sarebbe quello di ignorarlo completamente.

Quante contraddizioni! Mourinho lancia il sasso e poi scappa chiudendosi nel mutismo. Auspica di smorzare i toni ma è il primo ad alzare la voce. Si definisce uno Special One, ma sottraendosi al confronto dialettico per timore di degenerazioni o fraintendimenti, dimostra di non saper controllare neppure se stesso. Dichiara spavaldo di convocare solo giocatori al 100 % e in Parma-Inter rispedisce in campo Materazzi che sta uscendo stirato….

Prostituzione intellettuale? Leggete la cartella “Caso Materazzi” sulla homepage di questo blog…

Il defaticamento dei pantofolai. Lo sa anche l’ultimo degli allenatori. Dopo uno sforzo intenso, le tossine vanno scaricate al più presto dai muscoli con un buon defaticamento, pena un inadeguato recupero e un accresciuto rischio di infortuni. Se a un esame ISEF uno studentello affermasse che dopo una partita importante è bene concedere alla squadra due giorni di riposo assoluto, il professore gli indicherebbe la porta. A ragione. Ora: immaginiamo che su un campetto di calcio un bravo e volonteroso allenatore che applica i principi corretti dell’allenamento si senta dire da un bimbo: “Dopo la partita è giusto andare a spasso per due giorni perché lo fa Mourinho e vince…” cosa potrebbe rispondere al piccoletto quel povero allenatore? Forse, che per i marziani vigono altre leggi fisiche? Oppure, che dopo le partite i gladiatori sono talmente svuotati che chieder loro di presentarsi al campo il giorno seguente sarebbe troppo?

Il richiamo di Madrid. Che i contratti siano ormai carta straccia, lo sappiamo. Che sulla fedeltà alla parola data ci siano poche speranze, anche.  Tuttavia,  l’impegno pluriennale di Mourinho con l’Inter presupponeva un lavoro a lungo termine, in virtù del quale la Pinetina era stata rivoluzionata dentro e fuori secondo gli ordini, pardon, i desideri di Mou. Senza parlare del tanto sbandierato affetto per il suo splendido gruppo. D’accordo che sui motivi del suo addio non ce la raccontano fino in fondo, ma vi sembra bello che i suoi ragazzi affrontino la finale già sapendo che……?

Il Crocifisso e le  preghiere. E i principi cristiani sono un optional?

Stante la mentalità dominante secondo cui chi vince ha sempre ragione,  questi esempi saranno tanto più deleteri se, come i segnali dell’annata calcistica preannunciano unanimemente, Mou uscirà vincitore dal Bernabeu. Fino a che il Padreterno gliela manderà buona, risulteranno infatti vincenti i valori della teatralità, della gara a chi la spara più grossa, del “in caso di torti arbitrali, vince chi grida di più”. Fino ad allora, la vergogna del bivacco di via Massaua e delle due notti trascorse all’addiaccio dai tifosi saranno “passione” e “attaccamento” ai colori nerazzurri, la disorganizzazione cronica nella vendita dei biglietti un “problema tecnico”, l’Inter Club di appartenenza del cinese residente in Polonia che ha acquistato il primo biglietto per Madrid una curiosità senza risposta, gli stiramenti che fermano i giocatori per un mese “risentimenti” o “affaticamenti” muscolari, la sindrome compartimentale di Materazzi operata con un’incisione di soli 2 cm 😀 una tecnica marziana e il “nostro” un eroe 😀 . Il “caso” Ladycalcio-Materazzi sarà un fulgido esempio dello “stile Moratti”, così come il tutto concesso a Mou.

Infine, anziché uno schiaffo alla miseria in un momento di crisi mondiale, i 600.000 di euro di premio in caso di tripletta a chi ha semplicemente fatto il proprio dovere saranno il giusto premio, un incentivo in più, o chissà cos’altro.

Non so per quanto ancora si potrà andare avanti così. La pazienza divina non è infinita, ma fino a che resisterà, l’idolo Mourinho prenderà il posto di Dio in troppi cuori nerazzurri.

Agli annali resterà il 3 °sospirato  titolo europeo della Beneamata dopo un buio di 45 anni e nel ricordo collettivo,  Mourinho, dio del calcio e  miglior allenatore del mondo.

Posted in Calcio italiano, Inter | Contrassegnato da tag: , , , , , | 15 Comments »

The Special Arrogant

Posted by ladycalcio su martedì, settembre 22, 2009

Credeva di poter fare il bello e il cattivo tempo con il direttore di gara come lo fa con i giornalisti in conferenza stampa: Orsato, giustamente, l’ha buttato fuori.

Premetto che non stravedo certo per Daniele Orsato, già autore di pessime prestazioni contro l’Inter (vedi  https://calcioparole.wordpress.com/2009/04/24/inter-sampdoria-peggiore-in-campo-orsato/),ma il rosso di domenica a Mourinho mi è parso sacrosanto. Punto primo: a prescindere dagli errori arbitrali, un allenatore non può permettersi – per nessuna ragione – di perdere le staffe e di lasciarsi andare come lui ha fatto domenica. Meno che mai se siede sulla panchina dell’Inter, candidata al trono europeo.

Nelle ultime partite, più che a un tecnico sicuro del fatto suo e padrone della situazione, il mister nerazzurro è andato sempre più somigliando a un pentolone di fagioli: brontola, borbotta, si dimena, protesta,  sbraita. Ho sempre sostenuto che Mourinho, sotto la vernice mediatica, sia un insicuro, barricato dietro quell’antipatica facciata fra il blagueur e il guascone.

È talmente “speciale”, Mourinho, talmente un mago della dialettica, che come un bambino lancia il sasso e scappa, delegando il dopopartita di Sky e di Inter Channel a un imbarazzatissimo Marco Branca, investito dell’ingrato compito di mettergli le pezze.

Secondo Branca, Mou sarebbe molto “dispiaciuto” dell’espulsione, dettata più che altro dalla sua gestualità. Quello che vedo dalle immagini TV è piuttosto un Mourinho inca..volatissimo, che lancia fulmini e saette dagli occhi e un sonoro “vaffa” dalla bocca. Il siparietto gli frutta la terza espulsione in Italia in poco più di un anno, una giornata di squalifica e 15.000€ di multa. E per favore, non prendiamocela con ControCampo o con La Domenica Sportiva: il labiale l’hanno mostrato, non inventato!

Punto secondo: è indubbio che Mourinho abbia dei numeri, ma detesto certi suoi atteggiamenti supponenti e provocatori. In primis, quelli che tiene durante le sue conferenze-stampa.

Altro che fenomeno mediatico che dirotta su di sé le attenzioni per salvaguardare la squadra: Mou mi pare piuttosto lo schizzinoso re del “non rispondo”, del “non parlo di…”, del “non commento”: “non rispondo” a domande sulla Champions League, sul Chelsea, sulle altre squadre…”Non parlo” dell’arbitro, dei singoli, dei non convocati, della partita di settimana scorsa, di quella di settimana prossima… “Non commento” le parole del Presidente, dei dirigenti, degli altri allenatori… e via discorrendo. Farebbe prima a cantare “Mi sont de quei che parlen no” (io sono di quelli che non parlano), lui che si cimenta con il dialetto milanese.

Oggi intanto, alla vigilia di Inter-Napoli, in sala stampa si è presentato Esteban Cambiasso (chissà perché non il vice Beppe Baresi). Per i miei gusti, un passaggio dalla notte al giorno: il Cuchu è allegro, sorridente, correttissimo e disponibile. E risponde di buon grado a tutte le domande, anche a quelle tattiche che sarebbero state di competenza del capriccioso tecnico.  Viva Cambiasso!

Eppure, per i media Mou è un divo, un fenomeno della comunicazione. Fa comodo a tanti, perché alimenta i dibattiti (e le polemiche) che “fanno la trasmissione”. Lui, il grande attore, ci marcia e se la tira, recitando compiaciuto la parte del professore in cattedra che umilia gli scolaretti. Mi dà ai nervi  quell’espressione compiaciuta dinanzi all’imbarazzo che si disegna sul volto del malcapitato di turno, costretto a incassare zitto zitto il suo rifiuto in diretta TV.

Per conto mio, lo considero soltanto un atteggiamento di grande maleducazione e di mancanza di rispetto verso il prossimo. Mi domando: chi è Mourinho per permettersi di trattare i giornalisti con quel fare da tiraschiaffi? Un dio della pedata o un comune mortale destinato –  come noi tutti – a ritornare polvere? La risposta, più che scontata per chi vive con i piedi per terra, non è purtroppo tale per tutti coloro che campano d’aria e di boria veleggiando sui  “valori” distorti dell’aberrato mondo del calcio.

Secondo la mentalità imperante degli addetti ai lavori, in virtù della panca sui cui poggia le terga e dei soldi elargitigli dal patron Moratti, Mou sarebbe da considerare alla stregua di un intoccabile semidio. E gli altri? Poveri plebei ai suoi piedi, costretti a pendere dalle sue labbra, a subirsi le sue lune, le saette che lancia dagli occhi, i suoi frizzi e lazzi,  i suoi perentori no, i suoi “non rispondo” a stroncare sul nascere domande neppure formulate. Il tutto, s’intende, per portare a casa la pagnotta, mentre lui si porta a casa 10 milioni netti di Euro all’anno. Bello, vero?

The Special Arrogant non arriva a comprendere che senza gli operatori dell’informazione il calcio non potrebbe sopravvivere? E che in quel caso sarebbe fra i primi a finire con il sedere per terra? Mou farebbe bene a scendere dal piedestallo e a porsi da sé la domanda più banale: cosa può fregargliene personalmente a un giornalista se il giorno dopo l’Inter schiererà il rombo piuttosto che il tridente? Personalmente, la notte dormo benissimo anche senza sapere se in difesa giocheranno Samuel e Lucio piuttosto che Cordoba e Chivu. E voi?

Eppure, il fondo si è toccato alla vigilia di Inter-ManU, con The Special Arrogant protagonista di una figura da sprofondare davanti ai media di tutt’Europa (si rende lontanamente conto dell’onere economico e del sacrificio della trasferta di una troupe TV?): la proposta di rivelare la formazione del giorno dopo chiudendo subito dopo la conferenza stampa e tornandosene tutti a casa, in quanto indispettito da una banalissima domanda.

Se il “manico” dell’Inter permette ai suoi dipendenti questo e altro, Calcio e Parole non ci sta ad assuefarsi alla mentalità corrente.

Parlando controcorrente (la dice tutta!), giova ribadire che, come già ricordato, Mourinho percepisce uno stipendio netto annuo di 10 milioni di Euro. La cifra, per quanto mi riguarda, è già di per sé uno schiaffo alla miseria. Tanto più scandaloso mi sembra dover sottolineare che fra i doveri di un tecnico vi è quello di rispondere alle domande dei giornalisti – siano esse scomode, provocatorie e ripetitive quanto si vuole – con correttezza ed educazione. Per quella cifra…

Di più non gli è richiesto. Eppure, far entrare questo concetto nelle incancrenite cervici che popolano il mondo malato del calcio, sembra essere un’impresa proibitiva. Si cozza contro risolini di compatimento, frasi di rassegnazione… si è tacciati di bestemmia, ci si prende del Don Chisciotte che lotta contro i mulini a vento… A quel punto, come avviene in medicina per i casi ribelli, non resta che la cura-urto.

Volete sapere cosa farei io se nel porre a Mourinho una domanda più che corretta e pertinente (ad esempio: “Scusi mister, mi potrebbe dire cortesemente per quali motivi non ha convocato Balotelli?”) venissi “investita” verbalmente come è accaduto a più malcapitati?  Risponderei con le sue stesse “armi” mediatiche: mi alzerei dalla poltrona, senza scompormi inviterei il pallone (s)gonfiato ad imparare l’educazione e lascerei la sala stampa in diretta TV. Non preoccupatevi, ho fatto (e probabilmente farò) di molto peggio, senza guardare in faccia nessuno.

Ebbene: questo dovrebbero fare i giornalisti, anziché leccare i piedi a un allenatore nel quale di speciale vedo soltanto la boria: uscire tutti dalla sala stampa in segno di protesta civile per rivendicare la loro dignità di professionisti e di persone. Se tutti facessero così, statene certi, il “Prof. Mourinho” avrebbe già cambiato registro da un pezzo. Già. Se solo gli inviati non dovessero vedersela con i direttori… se solo la sera stessa non volassero in trasferta sull’aereo dell’Inter… ho detto tutto?

Domenica intanto, a volare (dal campo) è stato lui. Proprio lui, quello che si scaglia contro la prostituzione intellettuale.

Appendice

Ladycalcio ci vede meglio di Mourinho.

Ricordate la conferenza stampa di Mou del 12 settembre, prima di Inter-Parma? Secondo il tecnico, diversamente da quanto avevo previsto, a Materazzi sarebbe mancata solo una settimana per ritornare a disposizione dopo il famoso “risentimento” alla coscia destra rimediato a Lugano il 5.9.  Forse, Mou (o chi per lui) è stato un po’ ottimista a farmelo sprintare davanti agli occhi tutto pimpante giovedì scorso: purtroppo (e sportivamente, ve l’assicuro, mi dispiace) l’eccessivo ottimismo dev’essere costato a Matrix una mezza ricaduta, se è vero che venerdì e sabato è tornato alla corsetta sul campo, rispettivamente a fianco del preparatore atletico Andrea Nuti e del collega Stefano Rapetti.

Ladycalcio meglio di Red Bull.

Per il bene dell’Inter, se il fastidio dovesse persistere, Ladycalcio si offre di far compagnia al n° 23 nerazzurro al posto dei preparatori durante le sue sgambatine attorno al campo. Con tanto di seduta di stretching finale ad evitargli ulteriori STIRAMENTI. Come reagirà il giocatore alla proposta? Entusiasta e a bocca aperta come nelle foto a questo link: http://www.inter.it/aas/news/reader?N=45805&L=it&CAT=2

QUANDO IL SOLO PENSIERO…. TI METTE LE ALI!

Posted in Inter | Contrassegnato da tag: , , , , , , , | 35 Comments »

MOURINHO AL REAL MADRID: AL 100 %!

Posted by ladycalcio su domenica, Mag 24, 2009

Post scriptum del 26 maggio 2009: Ladycalcio non cambia idea su Mourinho. Nonostante la notizia del prolungamento del suo contratto fino al 2013, diramata ieri sera,  rimane convinta che il tecnico sia destinato a lasciare molto presto l’Inter. Vi meravgliereste forse dell’ennesimo pasticcio in casa nerazzurra?

Per mia fortuna, non sono fra la schiera di giornalisti costretti a pendere settimanalmente dalle labbra di José Mourinho e a subirsi  le sue lune e i suoi numeri ad ogni conferenza stampa.

Il mister va o sta? Come sempre, tutti lì a fargli domande in religiosa sottomissione, in rigoroso ordine gerarchico, con fantozziano servilismo: sorriso supplichevole per ingraziarselo, formulazione soft del quesito  per non inchiodarsi contro il fatidico “non rispondo”. Stuzzicarlo ? Sì, ma non troppo. Meglio aggirare le domande, approfondirle pian piano prendendole alla larga (magari “alleandosi” con i colleghi), scavare nei suoi sguardi e tentare di interpretarne l’espressione del viso mentre lui ti fissa sornione, consapevole di aver ai suoi piedi una platea pronta a nutrirsi di ogni parola che esce dalla sua bocca: la bocca dello Special One.

E la carta stampata? Fiumi d’inchiostro, congetture, frenetico tam tam fra colleghi, linea diretta con  le conoscenze in terra di Spagna per  rincorrere anche la più insignificante voce.

Ladycalcio la risposta ce l’ha già, sicura: Mourinho lascerà presto l’Inter al 100 %. Anche se dopo la gara di oggi dovesse dichiarare il contrario.  Allettato dalla “tentasione spagnola, è in procinto di piantare baracca e burattini. Non dopo aver impostato la campagna acquisti, predisposto il rivoluzionamento dei campi di Appiano, dirottato il raduno di preparazione estiva negli USA, coniato slogan da maglietta e conquistato il cuore dei tifosi, che domenica scorsa a San Siro avevano esposto degli striscioni con scritto “ti amiamo”.

Pivella tiraschiaffi – sbotterà qualcuno -, da che fonte avresti avuto la “dritta”? Via, non dovrò dirvi proprio tutto…

Vi dispiace?  Vi lascio lo 0,01 % d’illusione che Mou rimanga all’Inter.

Posted in Inter | Contrassegnato da tag: , , | 44 Comments »

INTER, SONO 17 SCUDI MA… È QUI LA FESTA?

Posted by ladycalcio su lunedì, Mag 18, 2009

Curva SudFumogeni NordFuochi d'artificioScivolataScudettone 17Tabellone Campioni

Coreografie Curva NordDopo un sofferto finale di stagione, per l’Inter è finalmente arrivato il 17° Scudetto: il quarto consecutivo, vinto sul campo, pur con tutti i limiti dell’attuale squadra nerazzurra (e dei suoi avversari). Qualcuno ha parlato di “monologo”: niente di più vero in tutti i sensi.

Comunque sia, dopo la sconfitta del Milan di sabato sera a Udine, l’Inter è meritatamente Campione d’Italia ed eguaglia il numero di campionati vinti dai cugini rossoneri.

La “festa” (fra virgolette) di  San Siro nel dopopartita di Inter-Siena, definita eufemisticamente “spontanea”, è in realtà figlia dell’improvvisazione e della disorganizzazione che già contraddistinsero la Società nerazzurra lo sorso anno: alcuni giocatori non partecipano neppure al giro di campo con lo scudettone n° 17, defilandosi negli spogliatoi dopo il fischio finale. Quattro fuochi d’artificio e la festa si spegne in sordina con sempre meno persone che vagano sul terreno di gioco. Imperdonabile: Giacinto Facchetti viene ricordato all’altoparlante quando lo stadio si è ormai svuotato, con i pochissimi rimasti sugli spalti a chiedersi increduli se sia già tutto finito.

Seppur in un incontro alla camomilla, la prestazione degli uomini d Mourinho contro i senesi è  dignitosa, a dispetto della bagarre e del pochissimo sonno di sabato notte. Anche in questo caso, vale quanto  già detto più volte: l’Inter difetta dal punto di vista dell’organizzazione societaria: non ha regole, non ha una “testa pensante” neppure a livello dirigenziale. Anche se la bravata non è costata cara agli uomini di Mourinho come avrebbe potuto, la sfilata anticipata in piazza Duomo rimane a mio avviso un pessimo esempio di gestione societaria, sia dal punto di vista umano, sia da quello della programmazione atletica. L’episodio ci dimostra ancora una volta come il tecnico portoghese abbia tutt’altro che in pugno la squadra, sfuggitagli completamente di mano, e come la Beneamata, senza certi fondamentali presupposti, non possa ambire di essere all’altezza delle grandi società europee.

Peccato per quei tifosi lontani che sabato notte, non potendo neanche lontanamente immaginare che giocatori in procinto di affrontare una partita stessero per lasciare il ritiro e per darsi a una pazza tournée notturna,  non hanno fatto in tempo a giungere sul posto e a partecipare alla festa. Una mancanza di rispetto soprattutto verso di loro.

Tornando a ieri sera, anche quest’anno, la palma delle coreografie più belle va alle Curve. Per un attimo, la Nord riesce addirittura a spezzare l’aplomb del mister nerazzurro: “Salta con noi José Mourinho!”, risuona nel Meazza. Incredibile ma vero, l’inossidabile azzarda due timidi saltelli…  Ad imperversare sugli striscioni è lo slogan a lui ispirato “Zero tituli”.

La consegna del trofeo è rimandata all’ultima di Campionato, fra due settimane, contro l’Atalanta. Nel frattempo, godetevi le immagini più significative di ieri sera.

Posted in Inter | Contrassegnato da tag: , , , , , | 44 Comments »

Mourinho: the time is coming

Posted by ladycalcio su lunedì, febbraio 23, 2009

Vince l’Inter a Bologna e vincono le dirette inseguitrici: nulla di nuovo in Campionato, dove i distacchi si mantengono invariati . Quasi un fermo immagine, come se tutto si fosse congelato nella febbrile attesa dell’imminente big match di Champions League fra i nerazzurri e Il Manchester United.

Gli occhi di tifosi e addetti ai lavori sono già rivolti a martedì sera, Stadio Meazza, ore 20.45. Mister Mourinho ostenta distacco, ma in realtà è il primo a corrervi con il pensiero. È quello che accade anche agli studenti: febbraio è tempo di pagelle. Così, esauriti gli avversari nostrani come il Lecce, lo zoppicante Milan e il Bologna, Mou si appresta ad affrontare l’esame europeo. In cattedra siede Sir Alex Ferguson, con il suo squadrone.

La vigilia è delle solite fumose, fra risentimenti 🙂 dei difensori centrali, pre-tattica e, appunto, fumo negli occhi sulla formazione che scenderà in campo. Lasciamo al terreno di San Siro la sentenza sui recuperi o meno dai vari malanni o presunti tali e citiamo per una volta un esempio di giornalismo vero: Massimo Marianella (Sky) e la competenza con la quale, su Inter Channel, ha tracciato un ritratto a 360 gradi del ManU in un’intervista a cura di Roberto Monzani, andata in onda mercoledì. Un contributo di valore sia dal punto di vista giornalistico, sia da quello socio-culturale, che ha proposto uno spaccato della storia, delle tradizioni e della mentalità dei padroni dell’Old Trafford: analisi storiche, considerazioni tattiche e confronti fra epoche, non senza qualche sacrosanto appunto sugli eccessi del marketing in cui è degenerato il calcio moderno.

Il canale tematico nerazzurro ha poi proseguito nella presentazione dei nostri avversari con un’intervista a Sir Alex e con ulteriori interviste e contributi che hanno ripercorso la storia del ManU e dei suoi protagonisti nell’arco della varie epoche: dalle storiche colonne Bobby Charlton, George Best e Denis Law a David Beckham e Cristiano Ronaldo, passando per il disastro aereo di Monaco e la drammatica ricostruzione.

La sfida degli ottavi di Champions sarà decisa dagli schemi e dalla coesione degli uomini sul campo. Ferguson, come ha sottolineato Marianella, ha il merito di aver saputo gestire al meglio il passaggio generazionale fra l’anima del ManU (costituita da campioni come Scholes, Gary Neville, Giggs, ecc.) e i vari Tevez, Berbatov, Rooney e Cristiano Ronaldo, in una sapiente fusione fra “senatori”, nuovi acquisti e giovani del vivaio.

Mourinho, che per contro si avvale della sapiente opera di ricostruzione svolta da Roberto Mancini, deve dimostrare che l’attuale insieme della sua Inter è maturo per l’Europa. Anch’egli ha integrato le colonne portanti della compagine nerazzurra con nuovi acquisti e promettenti giovani (Balotelli, Santon). A non convincere del tutto è il gioco dell’Inter, altalenante nel rendimento e solita mangiarsi troppe occasioni. The time is coming: Mou è stato promosso in Campionato. Martedì, inizia l’esame europeo.

Posted in Calcio italiano, Inter | Contrassegnato da tag: , , , , , , | 14 Comments »

Derby infuocato, temperatura – 11

Posted by ladycalcio su lunedì, febbraio 16, 2009

La settimana mediatica pre-derby era iniziata con l’incertezza della presenza di Kakà e la quasi certezza di vedere Materazzi in campo :-). Era proseguita con il risentimento 🙂 agli adduttori di Maicon e i convocati nerazzurri stranamente proposti in ordine sparso anziché alfabetico 🙂 (si veda il mio ultimo post). Si era conclusa con l’indegna – a mio avviso – conferenza stampa di Mourinho, degenerata nella proposta di rendere nota la formazione ufficiale dell’Inter e di chiudere bottega senza concedere altre domande ai giornalisti presenti.

Calda anche l’atmosfera al Meazza, sebbene uno striscione reciti: “Temperatura prevista ore 22:30 – 11”. La Curva Nord rende sportivamente onore a Paolo Maldini: “Maldini: da 20 anni nostro rivale, ma nella vita sempre leale”. È il meritato omaggio all’ultimo derby del 40enne Capitano rossonero.

La sportività, ahimè, non sta invece di casa nei commenti TV. Su Sky, Fabio Caressa mi sembra a senso unico a favore del Milan, fortunatamente compensato dalla competenza tecnica e dalla classe di “zio” Bergomi. Lo stesso dicasi della Domenica Sportiva.

Sin dalle prime battute il Milan accusa pesantemente l’assenza di Kakà. Tuttavia, la squadra di Carlo Ancelotti sembra inizialmente avere schemi più solidi dell’Inter. A sconvolgere gli equilibri dei rossoneri arriva il vantaggio messo a segno da Adriano, viziato da un braccio che chiama in causa registi, moviolisti, opinionisti e doppiogiochisti. Per tutta la domenica sera (e anche il lunedì) ci si sbizzarrisce nella messa in onda di immagini dalle più svariate angolazioni, alla ricerca di un fermo immagine che avvalori la tesi della volontarietà. Se non ricordo male, non era stato esattamente così per la fatidica rete di Superpippo Inzaghi contro il Liverpool nella finale di Champions League 2007… (foriera della nascita di questo blog).

Questa settimana, il grido di dolore di Rosella Sensi sarà duplice: per l’Inter che prende il volo e per le 3 pappine rimediate dall’Atalanta.

Sul fronte milanista, il Dinho è bionico: l’Inter sembra avere l’effetto di disibernarlo. Raddoppia Stankovic e accorcia Pato, mentre Adriano si mangia clamorosamente il 3-0. Questo il primo problema irrisolto dell’Inter: le troppe occasioni sprecate. Il secondo riguarda l’assedio finale del Milan, che dimostra come la Beneamata non riesca ancora a vincere senza soffrire.

La chicca del postpartita è proposta ancora una volta da Mourinho, che porta con sé il baby Santon in conferenza stampa. Serata indimenticabile per il 18enne, in grado di tenere a bada nientemeno che Beckham, Pato e Pirlo e di chiudere gli spazi a calibri quali Seedorf, Zambrotta e Inzaghi.

Chi gli spazi se li è visti chiudere è il collega di retroguardia Materazzi, escluso persino dalla panchina. Una bocciatura piena, la sua.

Ammetto che mi ha fatto tristezza vederlo sdraiato, desolatamente solo, sulla panchina degli esclusi , con le lunghe gambe distese sul muretto. Le gambe corte le hanno invece avute, come previsto, le probabili formazioni dei giornalisti simpatizzanti, che ne avevano pronosticato la partenza da ritrovato titolare. Che strano, Matrix quando gioca lo fa bene, eppure non gioca quasi più. E nessuno dice nulla. È una questione di condizioni psicologiche?

L’immagine sopra descritta è raccapricciante, soprattutto ripensando al bel derby del Natale ’07 che l’aveva visto protagonista. Ma è più che mai  emblematica di quanto Matrix sia attualmente solo, o peggio, mal accompagnato…

Posted in Inter, Milan | Contrassegnato da tag: , , , , , , | 37 Comments »

Mancini-Mourinho: il perdente è Moratti

Posted by ladycalcio su mercoledì, giugno 4, 2008

“Son tutte balle, solo che non abbiamo più la pazienza di smentirle”, aveva detto con tono di sufficienza Moratti ai reporter assiepati sotto il suo ufficio che lo interrogavano sul possibile arrivo all’Inter di José Mourinho. Sappiamo tutti com’è finita: con un pranzo in un ristorante esclusivo di Parigi, con tanto di paparazzo a immortalare il Presidente, il figlio Angelo Mario, l’amministratore delegato Paolillo e il tecnico portoghese, e con la presentazione di quest’ultimo ieri ad Appiano Gentile.

Sala stampa affollata, con il neoallenatore seduto accanto a Branca, Paolillo e al vice Beppe Baresi. Davanti a loro un tavolo completamente nudo, in uno stile “braccini corti” che cozza con la grandeur del Presidente, ricoperto da un drappo nerazzurro. Per Mourinho, accaldato e impegnato in una lunga trafila di domande e risposte, neppure un bicchier d’acqua.

Uomo distinto, intelligente e colto, Mourinho giunge all’appuntamento accuratamente preparato (studiava evidentemente da mesi), sfoderando uno splendido italiano condito da un fuori programma nel gergo meneghino: “Io non sono un pirla “, risponde a un giornalista inglese reo di aver cercato di riportare ad arte il discorso sui giocatori del Chelsea.

Afferma di aver studiato per un mese soltanto, sbugiardato dai perfetti accordi verbali, dall’uso assolutamente corretto delle preposizioni e da una proprietà di vocabolario di tutto rispetto.

È un po’ attore, Mourinho, e recita alla perfezione la parte di chi deve far presa su una platea reduce dalle polemiche, che fiuta un po’ prevenuta nei suoi confronti. Smorza i toni sulla preannunciata “rivoluzione”, non si autoesalta, si dichiara disponibile al colloquio con i giocatori.

Durante la diretta TV, il telespettatore cerca invano Massimo Moratti, che pare aver preferito la lontananza dalle telcamere.

Avevo sempre ammirato Moratti; ora tuttavia, per onestà di giudizio devo dire che da questa storia esce a pezzi – unitamente alla Società. Interrogativo spontaneo: Oriali (“Mancini rimane al 110 %”) e Paolillo (ai microfoni di Radio Anch’iosport aveva dichiarato che l’incontro Moratti-Mancini sarebbe stato un semplice colloquio per discutere “una visione generale e un programma”, con l’80% di chances di riconferma per il tecnico) erano al corrente delle sue “manovre” in direzione Mourinho e hanno bluffato, oppure, contando come il 2 di coppe, sono state le prime vittime del colpo di testa del patron?

Sta di fatto che la popolarità del Presidente è ai minimi storici. Nei giorni scorsi, gli stessi sostenitori nerazzurri, disgustati dalle sue cadute di stile, avevano bersagliato di lamentele l’emittente Inter Channel, invocando un metro di giudizio più severo sul suo comportamento da ricco non signore e minacciando di non rinnovare più né il tesseramento, né l’abbonamento al canale tematico, in quanto quest’ultimo, fonte ufficiale della Società, aveva difeso a spada tratta l’(indifendibile) approccio di Moratti.

Non essendo bastato il ritardo di oltre 2 giorni nell’emissione del comunicato ufficiale sull’esonero di Mancini, la Dirigenza nerazzurra aveva deciso di rendersi ridicola fino in fondo minacciando azioni legali contro chi avesse riportato presunti stralci del colloquio d’addio fra il patron e il Mancio. Ironica la risposta de “Il Giornale”, a firma Riccardo Signori: “Prendiamo atto della smentita della società (sperando che non sia come quelle su Mourinho degli ultimi mesi).”

In un crescendo di gaffes e meschinerie senza precedenti, ecco l’annuncio dell’esonero di Mancini senza neppure un ringraziamento formale al tecnico “scaricato” (ringraziamento presente invece nel comunicato stampa di quest’ultimo), il rinvio dell’ufficializzazione dell’ingaggio di Mourinho fino al pomeriggio del 2 giugno, il grazie al Mancio “a scoppio ritardato” (solo dopo le pesanti critiche piovute a 360 gradi) e un volgare epilogo a pesci in faccia destinato a finire in tribunale, dove Moratti rischia di perdere ben più della faccia (che molti sostengono non abbia già più).

Per non parlare della presunta buonauscita da lui proposta al suo ex-tecnico e del presunto tentativo di aggrapparsi allo scandalo intercettazioni come giusta causa per il suo licenziamento. Tesi giuridicamente insostenibile.

Quanto alla classe e all’etichetta che l’avevano da sempre contraddistinto, Moratti le aveva già perse in tribuna d’onore con gestacci, volgarità e labiali di critica ai suoi giocatori. E se è vero che i mass media tendenziosi “ci marciano”, stavolta il Presidente deve prendersela soltanto con se stesso.

Signori, si cambia. Si cambia l’allenatore campione d’Italia, si cambia un team vincente (pur con tutti i suoi limiti), si abbandonano le certezze per le incertezze. Il verdetto al campo. Se i risultati dovessero cambiare in peggio, si cambi il Presidente.

Posted in Calcio italiano, Inter | Contrassegnato da tag: , , , , , | 7 Comments »

The Special One fa le valigie

Posted by ladycalcio su domenica, settembre 30, 2007

mo.jpg

Quando era arrivato alla corte di Abramovich, nel giugno del 2004, fresco di vittoria in Champions League con il suo Porto, Mourinho si era presentato ai giornalisti inglesi con questa frase: “Please don’t call me arrogant, but I’m European champion and I think I’m a special one” (per favore, non dite che sono arrogante, sono campione d’Europa e penso di essere un tipo speciale, n.d.r.).
Una frase questa, che nei tre anni spesi in Inghilterra come allenatore del Chelsea, Leggi il seguito di questo post »

Posted in Calcio inglese | Contrassegnato da tag: , , , , , | 2 Comments »

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: