CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

Archive for agosto 2010

L’Inter manca il grande slam

Posted by ladycalcio su sabato, agosto 28, 2010

Il sogno del grande slam muore qui, sulle rive della Costa Azzurra“, commenta Massimo  Marianella su Sky Sport 1. I Colchoneros dell’Atletico Madrid spezzano l’invincibilità dell’Inter ma non la scaramanzia,  che vuole che ad alzare la Supercoppa Europea negli anni pari sia la vincitrice dell’Europa League.

Per carità, non parlatemi di confronti fra Benitez e Mourinho e di chi, al primo passo falso della nuova Inter di Rafa, già si straccia le vesti invocando il nome di Mou. Dice bene il nuovo mister: “La partita la fanno i giocatori”. A questi ultimi – e non all’impostazione tattica della partita – è da imputare a mio avviso  la sconfitta di ieri: fuori registro, poco convinti, a tratti svogliati.  Nei sincronismi della perfetta macchina da gioco nerazzurra, di colpo è sembrato non funzionare più nulla: passaggi, rimpalli, idee, distanze fra i reparti.

L’ uno-due ad opera di Reyes ed Aguero si rivela letale per l”Inter, solitamente spavalda nelle rimonte, che questa volta non riesce a ribaltare il risultato.  Che per gli uomini in casacca nerazzurra non sia serata, lo dimostra il rigore buttato al vento da Milito.

Insomma, mancano singolarmente la partita le individualità più importanti: Sneijder inconcludente, Milito quasi assente,  Julio Cesar che sull’1-0 si fa sorprendere sul primo palo…

Per contro, nell’Atletico si mettono in luce il portierino De Gea, Reyes ed Aguero, che spiccano in un undici veloce, sempre pronto a ripartire, che non concede nulla alle azioni dell’Inter. “Svuotata, squilibrata, idee poche e confuse: dov’era?” si interroga giustamente Andrea Elefante nelle sue pagelle sulla Gazzetta dello Sport riguardo al nulla messo in mostra dalla Beneamata.

Forse, l’apparente poca convinzione degli uomini di Benitez nascondeva una sicurezza eccessiva dopo la serie di allori mietuti? Beppe Bergomi (Sky) parla di “un bagno di umiltà che può anche far bene“.

O invece, come dichiarato da Benitez nel postpartita (sempre su Sky), “si vedeva che la squadra non era fresca” e l’Inter deve solo “migliorare fisicamente“?

Comunque sia, allo stadio Louis II di Montecarlo la 36^ Supercoppa Europea è vinta meritatamente dall’Atletico Madrid. Per l’Inter, il trofeo mancante in bacheca rimane stregato.

L’incidente di percorso non intacca l’enorme potenziale della squadra. Lasciamo lavorare in pace Benitez e  diamo ai suoi uomini il tempo di assimilarne gli schemi e di smaltire le tossine muscolari della preparazione estiva.

Con la seduta d’allenamento odierna, intanto, i nerazzurri hanno già voltato pagina. Lunedì, a Bologna, inizia il campionato.

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Furto borsa a Riccione: la famiglia Materazzi ringrazia

Posted by ladycalcio su giovedì, agosto 26, 2010

Ieri sera, cliccando sul Sito Ufficiale di Marco Materazzi, si poteva leggere un accorato appello del giocatore a chiunque fosse stato in grado di aiutarlo a ritrovare una borsa rubata domenica scorsa alla moglie Daniela nel camerino di un negozio di abbigliamento a Riccione.

Nel post, intitolato “Furto alla famiglia Materazzi!”, Matrix prometteva di sdebitarsi verso chi avesse rinvenuto la borsa (“il cui contenuto è molto importante per me e per mia moglie, dunque sono disposto a ringraziare” 😯 ) o fornito indicazioni utili all’identificazione della persona responsabile del furto. No problem, manco a dirlo, se si fosse trattato di “accontentare” uno Sherlock Holmes interista, ma data la posta in gioco, il nostro non si formalizzava di certo davanti a una diversa fede calcistica!

L’appello, udite udite, era corredato nientemeno che dalle immagini riprese dalle telecamere a circuito chiuso del negozio 😯 , con tanto di indicazione della via in cui il medesimo è situato. Il video che Matrix invitava i lettori a visionare, mostrava una persona di sesso femminile introdursi furtivamente nel camerino della moglie Daniela approfittando di un attimo di distrazione di quest’ultima, sottrarle la borsa e svignarsela.

Dulcis in fundo, il Materazzi che da una vita ha chiuso la casella email di dialogo con  i lettori 😦 , indicava loro uno specifico indirizzo email  al quale  inviare eventuali informazioni.

Nella mattinata di oggi, post e video erano spariti nel nulla 😯 . Mi è difficile immaginare che il mal tolto sia stato ritrovato nell’arco di una notte (anche se, per senso di giustizia, auguro a Marco e Daniela che ciò avvenga presto). Dunque, volutamente non riporto  brani del testo rimosso, né scendo in particolari che ritengo essere stati pubblicati in modo avventato dal “solito Materazzi” prima che qualcuno un po’ più accorto ed informato gli facesse leggere d’urgenza la normativa vigente in materia di installazione di telecamere e protezione della privacy. (Si vedano i link in calce a questo post).

Mi limito quindi a un paio di interrogativi e a qualche considerazione. Quelle immagini sarebbero state fornite a Maria Rossi, a me o a te, lettore? In caso di risposta negativa: per gli eroi della pedata vigono trattamenti di favore anche nella vita? Già di primo acchito mi ero domandata: possibile che sia legale mettere online un video che, oltre all’autrice del furto, mostra persone distinguibili in volto, tra cui un minore, ignare di fare il giro del mondo?  Dalla regolamentazione linkata, mi pare proprio di capire che legale non lo sia per nulla.  Semmai  è la Pubblica Sicurezza che, in casi eccezionali, dispone di rendere pubblici identikit o immagini che possano aiutare a risalire agli autori di crimini ben più gravi.

Al di là di questo, mi ha colpito l’”eleganza” (si fa per dire) di quel “dunque sono disposto a ringraziare” in relazione all’importanza che il contenuto della borsa riveste per Marco e consorte. Matrix non lo specifica, ma per giungere a tanto… Posso solo immaginare che si tratti di un valore affettivo quale un regalo o un ricordo importante, di documenti, di un’agenda elettronica con dati, numeri e riferimenti , di qualcosa frutto di un lavoro non quantificabile o, comunque,  non risarcibile in denaro. Come diventano riconoscenti e generosi i coniugi Materazzi, toccati sul vivo!

Ebbene: ricordate “Il Ritorno del Guerriero”, il lungo, appassionato, per me importantissimo articolo frutto di mesi di lavoro che regalai a Materazzi nell’estate 2008 senza ricevere neppure un cenno di ringraziamento (anzi, mi parve di avergli fatto un dispetto)?

Davanti a un tale sfoggio di opportunismo, mi chiedo dove possa arrivare la riconoscenza “interessata”di un Materazzi toccato duro sul personale secondo i parametri di valore professati da lui e dal suo entourage: al regalo di una maglietta autografata consegnata con il sorriso? Per la cronaca, un’analoga consegna avvenne nel maggio 2008 per la gioia del vincitore dell’asta benefica del Centenario, che si era aggiudicato la maglia indossata da Matrix in Inter-Reggina alla modica quota di 6.000 Euro”, con foto ricordo e visita alla Pinetina compresi nel “pacchetto”.

Oppure, a una visita al Centro Sportivo Angelo Moratti di Appiano Gentile accompagnati da un Matrix sorridente a 40 denti, più due biglietti omaggio di tribuna rossa per il prossimo match di Champions League?  Al fatidico caffè al bar di Appiano 😀 mai offerto a Ladycalcio :-(?

Ladycalcio, che con l’intromissione di terzi in un dono fatto di cuore a Matrix in senso figurato ha a sua volta subito una grave invasione nel suo  spazio privato e uno “scippo” in termini di gratificazione personale, è decisa a non dare scampo ai colpevoli.

Nel pomeriggio, dopo aver rimosso il post di cui sopra, Matrix ne ha pubblicato un altro in cui, minacciando querele, smentisce seccamente le parole volgari attribuitegli dal Dott Paclet, ex-medico della Nazionale francese e neoautore di un libro, in occasione della Finale Mondiale di Berlino.

Che questa storia Materazzi-Zidane potesse diventare infinita potevo immaginarlo”, scrive Matrix. Non aveva messo in conto che potesse divenire tale anche la storia Materazzi-Ladycalcio.

Link alla normativa vigente in materia di telecamere e privacy:

http://www.safetal.com/italian/dettaglio_news_sicurezza.php?idnews=2574

http://docs.google.com/viewer?a=v&q=cache:WQqrlt43c9kJ:www.gpa.it/pdf/videosorv_privacy.pdf+disciplina+telecamere+a+circuito+chiuso&hl=it&gl=it&pid=bl&srcid=ADGEEShv9owE6KcEnQptV0oqIJlti2W17uJg8KXSR0i5c6AU4xP8ODsTgKGpNbZbSD8dFTmUGv-Gj0wP68EMqNXlTrRUC-m1CkrGnEMd3G3tlXsDcqYLodBUDzBox1FW5AKSKQSl7vy1&sig=AHIEtbRvYSDfZlHVtykgwHsdE47e8KjBeQ

http://www.aylook.com/videosorveglianza_privacy.php

Leggi come Materazzi ha trattato Ladycalcio al seguente link:

https://calcioparole.wordpress.com/2008/11/24/perche-non-credo-piu-alla-sindrome-compartimentale-di-materazzi/

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BUONA LA PRIMA DI BENITEZ

Posted by ladycalcio su domenica, agosto 22, 2010

Inter-Roma 3-1: le foto della vittoria nerazzurra nella Supercoppa italiana

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L’Inter si è liberata di Balotelli

Posted by ladycalcio su sabato, agosto 14, 2010

Mancava soltanto il crisma dell’ufficialità – giunto ieri -, ma il divorzio di Mario Balotelli dall’Inter era nell’aria da mesi.  L’avevano fatto presagire i dissidi con Mourinho e con la Società, la rottura insanabile con il gruppo, la rivolta dei tifosi.

Le avevano tentate tutte i compagni, il Presidente Moratti, la Dirigenza nerazzurra, José Mourinho e gli stessi sostenitori dell’Inter. Nulla da fare. Mario era rimasto il bambino che Capitan Zanetti, in una scena rimastami impressa, aveva preso per mano sul campo e condotto lontano dai guai di cui stava andando a caccia. Ma piuttosto che dalla saggezza del suo Capitano, lui aveva preferito farsi condurre per mano da un procuratore – Mino Raiola – già sinonimo di un futuro lontano dall’Inter.

Mario, quello della maglia del Milan indossata a “Striscia la Notizia“, della maglia dell’Inter gettata a terra dopo Inter-Barcellona, dei limiti di velocità infranti al volante, dei calci di reazione agli avversari. Mario, quello dei colpi esplosi con una pistola-giocattolo a Milano in Piazza della Repubblica. Mario che attribuisce gli insulti ricevuti sul campo al colore della pelle.

D’accordo l’infanzia difficile, ma non venitemela a raccontare. Restiamo con i piedi per terra e guardiamo alle rivincite che la vita ha già offerto a questo ragazzo di soli vent’anni in termini di soldi, gloria, popolarità e quant’altro. Tanto per cominciare, non è da tutti giocare nell’Inter plurivincitrice in lizza per i più importanti trofei internazionali, servito e riverito, con un futuro radioso davanti e papà Moratti che ti tratta come un figlio. Scusate l’espressione, ma non mi sembra un ambiente da sputarci sopra!

Eppure, per quanto mi sforzi, non riesco a vederla altrimenti.
Nella mia ottica, Balotelli rimane l’esempio negativo del calciatore arricchito e viziato per antonomasia, dell’immaturo che si lascia montare e condurre dal suo procuratore, di chi, in preda all’autoesaltazione, neppure è sfiorato dal pensiero che in quel mondo falso che tutto sembra regalarti e concederti, basta il calcione ben assestato da parte di un avversario e in una frazione di secondo non sei più nessuno. Per carità, nessuno glielo augura. L’augurio a Supermario, semmai, è di trovare l’umiltà per rifletterci sopra e capire. Per ora, restando in tema di regali e di calci, il Manchester City gli regala 3 milioni e mezzo di euro all’anno soltanto perché sa prendere a calci un pallone – beninteso, quando non batte la fiacca.

“Mi dispiace lasciare l’Italia, perché avrei preferito continuare la mia crescita professionale nel mio Paese“, scrive sul suo Sito Ufficiale. Aggiunge di aver bisogno di “un ambiente più sereno attorno a me“.
Personalmente, sono alquanto pessimista sul fatto che Mario possa maturare. A questo proposito, come mi sarebbe piaciuto leggere il suo tema di Maturità (parola grossa!) e ascoltare il suo esame orale, soltanto per la curiosità di vedere cosa possa sortire un Balotelli!

Supermario riapproda alla corte del Mancio, forse un po’ ottimista nella sua certezza di poterlo addomesticare.
Del resto, c’è chi è convinto che “Balo” possa mettere la testa a posto. Staremo a vedere. Tanto per cominciare, l’Inghilterra non è l’Italia e se non fai giudizio, ti schiaffano in tribuna. Se poi giochi ad esplodere dei colpi a salve per strada, chiamarsi Balotelli non ti salva da un fermo di Polizia e da una notte passata al fresco a rinfrescarti le idee.

In tutta questa storia, ho una sola certezza: che l’Inter si sia liberata da un problema.

Bye Bye, Mario!

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L’Italia di Prandelli: tanto, tanto, tanto lavoro da fare

Posted by ladycalcio su giovedì, agosto 12, 2010

47 giorni dopo la débacle sudafricana contro la Slovacchia, nell’amichevole disputata martedì sera all’Opton Park di Londra contro la Costa d’Avorio, la neonata Italia di Cesare Prandelli è ripartita da dov’era rimasta: da una sconfitta. Per carità, non facciamoci subito condizionare dal risultato negativo e dalle relative statistiche. Diamo tempo al nuovo tecnico di lavorare e di dare un volto alla sua Italia.

Italia che ha ripreso il suo cammino con 8 reduci dal Sudafrica, con un solo Campione del Mondo 2006 (De’ Rossi) e ben 5 esordienti assoluti. Largo ai giovani come Balotelli, all’oriundo Amauri e soprattutto a Cassano, invocato a furor di popolo.

Ciò che si è intravisto da quest’ultimo è stato qualche spunto di fantasia unito a qualche bel passaggio; perlomeno, nella fase iniziale, caratterizzata da un po’ di brio da parte dei nostri. Molto meno si è visto da parte di Balotelli, sacrificatosi nei recuperi ma spentosi molto presto insieme al resto di una squadra penalizzata dall’assenza assoluta di affiatamento, visibilmente a corto di condizione atletica e,  per di più, contrapposta a un avversario già affiatato e veloce, senza contare l’attenuante della fitta pioggia e delle traiettorie del pallone falsate dall’acqua.

Dopo un palo di Motta all’inizio del 2° tempo, rieccoci dunque in svantaggio secondo il solito copione, grazie ad una rete di testa di K. Touré sul primo palo propiziata dalle note magagne della nostra difesa, tuttora di stampo juventino .

A questo punto l’Italia si spegne, si perde. Gli ivoriani aumentano il ritmo, si trovano a memoria, ci fanno ballare nel possesso palla. Non serve addentrarsi in approfondite analisi tecnico-tecniche per descrivere lo spettacolo sul finale: i nostri non si trovano, sono lentissimi a riflettere, palesemente in difficoltà non appena ricevono il pallone sui piedi. Proprio, non sanno dove metterlo. Manca la propulsione sulle fasce, si sprecano le occasioni mancate.

La marea di sostituzioni a disposizione dei due tecnici innesca una girandola di cambi. Entrano Borriello, Quagliarella, Cassani, Giuseppe Rossi, Marchisio, Montolivo, in un continuo rivoluzionamento di schemi e di modulo: dal 4-2-3-1 iniziale, al 4-4-2. E se tali prove sono senz’altro indispensabili a Prandelli per testare le varie alternative a sua disposizione, l’osservatore esterno non ci capisce più nulla.

L’ambiente degli Azzurri sembra tuttavia positivo. A fine incontro, Chiellini giustifica il crollo fisico facendo notare come gli Azzurri siano in realtà insieme da soli 2 giorni e come alcuni giocatori abbiano ripreso la preparazione da una settimana soltanto. Il difensore juventino parla di “tanto entusiasmo”, di “tanta voglia di risollevarsi e di tornare a vincere”.

Dal canto suo, il nuovo ct ha visto “impegno, volontà e determinazione”. “Dobbiamo diventare più squadra” (…) “la gente ci ha fatto capire che è con noi”, ha aggiunto. Ora, secondo Prandelli, la priorità è “migliorare la qualità del gioco, perché migliorando la qualità del gioco automaticamente acquisti personalità di squadra”.

In sintesi, l’avventura è appena incominciata e per dirla con Beppe Dossena (Rai Sport), c’è ancora “tanto, tanto, tanto lavoro da fare”. Ma proprio tanto. In bocca al lupo, Cesare!

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Rafa Benitez è simpatico (… e in gamba)

Posted by ladycalcio su giovedì, agosto 5, 2010

Bella forza, potrebbe pensare il lettore al primo impatto con il titolo; sta a vedere che adesso gli allenatori si valutano per la simpatia! O forse, in assenza di vera attualità calcistica, anche Ladycalcio si culla nell’aria fritta del calcio agostano? A pensarci bene… non sarà una provocazione da parte di un blog che aveva pesantemente criticato gli atteggiamenti di Mourinho?

Nulla di tutto ciò. Semplicemente, ritenendo poco indicative le amichevoli estive a ranghi ridotti, colgo l’occasione per riaffermare principi di comportamento e di professionalità che ritengo assai più importanti. Quanto al confronto Benitez-Mourinho sul piano personale e mediatico, l’esito salta all’occhio da solo e per quanto mi riguarda,  è a favore di Rafa su tutta la linea.

Cominciamo da come il nuovo mister si presenta in conferenza stampa, punto nevralgico di Mourinho.

Voce tranquilla, toni pacati, risposte essenziali e pertinenti formulate in buon italiano (ulteriormente migliorato, mi sembra, dalla sua presentazione), intercalate da quel simpatico “so” all’inglese che è quasi un vezzo. Benitez risponde con calma e naturalezza alle domande dei giornalisti, non si sottrae ad esse, non assume quello sguardo da sparviero tipico di Mou nei confronti dei suoi interlocutori come a volerli incenerire. Non li guarda dall’alto al basso, ma anzi, dimostra tutto il rispetto per il loro lavoro. Rafa sorride 🙂 . Non si autoesalta,  non si crogiola nel narcisismo escogitando espressioni ad effetto che lo facciano assurgere al centro delle cronache. Benitez non ha bisogno di attirare l’attenzione su di sé, sa il fatto suo, è padrone di se stesso e della situazione e pur portando sulle spalle un’eredità difficile, non si scompone per i confronti e i paragoni con il suo predecessore. Immaginate Mourinho messo a confronto con un collega reduce da una triplete? “Io non parla de…..” tuonerebbe!

Rafa è diplomatico, ma non in modo smaccato. Evita gli eccessi sia in positivo, sia in negativo: in altre parole, non si produce in lodi sperticate all’indirizzo dei suoi uomini, né drammatizza le sconfitte o le prestazioni non all’altezza. Da tecnico esperto qual è, trae le sue conclusioni dal campo e prosegue il proprio lavoro senza scossoni. Non per nulla, un noto proverbio recita che la calma è la virtù dei forti. Se ben ricorderete, la scorsa stagione avevo più volte fatto notare come gli attegiamenti arroganti e sgradevoli di Mou, che ho sempre ritenuto vergognosi e ingiustificabili, fossero in fondo riconducibili ad una sorta di autodifesa da parte di un uomo insicuro,  incline a vedere nemici dappertutto, solito rifugiarsi nel silenzio in quanto incapace di far fronte alle tensioni e alle critiche.

Con l’avvento di Benitez, mass media e tifosi sono passati dalla notte al giorno anche per quanto riguarda il materiale video concesso alle telecamere. Ne sono un esempio le bellissime immagini che Inter Channel è tornato a mostrare ai suoi abbonati dopo l’oscurantismo mourinhiano, che stanno facendo la gioia di tutti gli appassionati nerazzurri (torneremo presto sull’argomento, poiché se in alcuni casi è giusto criticare, in altri è doveroso rendere merito al lavoro altrui).

Seppur pacato, Benitez non è certo meno espressivo di Mourinho e non fa mancare qualche simpatica battuta: dalle prime difficoltà alla guida dell’auto, alla cucina italiana che lo starebbe mettendo a rischio di sovrappeso, costringendolo a una dieta a base di pollo e insalata.

Se per i miei gusti Rafa ha già stravinto il confronto con Mou a livello personale e mediatico, preciso che egli mi sembra più accorto ed accurato anche dal punto di vista della completezza dell’allenamento: per ciò che è dato di vedere in questi primi scampoli della preparazione estiva, il nuovo mister cura lo stretching e il lavoro in palestra e a quanto si dice, starebbe già pianificando la prossima preparazione estiva in Europa, per evitare ai suoi ragazzi viaggi transoceanici e deleteri sbalzi di fuso orario.

Che Benitez sia valido (e che possieda quella calma sinonimo di virtù dei forti), lo dicono i suoi successi da allenatore, fra cui la Champions League vinta con il Liverpool ad Istanbul nel 2005 dopo la memorabile rocambolesca rimonta sul Milan (non me ne vogliano i sostenitori rossoneri se affermo per l’ennesima volta che anche la finale di Atene 2007, decisa da un “colpo di mano”  di Pippo Inzaghi, avrebbe potuto essere sua e dei “Reds“.

Per ora, la sua Inter ha battuto 3-0 il Manchester City e perso di misura contro il Panathinaikos, ma poco conta.

Piuttosto, last but non least … avete notato per chi si è dichiarato contento Rafa, nell’ordine, dopo il primo successo? “Per i tifosi“, ha subito detto, ancor prima di nominare la Società e il Presidente. Per coloro senza i quali, come ho scritto mole volte, l’Inter non esisterebbe neppure.  Bravo Rafa!

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