CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

Archive for marzo 2010

Non sparate su Julio Cesar

Posted by ladycalcio su lunedì, marzo 29, 2010

Domenica mattina, facendo zapping in auto, ho notato che sulle radio private imperversava Antonello Venditti. Sarà stato un caso?
Che la Roma “abbia già vinto” è una convinzione dei tifosi giallorossi, ancora tutta da dimostrare. Al contrario, che l’Inter stia perdendo colpi a ripetizione è un dato di fatto. Se il vantaggio di 14 punti sui capitolini si è sciolto come neve al sole riducendosi a + 1, significa che nella truppa di Mourinho qualcosa non funziona.
Per favore, non facciamo del povero Julio Cesar il capro espiatorio della sconfitta dell’Olimpico. È vero che “Giulione” non sta bissando la smagliante stagione dello scorso anno, ma è anche vero che nell’arco di tutto il campionato ha sventato palloni chiave fruttati all’Inter non pochi punti in classifica. Innanzitutto, riconosciamogli sportivamente  il coraggio di essersi presentato ai microfoni dopo la papera dell’altra sera, la quale, plateale quanto volete, è soltanto lo specchio del momento no dell’Inter sul piano atletico e nervoso. Del resto, la ridda di gialli e la vergognosa scarpata di Chivu a Luca Toni non sono un’opinione.

Il nervosismo in casa nerazzurra si respira nell’aria e il grande condottiero Mourinho, che ora come non mai sarebbe chiamato a dimostrare le sue doti di Special One nella gestione delle situazioni difficili, sta perdendo la bussola.
La sua Inter è scossa dal caso Balotelli, il “vecchietto” Ranieri degli “zero tituli” gli ha dato la paga nel confronto diretto e certe sue dichiarazioni boriose rischiano di trasformarsi in clamorosi boomerang. Il prolungato silenzio stampa voluto (o avallato?) dalla Società, grottescamente interrotto a più riprese da dirigenti e giocatori, assume sempre più i connotati dell’incapacità di comunicare da parte di chi era stato definito “il grande comunicatore”. Il “grande comunicatore” glissa sull’1-1 di Milito in fuorigioco stratosferico – e gli conviene – , ma c’è da giurare che se un goal da quella posizione fosse stato convalidato alla Roma, Mou avrebbe rotto il digiuno verbale e lanciato strali all’universo intero. Il suo rapporto con l’Italia è ormai compromesso e le sirene madrilene che si inseriscono sempre più prepotentemente nel suo futuro non giovano certamente alla serenità dell’ambiente nerazzurro.
E come ho scritto tante volte, quando le cose cominciano a girare storte, tutto va a rovescio: gli stessi palloni che a inizio campionato entravano in rete, ora finiscono sul palo o sulla traversa, con l’aggravante dei cartellini pesanti che sabato contro il Bologna condizioneranno la formazione nerazzurra.
Intanto, nel match casalingo contro la Lazio, il Milan decimato dalle assenze ha perso la seconda grande occasione per tentare un prossimo aggancio in testa alla classifica. E anche se l’Inter viene regolarmente graziata dall’incapacità altrui, a prescindere dall’esito del campionato Mou ha comunque già perso. La sua Inter dalla rosa megagalattica si è involuta nel gioco, negli schemi e nei comportamenti dentro e fuori dal campo: potrà anche vincere il torneo grazie alla pochezza altrui, ma è palesemente “scoppiata”. A mio avviso, vittima di una deficitaria preparazione atletica e di una cattiva gestione del turnover e del recupero muscolare.
La Gazzetta dello Sport parla finalmente di “resa atletica più che psicologica”. Su Sky, Fabio Caressa definisce l’arrembaggio finale alla carlona di Mou con il 4-2-4un rischiatutto”, Beppe Bergomi vede un’”Inter nervosa” e “proteste troppo plateali”.
Quanto alla tenuta nervosa del mister, mi sembra ancor peggiore di quella dei suoi uomini, come dimostrano i continui “numeri” a bordocampo.

Arriva il finale di stagione e a dispetto della grandeur di Mou, dei suoi moduli, dei suoi schemi, delle sue sedute a porte chiuse, della caterva di milioni sborsati da papà Moratti, della rosa megagalattica della Beneamata e degli show e delle sparate del suo mister, lo scenario è identico agli anni passati: arriva la primavera e l’Inter si scioglie.
È la solita rimonta delle inseguitrici, è la solita involuzione del gioco, è la solita sofferenza per i tifosi.

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Bentornato, Cristian!

Posted by ladycalcio su giovedì, marzo 25, 2010

Con il numero 26 è tornato… Cristian Chivu!” All’annuncio delle formazioni è un’ovazione, seguita dal lungo applauso del Meazza.

Ed ecco entrare in campo Cristian con il caschetto protettivo, a soli 77 giorni dalla frattura della scatola cranica rimediata il 6 gennaio scorso contro il Chievo. Lo accolgono l’abbraccio dei compagni e quello del pubblico. La lunga cicatrice sul capo è visibile persino dagli anelli alti di San Siro, ma Chivu ricomincia a colpire i palloni di testa.  Per alleggerirlo in questo “battesimo di fuoco”, Mourinho gli affianca la torre Materazzi.

L’entusiasmo del giocatore rumeno si percepisce nell’aria. Il pubblico del Meazza lo segue con affetto e con un po’ d’apprensione. Difficile non trasalire quando, nel primo tempo, finisce a terra dopo un contrasto di gioco. Ladycalcio è felicissima di rivederlo in azione dopo quel terribile incidente che ne aveva messo a rischio non soltanto la carriera, ma addirittura la vita e incrocia le dita che non si siano bruciate le tappe.

Sulla Gazzetta dello Sport di oggi, Luca Taidelli fa notare che il 7 febbraio scorso, in occasione dell’ultima vittoria  casalinga dell’Inter (contro il Cagliari), Chivuera ancora costretto sul divano di casa”. Per usare un eufemismo, passare in sole sei settimane dal riposo assoluto conseguente a un intervento al cranio all’agonismo in uno sport di contatto, non  mi sembra il massimo della prudenza.  Non nascondo quindi di essere stata un po’ in apprensione per lui…

Se Chivu è  carico, non direi altrettanto dell’Inter. Non sto a ripetermi, ma al di là dei tre goal, l’ho vista svuotata; nelle fasi iniziali, persino in difficoltà a contenere l’ultima in classifica. Spiccano, come al solito, le sgroppate dell’eterno Capitan Zanetti.

Chiudono il discorso le due reti spettacolari di Eto’o e quella di Maicon. Per il resto, il reparto avanzato nerazzurro mette in mostra un Pandev decisamente spento e un Quaresma distintosi più che altro per il cambio delle sgargianti scarpette nell’intervallo: verdi nel primo tempo, rosse nella ripresa.

La Curva Nord rompe con Mario Balotelli, alla quarta non convocazione, con un eloquente striscione: “Uno spogliatoio unito, inattaccabile come non mai… Nient’altro da fare che allontanare chi porta zizzania e guai”.

La partita di Chivu termina fra gli applausi al 32’ del secondo tempo. Cristian rimane seduto su una poltroncina a bordocampo con una vistosa fasciatura al polpaccio sinistro, su cui i media glissano inspiegabilmente. La serata si chiude con il botto del goal del Parma al Milan, che fa esplodere San Siro in un boato. L’Inter riallunga a + 4 sui cugini, affiancati dalla Roma, che sabato attende la capolista….

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Fuga per la vittoria. Ma… di chi?

Posted by ladycalcio su lunedì, marzo 22, 2010

Avete presente un maratoneta o un ciclista in fuga sin dal primo minuto di gara? Il suo allungo sfolgorante cattura gli sguardi, accende i sogni e fa pregustare un traguardo a braccia alzate ancora lontano. Le telecamere sono tutte per lui e per il gesto atletico facile e leggero con cui sembra farsi beffe della fatica e degli avversari.

Il gap aumenta. Cuore, polmoni e muscoli di quella macchina da corsa si fondono nel perfetto sincronismo di un motore ad alte prestazioni. Ma d’improvviso, nella fase cruciale della gara, ecco rifarsi sotto  il gruppo degli inseguitori. Il distacco dapprima si assottiglia, poi diminuisce a vista d’occhio e infine, si scioglie come neve al sole. Sornione, dal gruppo sbuca un concorrente rimasto fino a quel momento nell’ombra, assai meno appariscente ma più efficace nell’azione.

Il peso dei chilometri comincia a farsi sentire, così come il fiato degli avversari sul collo. Il leader della corsa è in affanno: ha perso la freschezza e rallentato l’andatura. Forse, ha acquisito la consapevolezza di essersi gestito male.  L’avversario “bruttino” rileva la testa della corsa e si invola verso il traguardo, mentre la splendida meteora scala di posizione in posizione. Quante volte abbiamo assistito a questa scena?

Anche l’Inter di campionato ha rallentato la sua corsa e rischia di essere risucchiata. Per una volta, non parliamo di arbitri e lasciamo parlare i punti:  soltanto sette nelle ultime sei partite di campionato, in cui i nerazzurri hanno centrato una sola vittoria.

Ieri il sorpasso non c’è stato, ma diciamo la verità: siamo tutti qui a chiederci come facciano il Milan e la Roma a trovarsi rispettivamente a -1 e a  – 4 dalla corazzata nerazzurra, lo squadrone che avrebbe dovuto sovrastare  le avversarie sotto tutti gli aspetti: campagna acquisti, rosa, Special tecnico, Special tattico, obiettivi dichiarati e via dicendo.

Abbagliati dai riflettori puntati su Mourinho e con l’attenzione monopolizzata dai suoi show mediatici, abbiamo distolto gli occhi dal suo più umano ed efficace collega: quel Leonardo snobbato, vilipeso e massacrato nei confronti diretti che, perso tutto il perdibile nel pre-campionato, era rimasto mimetizzato nel gruppo degli inseguitori lasciando che la lepre Inter, in bella mostra in testa alla corsa, gli fendesse l’aria delle aspettative e delle polemiche.

Ora tuttavia, nel momento cruciale della competizione, il distacco dell’Inter dai cugini si è ridotto al lumicino. Si respira un’aria di sorpasso che produce nervosismo in casa nerazzurra e nuova linfa in casa rossonera.  In questi casi, si dice che il vantaggio psicologico sia di chi insegue ed ha finora risparmiato energie – non soltanto fisiche, ma anche nervose – rimanendo nella scia dell’avversario.

L’Inter, non più bionica e spaccona, ha perso la brillantezza iniziale ed ha accorciato la falcata. E pur avendo giocato una buona partita a Palermo, ha faticato ancora una volta a segnare. In casa nerazzurra, la paura del sorpasso si capta nell’aria, malcelata da una sicurezza di facciata che cede sempre più il campo al nervosismo, alle recriminazioni e ai disaccordi interni.  Due esempi lampanti sono il caso Balotelli e quel ridicolo silenzio stampa con cui Mourinho, a dispetto della sua fama di grande comunicatore,  dimostra di non avere la capacità di affrontare gli argomenti scottanti senza scatenare polemiche. In barba alle direttive della Società, i giocatori continuano a parlare in occasione degli eventi e Mou a concedersi alla stampa estera, come in assenza di un “manico”.

Il Milan, che bello non è mai stato,  elucubra improbabili tabelle di rimonta e confronti fra calendari, dando per scontato un sorpasso che, beninteso,  tale non è, e che anche se dovesse avvenire, non escluderebbe  un controsorpasso finale ad opera dell’Inter. Ieri, i rossoneri hanno perso la prima grande occasione di conquistare la vetta della classifica, faticando a contenere il Napoli e rischiando addirittura la sconfitta.

Nel calcio, la primavera è il momento cruciale in cui ci si gioca tutto.  In questa fase, contenere un avversario in rimonta è delicato come lo sarebbe al 35 ° Km della maratona o sul rettilineo finale dei 400 metri. Fra Inter e Milan, vincerà il testa a testa chi sulla distanza avrà saputo gestire meglio le energie fisiche e mentali.

Mourinho predica bene l’importanza dei dettagli  – ma razzola  male. Effettivamente, al di là della preparazione atletica, ai fini della vittoria conterà come gli atleti delle due squadre si saranno alimentati, come avranno programmato i ritmi quotidiani, con quale professionalità  avranno gestito il lavoro individuale e il tempo libero.

Sul piano del recupero e dell’integrità fisica, saranno determinanti fattori come il turnover, la cura posta nel defaticare la muscolatura dopo lo sforzo,  la scelta del giusto abbigliamento d’allenamento in rapporto alle condizioni climatiche, la corretta pratica dello stretching…  qui, con gli allegri doppi turni di riposo dopo gli impegni  importanti in luogo delle importantissime sedute di recupero attivo, Mou razzola davvero maluccio…

Fondamentali saranno le rispettive équipes mediche, le cure appropriate in caso di infortunio  e il rispetto dei giusti tempi di guarigione prima di reinserire in partita i giocatori convalescenti. A questo proposito, dopo i guai di Nesta, Beckham e Pato, permettetemi qualche dubbio sul Milan.

Non da ultimo, a fare la differenza saranno la lucidità mentale con cui affrontare gli impegni e i relativi nervi saldi sul campo e fuori, imprescindibili per reggere alla pressione del gran finale evitando cartellini gravosi e relative squalifiche, oltre che inutili polemiche  con cui “ingraziarsi” gli organi federali e i mass media. È ciò a cui deve fare attenzione l’Inter, per non sconfiggersi da sola.

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L’INTER DEI DUE DILEMMI ESPUGNA STAMFORD BRIDGE

Posted by ladycalcio su mercoledì, marzo 17, 2010

L’Inter ha “incartato” il Chelsea: l’analisi della vittoria nerazzurra a Stamford Bridge è interamente racchiusa in questo verdetto di Gianluca Vialli su Sky.

Il verdetto del campo è il goal di Eto’o su un Chelsea irriconoscibile, che sancisce il meritato passaggio ai quarti dei nerazzurri ma che lascia aperti due eterni dilemmi. Il primo: quando una squadra forte come il Chelsea d’improvviso appare l’ombra di se stessa, non gioca e non riesce ad entrare in partita… è demerito della squadra stessa, o piuttosto, merito dell’avversario che non la lascia giocare?

Il secondo dilemma:  perché il cammino dell’Inter non smette di essere caratterizzato dall’alternanza di tonfi contro avversari modesti (vedi Catania) e prestazioni superlative contro potenziali scogli insuperabili (vedi il doppio confronto con il Chelsea)?

L’incontro di ieri sera ha visto un’Inter ben organizzata sul campo, solida e compatta. Particolarmente brillante in difesa, ha chiuso ogni possibile spazio ad un Chelsea dal “gioco prevedibile” (parole di Mourinho), incapace di farsi largo al centrocampo e di trovare spazi in avanti. Un Chelsea regolarmente imbrigliato ad ogni tentata progressione offensiva, un Chelsea lento, scontato, intercettato nei palloni e nei pensieri.

Un Chelsea irriconoscibile contro un’Inter a sua volta irriconoscibile – in positivo – rispetto alla partita di Catania, disputata soltanto tre giorni prima. Qui ritorno al primo dilemma e senza nulla togliere alla bravura di Mourinho e dei nerazzurri nell’affrontare gli inglesi, non posso non dire che, a mio avviso, il Chelsea ha largamente demeritato. In particolare, mi aspettavo molto di più dal “tattico” Ancelotti.  Il buon Carletto, già vincitore del trofeo come giocatore, era tornato a sedersi sul trono europeo  come tecnico di un Milan invecchiato, disastrato e tenuto insieme con i cerotti, dal quale aveva sempre saputo trarre il meglio dibattendosi fra problemi e infortuni. Mi meraviglia che ieri sera non abbia saputo cambiare gioco, non abbia perlomeno tentato di diversificarlo giocando sul modulo,sugli schemi, sulle sostituzioni… “Non abbiano mai avuto il controllo della partita”, ha ammesso a fine incontro. Un’ammissione grave. Secondo Ancelotti, l’Inter ha vinto “per la forte pressione che ha messo in tutte le zone del campo”. Verissimo, ma sull’altro fronte, il Chelsea è apparso completamente fuori registro – e non solo per i meriti dell’Inter. Passavano i minuti ma lo squadrone londinese restava svagato, non concretizzava, correva ma non pensava e rimaneva regolarmente imbrigliato fra le maglie nerazzurre a dispetto di quel  4-2-3-1 di Mourinho (in pratica, un 4-3-3) che gli opinionisti avevano definito troppo “spregiudicato” e “sbilanciato” per poter funzionare in casa del Chelsea. Una squadra che, tuttavia, Mou aveva il vantaggio di conoscere bene anche nei punti deboli…

Massimo Marianella su Sky: “Il Chelsea sentiva troppo questa partita”. – Una partita che, a prescindere dall’analisi tecnico-tattica, segna un’importante duplice svolta: l’Inter inizia ad acquisire una sua personalità anche in Europa – e ad essere temuta. Grazie alle due vittorie nerazzurre nel doppio confronto, ribalta inoltre lo stereotipo dell’inferiorità delle italiane nei confronti delle inglesi, rivelatesi battibili anche sul loro terreno. Di certo, a questa metamorfosi positiva dei nerazzurri ha contribuito l’innesto di campioni d’esperienza quali Lucio, Milito e Sneijder, ieri decisivo.

Rimane tuttavia il secondo dilemma, ossia l’interrogativo sul come e perché della repentina trasformazione dell’Inter di Catania in quella di Londra.  Che sabato i nerazzurri fossero apparsi “scoppiati” nel fisico e nella testa, è un dato di fatto. Cosa li ha trasformati?  Cosa induce in loro quell’alternanza di picchi e crolli? Il bisogno di motivazioni forti? Se così fosse, significa forse che la squadra non possiede ancora una mentalità vincente a 360 gradi o che prende determinati avversari “sotto gamba”? Oppure, il rendimento altalenante della Beneamata dipende dalle caratteristiche del gioco degli avversari? In questo caso, non significa forse che l’Inter deve al più presto colmare dei grossi deficit tattici? Se davvero vuol fare sul serio ed ambire al trono d’Europa, deve assolutamente trovare le risposte a questi interrogativi, finora liquidati da giornalisti e tifosi con le solite battute sulla “pazza Inter”.

A proposito di commenti, se mi si consente una battuta, quelli dei mass media mi paiono più sbilanciati del modulo di Mou: distruttivi dopo Catania, neanche il Milan fosse già stato campione d’Italia con 10 punti di vantaggio, euforici dopo ieri sera nel definire l’accesso ai quarti come un “capolavoro tattico di Mourinho”, grazie alla sua “consapevolezza dei limiti dell’avversario”, e via dicendo. Ladycalcio cerca di restare con i piedi per terra, ricordando, come già in passato, quanto sia labile il confine fra una prestazione ritenuta strepitosa e il pugno di mosche in mano che ben conosciamo.

Non voglio fare l’avvocato del diavolo, ma ripensiamo per un attimo a quell’”abbraccio” di Samuel in area di rigore, a quelle trattenute su Terry e Ivanovic e ai relativi fischi omessi a favore del Chelsea. Immaginate che corso avrebbe preso la partita se Stark avesse concesso il giusto calcio di rigore contro l’Inter… Immaginate anche come avrebbe reagito Mourinho se fossero stati ignorati simili falli sui suoi uomini… Oggi, i giornali vivrebbero delle sue dichiarazioni su intrighi e complotti.  In questo senso, è il signorile Ancelotti ad aver dato tanti punti a Mou.

Con i “se” e con i “ma” la storia non si fa? Vero, ma occhio che questa affermazione non debba presto valere  all’inverso! Diamo dunque il giusto valore a questa vittoria: un’eccellente prova dell’Inter, un calcio alla maledizione degli ottavi, un importante indizio di maturazione e – così si spera -, l’inizio di un nuovo corso da parte dei nerazzurri. Non da ultimo, un’iniezione di fiducia per il campionato: già da sabato a Palermo, quest’ultimo sarà giudice di una squadra (soprattutto di una Società) che di problemi deve risolverne ancora tanti, a cominciare dal quel “caso Balotelli” che ha agitato la vigilia di coppa. E se proprio vogliamo metterla sul piano delle motivazioni, il Milan libero da impegni europei in clamorosa rimonta dovrebbe bastare e avanzare. O no?

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CATANIA-INTER: TRUCCO AL MASCARA

Posted by ladycalcio su sabato, marzo 13, 2010

Lo sanno anche i pulcini: non si salta con il braccio alto a toccare il pallone, a prescindere dalla volontarietà. Sull’espulsione di Muntari a Catania non faccio quindi dietrologie. Non vi vedo nessun aiuto al Milan né alla “riapertura” del campionato.  Vedo semmai un Muntari sempre meno affidabile, che dopo aver scontato due giornate di squalifica, domenica era uscito dal campo strattonando il team manager Andrea Butti e ieri sera, non pago, soltanto  due minuti dopo essere entrato sul terreno di gioco si è fatto rispedire fuori, lasciando in dieci i compagni. Vedo semmai nel ghanese il principale colpevole della sconfitta dell’Inter.

Vedo continue recidive da parte di giocatori che non imparano dai propri errori: soltanto due settimane fa, a Udine, un’analoga ingenuità di Balotelli era costata all’Inter un altro rigore contro.

Vedo un’Inter in crisi come Società prima ancora che come squadra, a cominciare dal tecnico Mourinho : esiliato dalla panchina del Massimino per il secondo anno consecutivo, contro il Genoa era  stato più volte sorpreso dalle telecamere a fornire ai suoi uomini indicazioni gestuali dalla tribuna. Non ci si lamenti: qui, gli organi disciplinari hanno chiuso entrambi gli occhi. Come pronosticato da Ladycalcio, il mister è tornato a parlare – poiché non può farne a meno e i silenzi stampa, alla lunga, fanno male soprattutto a lui, il grande comunicatore, che in settimana, il silenzio stampa imposto dal Patron Moratti l’aveva rotto per ben due volte. La prima, per sbugiardare la balla della febbre di Balotelli contro il Genoa, dopo che Ladycalcio aveva fatto presenti i rischi che il ragazzo avrebbe corso giocando con 38 e mezzo.

MISTER, SULL’OPERAZIONE 🙂 ALL’ARCO ZIGOMATICO DI MATERAZZI SENZA RASATURA DEL BASETTONE 😯 E SUL  CHIRURGO MARZIANO CHE  GLI AVREBBE MIRACOLATO IL MENISCO 🙂 NON CI SCUCE PROPRIO NULLA?

Intanto, sul fronte siciliano il miracolo lo fa Mascara, che con una perfetta cosmesi dal dischetto “corregge” il risultato e rifà il trucco a una provinciale in lotta per la salvezza, trasformandola, almeno per un giorno, in volto da copertina. Un rivoluzionario maquillage vitaminizzato, il suo, che anziché con il pennellino, si applica con un … cucchiaio dagli undici metri, colmo di rivitalizzanti e di 3 preziosi punti contro la retrocessione.

Dicevo dell’Inter in crisi. Contrariamente a chi si ostina a disquisire di moduli, tattiche, spostamenti di baricentro e quant’altro, ribadisco che vedo innanzitutto un crollo fisico-atletico nei giocatori. La superiorità di condizione del Catania mi è parsa lampante sotto il profilo della velocità in corsa, degli scambi di prima, della lotta sui palloni, della carica, della grinta e della voglia. A tratti, a dispetto del tanto decantato lavoro sugli schemi e delle segretissime sedute tattiche di Mourinho, della tattica stessa. E non sto parlando di un confronto con il Chelsea o il Manchester  United, ma con il Catania in lotta per la salvezza. Un Catania bravo ad irretire i nerazzurri per buona parte dell’incontro, specie nelle fasi iniziali, che solo per un miracolo non si è portato subito in vantaggio sulla mischia pazzesca creatasi al 12’ davanti alla porta di Julio Cesar.

Né concordo sul fatto che simili svirgolate siano da imputare all’assenza di Mourinho dalla panchina. L’Inter ieri sera è apparsa “scoppiata”, come troppo spesso le occorre in primavera. Il resto è solo un effetto del crollo atletico – e non la causa della crisi. La squadra va a sprazzi, produce dei guizzi e poi va sotto. È sbilanciata e per riuscire a giocare necessita di continui cambi di modulo, aggiustamenti e correttivi tattici. Per non entrare nel discorso delle sostituzioni e dello sbilanciamento ancor più marcato nel finale con Quaresma, Pandev, Eto’o, Milito e Sneijder: 4 punte e un trequartista per finire sotto di tre goal. Mourinho non fa che prendere appunti, ma perché per far giocare questa Inter deve sempre sbagliare e poi cambiare?

Che l’Inter sia in crisi atletica (e solo secondariamente di gioco) lo confermano gli arretramenti di Cambiasso e addirittura di Sneijder a supporto della difesa, il suo essere in balia del Catania nei cambi di passo e di ritmo, i tanti errori individuali, quel pallone del 3-1 passato davanti al naso di Materazzi 😦 su cui il centrale nerazzurro, con un po’ più di velocità e di birra nelle gambe, sarebbe potuto arrivare.

Al contrario, dopo un prestazione tutto sommato positiva, anche i difensori centrali sono finiti sotto le ruote, travolti dal ritmo dei siciliani. Che dire della preparazione atletica dello Special One?

L’Inter, reduce da 4 pareggi in 5 partite, perde al Massimino e fa gridare “Clamoroso al Cibali!”.

Nel dopopartita, il dt Marco Branca è la personificazione del concetto di imbarazzo. E qui torniamo alla crisi della Società, non soltanto d’immagine.

Martedì, a Londra, sarà battaglia. Intanto, resta da gestire il “caso Balotelli”, con contorno del procuratore Raiola e di quell’improbabile trauma diretto al ginocchio con cui giustificare l’accantonamento di un giocatore sempre più scomodo.  L’atmosfera in casa nerazzurra si è guastata, così come i rapporti fra Moratti ed il suo tecnico. Intanto, il Milan bussa alla cima della classifica, il Real alla porta di Mourinho.

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ManU: quattro pizze al Milan

Posted by ladycalcio su giovedì, marzo 11, 2010

A una squadra così importante come il Manchester United non possiamo regalare tutti i giocatori che abbiamo regalato. Ieri abbiamo perso Nesta e Antonini e nell’intervallo anche Bonera, quindi eravamo praticamente senza difesa e quindi credo che sia tutto qui”. Queste le parole di Adriano Galliani dopo la batosta di ieri sera a Manchester.

Tutto qui? Mi sembra una diagnosi un po’ semplicistica davanti al roboante 4-0 che ha evidenziato l’inferiorità del Milan rispetto agli inglesi sotto tutti i punti di vista: gioco, corsa, tenuta atletica, tecnica, tattica, organico… già, perché quest’ultimo conta eccome quando si tratta di dover sopperire alle assenze!

Il Milan costruito al risparmio esce dall’Europa bastonato e umiliato non soltanto da quattro goal, ma dalla loro perentorietà: 4 goal perentori infilati centralmente, da sinistra, da destra, rasoterra, con la sincronia di un ingranaggio di precisione.

D’accordo l’assenza di Pato, ma nel reparto in cui Rooney, Park e Fletcher colpiscono senza pietà, Ronaldinho e Huntelaar perdono colpi a ripetizione.

Leonardo: “Dobbiamo essere tranquilli e mantenere il nostro livello di gioco, non pensando che questa partita è la nostra verità”. Il guaio è che la “verità” del Milan è stata per troppo tempo l’illusione dei fortunosi fasti del 2007.  Né si può sperare in eterno nei “colpi di mano” 😀 di Pippo Inzaghi, inserito alla disperata nel finale a suon di pacche sulle spalle.

Lo sto scrivendo da tre anni. Ripetermi sarebbe inutile. Per chi mi leggesse per la prima volta o avesse la memoria corta, in calce a questo post ripropongo i link a tre miei articoli che nel 2007 diedero scandalo, valendomi il “rosso diretto” 😯 dal Sito Ufficiale di Fulvio Collovati e una censura 😦 da cui nacque questo blog 😀 😀 😀 .

Dice bene Fabio Caressa (Sky): “Il nostro calcio è indietro (…) ha perso un po’ di smalto. I giocatori nel nostro campionato, quando arrivano in Europa sembrano correre meno degli altri, sembrano avere meno certezze, meno grinta”.

Così, dopo la sfortunata eliminazione della Fiorentina, anche il Milan abbandona la scena europea. Ma in modo molto meno onorevole. Per dirla con una nota canzone, ora in EuropaC’è solo l’Inter” – chissà fino a quando.

Intanto, dopo aver rovinato il soufflé a Leonardo nell’incontro d’andata, Rooney & Co. servono al Milan quattro pizze in quello di ritorno. E forse per completare il servizio, forse per rendere meno indigesto il menu, a fine match Ferguson offre a Leo un buon bicchier di vino 😀 .

https://calcioparole.wordpress.com/la-vergogna-della-censura/

https://calcioparole.wordpress.com/2007/07/01/milan-campione-d%E2%80%99europa-2007-fu-vera-gloria-2/

Articolo censurato: “Milan-Liverpool, ingiustizia è fatta”

https://calcioparole.wordpress.com/2007/07/01/15/

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CAMPIONATO: BOCCE FERME E GIALLO BALOTELLI

Posted by ladycalcio su lunedì, marzo 8, 2010

Bocce ferme in campionato: distacco invariato fra capolista e inseguitrici, nessun colpo di scena. E per fortuna, una volta tanto, nessun errore arbitrale o polemica a tener banco nei commenti del lunedì.

Alla 27 giornata non accade nulla di eclatante, quasi il nostro calcio stesse vivendo una settimana di transizione fra gli impegni delle nazionali e gli scontri di Champions League. La quiete prima della tempesta?

La notizia del giorno è l’occasione persa dall’Inter di riallungare sui cugini rossoneri, costretti al pareggio in quel di Roma. Nessuna contestazione arbitrale all’ombra del Colosseo, Tagliavento fila liscio e con lui la partita. Il Milan perde da solo l’occasione di portarsi a -1, anche se mette in mostra un gioco brillante e decisamente in evoluzione.

Al contrario, pur avendo recuperato gli squalificati, l’Inter appare involuta. Si risveglia solo sul finale e per il resto fa dormire, al punto da suscitare il disappunto del suo Presidente. Non solo. Ora, è attesa dalla doppia trasferta in terra siciliana (a Catania e a Palermo), mentre il Diavolo potrà contare sul più tranquillo bis casalingo contro Chievo e Napoli. Due giornate che potrebbero riservarcene delle belle…

Continua intanto il mutismo di Mourinho. Personalmente, non ne sento la mancanza, né comprendo il senso di quell’atteggiamento da primadonna offesa. Smettete di inquadrarlo a ripetizione in tribuna, di leggergli il labiale e di dargli importanza. Quando gli converrà, ritroverà spontaneamente la favella…

Il dopopartita Sky è appannaggio di un soddisfatto Gasperini e di Marco Branca, che definisce l’Inter “poco brillante”- quasi quanto lui ai microfoni – e un “gesto di attaccamento” la stizza di Muntari contro il team manager Andrea Butti dopo la sostituzione. Quanto è larga la manica di papà Moratti…


GIALLO BALOTELLI


Anche se qualcuno, la manica, sta cercando di strapparla.

In attesa della febbre da Champions League, si vocifera di uno strano rialzo di temperatura che avrebbe colpito Balotelli, che avrebbe giocato con 38 e mezzo. Questo, almeno, è quanto riferito su Sky da Andrea Paventi, giornalista a bordocampo. Una notizia poi ripresa da giornali, TV e siti Internet. Ma… visti i precedenti di FC Internazionale in fatto di cronache sanitarie, sarà andata proprio così?

Ma come, non era Mister Mourinho che schierava soltanto i giocatori al cento per cento? O vogliamo credere che lo staff medico nerazzurro abbia dato disco verde a un ragazzo in quelle condizioni, che (stando ai giornali di oggi) si sarebbe addirittura sentito male durante l’intervallo? Sarebbe quantomeno strano…

Strano anche che, a fine incontro, Branca accenni vagamente a problemi intestinali o di digestione: tutt’altra versione! Durante la partita, si nota che Mario cammina. Lo spettatore non comprende il perché di tutti quegli incoraggiamenti e di quelle pacche sulle spalle da parte dei compagni. A un certo punto, Capitan Zanetti chiede per lui la sostituzione. Perché il ragazzo sta male, oppure, come insinuato oggi da alcuni commentatori, perché sta battendo la fiacca? Sta di fatto che Supermario rimane sul terreno di gioco per tutti i 94 minuti dell’incontro. Dati i rischi della pratica agonistica in presenza di un rialzo importante della temperatura corporea, perché Mou avrebbe dovuto rischiarlo quando in panchina erano disponibili altri tre attaccanti (Eto’o, Quaresma e Arnautovic)?

Andrea Paventi su Sky: “Merito a lui (Balotelli, ndr.) per essere stato in campo per tutta la partita”. Ma data la prestazione della Beneamata (e le versioni contrastanti sul numero 45 nerazzurro), Ladycalcio propone la caccia al demerito. Delle due, l’una: o di Mou e del Prof. Combi se davvero l’hanno rischiato, oppure dello stesso giocatore (e di chi, per coprirlo, espone lo staff medico nerazzurro ad una figuraccia) se dietro la versione della febbre si nasconde semplicemente una prestazione svogliata.

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QUELLA DESIGNAZIONE DI TAGLIAVENTO PER ROMA-MILAN…

Posted by ladycalcio su venerdì, marzo 5, 2010

Una sfida al buon senso? Una prova di forza davanti all’opinione pubblica? Oppure, semplicemente, l’elargizione di una chance di riscatto dopo il disastro di Inter-Sampdoria?

Sono alcuni degli interrogativi sollevati dalla designazione di Paolo Tagliavento a direttore di gara di Roma-Milan, anticipo di campionato di domani sera: guarda caso, lo scontro diretto fra le inseguitrici della capolista Inter,  che in caso di sconfitta dei nerazzurri contro il Genoa, potrebbe riservare al Milan la chance di arrivare a -1 dai cugini …. Strana coincidenza, vero?

Sono dell’idea che Collina, sull’attuale corso delle designazioni arbitrali, ci dovrebbe qualche spiegazione…

Le designazioni: un punto dolente. Innanzitutto, a causa della penuria di fischietti validi, le partite di cartello finiscono sempre per essere dirette dagli stessi arbitri. L’alternativa, consistente nel dar fiducia alle nuove leve, ci ha già riservato spiacevolissime sorprese. C’è chi invoca il ritorno al sorteggio, “soluzione” che nell’immaginario collettivo rievoca tuttavia vecchi fantasmi di brogli e combines. Dopo Calciopoli, la fiducia nelle istituzioni sportive è incrinata, per non dire che non esiste più.

E se in questi giorni si parla di introdurre la tecnologia a supporto del ventitreesimo uomo sul terreno di gioco, mi sembra evidente che, a prescindere dalla moviola in campo, non si possa uscire dal problema arbitri senza la necessaria trasparenza.

Senza fare un processo alle intenzioni di nessuno, non credo che la designazione di Tagliavento per il big match dell’Olimpico sia stata una scelta felice. Nella migliore delle ipotesi, la definirei poco accorta, poiché dubito che il fischietto di Terni,  benché armato dei migliori propositi, sarà in grado di arbitrare serenamente. Come potrà non sentirsi sotto pressione dopo la valanga di critiche che lo ha investito nelle ultime due settimane?

Immaginiamo per un attimo che Tagliavento, in ottima fede, prenda una decisione sbagliata risultante in un  “regalo” di tre punti al Milan…  Non occorre andare oltre.

Mi domando: Collina non avrebbe fatto meglio a rimandargli la prova d’appello?

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L’INTER DELLE INVENZIONI ESPUGNA UDINE

Posted by ladycalcio su martedì, marzo 2, 2010

Il temuto crollo psicofisico post-Chelsea non c’è stato. A Udine, Mourinho si inventa una formazione d’emergenza, Thiago Motta si inventa difensore centrale, il magico Zanetti si reinventa insostituibile anche zoppo.  Milito accarezza la palla di testa e la deposita alle spalle di Handanovic: la classe non si inventa.

L’inventiva della battagliera Udinese non basta a fermare l’Inter: azioni arrembanti in velocità, tiri,  traverse… neppure la buona sorte si inventa e i friulani rimangono… al palo.

Che il pallone rotoli dentro o fuori dalla porta, non ci si inventa Società con la “s” maiuscola: l’Inter continua nel mutismo e quando parla – o fa parlare per delega – fa rimpiangere il silenzio stampa.

TOTO-DIFESA

Ladycalcio si è inventata da tempo uno spassoso hobby: in settimana mi ero divertita ad anticipare ad amici e conoscenti gli equilibrismi di Mourinho e dei giornalisti attorno al non recupero di Materazzi, che davo per certo.

La tesi del “risentimento” 😀 era già stata sbugiardata, oltre che da questo blog, dai tempi di recupero di quasi venti giorni 😯 . Non schierare Materazzi in assenza di tutti gli altri titolari a 18 giorni dall’infortunio avrebbe fatto sospettare uno “stiramento grandissimo”, metterlo in campo non recuperato avrebbe voluto dire rischiarlo. Povero, Mou, come uscire dal dilemma?

Perbacco: convocandolo, mandandolo in panchina e facendogli fare una passeggiata sul lungomare.. 8) , pardon, sul lungolinea, per tutto il secondo tempo, per ostentarlo come abile e arruolabile… E se tutto va bene, sul finale, il contentino degli ultimi minuti in stile Roberto Mancini”….

PARADOSSO

Dopo Budapest e Brema l’avevo descritto pienamente recuperato e in perfetta efficienza fisica. Per contro, i mass media lo presentavano quasi moribondo. Ora che lo vedo acciaccato, sarebbe ufficialmente “pronto” a rientrare. Alt! “Ufficialmente”, si fa per dire…

FUMO NEGLI OCCHI

FC Internazionale si cuce la bocca. A sburattinare sono i mass media, che per meglio convincerci che Matrix sia pronto,  lo sparano a salve come sicuro titolare a fianco di Lucio in tutte le probabili formazioni per Udine. Ci fanno il lavaggio del cervello quotidiani, TV e siti Internet: “Materazzi pronto, Materazzi recuperato, Materazzi a Udine a fianco di Lucio”. Lo spingono come un’auto in panne…

E se giovedì, a 3 giorni dalla gara, inter.it riferisce di un “ inizio di lavoro con il gruppo prima di proseguire il programma specifico di recupero individuale” (che non significa essere pronti per una gara), venerdì pomeriggio Sky Sport 24 apre trionfalmente i titoli con il recupero di Matrix… peccato che si limiti allo “strillo”, senza più riprendere la notizia nel servizio….

Ma Ladycalcio non si lascia affumicare la vista…

LE BUGIE HANNO LE GAMBE INCEROTTATE 🙂

L’avevo anticipato sabato pomeriggio in una risposta ad un lettore: “La gamba non ha ancora recuperato e non è per niente pronta per sostenere il ritmo di gara: Matrix non la “usa”, è ancora deficitaria nell’azione e nelle sequenze del movimento (…)” A fine settimana, Materazzi e Chivu avevano preso parte a una partitella come “jolly”, con tanto di pettorina verde. Matrix, con un vistoso cerottone nero sulla coscia sinistra, mi era apparso subito in difficoltà; addirittura, si muoveva molto meno di Chivu.

Dalla mia osservazione, ricavavo un carico deficitario sulla gamba infortunata, scarsa mobilità e scompostezza nell’azione di corsa, sempre che di corsa si potesse parlare: Matrix mi sembrava soprattutto “fermo” sulle gambe e confinato a bordocampo, da dove si inventava qualche tocco di palla all’insegna del minimalismo dei movimenti. Per carità, è soltanto un’opinione! Come è mia opinione che Mourinho non sia un pirla.

Per La Gazzetta dello Sport è un’opinione la matematica. “Rimane in campo 20  minuti” infortunato, si legge nelle pagelle di Parma-Inter: a casa mia, dal 34’ al 45’ + 4’ di recupero non fanno 20’  🙂 . Meno che mai, sottraendo il tempo dell’infortunio….

Ma torniamo a Udinese-Inter. L’ultima riserva, si diceva, sarebbe stata sciolta domenica mattina con un provino dedicato. Di cui Ladycalcio credeva di conoscere già l’esito.

MOU FA DI PIU’

“Vedrete che per Udine lo convoca lo stesso”, insisto. Mou fa di più: convoca tutti, belli e brutti 😀 .

Mou fa ancor di più: spedisce in tribuna Caldirola 😯 (l’unico difensore di ruolo sano) e si porta  in panchina il macilento Materazzi. Una mossa che a fronte dell’emergenza difesa, dell’aggregazione di Caldirola alla prima squadra per metà settimana e delle condizioni in cui vedo Matrix, sembrerebbe illogicità pura. La “logica”, in tutta la sua teatralità, risiede probabilmente nel messaggio subliminale di far figurare  sano ed affidabile  un giocatore rotto 😦 .

Matrix siede in panca con il berrettone calato sulla testa. Su Inter Channel, Mirko Graziano della Gazzetta dello Sport ipotizza un’esclusione per scelta tecnica 🙂  (quale scelta, se Materazzi era rimasto l’unico difensore disponibile?), dato che l’Udinese gioca veloce sui palloni bassi.

LIMPING BACK TO FIELD  😦

Rende benone quest’espressione inglese, vero mister? Letteralmente, significa “tornare in campo zoppicando”.

Materazzi fuori acciaccato, Thiago Motta riciclato in difesa”, scrive oggi Luigi Garlando sulla Gazzetta dello Sport. Sarebbe bastato dirlo chiaro, senza complicarsi la vita  – e senza complicarla a Matrix.

Thiago Motta nel ruolo di centrale difensivo è come un pesce fuor d’acqua: è lento, non ha il senso della posizione e, grosso guaio, non chiude la diagonale. Nella ripresa, Balotelli è stanco e chiede la sostituzione. Invece, è la panchina a chiedere a lui altri minuti. Perché? Perché Materazzi, che lo sostituirà al 37’ , è pronto soltanto per rimanere parcheggiato sul campo per pochi minuti 😦 .

“Vedrete che nel 2° tempo lo farà scaldare”, avevo preannunciato agli amici. Eccolo, infatti! Matrix guarda la partita da bordocampo 8) per quasi tutto il secondo tempo e al 37’, togliendosi il berrettone, esibisce uno scalpo da paura 😯 , che fa rima con bruttura 😦 . E dire che ha la fortuna di avere dei bei capelli… che però fanno rima con Balotelli, di cui sarebbe il  tutor. È l’ultima invenzione per attirare l’attenzione.

Va riconosciuto che sul campo Marco è generoso e stringe i denti, proprio come li aveva stretti a Parma dopo essersi stirato. Purtroppo per lui, l’autonomia non è molto diversa da allora. Ma Mou non sa più cosa inventarsi per tappare quel buco in difesa.

Ora, Motta ha più respiro in direzione del centrocampo e a calamitare l’attenzione sulle prodezze difensive ci pensa Lucio. Con questo assetto, l’azione non si sviluppa quasi più in area, dove Materazzi rimane per lo più fermo, senza quasi toccare palla, saltellando sul posto a gambe divaricate a 50 m dal portatore di palla come per “prendergli le misure”. Interviene due volte di testa e in una delle occasioni si ostacola con Lucio. Neanche parlare di proiezioni in avanti o sui calci piazzati. Chiude lo spazio pericoloso, tutto qui.

Di ciò che avevo ironicamente previsto sono mancate – chissà se per pudore  – solo le lodi sperticate allo staff medico 🙂

Dal suo esilio in tribuna, il mister continua a mandare SMS ad un Baresi dall’espressione rassegnata e a prendere appunti sul notes griffato. Ladycalcio non smette di riempire d’appunti il suo blocco Bufala Bill di Esselunga 🙂 – e di domandarsi quanto Mourinho sia effettivamente libero nelle sue decisioni. La stessa domanda alla quale, dentro di sé, si è già data una risposta certa riguardo a Materazzi, lasciato in campo a Parma (quando avrebbe voluto uscire), rispeditovi ieri a Udine come tappabuchi di lusso e protagonista di quello strano “silenzio stampa” verso di lei dopo l’invio di “Il Ritorno del Guerriero”.

L’immagine di Matrix a terra sull’erba del Tardini mi richiama alla mente la triste sequenza di Carolina Kostner a Vancouver, finita quattro volte con le terga sul ghiaccio. È il risultato delle convocazioni “politiche” e dell’ingerenza delle alte sfere nelle scelte personali e di campo. È l’amaro risveglio dai sogni di gloria. È il destino delle primedonne indorate di lustrini manovrate dalla stanza dei bottoni: finire con il sedere per terra.

Link:

https://calcioparole.wordpress.com/2008/11/24/perche-non-credo-piu-alla-sindrome-compartimentale-di-materazzi/


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