CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

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ITALIA: NIENTE MONDIALE DOPO 60 ANNI!

Posted by ladycalcio su martedì, novembre 14, 2017

A Sky, dopo la disastrosa andata, si era detto sicuro di poter rimontare l’1-0. Come, l’avremmo visto tutti. Il ct Azzurro Ventura avrebbe fatto meglio a tacere, e soprattutto, a dimettersi subito dopo l’incontro di ieri sera http://bit.ly/2yVtHwp  .

Per la prima volta dopo 60 anni (non accadeva dal 1958), e per la seconda nella sua storia, l’Italia resta a casa da un Mondiale, con il ct che all’aeroporto di Bari si defila da una porta secondaria http://bit.ly/2zGwAhT

L’emblema della disfatta è la disperata intervista su Rai1 a Buffon in lacrime, che anziché coronare la carriera con la partecipazione al suo 6° Mondiale, è costretto a chiuderla in una delle serate più amare del calcio italiano. Accadde qualcosa del genere anche a  Dino Zoff, sempre contro la Svezia, durante le qualificazioni a Euro ’84 (2-0 a Göteborg il 29 5 83).

La clamorosa esclusione degli Azzurri fa passare in secondo piano un’altra pessima prestazione: quella dell’arbitro Lahoz – guardacaso, spagnolo! -, che negando all’Italia l’ennesimo sacrosanto calcio di rigore ha falsato e completamente cambiato il corso della partita.

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VENTURA PROSSIMO ALL’ESONERO

Posted by ladycalcio su sabato, novembre 11, 2017

La partita di lunedì a San Siro sarà probabilmente la sua ultima sulla panchina dell’Italia. Dopo la sconfitta di ieri contro la Svezia, gli Azzurri sono già con un piede fuori dalle qualificazioni per i Mondiali 2018, anche se il tecnico genovese ha dichiarato di essere convinto di poter ribaltare l’1-0 subito a Solna. http://bit.ly/2iPy3KX

L’Italia non ha un gioco e urge un rimedio d’urto per non perdere l’aereo per la Russia.

Come se non bastasse, Ventura ci ha messo ulteriormente del suo nelle dichiarazioni a caldo del postpartita, prendendosela con l’arbitro. Un cambio di allenatore fra i  due  incontri non sarebbe tecnicamente opportuno, ma aspettiamoci il ribaltone già da lunedì sera…

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SARRI E LE 11 TESTE DI C… CONTRO IL CITY

Posted by ladycalcio su mercoledì, ottobre 18, 2017

Durante Inter-Napoli di Coppa Italia del gennaio 2016 aveva offeso gratuitamente Roberto Mancini chiamandolo “frocio” http://bit.ly/2yqG56N, cavandosela con due sole giornate di squalifica.

Ma l’allenatore del Napoli Maurizio Sarri si dimostra ancora una volta incorreggibile, come dimostra la sparata durante la conferenza stampa (!) prima di Napoli-Manchester City: “…e poi mi piacerebbe vedere 11 facce di ca**o che hanno la convinzione di poter palleggiare sul viso al Manchester City”.

http://bit.ly/2iknLFG

Se il tecnico partenopeo proprio non era in grado di trovare dei sinonimi per motivare i suoi ragazzi – tipo “uomini con gli attributi”, “con le palle”, ecc – avrebbe almeno potuto – dovuto – esternare la colorita esortazione fra le quattro mura degli spogliatoi, fra le quali nessuno – pare – si scandalizza più di nulla.

Sarri ha invece offeso in pubblico i suoi giocatori, gli avversari e tutti coloro che, in sala o da casa, seguivano la sua conferenza stampa. Perché fino a prova contraria, nessuno deve essere costretto a subire il suo turpiloquo.

Come definirlo? Imbarazzante come il gioco del suo Napoli, graziato dalla disfatta casalinga contro gli inglesi da due calci di rigore, dall’arbitro Lahoz e dalla dea bendata.

 

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ICARDI-MILAN 3-2

Posted by ladycalcio su lunedì, ottobre 16, 2017

L’ultima tripletta nerazzurra nel derby era stata di Milito, nel 2012.

Stavolta, a portarsi a casa il pallone è Maurito Icardi, che toglie le castagne dal fuoco a un’Inter ad intermittenza che, a dispetto del risultato entusiasmante, non ha ancora risolto i suoi problemi di gioco.

Derby esaltante nella trama e nei capovolgimenti di fronte, molto meno sul piano degli schemi e del gioco di squadra. Al di là dell’esaltazione e degli ennesimi tre punti strappati in extremis, in casa nerazzurra permangono i soliti problemi: i troppi errori individuali (soprattutto in fase di interdizione) la mancanza di idee e di gioco in alcune fasi della partita e la dipendenza assoluta da Icardi in attacco.

Il Milan gioca quasi solo sulla sinistra – quasi come se la fascia destra del campo non esistesse – e l’interrogativo unanime è quali siano, sul piano del gioco e delle individualità, i risultati della faraonica campagna acquisti della scorsa estate. La situazione dei rossoneri, che navigano fuori dalla zona Champions, si fa preoccupante per i tifosi e pressante per la Dirigenza, anche se a Sky l’AD Fassone prende tempo facendo notare che siamo solo “al 20 per cento del campionato”. Un campionato di livello sempre più basso, se il gioco delle “grandi” è questo (sul declino del Milan leggi anche: “Milan Campione d’Europa 2007: fu vera gloria?” http://bit.ly/1vEgjQk )

La chiave della partita è l’abilità dell’Inter di andare in goal nei momenti in cui il Milan gioca meglio ed è più pericoloso, la forza dei nerazzurri è l’individualità dello sfolgorante Maurito Icardi. Ma attenzione: al di là dei discorsi filosofici  http://bit.ly/2rLTbZQ, la squadra di Spalletti è tecnicamente e tatticamente insufficiente.

Il calcio è strano: esistono periodi in cui tutto ti va bene, in cui bene o male il pallone entra sempre, in cui a fine partita arriva il calcio di rigore che ti salva: questo è il periodo che attraversa attualmente l’Inter.

Ma basta voltarsi indietro di pochi mesi per ricordarsi che esistono altri momenti in cui la sfera finisce regolarmente sul palo o sulla traversa, in cui il portiere avversario gioca la partita della sua vita, in cui ti negano il goal validissimo e il rigore sacrosanto, in cui nessun Rodriguez ti regala un tiro dagli undici metri a favore a secondo tempo scaduto. Oppure, in cui l’arbitro, non se la sente di fischiarlo.

Occhio, Inter, il vento in poppa fa in fretta a girare di prua.

 

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L’ULTIMO LUNEDì DI BISCARDI

Posted by ladycalcio su martedì, ottobre 10, 2017

Il funerale ha avuto luogo di lunedì http://bit.ly/2hYVl47 , il giorno del suo “Processo” andato in onda per 36 edizioni: pirotecnico, plateale, turbolento, nazionalpopolare e colorito fino all’inguardabile http://bit.ly/2yakOvg

L’immagine che più mi è rimasta impressa di Aldo Biscardi è il primo piano della sua faccia stravolta in apertura della trasmissione del 30 maggio 1984, immediatamente dopo che la Roma aveva perso la finale di Coppa Campioni ai rigori in casa (!) contro il Liverpool.

Sgrammaticato (a dispetto della laurea in giurisprudenza conseguita all’Università Federico II di Napoli), amante della gazzarra e con un sano tocco di ruffianeria, Biscardi faceva audience, incurante del soprannome “L’Osteria del Lunedì” affibbiato alla sua trasmissione: un italico cocktail fra “sgub” e sondaggi, Gianni Brera e il Moviolone, le analisi dei fatti di sangue e gli show clowneschi di Maurizio Mosca e Tiziano Crudeli, l’attacco in diretta del Berlusca e “Tira el balon bombero”.

Proprio dall’attacco di Berlusconi avrà inizio il progressivo declino della trasmissione, ribattezzata “Il Processo di Biscardi” dopo il divorzio dalla Rai, che migrerà su Tele +, Telemontecarlo, la 7 e tv  via via minori.

Il 2006 vede “Biscardone”sospeso per sei mesi dall’Ordine dei Giornalisti dopo alcune intercettazioni di colloqui telefonici dubbi con Luciano Moggi.

L’inventore del “calcio parlato”, che per una vita aveva caldeggiato la moviola in campo, se ne va poco dopo l’introduzione della VAR  http://bit.ly/2wMeVmR

Ai link seguenti, un suo ricordo:

La chiamata in diretta di Berlusconi: “Kakà rimane al Milan”  http://bit.ly/2xwHe8h

Il meglio di Biscardi da Blob http://bit.ly/2yCV11T

Aldo Biscardi il meglio http://bit.ly/2zdhUGw

L’ultima intervista alle Iene http://bit.ly/2ydYQtI

Servizio Rai sulla sua scomparsa http://bit.ly/2xvcUja

Ciao Aldo, ci mancherai!

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#INTER MEDIA HOUSE #InterIsComing

Posted by ladycalcio su venerdì, settembre 29, 2017

“Inter Media House – Always with you”. “You, we, us, together – everywhere”. “The future is now, a new era is coming, Inter is coming”. “It’s time to share a passion, blue is for dreaming, black is to create a new style. If you want high definition emotion – Inter TV – this is the right place for you”. *

Parla me te manget” (parla come mangi), direbbe l’“operaio della Breda”. “Ahò, che stai a ddì?” gli farebbe eco il nerazzurro di Roma. E chissà cosa penseranno a Bari, roccaforte interista del meridione, dei Bauscia de Milan che ieri mattina, ad Appiano Gentile, hanno presentato Inter Media House.

Fumo a parte, la sostanza è che il canale tematico Inter Channel si rinnova: si chiamerà Inter TV. Come si affretta a precisare il Media Content Director 🙂 Giuliano Giorgetti, “Inter tivì è la giusta pronuncia, gli italiani magari la possono chiamare anche Inter tivù, invece noi preferiamo chiamarla Inter tivì”. Che fa rima con full HD. Con tanto di LEDwall.

Ancor di più: Inter Channel si trasforma in Inter Media House, un polo di produzione multicanale con studi interamente rinnovati e “con contenuti distribuiti su vari punti di contatto” in italiano, inglese e cinese. In altre parole, in una piattaforma digitale per la creazione e la distribuzione di contenuti, secondo lo slogan “If content is the king, distribution is the queen” (Se il contenuto è re, la distribuzione è regina).

In questa confusione linguistica, ci sta tutta che il Direttore della Comunicazione Robert Faulkner parli italiano con l’accento inglese e la cadenza lombarda; un po’ meno che il Media Content Director Giuliano Giorgetti, durante il suo speech 🙂  anglomane, inciampi nell’italiano: “Abbiamo rifatto questa sala stampa perché pensiamo che l’esperienza delle persone che siano qui possa essere migliore” 😦 .

Tornando al progetto, questo vedrà coinvolti tutti i dipartimenti aziendali, con offerta di prodotti premium e contenuti finalizzati alla valorizzazione del brand di FC Internazionale. Tornando alla nuova sala stampa, è parte del rinnovamento della “Pinetina”, altrimenti detta Suning Training Center, che ha visto la rivisitazione di 200 metri quadrati dell’area spogliatoi e la nascita di nuovi spazi dedicati. Se tre campi da gioco, una palestra da urlo di due piani, la tensostruttura, la sauna, la piscina e la sala giochi non bastavano più, ecco le vasche multifunzione, la nuova area fisioterapica, altre aree dedicate alla terapia e nuovi spazi dedicati allo staff tecnico, come la nuova sala interviste dalle pareti dorate (già soprannominato “Golden Studio”) e una Football Analysis Area, che soprattutto nel dopopartita potremmo tradurre con “sala litigi” :-). Lo scopo: far parlare i luoghi con le persone.

Il tutto enfatizzato da una cartellonistica rigorosamente bilingue, chissà se ispirata alla toponomastica di Brunico, sede del ritiro estivo. Con la differenza che qui, almeno per ora, la scritta in italiano precede ancora quella in inglese: Sala stampa – Press Room 🙂

I lavori, protrattisi per mesi, sono un regalo anticipato alla Beneamata per il suo 110° compleanno, che cadrà il 9 marzo 2018.

Gli obiettivi strategico-finanziari del progetto Inter Media House, illustrati dall’AD Alessandro Antonello, sono valorizzare il brand e portarlo fuori dai confini nazionali, facendolo vivere a una fan base allargata a livello mondiale, raccogliere la sfida della digitalizzazione a livello mondiale ed esserne protagonisti, conquistare il tempo delle persone creando contenuti ed esperienze sempre più “ingaggianti e ispirazionali” 🙂 . Insomma, creare un senso di appartenenza al club puntando sulla tecnologia e sul mondo dei dati. Il tutto come servizio agli sponsor, “parte del nostro ecosistema”.

Cosa potrebbe mancare? Innanzitutto, un traduttore automatico che consenta ai tifosi italiani di comprendere il linguaggio della Dirigenza.

Giorgetti fa appello alla Community del calcio, la più grande dell’industria di intrattenimento, con 3,5 miliardi di persone appassionate nel mondo, laddove il calcio è il maggior contenuto di intrattenimento e forma di socializzazione del globo. Prosegue definendo Inter Channel un asset del club, illustrando le opportunità del progetto basate su 3 grandi pillars, preannunciando un lungo journey, ma finiamola qui con il fumo e guardiamo al sodo: la sfida per essere protagonisti a livello internazionale si vince sul campo. In primis, ben figurando nella Champions League.

Suning doveva in qualche modo sviare l’attenzione dalla campagna acquisti con i cordoni della borsa tirati, complici i vincoli dalla Cina sugli investimenti, ma in assenza di risultati sportivi mancherà comunque il ritorno econonico dell’investimento nel progetto multimediale (quanto è costato?) e il progetto-supernova rischierà di collassare in un buco nero.

Sì, perché a la fin de la fera (alla fin della fiera), come si dice a Milano, l’Inter che va in campo è sempre quella, frutto di una campagna acquisti con i cordoni della borsa tirati. Hai voglia di costruire aree dedicate con la cyclette subacquea e il nuoto controcorrente: se i giocatori non corrono http://bit.ly/2tgVODD , continueremo a vedere certi spettacoli indegni, e il “lungo journey” prospettato da Giorgetti rischierà di trasformarsi in una never-ending story fatta di delusioni e di traguardi mancati.

Magari volutamente, come nel caso della Coppa Italia http://bit.ly/2hxXOg8

e dell’Europa League http://bit.ly/2hxYQZu

peraltro,  dopo aver preso in giro i tifosi chiamandoli a raccolta per sostenere la squadra.

D’accordo i fan di tutto il mondo, ma vogliamo parlare del retrobottega di Milano?

Sai che gioia, per il tifoso, esser “always on” con lo smartphone, ma “semper a pe’ ” (sempre a piedi) con i mezzi pubblici fuori da San Siro dopo gli incontri serali. I “touch points” con i tifosi saranno anche “intriganti e ispirazionali”, ma nessun prodigio digitale potrà mai sostituire le sensazioni del finale di partita aggrappati alle sbarre giù al parterre, come si poteva viverle una volta.

FC Internazionale ridimensioni i ceffi con la radiolina al primo anello, che dopo il fischio finale “buttano fuori” maleducatamente la gente dallo stadio senza che se ne possa godere l’atmosfera mentre si svuota, né tantomeno osservare il defaticamento delle squadre straniere avversarie dopo la partita. Fortunatamente, per molti vivere il calcio è ancora questo – non smanettare per ore sul telefonino alla ricerca di aria fritta.

Vogliamo parlare degli eventi presso gli store ufficiali, con i giocatori di turno che firmano autografi e le riprese del canale tematico che mostrano i tifosi felici all’interno del negozio che si fanno il selfie con il campione? Peccato che questi fortunati siano una piccola minoranza; gran parte della gente in fila fuori dal negozio i giocatori non li vede neppure con il binocolo, perché nello store non riesce proprio ad entrare. Troppo è l’affetto dei sostenitori e troppo poco il tempo in cui i campioni rimangono a disposizione dopo aver espletato le formalità degli sponsor…

Il proposito del Club di essere più vicino ai tifosi cominci non dalla Cina ma a pochi metri dalla sfolgorante cornice ostentata ieri: da fuori dalla Pinetina, dove urge esortare gente come Eder, in qualsiasi lingua, a degnarsi di firmare qualche autografo all’uscita dall’allenamento, anziché sgommare regolarmente via dai tifosi interisti in attesa da ore. Grazie.

P.S. Fra i tifosi nerazzurri vi sono persone semplici che non conoscono l’inglese, che hanno pari diritto di esistere delle persone colte. Sul tema leggi anche:

http://bit.ly/1LdpgNK e http://bit.ly/2hBoWhf

Traduco quindi gli slogan riportati in apertura di articolo:

“Inter Media House – Sempre con te”. “Tu, noi, insieme – dovunque”.

“Il futuro è adesso, sta arrivando una nuova era, sta arrivando l’Inter”.

“È tempo di condividere una passione, l’azzurro è per sognare, il nero per dar vita a un nuovo stile (spiegateci il perché, ndr) . Se vuoi vivere l’emozione dell’alta definizione – Inter TV – questo è il posto giusto per te”.

(Se riesci a capirci un’acca).

 

 

 

 

 

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ADDIO AL “SERGENTE DI FERRO”

Posted by ladycalcio su martedì, settembre 19, 2017

Se ne va anche Eugenio Bersellini, artefice dello scudetto dell’Inter 1979-’80.

Ai funerali dell’ex-tecnico, svoltisi oggi nel Duomo di Prato, hanno partecipato numerose vecchie glorie nerazzurre e campioni del Mondiale ’82, fra cui Alessandro Altobelli, Giuseppe Bergomi, Evaristo Beccalossi, Graziano Bini, Giampiero Marini e Gabriele Oriali.

Soprannominato “il sergente di ferro” per la durezza degli allenamenti e dei ritiri, oltre all’Inter Bersellini aveva allenato, fra le altre squadre, anche Bologna, Fiorentina, Sampdoria e Torino.

 

Leggi anche:
addio a Giuliano Sarti http://bit.ly/2xvGYtX
ciao Michele http://bit.ly/2q3QFbZ

 

 

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“AUGURI, EMLYN HUGHES!” LA GAFFE DI #LFCItaly

Posted by ladycalcio su lunedì, agosto 28, 2017

“La leggenda del #LFC Emlyn Hughes oggi compie 70 anni. Auguri!”

È il tweet apparso oggi su #LFCItaly, “account Twitter ufficiale in lingua italiana del Liverpool Football Club”, rimosso qualche ora (!) dopo la pubblicazione.

Lo svarione del solito traduttore improvvisato? Di certo, di qualcuno con poca cultura di  calcio inglese 😦

Emlyn Hughes, ex-centrale del Liverpool nato il 28 agosto 1947, è morto nel novembre 2004 di un tumore al cervello.

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L’INTER OLTRE IL RITIRO DI BRUNICO

Posted by ladycalcio su domenica, luglio 16, 2017

Location da favola con vista sulle montagne, albergo di lusso con campo e impianti sportivi. Ma soprattutto, eventi di ogni genere: dalle conferenze stampa di giocatori e dirigenti al filo diretto con i tifosi sui social media, dal pranzo a Plan de Corones al saluto della squadra ai sostenitori nerazzurri, dalla promozione del merchandising ai contatti con gli Inter Club.

Sul ritiro dell’Inter a Riscone di Brunico (BZ) abbiamo visto di tutto e di più, mentre l’undici di Spalletti va timidamente delineandosi nelle prime partitelle estive. Aperta parentesi: una sconfitta nell’amichevole con il Norimberga, fra le squadre più modeste di Germania, non ce l’aspettavamo, ma tant’è – chiusa parentesi.

Ma all’Inter c’è davvero tutto? No. Anche quest’anno sono mancate le splendide corse sui sentieri di montagna che un paio d’anni fa avevano contraddistinto la preparazione dei nerazzurri a Pinzolo. Come tanti suoi illustri colleghi, mister Spalletti ha optato per il minimalismo atletico, ovvero, subito in campo a tirar calci al pallone.

Potrà piacere tanto ai giocatori, ma l’imprescindibile fase aerobica di inizio preparazione – quella che in tutti gli sport predispone l’organismo alla successiva preparazione specifica – è andata a farsi benedire anche quest’anno.

Quel “tanta corsa” che sentiamo raccontare dai notiziari sportivi si traduce in qualche giretto di campo in souplesse condito da qualche allungo sull’erba e nulla più: roba da far ridere il più scoppiato dei podisti della domenica.

Se un’altra critica si può (e si deve) fare, è che la squadra rischia di essere distratta dai troppi eventi e impegni di rappresentanza, che comportano un inevitabile dispendio di energie.

Inoltre, all’Inter manca ancora l’acquisto di grido che tranquillizzi  i sostenitori della Beneamata che guardano con disappunto alla campagna acquisti dei cugini rossoneri. Certo, da qui a fine agosto di tempo ce n’è, ma se la Società risparmia sugli interpreti, come non giustificare l’apprensione dei tifosi?

Questo l’assist alla successiva osservazione: urge che Suning impari a predisporre i traduttori per le conferenze stampa dei suoi neotesserati stranieri, poiché così come siamo messi, ne va dello stile della Società. In fatto di mediocrità degli interpreti – lo sappiamo – l’Inter non è nuova alle figuracce http://bit.ly/YNaEIn

Ma in occasione delle conferenza stampa di presentazione di Skriniar, Suning si è superata, lasciando addirittura sguarnita la postazione del traduttore. Le ultime domande dei giornalisti al giocatore slovacco, e le relative risposte, formulate nella madrelingua di quest’ultimo, sono rimaste arabo per i più.

Suvvia, Mister Jindong, con gli stipendi principeschi che versa ai giocatori, paghi anche un’oretta di lavoro all’interprete!

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DIECI ANNI!!!!!!!

Posted by ladycalcio su sabato, luglio 1, 2017

Questo blog nasceva esattamente 10 anni fa, il 1° luglio 2007, da una censura di Fulvio Collovati.

Nel maggio precedente, in occasione della 7^ Champions League del Milan sottratta al Liverpool con un goal di braccio di Pippo Inzaghi, avevo scritto un post molto critico per il Sito Ufficiale dell’ex-difensore; un pezzo decisamente controcorrente rispetto agli elogi sperticati che la stampa italiana aveva riservato ai rossoneri, nel quale non le avevo risparmiate a nessuno. Il buon Fulvio, su tutte le furie, mi aveva dato il rosso diretto, rimuovendo dal Sito quell’articolo insieme a tutte le mie rubriche.

Non ci stetti a farmi tappare la bocca. Decisi dunque di aprirmi uno spazio personale in cui dire la mia, ripubblicandovi gli articoli censurati. Aggiunsi anche una foto della prima rete di Inzaghi da un’angolazione mai mostrata in Italia, che ne dimostrava il tocco di braccio.

Gli italici media erano in delirio per il “grande Milan” di Silvio Berlusconi, Adriano Galliani, Kakà Pallone d’Oro e Pippo Inzaghi, dal cui braccino erano poi scaturite la 5^ Supercoppa e la prima Coppa del Mondo per Club dei rossoneri.

Soltanto la sottoscritta, in un altro pezzo storico soprannominato “profetico”, aveva osato vedere quella compagine già in declino ancor prima della Finale di Atene, pronosticandole una vittoria controversa sugli inglesi letta nei segni premonitori di quell’ingannevole annata calcistica.

Il tempo, giudice impietoso, mi ha dato ragione a 360 gradi.

Neppure nei loro peggiori incubi i tifosi rossoneri avrebbero mai immaginato quale sarebbe stato il futuro della loro squadra del cuore, ossia lo squallido presente che occupa attualmente le pagine dei giornali.

Dieci anni dopo quel trionfo fasullo, a fronte di debiti stimati attorno a 220 milioni di euro, la “squadra più blasonata del mondo” “più forte dell’ingiustizia, più forte dell’invidia e più forte della sfortuna”, fa notizia per la cessione del 99,93 % delle quote societarie alla Rossoneri Sport Investment Lux, una cordata di salvataggio cinese che fa capo a tale Li Yonghong, enigmatico imprenditore con gli occhi a mandorla. L’AD è Marco Fassone e fra i consiglieri si leggono i nomi di Lu Bo, Han Li e Xu Renshuo.

Addio alle discese in elicottero del Berlusca nel tripudio di San Siro!

Concluso il ciclo storico di Carlo Ancelotti, il “grande Milan” ha visto avvicendarsi sulla sua storica panchina un filotto di allenatori di belle speranze: Leonardo, Allegri, Tassotti, Seedorf, Filippo Inzaghi “la vendetta”, Mijailovic, Brocchi e Montella.

8° in campionato nel 2013-14, 10° nel 2014-15 e rispettivamente 7° e 6° nelle ultime 2 stagioni, dopo 3 anni di digiuno dall’Europa l’ex-squadrone tenta di rientrarvi dalla porta di servizio, disputando i preliminari di Champions League.

Sull’appeal dei suoi colori, la dice lunga il caso Donnarumma.

In questo decennio, di strada “Calcio e Parole” ne ha fatta tanta.

Avremo tutto il tempo per prolungare il compleanno tondo con altri bilanci e progetti, ma oggi mi piace ricordare soprattutto quell’esordio burrascoso, trasformatosi in un fiore all’occhiello: un successo unico nel suo genere contro tutto il panorama mediatico, come Davide contro Golia.

Grazie a chi mi segue da allora. Per tutti gli altri, ripropongo i primi tre pezzi storici apparsi su queste pagine ai link in calce.

Buon compleanno, caro blog ❤ , piccolo ma grande quanto il valore della libertà di pensiero!

 

Link:

La vergogna della censura: http://bit.ly/1DAV3m0

“Milan Campione d’Europa 2007, fu vera gloria?” (il pezzo “profetico”) http://bit.ly/1vEgjQk

“Milan-Liverpool, ingiustizia è fatta” (il pezzo censurato con la foto del braccio di Inzaghi): http://bit.ly/1xvwRx7

 

 

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