CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

Archive for the ‘Media’ Category

L’INTER OLTRE IL RITIRO DI BRUNICO

Posted by ladycalcio su domenica, luglio 16, 2017

Location da favola con vista sulle montagne, albergo di lusso con campo e impianti sportivi. Ma soprattutto, eventi di ogni genere: dalle conferenze stampa di giocatori e dirigenti al filo diretto con i tifosi sui social media, dal pranzo a Plan de Corones al saluto della squadra ai sostenitori nerazzurri, dalla promozione del merchandising ai contatti con gli Inter Club.

Sul ritiro dell’Inter a Riscone di Brunico (BZ) abbiamo visto di tutto e di più, mentre l’undici di Spalletti va timidamente delineandosi nelle prime partitelle estive. Aperta parentesi: una sconfitta nell’amichevole con il Norimberga, fra le squadre più modeste di Germania, non ce l’aspettavamo, ma tant’è – chiusa parentesi.

Ma all’Inter c’è davvero tutto? No. Anche quest’anno sono mancate le splendide corse sui sentieri di montagna che un paio d’anni fa avevano contraddistinto la preparazione dei nerazzurri a Pinzolo. Come tanti suoi illustri colleghi, mister Spalletti ha optato per il minimalismo atletico, ovvero, subito in campo a tirar calci al pallone.

Potrà piacere tanto ai giocatori, ma l’imprescindibile fase aerobica di inizio preparazione – quella che in tutti gli sport predispone l’organismo alla successiva preparazione specifica – è andata a farsi benedire anche quest’anno.

Quel “tanta corsa” che sentiamo raccontare dai notiziari sportivi si traduce in qualche giretto di campo in souplesse condito da qualche allungo sull’erba e nulla più: roba da far ridere il più scoppiato dei podisti della domenica.

Se un’altra critica si può (e si deve) fare, è che la squadra rischia di essere distratta dai troppi eventi e impegni di rappresentanza, che comportano un inevitabile dispendio di energie.

Inoltre, all’Inter manca ancora l’acquisto di grido che tranquillizzi  i sostenitori della Beneamata che guardano con disappunto alla campagna acquisti dei cugini rossoneri. Certo, da qui a fine agosto di tempo ce n’è, ma se la Società risparmia sugli interpreti, come non giustificare l’apprensione dei tifosi?

Questo l’assist alla successiva osservazione: urge che Suning impari a predisporre i traduttori per le conferenze stampa dei suoi neotesserati stranieri, poiché così come siamo messi, ne va dello stile della Società. In fatto di mediocrità degli interpreti – lo sappiamo – l’Inter non è nuova alle figuracce http://bit.ly/YNaEIn

Ma in occasione delle conferenza stampa di presentazione di Skriniar, Suning si è superata, lasciando addirittura sguarnita la postazione del traduttore. Le ultime domande dei giornalisti al giocatore slovacco, e le relative risposte, formulate nella madrelingua di quest’ultimo, sono rimaste arabo per i più.

Suvvia, Mister Jindong, con gli stipendi principeschi che versa ai giocatori, paghi anche un’oretta di lavoro all’interprete!

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DIECI ANNI!!!!!!!

Posted by ladycalcio su sabato, luglio 1, 2017

Questo blog nasceva esattamente 10 anni fa, il 1° luglio 2007, da una censura di Fulvio Collovati.

Nel maggio precedente, in occasione della 7^ Champions League del Milan sottratta al Liverpool con un goal di braccio di Pippo Inzaghi, avevo scritto un post molto critico per il Sito Ufficiale dell’ex-difensore; un pezzo decisamente controcorrente rispetto agli elogi sperticati che la stampa italiana aveva riservato ai rossoneri, nel quale non le avevo risparmiate a nessuno. Il buon Fulvio, su tutte le furie, mi aveva dato il rosso diretto, rimuovendo dal Sito quell’articolo insieme a tutte le mie rubriche.

Non ci stetti a farmi tappare la bocca. Decisi dunque di aprirmi uno spazio personale in cui dire la mia, ripubblicandovi gli articoli censurati. Aggiunsi anche una foto della prima rete di Inzaghi da un’angolazione mai mostrata in Italia, che ne dimostrava il tocco di braccio.

Gli italici media erano in delirio per il “grande Milan” di Silvio Berlusconi, Adriano Galliani, Kakà Pallone d’Oro e Pippo Inzaghi, dal cui braccino erano poi scaturite la 5^ Supercoppa e la prima Coppa del Mondo per Club dei rossoneri.

Soltanto la sottoscritta, in un altro pezzo storico soprannominato “profetico”, aveva osato vedere quella compagine già in declino ancor prima della Finale di Atene, pronosticandole una vittoria controversa sugli inglesi letta nei segni premonitori di quell’ingannevole annata calcistica.

Il tempo, giudice impietoso, mi ha dato ragione a 360 gradi.

Neppure nei loro peggiori incubi i tifosi rossoneri avrebbero mai immaginato quale sarebbe stato il futuro della loro squadra del cuore, ossia lo squallido presente che occupa attualmente le pagine dei giornali.

Dieci anni dopo quel trionfo fasullo, a fronte di debiti stimati attorno a 220 milioni di euro, la “squadra più blasonata del mondo” “più forte dell’ingiustizia, più forte dell’invidia e più forte della sfortuna”, fa notizia per la cessione del 99,93 % delle quote societarie alla Rossoneri Sport Investment Lux, una cordata di salvataggio cinese che fa capo a tale Li Yonghong, enigmatico imprenditore con gli occhi a mandorla. L’AD è Marco Fassone e fra i consiglieri si leggono i nomi di Lu Bo, Han Li e Xu Renshuo.

Addio alle discese in elicottero del Berlusca nel tripudio di San Siro!

Concluso il ciclo storico di Carlo Ancelotti, il “grande Milan” ha visto avvicendarsi sulla sua storica panchina un filotto di allenatori di belle speranze: Leonardo, Allegri, Tassotti, Seedorf, Filippo Inzaghi “la vendetta”, Mijailovic, Brocchi e Montella.

8° in campionato nel 2013-14, 10° nel 2014-15 e rispettivamente 7° e 6° nelle ultime 2 stagioni, dopo 3 anni di digiuno dall’Europa l’ex-squadrone tenta di rientrarvi dalla porta di servizio, disputando i preliminari di Champions League.

Sull’appeal dei suoi colori, la dice lunga il caso Donnarumma.

In questo decennio, di strada “Calcio e Parole” ne ha fatta tanta.

Avremo tutto il tempo per prolungare il compleanno tondo con altri bilanci e progetti, ma oggi mi piace ricordare soprattutto quell’esordio burrascoso, trasformatosi in un fiore all’occhiello: un successo unico nel suo genere contro tutto il panorama mediatico, come Davide contro Golia.

Grazie a chi mi segue da allora. Per tutti gli altri, ripropongo i primi tre pezzi storici apparsi su queste pagine ai link in calce.

Buon compleanno, caro blog ❤ , piccolo ma grande quanto il valore della libertà di pensiero!

 

Link:

La vergogna della censura: http://bit.ly/1DAV3m0

“Milan Campione d’Europa 2007, fu vera gloria?” (il pezzo “profetico”) http://bit.ly/1vEgjQk

“Milan-Liverpool, ingiustizia è fatta” (il pezzo censurato con la foto del braccio di Inzaghi): http://bit.ly/1xvwRx7

 

 

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LA FILOSOFIA DEL FILOSOFO SPALLETTI

Posted by ladycalcio su lunedì, giugno 19, 2017

“Io vengo dal Paese di Leonardo, spero che qualcosa dalla sfera venga fuori”. Parole di Luciano Spalletti, esternate qualche giorno fa in occasione della sua presentazione all’Inter. Ma più che un genio, addetti ai lavori e tifosi considerano il buon Luciano una seconda scelta, una scelta forzata dopo il rifiuto di Conte.

Il tecnico toscano è originario di Certaldo, patria di Boccaccio, ma più che di un grande poeta, l’ex-guida della Roma ha il modo di parlare di un filosofo, peraltro un po’ contorto nell’espressione come si addice alla categoria.

“Ci sono situazioni temporali da portare a braccetto quando si parla delle cose”, tanto per citarne una.

Il resto dell’interminabile conferenza stampa è un déjà-entendu vecchio di decenni, il replay delle conferenze di presentazione di tutti i suoi predecessori da qualche decennio a questa parte, con solo qualche variante stilistica bombastica: “Voglio assorbire tutto ciò che riguarda l’Inter, dall’inizio alla fine”; “io non sono più bravo degli altri, non sono più bravo degli allenatori che mi hanno preceduto, ma sono diverso”.

La ricetta per sbloccare un attacco che non sfonda? “La curiosità di andare a vedere cosa c’è dietro la linea difensiva”, sottinteso delle grandi.

Lo strapotere della Juventus in campionato?  “Non inciamperemo nell’ultimo gradino della scaletta quando giocheremo contro la Juventus: si va dritti in campo a vedere chi è più bravo”. Ahi ahi, quel toscanismo della prima persona plurale espressa con il “si” impersonale ci è rimasto nell’orecchio da un suo conterraneo di passaggio alla Pinetina: Walter Mazzarri.

“Io sarò loro accanto (ai giocatori, ndr) qualunque cosa accada”, riprende il vecchio refrain Spalletti. Il punto è se, qualunque cosa accada, la Dirigenza nerazzurra sarà sempre accanto a lui.

Auguri, mister!

 

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REAL-BAYERN: VERGOGNA-RECORD

Posted by ladycalcio su giovedì, aprile 20, 2017

“Chi vince questo quarto di finale vince la Champions”, si diceva di Real Madrid-Bayern (4-2). Se davvero vincerà il Real, sarà una coppa rubata.

“Ci hanno fregati”, ha affermato testualmente Karl-Heinz Rummenigge nel consueto discorso del postpartita alla squadra. Una fregatura confezionata grazie a due reti in fuorigioco di quel fenomeno che si fa chiamare CR7, dopo un altro fuorigioco di CR7 sul quale l’arbitro Kassai aveva concesso la regola del vantaggio, più un doppio giallo a Vidal per un fallo inesistente sotto gli occhi del quarto uomo con il Bayern che rimane in dieci.

Per il calcio è la notte della vergogna, per la squadra di Zidane la notte dei record: 7^ semifinale per le Merengues e 100^ rete del “Fenomeno bis”, quel Ronaldo che fa rima con spavaldo. Il portoghese non si sforza neppure di rientrare, è sempre lì davanti alla porta al di là della linea dei difensori tedeschi.

Ai suoi due goal di rapina fa da pendente, in Barça-Juve, la prestazione nulla di Lionel Messi: e poi non chiedetemi perché punto il dito contro le assegnazioni del Pallone d’Oro https://calcioparole.wordpress.com/2015/01/14/10-motivi-per-cui-avrei-dato-il-pallone-doro-a-manuel-neuer/

Nel gennaio 2015 CR7 soffiò il riconoscimento a Manuel Neuer, che lo definì un “testimonial di mutande”; l’altra sera, sul suo terzo goal in fuorigioco, l’estremo difensore del Bayern ha rimediato la frattura del metatarso del piede sinistro, che lo costringerà a stare fuori dai pali per il resto della stagione.

Il Bayern era già stato eliminato dal Real nel 2014, quando sulla sua panchina sedeva Pep Guardiola e su quella madridista, ironia della sorte, proprio Carlo Ancelotti.

“Una decisione così importante e così sbagliata ha cambiato il corso della partita”, hanno commentato su RSI LA2 riguardo al primo goal in fuorigioco convalidato al Real. E ancora:“Se non ci fosse stato quell’omino in giallo o in verde (Kassai, ndr), la partita sarebbe andata diversamente”.

I media europei sono in subbuglio, ma di tutto questo il Real se ne frega, pronto ad esultare se davvero vincerà il 12° trofeo. “Nel calcio vince chi la mette dentro, non importa come”, scrivevo su queste pagine nel 2007 dopo gli osanna al goal di mano di Pippo Inzaghi ad Atene http://bit.ly/1xvwRx7

Dieci anni dopo, mi sento solo di aggiungere che il calcio fa ancora più schifo.

Sempre per ironia della sorte, ad Atene sulla panchina del Milan sedeva il buon Carletto, che come ci fa sapere l’emittente bavarese B3, per sfogare il nervoso durante la partita di martedì ha masticato la bellezza di 14 gomme americane.

Ricorsi di nomi e circostanze che ci riportano a un’altra vergogna e all’anatema più censurato di questo blog: che fine ha fatto la squadra più blasonata del mondo di Silvio Berlusconi? http://bit.ly/1vEgjQk

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CAMPIONI NELL’IMBRUTTIRSI

Posted by ladycalcio su venerdì, marzo 31, 2017

Il nuovo tatuaggio sulla schiena di Gabigol. L’importante è esagerare (ad imbruttirsi).

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GAGLIARDINI PER LE DONNE

Posted by ladycalcio su sabato, marzo 11, 2017

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INTERVISTA A PIERLUIGI AVANZI, AUTORE DI “BIOGRAFIE NERAZZURRE – LA STORIA DELL’INTER ATTRAVERSO I SUOI PROTAGONISTI”

Posted by ladycalcio su giovedì, febbraio 16, 2017

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L’avevamo già conosciuto e apprezzato per il suo primo libro “Giacinto Facchetti – Una bandiera in mezzo alla battaglia” (Urbone Publishing) http://bit.ly/2ksSj5j  http://bit.ly/2ksNk4F

Ora, l’appassionato blogger nerazzurro Pierluigi Avanzi replica con “Biografie Nerazzurre – La storia dell’Inter attraverso i suoi protagonisti” (stesso Editore). L’opera, che raccoglie in formato cartaceo tutti gli articoli dell’omonimo blog (www.biografienerazzurre.blogspot.com), è arricchita dalla prefazione dell’Avv. Luigi Maria Prisco, figlio dell’indimenticabile Peppino.

Da Virgilio Fossati a Javier Zanetti, da Helenio Herrera  a José Mourinho, Pierluigi ripercorre oltre un secolo di appassionante storia nerazzurra in quarantasei ritratti “scelti sull’onda emozionale del momento”, traboccanti di tifo, orgoglio e passione viscerale per i colori della Beneamata.

Nelle 158 pagine del libro esplodono ricordi ed emozioni, ma soprattutto una fede.

In questa intervista esclusiva, “Calcio e Parole” vi offre una presentazione di primissima mano dell’autore e del libro.

Ladycalcio: Raccontaci chi sei…

PIERLUIGI AVANZI: Mi definirei scrittore di calcio per diletto, “interologo” per vocazione e impiegato commerciale per necessità. Sono nato e risiedo attualmente in provincia di Mantova – fortunatamente una città ancora a misura d’uomo – ma sono cresciuto in un quartiere della periferia ovest di Milano.

Di tutta la storia dell’Inter, qual è il nerazzurro che più ti è rimasto nel cuore?

Doverosa premessa: scegliere un solo personaggio fra quelli che ho avuto modo di ammirare in quasi trent’anni di tifo interista, o fra quelli di cui ho soltanto letto o visto delle immagini, non è assolutamente facile. Fra questi personaggi sono molti quelli che hanno regalato emozioni e rappresentato degnamente la Società nerazzurra, ognuno a suo modo.

Ciò premesso, ritengo che il biglietto da visita più confacente e luminoso della storia dell’Inter sia Giacinto Facchetti, il personaggio che meglio ha saputo sintetizzare tale storia. Questo per i suoi valori morali, l’irremovibile volontà di vincere senza mai prevaricare le regole e l’ammirevole fedeltà alla maglia e a determinati ideali; oltre che, naturalmente, per le fantastiche virtù tecniche e agonistiche. Alla sua memoria ho dedicato il mio primo libro, dal titolo “Giacinto Facchetti – Una bandiera in mezzo alla battaglia” (2011), anch’esso edito da Urbone Publishing. Come infatti affermava lo scrittore britannico George Orwell, “Arrivati a una certa età ognuno ha la faccia che si merita” e l’Inter ha la fortuna e l’orgoglio di avere quella di Facchetti.

Qual è il campione nerazzurro che più amavi da bambino, quello di cui indossavi la maglietta quando giocavi a pallone?

I primissimi ricordi della mia grande passione per l’Inter risalgono alla compagine del trio tedesco Brehme-Klinsmann-Matthäus allenata da Giovanni Trapattoni: avevo 6-7 anni (fra pochi giorni ne compirò 34), abitavo in un quartiere milanese a pochi chilometri da San Siro e ogniqualvolta scendevo in strada per giocare a calcio con gli amici non perdevo l’occasione di indossare la maglietta nerazzurra sponsorizzata “Misura”. La maglietta in questione aveva sulle spalle un numero 11 (allora appartenente ad Aldo Serena) fatto da mia mamma con delle fettucce elastiche bianche; probabilmente, solo perché era il numero più semplice da fabbricare e/o da applicare. Le altre maglie dell’Inter che nel tempo hanno riempito il mio armadio sono state la numero 3 di Giacinto Facchetti, la numero 8 di Nicola Berti (forse il mio primo “idolo”), la numero 4 di Javier Zanetti e la numero 19 di Esteban Cambiasso. Dall’epoca di mister Trapattoni, dunque, ho iniziato a seguire assiduamente le gesta della mia squadra del cuore, nei momenti belli e in quelli decisamente meno belli, in tutti i possibili modi: alla radio, davanti alla tv, sulla carta stampata, via web e, naturalmente, allo stadio.

Tanti dei giocatori che hai ritratto nel tuo libro non li hai mai visti giocare; eppure hai scritto su di loro e non su altri campioni che ti hanno accompagnato nella tua vita di tifoso. Perché?

In queste mie 158 pagine di sentimento e di evidente orgoglio ho avuto il piacere di sintetizzare tre delle mie più grandi passioni: la scrittura, l’Inter e la sua storia. Attraverso le gesta di chi l’ha scritta (giocatori, allenatori, dirigenti e presidenti) ho cercato di raccontare oltre un secolo di emozionante storia nerazzurra (anche se all’interno del libro non mancano richiami all’attualità): quarantasei biografie di altrettanti protagonisti della gloriosa leggenda interista scelti sull’onda emozionale del momento (dunque, senza un criterio preciso), non necessariamente tutti i più grandi o i più vincenti. Quarantasei protagonisti di epoche diverse che per le loro imprese, o semplicemente per i loro atteggiamenti o la loro passione, hanno saputo rendersi meritevoli interpreti di un’inebriante saga che il 9 marzo 2016 ha compiuto 108 anni.

Quali personaggi hai incontrato fra quelli del tuo libro? C’è un aneddoto che ti lega a uno di loro?

Nel tempo, fra i quarantasei personaggi di cui ho scritto ho avuto il piacere di scattare una foto con Giacinto Facchetti, Roberto Boninsegna, Gigi Simoni, Roberto Mancini, Nicola Berti ed Esteban Cambiasso. L’incontro con Facchetti è minuziosamente descritto nel libro che gli ho dedicato: un signore disponibile, pacato e cortese che aveva regalato ad un allora ragazzino di quattordici anni l’enorme gioia d’essere immortalato per la prima volta con un personaggio dell’universo nerazzurro. Una gioia che avrei poi raccontato a tutti nei minimi dettagli.

Qualcuno dei personaggi del libro ti ha fatto pervenire un apprezzamento per il tuo lavoro?

Sì: il gentilissimo Avvocato Luigi Maria Prisco (figlio del mitico e indimenticato vicepresidente Peppino), che su mia espressa richiesta ha impreziosito questo mio secondo libro firmandone la prefazione.

Come hai conosciuto l’Avv. Luigi Maria Prisco?

Lo contattai per la prima volta alcuni anni fa, domandandogli se potesse inserire all’interno del sito http://www.peppinoprisco.it un articolo in ricordo di suo padre che avevo scritto nel dicembre 2010. Dopo pochi giorni, oltre a ringraziarmi, l’Avvocato lo pubblicò sul sito.

Perché hai chiuso il tuo blog rinunciando a scrivere biografie di giocatori più vicini al tuo tempo?

Il mio libro “Biografie Nerazzurre – La storia dell’Inter attraverso i suoi protagonisti” non è altro che la raccolta di tutti gli articoli sulla storia e i personaggi dell’Inter che ho scritto e pubblicato negli ultimi dieci anni sull’omonimo blog (www.biografienerazzurre.blogspot.com).

Trasformato il blog in un libro cartaceo (pochi mesi fa), complice il fatto che purtroppo ho sempre meno tempo da dedicargli, ho pensato fosse giusto chiuderlo.

Come vedi l’Inter di Stefano Pioli?

Finalmente l’Inter si esprime da squadra, e non è più soltanto un insieme di buoni singoli. Questo anche grazie a uno schema di gioco pressoché definitivo e a uno “zoccolo duro” di titolari a cui si è dato finalmente continuità. Il merito è di Pioli, con il quale i giocatori paiono interagire bene. Lo ritengo un tecnico tatticamente preparato e un profondo conoscitore dell’insidiosissima Serie A, oltre che una persona seria, concreta ed efficace negli atteggiamenti. Non da ultimo, ha nelle vene il sangue nerazzurro ereditato dal padre, il che non guasta di certo…. Considerato il buon organico a disposizione, il mister parmense sembra quindi l’uomo giusto per lasciarsi alle spalle il turbolento 2016 e puntare a un 2017 che restituisca fierezza all’appassionato popolo della Beneamata, oltre che stabilità tecnica.

Qual è il tuo giocatore preferito dell’attuale rosa?

Non ne ho uno in particolare. Quando i giocatori della tua squadra del cuore iniziano ad essere più giovani di te significa che è finito il tempo di avere dei beniamini come accade quando si è ragazzini o adolescenti… Sono tutto per i colori della mia amata Inter: irrequieta e blasonata, disegnata nel 1908 dalla mano del pittore Giorgio Muggiani e come tale raffinata, geniale, imprevedibile, pazza. Prendendo in prestito la politica, l’Inter è l’unica grande del calcio italiano che, da sempre, è all’opposizione anziché al governo. Con buona pace dell’ineffabile censore Marotta e compagnia.

Vai sempre allo stadio?

Meno che in passato. Per diverse stagioni sono stato abbonato, ma anche ora, comunque, almeno una/due partite all’anno dal vivo cerco di non farmele mancare.

Hai qualcosa da aggiungere a questa intervista?

Un caloroso saluto a tutti i veri tifosi nerazzurri: quelli che in nome della passione viscerale per la loro squadra arrivano a sottrarre tempo prezioso alle persone che amano. Magari scrivendo sui blog o su qualche testata (spesso gratis e sempre nei ritagli di tempo, come il sottoscritto), oppure abbonandosi alle pay-tv (non certo a prezzi economici), o ancora affrontando centinaia di chilometri per recarsi allo stadio, non importa se in condizioni climatiche proibitive. In definitiva, saluto tutti quelli che anche nei momenti più bui restano “militanti” e orgogliosi di essere interisti.

 

Nelle foto: la copertina del libro e l’autore

 

Link alla presentazione online del libro: http://www.urbone.eu/obchod/biografie-nerazzurre-la-storia-dell-inter-attraverso-i-suoi-protagonisti

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JUVE-INTER, SIAMO DACCAPO

Posted by ladycalcio su sabato, febbraio 11, 2017

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L’espressione del viso dell’arbitro Rizzoli all’uscita dallo Juventus Stadium domenica sera parlava da sola: era l’espressione stravolta e allampanata di chi sa di averla fatta grossa.

Da dopo Calciopoli, il Derby d’Italia non è mai più stato lo stesso, né mai potrà più esserlo. Se fra Juve ed Inter l’agonismo più acceso rispetto a un tempo è “fisiologico” e se qualche malcelato rancore fra le due contendenti può starci, ciò che è inaccettabile è la ricaduta nel buco nero arbitrale del passato.

I prodromi si sono visti tutti domenica scorsa. A riportarci ai tempi bui non sono stati soltanto il rigore negato all’Inter per il fallo di Mandzukic su Icardi e i due rossi comminati a Peresic e allo stesso argentino conditi dagli atteggiamenti pagliacceschi dell’arbitro Rizzoli. È vero che, per le due espulsioni, nessuna delle quali per fallo, trasparenza vorrebbe che venissero rese note le presunte frasi ingiuriose rivolte dai rispettivi nerazzurri al direttore di gara. Ma si sa, parlare di “trasparenza” in riferimento alla Juve è una parola enorme.

Ciò che più sconcerta sono le immagini inedite di un clamoroso inspiegabile episodio mandate in onda martedì da Inter Channel: calcio piazzato per la Juve, Chiellini fa per passare indietro a Buffon ma Icardi scatta in avanti, intercetta il pallone e si lancia a rete solo davanti al portiere. Non c’è fuorigioco, poiché Icardi era scattato da molto dietro. Ma Rizzoli fischia e fa ribattere. Perché?

E perché nella diretta TV l’episodio non era stato mostrato e al suo posto le telecamere avevano svariato su Di Bala a colloquio con Allegri? La risposta, temo, è da ricercarsi nello sguardo allampanato del fischietto mirandolese, che ironia della sorte, proprio lunedì ha annunciato che rinuncerà ai Mondiali 2018.

Il comunicato stampa ufficiale dell’Inter sull’accaduto: (…) “Abbiamo, nei toni corretti e nelle sedi appropriate, cercato un confronto su quelle che riteniamo decisioni arbitrali discutibili in una partita importante per noi e per la Serie A. Il nostro pensiero oggi va però solo al futuro (…)”.

Ma quando si parla di Juve, il passato riemerge prepotentemente da sé.

PS

Ho scritto tante volte che, dopo Calciopoli, la Juve avrebbe dovuto essere retrocessa in Serie C.

Ecco i link ad alcuni miei post su precedenti poco edificanti:

 

https://calcioparole.wordpress.com/2009/04/19/la-juve-non-si-smentisce-mai/

https://calcioparole.wordpress.com/2008/03/23/inter-juve-uovo-di-pasqua-bianconero/

https://calcioparole.wordpress.com/2008/02/26/juventus-oscar-per-la-peggior-sceneggiatura/

https://calcioparole.wordpress.com/2008/02/07/juve-carnevale-bianconero/

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COPPA D’INGHILTERRA: ROSSI CONTRO ARANCIONI

Posted by ladycalcio su domenica, gennaio 29, 2017

 

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È un contrasto cromatico inconsueto quello che ci ha proposto ieri pomeriggio Liverpool-Wolverhampton (1-2), incontro della 4^ giornata di Coppa d’Inghilterra trasmesso da Fox: rosso e arancione, un pugno nell’occhio per chi seguiva il match dagli spalti e per i telespettatori.

Sarebbe spettato al “Wolves”, squadra ospite che ha come colori sociali l’arancione e il nero, indossare la maglia di riserva per distinguersi agli sguardi dalla divisa rossa dei “Reds”. Così non è stato.

Oltre all’abbinamento dei colori, ha fatto molto discutere la formazione rimaneggiata con molti giovani mandata in campo dal tecnico dei “Reds” Jürgen Klopp, che seppur giustificata in vista del big match di martedì contro il Chelsea, è costata alla formazione del Merseyside l’eliminazione dalla Coppa.

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DANIELE ADANI E I VALORI DEL NATALE

Posted by ladycalcio su sabato, dicembre 24, 2016

A Natale non è male riposare e dedicarsi ai propri affetti, pregare un po’ di più, essere più indulgenti, tolleranti e staccare un attimino la spina“.

L’auspicio di Daniele Adani su Sky dopo Inter-Lazio è un richiamo ai veri valori cristiani, sempre più rari in un mondo materialistico e robotizzato in cui il tempo è denaro e chi si ferma è perduto.

Bravo Daniele, e onore al coraggio con cui hai sfidato i sorrisi ironici di chi la scala dei valori l’ha perduta.

Riprendo il tuo auspicio e lo estendo a tutti i miei lettori, con i migliori auguri di un santo e lieto Natale.

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