CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

Archive for the ‘Media’ Category

È UN MILAN DA CIRCO QUAGLIARULO

Posted by ladycalcio su lunedì, dicembre 4, 2017

Se la regia di Benevento-Milan fosse stata affidata al Circo Quagliarulo, non avrebbe potuto essere più clownesca.

Ma quando il destino ci si mette, non c’è trama costruita che tenga, meno che mai quando con il destino si è in debito. L’esordio di “Ringhio” Gattuso sulla panca rossonera fa gridare “clamoroso al Vigorito!”: il Benevento Calcio conquista il suo primo punto in Serie A all’ultimo minuto di recupero (95’), grazie al 2-2 di testa dell’estremo difensore Brignoli.

Non con l’inzuccata sapiente del goleador, ma con il tuffo d’istinto di un semisconosciuto portiere che ha ammesso: “Sono andato a saltare e ho chiuso gli occhi”. Non per nulla gli antichi la chiamavano Maleventum, terra di streghe e di magia (su quanto siano rare le reti dei portieri non su calcio piazzato vi consiglio questo post http://bit.ly/2jdTtCj )

“Era meglio una coltellata di questo goal”, confessa Ringhio a Sky.

Il copione rocambolesco si completa con il rosso a Romagnoli, la giornataccia rossonera con il Diavolo che finisce a -18 dall’Inter capolista, vittoriosa per 5-0 sul Chievo. Dalla seconda campagna acquisti più ricca della storia ci si sarebbe aspettati qualcosina in più.

Via Montella, ora gli improvvisati di casa Milan sono tre: l’AD Fassone (ex-DS dei cugini; per intenderci, quello del mancato scambio Guarin-Vucinic al ristorante I Quattro Mori 🙂 ), il DS Massimiliano Mirabelli (ex-osservatore nerazzurro) e il povero Gattuso, che rischia di bruciarsi su una panca bollente.

Questo il curriculum del tecnico chiamato a rilanciare il Milan:

Palermo (esonerato dopo 6 giornate), OFI Creta, Grecia (dimissionario dopo 7 giornate, reintegrato dopo un giorno, al capolinea dopo due mesi), Pisa, Lega Pro (dimissionario dopo meno di un anno, ritorna a un mese di distanza ma lascia la panchina a fine stagione), Milan Primavera (dal luglio 2017).

Ma che più preoccupa i milanisti è il guazzabuglio societario, Yonghong Li in testa. Un’autorevole inchiesta del New York Times sul padrone cinese del Milan – ripresa dalla Gazzetta dello Sport  http://bit.ly/2ioPylS – nega che Li sia una figura di spicco nel settore minerario, e addirittura, che sia il proprietario della “più grande miniera di fosforo cinese” indicata come il suo massimo asset. Questa apparterrebbe alla società Guangdong Lion Asset Management, che ha cambiato quattro proprietari in due anni.

Per un attimo, voltiamoci indietro di 10 stagioni e ritorniamo al “grande Milan” berlusconiano “più forte dell’invidia, più forte dell’ingiustizia e più forte della sfortuna”.

Questo blog l’aveva visto alla frutta già prima della notte di Istanbul 2007 http://bit.ly/1vEgjQk con buona pace del censuratore Collovati http://bit.ly/1DAV3m0   http://bit.ly/1xvwRx7

Bocche cucite sui media, mentre Ladycalcio, fra le nebbie del passato e del futuro, intravede il fantasma di Giussy Farina: e se all’orizzonte si profilasse la terza retrocessione?

Chi vivrà vedrà, ma intanto, il destino che Pippo Inzaghi aveva forzato con un “colpo di mano” nella finale di Atene 2007 si vendica prendendo a calci i rossoneri, se è vero che l’unico Milan vincente è l’interista Skriniar 🙂 .

E a commentare il disastro tocca all’opinionista Massimo Ambrosini, quello de “Lo scudetto mettilo nel…”

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L’ULTIMO LUNEDì DI BISCARDI

Posted by ladycalcio su martedì, ottobre 10, 2017

Il funerale ha avuto luogo di lunedì http://bit.ly/2hYVl47 , il giorno del suo “Processo” andato in onda per 36 edizioni: pirotecnico, plateale, turbolento, nazionalpopolare e colorito fino all’inguardabile http://bit.ly/2yakOvg

L’immagine che più mi è rimasta impressa di Aldo Biscardi è il primo piano della sua faccia stravolta in apertura della trasmissione del 30 maggio 1984, immediatamente dopo che la Roma aveva perso la finale di Coppa Campioni ai rigori in casa (!) contro il Liverpool.

Sgrammaticato (a dispetto della laurea in giurisprudenza conseguita all’Università Federico II di Napoli), amante della gazzarra e con un sano tocco di ruffianeria, Biscardi faceva audience, incurante del soprannome “L’Osteria del Lunedì” affibbiato alla sua trasmissione: un italico cocktail fra “sgub” e sondaggi, Gianni Brera e il Moviolone, le analisi dei fatti di sangue e gli show clowneschi di Maurizio Mosca e Tiziano Crudeli, l’attacco in diretta del Berlusca e “Tira el balon bombero”.

Proprio dall’attacco di Berlusconi avrà inizio il progressivo declino della trasmissione, ribattezzata “Il Processo di Biscardi” dopo il divorzio dalla Rai, che migrerà su Tele +, Telemontecarlo, la 7 e tv  via via minori.

Il 2006 vede “Biscardone”sospeso per sei mesi dall’Ordine dei Giornalisti dopo alcune intercettazioni di colloqui telefonici dubbi con Luciano Moggi.

L’inventore del “calcio parlato”, che per una vita aveva caldeggiato la moviola in campo, se ne va poco dopo l’introduzione della VAR  http://bit.ly/2wMeVmR

Ai link seguenti, un suo ricordo:

La chiamata in diretta di Berlusconi: “Kakà rimane al Milan”  http://bit.ly/2xwHe8h

Il meglio di Biscardi da Blob http://bit.ly/2yCV11T

Aldo Biscardi il meglio http://bit.ly/2zdhUGw

L’ultima intervista alle Iene http://bit.ly/2ydYQtI

Servizio Rai sulla sua scomparsa http://bit.ly/2xvcUja

Ciao Aldo, ci mancherai!

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#INTER MEDIA HOUSE #InterIsComing

Posted by ladycalcio su venerdì, settembre 29, 2017

“Inter Media House – Always with you”. “You, we, us, together – everywhere”. “The future is now, a new era is coming, Inter is coming”. “It’s time to share a passion, blue is for dreaming, black is to create a new style. If you want high definition emotion – Inter TV – this is the right place for you”. *

Parla me te manget” (parla come mangi), direbbe l’“operaio della Breda”. “Ahò, che stai a ddì?” gli farebbe eco il nerazzurro di Roma. E chissà cosa penseranno a Bari, roccaforte interista del meridione, dei Bauscia de Milan che ieri mattina, ad Appiano Gentile, hanno presentato Inter Media House.

Fumo a parte, la sostanza è che il canale tematico Inter Channel si rinnova: si chiamerà Inter TV. Come si affretta a precisare il Media Content Director 🙂 Giuliano Giorgetti, “Inter tivì è la giusta pronuncia, gli italiani magari la possono chiamare anche Inter tivù, invece noi preferiamo chiamarla Inter tivì”. Che fa rima con full HD. Con tanto di LEDwall.

Ancor di più: Inter Channel si trasforma in Inter Media House, un polo di produzione multicanale con studi interamente rinnovati e “con contenuti distribuiti su vari punti di contatto” in italiano, inglese e cinese. In altre parole, in una piattaforma digitale per la creazione e la distribuzione di contenuti, secondo lo slogan “If content is the king, distribution is the queen” (Se il contenuto è re, la distribuzione è regina).

In questa confusione linguistica, ci sta tutta che il Direttore della Comunicazione Robert Faulkner parli italiano con l’accento inglese e la cadenza lombarda; un po’ meno che il Media Content Director Giuliano Giorgetti, durante il suo speech 🙂  anglomane, inciampi nell’italiano: “Abbiamo rifatto questa sala stampa perché pensiamo che l’esperienza delle persone che siano qui possa essere migliore” 😦 .

Tornando al progetto, questo vedrà coinvolti tutti i dipartimenti aziendali, con offerta di prodotti premium e contenuti finalizzati alla valorizzazione del brand di FC Internazionale. Tornando alla nuova sala stampa, è parte del rinnovamento della “Pinetina”, altrimenti detta Suning Training Center, che ha visto la rivisitazione di 200 metri quadrati dell’area spogliatoi e la nascita di nuovi spazi dedicati. Se tre campi da gioco, una palestra da urlo di due piani, la tensostruttura, la sauna, la piscina e la sala giochi non bastavano più, ecco le vasche multifunzione, la nuova area fisioterapica, altre aree dedicate alla terapia e nuovi spazi dedicati allo staff tecnico, come la nuova sala interviste dalle pareti dorate (già soprannominato “Golden Studio”) e una Football Analysis Area, che soprattutto nel dopopartita potremmo tradurre con “sala litigi” :-). Lo scopo: far parlare i luoghi con le persone.

Il tutto enfatizzato da una cartellonistica rigorosamente bilingue, chissà se ispirata alla toponomastica di Brunico, sede del ritiro estivo. Con la differenza che qui, almeno per ora, la scritta in italiano precede ancora quella in inglese: Sala stampa – Press Room 🙂

I lavori, protrattisi per mesi, sono un regalo anticipato alla Beneamata per il suo 110° compleanno, che cadrà il 9 marzo 2018.

Gli obiettivi strategico-finanziari del progetto Inter Media House, illustrati dall’AD Alessandro Antonello, sono valorizzare il brand e portarlo fuori dai confini nazionali, facendolo vivere a una fan base allargata a livello mondiale, raccogliere la sfida della digitalizzazione a livello mondiale ed esserne protagonisti, conquistare il tempo delle persone creando contenuti ed esperienze sempre più “ingaggianti e ispirazionali” 🙂 . Insomma, creare un senso di appartenenza al club puntando sulla tecnologia e sul mondo dei dati. Il tutto come servizio agli sponsor, “parte del nostro ecosistema”.

Cosa potrebbe mancare? Innanzitutto, un traduttore automatico che consenta ai tifosi italiani di comprendere il linguaggio della Dirigenza.

Giorgetti fa appello alla Community del calcio, la più grande dell’industria di intrattenimento, con 3,5 miliardi di persone appassionate nel mondo, laddove il calcio è il maggior contenuto di intrattenimento e forma di socializzazione del globo. Prosegue definendo Inter Channel un asset del club, illustrando le opportunità del progetto basate su 3 grandi pillars, preannunciando un lungo journey, ma finiamola qui con il fumo e guardiamo al sodo: la sfida per essere protagonisti a livello internazionale si vince sul campo. In primis, ben figurando nella Champions League.

Suning doveva in qualche modo sviare l’attenzione dalla campagna acquisti con i cordoni della borsa tirati, complici i vincoli dalla Cina sugli investimenti, ma in assenza di risultati sportivi mancherà comunque il ritorno econonico dell’investimento nel progetto multimediale (quanto è costato?) e il progetto-supernova rischierà di collassare in un buco nero.

Sì, perché a la fin de la fera (alla fin della fiera), come si dice a Milano, l’Inter che va in campo è sempre quella, frutto di una campagna acquisti con i cordoni della borsa tirati. Hai voglia di costruire aree dedicate con la cyclette subacquea e il nuoto controcorrente: se i giocatori non corrono http://bit.ly/2tgVODD , continueremo a vedere certi spettacoli indegni, e il “lungo journey” prospettato da Giorgetti rischierà di trasformarsi in una never-ending story fatta di delusioni e di traguardi mancati.

Magari volutamente, come nel caso della Coppa Italia http://bit.ly/2hxXOg8

e dell’Europa League http://bit.ly/2hxYQZu

peraltro,  dopo aver preso in giro i tifosi chiamandoli a raccolta per sostenere la squadra.

D’accordo i fan di tutto il mondo, ma vogliamo parlare del retrobottega di Milano?

Sai che gioia, per il tifoso, esser “always on” con lo smartphone, ma “semper a pe’ ” (sempre a piedi) con i mezzi pubblici fuori da San Siro dopo gli incontri serali. I “touch points” con i tifosi saranno anche “intriganti e ispirazionali”, ma nessun prodigio digitale potrà mai sostituire le sensazioni del finale di partita aggrappati alle sbarre giù al parterre, come si poteva viverle una volta.

FC Internazionale ridimensioni i ceffi con la radiolina al primo anello, che dopo il fischio finale “buttano fuori” maleducatamente la gente dallo stadio senza che se ne possa godere l’atmosfera mentre si svuota, né tantomeno osservare il defaticamento delle squadre straniere avversarie dopo la partita. Fortunatamente, per molti vivere il calcio è ancora questo – non smanettare per ore sul telefonino alla ricerca di aria fritta.

Vogliamo parlare degli eventi presso gli store ufficiali, con i giocatori di turno che firmano autografi e le riprese del canale tematico che mostrano i tifosi felici all’interno del negozio che si fanno il selfie con il campione? Peccato che questi fortunati siano una piccola minoranza; gran parte della gente in fila fuori dal negozio i giocatori non li vede neppure con il binocolo, perché nello store non riesce proprio ad entrare. Troppo è l’affetto dei sostenitori e troppo poco il tempo in cui i campioni rimangono a disposizione dopo aver espletato le formalità degli sponsor…

Il proposito del Club di essere più vicino ai tifosi cominci non dalla Cina ma a pochi metri dalla sfolgorante cornice ostentata ieri: da fuori dalla Pinetina, dove urge esortare gente come Eder, in qualsiasi lingua, a degnarsi di firmare qualche autografo all’uscita dall’allenamento, anziché sgommare regolarmente via dai tifosi interisti in attesa da ore. Grazie.

P.S. Fra i tifosi nerazzurri vi sono persone semplici che non conoscono l’inglese, che hanno pari diritto di esistere delle persone colte. Sul tema leggi anche:

http://bit.ly/1LdpgNK e http://bit.ly/2hBoWhf

Traduco quindi gli slogan riportati in apertura di articolo:

“Inter Media House – Sempre con te”. “Tu, noi, insieme – dovunque”.

“Il futuro è adesso, sta arrivando una nuova era, sta arrivando l’Inter”.

“È tempo di condividere una passione, l’azzurro è per sognare, il nero per dar vita a un nuovo stile (spiegateci il perché, ndr) . Se vuoi vivere l’emozione dell’alta definizione – Inter TV – questo è il posto giusto per te”.

(Se riesci a capirci un’acca).

 

 

 

 

 

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“AUGURI, EMLYN HUGHES!” LA GAFFE DI #LFCItaly

Posted by ladycalcio su lunedì, agosto 28, 2017

“La leggenda del #LFC Emlyn Hughes oggi compie 70 anni. Auguri!”

È il tweet apparso oggi su #LFCItaly, “account Twitter ufficiale in lingua italiana del Liverpool Football Club”, rimosso qualche ora (!) dopo la pubblicazione.

Lo svarione del solito traduttore improvvisato? Di certo, di qualcuno con poca cultura di  calcio inglese 😦

Emlyn Hughes, ex-centrale del Liverpool nato il 28 agosto 1947, è morto nel novembre 2004 di un tumore al cervello.

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L’INTER OLTRE IL RITIRO DI BRUNICO

Posted by ladycalcio su domenica, luglio 16, 2017

Location da favola con vista sulle montagne, albergo di lusso con campo e impianti sportivi. Ma soprattutto, eventi di ogni genere: dalle conferenze stampa di giocatori e dirigenti al filo diretto con i tifosi sui social media, dal pranzo a Plan de Corones al saluto della squadra ai sostenitori nerazzurri, dalla promozione del merchandising ai contatti con gli Inter Club.

Sul ritiro dell’Inter a Riscone di Brunico (BZ) abbiamo visto di tutto e di più, mentre l’undici di Spalletti va timidamente delineandosi nelle prime partitelle estive. Aperta parentesi: una sconfitta nell’amichevole con il Norimberga, fra le squadre più modeste di Germania, non ce l’aspettavamo, ma tant’è – chiusa parentesi.

Ma all’Inter c’è davvero tutto? No. Anche quest’anno sono mancate le splendide corse sui sentieri di montagna che un paio d’anni fa avevano contraddistinto la preparazione dei nerazzurri a Pinzolo. Come tanti suoi illustri colleghi, mister Spalletti ha optato per il minimalismo atletico, ovvero, subito in campo a tirar calci al pallone.

Potrà piacere tanto ai giocatori, ma l’imprescindibile fase aerobica di inizio preparazione – quella che in tutti gli sport predispone l’organismo alla successiva preparazione specifica – è andata a farsi benedire anche quest’anno.

Quel “tanta corsa” che sentiamo raccontare dai notiziari sportivi si traduce in qualche giretto di campo in souplesse condito da qualche allungo sull’erba e nulla più: roba da far ridere il più scoppiato dei podisti della domenica.

Se un’altra critica si può (e si deve) fare, è che la squadra rischia di essere distratta dai troppi eventi e impegni di rappresentanza, che comportano un inevitabile dispendio di energie.

Inoltre, all’Inter manca ancora l’acquisto di grido che tranquillizzi  i sostenitori della Beneamata che guardano con disappunto alla campagna acquisti dei cugini rossoneri. Certo, da qui a fine agosto di tempo ce n’è, ma se la Società risparmia sugli interpreti, come non giustificare l’apprensione dei tifosi?

Questo l’assist alla successiva osservazione: urge che Suning impari a predisporre i traduttori per le conferenze stampa dei suoi neotesserati stranieri, poiché così come siamo messi, ne va dello stile della Società. In fatto di mediocrità degli interpreti – lo sappiamo – l’Inter non è nuova alle figuracce http://bit.ly/YNaEIn

Ma in occasione delle conferenza stampa di presentazione di Skriniar, Suning si è superata, lasciando addirittura sguarnita la postazione del traduttore. Le ultime domande dei giornalisti al giocatore slovacco, e le relative risposte, formulate nella madrelingua di quest’ultimo, sono rimaste arabo per i più.

Suvvia, Mister Jindong, con gli stipendi principeschi che versa ai giocatori, paghi anche un’oretta di lavoro all’interprete!

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DIECI ANNI!!!!!!!

Posted by ladycalcio su sabato, luglio 1, 2017

Questo blog nasceva esattamente 10 anni fa, il 1° luglio 2007, da una censura di Fulvio Collovati.

Nel maggio precedente, in occasione della 7^ Champions League del Milan sottratta al Liverpool con un goal di braccio di Pippo Inzaghi, avevo scritto un post molto critico per il Sito Ufficiale dell’ex-difensore; un pezzo decisamente controcorrente rispetto agli elogi sperticati che la stampa italiana aveva riservato ai rossoneri, nel quale non le avevo risparmiate a nessuno. Il buon Fulvio, su tutte le furie, mi aveva dato il rosso diretto, rimuovendo dal Sito quell’articolo insieme a tutte le mie rubriche.

Non ci stetti a farmi tappare la bocca. Decisi dunque di aprirmi uno spazio personale in cui dire la mia, ripubblicandovi gli articoli censurati. Aggiunsi anche una foto della prima rete di Inzaghi da un’angolazione mai mostrata in Italia, che ne dimostrava il tocco di braccio.

Gli italici media erano in delirio per il “grande Milan” di Silvio Berlusconi, Adriano Galliani, Kakà Pallone d’Oro e Pippo Inzaghi, dal cui braccino erano poi scaturite la 5^ Supercoppa e la prima Coppa del Mondo per Club dei rossoneri.

Soltanto la sottoscritta, in un altro pezzo storico soprannominato “profetico”, aveva osato vedere quella compagine già in declino ancor prima della Finale di Atene, pronosticandole una vittoria controversa sugli inglesi letta nei segni premonitori di quell’ingannevole annata calcistica.

Il tempo, giudice impietoso, mi ha dato ragione a 360 gradi.

Neppure nei loro peggiori incubi i tifosi rossoneri avrebbero mai immaginato quale sarebbe stato il futuro della loro squadra del cuore, ossia lo squallido presente che occupa attualmente le pagine dei giornali.

Dieci anni dopo quel trionfo fasullo, a fronte di debiti stimati attorno a 220 milioni di euro, la “squadra più blasonata del mondo” “più forte dell’ingiustizia, più forte dell’invidia e più forte della sfortuna”, fa notizia per la cessione del 99,93 % delle quote societarie alla Rossoneri Sport Investment Lux, una cordata di salvataggio cinese che fa capo a tale Li Yonghong, enigmatico imprenditore con gli occhi a mandorla. L’AD è Marco Fassone e fra i consiglieri si leggono i nomi di Lu Bo, Han Li e Xu Renshuo.

Addio alle discese in elicottero del Berlusca nel tripudio di San Siro!

Concluso il ciclo storico di Carlo Ancelotti, il “grande Milan” ha visto avvicendarsi sulla sua storica panchina un filotto di allenatori di belle speranze: Leonardo, Allegri, Tassotti, Seedorf, Filippo Inzaghi “la vendetta”, Mijailovic, Brocchi e Montella.

8° in campionato nel 2013-14, 10° nel 2014-15 e rispettivamente 7° e 6° nelle ultime 2 stagioni, dopo 3 anni di digiuno dall’Europa l’ex-squadrone tenta di rientrarvi dalla porta di servizio, disputando i preliminari di Champions League.

Sull’appeal dei suoi colori, la dice lunga il caso Donnarumma.

In questo decennio, di strada “Calcio e Parole” ne ha fatta tanta.

Avremo tutto il tempo per prolungare il compleanno tondo con altri bilanci e progetti, ma oggi mi piace ricordare soprattutto quell’esordio burrascoso, trasformatosi in un fiore all’occhiello: un successo unico nel suo genere contro tutto il panorama mediatico, come Davide contro Golia.

Grazie a chi mi segue da allora. Per tutti gli altri, ripropongo i primi tre pezzi storici apparsi su queste pagine ai link in calce.

Buon compleanno, caro blog ❤ , piccolo ma grande quanto il valore della libertà di pensiero!

 

Link:

La vergogna della censura: http://bit.ly/1DAV3m0

“Milan Campione d’Europa 2007, fu vera gloria?” (il pezzo “profetico”) http://bit.ly/1vEgjQk

“Milan-Liverpool, ingiustizia è fatta” (il pezzo censurato con la foto del braccio di Inzaghi): http://bit.ly/1xvwRx7

 

 

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LA FILOSOFIA DEL FILOSOFO SPALLETTI

Posted by ladycalcio su lunedì, giugno 19, 2017

“Io vengo dal Paese di Leonardo, spero che qualcosa dalla sfera venga fuori”. Parole di Luciano Spalletti, esternate qualche giorno fa in occasione della sua presentazione all’Inter. Ma più che un genio, addetti ai lavori e tifosi considerano il buon Luciano una seconda scelta, una scelta forzata dopo il rifiuto di Conte.

Il tecnico toscano è originario di Certaldo, patria di Boccaccio, ma più che di un grande poeta, l’ex-guida della Roma ha il modo di parlare di un filosofo, peraltro un po’ contorto nell’espressione come si addice alla categoria.

“Ci sono situazioni temporali da portare a braccetto quando si parla delle cose”, tanto per citarne una.

Il resto dell’interminabile conferenza stampa è un déjà-entendu vecchio di decenni, il replay delle conferenze di presentazione di tutti i suoi predecessori da qualche decennio a questa parte, con solo qualche variante stilistica bombastica: “Voglio assorbire tutto ciò che riguarda l’Inter, dall’inizio alla fine”; “io non sono più bravo degli altri, non sono più bravo degli allenatori che mi hanno preceduto, ma sono diverso”.

La ricetta per sbloccare un attacco che non sfonda? “La curiosità di andare a vedere cosa c’è dietro la linea difensiva”, sottinteso delle grandi.

Lo strapotere della Juventus in campionato?  “Non inciamperemo nell’ultimo gradino della scaletta quando giocheremo contro la Juventus: si va dritti in campo a vedere chi è più bravo”. Ahi ahi, quel toscanismo della prima persona plurale espressa con il “si” impersonale ci è rimasto nell’orecchio da un suo conterraneo di passaggio alla Pinetina: Walter Mazzarri.

“Io sarò loro accanto (ai giocatori, ndr) qualunque cosa accada”, riprende il vecchio refrain Spalletti. Il punto è se, qualunque cosa accada, la Dirigenza nerazzurra sarà sempre accanto a lui.

Auguri, mister!

 

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REAL-BAYERN: VERGOGNA-RECORD

Posted by ladycalcio su giovedì, aprile 20, 2017

“Chi vince questo quarto di finale vince la Champions”, si diceva di Real Madrid-Bayern (4-2). Se davvero vincerà il Real, sarà una coppa rubata.

“Ci hanno fregati”, ha affermato testualmente Karl-Heinz Rummenigge nel consueto discorso del postpartita alla squadra. Una fregatura confezionata grazie a due reti in fuorigioco di quel fenomeno che si fa chiamare CR7, dopo un altro fuorigioco di CR7 sul quale l’arbitro Kassai aveva concesso la regola del vantaggio, più un doppio giallo a Vidal per un fallo inesistente sotto gli occhi del quarto uomo con il Bayern che rimane in dieci.

Per il calcio è la notte della vergogna, per la squadra di Zidane la notte dei record: 7^ semifinale per le Merengues e 100^ rete del “Fenomeno bis”, quel Ronaldo che fa rima con spavaldo. Il portoghese non si sforza neppure di rientrare, è sempre lì davanti alla porta al di là della linea dei difensori tedeschi.

Ai suoi due goal di rapina fa da pendente, in Barça-Juve, la prestazione nulla di Lionel Messi: e poi non chiedetemi perché punto il dito contro le assegnazioni del Pallone d’Oro https://calcioparole.wordpress.com/2015/01/14/10-motivi-per-cui-avrei-dato-il-pallone-doro-a-manuel-neuer/

Nel gennaio 2015 CR7 soffiò il riconoscimento a Manuel Neuer, che lo definì un “testimonial di mutande”; l’altra sera, sul suo terzo goal in fuorigioco, l’estremo difensore del Bayern ha rimediato la frattura del metatarso del piede sinistro, che lo costringerà a stare fuori dai pali per il resto della stagione.

Il Bayern era già stato eliminato dal Real nel 2014, quando sulla sua panchina sedeva Pep Guardiola e su quella madridista, ironia della sorte, proprio Carlo Ancelotti.

“Una decisione così importante e così sbagliata ha cambiato il corso della partita”, hanno commentato su RSI LA2 riguardo al primo goal in fuorigioco convalidato al Real. E ancora:“Se non ci fosse stato quell’omino in giallo o in verde (Kassai, ndr), la partita sarebbe andata diversamente”.

I media europei sono in subbuglio, ma di tutto questo il Real se ne frega, pronto ad esultare se davvero vincerà il 12° trofeo. “Nel calcio vince chi la mette dentro, non importa come”, scrivevo su queste pagine nel 2007 dopo gli osanna al goal di mano di Pippo Inzaghi ad Atene http://bit.ly/1xvwRx7

Dieci anni dopo, mi sento solo di aggiungere che il calcio fa ancora più schifo.

Sempre per ironia della sorte, ad Atene sulla panchina del Milan sedeva il buon Carletto, che come ci fa sapere l’emittente bavarese B3, per sfogare il nervoso durante la partita di martedì ha masticato la bellezza di 14 gomme americane.

Ricorsi di nomi e circostanze che ci riportano a un’altra vergogna e all’anatema più censurato di questo blog: che fine ha fatto la squadra più blasonata del mondo di Silvio Berlusconi? http://bit.ly/1vEgjQk

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CAMPIONI NELL’IMBRUTTIRSI

Posted by ladycalcio su venerdì, marzo 31, 2017

Il nuovo tatuaggio sulla schiena di Gabigol. L’importante è esagerare (ad imbruttirsi).

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GAGLIARDINI PER LE DONNE

Posted by ladycalcio su sabato, marzo 11, 2017

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