CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

Archive for the ‘Media’ Category

A QUANDO UNA “PESCIATA” A MAURO SUMA?

Posted by ladycalcio su mercoledì, ottobre 31, 2018

“Voglio morire adesso, senza pietà”. “Questi cavano fuori goal dal nulla”. “Danno una pesciata (una pedata) al pallone e noi svolazziamo per niente”. “Sono inca**ato come una bestia rara”. “Loro hanno un c**o che è più grande di una casa e noi siamo fessi”

La reazione di quel fenomeno di Mauro Suma al goal di Icardi al 92′ del derby https://bit.ly/2yqq7s0  ha fatto il giro della Rete e dei Social Media, diventando virale.

Ve la ripropongo con una domanda che, probabilmente, anche molti di voi si sono posti:

QUANDO DARANNO FINALMENTE UNA “PESCIATA” A SUMA?

https://video.gazzetta.it/icardi-gol-suma-voglio-morire/cc72a4a8-d5c7-11e8-831d-a1a1c05937af?refresh_ce-cp

https://www.milanotoday.it/video/telecronaca-suma-inter-milan.html

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ICARDI BEFFA IL MILAN AL 92′

Posted by ladycalcio su lunedì, ottobre 22, 2018

La beffa dell’incornata di testa al penultimo minuto di recupero, quando l’avversario è ormai certo di aver spuntato un pareggio: qual miglior modo di vincere il derby?

La soddisfazione se l’è presa Maurito Icardi, che ha fatto esplodere in un boato di gioia la San Siro nerazzurra lasciando ammutolita la fazione rossonera.

https://video.sky.it/sport/calcio/highlights-serie-a/inter-milan-1-0/v458182.vid

Non a caso, la svolta è venuta da un giocatore rappresentativo dei propri colori, uno dei pochissimi fra quelli in campo… e fuori.

Guardando la partita, inizialmente tesa e guardinga come quasi tutti i derby, saltava all’occhio, nelle rispettive file, la mancanza di figure rappresentative, aspetto che aveva sempre contraddistinto le stracittadine milanesi; insomma, l’estinzione di quei giocatori “storici” che, nonostante il passare del tempo, al solo nominarli riportano immediatamente ai colori nerazzurri o rossoneri: Mazzola, Corso, Boninsegna, fino a Zanetti e Julio Cesar per l’Inter; Rivera, Schnellinger, Benetti, fino a Gattuso e Sheva per il Milan.

Chi ricorderemo di questo derby? Credo il solo Icardi. Soprattutto il Milan, nonostante i progressi nel gioco ottenuti dal buon “Ringhio”, mi è parso una compagine anonima. Chi ricorderemo di essa fra dieci o vent’anni? Calabria e Musacchio? Suso e Calhanoglu? Al limite potremo ricordarci di Higuain: per ironia della sorte, un uomo-Juve.

Il pallone entra dopo 92 minuti di sterili tentativi e dopo un goal annullato per parte, permettendo all’Inter di recuperare due punti in classifica dalla Juventus, fermata sull’1-1 in casa dal Genoa.

Ma la vittoria ha i suoi risvolti. Nell’intervista del postpartita su Sky, Spalletti tradisce tutto il suo nervosismo scaldandosi per un’innocua domanda del giornalista Alessandro Alciato: “Ha vinto la squadra che ci ha provato di più?”

https://www.blitzquotidiano.it/sport/spalletti-alciato-inter-milan-video-sky-2945206/

Nervosismo forse acuito dalla preoccupazione per l’infortunio di Nainggolan in uno scontro con Biglia dopo mezz’ora di gioco. “È troncato” ha dichiarato il mister nerazzurro. Come i suoi calzettoni, aggiungiamo.

https://calcioparole.wordpress.com/2018/10/16/i-calettoni-tagliati-di-radja/

Ora sorge un dubbio: Radja soffre di una fragilità muscolare o tendineo-legamentosa e taglia i calzettoni per favorire l’afflusso di sangue e ossigeno ai polpacci e ai piedi?

https://sport.sky.it/calcio/serie-a/2018/10/21/inter-milan-nainggolan-infortunio-news.html

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TOH, CHI SI RIVEDE… KARIUS!

Posted by ladycalcio su mercoledì, agosto 8, 2018

L’applauso scrosciante di tutto lo stadio: così è stato accolto ieri sera ad Anfield Loris Karius, il portiere tedesco del Liverpool che lo scorso 26 maggio, nella finale di Champions League disputata a Kiev, aveva affossato i Reds con due storiche papere.

https://calcioparole.wordpress.com/2018/05/28/disastro-karius-le-parole-di-oliver-kahn/

L’ingresso in campo è avvenuto gli ultimi 18 minuti dell’amichevole contro il Torino, vinta dagli inglesi per 3-1, in sostituzione dell’estremo difensore titolare Alisson, neoaquisto brasiliano pagato 65 milioni di sterline.

Quasi una standing ovation, dunque, a ridare coraggio al 25enne tedesco, che dopo la finale regalata al Real Madrid aveva lasciato il terreno di gioco in lacrime.

Ancora una volta, da oltre Manica ci giunge una lezione di sportività, prontamente ricambiata da Karius con un pubblico ringraziamento sui social.

Il commento di Gazzetta.it

https://www.gazzetta.it/Calcio/Premier-League/08-08-2018/karius-anfield-regala-ovazione-brividi-portiere-ringrazia-social-2904846087.shtml

Il post di Liverpool Echo

https://www.liverpoolecho.co.uk/sport/football/football-news/loris-karius-responds-anfield-reception-15002634

 

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OGNUNO HA LA SUA COREA

Posted by ladycalcio su giovedì, giugno 28, 2018

Avevano gioito per la non qualificazione dell’Italia, si erano sbizzarriti negli sfottò verso gli Azzurri. A fare dell’ironia si era messo pure Bastian Schweinsteiger

https://bit.ly/2N7I1pd  Ma ora, il boomerang è ritornato sui denti ai tedeschi.

La Germania esce a pezzi da Russia 2018: esce, per la prima volta nella sua storia, dopo la fase a gironi, terminata al quarto ed ultimo posto dietro a Svezia, Messico e Corea del Sud.

Ognuno ha la sua Corea. Capitò a noi nel ’66, quando la squadra di Edmondo Fabbri fu messa KO dalla Corea del Nord. Ieri, l’undici di Joachim Löw è stato umiliato dalla Corea del Sud, ma poco importa.

L’eroe del ’66 fu un dentista, tale Pak Doo Ik, che fece secco Ricky Albertosi, mentre ad assurgere alle cronache di Russia 2018 sono stati Kim-Young-Gwon (andato a segno al 90’ + 2) e Song Heung-Min (90’ + 6), che prima di tornarsene a casa, si sono presi il lusso di eliminare i Campioni del Mondo in carica.

Per il calcio tedesco è una disfatta senza precedenti, per la quale l’intera Germania si sta stracciando le vesti.

L’inviato di ZDF all’aeroporto di Francoforte, dove la squadra è atterrata attorno alle 15 di oggi, afferma di aver visto soltanto due tifosi. La telecamera svaria su un poster gigante che ritrae i giocatori ancora sorridenti, mentre tutt’attorno c’è il vuoto. Le prime voci parlano di un Löw in procinto di presentare le dimissioni.

La “Fan-Meile” è deserta, si ammainano gli striscioni giallo-rosso-neri, mentre i commenti di opinionisti e tifosi concordano all’unanimità: tutti hanno visto “una squadra senz’anima, senza schemi e senza voglia di lottare.” Aggiungo, una spedizione di uomini messa insieme alla bell’e meglio, che nulla aveva a che fare con le gloriose compagini tedesche del passato.

Il merchandising è crollato a picco, al punto che su eBay, la maglia di Özil viene svenduta a 25 euro.

ZDF chiude il servizio pomeridiano mostrando un giardino della birra di Hannover deserto, con tutti i tavoli vuoti, dove i tifosi erano attesi a bere e a festeggiare. Inquadrano l’insegna: la birreria si chiama Waterloo, emblema della disfatta.

Link che potrebbero interessarti:

Video Gazzetta: la sala stampa della Corea

https://bit.ly/2IA9c8D

 

Italia-Corea del 1966

http://www.italia1910.com/partita.asp?idpartita=264

http://storiedicalcio.altervista.org/blog/mondiali_66_riva.html

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DISASTRO KARIUS: LE PAROLE DI OLIVER KAHN

Posted by ladycalcio su lunedì, maggio 28, 2018

Portiere agile e reattivo tra i pali, dotato di ottimi riflessi – a cui abbina senso della posizione ed eccellenti mezzi fisici – ed efficace nelle uscite, sia alte che basse”. Queste le caratteristiche tecniche di Loris Karius, portiere del Liverpool, secondo Wikipedia.

https://it.wikipedia.org/wiki/Loris_Karius

Sabato sera nella finale contro il Real Madrid si è visto l’opposto: con le due colossali papere che hanno fatto il giro del mondo, Karius ha regalato la coppa a un Real Madrid tutt’altro che galattico, in cui, almeno per la terza partita di coppa consecutiva, Cristiano Ronaldo è stato un fantasma sul campo.

Tutti se la prendono con Karius, che ha ricevuto persino minacce di morte, ma a un’analisi seria, la colpa è anche di Klopp, che fra il non eccelso Mignolet e Karius appunto, chissà se per ragioni di nazionalità, ha puntato sul portiere tedesco.

“Mi dispiace molto per lui, perché aveva disputato una buona stagione”, ha esordito l’allenatore dei Reds sabato sera su ZDF. La sua ricetta per ripartire dopo il disastro? Che i suoi giocatori si liberino la mente concentrandosi sui Mondiali o andando in vacanza, senza più pensare alla Champions League sfumata. Per le analisi degli errori e i progetti futuri ci sarà spazio quando la squadra si ritroverà per ricominciare la preparazione.

Probabilmente senza Karius, che per dirla come i tedeschi, è stato l’“eroe tragico” della finale.

Sul secondo canale nazionale tedesco si è espresso anche Oliver kahn, ex-portiere del Bayern e della Nazionale Tedesca ed apprezzato opinionista di ZDF.

Autore di uno storico svarione nella finale mondiale 2002 fra Germania e Brasile (0-2), Kahn sa bene cosa prova il collega, a suo dire svantaggiato per l’inesperienza e la giovane età: “Una serata così può distruggere una carriera, perché lui (Karius, ndr) non è uno alla 2^ o 3^ finale che ha già vissuto situazioni del genere, non ha esperienza internazionale; per lui oggi era un esordio e ora, cavarsi il tarlo dalla testa comporterà un lungo e difficile lavoro quotidiano su se stesso. Se ne sentirà di tutti i colori; nelle prossime settimane o nei prossimi mesi potrà far di tutto, ma anche se giocherà bene non interesserà a nessuno. Gli diranno: ‘Sì, hai giocato bene, ma cos’hai combinato in quella finale? Deve metterlo in conto, metabolizzarlo. È difficilissimo valutare cosa provi lui ora, ma sono certo che ciò che prova adesso non è nulla rispetto a quello che proverà domani e nei prossimi giorni o settimane, quando ci rifletterà sopra a freddo e, da portiere, potrà rianalizzare cos’è accaduto in quei minuti”. Secondo il grande “Olli”, un’impresa “tutt’altro che facile”

Durante l’analisi del postpartita, ZDF ha mostrato le immagini di un episodio occorso due minuti prima del primo errore di Karius: una gomitata di Ramos che ha centrato la tempia del portiere tedesco, forse rimasto stordito o appannato nei riflessi.

Chi ha vinto in casa dei Reds – si fa per dire – sono quei tifosi del Liverpool che per i noti disguidi nei voli non sono riusciti a raggiungere Kiev, risparmiandosi una serataccia storica.

PS “Complimenti” a gazzetta.it per la traduzione incompleta e approssimativa delle parole di Kahn su ZDF. Ragazzi, rivolgersi a un traduttore professionista anziché al solito collega che “mastica un po’ il tedesco no, eh?  https://bit.ly/2J7dYin

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DON ANTONIO MAZZI: PAROLACCIA AI MILANISTI IN DIRETTA SU INTER TV

Posted by ladycalcio su sabato, marzo 10, 2018

D’accordo essere un prete di strada, ma quando ti trovi alla serata di gala per i 110 anni di FC Internazionale intervistato in diretta su Inter TV dalla bella e distinta Francesca Migliavacca, il senso della situazione (e prima ancora la buona educazione, la sportività e il fatto di essere un sacerdote di Sancta Romana Ecclesia), dovrebbero suggerirti di non sbracare.

Non la pensa evidentemente così Don Antonio Mazzi, supertifoso nerazzurro che ieri sera, ospite della megafesta nerazzurra all’Hangar Pirelli di Milano Bicocca, ha esclamato al microfono: “(…) Purtroppo nella mia comunità al Parco Lambro son tutti MILANISTI STR***I, capito, comunque … e quindi c’è la battaglia ogni volta”.

Pressoché taciuto, l’episodio non poteva non essere ripreso da questo blog, sempre attento alle storture passate sotto silenzio.

La brutta figura, ovviamente, non la fa l’Inter, e nemmeno Inter TV che gli ha porto il microfono. La fa tutta intera lui, il “recidivo” Don.

Di seguito, un paio di altri scivoloni verbali del sacerdote tratti da YouTube.

https://www.youtube.com/watch?v=9tkc9UfOrn8

https://www.youtube.com/watch?v=0t3eF9Had6c

 

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FUNERALI ASTORI: NON SOSPESO LO SCIOPERO

Posted by ladycalcio su giovedì, marzo 8, 2018

Decesso in seguito a “bradiaritmia”. In parole semplici, il cuore ha rallentato fino a fermarsi. Questo l’esito dell’autopsia di due giorni fa sul corpo di Davide Astori, il Capitano dei Viola deceduto nel sonno prima di Udinese-Fiorentina. Gli esiti delle più approfondite analisi attualmente in corso saranno disponibili – chissà se resi noti – fra due mesi, quando l’emozione per l’accaduto sarà scemata e l’attenzione di tutti sarà concentrata sul finale del campionato, sulle prossime regine europee e sugli imminenti Mondiali.

Ospite su Sky, la Dott.ssa Daniela Aschieri, cardiologa di Piacenza specializzata in morti cardiache improvvise, ha affermato che esistono patologie genetiche, come la displasia aritmogena del ventricolo destro, che per i limiti della scienza possono non venir identificate neppure con i controlli più sofisticati offerti dalla medicina (prova da sforzo, ecocardiografia, risonanza magnetica del cuore, ecc.), né darebbero segnali premonitori.  Il primo “segno” della patologia sopra citata, sarebbe… l’arresto cardiaco

Nel seguente articolo su liberoquotidiano.it, Melania Rizzoli, Deputato della Repubblica Italiana e medico, sostiene invece che “è molto raro che un cuore si arresti improvvisamente senza dare alcun segno premonitore”.

http://bit.ly/2D8dwJn

In attesa che i luminari della medicina si mettano d’accordo, e soprattutto che ci diano delle risposte (e qui la vedo dura), ritorno sull’assurdità del rinvio dell’intera giornata di campionato di domenica scorsa, rincarando la dose rispetto a quanto già espresso. http://bit.ly/2I18Qc2

Lo faccio a tinte un po’ forti; chi legge questo blog sa che va sempre in direzione contraria al “gregge”, senza peli sulla lingua.

La sospensione del campionato, con tutto il dolore che possiamo provare per la morte di Astori e la partecipazione che sentiamo di dovere ai suoi familiari e compagni di squadra, ha messo in luce un’assoluta distorsione dei valori umani.

Proviamo a immaginare se al posto del povero Davide fosse morto un giocatore non titolare, un massaggiatore, un magazziniere, l’autista del pullman di una qualsiasi squadra di Serie A, un semplice tifoso. Avrebbero fermato tutto il campionato? Certamente no.

Domanda: la vita del Capitano della Fiorentina vale più di quella di un autista, di un magazziniere o di un tifoso? Nooooooooooo, con infinite “o”.

Nel post precedente avevo parlato del mancato rispetto verso i tifosi in viaggio da lontano, oltre che verso le loro vicende personali; avevo addotto l’esempio del Festival di Sanremo 1987, proseguito nonostante l’annuncio della morte di Claudio Villa in diretta dal palco del Teatro Ariston.

“Devi essere pronto ad accettare anche il rovescio della medaglia del mondo dorato in cui vivi”, ha scritto il lettore Diossina. “Hai scritto tante volte che i tifosi “sono l’ultima ruota del carro”. Ne abbiamo avuta l’ennesima conferma”, gli ha fatto eco Joe88.

Mettiti il cuore in pace, tu che mi stai leggendo. Per te – e per chi scrive – nessuno sarebbe disposto a fermare neppure il tramvai milanese dell’ATM diretto alla “sabbiera” 😦  . Dunque, mi sento di darti un consiglio spassionato: “Non darti pena di affrontare disagi e lunghi viaggi per sostenere alcuna squadra: agli occhi dei burattinai del calcio, le tue fatiche e le tue vicende di cuore valgono meno di zero”.

A proposito di viaggi e di disagi: lo sciopero dell’8 marzo, quello no, non è stato sospeso (e questo sì che sarebbe stato un bel gesto!), impedendo a numerosi tifosi di recarsi a Firenze per dare l’ultimo saluto al loro beniamino (la delegazione di FC Internazionale si è recata a Firenze con un treno charter, come volevasi dimostrare).

Né la megafesta organizzata per domani dal colosso Suning per il 110° compleanno dell’Inter si terrà in tono minore perché alcuni nerazzurri erano legati da amicizia con Astori.

No ragazzi, credo davvero che ci sarebbero stati infiniti modi migliori di onorare Davide. Certamente meno facili.

Chiudo con un emblematico episodio lontano nel tempo raccontatomi in questi giorni, che per ragioni anagrafiche non ho vissuto. Siamo nel marzo 1957 e il pilota della Ferrari Eugenio Castellotti, fidanzato con la showgirl Delia Scala, muore in un tragico incidente a Modena. Delia, seppur straziata dal dolore, decide di interpretare ugualmente la commedia musicale “Buonanotte Bettina”. Si aprono le quinte e l’esile 26enne appare sulla scena in braccio a Walter Chiari.

Che lezione, signori uomini!

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MUORE ASTORI, IL CALCIO ITALIANO SI FERMA

Posted by ladycalcio su domenica, marzo 4, 2018

Stasera avremmo dovuto commentare insieme il derby di Milano       http://bit.ly/2oORer3 , ma purtroppo, questa domenica i campi di calcio italiani sono rimasti vuoti. La notte scorsa la morte si è portata via Davide Astori, Capitano della Fiorentina trovato senza vita nel letto dell’albergo di Udine in cui alloggiava con la squadra, in procinto di affrontare l’Udinese.

La prima diagnosi parla di arresto cardiaco a soli 31 anni, che lascia nella disperazione i genitori, la sua compagna e una bimba di due anni, ai quali va tutto l’affetto di chi scrive.

Quella di Davide Astori è l’ultima di una lunga lista di giovani vite di calciatori stroncate da malori improvvisi: Renato Curi, Piermario Morosini, Antonio Puerta… né sarà purtroppo l’ultimo caso.

Tuttavia, una cosa è il dolore, un’altra il rinvio dell’intera giornata di campionato.

Credo che la decisione di rinviare sia stata giusta perché il calcio che io penso e voglio è un calcio di valori, di ideali e di condivisione di emozioni. Di rispetto non solo dell’atleta”, ha dichiarato in una conferenza stampa il Presidente del CONI e commissario straordinario della Lega di Serie A Giovanni Malagò.

Una decisione che ad esclusione dell’incontro di Udine mi permetto di non condividere assolutamente. Giocare sarebbe stato “una sorta di picchetto d’onore” per Davide, come l’ha definito Marocchi su Sky. Insomma, sarebbe stato onorare il ragazzo scomparso. Certo sarebbe stato più difficile, ma nella storia dello sport gli esempi di coraggio e forza d’animo non mancano di certo: il primo che mi viene in mente è quello di Lampard, sceso in campo subito dopo la morte della madre.

D’accordo, molti calciatori di altre squadre erano emotivamente coinvolti nella perdita di un amico. Ma più probabilmente, Malagò ha voluto ostentare un’immagine umana del calcio italiano che evitasse alla Lega di sentirsi rimproverare che il calcio stesso ha perso ogni umanità e ruota unicamente attorno ai soldi.

Riflettiamo un attimo e convinciamoci che, al di là del dolore immenso per la perdita di una giovane vita, rimandare il derby di Milano piuttosto che Chievo-Sassuolo non ha senso, più che mai per rispetto ai tifosi in viaggio da lontano.

Quanto al coinvolgimento dei colleghi di Astori, l’esempio-principe del motto “The show must go on”, caposaldo del mondo dello spettacolo, è il Festival di Sanremo del 1987, durante il quale Pippo Baudo diede in diretta l’annuncio della morte di Claudio Villa, che di quel palco era stato fra i maggiori protagonisti. Immaginate il dolore e la forza d’animo dei colleghi e amici del cantante scomparso che dovettero esibirsi subito dopo? Fra loro Romina Power in stato di gravidanza: una bella lezione!

Ma torniamo al calcio. Malagò ha parlato di “rispetto non solo per l’atleta”.  Eppure, il giorno successivo agli attentati dell’11 settembre 2011, che causarono la morte di quasi 3.000 persone, le partite di Champions League vennero regolarmente disputate.

E allora, come la mettiamo?

“Rispetto non solo per l’atleta” significa anche e soprattutto rispetto per i tifosi, ma nel bombardamento dei commenti televisivi di oggi, non ho sentito nessuno esprimere questo concetto. Nessuno che si mettesse nei panni dei gruppi di tifosi in viaggio, ad esempio, da Bari a Milano per assistere a Milan-Inter.

Magari, al contrario dei calciatori milionari, da disoccupati o dopo aver faticosamente risparmiato i soldi del viaggio. Magari dopo aver sognato a lungo quella trasferta. Magari giungendo a Milano prima di aver appreso la notizia, dopo aver sfidato il maltempo e i disservizi degli italici trasporti. Nel numero, per qualcuno quella trasferta poteva essere intesa come una “medicina” contro un lutto, una separazione o un grande dolore.

Ma di tutto questo, ai superpagati calciatori non gliene frega nulla, tantomeno alle Società, salvo lanciare accorati appelli ai tifosi quando servono per far cassa o per sostenere la squadra.

Alla faccia dei “valori”, della “condivisione delle emozioni” e del “rispetto” di cui parla Malagò.

 

La foto è tratta dal Sito Ufficiale della Fiorentina

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HALL OF FAME INTER: COSÌ HA VOTATO LADYCALCIO

Posted by ladycalcio su mercoledì, gennaio 31, 2018

L’eroe di Berlino 1971 Ivano Bordon (parò il rigore a Sieloff contro il Borussia Mönchengladbach), il sinistro di Dio” Mariolino Corso, il compianto Giacinto Facchetti e l’indimenticabile bomber “Bonimba”: questa la personale Hall of Fame nerazzurra votata da Ladycalcio sul Sito inter.it, scelta fra 142 nomi proposti e suddivisi per ruolo.

Le votazioni stanno per chiudere, per chi non avesse ancora espresso la sua preferenza c’è tempo per votare solo fino a un minuto prima della mezzanotte…

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È UN MILAN DA CIRCO QUAGLIARULO

Posted by ladycalcio su lunedì, dicembre 4, 2017

Se la regia di Benevento-Milan fosse stata affidata al Circo Quagliarulo, non avrebbe potuto essere più clownesca.

Ma quando il destino ci si mette, non c’è trama costruita che tenga, meno che mai quando con il destino si è in debito. L’esordio di “Ringhio” Gattuso sulla panca rossonera fa gridare “clamoroso al Vigorito!”: il Benevento Calcio conquista il suo primo punto in Serie A all’ultimo minuto di recupero (95’), grazie al 2-2 di testa dell’estremo difensore Brignoli.

Non con l’inzuccata sapiente del goleador, ma con il tuffo d’istinto di un semisconosciuto portiere che ha ammesso: “Sono andato a saltare e ho chiuso gli occhi”. Non per nulla gli antichi la chiamavano Maleventum, terra di streghe e di magia (su quanto siano rare le reti dei portieri non su calcio piazzato vi consiglio questo post http://bit.ly/2jdTtCj )

“Era meglio una coltellata di questo goal”, confessa Ringhio a Sky.

Il copione rocambolesco si completa con il rosso a Romagnoli, la giornataccia rossonera con il Diavolo che finisce a -18 dall’Inter capolista, vittoriosa per 5-0 sul Chievo. Dalla seconda campagna acquisti più ricca della storia ci si sarebbe aspettati qualcosina in più.

Via Montella, ora gli improvvisati di casa Milan sono tre: l’AD Fassone (ex-DS dei cugini; per intenderci, quello del mancato scambio Guarin-Vucinic al ristorante I Quattro Mori 🙂 ), il DS Massimiliano Mirabelli (ex-osservatore nerazzurro) e il povero Gattuso, che rischia di bruciarsi su una panca bollente.

Questo il curriculum del tecnico chiamato a rilanciare il Milan:

Palermo (esonerato dopo 6 giornate), OFI Creta, Grecia (dimissionario dopo 7 giornate, reintegrato dopo un giorno, al capolinea dopo due mesi), Pisa, Lega Pro (dimissionario dopo meno di un anno, ritorna a un mese di distanza ma lascia la panchina a fine stagione), Milan Primavera (dal luglio 2017).

Ma che più preoccupa i milanisti è il guazzabuglio societario, Yonghong Li in testa. Un’autorevole inchiesta del New York Times sul padrone cinese del Milan – ripresa dalla Gazzetta dello Sport  http://bit.ly/2ioPylS – nega che Li sia una figura di spicco nel settore minerario, e addirittura, che sia il proprietario della “più grande miniera di fosforo cinese” indicata come il suo massimo asset. Questa apparterrebbe alla società Guangdong Lion Asset Management, che ha cambiato quattro proprietari in due anni.

Per un attimo, voltiamoci indietro di 10 stagioni e ritorniamo al “grande Milan” berlusconiano “più forte dell’invidia, più forte dell’ingiustizia e più forte della sfortuna”.

Questo blog l’aveva visto alla frutta già prima della notte di Istanbul 2007 http://bit.ly/1vEgjQk con buona pace del censuratore Collovati http://bit.ly/1DAV3m0   http://bit.ly/1xvwRx7

Bocche cucite sui media, mentre Ladycalcio, fra le nebbie del passato e del futuro, intravede il fantasma di Giussy Farina: e se all’orizzonte si profilasse la terza retrocessione?

Chi vivrà vedrà, ma intanto, il destino che Pippo Inzaghi aveva forzato con un “colpo di mano” nella finale di Atene 2007 si vendica prendendo a calci i rossoneri, se è vero che l’unico Milan vincente è l’interista Skriniar 🙂 .

E a commentare il disastro tocca all’opinionista Massimo Ambrosini, quello de “Lo scudetto mettilo nel…”

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