CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

Archive for the ‘Media’ Category

LA TROVATA DEI TIFOSI DELLO STARCZA: UNA NUBE NERA DI FUMOGENI

Posted by ladycalcio su lunedì, novembre 14, 2022

No, non stava andando a fuoco una piattaforma petrolifera. Quella che vedete è soltanto l’ultima tovata dei tifosi dello Starcza, squadra dilettantistica polacca, che dagli spalti hanno acceso una tale quantità di fumogeni neri da sommergere campo e giocatori, costringendo l’arbitro a sospendere il gioco.

Cosa non si farebbe, al giorno d’oggi, per attirare l’attenzione con un’immagine virale.

Al link seguente, ecco le inconsuete immagini riproposte da CorriereTV.

https://video.corriere.it/polonia-giocatori-inghiottiti-una-nube-nera/2947777c-63e9-11ed-ae97-6a46826173e7

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ROBERTO SCARPINI, DA 30 ANNI LA VOCE NERAZZURRA

Posted by ladycalcio su venerdì, gennaio 28, 2022

Inter-Empoli di Coppa Italia del 19 gennaio è stata la millecinquecentesima partita da cronista di Roberto Scarpini in gare ufficiali. Senza contare le amichevoli, che secondo i colleghi di Inter TV ammonterebbero a circa 230. Anzi no, come ha precisato lo stesso Scarpini in una puntata speciale di Kickoff (InterTV) a lui dedicata, il suo 1500° commento in nerazzurro è stato Inter-Venezia di sabato 22 gennaio, dato che, a metà degli anni ’90, il grande Roby saltò un’Inter-Sampdoria per febbre alta.

L’unico forfeit in una fantastica carriera trentennale, che il collega Alessandro Villa ha calcolato pari a circa 100 giorni di radiocronaca/telecronaca ininterrotta.

Kickoff Speciale, condotto da Fernando Siani e Alessandro Villa con la presenza in studio di Scarpini, ha ripercorso i trent’anni di quest’ultimo al microfoni con tanti aneddoti. Tutto cominciò il 19 gennaio 1992 con la radiocronaca di un’Atalanta-Inter persa dai nerazzurri su rete di Bianchesi. Arrivarono poi le telecronache e il canale tematico Inter Channel (settembre 2000), ora InterTV, di cui Scarpini è stato a lungo Direttore.

Indimenticabile la diretta-record del 22 maggio 2010, giorno della conquista della Champions League da parte dell’Inter a Madrid, iniziata alle 10 del mattino e proseguita non-stop fino alle 7 del giorno seguente, per un totale di 21 ore di diretta.

Nella sua lunga carriera, Scarpini ha festeggiato da protagonista tutti i successi che un “cuore nerazzurro” può sognare: ha urlato “Campioni d’Italia!”, “I Campioni dell’Europa siamo noi”, “Campioni del Mondo!”. Per i campionati, come ha rivelato egli stesso durante la trasmissione, “Campioni d’Italia” l’ha sempre urlato per il numero di scudetti che l’Inter andava di volta in volta a vincere.

È di pochi giorni fa una soddisfazione unica: la vittoria sulla Juve in Supercoppa grazie a un goal del “Niño” Sanchez a pochi secondi dai calci di rigore, – e scusate se è poco.

Ègolègolègol nacque in Inter-Hertha Berlino di Coppa Uefa del 7 dicembre 2000 (giorno del Patrono di Milano Sant’Ambroeus) su una rete allo scadere di Hakan Sukur. Il record venne sul goal-vittoria di Ronaldo in Inter-Brescia della stagione 2001-02, quando Scarpini gridò ben 21 volte “goal”. L’esultanza del cronista nerazzurro divenne così popolare da far produrre un orsetto per bambini che esclamava ègolègolègol se gli si schiacciava la zampina.

Racconta Scarpini che in un pre-campionato, grazie a un pullmino-regia in cui riceveva il segnale via satellite, giunse a commentare ben due partite dell’Inter in un solo giorno, ricordato come “il giorno della doppia telecronaca”. Accadde nell’”anno delle bombe a Londra”: parte del gruppo andò a giocare un’amichevole Pre-Season in Inghilterra (Scarpini non ricorda con esattezza contro quale squadra), mentre un altro gruppo, per paura, rimase a Riscone di Brunico e disputò una partita contro il Cagliari.

(Dovrebbe trattarsi del 27 luglio 2005, in seguito agli attentati del 7 luglio. Il 27.7.05 alle ore 20.00 l’Inter disputò un triangolare contro il Cagliari e il Bolzano allo Stadio Druso di Bolzano, e alle 22.30 dello stesso giorno, un’amichevole contro il Crystal Palace in Inghilterra, ndr)

https://www.inter.it/it/news/2005/07/25/brunico-programma-delle-amichevoli.html

https://www.inter.it/it/news/2005/07/24/tournee-in-inghilterra-su-sportitalia.html

Mitici i soprannomi che Roby Scarpini ha dato a intere generazioni di giocatori nerazzurri: chi non ricorda Caffè Colombia (Ivan Ramiro Cordoba), Tractor (Javier Zanetti), l’Acchiappasogni (Julio Cesar), Arma Letale (Hernan Crespo), il Paso Doble (Figo), Matrix (Marco Materazzi) e l’Imperatore (Adriano)?Indelebili nelle menti dei tifosi i suoi “marchi di fabbrica” “cuori nerazzurri” e “forza ragazzi”, con cui inizia le telecronache, così come le sue frasi celebri:

Nulla è impossibile per questa Inter” (Inter-Sampdoria 2004-05 sul 3-2  di Recoba)

Là dove si annidano i nemici dell’igiene” (il tiro all’incrocio: “là puliranno?” 🙂 )

L’Inter va a Madrid”, ripetuto à gogo al fischio finale di Barcellona-Inter, semifinale di ritorno della Champions League 2009-10)

“Manca solo il fischio di Mr Webb: Mr Webb, metti ‘sto fischietto in bocca!” (Finale di Madrid contro il Bayern)

Ci sta anche quel memorabile “spegnete pure la televisione, voi che potete”, nel derby perso 6-0 dall’Inter (11 maggio 2001), se è vero che persino il “miglior nemico” dell’altra sponda del Naviglio, l’ex-voce rossonera Carlo Pellegatti, si è complimentato con lui augurandogli tutto il bene per il prosieguo della sua carriera.

Kickoff termina con le immagini fuori onda di Alessandro Villa che durante la telecronaca di Inter-Empoli di Coppa Italia si affaccia alla postazione di Scarpini in tribuna stampa porgendogli una maglia della Beneamata con la scritta “Scarpini 30”.

Tutti i tifosi – nerazzurri e non – si augurano di continuare a sentire la sua inconfondibile voce, calda e stupendamente modulata, per altri 30 anni: forza, cuore nerazzurro Scarpini!

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483 PRESENZE IN NERAZZURRO: HANDA SUPERA BORDON

Posted by ladycalcio su lunedì, aprile 19, 2021

Chi non ricorda Ivano Bordon, l’eroe di Berlino ’71 che parò il rigore a Sieloff?

Chi non ricorda Ivano Bordon, l’eroe di Berlino ’71 che parò il rigore a Sieloff? Arrivato all’Inter nel campionato 1970-‘71, anno dell’11°Scudetto, vi avrebbe militato per 17 anni, collezionando 382 presenze in nerazzurro.

Un record che l’attuale numero 1 nerazzurro Samir Handanovic, in nerazzurro dal 2012, ha eguagliato la scorsa settimana contro il Cagliari e superato ieri sera a Napoli, portandosi a quota 383. Davanti a lui solo Walterone Zenga a quota 483.

Un record che l’attuale numero 1 nerazzurro Samir Handanovic, in nerazzurro dal 2012, ha eguagliato la scorsa settimana contro il Cagliari e superato ieri sera a Napoli, portandosi a quota 383. Davanti a lui solo Walterone Zenga con 483.

Ma il record di imbattibilità appartiene ancora a Bordon: 686 minuti risalenti alla stagione dello Scudetto ‘79-‘80.

Ieri sera, nel pre-partita di Napoli-Inter, Ivano Bordon si è collegato in diretta con il canale tematico nerazzurro Inter TV. “Pallottola”, come l’aveva soprannominato Sandro Mazzola per la velocità con cui si fiondava sui palloni, ha avuto parole di ammirazione per Handa, che a dispetto delle critiche dei tifosi, dopo 31 giornate vanta 12 clean sheet e una percentuale di tiri nello specchio parati superiore al 70%. “Forse i tifosi sono stati un po’ esagerati con lui nel giudicare le sue prestazioni”, ha detto Bordon, “(Handanovic) ha dimostrato di essere un signor portiere, un punto di forza di questa squadra”.

E dato che i record sono fatti per essere battuti, il portiere veneto si augura sportivamente che Samir gli tolga anche quello di imbattibilità, che resiste da una quarantina d’anni, poiché significherebbe l’ascesa dell’Inter.

Durante il collegamento in diretta Bordon ha rispolverato alcuni ricordi rimasti nel cuore di tutti gli appassionati nerazzurri, come lo Scudetto vinto nel ‘79-‘80 dall’Inter tutta italiana rimasta sempre in testa al Campionato da inizio a fine stagione.

Inevitabile il ricordo della partita della lattina di Mönchengladbach, l’incontro di Coppa Campioni del 1971 perso 7-1, annullato e rigiocato a Berlino – e del rigore parato a Sieloff.

 

 

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IL FESTIVAL DI IBRA

Posted by ladycalcio su domenica, marzo 7, 2021

Colpo di spugna all’italiana sullo scandaloso labiale di Ibrahimovic a Lukaku nel derby meneghino, che aveva fatto invocare la revoca della partecipazione dello svedese a Sanremo. Avevate dubbi?

Che non ci sia più religione lo testimoniano le performances di Achille Lauro, dall’abuso dei simboli religiosi cristiani al bacio sulla bocca fra uomini. Al trasgressivo piumato assegno la palma del peggiore del festival, con due sole parole di commento: povero mondo!

Non è più una novità che, ormai, in nome dell’audience e del dio denaro si ammetta di tutto e di più.

Ibra in confronto è un angioletto, tant’è vero che Sanremo 2021, secondo il diretto interessato, è stato “il Festival di Ibra”.

L’attaccante rossonero ha interpreto se stesso – l’antipatico pieno di sé – accentuandone i tratti. Forse per questo è riuscito così bene 🙂 , meritandosi la promozione nel ruolo di attore. Ha strapazzato (scherzosamente) il povero Amadeus, ha dettato le regole del festival, ha annunciato qualche cantante. Alla fine – ed è tutto dire -, è risultato persino simpatico.

Nella serata di giovedì ha fatto notizia per l’avventuroso viaggio in moto verso il Teatro Ariston rimorchiato da un motociclista. Episodio genuino o trovata mediatica? Stessa domanda per il suo infortunio, caduto a puntino in “zona festival”.

Qualcosa di buono (per gli altri e per la sua immagine), Ibra l’ha fatto: ha duettato con Sinisa Mihajlovic, ha palleggiato con il bomber in carrozzina Donato Grande e ha scambiato con lui la maglia.

Al termine, ha esternato la sua filosofia:

“Zlatan è venuto (a Sanremo, ndr) perché gli piace sfide, gli piace adrenalina, gli piace crescere. Se non fai sfida con te stesso non puoi crescere. Quando fai sfida è come scendere in campo e quando scendi in campo, puoi vincere o puoi perdere. Io ho giocato 945 partite; ne ho vinte tante, ma non tutte” (non l’ultimo derby, ndr 🙂 ).

“Sono Zlatan anche senza aver vinte tutte le partite. Sono Zlatan quando vinco e quando perdo. Ma il fallimento non è il contrario del successo, è una parte del successo”.

 

Link:

 

https://calcioparole.wordpress.com/2021/01/28/scontro-ibra-lukaku-commenti-ancor-piu-indegni-dello-spettacolo/

https://www.globalist.it/visioni/2021/03/06/sanremo2021-i-tradizionalisti-contro-achille-lauro-ammucchiata-gay-e-senza-distanziamenti-2075749.html

https://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/sanremo2021-donato-grande-disabile-nazionale-ibrahimovic-zlatan-ea2cf59f-025a-421e-8c47-2e3a63c59b77.html

https://sport.sky.it/calcio/serie-a/2021/03/05/ibrahimovic-sanremo-2021-donato-grande

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ANTONIO CONTE DOPO LO SHAKTAR

Posted by ladycalcio su giovedì, dicembre 10, 2020

Antonio Conte a Sky dopo l’eliminazione dell’Inter dall’Europa ad opera dello Shaktar:

“Oggi lo Shaktar è venuto, ha stravolto un sistema di gioco che per loro è l’Ave Maria. Chi gioca contro di noi stravolge ogni volta il sistema a prepararci, quindi che problemi di gioco ci sono?”

Se vi sembra l’analisi tecnica di un allenatore…..

 

 

Tifoseria nerazzurra imbestialita

 

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CALCIO E COVID: E SE LA PIANTASSIMO DI FAR TAMPONI?

Posted by ladycalcio su venerdì, ottobre 23, 2020

La notizia che anche il nerazzurro Hakimi è positivo al tampone arriva ad Antonio Conte alle cinque del pomeriggio, costringendolo a stravolgere lo schieramento dell’Inter contro il Borussia Mönchengladbach, che per inciso, ha mezza Under 23 in isolamento per Covid.

La positività di Hakimi, nel frattempo negativizzato, va ad aggiungersi agli stop di Skriniar, Gagliardini, Radu, Young, Bastoni e Nainggolan.

Tre giorni prima dell’incontro con i tedeschi, la raffica di quarantene in casa nerazzurra aveva stravolto gli equilibri nel derby della Madonnina, traducendosi in una vittoria dei cugini rossoneri che mancava dal gennaio 2016. La squadra di Conte ha subito 10 goal in 5 partite, ma a causa dei tamponi positivi, in una soltanto ha potuto schierare la difesa titolare.

https://sport.sky.it/calcio/serie-a/2020/10/22/inter-news-giocatori-coronavirus

Stop a go go hanno messo in ginocchio squadre come Genoa, Samp e Fiorentina, mentre sulle prime pagine dei giornali, anziché lo sport, fanno notizia “positività illustri” come quelle di Ibrahimovic, Dybala e Cristiano Ronaldo, accusato di aver infranto il “protocollo” anti-Covid e di aver contagiato il compagno Weston McKennie.

Si additano abbracci e strette di mano proibiti più o meno plateali, come quella che, già lo scorso maggio, il calciatore Kalou dell’Hertha Berlino aveva filmato negli spogliatoi, corredata dal video del test effettuato su Jordan Torunarigha: un frettoloso prelievo dalle narici con lo stesso bastoncino usato poi per gola e interno bocca, con la probabile “diluizione” del materiale prelevato.

Si discute su protocolli e tamponi, falsi positivi e falsi negativi, e referti dubbi in generale. Dalla scorsa estate si gioca senza pubblico o con “pochi intimi” presenti sugli spalti, dopo aver visto annullare competizioni e distorcere il finale dei campionati e delle coppe europee.

Siamo tutt’altro che fuori dal guazzabuglio, e chi con questo virus fabbricato in laboratorio vuole affossare il mondo e destabilizzare tutto quanto, gongola.

Quasi tutti i giocatori (e i cittadini) risultati positivi al Covid sono asintomatici, abili e arruolabili. Anzi, l’aumento esponenziale dei test sugli atleti e sulla popolazione non fa che gonfiare il numero dei presunti “infetti”, stravolgendo i parametri di confronto con il periodo di esplosione dell’epidemia e inficiando la realistica valutazione del pericolo.

Ne deriva una crescente confusione, che rischia di portare a un nuovo immotivato blocco di tutte le attività, sportive e non.

Da qui la proposta controcorrente di questo blog: e se la piantassimo di far tamponi, e nel rispetto di tutte le norme di sicurezza, pensassimo a giocare a calcio, a lavorare e a vivere?

 

 

Link:

https://sport.sky.it/calcio/serie-a/giocatori-serie-a-positivi-covid

L’idea di Ladycalcio sull’epidemia da Coronavirus:

https://calcioparole.wordpress.com/2020/03/17/coronavirus-nonlasciamocifermare/

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BENEVENTO-INTER (2-5): QUANDO L’HOME PAGE DICE GIÀ TUTTO

Posted by ladycalcio su mercoledì, settembre 30, 2020

Due diversi modi di aprire l’Home Page dopo una gara: per l’Inter riportando l’odierna altisonante vittoria per 2-5 sul Benevento, per quest’ultimo glissando già al successivo incontro. Prossima partita: Benevento-Bologna 🙂 🙂 🙂

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L’ESAME DI LUIS SUAREZ: “ASSOLUTAMENTE IRREFRAGABILE”

Posted by ladycalcio su giovedì, settembre 24, 2020

In attesa che venga fatta chiarezza, no comment sulla vicenda del chiacchierato esame sostenuto da Luis Suarez per divenare cittadino italiano, sulla quale potete farvi la vostra idea leggendo ai seguenti link:

 

https://www.huffingtonpost.it/entry/esame-suarez-il-legale-della-juventus-al-dg-delluniversita-vi-porteremo-altri-stranieri_it_5f6af463c5b6718910f30de0

https://sport.sky.it/calcio/serie-a/2020/09/23/suarez-esame-caso-cittadinanza-news

https://www.gazzetta.it/Calciomercato/24-09-2020/suarez-ora-voglio-dimostrare-chi-sono-nessuna-parola-esame-3802234621522.shtml

https://www.la7.it/laria-che-tira/video/esame-ditaliano-di-suarez-vittorio-sgarbi-ci-sono-ministri-che-non-conoscono-i-congiuntivi-come-di-23-09-2020-341100

https://www.corrieredellosport.it/news/calcio/calcio-mercato/2020/09/24-74109131/caos_esame_luis_suarez_adesso_spunta_la_pista_della_corruzione/

https://www.tuttosport.com/news/calcio/2020/09/23-74087853/esame_suarez_corruzione_tra_le_ipotesi_investigative/

N.b – Le idee e le ipotesi espresse nei contributi linkati sono di responsabilità dei rispettivi autori e non rispecchiano necessariamente il pensiero di Ladycalcio, che in attesa degli esiti dell’inchiesta si limita alla scherzosa vignetta pubblicata sopra.

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I 70 ANNI DI GILLES VILLENEUVE

Posted by ladycalcio su venerdì, Maggio 8, 2020

Oggi avrebbe 70 anni. Li avrebbe compiuti il 18 gennaio scorso, se non fosse stato per quel terribile incidente sulla pista di Zolder di 38 anni fa.

Il tempo sembra essere volato via proprio come lui, il “Canadese volante” titolare della “Rossa” numero 27.

Ma Gilles Villeneuve è forever young, eterno 32enne dal viso dolce che continua a vivere nel cuore dei tifosi.

Su corriere.it Giorgio Terruzzi ne ha tracciato un bellissimo ricordo, che ripropongo ai miei lettori:

 

https://www.corriere.it/sport/formula-1/notizie/gilles-villeneuve-avrebbe-70-anni-rimpianto-leggenda-ferrari-voluta-enzo-05ea2f5e-3a07-11ea-8796-7f243723a56b.shtml

Ciao grande Gilles, e grazie delle emozioni che ci hai regalato!

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#IOVADOACORRERE

Posted by ladycalcio su giovedì, aprile 9, 2020

La sorpresa più amara in questi tempi di Coronavirus è quanto il popolo italiano sia stia dimostrando popolino, ciecamente obbediente e disposto a farsi imporre ogni sorta di angherie dalle autorità. Sgomenta che il lavaggio del cervello orchestrato dal nostro regime totalitario TRAMITE I MEDIA abbia stordito e annichilito pressoché tutti i cittadini di ogni livello di cultura ed estrazione sociale. Al di là del necessario stop ai raduni e alle manifestazioni di massa, lascia senza parole l’assoluta assenza di una difesa organizzata delle norme costituzionali che garantiscono le libertà sacre dell’individuo. Mentre si leggono notizie tipo quella di un anziano multato perché al supermercato aveva acquistato soltanto tre bottiglie di vino (che secondo i luminari che hanno elevato la contravvenzione non costituirebbero una spesa), stiamo ancora aspettando che un avvocato, un magistrato o un politico impugni pubblicamente I DELIRI emanati da Conte nelle sue notti insonni. Il tutto fa pensare, sempre di più, che il Coronavirus sia una manovra politica appositamente orchestrata.

Le uniche notizie calcistiche che posso commentare riguardano i calciatori di Serie A, che adagiati sul divano di casa, si collegano con le tv e i canali tematici raccontando di “allenamenti” casalinghi ridicoli e imbarazzanti per dei professionisti. Secondo il protocollo del “Sistema”, i campioni in poltrona concludono sistematicamente il collegamento invitando a rimanere a casa, come anch’essi stanno facendo da un mese. In quelle condizioni vorrebbero riprendere il campionato? Sembra una barzelletta.

Tornando al tema dell’incostituzionalità delle “regole”, non si comprende perché la Federcalcio, l’Uefa, le singole società calcistiche e i magnati delle Pay-TV, così potenti sul piano economico e politico, si siano piegati senza muovere un dito al decreto governativo che impone la cessazione degli allenamenti professionistici di squadra.

A rigor di buon senso, ci sarebbe stata una soluzione molto più intelligente, che avrebbe concesso agli atleti di mantenere la forma fisica senza rischiare infortuni a go go al rientro: mettere in quarantena le squadre nei rispettivi centri d’allenamento insieme a massaggiatori e personale di servizio, per poi proseguire la preparazione isolati nei propri raduni. Gli eroi della pedata avrebbero avuto a disposizione tutto ciò che si conviene a una compagine professionistica – e non alla Barbie.

Perché non lo si è fatto? Torno alla mia convinzione che questo Coronavirus sia tutto un gioco di potere per destabilizzare il mondo intero e condurre delle “prove tecniche di regime totalitario mondiale” – piano che a causa della dabbenaggine del popolino sta trovando via libera a 360 gradi.

Per non parlare dell’odio fomentato dai media verso gli sportivi e i runner in particolare (“come fanno, in un momento così tragico, ad avere in testa la corsa?”, si chiedono i più ottusi), forse per via del fatto che il presunto “paziente 1” (cosa tutta da dimostrare) sarebbe stato un podista di Codogno. Considerandolo l’”untore”, l’immaginario collettivo ha scatenato la caccia al runner. L’ignoranza crassa è peggio del Coronavirus e contro di essa non vi è rimedio.

Mancano le mascherine per i medici e gli infermieri, ma secondo il “Sistema”, chi appesta l’aria sono i jogger solitari desiderosi di un quarto d’ora d’aria; sono giunti in Europa i bombardieri termonucleari USA, ma la gente si preoccupa di quel tizio che corre per strada; in 8 anni i nostri governi hanno tagliato 130 miliardi di euro alla Sanità, ma i “criminali” sono i runner; Papa Francesco e Conte, compagni e compari, per dirla con i noti sketch di Paperissima si sono mostrati spudoratamente “vicini vicini”, ma per la gente comune, l’”untore” è il podista che esce da solo a sgranchirsi le gambe dopo un mese agli arresti domiciliari.

Siamo diventati un popolo di rimbambiti, che hanno sostituito il ben dell’intelletto con i decreti di un governo assolutista abusivo e non eletto dal popolo; attanagliati dal terrore del virus e delle minacce di multe e pene detentive sproporzionate agli “sgarri” e degne di una dittatura, gli italiani hanno calato le braghe, neppure sfiorati dal dubbio che tutto questo sia pericolosamente irregolare e metta seriamente a repentaglio la democrazia nel Paese. E com’è noto, l’ignoranza fa più guai della cattiveria.

È tempo di svegliarsi. È tempo che, come il bambino nella fiaba di Andersen, qualcuno gridi che “il re è nudo”. Vietare la salutare corsetta in solitudine che aiuta a smaltire lo stress è un provvedimento assurdo e inutile, poiché chi corre da solo su una strada vuota non contagia neppure una mosca. Consentirla a soli 200 metri da casa è un’idiozia senza appello, o se preferite, è sadismo. Chi altro, al di fuori di questo blog, ha il coraggio di dirlo chiaro, netto e tondo?

Fra le notizie più disgustose vi è quella, guarda caso passata in sordina, che i medici di base sono stati severamente e reiteratamente diffidati dallo stilare certificati d’esenzione al decreto anti-corsa a beneficio di chi necessita di fare movimento all’aperto per ragioni di salute (recupero da gravi incidenti, riabilitazione da operazioni o infarti (!!!), pazienti oncologici in convalescenza, patologie venose o linfatiche, depressione, ansia, e infiniti altri esempi). Ebbene: si vieta tutto per motivi di salute pubblica e si mandano alla malora centinaia o migliaia di questi malati?

I gravi rischi che costoro stanno correndo vanno sulla coscienza di Conte e del suo governo, con l’augurio che facciano al più presto rima con “punizione del Padreterno”.

Trovo nauseante che non vi sia stato nessuno sportivo di grido, nessuna federazione, nessun organismo di difesa dei diritti del malato che abbia avuto il coraggio di perorare la causa di chi fa sport per passione o, ancor peggio, per ragioni di salute.

La FIDAL (Federazione Italiana di Atletica Leggera) e gli enti di promozione sportiva dediti al podismo hanno chinato ossequiosamente il capo a ciò che l’informazione pilotata e distorta definisce “obbedienza” e “rispetto delle regole”, mentre è tempo di gridare che “il re è nudo” e di riconoscere in questi provvedimenti l’incostituzionalità, la lesione dei più elementari diritti della persona, l’oppressione, la dittatura e il tentativo di schiavizzazione di massa. Altrimenti – e visti gli attuali chiari di luna non è esagerato ipotizzarlo -, il rischio è di scivolare senza accorgersene nell’”obbedienza cieca agli ordini” nello stile delle soldatesche della Seconda Guerra Mondiale, per la quale vi rimando ai libri di storia.

In Lombardia ci si è messo pure il Governatore Fontana, che evidentemente a digiuno di sport, tanto per mettere ulteriori paletti a chi cerca disperatamente di prendersi una boccata d’aria, da domenica ha imposto la mascherina anche a chi corre. Lancio una proposta: e se facessimo correre lui mascherato su e giù per le scale del Pirellone?

Come se i danni alla libertà delle persone non fossero già abbastanza ingenti, a invitare all’”obbedienza” ai soprusi intervengono influencer, blogger e persino alcuni siti podistici fra i più cliccati, dai quali mi sarei aspettata una linea editoriale molto più aggressiva e coraggiosa in difesa dei runner. In sostanza, i loro post sembrano equiparare il podista a una punching ball: dalle alte sfere governative è lecito imporgli di tutto e il suo dovere è sempre e soltanto quello di chinare la testa e obbedire, possibilmente con il sorriso ed escogitando i surrogati più fantozziani che gli procurino “un momento di gloria” sotto il giogo dei divieti.

Il sito podisti.net propone una carrellata delle “maratone dell’emergenza” più assurde: si va da Simon Lerch di Innsbruck, che afferma di aver coperto la distanza dei 42 km e 195 metri inanellando 2412 giri del suo giardino, al 21 enne Jacopo d’Alessio di Milano, che sui social ha documentato la sua “maratona casalinga” corsa sul circuito corridoio-camera da letto-terrazzo, lungo solo 26,1 metri, da ripetere 1617 volte (!!!), chiudendo la prova in 8 h 02′ 31″.

Due dilettanti in confronto all’argentino Mariano Nieto, che il 28 marzo scorso avrebbe corso una 100 chilometri su un percorso ripetibile di… 65 metri (!!!) ricavato nel cortile interno di casa, ripetuto la bellezza di… 46.154 volte (!!!).

Sorge spontanea la domanda: questi personaggi sono matti o sono savi? La mia personale opinione è che simili “imprese”, facciano male all’immagine del movimento.

Il trend è in rapida crescita: recentemente è stato stilato un pubblico programma delle “maratone della speranza”, che consiste nello scimmiottare le manifestazioni annullate…. correndole tutti nello stesso giorno e alla stessa ora in casa propria. No comment.

Eccezion fatta per le iniziative benefiche, queste “eroiche gesta”, oltre a trasmettere un senso di impotenza, frustrazione e disperazione, fanno gongolare il regime, che ha ottenuto ciò che voleva: docilità alle imposizioni più assurde, zero coraggio di ribellarvisi e ritrosia ad esprimere un parere contrario a quello del “gregge”, nel sacro timore di essere tacciati di disobbedienza civile.

L’esercito degli irriducibili che calzava quotidianamente le scarpette è in rotta completa: azzerato, stordito, succube, annichilito e allo sbando.

I supergasati che fino a qualche settimana fa si gloriavano di affrontare le salite più impervie o sciorinavano orgogliosi i propri tempi  e passaggi sulla maratona sono completamente “scoppiati” nella testa, vittime dei fantasmi dei controlli di Polizia e della colpevolizzazione da parte del popolo bue. Al punto in cui siamo, uscire a farsi una corsetta richiede gli attributi, dato che non mancano indecenti episodi di bullismo verso i runner.

Quando la consapevolezza e il coraggio fanno difetto scattano le paranoie e i contorcimenti mentali, che vorrebbero la corsa “fuori luogo” davanti allo strazio della devastazione del virus, come se a provocarla fossero stati i runner. Poco manca che il lavaggio del cervello mediatico imponga a questi ultimi di chiedere scusa di essere in salute, di correre e persino di esistere. Quando invece sarebbe il Governo Conte, dopo la sfilza di errori commessi, le rassicurazioni sugli zero casi in Italia e il fatidico “solo 15 giorni chiusi in casa per ripartire meglio di prima”, a dover chiedere scusa agli italiani di esistere ancora.

C’è chi si spiaggia e si ferma del tutto, chi ricorre al tapis roulant, chi si affida all’autorappresentazione mentale della corsa secondo l’”effetto Carpenter”, un training mentale “di fantasia” da praticare sdraiati sul letto immaginando di correre, per trasmettere alla mente le sensazioni del gesto atletico. Su repubblica.it, la psicologa dello sport Daniela Olivieri scomoda il padre della psicanalisi rispolverando dalla soffitta la fumosa “sublimazione di Freud”, “un meccanismo di difesa psicologico che ci eleva, consentendoci di dirigere i nostri impulsi più arcaici ed istintuali (la voglia di andare a farsi la sacrosanta sgambata, nda) verso mete più elevate ed attività socialmente utili” (Inchinarsi a Conte?). Secondo questa teoria (che trovo del tutto fuori luogo nel caso in oggetto) e secondo Olivieri, sublimare è “fare evolvere il conflitto tra dovere (piegarsi alle ingiustizie?) e piacere (il diritto alla sgambatina) in una scelta di libertà che si muove nella direzione del nostro sé superiore o transpersonale, e che trascende i confini dell’io”. Tutto questo fumo per la faccia di chi?

Pullulano le paranoie, gli slogan beceri tipo “le regole sono regole e vanno rispettate” (non importa quanto siano idiote), le esortazioni al sacrificio e alla rinuncia, quelle a non dare il cattivo esempio (ma fatemi il piacere, quale cattivo esempio dà un runner?), in un ridda di distorsioni e faziosità che squalificano il running come sconveniente e riprovevole. Ne risulta una popolazione di jogger snaturati e irriconoscibili nei loro ideali di libertà e gioia di correre.

In psicologia il fenomeno si chiama AUTOINGANNO (Self-Deception), cioè menzogna verso se stessi: è un meccanismo mentale di difesa, una sorta di “anestetico psicologico” con il quale il soggetto, nel doppio ruolo di ingannatore e di ingannato, protegge la sua autostima elaborando un racconto alternativo di se stesso e/o delle situazioni altrimenti insopportabili che lo vedono impotente e sconfitto.

Nel nostro caso: non vuoi ammettere neppure a te stesso che sei schiacciato, mazziato e succube di una dittatura che fa di te ciò che vuole, e che stai assistendo impotente al declino della tua forma fisica e alla rovina di tutto il tuo lavoro? La mente escogiterà le elucubrazioni più assurde per autoconvincerti che no, sei un vero sportivo perché fai della disciplina e della correttezza uno stile di vita e perché rispetti le regole (non importa quanto siano assurde); ti autoconvincerai che nel tuo sublime (e inutile) slancio altruistico di rinuncia a uno sport che è salute stai correndo la maratona più importante della tua vita (stando sul divano a vederti crescere la pancetta, pronto a subire i capricci del “premier” per altri 2-3 mesi); ti atteggerai a colui che dà il buon esempio, contro la masnada di “menefreghisti” che “non si rendono conto della situazione”, quando in realtà, frustrato e incapace di farti rispettare, ti ritrovi umiliato nel fisico e nella testa.

Gli studi scientifici confermano, all’unanimità, che la corsa è come una droga, e che i meccanismi dei suoi benefici psicofisici, legati al rilascio di endorfine da parte dell’ipofisi (una ghiandola endocrina del cervello), sviluppano dipendenza, provocando inevitabili crisi di astinenza in caso di stop prolungato.

Cosa sta accadendo agli ex-irriducibili, fermatisi di colpo e senza ragione per settimane? Come si può spiegare che il loro fisico, abituato da una vita a fare movimento, non si ribelli al lungo e immotivato stop? La spiegazione sta nel cedimento mentale che ho illustrato sopra: la “scoppiatura di testa”, essendo quest’ultima la “centralina” che comanda il corpo, azzera anche il fisico, che si prostra impotente al regime dittatoriale.

Completano il quadro gli “strilloni”che in tutta Italia, a nome dei sindaci locali, girano in auto esortando, come dischi rotti, a stare in casa.

Mi sono rotta anch’io e al lavaggio del cervello rispondo pubblicamente: IO VADO A CORRERE. Anzi, l’ho già fatto, da sola per le strade deserte, e lo rifarò in barba all’epidemia di demenza collettiva; e se ho sconfinato “di qualche metro” 🙂 rispetto ai 200 o giù di lì concessi dal decretucolo di Conte, è perché non sono un criceto. VADO A CORRERE e ho il coraggio di dirlo e di scriverlo e se qualcuno ha da ridire, il problema è soltanto nel suo cranio candido e centrifugato.

VADO A CORRERE perché non contagio nessuno (in caso contrario, mi asterrei); VADO A CORRERE perché è nel mio pieno diritto farlo; VADO A CORRERE perché sono una persona libera e tale voglio rimanere; VADO A CORRERE perché lo sport è salute; VADO A CORRERE perché ho l’intelligenza, la consapevolezza e la forza per resistere ai linciaggi e ai lavaggi del cervello; VADO A CORRERE perché non permetto a Conte di rovinarmi la forma fisica; VADO A CORRERE perché persino un’autorità come il Prof. Silvio Garattini, presidente e fondatore dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri”, ha asserito che una moderata attività fisica (in questo momento, da praticare da soli) rafforza il sistema immunitario e che vietarla è un errore; VADO A CORRERE perché non ci sto a farmi mettere i piedi in testa da un professorucolo che gioca a fare il Churchill del 21° secolo; VADO A CORRERE perché i decreti del professorucolo sono carta straccia (i runner multati possono e devono impugnare le contravvenzioni!); VADO A CORRERE perché ritengo che la DISOBBEDIENZA ai totalitarismi e alle dittature sia un VALORE da portare avanti in difesa della DEMOCRAZIA.

Alla massa informe dei cervelli lavati, ai media asserviti al potere totalitario, ai maratoneti e centochilometristi “casalinghi”, ai “runner di fantasia”, a chi canta “Fratelli d’Italia” dalla finestra suonando il mandolino, a chi crede che a un passo da casa ci sia l’Esercito pronto a catturarlo, a chi litiga con il Sé, l’Io e il Super-Io, rispondo: IO VADO A CORRERE.

Da sola, per le strade deserte, incurante dell’epidemia di demenza collettiva.

Il parrucchiere è chiuso e la chioma è un po’ cresciuta e incolta; ma che senso di libertà sentirla ondeggiare al vento!

 

 

 

Link:

Nel ferrarese, un vicesindaco ha pesantemente apostrofato un cittadino con gravi problemi psichici che stava correndo su prescrizione medica. Non solo: lo ha filmato e postato su Internet per esporlo al linciaggio.

I colleghi di podisti.net, che hanno riportato il fatto, avrebbero potuto – e dovuto – rendere pubblico il nome di quel vigliacco. Anche in questo caso sono mancati gli attributi.

https://www.podisti.net/index.php/notizie/item/6027-il-bullismo-verso-i-runner-non-ha-pieta-per-nessuno.html

 

Uno dei tanti esempi demenziali di come i media stanno demonizzando i jogger solitari, additati come irresponsabili alla stregua di “untori”, fotografati e messi online in barba alla legge sulla privacy. Qui siamo a Torino: se qualcuno si riconosce in queste foto sporga denuncia e chieda il risarcimento dei danni morali. È il minimo!

https://bit.ly/2RpnfF8

 

La sublimazione di Freud, da repubblica.it (Daniela Olivieri). Repubblica “si è distinta” per la sua linea anti-corsa.

https://www.repubblica.it/sport/running/salute-e-alimentazione/2020/04/04/news/coronavirus_la_corsa_la_rinuncia_e_la_sublimazione_di_freud-253152884/

maratona in casa, da podisti.net

https://bit.ly/39XSUEa

100 km in cortile, da podisti.net

https://bit.ly/39UP1zU

 

Il calendario delle “maratone della speranza”

https://www.podisti.net/index.php/notizie/item/6009-11-maratone-della-speranza-si-comincia-con-milano-resisti-marathon.html

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