CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

Archive for febbraio 2009

Julio Cesar – ManU 0 – 0

Posted by ladycalcio su mercoledì, febbraio 25, 2009

Lo osservo mentre piazza la barriera e si prepara a una bordata di Cristiano Ronaldo davanti a San Siro stracolmo. Chissà come si sente in quel frangente un portiere, davanti a 80.000 spettatori… Credo che la scarica di adrenalina non risparmi nemmeno lui, l’acchiappa-sogni, lo strepitoso protagonista di Inter- Manchester United: Julio Cesar ha acchiappato tutti i palloni scaraventatigli contro dai vari Ronaldo, Berbatov & Co, salvando il risultato della partita e le speranze dell’Inter nella Champions League. Un’Inter che, soprattutto nel primo tempo, è apparsa nettamente inferiore ai Campioni del Mondo.

Timore reverenziale? Tensione nervosa? Sarà, ma quello che ho riscontrato è una netta inferiorità dei nerazzurri sul piano atletico, evidenziata dai troppi duelli persi nella corsa e nei dribbling, dalla maggior lentezza del gioco e da quel soffrire le ripartenze degli avversari.

A graziare l’Inter, lo stratosferico portierone brasiliano con le sue prodigiose respinte e gli errori degli attaccanti dello United: il primo tempo è un continuo correre rischi e “vedere il pallone già dentro”.

Mancano i rifornimenti alle punte, il centrocampo filtra poco e Cristiano Ronaldo scende come un siluro verso l’area nerazzurra, dove tocca a Santon fermarlo. Ma la scelta tattica più azzardata da parte di Mourinho è quella della coppia dei centrali difensivi: Chivu e Rivas non hanno affiatamento e il giovane Nelson è reduce da un lungo stop. Perché non partire direttamente con Cordoba e Chivu?

Fortunatamente, nel secondo tempo l’Inter sembra ritrovarsi. Si rivedono le puntate in avanti e il confronto si fa più equilibrato. I ritocchi tattici di Mourinho consentono di prendere le misure agli avversari, anche se il risultato non si sblocca.

Colpa anche del salto di qualità rispetto al nostro campionato, dove le dirette inseguitrici sono una Juventus in fase di ricostruzione dopo la retrocessione post-Calciopoli e un Milan al capolinea. Nella Premiership, il ManU gode di ben altre chances di confronto: gli uomini di Sir Alex Ferguson possono misurarsi con Chelsea, Liverpool, Aston Villa, Arsenal….

Dunque, per dirla con Gianluca Vialli (Sky), lo 0-0 è soddisfacente dal punto di vista del risultato ma non della prestazione.

Ci mette del suo anche l’arbitro Luis Medina Cantalejo, che oltre ad arbitrare male, fa danni: i cartellini gialli che distribuisce alla panchina e ai difensori nerazzurri potranno pesare negativamente nel prosieguo della competizione.

L’Inter, nel suo esame europeo, è rimandata… a Manchester fra 15 giorni, dove potrà ancora giocarsela grazie alle prodezze del suo portiere. Gli inglesi non avranno reti all’attivo in trasferta. Basta non perdere e si va ai quarti, ma come compensare quel divario fisico-atletico?

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Mourinho: the time is coming

Posted by ladycalcio su lunedì, febbraio 23, 2009

Vince l’Inter a Bologna e vincono le dirette inseguitrici: nulla di nuovo in Campionato, dove i distacchi si mantengono invariati . Quasi un fermo immagine, come se tutto si fosse congelato nella febbrile attesa dell’imminente big match di Champions League fra i nerazzurri e Il Manchester United.

Gli occhi di tifosi e addetti ai lavori sono già rivolti a martedì sera, Stadio Meazza, ore 20.45. Mister Mourinho ostenta distacco, ma in realtà è il primo a corrervi con il pensiero. È quello che accade anche agli studenti: febbraio è tempo di pagelle. Così, esauriti gli avversari nostrani come il Lecce, lo zoppicante Milan e il Bologna, Mou si appresta ad affrontare l’esame europeo. In cattedra siede Sir Alex Ferguson, con il suo squadrone.

La vigilia è delle solite fumose, fra risentimenti 🙂 dei difensori centrali, pre-tattica e, appunto, fumo negli occhi sulla formazione che scenderà in campo. Lasciamo al terreno di San Siro la sentenza sui recuperi o meno dai vari malanni o presunti tali e citiamo per una volta un esempio di giornalismo vero: Massimo Marianella (Sky) e la competenza con la quale, su Inter Channel, ha tracciato un ritratto a 360 gradi del ManU in un’intervista a cura di Roberto Monzani, andata in onda mercoledì. Un contributo di valore sia dal punto di vista giornalistico, sia da quello socio-culturale, che ha proposto uno spaccato della storia, delle tradizioni e della mentalità dei padroni dell’Old Trafford: analisi storiche, considerazioni tattiche e confronti fra epoche, non senza qualche sacrosanto appunto sugli eccessi del marketing in cui è degenerato il calcio moderno.

Il canale tematico nerazzurro ha poi proseguito nella presentazione dei nostri avversari con un’intervista a Sir Alex e con ulteriori interviste e contributi che hanno ripercorso la storia del ManU e dei suoi protagonisti nell’arco della varie epoche: dalle storiche colonne Bobby Charlton, George Best e Denis Law a David Beckham e Cristiano Ronaldo, passando per il disastro aereo di Monaco e la drammatica ricostruzione.

La sfida degli ottavi di Champions sarà decisa dagli schemi e dalla coesione degli uomini sul campo. Ferguson, come ha sottolineato Marianella, ha il merito di aver saputo gestire al meglio il passaggio generazionale fra l’anima del ManU (costituita da campioni come Scholes, Gary Neville, Giggs, ecc.) e i vari Tevez, Berbatov, Rooney e Cristiano Ronaldo, in una sapiente fusione fra “senatori”, nuovi acquisti e giovani del vivaio.

Mourinho, che per contro si avvale della sapiente opera di ricostruzione svolta da Roberto Mancini, deve dimostrare che l’attuale insieme della sua Inter è maturo per l’Europa. Anch’egli ha integrato le colonne portanti della compagine nerazzurra con nuovi acquisti e promettenti giovani (Balotelli, Santon). A non convincere del tutto è il gioco dell’Inter, altalenante nel rendimento e solita mangiarsi troppe occasioni. The time is coming: Mou è stato promosso in Campionato. Martedì, inizia l’esame europeo.

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Derby infuocato, temperatura – 11

Posted by ladycalcio su lunedì, febbraio 16, 2009

La settimana mediatica pre-derby era iniziata con l’incertezza della presenza di Kakà e la quasi certezza di vedere Materazzi in campo :-). Era proseguita con il risentimento 🙂 agli adduttori di Maicon e i convocati nerazzurri stranamente proposti in ordine sparso anziché alfabetico 🙂 (si veda il mio ultimo post). Si era conclusa con l’indegna – a mio avviso – conferenza stampa di Mourinho, degenerata nella proposta di rendere nota la formazione ufficiale dell’Inter e di chiudere bottega senza concedere altre domande ai giornalisti presenti.

Calda anche l’atmosfera al Meazza, sebbene uno striscione reciti: “Temperatura prevista ore 22:30 – 11”. La Curva Nord rende sportivamente onore a Paolo Maldini: “Maldini: da 20 anni nostro rivale, ma nella vita sempre leale”. È il meritato omaggio all’ultimo derby del 40enne Capitano rossonero.

La sportività, ahimè, non sta invece di casa nei commenti TV. Su Sky, Fabio Caressa mi sembra a senso unico a favore del Milan, fortunatamente compensato dalla competenza tecnica e dalla classe di “zio” Bergomi. Lo stesso dicasi della Domenica Sportiva.

Sin dalle prime battute il Milan accusa pesantemente l’assenza di Kakà. Tuttavia, la squadra di Carlo Ancelotti sembra inizialmente avere schemi più solidi dell’Inter. A sconvolgere gli equilibri dei rossoneri arriva il vantaggio messo a segno da Adriano, viziato da un braccio che chiama in causa registi, moviolisti, opinionisti e doppiogiochisti. Per tutta la domenica sera (e anche il lunedì) ci si sbizzarrisce nella messa in onda di immagini dalle più svariate angolazioni, alla ricerca di un fermo immagine che avvalori la tesi della volontarietà. Se non ricordo male, non era stato esattamente così per la fatidica rete di Superpippo Inzaghi contro il Liverpool nella finale di Champions League 2007… (foriera della nascita di questo blog).

Questa settimana, il grido di dolore di Rosella Sensi sarà duplice: per l’Inter che prende il volo e per le 3 pappine rimediate dall’Atalanta.

Sul fronte milanista, il Dinho è bionico: l’Inter sembra avere l’effetto di disibernarlo. Raddoppia Stankovic e accorcia Pato, mentre Adriano si mangia clamorosamente il 3-0. Questo il primo problema irrisolto dell’Inter: le troppe occasioni sprecate. Il secondo riguarda l’assedio finale del Milan, che dimostra come la Beneamata non riesca ancora a vincere senza soffrire.

La chicca del postpartita è proposta ancora una volta da Mourinho, che porta con sé il baby Santon in conferenza stampa. Serata indimenticabile per il 18enne, in grado di tenere a bada nientemeno che Beckham, Pato e Pirlo e di chiudere gli spazi a calibri quali Seedorf, Zambrotta e Inzaghi.

Chi gli spazi se li è visti chiudere è il collega di retroguardia Materazzi, escluso persino dalla panchina. Una bocciatura piena, la sua.

Ammetto che mi ha fatto tristezza vederlo sdraiato, desolatamente solo, sulla panchina degli esclusi , con le lunghe gambe distese sul muretto. Le gambe corte le hanno invece avute, come previsto, le probabili formazioni dei giornalisti simpatizzanti, che ne avevano pronosticato la partenza da ritrovato titolare. Che strano, Matrix quando gioca lo fa bene, eppure non gioca quasi più. E nessuno dice nulla. È una questione di condizioni psicologiche?

L’immagine sopra descritta è raccapricciante, soprattutto ripensando al bel derby del Natale ’07 che l’aveva visto protagonista. Ma è più che mai  emblematica di quanto Matrix sia attualmente solo, o peggio, mal accompagnato…

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Matrix gioca il derby? Potere di Calcio e Parole…

Posted by ladycalcio su mercoledì, febbraio 11, 2009

Il tempo materiale per riprendersi dall’ultimo post apparso su “Calcio e Parole” e per riorganizzare il fronte in sostegno psicologico di Matrix ed ecco i colleghi della Gazzetta dello Sport coalizzare le forze e dar manforte ad Andrea Elefante nel gravoso compito di controbattere a Ladycalcio.

“Kolossal derby e scudetto – Così i 4 giganti lanciano l’Inter” titola il foglio rosa di lunedì, laddove Matrix, grazie ad Adrea Elefante e Mirko Graziano, assurge a colosso alla pari di Julio Cesar, Ibrahimovic e Santon. “Ogni gara come se fosse l’ultima”, recita il trafiletto. Un inquietante doppio senso di dubbio auspicio, corredato da una foto più che mai grottesca: quella drammatica di Inter-Siena del maggio ’08, in cui Materazzi si copre il volto con la maglia dopo il rigore sbagliato.

Martedì, Mirko Graziano (che concede il meritato turnover ad Andrea Elefante), dà per certa la presenza di Matrix domenica contro i cugini: “Materazzi c’è – Samuel favorito su Cordoba”, titola il trafiletto. “Marco Materazzi ha dimostrato per l’ennesima volta in questa stagione di essere probabilmente 🙂  il centrale difensivo più affidabile” (Matrix ha giocato solo 11 partite, per di più incomplete, ndr). “A Lecce potrebbe aver conquistato una maglia da titolare per il derby(il condizionale è d’obbligo, ndr) (…) “José Mourinho starebbe pensando a Materazzi-Samuel, la stessa coppia che di fatto annichilì Del Piero e Amauri in Inter-Juventus 1-0, giocata lo scorso 22 novembre” (da allora, Matrix ha giocato soltanto una partita e mezzo, a sua volta annichilito dalla gomitata di Rosenberg, dal noto risentimento-stiramento e dagli articoli di “Calcio e Parole”, ndr.).

Mi consentite di avere un leggerissimo sentore di bufala? Chissà da dove proviene quella voce, con l’Inter in silenzio stampa. Ma siamo seri, bando alle conclusioni avventate! 🙂

Intanto, secondo qualcuno, Materazzi avrebbe ripreso a “parlare” 🙂 . Già,… sul blog 😦! Un messaggio vocale ai suoi fan? Macché ! Matrix ha semplicemente ripreso a scrivere 🙂, fedele all’adagio di quella vecchia canzone milanese: “Mi sont de quei che parlen no”  🙂 (io sono di quelli che non parlano). Colpisce che, di colpo, si sia fatto inspiegabilmente solerte nel mettere online i messaggi dei tifosi, inserendoli, per due giorni consecutivi, per ben due volte al giorno 🙂 (prima, campa cavallo…). A chi o a che cosa si deve questa solerzia? Forse a un provvidenziale consiglio dell’amico Stankovic?

“Vi avevo promesso che sarei tornato a scrivere alla fine del mercato”, scrive “il nostro”. Veramente, il 24 gennaio scorso la promessa era stata: “Tornerò a rispondere a tutti”. Al contrario, i sostenitori attendono tuttora che Matrix torni a rispondere alle email. Dall’estate scorsa!!! 😦 😦 😦

Ladycalcio attende di ammirare il perfetto stretching del “Guerriero”. Dopo giorni limitati alle immagini della Primavera nerazzurra :-(, martedì il canale tematico Inter Channel ha mostrato pochi minuti dell’allenamento della prima squadra – troppo pochi. A “far scudo” davanti alle telecamere a un imbronciato “Guerriero” impegnato in un arduo esercizio di allungamento, i compagni Maxwell e Cruz. Sul volto dell’argentino, colgo un sorriso divertito :-).

Torniamo all’indiscrezione sul derby, foriera di dubbi amletici. 1° perplessità. Mourinho, solito camuffare le sue scelte tattiche fino a poco prima della partita, si sarebbe lasciato andare a una simile confidenza? Lui, il grande stratega, avrebbe concesso  un vantaggio del genere al Milan? In ogni caso: da dove deriva la sicurezza “in esclusiva” di chi dà Matrix titolare pressoché certo contro il Milan? Dalla “dritta” di qualche “talpa” di spogliatoio? O forse, si tratta di un depistaggio strategico mirato ad Ancelotti?

2° perplessità. D’improvviso Mou preferirebbe un uomo appena rientrato, in evidente difficoltà nell’avvio di Lecce-Inter, alla supercollaudata, intoccabile  coppia Cordoba-Samuel?

3° perplessità. Pur considerando Samuel sarà reduce dall’impegno amichevole con la Nazionale argentina, non è proprio Mourinho ad affermare che un giocatore che lavora bene e fa vita da atleta non avrebbe bisogno di turnover (turnover oltretutto concesso a Samuel e Cordoba a Lecce, a vantaggio di Materazzi-Burdisso)? Mou, dunque, rivoluzionerebbe tutte le sue certezze proprio in occasione del derby, nel duello contro la scheggia Pato, l’inossidabile Pirlo, l’indomabile Beckham?

Se sì, a cosa imputare tale repentino rivoluzionamento ideologico? Alla corrente di origine polare che starebbe per invadere l’Italia? Al desiderio di dedicare un goal di Materazzi nel derby al fedelissimo Andrea Elefante?  :-)A un intervento d’autorità di Moratti in stile Berlusconi, per rialzare il morale in cantina del suo n° 23 (oltre che le sue quotazioni di mercato, attualmente in caduta libera?) All’ordine categorico di smentire l’ultimo post di Ladycalcio, che ipotizzava la coppia Cordoba-Samuel?

Povero Special One, che boccone amaro sarebbe per lui trovarsi condizionato nelle sue scelte da Moratti o da Calcio e Parole! Il blog piranha sta forse creando un “caso” politico?

Attendo i  vostri pareri…

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L’Inter espugna la città dell’uomo smascherato

Posted by ladycalcio su domenica, febbraio 8, 2009

Ci ho visto bene anche stavolta: terminato il mercato delle bufale, l’uomo smascherato è rimasto all’Inter. “Non ho mai avuto dubbi”, sostiene Materazzi sul suo blog. Se è per questo, nemmeno io.

Trascorso il tempo fisiologico di saldatura di una frattura allo zigomo, rieccolo in campo dopo 2 mesi d’assenza a incornare palloni e ad esibire il bel volto immacolato, senza neppure il segno della carezza della sonda operatoria. Per inciso, la cifra con tanti zeri ventilata da oltremanica è arrivata senza che “il nostro” dovesse neppure scomodarsi dalla panchina del Meazza, e cioè sotto forma di un lauto risarcimento da parte del Sun per le accuse infondate di razzismo legate al noto episodio di Zidane. Forse, il n° 23 nerazzurro ha un solo rimpianto: quello di non aver potuto scendere in campo con la mascherina da eroe. Anzi, due… ma del secondo parleremo dopo.

Chi scende in campo da 90 partite consecutive è l’inossidabile Capitan Zanetti, mentre Dejan Stankovic corona il traguardo dei 200 incontri mettendo a segno il 3° goal nerazzurro. In Lecce-Inter spiccano Figo, protagonista di una serata da campione, e Santon, autore del cross che il portoghese insacca con una pennellata di testa per il 2-0. 36 anni per lui, la metà per il giovane talento difensivo. “C’è tanto vento” si afferma durante la telecronaca su Sky. Purtroppo, c’è anche Tagliavento, che ammonisce per simulazione Ibra, falciato in area da Stendardo, anziché assegnare il rigore all’Inter. Se fosse toccato alla Roma, avremmo sentito il piagnisteo della Sig.ra Sensi da un capo all’altro della penisola. Tatticamente, spicca che la tripletta è opera di 3 punte: Ibrahimovic, Figo e Stankovic appunto. Ciò nonostante, dopo l’incontro terminato all’ora di cena, i tifosi interisti vanno a tavola già sazi: oltre che del risultato, degli altri goal mangiati dall’Inter.

Sul lato opposto del campo, la difesa nerazzurra balla più volte sulle incursioni di Tiribocchi, il Gattuso della situazione, e di Papa Waigo. Attenzione quindi a non illudersi del punteggio secco: il Lecce non vince in casa dal 28 settembre. La Juventus, reduce da un’imbarazzante vittoria sul Catania, si mantiene scandalosamente a – 7.

José Mourinho, inquadrato in panchina prima del fischio d’inizio, ride tantissimo. Troppo, per uno come lui. Quale preoccupazione ci nasconde? I torti arbitrali? Il derby? La sfida contro il Manchester? La gestione degli uomini?

I DIFENSORI DEL DIFENSORE

Torniamo al vertice sui senatori fra Mourinho e Moratti, ventilato durante il mercato di riparazione. La parola buona per Materazzi, fuori squadra da due mesi e in cima alla lista dei nomi da “sfoltire”, il Presidente deve averla “tuonata”. “Se non lo fanno giocare nemmeno a Lecce, dov’è nato ”, mi dicevo da almeno quindici giorni… “dove giocherà”? Eppure, le probabili formazioni prevedevano una coppia centrale con Chivu, Burdisso o Cordoba. Invece, riecco finalmente Matrix fra i convocati, con quello strano scherzo della grafica di Inter Channel che, solita proporre i convocati suddivisi per ruolo in ordine alfabetico, lo metteva invece all’ultimo posto in coda a Rivas e a Santon, quasi che il suo nome fosse stato aggiunto all’ultimo momento.

“Milano è lontana 1000 Km” dicono su Sky. Lo stesso si sperava di Ladycalcio, che aveva anche scommesso che Matrix, oltre alle solite interviste del post-partita, avrebbe “disertato” persino Wivi l’Inter (l’incontro con i club nerazzurri) nella sua regione d’origine. Come volevasi dimostrare, all’incontro di Tuturano (BR) sono intervenuti Toldo e Orlandoni, mentre il numero 23 nerazzurro, forse per un eccesso di prudenza, sembra guardar via persino dalle telecamere.

UN VERO AMICO

Se dovessi incontrarlo, gli stringerei la mano e gli chiederei scusa per averlo coinvolto così spesso nelle mie disquisizioni caustiche. Non ho nulla contro di lui; anzi, umanamente lo ammiro, non fosse altro che per la dedizione con cui non smette di perorare la causa di un amico. Sto parlando di Andrea Elefante, che ha per amico quell’ “elefante in una cristalleria” che si fa chiamare Matrix. Mi domando invece quanti, fra coloro che sono costretti a lavorare sotto la mia lente (Ufficio Stampa nerazzurro, staff medico, canale tematico, ecc.) non siano sul punto di invitare il centrale difensivo a cercarsi un parente più prossimo. Sta di fatto che, fallite le difese d’ufficio da parte dei parenti più o meno stretti, ora si punta sulla stampa e sull’etere.

Il coraggioso Andrea Elefante fa da apripista su Inter Channel . Si precisa che, per come è strutturato lo stadio “Via del Mare”, per raggiungere la postazione il giornalista-amico “ha dovuto inerpicarsi, fare un viaggio”, quando sarebbe bastato “ attraversare un vetro”. Non potendo attraversare il vetro, Elefante ci si arrampica.

Per giustificare i due mesi d’assenza di Materazzi dal campo, si parla di “scelta tattica”, di “responsabilizzazione del gruppo”, di un “giocatore prestigioso” che avrebbe accettato le scelte del mister “e oggi viene premiato, è la sua città”… ma è una gita-premio?

Così l’amico-tesoro commenta la stagione di Marco: “È stata una stagione sfortunata, nel senso che lui si è fatto male 2 volte (i 2 presunti stiramenti – nel pre-campionato e contro il Brema – e la presunta frattura allo zigomo farebbero 3, ndr), ha avuto problemi fisici 2 volte proprio nel momento in cui c’erano più problemi in difesa, per cui Mourinho poteva aver più bisogno di lui. Il fatto che comunque una volta che l’ecografia e la risonanza hanno dato esito positivo (negativo, ndr) gli sia stato chiesto di accelerare per il recupero mi fa pensare che appunto da un po’ Mourinho mediti di rimetterlo in campo (…). Mourinho, comunque, “ gli ha sempre fatto capire che aspettava di averlo nelle condizioni migliori per riproporlo”.

COME SI RIGIRA LA FRITTATA

Non me ne voglia il buon Andrea, ma non sarebbe stato proprio Mourinho, fino a pochi giorni fa, a voler cedere Matrix?Inoltre: lo stesso Elefante non aveva forse parlato di un “risentimento” e di uno stop precauzionale (che il caso ha voluto coincidesse con gli allenamenti in maschera di Matrix)? Ora si parlerebbe di un recupero accelerato? Se anche l’infortunio si fosse rivelato più serio, essendo Materazzi e Samuel tornati in gruppo da pochi giorni, non si potrebbe pensare che Mou abbia preferito “rischiare” Matrix e risparmiare Samuel (neppure convocato), in vista del derby e di InterManU? Aspettiamoci di tutto, anche di veder imputare la scelta all’ennesimo “risentimento” di Matrix, rialzatosi macilento dopo una caduta sulla schiena …

Con il senno del prima (a meno che non intervengano infortuni o situazioni d’emergenza), credo che rivedremo Materazzi tutt’al più a Bologna. Quanto sopra mi fa infatti ritenere che nel derby (per arginare le incursioni fulminee di Pato e le cannonate di Beckham) e contro il Manchester, Mourinho punti sulla collaudata coppia titolare Cordoba-Samuel. Il senno del poi, dunque, ci rivelerà se schierare Materazzi a Lecce sia stato veramente un gesto di fiducia da parte del mister – o piuttosto, un “contentino”.

METTETECI UNA PAROLA BUONA

Questa, forse, la parola d’ordine espressa dal patron nerazzurro in soccorso della sua bandiera? Fatto sta che Sky è insolitamente “complimentoso” verso Matrix: per 5-6 volte ne sottolinea la prestazione positiva. Troppe.

Certo, su Sky si ammette che Materazzi “deve prendere le misure, si vede che non gioca da 2 mesi”. Poi, Matrix entra in partita. Personalmente, lo preferivo nel ruolo assegnatogli da Mancini. Con Mourinho ha un po’ snaturato il suo gioco, non va più sull’uomo. Contro il Lecce, peraltro, l’arbitro gli abbuona l’entrataccia su Caserta.

I voti più alti in pagella arrivano dalla Gazzetta dello Sport (6,5)e dal Corriere della Sera (7) (guarda caso, dove lavorano gli autori della sua autobiografia). Elefante per questa giornata ha dato, e passa il testimone ad Alberto Cerruti: “Materazzi – Torna titolare due mesi dopo l’ultima partita a Brema, ma sembra che abbia sempre giocato. Ennesimo esempio di professionalità”, si legge sul foglio rosa.

Al di là delle esagerazioni, non smetto di sottolineare l’importanza di Matrix in campo, né di riconoscerne la prestanza atletica: supremazia nel gioco aereo, senso della posizione e, soprattutto, l’azione potente delle lunghe leve in corsa e in elevazione, davvero superlativa.

Il tiramisù mediatico affida il vecchio girarrosto sulla famiglia e sui bambini a Deki Stankovic, che vi coinvolge l’amico Marco grazie a una domanda preparata sul canale tematico. Dopo Lecce, per inciso, i milionari della pedata non convocati per le rispettive Nazionali godranno dell’ennesima due giorni di pacchia in pantofole, in cui sollazzarsi a tempo pieno con mogli e pargoli: e poi si lamentino, loro e certe consorti arricchite e fuori dal mondo, che manco sanno cosa voglia dire lavorare e fare sacrifici…

NOTE TECNICHE

Materazzi non dev’essere un cultore dello stretching, che pur preserva da stiramenti e risentimenti. Questa settimana, mi è parso un po’ svogliato, complice qualche leggera distrazione di Mou e dei preparatori atletici dell’Inter. Per l’allungamento del quadricipite femorale (muscolo anteriore della coscia), si regge alla spalla di un compagno, con il baricentro del corpo simile a quello della Torre di Pisa e il piede a mezzo metro dal gluteo; l’allungamento del soleo (muscolo posteriore della gamba, a livello del polpaccio) è appena accennato; nelle flessioni in avanti del busto, le ginocchia si piegano e la mano a toccare il piede opposto arriva a una ventina di cm da quest’ultimo; infine, l’allungamento in accosciata vede i glutei sollevati 1 km da terra. Colpa di qualche risentimento? Ora, qualche compagno sorriderà divertito. Ma statene certi: con una prodigiosa reazione d’orgoglio, sin da martedì Matrix tornerà impeccabile nell’esecuzione degli esercizi.

ROMANZO PSICOLOGICO

Il nostro “giallo”, insomma, si fa sempre più avvincente, arricchendosi via via di nuovi personaggi e di contorni degni di un romanzo psicologico di sicuro successo. Esiste una “Sindrome Ladycalcio”? Se sì, quanti individui ha già colpito, oltre a generare quel brivido freddo che percorre il metro e 93 di Matrix ogniqualvolta clicca su “Calcio e Parole”?

Ed eccoci al probabile 2° rimpianto dell’uomo smascherato: non poter tornare indietro. Sono convinta che se esistesse la macchina del tempo che gli consentisse di farlo, Matrix si presenterebbe a Ladycalcio sfoderandole la parte più sensibile e cavalleresca del suo cuore di guerriero. Al diavolo quei maldestri consiglieri tracotanti e forieri di tanta sventura: il ragazzone con il berretto n° 23 farebbe appello a tutta la sua dolcezza, già ostentata davanti alle telecamere verso i bambini bisognosi o alla presentazione dei World Summer Games per disabili intellettivi. Sciorinerebbe la profonda sensibilità di cui sono pervase certe lacrimevoli pagine della sua autobiografia. Ritroverebbe – non fosse altro che a comando – il bel sorriso di quando scalpitava felice al rientro dal dopo-Budapest.

Per come la vedo, meglio una presa di coscienza amara che un’illusione. Tuttavia, se almeno Matrix mi avesse  risparmiato quel modo di fare e quelle parole brutali, il destino lo avrebbe probabilmente ricambiato risparmiandogli, a sua volta, la necessità di allenarsi con la mascherina, la relativa lunga assenza e chissà quante altre tegole. Ladycalcio conserverebbe di lui uno splendido ricordo e oltre alle prestazioni, continuerebbe  ad elogiarne i brillanti recuperi dai malanni e le doti umane “nascoste”….

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Madama a – 7 nel campionato dei veleni

Posted by ladycalcio su lunedì, febbraio 2, 2009

L’Inter non riesce a matare il Toro, la Juve cade in casa contro il Cagliari e il Milan, grazie alla vittoria sulla Lazio, si porta a – 6 dalla capolista, riproponendosi come seconda forza del campionato. È proprio l’avvicendamento delle due inseguitrici il fatto saliente della 22° giornata, con i nerazzurri costretti al pareggio casalingo dopo giorni di calunnie e di veleni.

100 volte Ibracadabra”, recita uno striscione a San Siro. Ma il numero 8 nerazzurro resta a secco di goal. La sorpresa in nerazzurro è Maxwell schierato sulla fascia di centrocampo, con Santon difensore esterno: “Ieri San Giovanni, oggi Santon”, si legge su un altro striscione (riferito alla festa di San Giovanni Bosco del 31 gennaio, ndr.).

L’unico interista che riesce a infilare la rete avversaria è il jolly Burdisso. Per il resto, l’Inter si mangia tutto il mangiabile. Sereni, estremo difensore granata, para l’imparabile. È un classico dei portieri avversari: contro l’Inter, giocano regolarmente la partita della loro vita. Il forsennato assedio degli uomini di Mourinho, portato avanti nel nevischio del Meazza, resta ancora una volta sterile, alimentando le mie perplessità sulle troppe occasioni create ma non concretizzate dall’attacco (ahimè, altro classico di stagione) in vista dei prossimi impegni europei.

Sta di fatto che la truppa di Mourinho non spicca il volo. Ora, regna ancor più incertezza sull’avversaria numero uno da cui deve guardarsi. Molto più indietro, solito rigoretto alla Roma piagnona della Sig. ra Sensi, staccata di 13 lunghezze.

Saranno contenti quelli che, nel sacro timore che l’Inter si involi, si nascondono regolarmente dietro il pretesto di desiderare un campionato aperto. Per questa domenica, possono mettersi il cuore in pace. Ma cosa escogiteranno alla prossima occasione nel campionato dei veleni?

I toni del dopopartita bianconero, con Ranieri e Cobolli Gigli ai microfoni di Sky, sono sommessi. L’ho sempre sostenuto: per riabbassare la cresta, la Juve ha bisogno di bastonate. Speriamo che il verdetto di Calciopoli ne consegni una buona dose a Luciano Moggi, per ricordare allo smemorato popolo bianconero cos’abbia significato Moggiopoli per il calcio italiano. Tuttavia, il guaio dell’Italia pedatoria è che i misfatti passano velocemente nel dimenticatoio, mentre le calunnie – prime fra tutte quelle contro l’Inter –restano, a beneficio del gregge degli indottrinati.

Chi le crea gioca ad arte sul dovere di cronaca, in nome del quale i media si sentono in dovere/diritto di riproporre le fonti più assurde e calunniose. Non importa che poi si rivelino clamorose bufale: ciò che conta è che rimbalzino sui media, via etere e sulla Rete, per giungere sulla bocca del popolino becero.

Di questa risma, si arriva al punto che un tecnico debba render conto delle sue scelte tattiche alla Procura della Repubblica. Ma per una domenica, come dicevo, la sconfitta della Juve e la bianca nevicata ovattano le polemiche.

Sperando che il sale destinato alle strade di Milano non finisca di nuovo a Torino

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