CALCIO E PAROLE

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TESSERA DEL TIFOSO? RENDETECI PRIMA CONTO DI QUESTE VERGOGNE!

Posted by ladycalcio su domenica, settembre 12, 2010

“Si informano i sostenitori della squadra ospite Roma che su disposizione dell’Autorità di Pubblica Sicurezza, al termine della partita dovranno permanere nei propri settori e attenersi, all’uscita, alle indicazioni fornite dal personale di servizio”. Queste le parole risuonate allo Stadio Meazza di Milano in occasione della Supercoppa Italiana dello scorso 21 agosto, volte ad evitare scontri fra opposte tifoserie all’uscita dall’impianto.

Osservate la foto in alto a sinistra.  Sono le ore 23.00 ed è da poco terminata la premiazione dei giocatori dell’Inter. Il pubblico nerazzurro è ancora abbondantemente presente sugli spalti (l’immagine lo mostra al 1° Anello Arancio e in parte del 2° Anello Rosso), mentre quello di fede romanista, che avrebbe dovuto permanere nel Settore Blu riservatogli, è quasi completamente sfollato.  Come la mettiamo, cari Signori che ci prendete in giro con la Tessera del Tifoso?

Poco dopo, infatti, i romanisti (che avrebbero dovuto lasciare l’impianto molto dopo i sostenitori nerazzurri sotto la sorveglianza delle Forze dell’Ordine), li incontri a schiere fuori dal Meazza da cui stanno uscendo gli interisti, sul tram n° 16 che fa capolinea appena fuori dallo stadio, in metropolitana e per le strade limitrofe: potenzialmente, più che mai dopo la secca sconfitta della Roma, una situazione ad altissimo rischio di scontri. Non è che il gran finale di una serata che ha messo in luce a 360 gradi le lacune dei provvedimenti anti-violenza e l’inefficacia delle misure di sicurezza nei nostri impianti; una serata in cui, a dispetto di anni di legiferazione e restrizioni, di gabbie e di tornelli, di provvedimenti e di proclami, a San Siro è successo di tutto e di più. Ma andiamo con ordine.

Il pubblico esordisce accogliendo la Fanfara dei Carabinieri con una bordata di fischi e poco dopo, fischia anche sul minuto di silenzio in ricordo di Francesco Cossiga. No, non  si tratta di qualche fischio sparuto o localizzato fra i facinorosi, ma di fischi ben distinguibili, provenienti da tutti i settori dello stadio. Davanti a tale inciviltà, non c’è tessera che tenga.

In luogo della consueta coreografia, all’entrata in campo delle squadre la Curva Nord espone un enorme striscione di protesta contro la “Tessera del Tifoso”, che recita così: “Interisti, Società, Istituzioni: Scudetto, Coppa Italia e Coppa dei Campioni avrebbero meritato la coreografia più bella di sempre… il triste spettacolo di questa sera è il risultato del ricatto della Tessera del Tifoso, che ci toglie il diritto di essere normali tifosi e la voglia di festeggiare!!! Lo spettacolo del calcio non merita questo schifo. Curva Nord (in attesa di rispetto “degno” di normali LIBERI cittadini)”.

Al di là delle ragioni imputate agli Ultras per  tale presa di posizione, il principio non fa una grinza. Purtroppo, si tratta di una protesta sterile. L’unica protesta efficace contro ciò che mi permetto di definire una squallida forma di totalitarismo, sarebbe stata quella di non rinnovare in massa l’abbonamento e di disertare ripetutamente lo stadio e le trasferte. Insomma, quella di toccare le Società sugli introiti, unico “argomento” recepito da chi per anni ha tollerato – talvolta cullato – certe frange di facinorosi, per poi aderire candidamente al provvedimento di “schedatura” messo in atto da uno Stato allo sbando. Provvedimento che, oltre a complicare la vita alle persone per bene, rischia seriamente di  rendere gli stadi ancor più insicuri. Vediamo perché.

Intanto… ricordo male o la tanto strombazzata normativa da tempo in vigore dovrebbe prevedere la rimozione immediata degli striscioni offensivi, a sfondo etnico o razziale? “Taci PADANO, noi siamo Roma”, recita uno striscione romanista (vedi foto) che rimane esposto per tutta la partita.

Se sulla venialità della scritta si può discutere, non altrettanto dicasi dei ripetuti lanci in campo, da parte della tifoseria giallorossa, di monetine dal profilo limato, bottiglie, petardi e bengala (nelle foto), che mettono seriamente a repentaglio l’incolumità del portiere interista Julio Cesar.

Domanda: com’è stato possibile introdurre questo materiale nello stadio, tanto più che alla tifoseria ospite erano stati riservati tre specifici varchi d’ingresso provvisti di severi controlli? Delle due l’una: o i controlli hanno fatto clamorosamente acqua, oppure il materiale è stato introdotto preventivamente. Comunque la si voglia mettere, le misure di sicurezza hanno fatto pienamente cilecca.

Un bengala acceso cade fra gli spettatori del 1° Anello Blu. All’altoparlante si fa presente che i responsabili dei comportamenti in oggetto verranno individuati tramite il circuito di telecamere di sorveglianza dello stadio e perseguiti a norma di legge. Tuttavia, al contrario di ciò che accade all’estero, dove l’individuazione dei responsabili di simili gesti e l’intervento della Sicurezza sono immediati, i lanci di fumogeni e di bengala addirittura si infittiscono con il passare dei minuti, fino a costringere l’arbitro Bergonzi a sospendere l’incontro per circa 4′.

Arriviamo al dunque. Le telecamere dello Stadio Meazza sono davvero in funzione? Il dubbio mi sorse già nell’ottobre 2007, quando durante Milan-Empoli, il bar chiuso della torre II al 3° Anello Blu venne preso d’assalto da tifosi che “si servirono da soli senza passare alla cassa”, senza che apparentemente nessuno se ne accorgesse (vedi link sotto). Contattai AC Milan e lo Stadio Meazza. Chiesi spiegazioni e sollecitai pubblicamente una spiegazione sull’accaduto su questo blog. Nessuno si fece vivo. Se durante Inter-Roma le telecamere erano effettivamente in funzione e se davvero hanno ripreso i responsabili dei lanci di oggetti in campo: perché le immagini non vengono mostrate pubblicamente, come accade all’estero, per trasparenza e a mo’ di deterrente?

Per quale ragione, dopo l’accaduto, il Giudice Sportivo Gianpaolo Tosel si è limitato a comminare alla Società AS Roma un’ammenda di 20.000 Euro per responsabilità oggettiva senza squalificarne il campo? Sentite le motivazioni dell’ammenda nel dispositivo ufficiale: “Ammenda di € 20.000,00 : alla Soc. Roma per avere suoi sostenitori: 1) al 20° del primo ed al 19° del secondo tempo, lanciato numerose bottiglie in plastica nel settore occupato dalla tifoseria avversaria; 2)al 26° del secondo tempo, lanciato sul terreno di giuoco alcune bottiglie e alcuni bengala e fumogeni, determinando, per il venir meno delle condizioni di visibilità, l’interruzione della gara per circa quattro minuti; 3) al 19° del secondo tempo, lanciato nel settore avversario un petardo ad alto potenziale; entità della sanzione attenuata ex art. 14 comma 5 in relazione all’art. 13 comma 1 lettera b) CGS per avere la Società concretamente operato con le forze dell’ordine a fini preventivi e di vigilanza”. (Vorremmo tanto sapere come, dato che non ce ne siamo proprio accorti…)

INSOMMA: TELECAMERE E BIGLIETTI NOMINATIVI ALLA MANO, È STATO POSSIBILE INDIVIDUARE I TEPPISTI RESPONSABILI DI QUESTI COMPORTAMENTI, SI’ O NO? SI È PROVVEDUTO A FERMARLI E AD INIBIRE LORO L’ACCESSO AGLI STADI, OPPURE LI RIVEDREMO PROSIMAMENTE ALL’OPERA CON IN TASCA LA TESSERA DEL TIFOSO?

Questo è il punto, poiché se l’operazione di riconoscimento e di fermo non è riuscita nonostante le telecamere e il biglietto nominativo, non riuscirà certo grazie alla tessera del tifoso, con in tasca la quale, anzi, i teppisti non ancora schedati come tali – e dunque non condannati a Daspo (Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive)  – guadagneranno paradossalmente la patente di tifosi e il relativo “via libera” a fare danni nel proprio stadio e in trasferta.

Andiamo avanti. La voce all’altoparlante esorta a mantenere libere le scale. Chi frequenta lo Stadio Meazza sa benissimo che al 2° Anello Verde “non esistono” scale, e nemmeno posti nominativi o posti seduti. Ma soprattutto, non esistono steward. Un argomento su cui si glissa regolarmente. Per quale motivo?

Quello delle gradinate ostruite è un tasto dolente in numerosi settori dell’impianto. Ladycalcio aveva già pubblicato delle eloquenti foto in occasione dell’incontro di TIM Cup Inter-Fiorentina dello scorso 3 febbraio, dopo che il pubblico del 2° Anello Arancio (prezzo di allora: 5 Euro) si era riversato al 1° Anello Arancio (prezzi a partire da 10 Euro), accomodandosi sulle scale per tutta la durata del 1° tempo (vedi link sotto).

A chi spetta mantenere l’ordine all’interno stadio? Per quanto possa sembrare assurdo, agli steward. Ne osservo  attentamente la popolazione: la maggioranza di quelli nostrani non ha più vent’anni ed è in netta crescita il numero degli immigrati di colore che mi danno l’impressione di “arrotondare” il mensile, sempre che il mensile ci sia…

I “boss” con la pettorina se la tirano in tribuna rossa, a bordocampo, al parterre… tanto che se solo guardi due volte al di là degli alberelli che separano il parterre rosso da quello VIP, subito ti richiamano per timore che uno sguardo troppo intenso  consumi  il volto noto che hai scorto al di là: “Signora, (Signorina, prego, ndr), da questa parte, prego…”. Piuttosto: perché non inviare questi zelanti volonterosi di protagonismo a farsi le ossa in Curva Nord, là dove nessuno osa, magari accompagnati da quegli  “sceriffi” con la radio che si aggirano a bordocampo come i personaggi di un film poliziesco?

E all’esterno?

Il Prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, vanta due “fiori all’occhiello”: la dichiarazione secondo cui in Lombardia non esisterebbe la Mafia (resa nientemeno che  davanti alla Commissione Parlamentare Antimafia) e la decisione di inibire Inter-Juventus di Tim Cup del 28 gennaio scorso alla tifoseria ospite e ai “non schedati”, per l’incapacità di garantire l’ordine pubblico in presenza dei quattro gatti che si recano ad assistere a una semifinale d’andata di Coppa Italia.

Su scala nazionale, la televisione ci ha ripetutamente mostrato sconvolgenti immagini di Forze dell’Ordine in balia di gruppi ultras violenti: ambulanze prese d’assalto, auto della Polizia zigzaganti nel bel mezzo di una sassaiola, per non parlare del tragico errore che portò all’uccisione del tifoso laziale Gabriele Sandri in un autogrill nei pressi di Arezzo.

Che dire dei vertici? L’Osservatorio  Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, organismo a perfetta immagine dell’Italietta  dei palliativi, vieta l’accesso agli stadi come si vieta l’uso dell’auto  per combattere l’inquinamento atmosferico.  Dulcis in fundo, il Ministero degli Interni di uno Stato impotente e incapace di debellare la violenza partorisce la tessera dell’ipocrisia e della “schedatura” di regime.  Raccontarlo agli stranieri fa arrossire.

L’incontro di Supercoppa Italiana, più che mai se “corredato” dalle altre inefficienze documentate da questo blog, è un preoccupante spaccato del fallimento delle misure di sicurezza nei nostri stadi. La tessera magnetica, dal canto suo, costituisce un provvedimento di facciata di stampo nazionalpopolare dietro il quale  camuffare goffamente la mancata applicazione della normativa vigente, la precarietà dei controlli fuori dagli stadi, la disorganizzazione al loro interno, l’assenza degli addetti alla sicurezza nei settori caldi della tifoseria, l’inadeguatezza del personale di servizio e, non da ultimo, l’inattendibilità delle nostre Istituzioni.

Scordiamoci che gli 80.000 “schedati” presenti in uno stadio siano altrettanti candidi angioletti. Tra i possessori della famigerata tessera si nasconderanno infatti tutti i facinorosi finora sfuggiti alle telecamere degli stadi, ai controlli ai cancelli, alla Polizia durante gli scontri, ecc: tutti costoro, manco a dirlo, figureranno bellamente come incensurati. Se è vero che i motivi ostativi al rilascio della Tessera del Tifoso sono un provvedimento di Daspo in corso e una condanna per reati da stadio negli ultimi 5 anni, nessuno ci assicura che, scontata la pena e scoccato l’ultimo secondo del 5° anno, i soggetti riabilitati non si rivelino recidivi – eventualità tutt’altro che remota. Se davvero esiste chi introduce impunemente del materiale pericoloso prima degli incontri, la tessera non gli impedirà di continuare a farlo. Né impedirà ai suoi possessori, una volta entrati nello stadio, di occupare un numero di posto diverso da quello loro assegnato, e via dicendo.

La Tessera del Tifoso non soltanto non renderà gli stadi più sicuri, ma nel panorama di precarietà sopra illustrato, RISCHIERA’ ADDIRITTURA DI PRODURRE UN DEVASTANTE EFFETTO BOOMERANG. Infatti, se fino alla scorsa stagione l’afflusso di pubblico ai match potenzialmente a rischio era limitato dalle restrizioni di accesso agli stadi e dai divieti di trasferta, d’ora in poi, la patente magnetica di tifoso che dà diritto di accedere agli stadi anche in caso di limitazioni darà via libera a una marea di frequentatori degli spalti tanto eterogenea quanto dubbia, e come tale, sempre meno controllabile. Un bel paradosso rispetto al fine primo della tessera!

Ladycalcio e i suoi collaboratori in incognita sono presenti sul territorio per sbugiardare chi, come avviene di regola dopo gli inutili blocchi del traffico, si prodigherà a raccontarci che, grazie all’introduzione della Tessera del Tifoso, negli stadi si respira un’aria migliore.

Fino al prossimo disastro annunciato.

Link:

Scale invase in Inter-Fiorentina del 3.2.10:

https://calcioparole.wordpress.com/2010/04/16/tessera/

Bar 3° Anello Blu preso d’assalto nell’ottobre 2007:

https://calcioparole.wordpress.com/2007/10/25/al-meazza-il-bar-e-gratis/#more-51

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15 Risposte to “TESSERA DEL TIFOSO? RENDETECI PRIMA CONTO DI QUESTE VERGOGNE!”

  1. Luca said

    Purtroppo è difficile rendere credibile un provvedimento che, in sé non è totalmente negativo, quando a monte ci sono incongruenze ispirate se non dal legislatore, comunque dagli organi governativi che dovrebbero essere preposti a sorvegliare comportamenti illeciti.

    Ecco allora che viene alla mente il decreto spalmadebiti, confezionato in fretta e furia per consentire alla Lazio di non fallire, o alle eccezioni giuridiche ispirate al cosiddetto ordine pubblico, che sembra valere solo per alcune società, sempre le solite. Così come, più o meno, sono le solite tifoserie che in trasferta smontano treni e sfasciano carrozze, depredano gli autogrill e insultano Carabinieri e Forze dell’Ordine, uscendone sempre impunite.
    Dunque non illudiamoci che un pezzo di carta, tutto a un tratto, consegni la patente dell’educazione, del rispetto e del senso civico, a chi questi termini non li ha neppure mai sentiti pronunciare.

  2. The Night Rider said

    Sono già loro delle vergogne viventi, prima ancora delle loro azioni. Come volete che ne rispondano?

  3. Lancillotto said

    Chissà che fastidio darà questo articolo, come sempre talmente ben costruito e ragionato, reso incontestabile dalle le prove fotografiche. Avanti così, sguinzaglia per San Siro (e non solo) i tuoi anonimi collaboratori e continua a fornirci la verità sulle menzogne che questi bugiardi e incapaci si illudono di raccontarci!

  4. Voyager said

    E al prossimo disastro annunciato cosa ci diranno? Che Viterbese-Forlimpopoli di Coppa del Nonno è una partita ad alto rischio? Che di nuovo vige il divieto di trasferta per la nostra tifoseria? Che siamo inibiti a entrare allo stadio se non siamo biondi con gli occhi azzurri?

  5. Serpiko said

    Se si condannano i tifosi a Daspo ecc, sarebbe altrettanto giusto chiedere la testa di chi ha permesso l’uscita dei tifosi romanisti prima del tempo in barba alla normativa vigente e di chi ai cancelli non è stato in grado di individuare quel materiale pericoloso. LORO NON PAGANO MAI?

  6. Brillantina Linetti said

    Yul Brinner è impegnatissimo a non farti fotografare le squadre schierate prima del calcio d’inizio dalla balconata della tribuna rossa, perché per una frazione di secondo potresti disturbare la vista a Paperon de’ Paperoni che si è appena accomodato in tribuna…. chi se ne frega se in Inter-Fiorentina di Coppa Italia sulla tribuna opposta le scale restano intasate d’intrusi per tutto il primo tempo?

  7. Anna said

    È l’Italia. Non va così solo negli stadi. Pensiamo alla donna che alla festa del PD ha tirato un fumogeno in testa a Bonanni. È stata denunciata a piede libero ed è ancora in giro. Magari con un altro fumogeno pronto in tasca per il prossimo politico.

  8. Jack lo Squartatore said

    Li hanno individuati e fermati sì o no? Evidentemente no, anche perché altrimenti avrebbero già dovuto fermare e inibire metà della Curva della Roma, dell’Atalanta, del Brescia, ecc. Come al solito è una questione di indulgenza “politica”. Fa comodo prendere il provvedimento-urto di chiudere tutta la Curva Nord di Milano per uno striscione offensivo, ma i veri “facinorosi” non si toccano. Forse fanno troppa paura anche alle istituzioni, che preferiscono nascondersi dietro a un inutile tesserino

  9. Luisito27 said

    E sì che le bottiglie sono belle ingombranti… è un bel nasconderle, e soprattutto, è un bel non trovarle ai cancelli!

  10. Rossonero Forever said

    Concordo con l’idea di disertare gli stadi unendosi fra tifosi di diverse fedi. Non andiamo più alle partite e tocchiamoli sui soldi e vedrete che di colpo faranno il voltafaccia anche sulla tessera. Sempre che dopo quello che hai pubblicato la faccia ce l’abbiano ancora.

  11. Antonello Giallorosso said

    La Roma ha tantissimi sostenitori tranquilli e a posto, che vanno allo stadio con tutta la famiglia per godersi la partita senza mai sognarsi di far casino. Purtroppo fanno notizia quelli che tirano le bottiglie in campo, ma vi assicuro che anche fra di noi c’è tantissima gente per bene che non merita questa pubblicità.

  12. Popoff said

    Dopo questa “brillante” prestazione, propongo di destituire Lombardi, Tosel e il responsabile degli steward.

  13. Lapidario said

    BUFFONI TUTTI QUANTI!

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