CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

Archive for marzo 2018

DON ANTONIO MAZZI: PAROLACCIA AI MILANISTI IN DIRETTA SU INTER TV

Posted by ladycalcio su sabato, marzo 10, 2018

D’accordo essere un prete di strada, ma quando ti trovi alla serata di gala per i 110 anni di FC Internazionale intervistato in diretta su Inter TV dalla bella e distinta Francesca Migliavacca, il senso della situazione (e prima ancora la buona educazione, la sportività e il fatto di essere un sacerdote di Sancta Romana Ecclesia), dovrebbero suggerirti di non sbracare.

Non la pensa evidentemente così Don Antonio Mazzi, supertifoso nerazzurro che ieri sera, ospite della megafesta nerazzurra all’Hangar Pirelli di Milano Bicocca, ha esclamato al microfono: “(…) Purtroppo nella mia comunità al Parco Lambro son tutti MILANISTI STR***I, capito, comunque … e quindi c’è la battaglia ogni volta”.

Pressoché taciuto, l’episodio non poteva non essere ripreso da questo blog, sempre attento alle storture passate sotto silenzio.

La brutta figura, ovviamente, non la fa l’Inter, e nemmeno Inter TV che gli ha porto il microfono. La fa tutta intera lui, il “recidivo” Don.

Di seguito, un paio di altri scivoloni verbali del sacerdote tratti da YouTube.

https://www.youtube.com/watch?v=9tkc9UfOrn8

https://www.youtube.com/watch?v=0t3eF9Had6c

 

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FUNERALI ASTORI: NON SOSPESO LO SCIOPERO

Posted by ladycalcio su giovedì, marzo 8, 2018

Decesso in seguito a “bradiaritmia”. In parole semplici, il cuore ha rallentato fino a fermarsi. Questo l’esito dell’autopsia di due giorni fa sul corpo di Davide Astori, il Capitano dei Viola deceduto nel sonno prima di Udinese-Fiorentina. Gli esiti delle più approfondite analisi attualmente in corso saranno disponibili – chissà se resi noti – fra due mesi, quando l’emozione per l’accaduto sarà scemata e l’attenzione di tutti sarà concentrata sul finale del campionato, sulle prossime regine europee e sugli imminenti Mondiali.

Ospite su Sky, la Dott.ssa Daniela Aschieri, cardiologa di Piacenza specializzata in morti cardiache improvvise, ha affermato che esistono patologie genetiche, come la displasia aritmogena del ventricolo destro, che per i limiti della scienza possono non venir identificate neppure con i controlli più sofisticati offerti dalla medicina (prova da sforzo, ecocardiografia, risonanza magnetica del cuore, ecc.), né darebbero segnali premonitori.  Il primo “segno” della patologia sopra citata, sarebbe… l’arresto cardiaco

Nel seguente articolo su liberoquotidiano.it, Melania Rizzoli, Deputato della Repubblica Italiana e medico, sostiene invece che “è molto raro che un cuore si arresti improvvisamente senza dare alcun segno premonitore”.

http://bit.ly/2D8dwJn

In attesa che i luminari della medicina si mettano d’accordo, e soprattutto che ci diano delle risposte (e qui la vedo dura), ritorno sull’assurdità del rinvio dell’intera giornata di campionato di domenica scorsa, rincarando la dose rispetto a quanto già espresso. http://bit.ly/2I18Qc2

Lo faccio a tinte un po’ forti; chi legge questo blog sa che va sempre in direzione contraria al “gregge”, senza peli sulla lingua.

La sospensione del campionato, con tutto il dolore che possiamo provare per la morte di Astori e la partecipazione che sentiamo di dovere ai suoi familiari e compagni di squadra, ha messo in luce un’assoluta distorsione dei valori umani.

Proviamo a immaginare se al posto del povero Davide fosse morto un giocatore non titolare, un massaggiatore, un magazziniere, l’autista del pullman di una qualsiasi squadra di Serie A, un semplice tifoso. Avrebbero fermato tutto il campionato? Certamente no.

Domanda: la vita del Capitano della Fiorentina vale più di quella di un autista, di un magazziniere o di un tifoso? Nooooooooooo, con infinite “o”.

Nel post precedente avevo parlato del mancato rispetto verso i tifosi in viaggio da lontano, oltre che verso le loro vicende personali; avevo addotto l’esempio del Festival di Sanremo 1987, proseguito nonostante l’annuncio della morte di Claudio Villa in diretta dal palco del Teatro Ariston.

“Devi essere pronto ad accettare anche il rovescio della medaglia del mondo dorato in cui vivi”, ha scritto il lettore Diossina. “Hai scritto tante volte che i tifosi “sono l’ultima ruota del carro”. Ne abbiamo avuta l’ennesima conferma”, gli ha fatto eco Joe88.

Mettiti il cuore in pace, tu che mi stai leggendo. Per te – e per chi scrive – nessuno sarebbe disposto a fermare neppure il tramvai milanese dell’ATM diretto alla “sabbiera” 😦  . Dunque, mi sento di darti un consiglio spassionato: “Non darti pena di affrontare disagi e lunghi viaggi per sostenere alcuna squadra: agli occhi dei burattinai del calcio, le tue fatiche e le tue vicende di cuore valgono meno di zero”.

A proposito di viaggi e di disagi: lo sciopero dell’8 marzo, quello no, non è stato sospeso (e questo sì che sarebbe stato un bel gesto!), impedendo a numerosi tifosi di recarsi a Firenze per dare l’ultimo saluto al loro beniamino (la delegazione di FC Internazionale si è recata a Firenze con un treno charter, come volevasi dimostrare).

Né la megafesta organizzata per domani dal colosso Suning per il 110° compleanno dell’Inter si terrà in tono minore perché alcuni nerazzurri erano legati da amicizia con Astori.

No ragazzi, credo davvero che ci sarebbero stati infiniti modi migliori di onorare Davide. Certamente meno facili.

Chiudo con un emblematico episodio lontano nel tempo raccontatomi in questi giorni, che per ragioni anagrafiche non ho vissuto. Siamo nel marzo 1957 e il pilota della Ferrari Eugenio Castellotti, fidanzato con la showgirl Delia Scala, muore in un tragico incidente a Modena. Delia, seppur straziata dal dolore, decide di interpretare ugualmente la commedia musicale “Buonanotte Bettina”. Si aprono le quinte e l’esile 26enne appare sulla scena in braccio a Walter Chiari.

Che lezione, signori uomini!

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MUORE ASTORI, IL CALCIO ITALIANO SI FERMA

Posted by ladycalcio su domenica, marzo 4, 2018

Stasera avremmo dovuto commentare insieme il derby di Milano       http://bit.ly/2oORer3 , ma purtroppo, questa domenica i campi di calcio italiani sono rimasti vuoti. La notte scorsa la morte si è portata via Davide Astori, Capitano della Fiorentina trovato senza vita nel letto dell’albergo di Udine in cui alloggiava con la squadra, in procinto di affrontare l’Udinese.

La prima diagnosi parla di arresto cardiaco a soli 31 anni, che lascia nella disperazione i genitori, la sua compagna e una bimba di due anni, ai quali va tutto l’affetto di chi scrive.

Quella di Davide Astori è l’ultima di una lunga lista di giovani vite di calciatori stroncate da malori improvvisi: Renato Curi, Piermario Morosini, Antonio Puerta… né sarà purtroppo l’ultimo caso.

Tuttavia, una cosa è il dolore, un’altra il rinvio dell’intera giornata di campionato.

Credo che la decisione di rinviare sia stata giusta perché il calcio che io penso e voglio è un calcio di valori, di ideali e di condivisione di emozioni. Di rispetto non solo dell’atleta”, ha dichiarato in una conferenza stampa il Presidente del CONI e commissario straordinario della Lega di Serie A Giovanni Malagò.

Una decisione che ad esclusione dell’incontro di Udine mi permetto di non condividere assolutamente. Giocare sarebbe stato “una sorta di picchetto d’onore” per Davide, come l’ha definito Marocchi su Sky. Insomma, sarebbe stato onorare il ragazzo scomparso. Certo sarebbe stato più difficile, ma nella storia dello sport gli esempi di coraggio e forza d’animo non mancano di certo: il primo che mi viene in mente è quello di Lampard, sceso in campo subito dopo la morte della madre.

D’accordo, molti calciatori di altre squadre erano emotivamente coinvolti nella perdita di un amico. Ma più probabilmente, Malagò ha voluto ostentare un’immagine umana del calcio italiano che evitasse alla Lega di sentirsi rimproverare che il calcio stesso ha perso ogni umanità e ruota unicamente attorno ai soldi.

Riflettiamo un attimo e convinciamoci che, al di là del dolore immenso per la perdita di una giovane vita, rimandare il derby di Milano piuttosto che Chievo-Sassuolo non ha senso, più che mai per rispetto ai tifosi in viaggio da lontano.

Quanto al coinvolgimento dei colleghi di Astori, l’esempio-principe del motto “The show must go on”, caposaldo del mondo dello spettacolo, è il Festival di Sanremo del 1987, durante il quale Pippo Baudo diede in diretta l’annuncio della morte di Claudio Villa, che di quel palco era stato fra i maggiori protagonisti. Immaginate il dolore e la forza d’animo dei colleghi e amici del cantante scomparso che dovettero esibirsi subito dopo? Fra loro Romina Power in stato di gravidanza: una bella lezione!

Ma torniamo al calcio. Malagò ha parlato di “rispetto non solo per l’atleta”.  Eppure, il giorno successivo agli attentati dell’11 settembre 2011, che causarono la morte di quasi 3.000 persone, le partite di Champions League vennero regolarmente disputate.

E allora, come la mettiamo?

“Rispetto non solo per l’atleta” significa anche e soprattutto rispetto per i tifosi, ma nel bombardamento dei commenti televisivi di oggi, non ho sentito nessuno esprimere questo concetto. Nessuno che si mettesse nei panni dei gruppi di tifosi in viaggio, ad esempio, da Bari a Milano per assistere a Milan-Inter.

Magari, al contrario dei calciatori milionari, da disoccupati o dopo aver faticosamente risparmiato i soldi del viaggio. Magari dopo aver sognato a lungo quella trasferta. Magari giungendo a Milano prima di aver appreso la notizia, dopo aver sfidato il maltempo e i disservizi degli italici trasporti. Nel numero, per qualcuno quella trasferta poteva essere intesa come una “medicina” contro un lutto, una separazione o un grande dolore.

Ma di tutto questo, ai superpagati calciatori non gliene frega nulla, tantomeno alle Società, salvo lanciare accorati appelli ai tifosi quando servono per far cassa o per sostenere la squadra.

Alla faccia dei “valori”, della “condivisione delle emozioni” e del “rispetto” di cui parla Malagò.

 

La foto è tratta dal Sito Ufficiale della Fiorentina

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