CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

Archive for the ‘Milan’ Category

MILAN-INTER, LA “VENDETTA” DELLA GIORNATA ANNULLATA

Posted by ladycalcio su giovedì, aprile 5, 2018

Si erano fermati per il lutto di Davide Astori ed è arrivato quello di Ray Wilkins.

Avevano rinviato il derby in un giorno di sole e ieri sera hanno giocato sotto il diluvio.

L’Inter si era avvalsa del vantaggio di poter recuperare la carta vincente Icardi reduce da un infortunio e la carta vincente si è vista annullare uno splendido goal dalla VAR per la beffa di mezzo “scarpino” 🙂 al di là della linea del fuorigioco, per di più ciccando fior di occasioni nel prosieguo dell’incontro.

Per le due contendenti il risultato è un doppio zero, nel punteggio e nelle posizioni di classifica.

Forse, anche il destino ha voluto dire la sua sull’assurdo annullamento della giornata di campionato del 4 marzo scorso.

https://bit.ly/2I18Qc2

https://bit.ly/2ElBqSr

Ma dagli eroi di cartone del calcio, aspettiamoci uno zero tondo anche nella lettura degli eventi.

 

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DON ANTONIO MAZZI: PAROLACCIA AI MILANISTI IN DIRETTA SU INTER TV

Posted by ladycalcio su sabato, marzo 10, 2018

D’accordo essere un prete di strada, ma quando ti trovi alla serata di gala per i 110 anni di FC Internazionale intervistato in diretta su Inter TV dalla bella e distinta Francesca Migliavacca, il senso della situazione (e prima ancora la buona educazione, la sportività e il fatto di essere un sacerdote di Sancta Romana Ecclesia), dovrebbero suggerirti di non sbracare.

Non la pensa evidentemente così Don Antonio Mazzi, supertifoso nerazzurro che ieri sera, ospite della megafesta nerazzurra all’Hangar Pirelli di Milano Bicocca, ha esclamato al microfono: “(…) Purtroppo nella mia comunità al Parco Lambro son tutti MILANISTI STR***I, capito, comunque … e quindi c’è la battaglia ogni volta”.

Pressoché taciuto, l’episodio non poteva non essere ripreso da questo blog, sempre attento alle storture passate sotto silenzio.

La brutta figura, ovviamente, non la fa l’Inter, e nemmeno Inter TV che gli ha porto il microfono. La fa tutta intera lui, il “recidivo” Don.

Di seguito, un paio di altri scivoloni verbali del sacerdote tratti da YouTube.

https://www.youtube.com/watch?v=9tkc9UfOrn8

https://www.youtube.com/watch?v=0t3eF9Had6c

 

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MUORE ASTORI, IL CALCIO ITALIANO SI FERMA

Posted by ladycalcio su domenica, marzo 4, 2018

Stasera avremmo dovuto commentare insieme il derby di Milano       http://bit.ly/2oORer3 , ma purtroppo, questa domenica i campi di calcio italiani sono rimasti vuoti. La notte scorsa la morte si è portata via Davide Astori, Capitano della Fiorentina trovato senza vita nel letto dell’albergo di Udine in cui alloggiava con la squadra, in procinto di affrontare l’Udinese.

La prima diagnosi parla di arresto cardiaco a soli 31 anni, che lascia nella disperazione i genitori, la sua compagna e una bimba di due anni, ai quali va tutto l’affetto di chi scrive.

Quella di Davide Astori è l’ultima di una lunga lista di giovani vite di calciatori stroncate da malori improvvisi: Renato Curi, Piermario Morosini, Antonio Puerta… né sarà purtroppo l’ultimo caso.

Tuttavia, una cosa è il dolore, un’altra il rinvio dell’intera giornata di campionato.

Credo che la decisione di rinviare sia stata giusta perché il calcio che io penso e voglio è un calcio di valori, di ideali e di condivisione di emozioni. Di rispetto non solo dell’atleta”, ha dichiarato in una conferenza stampa il Presidente del CONI e commissario straordinario della Lega di Serie A Giovanni Malagò.

Una decisione che ad esclusione dell’incontro di Udine mi permetto di non condividere assolutamente. Giocare sarebbe stato “una sorta di picchetto d’onore” per Davide, come l’ha definito Marocchi su Sky. Insomma, sarebbe stato onorare il ragazzo scomparso. Certo sarebbe stato più difficile, ma nella storia dello sport gli esempi di coraggio e forza d’animo non mancano di certo: il primo che mi viene in mente è quello di Lampard, sceso in campo subito dopo la morte della madre.

D’accordo, molti calciatori di altre squadre erano emotivamente coinvolti nella perdita di un amico. Ma più probabilmente, Malagò ha voluto ostentare un’immagine umana del calcio italiano che evitasse alla Lega di sentirsi rimproverare che il calcio stesso ha perso ogni umanità e ruota unicamente attorno ai soldi.

Riflettiamo un attimo e convinciamoci che, al di là del dolore immenso per la perdita di una giovane vita, rimandare il derby di Milano piuttosto che Chievo-Sassuolo non ha senso, più che mai per rispetto ai tifosi in viaggio da lontano.

Quanto al coinvolgimento dei colleghi di Astori, l’esempio-principe del motto “The show must go on”, caposaldo del mondo dello spettacolo, è il Festival di Sanremo del 1987, durante il quale Pippo Baudo diede in diretta l’annuncio della morte di Claudio Villa, che di quel palco era stato fra i maggiori protagonisti. Immaginate il dolore e la forza d’animo dei colleghi e amici del cantante scomparso che dovettero esibirsi subito dopo? Fra loro Romina Power in stato di gravidanza: una bella lezione!

Ma torniamo al calcio. Malagò ha parlato di “rispetto non solo per l’atleta”.  Eppure, il giorno successivo agli attentati dell’11 settembre 2011, che causarono la morte di quasi 3.000 persone, le partite di Champions League vennero regolarmente disputate.

E allora, come la mettiamo?

“Rispetto non solo per l’atleta” significa anche e soprattutto rispetto per i tifosi, ma nel bombardamento dei commenti televisivi di oggi, non ho sentito nessuno esprimere questo concetto. Nessuno che si mettesse nei panni dei gruppi di tifosi in viaggio, ad esempio, da Bari a Milano per assistere a Milan-Inter.

Magari, al contrario dei calciatori milionari, da disoccupati o dopo aver faticosamente risparmiato i soldi del viaggio. Magari dopo aver sognato a lungo quella trasferta. Magari giungendo a Milano prima di aver appreso la notizia, dopo aver sfidato il maltempo e i disservizi degli italici trasporti. Nel numero, per qualcuno quella trasferta poteva essere intesa come una “medicina” contro un lutto, una separazione o un grande dolore.

Ma di tutto questo, ai superpagati calciatori non gliene frega nulla, tantomeno alle Società, salvo lanciare accorati appelli ai tifosi quando servono per far cassa o per sostenere la squadra.

Alla faccia dei “valori”, della “condivisione delle emozioni” e del “rispetto” di cui parla Malagò.

 

La foto è tratta dal Sito Ufficiale della Fiorentina

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MILANO VERSO IL DERBY DELLA CRISI

Posted by ladycalcio su mercoledì, febbraio 28, 2018

È un derby in sordina quello che andrà in scena domenica sera allo Stadio Meazza – perlomeno sulla carta: quarta in classifica l’Inter a 51 punti e settimo il Milan a 44, le milanesi sono staccate rispettivamente di 18 e 25 punti dalla capolista Napoli e di 4 punti in meno dall’imprendibile Juventus.

Non c’è battage o febbre della stracittadina che tenga: per nerazzurri e rossoneri sono tempi di mediocrità e di sconvolgimento dei valori del calcio, oltre che di sconfitte assurde. Il Milan ha subito tre goal a Verona e due in casa dall’Atalanta, l’Inter ha perso 1-3 in casa con l’Udinese e ha rimediato due imbarazzanti sconfitte a Sassuolo e a Genova, per non parlare della serie di pareggi e di rimonte subite.

Su entrambe le sponde del Naviglio mancano le star, manca una figura identificativa dei rispettivi colori, manca soprattutto un gioco. In palio c’è il treno di terza classe per un posto in Champions League, senza che nessuna delle due contendenti lo meriti, né sia in grado di rappresentare degnamente il calcio italiano in una competizione europea.

È il derby degli occhi a mandorla che mirano al business del calcio, delle mancate promesse, delle seconde e terze schiere, della Milano della crisi economica vendutasi al sol levante.

È il derby della crisi, che tanto fa rimpiangere il glorioso passato meneghino.

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SE NE VA ANCHE ANGELILLO

Posted by ladycalcio su domenica, gennaio 7, 2018

Il 2018 si è già portato via un grande del passato: Antonio Valentin Angelillo, goleador di Inter, Roma e Milan e recordman di goal segnati nella Serie A a 18 squadre (con 33 reti).

L'”angelo dalla faccia sporca” se n’era andato il 5 gennaio all’età di 80 anni, ma la famiglia aveva mantenuto riservata la notizia del suo decesso.

Sul sito di gazzetta.it potrete ammirare alcuni dei suoi goal più belli:

http://bit.ly/2D6O2Ot

Ciao campione!

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È UN MILAN DA CIRCO QUAGLIARULO

Posted by ladycalcio su lunedì, dicembre 4, 2017

Se la regia di Benevento-Milan fosse stata affidata al Circo Quagliarulo, non avrebbe potuto essere più clownesca.

Ma quando il destino ci si mette, non c’è trama costruita che tenga, meno che mai quando con il destino si è in debito. L’esordio di “Ringhio” Gattuso sulla panca rossonera fa gridare “clamoroso al Vigorito!”: il Benevento Calcio conquista il suo primo punto in Serie A all’ultimo minuto di recupero (95’), grazie al 2-2 di testa dell’estremo difensore Brignoli.

Non con l’inzuccata sapiente del goleador, ma con il tuffo d’istinto di un semisconosciuto portiere che ha ammesso: “Sono andato a saltare e ho chiuso gli occhi”. Non per nulla gli antichi la chiamavano Maleventum, terra di streghe e di magia (su quanto siano rare le reti dei portieri non su calcio piazzato vi consiglio questo post http://bit.ly/2jdTtCj )

“Era meglio una coltellata di questo goal”, confessa Ringhio a Sky.

Il copione rocambolesco si completa con il rosso a Romagnoli, la giornataccia rossonera con il Diavolo che finisce a -18 dall’Inter capolista, vittoriosa per 5-0 sul Chievo. Dalla seconda campagna acquisti più ricca della storia ci si sarebbe aspettati qualcosina in più.

Via Montella, ora gli improvvisati di casa Milan sono tre: l’AD Fassone (ex-DS dei cugini; per intenderci, quello del mancato scambio Guarin-Vucinic al ristorante I Quattro Mori 🙂 ), il DS Massimiliano Mirabelli (ex-osservatore nerazzurro) e il povero Gattuso, che rischia di bruciarsi su una panca bollente.

Questo il curriculum del tecnico chiamato a rilanciare il Milan:

Palermo (esonerato dopo 6 giornate), OFI Creta, Grecia (dimissionario dopo 7 giornate, reintegrato dopo un giorno, al capolinea dopo due mesi), Pisa, Lega Pro (dimissionario dopo meno di un anno, ritorna a un mese di distanza ma lascia la panchina a fine stagione), Milan Primavera (dal luglio 2017).

Ma che più preoccupa i milanisti è il guazzabuglio societario, Yonghong Li in testa. Un’autorevole inchiesta del New York Times sul padrone cinese del Milan – ripresa dalla Gazzetta dello Sport  http://bit.ly/2ioPylS – nega che Li sia una figura di spicco nel settore minerario, e addirittura, che sia il proprietario della “più grande miniera di fosforo cinese” indicata come il suo massimo asset. Questa apparterrebbe alla società Guangdong Lion Asset Management, che ha cambiato quattro proprietari in due anni.

Per un attimo, voltiamoci indietro di 10 stagioni e ritorniamo al “grande Milan” berlusconiano “più forte dell’invidia, più forte dell’ingiustizia e più forte della sfortuna”.

Questo blog l’aveva visto alla frutta già prima della notte di Istanbul 2007 http://bit.ly/1vEgjQk con buona pace del censuratore Collovati http://bit.ly/1DAV3m0   http://bit.ly/1xvwRx7

Bocche cucite sui media, mentre Ladycalcio, fra le nebbie del passato e del futuro, intravede il fantasma di Giussy Farina: e se all’orizzonte si profilasse la terza retrocessione?

Chi vivrà vedrà, ma intanto, il destino che Pippo Inzaghi aveva forzato con un “colpo di mano” nella finale di Atene 2007 si vendica prendendo a calci i rossoneri, se è vero che l’unico Milan vincente è l’interista Skriniar 🙂 .

E a commentare il disastro tocca all’opinionista Massimo Ambrosini, quello de “Lo scudetto mettilo nel…”

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“DELBY” DI MILANO

Posted by ladycalcio su domenica, aprile 16, 2017

È il primo derby cinese, il primo derby alle 12.30, una fine migliore non poteva esserci” 😦 , esordisce quel fulgido esempio di imparzialità di Cristiana Buonamano a SkySport 24.

Per i tifosi dell’Inter magari no”, tenta di correggere il tiro il collega Luca Tommassini. “ForsePER LORO’ 😦 un po’ meno”, si tradisce definitivamente la Buonamano.

Il “delby” “milanese” fra  Zhang Jindong e Yonghong Li  si gioca all’ora di pranzo del sabato santo (!)per permetterne la visione … in Cina. Tempi bui.

È il primo senza Moratti e Berlusconi e vede quell’altro fenomeno di Orsato protrarre a sua discrezione l’incontro fino al 97’ (!), minuto del 2-2 del Milan.

Una bruttissima sorpresa nell’uovo Pasqua dell’Inter, che seppur confezionato da uno dei peggiori fischietti italici, non può far perdere di vista i difetti cronici della squadra di Pioli: l’immancabile calo psicofisico al quarto d’ora del secondo tempo, l’incapacità di chiudere le partite a suon di occasioni divorate, la vulnerabilità sulle palle inattive, gli errori individuali a go go, le ingenuità da oratorio tipo le ammonizioni di Candreva (per essersi tolto la maglia dopo il goal) e Handanovic (per perdita di tempo).

La squadra di Montella, con tutti i suoi problemi, è opportunista e marpiona, l’Inter di Pioli è incompiuta e immatura.

Andiamo a casa con la testa bassa, come se avessimo perso questa partita, perché non si possono prendere dei goal così”, dichiara Mauro Icardi a Inter Channel.

Nel complesso, un derby “cinese” anche nel valore di quanto ci ha offerto, già lontano mille miglia dalla tradizione meneghina.

Quasi quasi ci tocca rimpiangere il gesto dell’ombrello di Moratti in tribuna e le discese in elicottero del Berlusca.

Che tristezza.

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MONTELLA-PIOLI 2-2 NEL DERBY DELLA MADONNINA

Posted by ladycalcio su domenica, novembre 20, 2016

derby-candreva

Dal Sito: inter.it

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MILANO: SALE LA FEBBRE DELLA FINALE

Posted by ladycalcio su venerdì, maggio 27, 2016

 

 

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Il capoluogo lombardo è in fibrillazione. Sale la febbre della Champions e la città è tutta nel segno della Finale di domani sera fra Real e Atletico Madrid.

Ladycalcio ha fatto un giro per voi fra via Dante e Piazza Duomo e vi propone l’atmosfera della grande attesa.

Via Dante, a partire dall’imbocco da Piazza Cairoli, è una passerella di gigantografie, bandiere e  sfondi bizzarri per immortalarsi nel calcio virtuale: dalla bandierina del corner di un improbabile Stadio Meazza alla scenografia blu ufficiale della Galleria Vittorio Emanuele, dall’altrettanto improbabile rete di San Siro alle formazioni delle due contendenti con il classico “buco” al posto della faccia di un giocatore nel quale inserire il proprio volto per “far parte della formazione”. Puoi scegliere se farti immortalare con la sciarpa dell’una o dell’altra squadra, con il pallone o con una coppa dalle grandi orecchie di gomma. Insomma, di tutto e di più; il tutto mescolato ai caffè, ai ritrattisti e ai vu cumprà di rito che cercano di venderti gli immancabili libri e rivistini.

Sulla passerella di erba sintetica sono disposti i loghi delle squadre vincitrici del torneo, mentre gli stendardi in alto raffigurano i capitani storici delle formazioni vincitrici mentre alzano la coppa.

Due piccole mostre all’aperto ripercorrono i successi delle squadre milanesi nella competizione con in sottofondo il sonoro dei canti delle rispettive Curve: entrando nel tunnel dell’Inter ti trovi a tu per tu con Mourinho e con un Milito festante dopo la finale del 22 maggio 2010, passando per i successi della Grande Inter di Helenio Herrera; quello rossonero spazia da un giovanissimo Gianni Rivera alle vittorie del Milan berlusconiano, con il doveroso omaggio a Cesare Maldini.

In altre due “gallerie” sono in mostra rispettivamente le foto di Real e Atletico e quelle delle formazioni femminili di Wolfsburg e Lione che si sono sfidate ieri a Reggio Emilia con la vittoria delle francesi.

La coppa vera – perlomeno, secondo la versione ufficiale – si trova qualche centinaio di metri più in là in Piazza Duomo sotto una grande calotta con le stelle che simula il pallone del torneo, con appassionati di tutte le etnie e di tutte le età in fila per farsi immortalare vicino ad essa sullo sfondo della cattedrale meneghina. La posa è gratuita, ma lo scatto deve rigorosamente avvenire dal cellulare istituzionale dell’Organizzazione, né mi è chiaro dove finirebbe la mia immagine, di chi sarebbe di proprietà e come potrebbe essere utilizzata.

Piazza del Duomo è trasformata nella fiera dei miracoli, nella quale spicca l’Uefa Champions League Superstore. Sul lato dell’Arengario (quello opposto alla Galleria Vittorio Emanuele) troneggia il grande palco, mentre sul lato Galleria si trova la “Play Station”, corredata da un piccolo museo in cui sono esposte, fra l’altro, le maglie autografate di Messi e Cristiano Ronaldo, le scarpe autografate calzate da Milito a Madrid (saranno davvero quelle?) e un pallone con gli autografi dei giocatori del Bayern protagonisti della Finale di Londra 2013. Sempre presso la Play Station viene offerta l’ennesima opportunità di un “selfie” – si fa per dire, dato che viene scattato ancora una volta dall’Organizzazione – dopo il quale ti trasformano in figurina autoadesiva tipo Panini da incollare sull’apposito album, distribuito in tutto il settore da graziose hostess insieme a un giornalino della Champions. No, grazie.

Pochi metri più in là, un coiffeur specializzato sponsorizzato da una nota carta di credito invita a provare un look da campione. C’è la fila. Ma non soltanto di tifosi scatenati. Non manca qualche insospettabile signore anziano!

Le biciclette del Comune di Milano sono parcheggiate su un tappeto sponsorizzato Champions League, come sponsorizzati sono i tram che sfilano oltre l’area pedonale invasa da musica assordante e addirittura i tandem, con i cerchioni delle ruote stilizzati a forma di palloni da calcio.

Completano la fiera dei miracoli l’ennesimo sfondo farlocco per farsi fotografare seduti in panchina, due enormi barili di una nota birra e un gettonatissimo pallone ufficiale di taglia XXL davanti al quale scattarsi un selfie a pochi metri dal Duomo.

Fra sacro e profano, pochissime le persone in fila davanti alla Porta Santa del Giubileo. È il segno dei tempi.

 

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ORA LO RIMPIANGONO PURE…

Posted by ladycalcio su sabato, aprile 30, 2016

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(Da Sky Sport 24)

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