CALCIO E PAROLE

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Archive for novembre 2015

STRAGE DI PARIGI: IL MONDO CHIEDE GIUSTIZIA

Posted by ladycalcio su sabato, novembre 14, 2015

Giustizia

 

 

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COSì NON “VALE”

Posted by ladycalcio su martedì, novembre 10, 2015

Rossi-Marquez

Lorenzo esulta

Domenica a Valencia ha perso il motociclismo, anche se a Valentino “dispiace di più perché ho perso io”. “Un biscottone da calcio ma di basso livello”, come “nel nostro sport non l’avevamo mai visto”: così il pilota di Tavullia ha definito la vittoria del compagno di scuderia Jorge Lorenzo nel Motomondiale 2015.

Non si erano neppure mai visti piedi sporgere dalla pedana e far rotolare a terra moto e piloti avversari – aggiungiamo – con tutti i rischi del caso.

Non mi addentro in analisi tecniche, nelle quali si sono già prodotti (con esiti contraddittori) i maggiori esperti di motorismo, né intendo prendere posizione su presunti torti e ragioni. Dico semplicemente che dopo il fattaccio della Malesia (Valentino che assesta un calcetto a Marquez e lo fa cadere), anche se avesse vinto Rossi, avrebbe comunque vinto l’anti-sport. Insulti, provocazioni, spintoni, inimicizie e rancori a lungo covati che esplodono a oltre 300 km/h: possiamo ancora parlare di sport?

Peccato davvero. Stiamo parlando di ottimi piloti e di un fuoriclasse indiscusso ancora in sella a 36 anni, che avremmo voluto vedere giocarsela secondo i valori sportivi e secondo il vecchio auspicio “che vinca il migliore”.

Qualcuno ha definito l’ultimo posto inflitto a Rossi sulla griglia di partenza un “golpe” per spodestare dal trono il sovrano delle due ruote, altri replicano che Vale si è spodestato da sé cedendo alle provocazioni, sintomo dell’aver perduto la freddezza che l’aveva sempre contraddistinto come immenso campione. Questione di punti di vista, così come per la questione dei “gregari” in stile ciclistico.

Ci siamo scandalizzati per il campanilismo con cui i piloti spagnoli della Honda Marquez e Pedrosa hanno “scortato” Lorenzo (su Yamaha) verso la conquista del Mondiale. “Si sono visti dei piloti aiutare gli altri ma almeno erano compagni di squadra – ha detto Valentino nel dopogara – non sapevo che questo fosse un campionato del mondo a squadre”. Ma sforziamoci di essere sinceri: capovolgiamo la situazione e immaginiamo che un “patto di non aggressione” fra italiani avesse portato alla vittoria il nostro Valentino. Saremmo qui tutti – tifosi, addetti ai lavori e media – a celebrare un trionfo tutto italiano contro la Spagna. O mi sbaglio?

Del presunto “biscottone” sta parlando il mondo intero: ma è un mondo che in virtù dei soldi, degli interessi e dell’arrivare a tutti i costi se ne infischia ormai persino degli scandali – e li dimentica presto (oggi è già la volta delle accuse di doping alla Russia).

Chi non dimenticherà è Valentino, che a Lorenzo l’ha giurata, e qualcosa ci dice che il neocampione del mondo non la passerà liscia. Ma questo non è più sport.

“Nel calcio vince chi la mette dentro- scrivevo nel maggio 2007 in occasione del goal di mano di Pippo Inzaghi contro il Liverpool ad Atene – non importa se di piede, di braccio pieno o di mano”  http://bit.ly/1xvwRx7 ; nel motociclismo, evidentemente, vince chi taglia per primo il traguardo – non importa, a questo punto, se a calci e spintoni.

Agli annali rimarrà la vittoria di Lorenzo nel Motomondiale 2015, quinto titolo mondiale in carriera. Per quello che (non) “Vale”.

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KLOPP CONTRO MOU: “NORMAL ONE” BATTE “SPECIAL ONE” 3-1

Posted by ladycalcio su domenica, novembre 1, 2015

Klopp batte Mou sito LFC

Liverpool esulta

Durante la conferenza stampa di presentazione di una ventina di giorni fa si era definito “The Normal One”, respingendo il paragone con José Mourinho.

Ma il vero biglietto da visita Jürgen Klopp l’ha calato ieri all’ora di pranzo, prendendosi il lusso di suonarle 3-1 al Chelsea dello “Special One” a Stamford Bridge. Una “massive victory”, per dirla con la stampa inglese, giocata su un calcio “heavy metal” – parole di Klopp – e sull’interdizione del possesso palla agli avversari.

Una vittoria scaturita da due magistrali reti dell’ex-nerazzurro Coutinho e da un goal di Christian Benteke, la carta vincente inserita nel 2° tempo al posto di Milner per rivitalizzare l’attacco. “One of the top managers”: così Mou aveva definito Klopp alla vigilia del big match di Premier League.

Carattere istrionico, sin dalla sua presentazione il tecnico tedesco si era conquistato il favore e la simpatia del pubblico, entrando nel cuore dei tifosi e facendo dimenticare il suo predecessore Brendan Rogers. E mentre fuori dalla Pinetina qualche interista ibernato ancora attende che Mou si degni di fermarsi per una foto e un autografo, i selfie dei tifosi dei “Reds” con Klopp hanno fatto in poche ore il giro della rete.

“Klopp” richiama non soltanto foneticamente la “Kop”, la curva del Liverpool; a Londra, la tifoseria si è schierata con il tecnico e con la squadra sotto di 1-0, incitandola e dandole la carica per la rimonta e la successiva vittoria.

Insomma, ad Anfield Road si ricomincia a respirare quello che gli inglesi chiamano “feel-good factor”. Ma guai a parlare di titolo, come ha fatto ieri un giornalista durante la conferenza stampa del postpartita: “Speravo di aver capito male la domanda”, ha glissato Klopp l’istrione.

Oltre che sul gioco, l’ex-tecnico del Borussia Dortmund deve ancora lavorare sul carattere della squadra, sulla coesione e sulla motivazione.
Che a lui l’X-Factor da coesione non faccia difetto, l’ha dimostrato dopo la vittoria contro il Bournemouth della scorsa settimana citando ogni singolo giocatore per nome.

Non gli manca neppure l’appeal mediatico, se è vero che in Germania il suo volto è stato scritturato per le pubblicità più disparate: dal rasoio elettrico alle automobili, dalla colla per carta da parati alle banche.

Parla speditamente inglese con la stessa concitata dizione con cui parla tedesco. Né se la prende perché i media inglesi, per motivi di grafica, scrivono il suo nome di battesimo – Jürgen – senza la dieresi. Più che alle regole della metafonesi, la sua attenzione è rivolta ai rinforzi per la prossima campagna acquisti. Già corre voce di un suo interessamento per Neven Subotic, difensore serbo del Borussia Dortmund.

E mentre “The Normal One”- con o senza dieresi – è il primo allenatore del Liverpool dopo la leggenda Bob Paisley (1974) a non perdere nessuno dei primi 5 incontri d’esordio sulla panchina dei “Reds”, il sedicente “Special One” José Mourinho, dopo la 9^ sconfitta stagionale, si trova a un passo dall’esonero. 😆

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