CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

Archive for marzo 2012

LADYCALCIO RINGRAZIATA E RETWITTATA DA SPORT BILD!

Posted by ladycalcio su giovedì, marzo 29, 2012


“È ufficiale: Ranieri non è più l’allenatore dell’Inter. Gli succede Stramaccioni. Grazie a @ladycalcio”

“Prima della presentazione di Stramaccioni: Mario Balotelli ha raggiunto il centro d’allenamento dell’Inter di Appiano Gentile su una Ferrari”.

Prima un ringraziamento, poi un retweet (non l’unico) da parte della rivista sportiva tedesca Sport Bild (edita dal colosso Axel Springer Verlag), a cui Ladycalcio, con altrettanti tweet in tedesco, aveva prima confermato l’ufficialità della notizia di Andrea Stramaccioni alla guida dell’Inter, poi comunicato la visita di Supermario alla Pinetina.

Un altrio fiore all’occhiello per il piccolo blog “Calcio e Parole“! Con una tiratura di poco meno di 500.000 copie settimanali, Sport Bild è la rivista sportiva più venduta in Europa. Dall’istituzione del prestigioso premio giornalistico biennale Herbert Award (2005), assegnato in base ai voti degli atleti d’élite e delle squadre dei campionati tedeschi nelle diverse discipline,  si è sempre aggiudicata il primo premio nella categoria “miglior rivista sportiva“.

Dankeschön an Sport Bild! 🙂

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INTER: CAMBIO DELLA GUARDIA ANNUNCIATO

Posted by ladycalcio su martedì, marzo 27, 2012




Il divorzio dell’Inter da Claudio Ranieri era ormai nell’aria. Un comunicato emesso in serata dalla Società ringrazia il tecnico romano per il lavoro svolto e annuncia Andrea Stramaccioni, fresco vincitore delle Next Generation Series, quale suo successore.

(Le foto sono tratte da inter.it)

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“GRANDE INTER”: PASSAGGIO DI TESTIMONE ALLA PRIMAVERA

Posted by ladycalcio su lunedì, marzo 26, 2012


La vittoria europea della Primavera dell’Inter, che battendo a Londra l’Ajax ai calci di rigore ha conquistato la Next Generation Series, ha tutto il sapore di un passaggio di testimone fra l’ex-squadrone Campione d’Europa 2010, sconfitto 2-0 dalla Juve, e i nerazzurri di domani di Mister Stramaccioni.  È questo l’aspetto positivo che può consolare gli interisti in apertura di una settimana  destinata ad essere caratterizzata da nuove polemiche e dall’incertezza sul futuro di Ranieri.

Analizzare tecnicamente la prestazione della prima squadra a Torino equivarrebbe a ripetersi all’infinito.  Alla constatazione dell’ennesimo cedimento fisico dopo un primo tempo combattuto, c’è poco da aggiungere, se non che il derby d’Italia di stasera riapre il campionato della Juve da una parte e segna irrimediabilmente il fallimento della stagione dell’Inter dall’altra.

Dopo il goal dell’uomo-match Caseres, riecco infatti l’Inter allo sbando. Un’Inter in cui, come si dice nel calcio, “saltano tutti gli schemi”. E forse, non soltanto sul terreno di gioco. Un appunto sulle sostituzioni di Ranieri nel 2° tempo: non ho capito per quale ragione abbia tolto Obi (autore di un buon lavoro a centrocampo) e Poli (che effettuava la marcatura a uomo su Pirlo) lasciando in campo l’inconcludente Forlan.  Mi auguro soltanto che si sia trattato di una scelta tecnica, seppur opinabile, e non di un “collante” per saldare il “caso” della scorsa settimana…  In merito, Ranieri ci dovrebbe una spiegazione un po’ più articolata rispetto all’accenno alla stanchezza di Poli fatto su Sky…

Del Piero segna il suo 9° goal contro gli storici rivali e suggella la vittoria della Juve sul campo. Ma come non citare la sconfitta della civiltà sul minuto di silenzio per Michele Silvestri, il sergente italiano morto in Afghanistan, guastato da cori volgari contro gli interisti?

(La foto è tratta da inter.it)

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Caso Materazzi: la sindrome compartimentale acuta in parole semplici

Posted by ladycalcio su mercoledì, marzo 21, 2012

 

Il Prof. Benazzo – dicevamo pochi giorni fa -, interrogato nel giugno scorso da Inter Channel sui capolavori chirurgici compiuti sui campioni nerazzurri, tace inspiegabilmente sul suo presunto fiore all’occhiello: aver risolto a Materazzi (nell’agosto 2007) una sindrome compartimentale acuta in atto da oltre mezza giornata – con tanto di scoppio di un vaso -, “per via endoscopica e con un’incisione di soli 2 cm”, risparmiando all’eroe di Berlino la cruenta fasciotomia d’urgenza e mettendolo in condizioni di ricominciare a correre a soli 25 giorni dall’intervento. Tutto questo, con una fantasmagorica tecnica di cui non ho trovato traccia sulla faccia del pianeta e sulla quale anche la Direzione Generale, Sanitaria e Scientifica del San Matteo tacciono imbarazzate.

https://calcioparole.wordpress.com/2011/05/10/lettera-aperta-al-prof-francesco-benazzo-direttore-della-clinica-ortopedica-e-traumatologica-dell%E2%80%99universita-di-pavia-fondazione-irccs-policlinico-san-matteo/

Data la tecnicità dell’argomento, in molti mi avete chiesto di riproporre quanto già scritto in parole semplici. Eccovi accontentati!

Il bollettino medico ufficiale sullo strano incidente di Matrix a Budapest (22 agosto ’07), parla di sindrome compartimentale acuta, di un“ematoma lungo dalla radice della coscia fino al ginocchio e del diametro di 10 cm”, di un ematoma tolto “senza ampie incisioni chirurgiche, diminuendo la pressione all’interno della coscia in modo da evitare la necrosi muscolare”. Le parole del Prof. Benazzo, autore del (presunto) intervento: “ Abbiamo optato per un intervento di aspirazione per via endoscopica e sotto controllo ecografico per lo svuotamento dell’ematoma con un’incisione di 2 cm e trasformato il versamento in un trauma contusivo”.

Cari lettori, in questa storia non mi torna nulla. Vediamo perché.

UN PO’ DI ANATOMIA SEMPLIFICATA

I gruppi muscolari del nostro corpo sono alloggiati in spazi anatomici chiusi (detti “compartimenti” o “logge” muscolari). Essi sono rivestiti da una sorta di guaina di tessuto connettivo anelastica e, pertanto,  pressoché inestensibile. I tessuti muscolari all’interno dei “compartimenti” ricevono nutrimento e ossigeno tramite il sangue.

TRAUMA ED EMORRAGIA

Se a causa di un forte trauma si verifica un’emorragia all’interno della loggia – nel caso di Materazzi si parlò addirittura dello scoppio di un vaso – essendo la loggia stessa “chiusa” e la sua guaina di rivestimento inestensibile, l’accumulo di sangue e il crescente gonfiore del muscolo leso al suo interno causano un forte aumento di pressione (pressione intracompartimentale) ai danni dei tessuti circostanti (muscoli, vasi sanguigni, capillari, nervi, tendini, ecc).

COS’È UNA SINDROME COMPARTIMENTALE ACUTA

In brevissimo tempo, tutte queste delicate strutture subiscono una crescente compressione. I vasi sanguigni, sempre più congestionati, riescono a far affluire sempre meno sangue e ossigeno ai tessuti.   Questi ultimi, non più sufficientemente riforniti del sangue e dell’ossigeno di cui necessitano per rimanere vivi, entrano rapidamente in sofferenza  e in “asfissia”. In breve tempo, muoiono. In assenza di un intervento tempestivo,  la pressione sempre più forte esercitata dall’accumulo di sangue sui tessuti racchiusi nella loggia, provoca danni irreversibili: la prolungata compressione dei nervi conduce l’arto alla paralisi, il mancato afflusso di sangue porta alla morte dei tessuti (necrosi). Più passa il tempo, più il paziente rischia deficit funzionali irreversibili.

In parole povere, lo sviluppo di una sindrome compartimentale acuta implica una serrata lotta contro il tempo per ripristinare l’afflusso di sangue ai tessuti che “stanno morendo” e che, nel giro di poche ore soltanto, espongono il paziente al rischio di amputazione.

LA FASCIOTOMIA D’URGENZA

Le speranze di un buon recupero funzionale sono legate alla fasciotomia d’urgenza. In parole semplici, si tratta di un intervento chirurgico che ha lo scopo di diminuire la pressione che schiaccia e soffoca i nervi e i vasi sanguigni all’interno del compartimento, per far nuovamente circolare il sangue nell’arto infortunato e decomprimere le delicate strutture al suo interno.

La fasciotomia si effettua incidendo la fascia connettivale (la guaina che avvolge i muscoli) per tutta la sua lunghezza (diversi cm). Perlomeno, fino all’exploit del Prof. Benazzo, questa mi risultava essere l’unica tecnica in grado di garantire la sufficiente decompressione del compartimento, un’adeguata ispezione della muscolatura e l’immediata rimozione dei tessuti già in preda alla necrosi, per scongiurare gravissime infezioni. Per non parlare della ricostruzione degli eventuali vasi sanguigni “scoppiati”….

Aggiungo che il terribile gonfiore dell’arto colpito da sindrome compartimentale acuta rende spesso impossibile (o controindicata) la chiusura della ferita subito dopo l’operazione. La ferita  viene allora “lasciata aperta” e suturata qualche giorno dopo nel corso di un successivo intervento chirurgico, in cui il chirurgo ha modo di ricontrollare le condizioni dei delicati tessuti di cui abbiamo parlato.

Questo, per farvi capire che la sindrome compartimentale acuta non è una semplice raccolta di liquido incapsulato (alla stregua di una vescica o di una borsite) risolvibile aspirando il liquido o il versamento. È una patologia d’urgenza, implicante modificazioni gravissime e irreversibili a carico di tutte le strutture dell’arto colpito.

IL CASO DI MATERAZZI

Rinnovo la  premessa già fatta a suo tempo:  il mio discorso è improntato unicamente alla tecnica chirurgica grazie alla quale sarebbe possibile risolvere il caso-tipo in questione così come ce lo raccontarono le fonti ufficiali e i mass media, ed esula da qualsiasi risvolto personale o privato sul (presunto) paziente Materazzi.

Per Materazzi, dicevamo, si parlò di un ematoma di 600 cc delle dimensioni di 10 x 40 cm, lungo dalla radice della coscia al ginocchio, che avrebbe compresso anche un’arteria. Si parlò di una gamba “che si gonfiava minuto per minuto”, “dura come il legno e gonfia come un pallone; così gonfia che non si vedeva neanche più il ginocchio” e dello scoppio” di un vaso.

Vi invito a riflettere per un istante e a immaginare le conseguenze di un simile drammatico quadro clinico all’interno di una gamba: 600 cc di sangue che dalla sera precedente (!) hanno invaso (e rischiato seriamente di infettare) le strutture all’interno della loggia, una coscia durissima, di dimensioni abnormi, totalmente congestionata al suo interno, con nervi compressi da mezza giornata… Eppure, nonostante il tempo intercorso fra l’incidente di gioco (le 21.15 circa) e il presunto intervento chirurgico (la tarda mattinata del giorno successivo!), il luminare Prof. Francesco Benazzo afferma di aver risolto questo quadro clinico d’emergenza con un “intervento d’aspirazione per via endoscopica sotto controllo ecografico con un’incisione di soli 2 cm”, trasformando il versamento in un trauma contusivo”.

Il tutto dopo che il paziente, nelle condizioni sopra descritte, era stato imbarcato sull’aereo per Malpensa, con buona pace dell’elevatissimo rischio di embolia. Dobbiamo proprio crederci?

LA MIA LETTERA APERTA AL PROF. BENAZZO

Per venire a  capo dell’enigma, nella mia lettera aperta avevo posto al Professore alcuni quesiti molto tecnici.  Semplificati ai minimi termini, essi suonano pressappoco così:

–          Stante quanto sopra, come poté decomprimere una gamba “dura come il legno e gonfia come un pallone” con un semplice intervento di aspirazione, con un’incisione di soli 2 cm e, peraltro, richiudendo immediatamente la ferita?

–          Come e che cosa sarebbe stato possibile “aspirare” da un arto così tumefatto e indurito?

–          Come gli fu possibile valutare le condizioni di una regione muscolare così vasta come quella della loggia anteriore della coscia- sottoposta a pressione intracompartimentale abnorme da oltre mezza giornata -, ovviare agli immaginabili ingenti danni causati ai tessuti da ore e ore di crescente compressione, rimuovere i tessuti già “morti”, ricostruire un “vaso scoppiato” causa di un ematoma di 600 cc (!)… con un’incisione di soli 2 cm?

–          Come poté – bibbidi-bobbidi-bu – ridurre la durata di un intervento tanto complesso e delicato a circa un’ora e consentire al paziente di lasciare l’ospedale soltanto 2 giorni dopo, muovendosi agevolmente, con l’arto già perfettamente sgonfio al punto da poter indossare disinvoltamente i jeans?

Per tutte le altre macroscopiche contraddizioni del caso, vi rimando all’ormai mitico  post “Perché non credo più alla sindrome compartimentale di Materazzi”, linkato in calce.

Le domande di cui sopra, esigono delle risposte. È una questione di principio, di decoro, di trasparenza, di deontologia, di rispetto per chi soffre, di pari opportunità. Se l’uomo della strada venisse ricoverato al Policlinico S. Matteo di Pavia in preda a una sindrome compartimentale acuta rimediata mezza giornata prima e caratterizzata da un vaso scoppiato, da un versamento di 600 cc e con una gamba nelle drammatiche condizioni sopra descritte, fruirebbe dello stesso innovativo trattamento riservato a Materazzi? Ne dubito.

Il Prof. Francesco Benazzo (Direttore della Clinica Ortopedica e Traumatologica dell’Università di Pavia, Fondazione IRRCCS Policlinico San Matteo) tace, così  come i Professori  Pietro Caltagirone (Direttore Generale Fondazione IRCSS Policlinico S. Matteo Pavia), Marco Bosio (Direttore Sanitario) e Remigio Moratti (Direttore Scientifico)

Non mi scompongo, cari lettori. Se Benazzo e i suoi Superiori non hanno risposto ai  miei interrogativi, dovrà rispondere qualcun altro.

L’articolo sull’intervista al Prof. Benazzo del giugno scorso:

https://calcioparole.wordpress.com/2012/03/10/i-patemi-danimo-del-professor-francesco-benazzo/

Com’è nato il tutto:

https://calcioparole.wordpress.com/2008/11/24/perche-non-credo-piu-alla-sindrome-compartimentale-di-materazzi/

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Statua Zidane-Materazzi: avevo già dato la notizia il 24 febbraio!

Posted by ladycalcio su domenica, marzo 18, 2012

Il piccolo blog “Calcio e Parole” ha bruciato ancora una volta sul tempo i colossi dell’informazione – e con che distacco! – , confermandosi  più che mai “sul pezzo” quando si tratta di Marcone Materazzi.

Mi riferisco alla notizia della statua in bronzo esposta alla David Zwirner Gallery di New York, che immortala Zidane mentre incorna Matrix,  riportata dai media nazionali … martedì 13 marzo 😯 .

Ebbene: Ladycalcio aveva già dato tale notizia lo scorso 24 febbraio, dopo averla appresa da fonte privilegiata 😉 , precedendo di ben 19 giorni colossi come Sky, Mediaset, la Gazzetta dello Sport, nonché  i siti, gli aggregatori  e i quotidiani italiani e stranieri che vanno per la maggiore.  Peraltro, illustrando la mostra e i significati delle opere espostevi più dettagliatamente di quanto non abbiano fatto i  “grandi calibri”.

Guardate le date per credere. E non da ultimo, comparate i contenuti.  Di seguito, vi ripropongo il link al mio post e quelli relativi ad alcuni “big” che hanno inserito nell’attualità una notizia quanto mai  stagionata. Si tratta, ovviamente, di un piccolo campione.  Fra i ritardatari, per colmo di ironia, anche un sito chiamato “Notizie Fresche” 😆 Infine, potete leggere due miei commenti al ritardo sportivamente pubblicati da “Il Messaggero”  e da “GQ” online.

Avanti, piccolo pestifero blog! 😆

Il mio post del 24 febbraio 2012:

https://calcioparole.wordpress.com/2012/02/24/la-craniata-di-zidane-diventa-arte/

Il Messaggero, con mio commento (13 marzo 2012):

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=185613&sez=STORIE

Sky.it (13 marzo 2012):

http://m.sky.it/sport/calcio_italiano/2012/03/13/adel_abdessemed_zidane_mostra_arte

Sportmediaset (13 marzo 2012):

http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/calcioestero/articoli/78624/lincornata-di-zidane-diventa-statua.shtml

Gazzetta.it (13 marzo 2012):

http://www.gazzetta.it/foto_del_giorno/home/2012/03/13/matrixzizou.shtml

LaStampa.it (13 marzo 2012):

http://multimedia.lastampa.it/multimedia/sport/lstp/126277/

GQitalia.it, con mio commento (13 marzo 2012)

http://www.gqitalia.it/sport/articles/2012/3/la-testata-di-zidane-a-materazzi-diventa-una-statua-esposta-alla-galleria-david-zwirner-di-new-york

Corrierenazionale.it (13 marzo 2012)

http://www.corrierenazionale.it/sport/calcio/2012/03/13/news/53054-La-testata-di-Zidane-a-Materazzi-diventa-opera-d–arte

Sportnews.eu (13 marzo 2012):

http://www.sportnews.eu/calcio/13/03/2012/curiosita-la-testata-di-zidane-a-materazzi-diventa-unopera-darte/

Datasport.it (13 marzo 2012):

http://www.datasport.it/calcio/2011-2012/testata-zidane-materazzi-scultura-statua.htm

fcinter1908.it (13 marzo 2012):

http://www.fcinter1908.it/?action=read&idnotizia=47574

liquida.it (13 marzo 2012)

http://www.liquida.it/marco-materazzi/

calciomercato.com (13 marzo 2012):

http://www.calciomercato.com/altre-notizie/zidane-vs-materazzi-la-testata-diventa-un-opera-d-arte-627800

Notizie Fresche (13 marzo 2012) 😆

http://notiziefresche.info/zinedine-zidane-e-marco-materazzi-la-testata-e-arte_post-159924/

Blitz Quotidiano (13 marzo 2012):

http://www.blitzquotidiano.it/foto-notizie/new-york-testata-zidane-scultura-1154034/

Le Monde (7 marzo 2012):

http://www.lemonde.fr/culture/article/2012/03/07/french-touch-a-new-york_1653304_3246.html

Le Parisien (14 marzo 2012):

http://www.leparisien.fr/actualite-people-medias/un-algerien-sculpte-le-coup-de-boule-de-zidane-14-03-2012-1905497.php

RTL.fr (14 marzo 2012):

http://www.rtl.fr/actualites/sport/football/article/le-coup-de-boule-de-zizou-sculpte-a-jamais-dans-l-histoire-7745440734

football.fr (13 marzo 2012)

http://remiol.football.fr/post/2012/03/13/le-coup-de-boule-de-zidane-devient-une-oeuvre-d-art

ELMUNDO.es  (13 marzo 2012):

http://www.elmundo.es/elmundodeporte/2012/03/13/futbol/1331657097.html

Worldsoccer.com (13 marzo 2012):

http://www.worldsoccer.com/247/world-soccer-daily-10-stories-you-need-to-read-13th-march-2012

Liberté Algerie (17 marzo 2012):

http://www.liberte-algerie.com/radar/son-coup-de-tete-sur-materazzi-desormais-uvre-d-art-zinedine-zidane-immortalise-174151

Slacker Shack

https://slackershack.wordpress.com/tag/bronze-sculpture/

R101.it (14 marzo 2012):

http://www.r101.it/radio/podcast_dettaglio.php?numpodcast=20&id=7889

Blogbabel.it (14 marzo 2012)

http://it.blogbabel.com/tag/david%20zwirner/

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MARSIGLIA, MEDICINA AMARA PER L’INTER

Posted by ladycalcio su mercoledì, marzo 14, 2012

Se quella punizione calciata in tribuna da Maicon a pochi minuti dalla fine fosse finita dentro, la mimica del brasiliano prima del tiro sarebbe entrata di diritto fra le immagini storiche del calcio: carica di adrenalina, di rabbia e di disperazione, sarebbe assurta ad emblema di una vittoria frutto della volontà e della tenacia attinte fino all’ultima stilla di energia – contro tutti e contro tutto.

Così non è stato.  Per la squadra di Ranieri, l’eliminazione contro il Marsiglia è una lezione durissima, complice la sfortuna, decisa da due goal subiti nei minuti di recupero di altrettanti incontri. Non è bastata l’impennata di orgoglio, non sono bastati i discorsi di Julio Cesar negli spogliatoi, non è bastato  il calore del tifo per spingere avanti una compagine che, come ha riassunto bene Paolo Rossi su Sky, ormai “ha tutto nella volontà”. Per dirla con Gianluca Vialli (Sky) “non ne ha più” e ha “il serbatoio nettamente in riserva”.

Soltanto così – e non con i discorsi sui moduli e sugli schieramenti – si possono spiegare gli incredibili errori delle punte (vedi i due goal mangiati da Sneijder e da Milito nel primo tempo) e le incertezze difensive culminate nel pasticcio finale di Lucio e Samuel, foriero della rete di Brandao.

È vero che, caricata dal goal del Principe, l’Inter avrebbe potuto comunque giocarsela ai tempi supplementari, contro una squadra tutt’altro che esaltante.

Ma forse, per quanto crudele possa sembrare, è stato meglio così. Il Marsiglia è una medicina amarissma, forte, che può tuttavia salvare un’Inter stremata dall’emorragia letale delle cessioni illustri e far sì che le venga urgentemente instillata nuova linfa sotto forma di uomini nuovi.  Sempre che per una cura ricostituente non sia già troppo tardi.

Meglio dunque uno zeru tituli in pagella, che ti metta impietosamente davanti a una media di sconfitte e goal subiti da brividi e all’età-media più elevata nella Champions League, costringendoti a rimboccarti le maniche, che non l’ennesima illusoria sufficienza stiracchiata a prolungare un’inesorabile agonia.

La Beneamata cade in piedi e dopo aver ricevuto novanta minuti di improperi da ogni settore dello stadio,  esce dalla Champions League e da San Siro con una vittoria e fra gli applausi.  Ora, urge un’altrettanto dolorosa “potatura”.

Il saluto finale di Capitan Zanetti e Deki Stankovic al pubblico è l’emblema del congedo  della grande squadra del Triplete e dei suoi uomini-simbolo: storici, gloriosi, degni di tutta la riconoscenza di questo Mondo. Ma non eterni.

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I PATEMI D’ANIMO DEL PROFESSOR FRANCESCO BENAZZO

Posted by ladycalcio su sabato, marzo 10, 2012

Mentre l’Inter batte il Chievo 2-0 e Ranieri piange, c’è chi non ride…

“Prof. Francesco Benazzo Pavia”, “Benazzo San Matteo sindrome compartimentale”, “sindrome compartimentale Benazzo Materazzi”, “Ladycalcio Benazzo Materazzi”, “Prof. Benazzo Pavia opinioni”… Non passa giorno, cari lettori, senza che entriate numerosi in “Calcio e Parole” con queste e altre simili keyword, oltre ad esortarmi a sviscerare il “caso” Ladycalcio-Materazzi.

L’argomento vi elettrizza. Il periodo in cui non ho scritto sul tema, è stato in realtà assai proficuo – direi decisivo. Alcuni spostamenti all’estero mi hanno permesso di completare le mie ricerche e di acquisire le testimonianze che cercavo fra medici, chirurghi e specialisti ortopedici. Lo so: per alzarsi in piedi durante un congresso di chirurgia specialistica e domandare lumi sulla straordinaria tecnica che permetterebbe di risolvere una sindrome compartimentale acuta in atto da oltre mezza giornata per via endoscopica 😆 e con un’incisione di soli 2 cm 😆 – la tecnica, per intenderci, praticata dal Prof. Benazzo su Materazzi al San Matteo di Pavia ci vuole una faccia di bronzo da fare invidia ai colossi di Riace.  Ma quella, non mi è mai mancata. Del resto, non mancano neppure le fonti ufficiali che attestano il capolavoro di Benazzo dell’agosto 2007, che mi sono sempre affrettata a mettere sotto il naso agli increduli.

Torniamo a bomba, dato che siamo in dirittura d’arrivo per risolvere l’enigma. Torniamo, per  un attimo, al 2 giugno 2011. È la data di un’intervista rilasciata dal Prof. Benazzo a Inter Channel e custodita gelosamente per mesi da Ladycalcio nel cassetto della scrivania – pronta all’uso. L’intervista, a cura di Alessandro Villa, avviene nel contesto del primo “Uefa Meeting For Elite Level Team Doctors in Europe”, tenutosi in quei giorni presso il Centro Sportivo Angelo Moratti.

Il congresso,  citato da inter.it come “ meeting medici squadre Champions”,  è organizzato dal Prof. Franco Combi, “Responsabile del Settore Medico di FC Internazionale” e dai suoi collaboratori e vede la partecipazione  dei luminari dei venti migliori club d’Europa preposti alla cura degli eroi della pedata.  Vi presenzia nientepopodimeno che il Prof. Jan Ekstrand, “primo vicepresidente della Commissione Medica dell’Uefa” .

Nell’intervista, si parla di traumi sportivi nel momento in cui Walter Samuel è appena rientrato nei ranghi dopo il secondo intervento chirurgico ai crociati.

Francesco Benazzo, per tutti Franco”, inizia a raccontarsi: “Sono 11 anni effettivamente  che seguo con molto onore, con molto piacere e con molti patemi d’animo l’Inter, con tutti i guai che abbiamo avuto nei passati 11 anni”.  Anche se già immagino con gli interessi,  dopo aver descritto la sua esperienza, il Prof Benazzo reitera il concetto: “Quindi, ripeto, con molto piacere, con molto onore e con tanti patemi d’animo”.

Mentre lo attendo al varco, il salvatore della carriera 🙂 di Marco Matrix Materazzi passa a sottolineare l’importanza del lavoro di team nel recupero degli infortunati: “Non c’è nessun intervento fatto da me, da noi, a Pavia, che sarebbe andato bene –  così bene come per fortuna sono andati praticamente tutti i nostri interventi –  senza il team riabilitativo messo insieme da Franco Combi qui in Pinetina. Il 50 per cento lo fa la chirurgia, il 50 per cento lo fa la riabilitazione.

Ma  veniamo alla risposta che ci interessa. Villa:Qual è stato l’intervento più difficile che ha fatto per l’inter, quello che magari a livello sia medico che personale  Le ha dato maggior soddisfazione poi nel vedere il calciatore tornare al 100 %? “ Ah ah, qui La voglio, Professore! 😉

Occhio alla risposta di Benazzo:Per un chirurgo è difficile fare una “graduazione” (una “graduatoria”? ndr) di questo genere. Se devo ripensare a tutta la chirurgia fatta in questi anni …  beh tutti i crociati che sono andati bene – in campo ce n’è diversi, infatti  – , ma la spalla di Christian (Chivu, ndr) che si era deciso di operarla al termine della stagione, ma nel corso dell’anno si era lussato cinque volte e quindi questo è stato un bel successo e sicuramente l’ultimo ginocchio di Walter Samuel, perché è uno dei patemi d’animo (e tre!, ndr) che ho avuto in questo periodo di lavoro con l’Inter”.

Ma come! Il Professore tralascia proprio il suo capolavoro???!!!! 😯 Perché, secondo voi,  non cita quello che dovrebbe essere il suo fiore all’occhiello, ossia quella sindrome compartimentale acuta risolta al quasi moribondo Marco Materazzi non con la cruenta fasciotomia, bensì con una marziana tecnica miniinvasiva che trasforma il versamento in un “trauma contusivo” con un’incisione di soli 2 cm? 😆

Ebbene, cari lettori: di quella tecnica non  ho rinvenuto traccia sulla faccia del pianeta, né il Prof. Benazzo e il San Matteo, da me esplicitamente, pubblicamente e ripetutamente sollecitati, mi hanno fornito lumi in merito. Perché, secondo voi?

Fra un paio di giorni, come da tempo promesso ai numerosi di voi che non hanno familiarità con il linguaggio medico tecnico, vi spiegherò in parole semplicissime cos’è una sindrome compartimentale acuta e per quale ragione la prassi per risolverla sia la fasciotomia d’urgenza.

Vi do appuntamento a fra pochissimo, facendovi notare che soltanto 4 giorni dopo questa intervista del Prof. Benazzo,  l’”impegnativo” Matrix (definizione di Leonardo) si sarebbe recato a colloquio da Moratti, per poi scomparire dai campi di gioco.

Nella foto, tratta da inter.it, il Prof.  Francesco Benazzo (per tutti “Franco”, a sinistra) e Jan Ekstrand, 1°vicepresidente della Commisione Medica Uefa, nel maggio 2011 ad Appiano Gentile

Leggi qui i precedenti:

https://calcioparole.wordpress.com/2008/11/24/perche-non-credo-piu-alla-sindrome-compartimentale-di-materazzi/

https://calcioparole.wordpress.com/2011/05/10/lettera-aperta-al-prof-francesco-benazzo-direttore-della-clinica-ortopedica-e-traumatologica-dell%E2%80%99universita-di-pavia-fondazione-irccs-policlinico-san-matteo/

https://calcioparole.wordpress.com/2011/05/19/il-prof-benazzo-tace-la-parola-al-presidente-e-alla-direzione-generale-sanitaria-e-scientifica-del-san-matteo-di-pavia/

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MATERAZZI HA UN PROGETTO? ANCH’IO!

Posted by ladycalcio su mercoledì, marzo 7, 2012

Che fine ha fatto Materazzi?” Quante entrate mi frutta la ricerca su Google di tanti ignari!

Di certo, una fine ingloriosa, neppure ringraziato dall’Inter per i suoi 10 anni di onorato servizio in maglia nerazzurra.  Ma non vi anticipo di più.

Il “nostro” sbandiera grandi progetti sui social network? Beh, un progetto ce l’ho anch’io e ho continuato a lavorarci pur non avendo scritto da un po’ su Marcone.

Vi domandate dunque che fine abbia fatto Materazzi.  Per comprendere il presente – in questo caso, il benservito dell’Inter al grande Matrix -,  è necessario conoscere il passato. Torneremo dunque – ahinoi – a parlare di sindrome compartimentale e dell‘autogoal più rovinoso della carriera di Marco.  Siamo davvero alla stretta finale.

Non perdetevi i prossimi post!

I precedenti:

https://calcioparole.wordpress.com/2008/11/24/perche-non-credo-piu-alla-sindrome-compartimentale-di-materazzi/

https://calcioparole.wordpress.com/2011/05/10/lettera-aperta-al-prof-francesco-benazzo-direttore-della-clinica-ortopedica-e-traumatologica-dell%E2%80%99universita-di-pavia-fondazione-irccs-policlinico-san-matteo/

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MI UNISCO ALL’APPELLO DELL’INTER PER ROSSELLA

Posted by ladycalcio su martedì, marzo 6, 2012

 

CALCIO E PAROLE si unisce all’appello apparso ieri sul Sito Ufficiale di FC Internazionale per la liberazione di ROSSELLA URRU, augurandosi di cuore che la sua Sardegna possa presto riabbracciarla.

Forza Rossella!

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UN GRAZIE ALLA LEALTA’ DI EDOARDO CALDARA

Posted by ladycalcio su giovedì, marzo 1, 2012

Riporto la cortese smentita di Edoardo Caldara, Direttore di Inter Channel, già annunciata questa mattina.  Vi propongo l’intero carteggio fra me e Caldara e un sunto del suo intervento chiarificatore in “Radio Appiano” di ieri.

Da: Monica Morandi
Inviato: martedì 28 febbraio 2012 15.39
A: INTERCHANNEL
Oggetto: Richiesta di urgente smentita

Alla cortese attenzione del Direttore Responsabile Edoardo Caldara
Caro Edo,
Su “Calcio e Parole” ti ho rivolto una pubblica richiesta di categorica smentita in merito a quanto insinuato da Alessandro Villa in “Radio Appiano” di venerdì 24 febbraio riguardo al contenuto di un mio commento.

Potrai riascoltare le sue parole sul finire della trasmissione.

https://calcioparole.wordpress.com/2012/02/28/non-ho-insultato-il-capo-di-alessandro-villa/

A questo proposito, ti accludo le email già inviateVi.

attendo una tua cortese risposta e ti invio cordiali saluti,

Monica
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—– Original Message —–
To: Monica Morandi
Sent: Wednesday, February 29, 2012 1:02 PM
Subject: R: Richiesta di urgente smentita

Ciao Monica come stai?

Rispondo alle tue richieste:

1)      Intanto una premessa, non credo che Alessandro Villa intendesse me con la definizione “capo” ma il Presidente Moratti.

2)      Non credo che volesse offenderti, anche se capisco il tuo risentimento per la maniera in cui ha introdotto la tua lettera. Tra l’altro, riascoltandolo, non mi pare che la sua posizione differisse molto dalla tua, circa la faccenda del bambino.

3)      Spesse volte cerco di consigliare i nostri giornalisti circa il modo di rispondere a tifosi ed abbonati, non è un mestiere facile, bisogna capire che il calcio è un affare serissimo, ed allo stesso tempo, a volte, essere capaci, col massimo rispetto, di sdrammatizzare certe situazioni.

4)      Ecco, ti chiedo, sdrammatizziamo. Ti chiedo scusa io se Alessandro ha offeso la tua dignità di tifosa o ha sbagliato nella forma, o ha travisato il contenuto ed il senso delle tue parole. Permettimi tuttavia di difenderne preparazione e buonafede.

So che capirai perché già altre volte io e te abbiamo affrontato argomenti del genere.

Un abbraccio,

Edoardo

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—– Original Message —–
From: Monica Morandi
Sent: Wednesday, February 29, 2012 4:17 PM
Subject: Re: Richiesta di urgente smentita
Caro Edo,
Grazie della tua risposta, in cui hai tuttavia omesso l’aspetto fondamentale: TI AVEVO PREGATO DI UNA SMENTITA CATEGORICA ALLE INSINUAZIONI DI VILLA CHE IL MIO MESSAGGIO  CONTENSSE INSULTI O PASSAGGI ILLEGGIBILI IN TV IN QUANTO SCORRETTI, VOLGARI O ALTRO…  (che il “capo” non fossi tu bensì Moratti, era chiarissimo, anche se nella mia email non avevo nemmeno nominato il Presidente…).
Il tifo qui non c’entra assolutamente nulla e neppure la posizione sul bambino. Si tratta di fugare il dubbio di cui sopra davanti ai miei lettori e davanti a chi ha ascoltato le parole di Villa. Può darsi che Alessandro non avesse l’intenzione di offendermi e che gli siano semplicemente uscite le parole sbagliate (anche se a un giornalista preparato e in buona fede questo non dovrebbe succedere). Più probabilmente, non ha trovato le argomentazioni per controbattere alle mie critiche. Proprio perché ho già sperimentato la tua lealtà, abbi il coraggio di puntualizzare chiaramente quali fossero il contenuto e il tenore del mio scritto.
Ciao e grazie,
Monica
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H. 16.30 La smentita richiesta avviene in apertura di “Radio Appiano” di mercoledì 29 febbraio, condotta da Edoardo Caldara e Roberto Monzani
Caldara: “Sto rispondendo a un’amica… è venuto fuotri un pienone per una cosa che ha detto Alessandro, quindi adesso bisogna un po’ chiarire questa situazione e quindi lo faremo con l’amica Monica che è sempre molto attenta alle situazioni dialettiche più che televisive  perché poi lei è una blogger (Ringrazio Monzani che cita  “Calcio e Parole”, di cui si era già dichiarato un lettore, ndr)  e quindi avremo modo di smentire… Lo fccio adesso. Lei chiede ‘una smentita categorica alle insinuaz di Alessandro Villa ‘che il mio messaggio contenesse insulti o passaggi illeggibili in TV in quanto  scorretti volgari o altro’.  Smentiamo: non erano volgari, non erano illeggibili. Credo che ci sia stato un misunderstanding (…) ti ho già scritto Monica, lo rifarò se hai bisogno che te lo scriva  di questa smentita (…)  Lei partecipa alle cose dell’Inter già da tanto tempo, peraltro a volte anche con alcune spigolature 😉 ma che ci  stanno in questo mondo (…) ci parliamo e risolviamo la questione. Comunque, dopo ti  scrivo”.
Monzani: “Fa parte anche del confronto dialettico l’ipotesi anche di non essere d’acordo, magari di andare un po’ oltre e poi tornare indietro”.
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Da: Monica Morandi
Inviato: mercoledì 29 febbraio 2012 16.39
A: INTERCHANNEL
Oggetto: Per Edo

Sì, grazie, ma abbi per favore il coraggio di affrontare gli argomenti che Villa ha censurato….

Monica

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To: Monica Morandi
Sent: Wednesday, February 29, 2012 6:39 PM
Subject: Per Monica

Gentilissima Monica,

 mi piacciono le persone come te..

 Non si tratta di coraggio, se non ne avessi farei un altro mestiere (e in un’altra squadra…).

Mi chiedevi di smentire il  pensiero per cui avevi offeso e detto/scritto cose illeggibili in televisione. L’Ho fatto, mi sembra, chiedendoti scusa per la “forma” attraverso cui Alessandro Villa ti ha risposto.

 E adesso quello che mi chiedi con grande determinazione, cioè un parere su quello che hai scritto:

Primo: cosa dovrebbero dire tutti quei poveracci di fede nerazzurra che andarono a scuola nell’epoca di Calciopoli, subendosi per anni gli sfottò di milanisti e juventini senza aver mai neppure vissuto la conquista di una Coppa Campioni?

Vero, verissimo. Infatti ho pensato di scrivere anche io un contro-striscione a tutti i bambini interisti che ricordi loro che razza di fortuna hanno avuto a nascere negli ultimi 8 anni!!!!

Secondo: la Società è così solerte ad allertare le TV anche per rintracciare gli hooligan o i protagonisti di gesti antisportivi?

Noi come Inter Channel facciamo le immagini molto spesso dei tifosi che vengono in Pinetina, e quando hanno una storia da raccontare  li intervistiamo. Cosi’ è successo per il bambino in questione. Poi ha fatto comodo a molti riprendere con grande eco la notizia, non mi risulta ci sia stato un accanimento particolare della Società nel voler diffondere tale visita.  

 Terzo: vi invito a riflettere su come vengano regolarmente trattati altri tifosi, vedi il treno Frecciarossa e quel solerte inserviente di servizio al pullman che ben conoscerete:

Purtroppo il mondo del calcio è fermo su se stesso, si è creato un circolo irreale o surreale i cui protagonisti a volte perdono il senso della realtà, spesso non solo per colpa loro. Mi spiego: chiunque dei tuoi amici, dei nostri amici, conoscenti, quello che vuoi, venissero aspettati da 100 1000 persone ogni giorno dopo un po’ perderebbero l’attenzione a tale incondizionato affetto, che vedrebbero, col passare del tempo, come una morbosa forma di molestia, al di la della funzione pubblica del loro personaggio che in teoria dovrebbe dar ragione ai tifosi.

    Non voglio dire che sia colpa, quindi, dei tifosi stessi se i giocatori passano a 100 all’ora davanti a decine di persone in fila da ore per vederli, o se scappano su un treno, ma fa parte del gioco di ruolo.

 E’ triste, a volte non sai quanto mi ha fatto arrabbiare, ma è così- personalmente credo che l’arduo compito di umanizzare gli idoli calcistici delle folle spetti a quelli che vi lavorano accanto, dovrebbero ricordare loro  tutti i giorni da dove arrivano e dove andranno, per permettergli di attraversare meglio il presente. Io ci ho provato. Tante volte, se hai avuto modo di  ascoltarmi in questi anni, lo sai.

È un arduo compito.

Forse dovrebbero essere gli stessi tifosi a rendere le loro attenzioni nei confronti dei giocatori meno “coinvolte”.

Ma come si fa a chiedere di razionalizzare un sentimento? Forse ci vorrebbe solo un poco di buon senso.

O un concetto andato un po’ perduto nell’epoca dell’immagine e della presenza a tutti i costi: quello di educazione e rispetto.

 Quarto: personalmente, trovo questa finta tenerezza verso i bambini stomachevole. Mi sembra che Filippo sia stato strumentalizzato per deviare l’attenzione (e i siluri mediatici) dal momentaccio che sta passando l’Inter in vista dell’importante sfida di Marsiglia… o mi sbaglio?

Se cosi’ è stato, puo’ darsi, non è servito a molto……

 Quinto (questo teniamolo pure “inter nos”): queste smancerie stridono ancor di più se penso a come la Società si è comportata verso di me, permettendo al suo illustre simbolo Materazzi di offendermi e di fare ciò che ha fatto.

A proposito; allacciate le cinture, siamo in dirittura d’arrivo sul “caso”!

Homo quisque faber ipse fortunae suae

 Spero questa volta di aver risposto a tutto quello che mi chiedevi, ci vorrebbe molto più tempo per affrontare gli argomenti che toccano questo sacro sport che tutti amiamo e che purtroppo, fuor di retorica, ha prodotto delle storture che mal si accoppiano con la vita vera.

 Abbraccio te e tutti i tuoi lettori, soprattutto Spiritoso.

 Ciao,

 Edoardo

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Glisso sull’inevitabile “difesa d’ufficio” a sostegno di Villa e ringraziando Edoardo Caldara per la lealtà e l’onestà intellettuale dimostrate, considero chiuso l”‘incidente”. Ringrazio altresì Caldara per l’apprezzamento manifestatomi, che ricambio pubblicamente. L’analisi da lui tracciata in poche righe è tristemente vera. Dissento unicamente su un punto: non “chiunque” diverrebbe assuefatto all’affetto dei tifosi – soprattutto di quelli sofferenti o in difficoltà -, ma soltanto chi è privo dei veri valori ed è talmente cieco da non comprendere di poterli far felici con nulla, magari con uno scarabocchio su una cartolina o con un sorriso. Confermo come Edoardo abbia effettivamente tentato di “umanizzare” gli idoli calcistici, ma mi viene da dire che  più che al Direttore del canale tematico nerazzurro o ai tifosi, l’arduo compito di ricordare ai giocatori da dove vengono (non di rado, dalle favelas o da chissà quali polverose contrade) e di dar loro le “direttive” di sorridere o di fare un gesto di saluto ai sostenitori fuori dall’hotel (se non ci arrivano da soli), spetterebbe alla Società FC Internazionale:  quella che permette a Mourinho di abbassare loro in faccia la tendina del Frecciarossa e che stipendia quel “simpatico signore” di servizio al pullman.  Salvo farsi bella invitando un bambino alla Pinetina e fare appelli ai tifosi quando fanno comodo…

Il precedente

https://calcioparole.wordpress.com/2012/02/28/non-ho-insultato-il-capo-di-alessandro-villa/
 

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