CALCIO E PAROLE

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Archive for agosto 2008

MOURINHO: PRIMA VITTORIA E … PRIME BUGIE

Posted by ladycalcio su lunedì, agosto 25, 2008

L’Inter di Mourinho fa sua la Supercoppa TIM, trofeo d’esordio della nuova stagione.

Il Meazza si presenta con il trucco rifatto e i settori ridisegnati (i semicerchi dei primi anelli verde e blu, ora annessi ai rettilinei rosso e arancione, non fanno più parte delle curve) e sfoggia le nuove sfavillanti poltroncine, che cozzano con i vecchi seggiolini scoloriti rimasti nel settore centrale del 1° anello rosso.

La squadra, giunta in anticipo rispetto al solito, mostra la prima rivoluzione nel riscaldamento, più vivace e diversificato. Accorciata la fase iniziale dedicata ai movimenti di snodamento di braccia ed anche eseguiti in gruppo, si passa a un’alternanza fra fasi dinamiche (con sprint, corsa all’indietro, torelli e colpi di testa) e stretching (con pose e “figure di gruppo” spettacolari che dall’alto sembrerebbero degne delle coreografie del …nuoto sincronizzato). È un turbinio di giocatori che occupa l’intera metà campo e culmina nei tiri a rete finali.

Si inizia con il minuto di silenzio e l’applauso in ricordo di Franco Sensi.

Tornando a Mourinho, un po’ di fumo negli occhi non guasta, come conferma il modulo: un 4-3-3 dichiarato che a tratti fa pensare a un 4-3-2-1, a tratti a un 4-3-1-2, ma soprattutto a un team di giocatori un po’ frastornati ancora alla ricerca degli schemi. La prima impressione che ricavo è quella di un gioco a tutto campo portato all’estremo.

Difesa in emergenza, con Cambiasso e Burdisso centrali. Piacevolissima, al centrocampo, la novità Muntari, autore dell’1-0 al 18° del 1° tempo, distintosi per i veloci inserimenti con cui sguscia in area. Il migliore in campo insieme a Capitan Zanetti, instancabile nei dribbling e costretto a rinforzare la fascia destra a supporto di un Figo spentosi dopo le prime volate e regolarmente perdente nei contrasti fisici. Senza dimenticare i guizzi e i virtuosismi di Ibrahimovic, il mio “sorvegliato speciale” della serata.

Aveva detto Mourinho in conferenza stampa: “Per me non c’è giocatore ‘bene’ o ‘quasi bene’. Se sta nella lista sta bene … ma giocatori infortunati in lista, mai”. Sornione, il “Mou”, soprattutto nel gettare fumo negli occhi. No, non aspettatevi conferma da Tony Damascelli, Franco Ordine o Maurizio Mosca… ma personalmente, osservando Ibra, di “quasi” ne vedo tanti. Soprattutto in allenamento, quando lo scorgo zoppicare vistosamente sulla gamba sinistra. In partita riprende a correre come per magia (salvo tornare in crisi nei giorni seguenti), tanto che negli sprint e nei dribbling veloci sembrerebbe quasi… “bene”.

Ma se negli appoggi un piede spinge, l’altro spesso impatta; diversa è l’escursione dei due arti nello stretching, non fluida la frenata dopo gli sprint di riscaldamento, più accorto il carico del peso sul ginocchio infortunato. È innegabile che fa pur sempre la differenza: è preziosissimo, grintoso e non perde mai il senso della posizione.

Il tridente si compone, oltre che di Ibra, di Mancini e Figo. Ma l’Inter pasticcia troppo sotto rete. Ciò che mi lascia sgomenta è l’area lasciata vuota, completamente sguarnita, sui calci piazzati offensivi. Volo con il ricordo al Bayern di Felix Magath e al 4-1 subito in Champions League contro il Milan, nel marzo 2006, con un simile assetto suicida.

Stasera mancano le puntate in avanti di Materazzi sui corner in area avversaria, ma soprattutto, qualcuno là dietro pronto a contenere eventuali contropiedi e a scongiurare il pericolo di dover poi “stendere” l’uomo lanciato a rete. Sul finale, per contro, in un’occasione, l’ultimo baluardo difensivo dell’Inter rimarrà Zanetti, posizionato … poco fuori dall’area giallorossa.

Nessun palleggio delle riserve durante l’intervallo. La Roma pareggia all’11° del 2° tempo con De Rossi, l’Inter torna in vantaggio al 38° con Balotelli, subentrato a Figo, ma poi, sempre più disordinata nella disposizione sul campo, si spegne e si fa nuovamente raggiungere da Vucinic allo scadere, senza riuscire ad aver ragione di una Roma mediocre nei tempi regolamentari.

Sul finale della ripresa entra Totti, un altro rimesso insieme a tempo di record che rischia di pagare cara la scommessa, e si infortuna Burdisso. Poca storia ai supplementari, con le squadre ferme sulle gambe e il gioco sempre più falloso.

Saltano gli schemi di gioco. Esce a tratti la Roma, l’Inter tenta l’assedio finale alternando la risalita degli esterni difensivi, qualche scorribanda dei centrocampisti e un paio di numeri individuali delle punte, mentre Julio Cesar compie un miracolo su un inserimento di Okaka.

Dal dischetto sbagliano Totti e Juan per i giallorossi e Stankovic per i nerazzurri. Poi tocca a Capitan Zanetti, che suggella la vittoria con il primo rigore di spareggio della sua gloriosa carriera.

Impazza la festa nerazzurra, con i fuochi d’artificio e la sfilata della coppa. Il tabellone luminoso mostra la delusione dello sconfitto Totti e la tristezza dell’assente Materazzi, relegato al parterre esclusivo della tribuna rossa. Centro Matrix con il binocolo mentre osserva la sfilata del trofeo sulle note di “Conquest of Paradise” di Vangelis. Ma per il guerriero malinconico è piuttosto un Purgatorio, quasi un castigo che gli si accanisce contro: parte proprio sotto di lui, la sfilata trionfale; sotto di lui la foto di squadra e quella con i bambini, mentre la musica sfuma nell’Inno “Pazza Inter Amala” cantato dalla sua voce. Ma tra lui e il campo, tra i suoi sforzi e l’attesa gratificazione, si interpone una barriera subdola e sottile a negargli il premio finale. E dire che gli sarebbe bastato calpestare il prato per pochi attimi per sentire quel trofeo anche un po’ “suo”, per ricevere un “grazie” dalla folla rimasta muta verso di lui…

Immagino cosa avrebbe dato, il buon Matrix, quasi bene” almeno quanto Figo ed Ibra”, per non sentirsi così solo e ignorato…

E non basta certo farsi riprendere con i pargoli abbarbicati al collo per mascherare il vuoto dentro.

Inter Channel ripropone le stesse immagini sulle note di Rnw@y Lyrics dei Linkin Park: “I want to run away”…canta il ritornello. Forse, è il pensiero del n° 23 nerazzurro mentre lascia la balconata nel bel mezzo della festa. E ancora, nel testo della canzone, parole che gli si addicono: I want to know the truth… I want to know the answers…”. Rispondere, ora, tocca a lui. Stavolta, non può sfuggire.

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Tutto pronto per la nuova stagione

Posted by ladycalcio su sabato, agosto 23, 2008

Cari lettori,

La nuova stagione calcistica sta per prendere il via, sulla scia di un precampionato che ha già offerto interessanti spunti di dibattito.

Calcio e Parole si appresta a seguirla con la grinta e l’entusiasmo di sempre e a proporvi commenti, critiche e approfondimenti, oltre naturalmente ai suoi caratteristici… piatti forti pepati.

Inizia così il secondo anno di vita di un blog in netta ascesa, oggetto di diverse proposte di collaborazione, particolarmente apprezzato poiché “fuori dal coro” e non asservito ad alcun potere. E allora avanti così, senza risparmiare nulla e nessuno…

Il primo appuntamento è per domani sera con la Supercoppa Italiana, contesa da Inter e Roma. Che vinca la migliore!

Buon divertimento a tutti da Ladycalcio

PS. A causa di un problema tecnico verificatosi durante l’estate, sono purtroppo “saltati” alcuni vostri commenti agli articoli e le foto della festa-Scudetto dell’Inter a San Siro, ora nuovamente disponibili insieme all’omonimo pezzo. Ladycalcio si scusa con i lettori per il disguido e per i commenti irrecuperabili non pubblicati.

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