CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

Archive for aprile 2011

Real-Barça: “porqué” non farla piantare a Mourinho?

Posted by ladycalcio su giovedì, aprile 28, 2011

Se Real-Barça mi pone un “porqué”, mi domando come il Mourinho visto e sentito ieri sera possa aver vinto 3 tituli con l’Inter ed essere stato ingaggiato dal Real Madrid. Premetto che se dopo la sceneggiata da circo che sta facendo il giro del mondo il Real dovesse fare il “miracolo” e qualificarsi per la finale di Champions League, smetterei definitivamente di credere nel calcio.

Ma la domanda seria che mi pongo è “perché”, con tutti i gravissimi problemi che esistono al mondo, si sprechi tutta questa attenzione attorno alle pagliacciate di chi, più che da allenatore , si comporta un bimbo capriccioso malato di infantile  protagonismo. Credo di aver già detto tutto.

Potrei domandarmi “porqué” a Mou siano stati finora impunemente concessi simili numeri da circo ad ogni decisione arbitrale controversa o sconfitta dura da digerire.  “Porqué” ce lo chiederemo tutti  se José, dopo le pesantissime illazioni fatte sulla  regolarità delle partite contro il Barça, non supportate da prove, la passerà ancora una volta liscia.

Per il resto, Real-Barcellona ha offerto troppe immagini da anticalcio, con diverbi, falli e scorrettezze indegne di una semifinale di coppe  europee. Né fa più notizia l’espulsione dalla panchina di Mou (che va ad aggiungersi alla già ricca collezione), per l’ennesimo applauso ironico al direttore di gara.

Se siete dell’idea che The Special Arrogant sia un grande maestro nell’attirare l’attenzione su di sé per dirottarla dalle magagne della squadra, da maldestri interventi intenzionali sull’avversario come quello di Pepe – e magari, da qualche fortunosa decisione di troppo a suo favore (vedi  gli ottavi dello scorso anno  contro il Chelsea) – , potete a vostra volta dirottarvi su altri spazi di opinione:  Ladycalcio ha di meglio da fare che sondare i risvolti nascosti del peggior modello di comportamento che siede in panchina.

Mou ieri sera dopo l’incontro: “Se parlo, la mia carriera finisce oggi”. L’unica volta che ho rimpianto quell’insopportabile vocione.

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LA VENDETTA DI BENITEZ

Posted by ladycalcio su lunedì, aprile 18, 2011

Inter-Parma (5-2) del 28 novembre 2010, era stata l’ultima vittoria di Rafael Benitez sulla panchina nerazzurra. Ironia della sorte, sabato scorso, guarda caso nel giorno del 51°compleanno di Rafa 😉 , l’Inter ha perso le ultime chances di Scudetto proprio contro il Parma.

E forse per ricambiare le “cortesie” di Moratti e dei giocatori nei confronti dell’ex-tecnico, il destino avverso aveva già iniziato ad accanirsi contro la Beneamata, facendo sì che il punteggio di quella vittoria – 5-2 appunto – si ribaltasse a suo sfavore in un incontro chiave e ne sancisse la débacle interna contro lo Schalke e la successiva eliminazione dalla Champions League.

Sembrerebbe la “vendetta” di Rafa fatta e finita. La rivincita di colui che era stato additato come il perdente della situazione, visto che, via lui, la squadra era sembrata improvvisamente risorgere sotto la guida di Leonardo. Ci si era chiesti come 🙄 . L’unica ipotesi plausibile, stante il cambio in corsa, mi era sembrata quella del contraccolpo psicologico positivo e della spinta emozionale, grazie a cui il nuovo tecnico, forte di spiccate doti di motivatore e di psicologo, era riuscito a spremere le ultime stille di energia e di orgoglio da una compagine logora.

Il povero Leo, rimasto in corsa per la sola Coppa Italia, non poteva fare di più. E se ora nel suo bilancio personale sulla panchina dell’Inter rischia gli zeru tituli tanto cari al suo luminoso modello Mourinho, deve dire grazie proprio a quest’ultimo, che gli ha lasciato in eredità una squadra a pezzi.

La foto è tratta dal Sito ufficiale di FC Internazionale (inter.it)

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2-1: LO SCHALKE FA LA FESTA ALL’INTER

Posted by ladycalcio su giovedì, aprile 14, 2011

Quattro goal non si fanno con le chiacchiere. “Ci siamo autoconvinti di poterci credere” ironizza Fabio Caressa su Sky in merito all’eliminazione dell’Inter dalla Champions League ad opera dello Schalke 04. Spietata, per contro, l’analisi di Mario Sconcerti su Sky Sport 24: Non è un problema di opinioni, le opinioni a un certo punto si devono fermare. (…) 21 goal in 10 partite dimostrano che non c’è squadra ad alto livello”.

Sentite come Sconcerti si scatena sulle aspettative miracolistiche dei nerazzurri.“Ho sentito una squadra che era talmente convinta del niente, che significava che era veramente fuori dal tempo. Ragazzi, ci siamo autoconvinti dietro le dichiarazioni della squadra… noi siamo stati fuori dal calcio. Ci siamo talmente convinti, che era normale andare là e vincere 4-0, che quasi quasi, era stata una straordinaria evenienza perdere 5-2 a San Siro, perché poi si poteva andare a vincere 4-0 a Gelsenkirchen. Non è così, non è mai stato così, lo sapevamo, l’abbiamo saputo! Ora, una motivazione di questo genere può andar bene nel chiuso di uno spogliatoio, quando, a un certo punto, 20 persone si devono motivare  (…) ma quando si parla a un grande pubblico, io credo si abbia il dovere di non prenderlo in giro e ho l’impressione che ci siamo andati estremamente vicino”.

Sconcerti è un fiume in piena: “È stato detto che l’Inter era la più forte tra le due squadre e questo non è stato dimostrato da niente: 2 partite, 2 sconfitte, 7 goal subiti… Dopo di che si poteva andare a vedere…  lo Schalke non ha mai perso in casa quest’anno (…) Negli ultimi 10 anni non aveva mai subito i goal che avrebbe dovuto subire stasera (…) Non si vive d’impossibile, non c’è niente di male a volere l’impossibile, ma l’impossibile non può diventare una droga. Oggi, i nostri sondaggi davano la gente convinta al 62 % che si sarebbe passato il turno… ma come ci siamo arrivati?”

Con i ‘miracoli facili’ 😀 dello pseudotaumaturgo  Mou”, risponde Ladycalcio, “e con l’illusione che la realtà potesse sempre miracolosamente modellarsi secondo i  desideri di qualche allenatore più o meno “speciale”, in barba all’inadeguatezza della preparazione  e allo stravolgimento delle più elementari regole della buona gestione del fisico dell’atleta . Ci si è illusi che “vince chi grida di più” e che “chi vince ha sempre ragione”. Così, si è continuato a costruire secondo la logica del budget, dei viaggi transoceanici e del merchandising anziché su quella del lavoro adeguatamente pianificato, illudendosi di potervi sopperire vivendo di emozioni, di proclami trionfalistici, di feste e di fasti del passato.

Guardandomi indietro, mi ero già accorta di come l’Inter, dopo la vittoria di Madrid, fosse via via scivolata nel fastidioso atteggiamento di  “grandeur” e di illusione di onnipotenza che aveva caratterizzato il Milan berlusconiano e che tanto avevo criticato.  Stavolta, la “festa” all’Inter l’ha organizzata lo Schalke.

La disamina di Sconcerti non lascia scampo: “Il problema dell’Inter non è che è più forte lo Schalke, è che non c’è più l’Inter (…) Questo un allenatore lo deve capire,  perché allena la squadra tutti i giorni. E mi sta bene,  ripeto,  che (Leonardo, ndr) discuta, o inganni, o cerchi di ingannare, di ‘dopare’ sentimentalmente una squadra negli spogliatoi, ma fuori no (…) Noi siamo andati incontro proprio a un frontale (…) perché chi parlava di calcio sapeva che stasera non solo non c’era possibilità, ma se pareggiavi andava bene, perché lo Schalke è più forte. Non c’è niente da fare:  in questo momento, lo Schalke corre e l’Inter cammina”.

Infine, Sconcerti sdrammatizza con una provocazione scherzosa: “Che differenza c’è fra dare per vero l’impossibile e drogarsi?” e constata: “È mancato poco, ma qualcosa è mancato di netto”. Il discorso su cosa sia quel “qualcosa” sarebbe molto lungo.

Ma pur senza addentrarmi nei risvolti tecnico-tattici di una squadra  già da tempo in discesa quanto a condizione fisica, mi limito a una constatazione di natura generale: all’Inter, senza nulla togliere a ciò che di buono la Società ha effettivamente costruito in questi anni, è venuta a mancare la pacchia degli avversari che sul più bello inciampano sconfiggendosi da soli (vedi il controsorpasso alla Roma lo scorso anno,  complice la scandalosa resa della Lazio nel confronto diretto alla terz’ultima giornata. A proposito: che ne è dell’inchiesta aperta un anno fa sulle presunte minacce ai laziali?). Le è venuto inoltre a mancare l’apporto dei santi in Paradiso. Ricordate la mano dall’alto di Angelo Moratti nel giorno del suo 100° compleanno in quel di Kiev, con  Milito e Sneijder a ribaltare in extremis una partita men che mediocre all’86’ e all’89’? E ancora, il “miracolo” del 9 dicembre 2009, ricorrenza di San Siro,  quando il titolare dello stadio milanese guardò giù non solo su Inter-Rubin Kazan,  ma anche e soprattutto sull’ esito di Dinamo Kiev- Barcellona, fondamentale per la qualificazione dei nerazzurri, con Caressa ad esorcizzare i fantasmi dell’eliminazione ai gironi con quel celebre “Mamma ho paura” e Mourinho ad oscurare il parziale di Kiev dal tabellone luminoso del Meazza per non distrarre i suoi tremebondi eroi?  Ricordate come i rigori non concessi al Chelsea spianarono allo Special Arrogant la qualificazione ai quarti contro il modesto CSKA Mosca?

Ora, tutto mi lascia pensare che questi santi abbiano seguito Mou e dirottato la loro protezione in terra di Spagna, voltando le spalle a Moratti e alla Beneamata.

Comunque sia, ciò che resta all’Inter della “cura Mourinho” sono occhi spenti, gambe molli e facce spiritate, emblemi della sconfitta. Una sconfitta che solo grazie al goal annullato a Höwedes per un fuorigioco alquanto dubbio non è stata di proporzioni maggiori.  I nervi in casa Inter sono tesi, come testimonia lo sciocco giallo per proteste preso da Lucio.

Il colpevole, a scanso di equivoci, non è certo Leonardo, che ha fatto l’impossibile per ridare la carica psicologica a una squadra sfibrata, artefice di strane “fiammate” (non esattamente in linea con i picchi di forma  di una buona programmazione atletica) , seguite da crolli repentini, così come di straordinari recuperi-lampo sfociati in gambe incerottate e rovinose ricadute. E per favore, la colpa di tutto questo non diamola neppure a Benitez!

Ora, le 7 reti subite dallo Schalke in due incontri dovrebbero riportare tutti quanti – addetti ai lavori e tifosi – alla realtà, che dovrebbe far rima con “salutare bagno di umiltà”.

Per la cronaca, l’unico giocatore a presentarsi in sala stampa dopo l’eliminazione è stato Andrea Ranocchia. I “senatori”, “grandi uomini” dentro e fuori dal campo 😆 , se ne sono andati con le pive nel sacco e le bocche cucite.

“L’Inter è al capolinea. Prego, “Signori”, si scende…. .. dal trono d’Europa.

Chi avesse la memoria corta sugli episodi che ho citato, può rinfrescarla ai seguenti link:

https://calcioparole.wordpress.com/2009/11/05/la-pazza-inter-disperata-passa-a-kiev/

https://calcioparole.wordpress.com/2009/12/10/san-siro-ha-guardato-giu/

La foto è tratta dal Sito Ufficiale di FC Internazionale (inter.it)

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Ibra di nuovo espulso: Ladycalcio ripropone la vera “punizione esemplare”

Posted by ladycalcio su lunedì, aprile 11, 2011

Aveva appena rimesso piede in campo dopo le tre giornate di squalifica scontate per aver rifilato un pugno nella pancia a Marco Rossi in Milan-Bari del 13 marzo. Aveva saltato il derby.

Evidentemente, tutto questo non gli è bastato, se è vero che ieri sera, a Firenze, Zlatan Ibrahimovic è finito di nuovo fuori (si noti il doppio senso) per le frasi triviali che stanno facendo il giro dei media e che il diretto interessato sostiene di aver rivolto non al guardalinee, ma a se stesso.  Una tesi che, spero, risulterà difficilmente sostenibile davanti al Giudice Sportivo.

Ricordate la mia proposta del 21 febbraio scorso dopo i 5 turni di squalifica inflitti a Gattuso per la testata al vice allenatore del Tottenham Joe Jordan? Squalifica di un anno per chi “sclera”, poiché i provvedimenti disciplinari cosiddetti “severi” (un paio di giornate a godersi la partita dalla tribuna) dimostrano di fare ormai il solletico agli eroi della pedata.  Qui, il discorso potrebbe (e dovrebbe) toccare anche i lauti stipendi percepiti dai “campioni del rosso”. In pratica, sarebbe ora di rivedere il concetto di “punizione esemplare” e di adattarlo al degrado del calcio e dei tempi.

Quando scrissi il post citato, eravamo reduci dalle quattro giornate di squalifica inflitte a Chivu dopo il pugno al volto a Marco Rossi in Bari-Inter.  In quell’occasione, avevo ribadito la frequenza sempre più serrata dei “raptus” da parte dei giocatori, giunti pressoché al ritmo di uno per giornata, sottolinendone il copione-tipo: “il raptus stesso, con il giocatore che “sclera”;  la costernazione del protagonista del gesto, la contrizione e le scuse – spesso di comodo.” È quanto è avvenuto anche ieri sera.

Sono convinta che di questo passo non ne usciremo. Almeno fino a che vi sarà chi difende o minimizza certi comportamenti. È il caso di Mario Sconcerti, che nel dopopartita Sky ha attribuito gli insulti di Ibra a un’arrabbiatura del giocatore verso se stesso. Peggio che mai, è il caso del tecnico rossonero Massimiliano Allegri che, intervistato dalla stessa emittente, ha sminuito l’accaduto.

Peggio aveva fatto soltanto il “grande” José Mourinho, che dopo il fallito ricorso per le due giornate di stop a Maicon per quelle parole in inglese al guardalinee Ayroldi in Bologna-Inter del 21 novembre 2009 (maldestramente tamponate con l’assonanza “vai tu”), aveva parlato di  “giustizia non giusta”.

Non per nulla, con questi edificanti presupposti siamo arrivati a un “caso” per giornata.

Il link al post citato:

https://calcioparole.wordpress.com/2011/02/21/dopo-chivu-gattuso-cinque-giornate-e-avanti-il-prossimo/

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2-5: L’INTER VA IN VACANZA

Posted by ladycalcio su mercoledì, aprile 6, 2011

Sulla carta, lo Schalke 04 doveva essere la squadra più debole, il sorteggio ideale. Evidentemente, tecnici e commentatori avevano sottovalutato alla grande Ralf Rangnick, già uomo-sorpresa della Bundesliga alla guida della rivelazione Hoffenheim, la neopromossa campione d’inverno 2008-09.

Doveva essere il grande rientro di Milito, goleador decisivo per le sorti di coppa. Invece, il bacio del Principe non è bastato per svegliare la brutta addormentata. L’Inter prende la grande imbarcata, sconfitta in casa per 2-5 dalla 10^ in classifica nella Bundesliga. E deve ringraziare i due pali colpiti dallo Schalke, che negli ultimi minuti ha sfiorato il 6° goal, se il passivo non è stato più pesante. Per inciso, l’Inter di coppa aveva fatto peggio soltanto nel novembre 2003, quando perse 1-5 in casa ai gironi contro l’Arsenal.

Su Sky, Maurizio Compagnoni riassume perfettamente l’iter della partita: “L’’Inter costruisce tantissimo, ma concede anche tantissimo”. Lo Schalke tira a rete 18 volte, tra cui 11 volte nello specchio della porta nerazzurra, mentre il Principe Milito, dopo il ritorno al goal, si mangia preziosi palloni in compagnia di Eto’o.

Se l’inizio del match era stato il contrario rispetto al derby, con Stankovic in rete al 1’ con una bordata da centrocampo di rimbalzo a una rocambolesca uscita di Neuer, i difetti manifestati dagli uomini di Leonardo sono stati gli stessi, potenziati, visti nella stracittadina, con tanto di espulsione di un difensore a ricalcarne il copione e con il medesimo finale in cui “l’Inter non esiste più”.

Per la Beneamata è un tracollo fisico, mentale, di gioco, di schemi, di tutto. Verrebbe spontaneo aggiungere un irriverente “olé”, che rispecchierebbe come i detentori del trofeo siano stati umiliati e fatti “ballare” dai tedeschi.

Il punteggio parla da sé di qualificazione compromessa, gli inviati fuori dagli spogliatoi di facce stravolte, silenzio irreale e atmosfera di disfatta.

Ma il peggio è ciò che dicono le cifre:  19 goal subiti in 9 incontri europei, addirittura 8 nelle ultime due partite (derby e Schalke).  Le uniche attenuanti per la difesa sono l’assenza dei titolari e l’espulsione di Chivu, che stavolta ritengo inopportuna e troppo severa (come già scritto in passato, in queste delicate occasioni i direttori di gara dovrebbero soppesare con più coscienza i cartellini rossi e le loro conseguenze).

Ora, mentre la consueta schiera di tecnici e opinionisti si sbizzarrisce in analisi di schemi e di moduli, Ladycalcio va al sodo con un unico interrogativo: come spiegare la strana ALTALENA DI PRESTAZIONI FISICHE di questi ragazzi nel corso degli ultimi mesi? Leoni plurivittoriosi nel maggio scorso, poi ombre vaganti per il campo sotto Benitez… resuscitati  d’improvviso  a leoni  dal carisma di Leonardo e lanciati in un’avvincente rimonta… poi, altrettanto improvvisamente,  di nuovo scoppiati, svuotati, senza più una stilla di linfa nei muscoli e nella testa. I ritmi della preparazione atletica (sempre che di “preparazione” si possa parlare) e dei relativi “picchi di forma” stagionali, non mi forniscono la risposta.

Nel dopopartita Sky, Leonardo affida le speranze di una rimonta miracolosa a Gelsenkirchen al rimanere uniti anche in un momento difficile. Ma intanto, nonostante il pochissimo tempo a disposizione per le indispensabili analisi “a porte chiuse”, anziché riunire la squadra ad Appiano, annulla l’odierna seduta e la spedisce per l’ennesima volta dove è già con la testa: in vacanza.

La missione impossibile fra otto giorni è segnare 4 goal in casa dello Schalke senza subirne. Per riuscirci, servirebbe qualcosina di più dell’ennesima giornata da pantofolai e delle urla in allenamento di Materazzi.

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Derby di Milano: l’Inter assente ingiustificata

Posted by ladycalcio su domenica, aprile 3, 2011

Leonardo non meritava una sconfitta così cocente. L’Inter ieri sera ha  perso male ed è apparsa spenta sin dall’inizio, forse stordita dallo svantaggio precoce.

È stato un derby nervoso, caratterizzato da troppe situazioni ambigue. La stracittadina milanese, si sa,  è sempre stata una sfida molto sentita; stavolta, tuttavia, complici il livore dei milanisti nei confronti di Leo e la pausa delle nazionali, si è trasformata in un derby parlato per 15 giorni e deciso dopo soli 47 secondi.

Un derby troppo chiacchierato e troppo nervoso, carico di tensioni e di episodi  quantomeno dubbi: la mano di Maicon, ritenuta involontaria nonostante il braccio allargato, la rete reclamata da Motta, situazione che nessuna moviola è riuscita a chiarire  (per regolamento, affinché il goal sia valido, il pallone deve aver superato completamente la linea di porta), l’espulsione di Chivu  per fallo su Pato lanciato a rete e ancora una volta, i troppi brutti falli impuniti su Sneijder.

Il reparto più in difficoltà mi è parso la difesa dell’Inter, che ha tuttavia l’attenuante di giocare da troppo tempo rimaneggiata e orfana di Samuel. Come imbambolata sulle incursioni di Pato e di Robinho, ha sofferto soprattutto la velocità dell’avversario su contropiede.  Ma il derby è stato condizionato anche dalla serataccia di Eto’o, soprattutto dal suo inspiegabile errore sotto porta nel primo tempo. Protagonista in negativo anche Cassano, che ha emulato l’amico Matrix facendosi espellere nel derby  per doppia ammonizione dopo essersi tolto la maglia… Dio non soltanto li fa , ma li fa anche diventare amici…

In tema di difensori, sarebbe opportuno che Leonardo svolgesse un paziente lavoro tecnico e psicologico volto a evitare i recenti eccessi di cartellini, se è vero che in poche partite la sua retroguardia ha fatto segnare l’espulsione di Cordoba, la squalifica di Lucio per somma di ammonizioni e il rosso a Chivu.

Migliori in campo secondo chi scrive, Pato per il Milan e Julio Cesar per l’Inter;  proprio Giulione, autore di alcune splendide parate, ha evitato ai suoi un “cappotto”.

L’Inter, già apparsa stranamente spenta durante la partita, sul finale non è più esistita. Certamente, l’essere rimasti in dieci (con i relativi sconvolgimenti d’assetto) non ha giovato agli uomini di Leo. Possiamo anche domandarci se su una compagine lanciata in una sfolgorante rimonta abbia inciso negativamente la pausa delle nazionali; oppure, se nella testa dei nerazzurri vi fosse già lo Schalke. Ma sarebbero solo illazioni che non porterebbero lontano.

I fatti dicono che il Milan, apparso più motivato e volitivo, ha vinto 2 derby in un campionato dopo 7 anni, portandosi a + 5.

Con tutto ciò, è presto per considerare chiuso il campionato. Anzi, quest’ultimo potrebbe diventare ancor più avvincente: i rossoneri, ieri assatanati e più motivati che mai contro il loro ex-tecnico, non si sono dimostrati altrettanto solidi nel confronto indiretto, perdendo preziosi punti contro avversari modesti (vedi Palermo). Paradossalmente, potrebbero rischiare di “rilassarsi” sul margine acquisito e aprire nuovamente la porta a una rimonta dei cugini nerazzurri, per i quali, di rimbalzo, lo scivolone potrebbe rosultare salutare. Infine, vanno tenute presenti due variabili non indifferenti: il calendario dell’Inter sembrerebbe più agevole, ma in compenso, il Milan ha la possibilità di spendere meno energie concentrandosi sul solo torneo nazionale.

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LADYCALCIO E MATERAZZI IL 2 APRILE

Posted by ladycalcio su sabato, aprile 2, 2011

Dopo il mio pesce d’aprile di ieri, Materazzi si è di nuovo rasato il cabezon. È la terza volta che accade dopo che pubblico un post tosto su di lui 😯 . Magari lo facesse in segno di venia…

Lo scherzo ha avuto un ottimo successo. Ma qual è stata la difficoltà maggiore nel redigere il “pesce”? Farvi credere che ritenessi Materazzi in predicato di partire titolare nel derby 😀 , quando stimo che tutt’al più, risultato permettendo, Leonardo potrebbe concedere al nostro disperato “eroe” un contentino di qualche minuto 😦 .

Oggi, 2 aprile (quindi, oltre il tempo massimo dello scherzo), confermo di aver davvero incontrato Matrix, con tanto di foto che lo testimonia. Soltanto, non mi è mai passato per la mente di pubblicare tale foto.

Per contro, è stata messa in bella vista 😉 sulla Gazzetta dello Sport di ieri una fotografia che ritrae Matrix con il suo idolo Cantona, in visita alla Pinetina: un modo come un altro per regalarsi qualche scampolo d’attenzione pre-derby 😉 .  Come avevo previsto, Marco” è stato anche il grande protagonista del “derby dei tatuaggi” 😀 , messo in risalto da Sky.

Un amico ha scherzosamente definito il mio pesce d’aprile “perfido” 😀 , in quanto ben costruito e impietoso. Confesso che mi sono divertita a immaginare la faccia di Matrix intento alla lettura, i suoi probabili improperi al mio indirizzo 😀 , la foto del pesce con il berretto n° 23 sul comodino ad Appiano 😀 …

Chi ha anticipato lo scherzo di 4 giorni è stato “Babbo Beppe” (la cacofonia stride almeno quanto le dichiarazioni 😀 ), padre di Materazzi, che a quanto riportato da calciomercatoweb.it, lunedì 28 marzo a Radio Kiss Kiss (una radio di Napoli) avrebbe affermato di vedere il figlio Marco come uomo di rappresentanza 😀  😀  😀 . Marco, udite udite, starebbe … in parte curando l’immagine del suo club attuale 😀  😀 . Ahimè …temo non avrebbe abboccato nessuno nemmeno il 1° aprile… 😦

Matrix, reduce dalla lettura del mio post “Materazzi e il giro delle sette chiese ” 😀 , è riapparso con aria di agnellino in “A tu per tu”, rubrica inserita nel “Countdown” di vigilia di Inter Channel. Nagaja Beccalossi: “Come per magia si è manifestato” 😀 . Ancora una volta, intervistarlo è toccato a Roberto Scarpini. Scarpini: “Matrix vuol dire derby?” Materazzi: ”Mah, visto l’ultimo, no”.  (Ci crediamo) . Eppure, come il “cugino” milanista Gattuso, Materazzi detiene l’allegro record del più espulso e più ammonito nella stracittadina:  “vanta” infatti 7 gialli e 2 rossi 😯 , rimediati rispettivamente per aver sollevato (già ammonito) la maglietta mostrando la scritta “auguri Davide” e perché l’arbitro Morganti, in una situazione contestata che vide in piedi tutta la panchina nerazzurra, vide – o meglio sentì – guarda caso, proprio lui che diceva: “Ma quando c**** fischi”?

Materazzi testualmente: “Io sono quello delle prime volte e anche delle ultime, perché non penso che ci SARA’ 😀 sarà tante altre circostanze e espulsioni del genere”. Ohhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh! Vuoi dire che il “grande uomo” stia meditando l’addio sotto i colpi di Calcio e Parole??

Di sicuro, da qui a là c’è comunque ancora il tempo per sciorinare qualche altra “perla” di grammatica 😀 (“preferisco essere odiato dagli altri perché ho sempre detto quello che HA 😀 pensato”), o di saggezza (“Se siamo amici (lui e Totti, ndr) è perché abbiamo del sangue nelle vene, non abbiamo acqua naturale” 😀 ).  Matrix definisce i compagni della pedata milionari che si allenano tre mezze giornate alla settimana “umili lavoratori” 😀 . Ma quando Scarpini chiude con un platonico “non si sa se giocherai”, lo sguardo di Materazzi si fa triste. Marco avrà anche rotto il ghiaccio con i mass media, ma continuo a percepire nel suo sguardo uno strano disagio e una tristezza di fondo.

Restando al canale tematico nerazzurro, c’è da segnalare un’iniziativa simbolica di sostegno morale al Giappone: un messaggio di augurio registrato dai giocatori nerazzurri e distribuito alle tv nipponiche. Si parte con il saluto “konnichiwa”, a cui seguono nome e cognome del giocatore, “forza Giappone” e un telegrafico in bocca al lupo in lingua nipponica.  In cui si cimentano tutti i giocatori meno Materazzi, che lo sostituisce con un “ciao”. (Potete trovare il video di “Inter 4 Japan” su inter.it)

Matrix tenta di sillabare qualche parola in francese  – sua bestia nera 😀 – imbeccato dall’ex-compagno Olivier Dacourt, suo amico da tredici anni e attuale collaboratore della tv francese TF1. Un altro parente prossimo a cui bussare alla porta 😉 . Con Dacourt, Matrix ha infatti registrato un’intervista alla Pinetina che andrà in onda domani mattina a Téléfoot (TF1). Ahimè: dopo aver fatto piangere i francesi (come recita la presentazione), ora, Marco rischia di far piangere i suoi stessi sostenitori 😦 . 

Materazzi, che compare per la prima volta su un’emittente francese dal Mondiale 2006, rimacina il vecchio tormentone della testata di Zidane e imbeccato appunto da Dacourt, ripete parola per parola:  “Rendez-vous avec Marco Materazzì 😀 dans Téléfoot” (appuntamento con Marco Materazzì – con l’accento sulla ‘i’ 😀 –  a Téléfoot, ndr), concludendo con “à bientôt” (a presto, ndr). Segue un teatrino desolante, che induce a domandarsi se il 1° aprile sia effettivamente passato 😦 .

La visione del provino in Internet è vivamente sconsigliata a chi vuol bene a Materazzi.

Combinato con una maglietta nera con la scritta “W la France” 😯 e un basco alla francese, Marco conclude l’intervista baciando un modellino della Tour Eiffel 😦 e alzando i pollici in segno di vittoria. Il suo derby l’ha vinto così.

http://tele.premiere.fr/News-Videos/VIDEO-Telefoot-Materazzi-repond-aux-questions-d-Olivier-Dacourt-le-3-avril/%28gid%29/2671116

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LADYCALCIO SVELA: ECCO LA MIA FOTO CON MATERAZZI

Posted by ladycalcio su venerdì, aprile 1, 2011

Non poteva tradirsi. Anzi, per tributare il massimo onore al mio ennesimo post ruggente (“Materazzi e il giro delle sette chiese 😀 ”, pubblicato domenica 20 marzo), Marco Matrix Materazzi ha bussato alla chiesa più vicina, pardon, alla porta del parente più prossimo: nientepopodimeno che a quella di “Babbo Beppe” 😀 , come si direbbe dalle sue parti, precipitatosi a Radio Kiss Kiss (un meganetwork napoletano 😀 ) per dipingerlo nell’improbabile ruolo di uomo-immagine. Se la cacofonia “Babbo Beppe” 🙂 mi fa ridere, mi fa sganasciare dalle risate l’idea che un Campione d’Italia, Campione d’Europa, Campione del Mondo, campione di tutto (olé! 😀 ) e sedicente uomo immagine 😀 ingaggi un simile disperato testa a testa con un blog. Non soltanto uscendone a pezzi, ma lasciando nella Rete le tracce indelebili della propria autodistruzione.

Voglio divertirmi fino in fondo e in attesa di ascoltare l’annunciata intervista a Marcone nell’odierna rubrica ”A tu per tu” (nel “Countdown” di vigilia di Inter Channel), voglio far divertire anche i miei affezionati lettori. Dubito invece che la foto pubblicata al link in calce divertirà Materazzi, in procinto di scoprirsi sotto braccio a Ladycalcio in incognita 😯 : un’idea da paura per chi ha avuto il terrore di incontrare una lady… 😦

Ma facciamo un passo indietro. Ricordate quel post del dicembre 2009, “Ladycalcio ha incontrato Materazzi ma lui non lo sa”? 😀  nel quale raccontavo di un mio incontro in incognita con il difensore nerazzurro? Se non l’avete letto o se lo ricordate solo vagamente, sarebbe opportuno che prima di proseguire nella lettura faceste un click sul link seguente:

https://calcioparole.wordpress.com/2009/12/14/ladycalcio-ha-incontrato-materazzi-ma-lui-non-lo-sa/ (Ma mi raccomando, ritornate: ne vale la pena! 😉 )

Rinfrescata la memoria? Sapeste in quanti, increduli o incuriositi, mi hanno chiesto di svelare dove e quando io abbia incontrato Materazzi. Richiesta quanto mai comprensibile in virtù della crescente curiosità creatasi attorno a Ladycalcio, protagonista del sempre più seguito “caso Materazzi”. Chi sarà mai questa Ladycalcio? vi domandate in molti. Una brutta racchia bacchettona :-(? Una strega che lancia fulmini dagli occhi? 8) Illazioni che non mi toccano. Qualcuno, tuttavia, ha insinuato che Ladycalcio potrebbe essere in realtà un uomo 😯 , un nerboruto omaccione che si fregia di un leggiadro pseudonimo femminile dietro il quale prendere a colpi d’ascia le sue vittime predestinate. Dunque, per non rischiare di smitizzare il mio personaggio di lady ”tosta” e il relativo accattivante fascino del blog, è opportuno che io faccia chiarezza sulla questione. Ebbene: mi si presenta un’occasione ghiotta, pressoché irripetibile, di prendere due piccioni con una fava:  fugare l’inquietante dubbio e giocare nel contempo a Matrix un tiro mancino. Come?  Pubblicando la mia foto insieme a lui in un momento strategico: alla vigilia di un derby delicatissimo, cruciale per le sorti del campionato, con l’Inter in emergenza difesa e Matrix – non esattamente un colosso dai nervi d’acciaio – in predicato di scendere in campo in caso di indisponbilità di Ranocchia o Chivu.

Quale il mio intento? Da tempo sto studiando, anzi, “sezionando”, il “grande uomo” 😯 Materazzi e le sue strane reazioni. Mi sono domandata: se i miei post bastano a sconvolgerlo al punto da suscitare in lui le reazioni infantili che sappiamo, come reagirebbe all’impatto psicologico di vedere disinvoltamente al suo fianco la persona che tanto teme e di constatare quanto mi sia stato facile avvicinarlo? Lo sapremo domani sera. Peraltro, in un momento in cui la stracittadina milanese assicurerà al blog un picco delle entrate.

Premesso che so per certo che Matrix e la sua “banda” visitano quotidianamente “Calcio e Parole“, vi confesso che non sto più nella pelle di verificare gli effetti dello scherzaccio: come si presenterà  Marco a San Siro dopo aver cliccato il link a fondo pagina e avermi vista sotto braccio a lui? A pezzi dopo una notte agitata da incubi 😯 ? In preda a una sindrome gastroenterica come quella che avrebbe colpito Zanetti a Monaco 😀 dopo il mio post sull’asta della Fondazione Pupi? Oppure, l’immagine gli farà tremare i tatuaggi sulle gambe costandogli un altro inverosimile forfeit in stile Brema? Non voglio pensare che Marcolino doppi l’uscita in ambulanza del derby d’andata, ci mancherebbe…

O forse,  cliccando su questo blog di prima mattina, ora di sabato sera il malcapitato Materazzi riuscirà a metabolizzare lo choc? Difficilmente stasera, seppur al riparo da occhi indiscreti nel ritiro di Appiano, Marco si addormenterà con la mia foto sul comodino 😀 . A meno che non lo consideri un modo per darsi la carica…

Ma ora, immagino che sarete curiosi: dove? Come? Quando? La foto, ambientata e scattata in un’occasione che Marco sicuramente ricorderà, dice tutto. Mostra un Matrix sorridente che sfoggia i mitici tatuaggi in tutto il loro splendore e che tutto sembrerebbe fuorché un tipo che annega in un bicchier d’acqua 😉 .

Ma tant’è. Dato che Marcone ha avuto paura di incontrarmi di persona 😦 , ora, se gli avanza una briciola di coraggio, può vedermi in faccia almeno virtualmente:

ECCOMI!

http://bit.ly/hzvPwp

 

 

Leggi anche:

https://calcioparole.wordpress.com/2008/11/24/perche-non-credo-piu-alla-sindrome-compartimentale-di-materazzi/


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