CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

Archive for the ‘Calcio inglese’ Category

TRIONFO EUROPEO LIVERPOOL, LE IMMAGINI DI LFC TV

Posted by ladycalcio su martedì, giugno 4, 2019

Sabato sera, battendo 2-0 il Tottenham a Madrid, hanno conquistato la loro sesta Champions League: sono gli inglesi del Liverpool, guidati dal tecnico tedesco Jürgen Klopp.

Non si è visto un calcio ai massimi livelli, ma comunque sia, portando due club in finale gli inglesi hanno nuovamente dimostrato di essere di un altro pianeta rispetto alle squadre del nostro campionato, meritatamente eliminate dalla competizione.

L’Inter, anziché le stelle è tornata a riveder le stalle https://bit.ly/2FecC2q ; sulla Juve si sprecano le barzellette sulla puntuale eliminazione a Pasqua (e nulla ha potuto Cristiano Ronaldo) https://bit.ly/2QMKdEC , per non parlare del “grande Milan”, neppure qualificatosi per la prossima edizione del torneo.

Intanto, in tema di Liverpool e Milan la storia del calcio continua a dar ragione a questo blog e al “pezzo profetico” scritto ancor prima della finale di Atene 2007.  https://bit.ly/1vEgjQk

Di seguito, Ladycalcio vi propone qualche bella immagine tratta dalla lunghissima diretta streaming di LFC TV, canale ufficiale del Liverpool, che domenica pomeriggio, per l’occasione, ha trasmesso in chiaro i festeggiameneti dei Reds.

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MESSI NULLO: “LA BARÇA” AFFONDA, LIVERPOOL IN FINALE!

Posted by ladycalcio su mercoledì, Mag 8, 2019

Quattro splendide reti per una storica rimonta sul Barcellona “già in finale”. E ogni volta Sky inquadra… Lionel Messi. Sarà un vizio, sarà una fissazione, chissà.

Sta di fatto che, ancora una volta, l’argentino è stato nullo, come gli capita troppe volte a dispetto della collezione di Palloni d’Oro e dei toni trionfalistici al suo indirizzo.

La serata di ieri, oltre a una grande lezione di calcio agli spagnoli, ha offerto una lezione agli opinionisti a senso unico infatuati dell’incostante numero 10 blaugrana: le doppiette di Origi e Wijnaldum dovrebbero aver dimostrato anche alle cervici più ostinate che al di là di Messi e Cristiano Ronaldo esistono altri giocatori: tatticamente migliori, fisicamente più costanti e mentalmente più forti, in grado di emergere – non di soccombere – quando la barca sta per affondare.

Leggi anche:

https://calcioparole.wordpress.com/2019/05/03/cari-opinionisti-sky-messi-non-e-il-messia/

Da “Repubblica”:

https://www.repubblica.it/sport/calcio/2019/05/08/news/champions_rimonta_psg_barcellona_liverpool-225750622/

Mediaset:

https://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/championsleague/alisson-mister-rimonta-e-l-incubo-del-barcellona_1274537-201902a.shtml

SkySport:

https://sport.sky.it/calcio/champions-league/2019/05/07/liverpool-barcellona-risultato-gol.html

IL VIDEO DEI GOAL SU SKY.IT

https://video.sky.it/sport/calcio/champions-league/video-liverpool-barcellona-4-0-gol-e-highlights/v509363.vid

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TOH, CHI SI RIVEDE… KARIUS!

Posted by ladycalcio su mercoledì, agosto 8, 2018

L’applauso scrosciante di tutto lo stadio: così è stato accolto ieri sera ad Anfield Loris Karius, il portiere tedesco del Liverpool che lo scorso 26 maggio, nella finale di Champions League disputata a Kiev, aveva affossato i Reds con due storiche papere.

https://calcioparole.wordpress.com/2018/05/28/disastro-karius-le-parole-di-oliver-kahn/

L’ingresso in campo è avvenuto gli ultimi 18 minuti dell’amichevole contro il Torino, vinta dagli inglesi per 3-1, in sostituzione dell’estremo difensore titolare Alisson, neoaquisto brasiliano pagato 65 milioni di sterline.

Quasi una standing ovation, dunque, a ridare coraggio al 25enne tedesco, che dopo la finale regalata al Real Madrid aveva lasciato il terreno di gioco in lacrime.

Ancora una volta, da oltre Manica ci giunge una lezione di sportività, prontamente ricambiata da Karius con un pubblico ringraziamento sui social.

Il commento di Gazzetta.it

https://www.gazzetta.it/Calcio/Premier-League/08-08-2018/karius-anfield-regala-ovazione-brividi-portiere-ringrazia-social-2904846087.shtml

Il post di Liverpool Echo

https://www.liverpoolecho.co.uk/sport/football/football-news/loris-karius-responds-anfield-reception-15002634

 

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GARY LINEKER: “ALLA FINE VINCONO SEMPRE I TEDESCHI”

Posted by ladycalcio su domenica, giugno 24, 2018

„Il calcio è un gioco semplice: 22 uomini rincorrono il pallone per 90 minuti, e alla fine vincono sempre i tedeschi.“

Questa la celeberrima frase che Gary Lineker, attaccante della Nazionale inglese degli anni ’80 e ’90, pronunciò dopo l’eliminazione ai rigori dell’Inghilterra ad opera della Germania nelle semifinali dei Mondiali ’90. Una frase che i tedeschi, da allora, non hanno mai smesso di citare.

Ieri sera, 28 anni dopo, in occasione della fortunosa vittoria della Germania sulla Svezia (2-1 ad opera di Toni Kroos su calcio piazzato al 95′), il 57enne Lineker ne ha twittato una riedizione riveduta e corretta:

“Il calcio è un gioco semplice: 22 uomini rincorrono il pallone per 82 minuti, i tedeschi subiscono un’espulsione, dopo di che 21 uomini rincorrono il pallone per 13 minuti, e alla fine, in qualche modo, i tedeschi rimediano una fottuta vittoria”.

Un’analisi colorita che sintetizza al meglio l’immeritato 2-1 della Germania sulla Svezia, tutt’altro che da Campioni del Mondo.

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DISASTRO KARIUS: LE PAROLE DI OLIVER KAHN

Posted by ladycalcio su lunedì, Mag 28, 2018

Portiere agile e reattivo tra i pali, dotato di ottimi riflessi – a cui abbina senso della posizione ed eccellenti mezzi fisici – ed efficace nelle uscite, sia alte che basse”. Queste le caratteristiche tecniche di Loris Karius, portiere del Liverpool, secondo Wikipedia.

https://it.wikipedia.org/wiki/Loris_Karius

Sabato sera nella finale contro il Real Madrid si è visto l’opposto: con le due colossali papere che hanno fatto il giro del mondo, Karius ha regalato la coppa a un Real Madrid tutt’altro che galattico, in cui, almeno per la terza partita di coppa consecutiva, Cristiano Ronaldo è stato un fantasma sul campo.

Tutti se la prendono con Karius, che ha ricevuto persino minacce di morte, ma a un’analisi seria, la colpa è anche di Klopp, che fra il non eccelso Mignolet e Karius appunto, chissà se per ragioni di nazionalità, ha puntato sul portiere tedesco.

“Mi dispiace molto per lui, perché aveva disputato una buona stagione”, ha esordito l’allenatore dei Reds sabato sera su ZDF. La sua ricetta per ripartire dopo il disastro? Che i suoi giocatori si liberino la mente concentrandosi sui Mondiali o andando in vacanza, senza più pensare alla Champions League sfumata. Per le analisi degli errori e i progetti futuri ci sarà spazio quando la squadra si ritroverà per ricominciare la preparazione.

Probabilmente senza Karius, che per dirla come i tedeschi, è stato l’“eroe tragico” della finale.

Sul secondo canale nazionale tedesco si è espresso anche Oliver kahn, ex-portiere del Bayern e della Nazionale Tedesca ed apprezzato opinionista di ZDF.

Autore di uno storico svarione nella finale mondiale 2002 fra Germania e Brasile (0-2), Kahn sa bene cosa prova il collega, a suo dire svantaggiato per l’inesperienza e la giovane età: “Una serata così può distruggere una carriera, perché lui (Karius, ndr) non è uno alla 2^ o 3^ finale che ha già vissuto situazioni del genere, non ha esperienza internazionale; per lui oggi era un esordio e ora, cavarsi il tarlo dalla testa comporterà un lungo e difficile lavoro quotidiano su se stesso. Se ne sentirà di tutti i colori; nelle prossime settimane o nei prossimi mesi potrà far di tutto, ma anche se giocherà bene non interesserà a nessuno. Gli diranno: ‘Sì, hai giocato bene, ma cos’hai combinato in quella finale? Deve metterlo in conto, metabolizzarlo. È difficilissimo valutare cosa provi lui ora, ma sono certo che ciò che prova adesso non è nulla rispetto a quello che proverà domani e nei prossimi giorni o settimane, quando ci rifletterà sopra a freddo e, da portiere, potrà rianalizzare cos’è accaduto in quei minuti”. Secondo il grande “Olli”, un’impresa “tutt’altro che facile”

Durante l’analisi del postpartita, ZDF ha mostrato le immagini di un episodio occorso due minuti prima del primo errore di Karius: una gomitata di Ramos che ha centrato la tempia del portiere tedesco, forse rimasto stordito o appannato nei riflessi.

Chi ha vinto in casa dei Reds – si fa per dire – sono quei tifosi del Liverpool che per i noti disguidi nei voli non sono riusciti a raggiungere Kiev, risparmiandosi una serataccia storica.

PS “Complimenti” a gazzetta.it per la traduzione incompleta e approssimativa delle parole di Kahn su ZDF. Ragazzi, rivolgersi a un traduttore professionista anziché al solito collega che “mastica un po’ il tedesco no, eh?  https://bit.ly/2J7dYin

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“AUGURI, EMLYN HUGHES!” LA GAFFE DI #LFCItaly

Posted by ladycalcio su lunedì, agosto 28, 2017

“La leggenda del #LFC Emlyn Hughes oggi compie 70 anni. Auguri!”

È il tweet apparso oggi su #LFCItaly, “account Twitter ufficiale in lingua italiana del Liverpool Football Club”, rimosso qualche ora (!) dopo la pubblicazione.

Lo svarione del solito traduttore improvvisato? Di certo, di qualcuno con poca cultura di  calcio inglese 😦

Emlyn Hughes, ex-centrale del Liverpool nato il 28 agosto 1947, è morto nel novembre 2004 di un tumore al cervello.

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COPPA D’INGHILTERRA: ROSSI CONTRO ARANCIONI

Posted by ladycalcio su domenica, gennaio 29, 2017

 

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È un contrasto cromatico inconsueto quello che ci ha proposto ieri pomeriggio Liverpool-Wolverhampton (1-2), incontro della 4^ giornata di Coppa d’Inghilterra trasmesso da Fox: rosso e arancione, un pugno nell’occhio per chi seguiva il match dagli spalti e per i telespettatori.

Sarebbe spettato al “Wolves”, squadra ospite che ha come colori sociali l’arancione e il nero, indossare la maglia di riserva per distinguersi agli sguardi dalla divisa rossa dei “Reds”. Così non è stato.

Oltre all’abbinamento dei colori, ha fatto molto discutere la formazione rimaneggiata con molti giovani mandata in campo dal tecnico dei “Reds” Jürgen Klopp, che seppur giustificata in vista del big match di martedì contro il Chelsea, è costata alla formazione del Merseyside l’eliminazione dalla Coppa.

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ERIKSSON SCIPPA L’EUROPA LEAGUE AL LIVERPOOL

Posted by ladycalcio su giovedì, Mag 19, 2016

Prima di parlare dei dubbi “vincitori”, parliamo dei veri sconfitti: il calcio vero, la giustizia sportiva e la trasparenza negli arbitraggi.

“Man of the Match”della Finale di Europa League 2016 è il 23° uomo, l’arbitro svedese Eriksson, che non sanziona due clamorosi falli di mano del Siviglia in area di rigore: il primo di Carriço e il secondo di Krychowiak, che addirittura si accoscia e spinge via di mano il pallone.

La vista Eriksson la aguzza invece sul raddoppio annullato ai Reds alla fine del primo tempo per fuorigioco passivo di Sturridge.

Su un corso della partita completamente falsato, nel secondo tempo gli uomini di Emery ribaltano l’1-0 di Sturridge grazie a una rete di Gameiro e a una doppietta di Coke (sul terzo goal spagnolo il guardalinee alza la bandierina, ma Eriksson conferma il goal). La truppa di Klopp, disunitasi, si sfalda e affonda.

Negli amanti del calcio la Finale di Europa League di ieri sera al St. Jakob Park di Basilea risveglia sospetti, fantasmi e brutti pensieri.

Straricco – e dunque potenzialmente al di sopra di ogni sospetto – Eriksson avrebbe abbandonato la sua professione per dedicarsi al suo hobby preferito: arbitrare. Se sia stata più infelice la scelta dell’hobby o la sua designazione per dirigere una finale europea è una bella lotta.  Sta di fatto che i cocci sono tutti del Liverpool, né paga la signorilità di Klopp nel glissare su un danno che manda in fumo la stagione e il lavoro suoi e della squadra.

Nel calcio vince chi la mette dentro, una volta di più. Non importa se con due falli di mano in area ignorati e relativi calci di rigore non concessi.

I fuochi d’artificio della 3^ Europa League consecutiva conquistata dal Siviglia illuminano a giorno le ombre dell’arbitraggio imbarazzante di Eriksson e i clacson degli spagnoli in festa coprono il fragore delle polemiche.

Agli annali vanno le tre vittorie consecutive del Siviglia nel torneo.  Ma c’è poco da esultare.

 

Un déjà vu, a suo tempo censurato:

https://calcioparole.wordpress.com/2007/07/01/milan-campione-d%E2%80%99europa-2007-fu-vera-gloria-2/

https://calcioparole.wordpress.com/2007/07/01/15/

 

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KLOPP CONTRO MOU: “NORMAL ONE” BATTE “SPECIAL ONE” 3-1

Posted by ladycalcio su domenica, novembre 1, 2015

Klopp batte Mou sito LFC

Liverpool esulta

Durante la conferenza stampa di presentazione di una ventina di giorni fa si era definito “The Normal One”, respingendo il paragone con José Mourinho.

Ma il vero biglietto da visita Jürgen Klopp l’ha calato ieri all’ora di pranzo, prendendosi il lusso di suonarle 3-1 al Chelsea dello “Special One” a Stamford Bridge. Una “massive victory”, per dirla con la stampa inglese, giocata su un calcio “heavy metal” – parole di Klopp – e sull’interdizione del possesso palla agli avversari.

Una vittoria scaturita da due magistrali reti dell’ex-nerazzurro Coutinho e da un goal di Christian Benteke, la carta vincente inserita nel 2° tempo al posto di Milner per rivitalizzare l’attacco. “One of the top managers”: così Mou aveva definito Klopp alla vigilia del big match di Premier League.

Carattere istrionico, sin dalla sua presentazione il tecnico tedesco si era conquistato il favore e la simpatia del pubblico, entrando nel cuore dei tifosi e facendo dimenticare il suo predecessore Brendan Rogers. E mentre fuori dalla Pinetina qualche interista ibernato ancora attende che Mou si degni di fermarsi per una foto e un autografo, i selfie dei tifosi dei “Reds” con Klopp hanno fatto in poche ore il giro della rete.

“Klopp” richiama non soltanto foneticamente la “Kop”, la curva del Liverpool; a Londra, la tifoseria si è schierata con il tecnico e con la squadra sotto di 1-0, incitandola e dandole la carica per la rimonta e la successiva vittoria.

Insomma, ad Anfield Road si ricomincia a respirare quello che gli inglesi chiamano “feel-good factor”. Ma guai a parlare di titolo, come ha fatto ieri un giornalista durante la conferenza stampa del postpartita: “Speravo di aver capito male la domanda”, ha glissato Klopp l’istrione.

Oltre che sul gioco, l’ex-tecnico del Borussia Dortmund deve ancora lavorare sul carattere della squadra, sulla coesione e sulla motivazione.
Che a lui l’X-Factor da coesione non faccia difetto, l’ha dimostrato dopo la vittoria contro il Bournemouth della scorsa settimana citando ogni singolo giocatore per nome.

Non gli manca neppure l’appeal mediatico, se è vero che in Germania il suo volto è stato scritturato per le pubblicità più disparate: dal rasoio elettrico alle automobili, dalla colla per carta da parati alle banche.

Parla speditamente inglese con la stessa concitata dizione con cui parla tedesco. Né se la prende perché i media inglesi, per motivi di grafica, scrivono il suo nome di battesimo – Jürgen – senza la dieresi. Più che alle regole della metafonesi, la sua attenzione è rivolta ai rinforzi per la prossima campagna acquisti. Già corre voce di un suo interessamento per Neven Subotic, difensore serbo del Borussia Dortmund.

E mentre “The Normal One”- con o senza dieresi – è il primo allenatore del Liverpool dopo la leggenda Bob Paisley (1974) a non perdere nessuno dei primi 5 incontri d’esordio sulla panchina dei “Reds”, il sedicente “Special One” José Mourinho, dopo la 9^ sconfitta stagionale, si trova a un passo dall’esonero. 😆

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BENITEZ, MOURINHO… A VOLTE RITORNANO

Posted by ladycalcio su sabato, Mag 18, 2013

A volte, ritornano. Ritornano i ricorsi storici, gli allenatori sulle panchine, i fantasmi. Si rincorrono grotteschi, capricciosi, forieri di rivalse e di vendette. Le ombre dei nemici giurati Rafael Benitez e José Mourinho, in particolare, sembrano intersecarsi secondo un intricato disegno karmico. Il primo si congeda trionfante dal Chelsea sollevando il trofeo dell’Europa League e prendendosi una doppia rivincita: verso i tifosi dei Blues, autori di un’infame accoglienza nei suoi confronti, e verso lo Special Arrogant, che nel Chelsea si è sempre identificato.

Il contrario di quanto accadde all’Inter, con il povero Rafa costretto a convivere con il fantasma del suo predecessore e con lo spietato confronto con lui (confronto peraltro impari, dato che il tecnico spagnolo ereditò una squadra già logora e priva degli adeguati rinforzi).

Ma a dimostrazione che la ruota gira, l’allenatore vincente 🙄 José Mourinho si congeda ora dal Real Madrid dopo aver perso il campionato, la Champions League, la Coppa del Re e il derby contro l’Atletico, buttato fuori dall’arbitro, dalla Dirigenza madridista e dai tifosi; vittima, da dopo la Supercoppa Europea, del suo stesso sarcastico motto: zeru tituli!

Il capriccioso walzer delle panchine starebbe per ricondurlo alla piazza dove Benitez ha appena chiuso da re. Stavolta, toccherebbe a lui ripartire facendo meglio dell’eterno rivale. Stavolta, sarebbe lui a non poter sbagliare.

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