CALCIO E PAROLE

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SCHWAZER BIONICO: MEGLIO CHE CON IL DOPING!

Posted by ladycalcio su lunedì, maggio 9, 2016

Schwazer rientro da squalificaParafrasando il buon Silvio si potrebbe dire: “Più forte della squalifica, più forte dei detrattori, più forte del doping”. Per dirla con Jannacci, “L’importante è esagerare”.

Dopo 3 anni e 9 mesi di squalifica per positività all’Epo, Alex Schwazer  sbaraglia il campo nella 50 km del Mondiale di Marcia per Nazioni vincendola in assolo in 3h 39’ 00 😯 e lasciando a 3’36” l’australiano Jarred Tallent, oro olimpico a Londra 2012. È il secondo miglior tempo dell’anno dopo quello del francese Yohann Diniz (3h 37’ 48), campione europeo 2014 a Zurigo, ma ottenuto su un percorso con 96 curve. 😯

Perbacco, che bisogno aveva di doparsi un simile robot umano?

Guarda caso, dopo lo scandalo doping che aveva estromesso la Russia, l’italica Federatletica si era prontamente accaparrata Roma come location organizzativa, garantendosi la messa in scena del chiacchierato rientro senza imprevisti di sorta, tipo il rischio che qualche giudice dal rosso facile del Burundi o giù di lì potesse rovinare la festa a Schwazer.

Splendido lo scenario dei Fori Imperiali, dell’Arco di Costantino  e del “biscotto”, come i marciatori chiamano in gergo il primo controviale delle Terme di Caracalla; ancor più splendido senza i russi e i cinesi.

Squadra di club creata ad hoc dopo la radiazione dell’altoatesino dalle file dei Carabinieri: lo sconosciuto sodalizio si chiama LG-Brixen (Bressanone) e conta un solo atleta tesserato: Alex Schwazer.

Tecnico “di facciata” Sandro Donati, ostentato paladino dell’antidoping ed ex-responsabile nazionale del settore velocità e mezzofondo (discipline che distano dalla marcia come Mercurio da Plutone); evidentemente, per il “reprobo” Alex nessun tecnico federale della marcia aveva voluto metterci la faccia. Ma state certi che ora faranno a gara per mettercela: dopo il ritiro del pluriritirato Ivano Brugnetti 🙂 – e data la stagnazione del settore  – chi può andare a caccia di medaglie a Rio se non Schwazer, volenti o nolenti?

Diversamente – statene altrettanto certi – Alex sarebbe stato lasciato alle marce solitarie fra boschi e valli d’or, proprio come nello spot del Kinder Pinguì.  Altro che Città Eterna.

Per la cronaca, Il Maestro dello Sport del Coni Sandro Donati che avrebbe pazientemente ricostruito Schwazer con l’amore di un padre ha confessato che fu proprio lui a segnalarlo alla Wada (World Anti-Doping Agency) e a mandargli il controllo a sorpresa che ne smascherò la positività – e qui, chi ci capisce è bravo.

Ginocchio destro tendente al varismo, gesto atletico delle braccia non perfettamente coordinato; ma la progressione dopo il 40° km è da marziano, tale da doppiare quasi tutti gli avversari.  Insomma, sembra proprio lo Schwazer di 1506 giorni fa, come se non avesse mai smesso. Potere dell’uomo rinato, dell’incredibile leggerezza dell’essere, del fresco amore sbocciato per Kathia. Potere del Kinder Pinguì. 🙂

Il Presidente federale Alfio Giomi gongola: “La marcia italiana esiste!” E il “cadreghino” suo e dello staff federale (per ora) resiste.

Immagine (goffamente) ricostruita a livello mediatico con teatrali esternazioni di dotta regia sull’uscita dal buco nero della depressione e della dipendenza dai farmaci, che mai e poi mai uscirebbero dalla bocca di quel semplice montanaro della Valle Isarco dall’accento crucco ritrovatosi in un gioco più grande di lui.

Per poi passare ai classici di rito: “Ho sbagliato, ho pagato”. “Ora non voglio più guardare indietro, voglio guardare avanti”. E via di seguito.

Una cosa non gli abbiamo mai sentito dire: “Chiedo scusa a tutti gli avversari puliti che ho defraudato di medaglie, piazzamenti, convocazioni, allori, gloria”. E che avrebbe continuato imperterrito a defraudare se non fosse stato beccato positivo a un controllo antidoping a sorpresa prima di Londra 2012.

Ai microfoni di  RaiSport, al termine della gara, i primi scivoloni dello Schwazer non imbeccato: “Penso che in questo Paese sono uno dei pochi che ha chiesto scusa”. Domanda: “Tu un tempo dicesti: ’Squalificherei a vita tutti quelli che si dopano’. Oggi cosa diresti?

Schwazer: “Dico che se questa fosse la regola allora magari tanti che dopo il 2008 sono arrivati davanti a me… non sarebbero arrivati davanti a me perché avrebbero preso la squalifica a vita e io di conseguenza poi non mi sarei dopato pure io. Ecco, questo a livello puramente sportivo, ho detto. Io penso comunque che è facile sempre giudicare, specialmente per chi non è  l’atleta che sta lì ad alto livello e deve conseguire la prestazione, no? Ci sono tantissimi moralisti però che sì, cos’hanno perso loro col doping? (vedi sopra ciò che non hai mai detto, Alex! ndr) Quei pochi che mi criticano io chiedo: chi è che ha perso di più col doping, io o voi? Mi sembra che ho perso più io, eh, perché gli ultimi anni non sono stati proprio bellissimi…

L’Advisor 🙂 Antonio la Torre: “Non possiamo pretendere la perfezione dopo 3 h 40’ di fatica; da domani pretenderemo più lucidità da tutti”. Alla faccia della perfezione e della lucidità!

Insomma, così come nel calcio vince chi la mette dentro – non importa come –  anche nell’atletica vince chi taglia per primo il traguardo – e tutto il resto è una libera interpretazione. Quattro le certezze: l’Italia vince l’oro mondiale a squadre, Schwazer stacca il biglietto per Rio, la Federazione ripesca l’unico possibile uomo da medaglia nella marcia e la vicenda doping finisce a tarallucci e vino.

E come se non bastasse,  la storia di Alex con il cane Sumi, uno shiba conosciuto in un parco romano durante gli allenamenti, sarà oggetto di un libro, di un telefilm e di una pièce teatrale.

La libera interpretazione del secondo classificato Jarred Tallent:”La percezione che si ha da fuori è che abbia vinto ancora una volta uno che ha barato”. Ma si sa, questi stranieri non sanno proprio perdere.

 

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MATERAZZI: DA UNA CLAMOROSA GAFFE A UN RINNOVO NON UFFICIALIZZATO

Posted by ladycalcio su venerdì, giugno 26, 2009

Eravamo rimasti alla non risposta di Matrix alla lettera aperta che gli avevo indirizzato il 9 maggio scorso su questo blog. Siete tutti testimoni del mio e del suo atteggiamento, delle mie argomentazioni e del vuoto di contenuti da parte dei suoi difensori d’ufficio. Dati i presupporti, le speranze  che nutrivo nel coraggio  e nello spirito di iniziativa del mio “antieroe” erano molto esigue. Deponevano  malissimo il suo mutismo verso i mass media, quel volto sempre imbronciato e soprattutto, quella trafila di stranezze che l’aveva visto finire ai margini degli schemi di Mourinho. Riassumiamo le ultime.

DOMENICA 10 MAGGIO A VERONA, poco prima del fischio d’inizio, Inter Channel lo dà fra i giocatori “a disposizione” (in panchina, ndr). Girando su Sky per la diretta di Chievo-Inter, eccolo invece in tribuna con il volto di un bambino che sta per piangere. Un ”dispetto” di Mourinho dell’ultimo minuto?

(Per inciso, dalla conferenza stampa del post-partita mi sembra di capire che anche Mourinho mi legga: per ben tre volte ripete autocompiaciuto il termine “ipocrita”, che compariva nella mia lettera aperta, come fanno gli stranieri quando imparano un nuovo vocabolo).

LUNEDI’ 11 MAGGIO , parlando alle telecamere in occasione della presentazione  del libro “Un carcere nel pallone”, a Milano, Matrix commette UNA GAFFE DAVVERO CLAMOROSA: “Potessi andarci io ogni tanto a Perugia”, afferma in relazione al permesso concesso in quei giorni ad Ibra di recarsi in Svezia. Ma come? Materazzi non doveva essere da poco rientrato proprio da Perugia, dove, stando alle fonti ufficiali, avrebbe soggiornato per diversi giorni svolgendovi un “intenso lavoro” di recupero dall’ennesimo “risentimento” :-)? Ricordate quale pandemonio aveva scatenato il mio post “Materazzi, vacanza a Perugia?”, che sottolineava come non fosse mai stato detto dove Matrix lavorasse nel capoluogo umbro, né sotto la guida di chi? Torno dunque a domandarmi:  in quei giorni, il n° 23 nerazzurro  era effettivamente impegnato nella riabilitazione a Perugia, oppure…..?

MARTEDI’ 12 MAGGIO. Sulla Gazzetta dello Sport,  Andrea Elefante riprende puntualmente la dichiarazione d’amore di Materazzi all’Inter e la sua poco convincente esaltazione di Mourinho a “numero uno” degli allenatori. Trovo ancor meno convincente la versione secondo cui Mou sarebbe contento 🙂  di averlo ancora in squadra per altri tre anni.

SABATO 16 MAGGIO, nella conferenza stampa del pre-partita, Mourinho ricambia le belle parole del suo giocatore, esaltandolo come il suo “centravanti inglese in panchina” per Inter-Siena.  Ma una volta di più, si ferma alle  belle parole.

DOMENICA 17 MAGGIO :  “il nostro” in panca ci rimane,  mentre il mister premia con l’entrata in campo persino Orlandoni. Avevo scritto che al Meazza il grido “Tutti pazzi per Materazzi” tace per intere partite? Matrix deve aver fatto un disperato appello alla sua clacque per smentirmi.  Con tutto ciò, il grido mi sembra un po’ soffocato.

DOPO LA FELPA VOLGARE, ANCHE LO STRISCIONE. Nella notte fra sabato e domenica, Materazzi aveva festeggiato il 17° Scudetto esibendo dal pullman giunto in Piazza del Duomo il noto striscione volgare in risposta ad Ambrosini, riaccendendo una vecchia polemica ormai sopita. Un eccellente “esempio di sportività”, da parte di una sedicente “bandiera dell’Inter”, proprio in un momento in cui si tenta disperatamente di arginare il fenomeno del tifo contro e degli striscioni offensivi da parte dei tifosi puntando sull’esempio dei professionisti! Se arriverà il deferimento, sarà sacrosanto, come lo era stato due anni fa per il milanista.

Come già scritto, nel post sullo striscione volgare pubblicato sul suo blog domenica 17 maggio (magnificato dal popolino dei fedelissimi con commenti indegni di nota), Matrix mi scimmiotta il concetto di “lord”. Avevo appena definito il suo look e i suoi modi davanti all’Alta Corte di Londra “da piccolo lord”? Eccolo affermare: “ Non sono un lord, sono Materazzi”. Eppure, quante volte Matrix ha provato ad  ostentarsi un lord soprattutto sul piano che più conta, quello interiore della sensibilità e della nobiltà d’animo? Purtroppo, al di là delle interviste preparate di Paolo Bonolis e dei capitoli strappalacrime della sua autobiografia, Marco non fa che dimostrarmi di essere “il solito Materazzi”.

A sorpresa, SABATO 30 MAGGIO Materazzi non viene neppure convocato per Inter-Atalanta. La versione ufficiale parla di infortunio :-). Sia la versione, sia l’infortunio mi puzzano di diplomatico lontano un miglio. Il giorno prima, in allenamento, Matrix aveva riso e si era divertito come un bambino davanti alle telecamere. Troppo.

IL BILANCIO DI MATERAZZI nel girone di ritorno la dice lunga sulla sua stagione fallimentare. Su 24 incontri ufficiali, Matrix ha collezionato  5 sole presenze (di cui 2 in Tim Cup), a fronte di 11 non convocazioni, 6 panchine e 2 tribune. Non meravigliatevi dunque se difficilmente lo troverete sui poster dell’Inter Campione d’Italia 2009-‘10  😦 .

All’ultima casalinga, il Campione del Mondo 2006 resta mestamente a fare da spettatore adagiato sull’erba a bordocampo. Sul perché si può discutere, mentre è un fatto che Materazzi non sia più sceso in campo a San Siro in un incontro di campionato da Inter-Juve del 22 novembre ’08 :-(.  A onor del vero, nella pacchianata generale della successiva “festa”, alla famiglia Materazzi va riconosciuto il merito di aver rispettato il lutto.

AVRA’ DAVVERO PROLUNGATO IL CONTRATTO?

Ai primi di giugno, le improbabili sirene inglesi, fiorentine, bolognesi, laziali (e chi più ne ha più ne metta) che volevano Materazzi richiesto dalle squadre più assurde, vengono improvvisamente messe a tacere dalla notizia del (presunto) prolungamento del suo contratto con l’Inter fino al 2012.

PRIMA STRANEZZA: perché allungare il contratto a un giocatore in chiara crisi, pochissimo utilizzato, che a quanto mi risulta Mourinho aveva messo in cima alla lista nera? Eppure, nonostante il bilancio di panchine e tribune sopra illustrato, avviene il miracolo: tutt’a un tratto Mou ritiene Materazzi utile all’Inter del futuro :-). Voglio esagerare: per ben 3 stagioni a venire! Troppa grazia, santo patron di Milano!

SECONDA STRANEZZA: quanti interventi chirurgici, infortuni, risentimenti avrebbe subito Matrix nelle ultime 2 stagioni? Stando alla versione ufficiale, davvero parecchi, al punto da far dubitare (ma non a Ladycalcio) della sua integrità fisica. Delle due l’una: o l’Inter ha deciso di fargli pluriennale beneficenza, oppure,  il giocatore non è poi così “rotto” come tanti pensano. Un sollievo ai rimorsi di Rosenberg, che gli avrebbe sfondato l’arco zigomatico :-), e di quello sconosciuto ungherese, nello scontro con il quale avrebbe rischiato la carriera 🙂 !

TERZA STRANEZZA, purtroppo in sintonia con quell’alone di scarsa trasparenza che da un po’ di tempo a questa parte avvolge le notizie ufficiali su Materazzi: a tutt’oggi, la notizia del prolungamento del suo contratto non è ancora stata ufficializzata dal Sito Ufficiale di FC Internazionale. “L’Inter e Toldo, insieme fino al 2011” vi si leggeva lo scorso 2 marzo. E ancora: “Milano F.C. Internazionale e Francesco Toldo comunicano che, oggi pomeriggio (dunque, l’ufficializzazione avviene  il giorno stesso della firma, ndr), nella sede di Palazzo Durini, sono stati firmati i documenti per il prolungamento del contratto: con reciproca soddisfazione è stato raggiunto e siglato un accordo biennale, che scadrà il 30 giugno 2011”. Così è stato per Mourinho (“L’Inter e Mourinho insieme fino al 2012 “) e per tutti gli altri rinnovi.

Guarda caso, meno che per Materazzi. Sulla Gazzetta dello Sport del 9 giugno, Nicola Cecere scrive: “Una lieta notizia per tutti i tifosi nerazzurri: l’Inter sta per depositare il nuovo contratto firmato la scorsa settimana da Marco Materazzi nello studio di Rinaldo Ghelfi, il noto professionista milanese che affianca Moratti da sempre. Come anticipato alla Gazzetta, la scadenza è stata portata al 2012 (…).

Il foglio rosa, che  sembrerebbe ben informato e circostanziato, ribadisce la notizia l’11 giugno: “Eterno Matrix – Materazzi ha rinnovato con reciproco piacere. Anche Mourinho si è detto convinto che ci sarà utile a lungo” 🙂 . La notizia del contratto “spalmato” viene diffusa dai notiziari televisivi, dai quotidiani, persino dai giornaletti del metro 🙂 . Moratti la ribadisce in un’intervista (come tuttavia lo scorso anno aveva ribadito che le voci dell’arrivo di Mourinho erano tutte balle… 🙂 ),  ma cosa strana, a fine giugno l’ufficializzazione deve ancora venire. Perché?  Materazzi ha davvero firmato quel contratto? Non è che già dal prossimo mercato di riparazione, dopo un’altra manciata di panchine e tribune … taca banda, giornalisti amici e procuratori ricominceranno a spararcelo a salve in tutte le squadre più scalcinate o improponibili d’Italia e d’Europa?  Già il Messaggero del 22 giugno ipotizza per lui un prossimo futuro alla Lazio e il 25 giugno, NapoliSport.net parla delle attenzioni dei partenopei  per il centrale nerazzurro,  e della sua “prossima separazione” dall’Inter… 😦 . Allora, a che gioco giochiamo?

Oppure, se il giocatore ha effettivamente firmato, cosa si vuole nascondere? È forse stato messo a pane e pesce e tenuto “per grazia” a cifra da saldo? Forse il contratto gli è stato ritoccato nel senso di “pago un anno e giochi tre”?  😦 Non per nulla, il 10 giugno, davanti alle telecamere Moratti parla di un prolungamento “in modo anche utile e comodo per la Società”. Allora, dove sta il problema questa volta, per tutti i numi?

Si gioca forse sul fatto che l’attenzione dei tifosi, già abbastanza distratti nel leggere le notizie,  è attualmente distolta da Materazzi dalle vicende di Ibra e Maicon?  Ladycalcio non si lascia distogliere e resta in attesa dell’ufficializzazione

Nel frattempo, per non cadere in sospetti infondati e non dare eccessivo credito alle voci incontrollate, ho espresso i miei dubbi  al canale tematico Inter Channel. Gli annunci ufficiali relativi ai contratti dei giocatori  – questa la risposta in TV in “Zona Mista” di oggi pomeriggio per bocca di Roberto Scarpini – vengono dati soltanto dopo che tutti i documenti ad essi relativi sono stati debitamente sottoscritti e depositati.  Di questo ero naturalmente a conoscenza.  La notizia del rinnovo di Materazzi, confermata per bocca di Moratti, sarebbe comunque da considerarsi certa. Infatti, a  quanto si lascia intendere, alla sua ufficializzazione mancherebbe soltanto la definizione di qualche dettaglio o pratica burocratica. Rimane un interrogativo: perché queste lungaggini riguardano soltanto Materazzi, che secondo la Gazzetta avrebbe sottoscritto il rinnovo all’inizio di giugno?

D’altra parte, devo dire che se Matrix avesse effettivamente prolungato il contratto, al suo posto avrei fatto la stessa scelta. Infatti: 1) ho motivo di pensare che da parte delle altre squadre non vi fosse la fila per aggiudicarsi sue prestazioni sportive; 2)  l’Inter è una signora squadra, dove pur non giocando da titolare, Materazzi potrebbe ancora vincere altri titoli italiani e rincorrere il sogno della Champions League, oltre ad assaporare le emozioni più belle per un atleta:  il boato della Curva al suo ingresso in campo per la premiazione (che il 31 maggio mi è parso convinto), quella coppa da alzare, i colori nerazzurri sul cuore, ecc.; 3) l’Inter gli offre un bell’ambiente, nel quale è già inserito da tanti anni;  4) rimanando a Milano, eviterebbe ai figli il disagio di dover cambiare città e scuola; 5) a 36 anni potrebbe continuare a raccogliere soddisfazioni e a rimpinguare il conto in banca senza incorrere nello stress fisico, nella pressione mediatica e  nelle responsabilità  che gravano sui chi scende in campo 2 volte alla settimana; 6) last but not least, qualcosa mi dice che Materazzi, prolungando il contratto fino al 2012, avrebbe buone speranze di rimanere all’Inter molto più a lungo di Mourinho…. 🙂

Eppure, il volto scuro di Matrix non mi fa pensare a una risoluzione così felice. Strano anche che Marco sia volato oltre oceano senza neppure dare l’annuncio dell’avvenuto rinnovo sul suo blog, subissato sì di messaggi festosi da parte dei suoi fedelissimi, ma per una notizia mai ufficializzata!

Dopo aver commentato il presunto prolungamento del  “periodo di permanenza” all’Inter del suo pupillo, Moratti ha così scherzato: “ … per poi vedere ancora, essendo giovane, cosa dovrà succedere in futuro”.

È quello che aspetto di vedere anch’io.

(Continua…)

https://calcioparole.wordpress.com/2009/03/22/materazzi-vacanza-a-perugia/

https://calcioparole.wordpress.com/2009/05/09/lettera-aperta-a-marco-materazzi/

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MATERAZZI: LETTERA MORTA

Posted by ladycalcio su venerdì, giugno 19, 2009

Materazzi blocco 4

Come volevasi dimostrare. La lettera aperta a Marco Materazzi,  pubblicata il 9 maggio scorso su questo blog con invio del link all’indirizzo email del blog di Matrix, ad Inter Channel e a due giornalisti  molto vicini al giocatore, è rimasta lettera morta.

Non vedo che due alternative: o  Materazzi è in grandissima – e sottolineo grandissima – difficoltà, al punto di essere finito KO dinanzi al mio scritto e alla mia persona, oppure tace e acconsente.

Marco ne esce in ogni caso malissimo. Le risposte che non mi ha dato  me le ha comunque fornite il suo silenzio, non esattamente da “grande uomo”.  Il “Guerriero”  ha scelto  ancora una volta la fuga, delegando ai suoi disperati “difensori d’ufficio” i soliti puerili scimmiottamenti delle mie sequenze ragionate. E se neppure la grande  Cita sarebbe arrivata a tanto, Matrix è un Tarzan in disarmo.

Da compatimento sono certi messaggi apparsi sul suo blog a proposito del noto striscione volgare esposto in risposta a quello di Ambrosini di due anni fa. Per inciso, dopo che ne avevo  definito il look e i modi davanti all’Alta Corte di Londra “da piccolo lord”, nel suo post del 17 maggio Matrix mi aveva subito scimmiottato il concetto: “ Non sono un lord, sono Materazzi”. Ahinoi, “il solito Materazzi”, che secondo  i suoi lettori, avrebbe “risposto con eleganza” (!!!) al collega rossonero. Per gli irriducibili, Matrix sarebbe addirittura “un esempio per noi italiani” ,” un simbolo dell’Italia nel mondo” (!!!). E ancora: “dopo il gol che hai fatto nella finale del Campionato del Mondo con la Francia, tutto ti può essere perdonato e concesso”. Dato che il tutto viene avallato senza contraddittorio, considero riaffermati , per risposta indiretta, i “valori” di cui avevo chiesto conto a Materazzi nella mia lettera aperta.

Non ci si preoccupa nemmeno più della facciata,  se è vero che la moglie Daniela (a proposito: complimenti per la gestione del blog!) , come scrive lo stesso giocatore, starebbe tentando di iscriversi  a un gruppo di Facebook chiamato “Non sono un lord: sono Materazzi”.  Costruireste la vostra famiglia su questi  principi?

L’avevo dipinto come un piccolo uomo? Come un personaggio finto e costruito? Lo vedevo triste? Avevo scavato nel vuoto di valori di chi lo difende? Ecco moltiplicarsi  “grande Marco, grande uomo”, “ uomo vero e sincero”, “uomo con dei valori”, addirittura “allegro” : messaggi talmente simili l’uno all’altro da sembrare … clonati.  Ladycalcio lo critica? Ecco spuntare una fantasmagorica Lady Matrix” a difenderlo.

Sorprendono la puerilità e la povertà di idee, di sinonimi , di tutto. L’approccio mi rammenta un mio vecchio compagno delle elementari:  Tommaso – così si chiamava – era l’ultimo della classe. Durante le prove scritte copiava tutto – proprio tutto – dal compagno di banco secchione. Un bel giorno, finì per copiargli anche nome e cognome e per consegnare alla maestra il compito intestato “Sergio  ******”, divenendo lo zimbello della scuola.

Ma la perla del mese, a fronte dell’insensibilità che avevo constatato in Marco verso una persona in difficoltà, è la richiesta di un aiuto psicologico da parte di uno spasimante che, udite udite, nel maggio dello scorso anno, durante una partita di play off, avrebbe subito la rottura del crociato anteriore e posteriore del ginocchio con interessamento del menisco. Nonostante l’infortunio, sarebbe rimasto in campo per tutto il secondo tempo e i supplementari (!) e, voglio esagerare, avrebbe persino segnato un goal.(!) Tutto questo, manco a dirlo, grazie all’emulazione della grinta di Matrix. Operato il 5 Novembre (6 mesi dopo l’infortunio !), ad altri 6 mesi di distanza (!)  il ragazzo scrive  a Materazzi che “sarebbe molto importante per me ricevere qualche tua parola” per affrontare il recupero. Questa, Cita ce l’avrebbe risparmiata.

Ho addotto questi esempi di bassa lega per farvi comprendere come Materazzi si sia nascosto dietro la solita maschera e come, anche stavolta, gli siano mancati  il coraggio, la forza e le parole per dimostrare  un comportamento da uomo. Me l’aspettavo, ma ho voluto ugualmente dargli un’occasione davanti a tutti voi. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: eloquente ed impietoso, con buona pace dei “desperados” votati alla sua difesa d’ufficio.

Riferendosi al suo sito, Matrix scrive: “ so che qui mi legge chi ha voglia di capirmi, non solo di giudicarmi”. A capirlo ci  ho provato – e ne siete tutti testimoni. Credo anche di aver ormai capito perché il n° 23 nerazzurro sia finito ai margini degli schemi di tre allenatori (Mancini, Mourinho e Lippi) nonostante la sua prestanza atletica. Una situazione umiliante, resa ancor più penosa dall’alone di fumo che avvolge regolarmente i fatti, le notizie e le dichiarazioni che lo riguardano. Analizzeremo l’ultima sequenza fra qualche giorno, nel prossimo post, in cui vi svelerò anche una CLAMOROSA GAFFE DI MATRIX SFUGGITA A TUTTI I MEDIA.

Per ora, mi limito a farvi osservare come Materazzi, nonostante le belle parole spese per lui a livello ufficiale, non scenda in campo a San Siro  in un incontro di campionato da fine novembre, epoca della pubblicazione del mio post “Perché non credo più alla sindrome compartimentale di Materazzi”. All’ultima di campionato, Mourinho non gli ha concesso nemmeno lo spazio di un minuto. Confesso che, in quell’occasione, ho provato pena ad osservare 90 e passa kg di atleta mestamente adagiati sull’erba a bordo campo in mezzo ai bocciati. Il Campione del Mondo 2006 a fare da triste spettatore all’incontro con la schiena appoggiata  al blocco numero 4 del podio per la premiazione, che sarebbe stato montato di lì a poco. Ironia della sorte (vedi foto), il numero della bocciatura piena si trova proprio sopra la sua testa, a rafforzare l’immagine e  a suggellarne la disastrosa stagione.

Ho capito tante altre cose che non dico. So che Materazzi mi legge e mi teme. Lo vedo impantanato in se stesso, in  crisi profonda e molto solo. Purtroppo, questa situazione l’ha creata lui dal nulla. Non nego che la mia lettera aperta fosse anche una mano tesa che Marco non ha saputo cogliere, vuoi per falso orgoglio, vuoi perché trovatosi di fronte  a una montagna che non ha saputo affrontare. Lasciamo dunque i ritornelli sul grande uomo a quei poveracci di suoi difensori d’ufficio: se non ho mai creduto che Matrix abbia rischiato di perdere una gamba, ora credo che stia perdendo irrimediabilmente la faccia – e loro insieme a lui.

Ritengo anche che il suo comportamento verso di me disonori l’Inter, di cui sarebbe una “bandiera”. Mi domando cosa penserà di lui dall’alto Facchetti, della cui stima Marco andava così fiero. Nella sua autobiografia, scrive che “come un bravo papà magari in privato mi sgridava”. Lo  chiama “maestro”,”uomo speciale”, “esempio di correttezza”,  ne ammira “eleganza e classe”. Giacinto si sarebbe mai comportato con me come ha fatto lui? Sicuramente no. Come Presidente dell’Inter, avrebbe tollerato e assecondato la villanata che ho subito da parte di un suo giocatore? Non credo proprio. Dato che Matrix è credente, non si vergogna davanti al suo maestro? Ne esalta sì l’esempio, ma ancora una volta, si ferma alle belle parole…

Tuttavia, almeno un santo protettore altolocato Materazzi deve averlo. Un santo potente, se  è vero che  una sindrome compartimentale acuta gli è stata miracolosamente risolta per via endoscopica con un’incisione di soli 2 cm. Se l’intervento all’arco zigomatico sfondato non gli ha manco scalfito il basettone. Se Mourinho, poco amante del carnevale, l’ha accolto in maschera. Se l’irremovibile tecnico, dopo averlo relegato per mesi in panca e in tribuna, per  improvvisa illuminazione dall’alto afferma ora di ritenerlo molto utile per l’Inter del futuro. Se giornali e TV vengono inviati in legioni in sua difesa dopo ogni mio post che lo riguarda. Se Matrix – caso unico nell’Inter – sfugge alle leggi naturali degli eventi, delle rubriche e delle interviste al canale tematico. Se Materazzi, comunque si comporti, trova sempre grazia presso l’”Altissimo”. Ebbene: da amante dell’iconografia religiosa, vorrei dare un volto a tale santo.

Un santo che mi volta le spalle. Ogni cosa a suo tempo, ma credo di essere sulla buona strada.  Tutti i nodi vengono al pettine.  Nel  mio quadro degli eventi, Materazzi si delinea sempre più come l’antieroe  di Budapest e di Brema, mal gestito e  pessimamente spalleggiato nei miei confronti in qualche alta sfera .

Non mi fermerò fino a che non sarà chiaro chi, in tutta questa vicenda, mi ha remato contro – e continua ostinatamente a farlo; il perché; quali calunnie siano state riferite a Materazzi su di me – e da chi – per terrorizzarlo in quel modo sul mio conto, senza che mi venisse concessa la possibilità di difendermi. Intendo venire a capo di questi interrogativi a qualunque costo.

Non me ne vogliano coloro a cui renderò la vita difficile. Se anziché la discreta scorciatoia interpersonale Matrix & Co. preferiscono la maratona in salita sotto i riflettori, tanto peggio per loro. Ladycalcio non ha problemi di tenuta.

(Continua…)

https://calcioparole.wordpress.com/2009/05/09/lettera-aperta-a-marco-materazzi/

https://calcioparole.wordpress.com/2008/11/24/perche-non-credo-piu-alla-sindrome-compartimentale-di-materazzi/


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I difensori del difensore hanno toccato il fondo

Posted by ladycalcio su giovedì, aprile 2, 2009

Non mi era mai accaduto, in quasi due anni di vita di questo blog, di dover bannare un lettore. E dire che di argomenti “caldi” Calcio e Parole ne ha trattati tanti, a partire dalla censura al mio fatidico commento alla Champions League ’07 del Milan. È successo purtroppo in più di un’occasione in questi giorni, dopo la pubblicazione del post “Materazzi: vacanza a Perugia?”

Premetto che Calcio e Parole è un blog di analisi scomoda, di critica pungente, sferzante e a volte feroce, ma al tempo stesso uno spazio democratico, che anche in merito all’articolo in questione ha pubblicato tutti i pareri dissenzienti, a condizione che fossero stati espressi in termini corretti e civili, con tanto di dialogo e dibattito con i lettori. Per una questione di decoro e di rispetto per chi legge, Ladycalcio dice invece da sempre no alla volgarità, all’insulto e al linguaggio triviale.

La schiera di sedicenti lettori umbri materializzatasi in difesa di Materazzi , squallidi “difensori d’ufficio” di basso profilo ingaggiati da chissà chi, si è purtroppo distinta per il penoso livello di ignoranza e di maleducazione e per il vuoto assoluto di contenuti, “colmato” sbracando in offese e volgarità.

Nei giorni scorsi, è successo di tutto: nickname riciclati, strani incroci di email, esternazioni allucinanti, tali da fare addirittura dubitare della salute mentale del mittente…

Mittente che, in un paio di occasioni, si è dichiarato appartenente all’entourage di Materazzi (in termini che preferisco non specificare). Ladycalcio prende ovviamente le distanze dalla veridicità di tali attribuzioni, si astiene dalla pubblicazione dei messaggi in oggetto- così come dei nomi e dei riferimenti in essi contenuti – ma li conserva con i rispettivi IP, riservandosi ulteriori approfondimenti in merito alla loro provenienza.

Quanto a chi ha cercato di strumentalizzare l’equivoco fra censura di una voce libera e rispetto delle regole della decenza, non perdo neppure tempo: la bassa forza della Rete potrà presto consultare il regolamento del blog (di prossima pubblicazione, che ho applicato anche eliminando i messaggi “sotto la cintura contro  Matrix) e accomodarsi altrove.

Perché questo accanimento? Le reazioni livorose suscitate dalle mie riflessioni, mi fanno pensare di aver colto una volta di più nel segno, o perlomeno, di aver affrontato un argomento assai più scomodo di quanto non credessi. Strano. Lo stesso Matrix ha affermato che il fardello di insulti, improperi e critiche ingiuste che deve quotidianamente sopportare da detrattori, tifoserie avversarie, mass media & Co. gli ha reso le spalle larghe. Altrettanto dicasi dei suoi fedelissimi… Perché dunque stracciarsi le vesti per qualche considerazione scomoda apparsa su un piccolo blog “di nicchia”? Forse perché il “blog piranha”, attualmente, sembra essere l’unica fonte al Mondo ad analizzare e approfondire le incongruenti notizie ufficiali diffuse su Matrix?

Ho soprattutto criticato la notizia di Materazzi a Perugia per come è stata data e non seguita. Il titolo del post “Materazzi: vacanza a Perugia?” era volutamente provocatorio, alla pari del contenuto dell’articolo: ho ironizzato su un improbabile protocollo di recupero a base di shopping e tè con i pasticcini e ancor di più sul presunto desiderio di evasione dal gruppo da parte di un giocatore superpagato, reduce da gran parte del campionato trascorso in famiglia e, ciò nonostante, dato per desideroso di staccare da una realtà in cui vive nella bambagia, oltre che già proiettato con i pensieri alla vita del dopocarriera.

Ma sarà proprio così? Saranno stati davvero questi i motivi dell’allontanamento di Matrix da Appiano e dal gruppo? Sono convintissima di no (si vedano anche i commenti n° 29 e 60 al post in oggetto, integrativi del pensiero di Ladycalcio).

Tuttavia, qualsiasi persona che viva a contatto con la difficile realtà quotidiana è autorizzata a scandalizzarsi di una simile versione, stante soprattutto il programma dei non nazionali nerazzurri nelle ultime 2 settimane: 2 giorni di riposo dopo Inter-Fiorentina, 2 giorni di riposo dopo Inter-Reggina, 2 giorni di riposo nell’ultimo weekend: 6 giorni di sollazzo su 14 (e, per il resto, un solo allenamento giornaliero), alla faccia delle 3 partite alla settimana previste fino a fine stagione! Ecco perché tanti lettori, con i tempi che corrono, si sono scandalizzati del “disagio” di Matrix e della sua presunta “evasione” in quel di Perugia. Versione a cui continuo a non credere.

Pensate all’ infortunio di Maicon. Giustamente, nel momento immediatamente successivo alla lesione, il giocatore non è sato esposto allo stress del viaggio di ritorno in Italia. La notizia, prontamente seguita dai mass media, è trasparente: per circa 10 giorni, Maicon sarà affidato alle cure del Prof. José Luis Runco, responsabile dello staff medico del Brasile, da tempo stretto collaboratore del Prof. Combi.

Al contrario, l’infortunio di Matrix è stato ancora una volta caratterizzato da quell’alone di enigma e da quel silenzio imbarazzato e imbarazzante. L’ennesimo “segreto di Pulcinella”? Un esempio banale: Matrix lavora intensamente nella città nella cui squadra ha militato? Strano che sul sito del Perugia non vi sia la minima traccia di una news relativa alla sua presenza al campo, o almeno, di un suo saluto al suo vecchio caro club…

Seguendo il Sito Ufficiale di FC Internazionale, si legge spesso del benvenuto ad Appiano ad ex-nerazzurri, campioni impegnati in uno stage, atleti in riabilitazione (l’ultimo della serie è stato Andrew Howe). Perché mai far calare una cortina di silenzio su un Matrix che si fosse mostrato volonteroso e impegnatissimo a ritrovare la miglior forma nella “sua” Perugia? Non ne vedrei la minima ragione…

Digitando “Materazzi a Perugia” su Google, la notizia più recente segnalata attualmente dal motore di ricerca è il link a questo blog, seguita da un’improbabile voce che vorrebbe il ritorno del centrale nerazzurro alla sua ex-squadra, in…. C1.

Per non parlare del titolo del quotidiano “Il Giorno” di domenica scorsa: “Materazzi scalpita per rientrare”. Peccato che l’articolo vertesse su tutt’altro e che l’unica “nuova” contenutavi su Matrix fossero le parole tratte dal suo blog, risalenti a … 9 giorni prima (!)

La Gazzetta dello Sport di lunedì ipotizza addirittura un suo rientro a Udine – eventualità che si commenta da sola. I movimenti di Matrix alla ripresa ad Appiano non mi sono parsi impeccabili, ma anche questa è soltanto la mia visione personale dei fatti.

I contenuti di questo blog, insomma, non sono verità assolute, ma soltanto riflessioni circostanziate e ben concatenate. Che danno fastidio.

Calcio e Parole non è Novella 2000. Pertanto, come ripetuto alla noia, non pubblica le moine sull’idilliaca vita coniugale e familiare del giocatore, inflazionato fuori tema con cui i più ignoranti e sprovveduti credono ancora di poter giustificare certi poco idilliaci modi di fare del giocatore con l’esterno. Ladycalcio si basa sulla propria esperienza – e non sui racconti da Libro Cuore. Purtroppo, in tutti questi mesi, gli “argomenti” a sostegno del comportamento di Materazzi verso Ladycalcio non sono mai andati oltre alla vecchia cantilena sulla famiglia e alla tesi secondo cui al giocatore andrebbe concesso tutto in virtù della vittoria di Berlino. In altre parole, nella vita, una persona si valuterebbe da come sa prendere a calci un pallone.

Un triste baratro di valori, che oltre a squalificare chi li professa, mi conferma l’impressione che da tempo mi sono fatta su Materazzi: lo vedo solo – e, paradossalmente, mal accompagnato.

Credo che il miglior servizio che un vero amico potrebbe fare a Matrix, sarebbe quello di fargli finalmente capire che se è divenuto il bersaglio fisso di questo blog, deve prendersela soltanto con se stesso, con chi aveva accanto quando rifiutò a Ladycalcio il chiarimento dell’equivoco costruito dal nulla dai suoi “brillanti consiglieri” e non da ultimo con coloro che, ostinandosi nella causa persa di “mettergli le pezze”, altro non fanno che renderlo la “vittima predestinata” di critiche sempre più feroci.

Di treni per tornare indietro e per chiarire civilmente quello che era soltanto un grosso equivoco con Ladycalcio, Matrix ne ha persi tanti. Ora si ritrova solo, con lo sguardo truce, seduto sul binario. Auguriamogli che non sia quello di partenza dall’Inter.

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Materazzi: vacanza a Perugia?

Posted by ladycalcio su domenica, marzo 22, 2009

Dopo la gita-premio a Lecce una vacanza a Perugia? “Ho preso le mie cose e sono venuto a Perugia, per continuare il programma di recupero dall’ultimo infortunio: una decisione presa di comune accordo con l’Inter, perché anche qui ho condizioni ideali per lavorare bene e allo stesso tempo non vivo il sottile disagio psicologico di chi vorrebbe ma non può allenarsi come i compagni”, scrive Matrix sul suo blog.

Come se mezza squadra non stesse vivendo lo stesso “disagio psicologico”. A questa stregua, Burdisso dovrebbe tornarsene in Argentina, Chivu in Romania, e via dicendo. Soltanto il n° 23 nerazzurro non regge il “disagio”? La cosa mi apparirebbe già di per sé grave. Matrix, dunque, è a Perugia, città del fatal 😕 incontro con la gentil consorte, alla quale, chissà, la metropoli lombarda va forse troppo larga. L’ex-Guerriero si rifugia nella casa del dopo carriera, fra gli amici, nel vecchio caro ambiente, lontano dal frastuono del tifo da cui si sente probabilmente escluso. Uno scenario che, unitamente al contentino di Lecce, già mi suona da “giorni della memoria”. Sì, perché alla base di tutto si pone un elementare interrogativo: perché soltanto a lui questo (ennesimo) trattamento di favore?

Da notare che la squadra, come premio dopo la “brillante” vittoria sulla Fiorentina, era già reduce da 2 giorni di riposo (lunedì e martedì): le soste che gli eroi della pedata agognano per abbuffarsi al ristorante con la famiglia fino alle ore piccole. Alla faccia dello stress dei tre impegni settimanali previsti da febbraio fino a fine stagione!

Giovedì, dopo un ulteriore supplemento di riposo regalato mercoledì all’ex- “Guerriero” stanco di non giocare, si è saputo dell’”esilio dorato” concessogli in accordo con lo staff nerazzurro. Ora, facendo il conto sul lauto stipendio che Matrix percepisce in questi tempi di crisi: quanto gli sono fruttati tre giorni di dolce far niente insieme alla moglie Daniela e ai bambini, povere creature che il calcio priverebbe crudelmente del loro amato Marco? (Sempre che i familiari stessi, dopo aver fatto il pieno delle sue non convocazioni e dei suoi lunghi bronci, non sentano la nostalgia di rivederlo in campo). Proseguendo con i bonus: dopo l’”esenzione” dalle interviste con la TV tematica e il supporto goduto da Mourinho contro i cori ignobili (al contrario di Balotelli), ora anche il soggiorno di piacere in terra umbra?

Alt! Si tratterà davvero di un trattamento di favore, oppure dietro all’allontanamento di Materazzi si nascondono motivi che si preferisce tacere? Propendo per quest’ultima ipotesi. Non per niente, i compagni tacciono. Se di gita-premio si trattasse, si creerebbe un precedente: il desiderio di evasione sarebbe legittimo anche da parte degli altri infortunati, non vi pare?

I tifosi nerazzurri con i quali parlo sostengono invece all’unanimità che all’Inter, di Materazzi, non gliene freghi più un accidente. Da parte sua, l’Inter tace. Ed è proprio da questo che deriva la mia pessima impressione sulle condizioni psicofisiche di Matrix, sul cui “programma di recupero” regna un imbarazzante silenzio.

Mi è sempre rimasta impressa la grinta profusa da Lothar Matthäus dopo i suoi gravi infortuni: si mostrava in piscina, impegnato alla Leg Extension, con tanto di zoomate delle telecamere sul ginocchio malconcio o sulla lunga ferita chirurgica lungo il decorso del tendine d’Achille. Che fa Matrix a Perugia? “Terapie e fisioterapia” più shopping per la città? “20’ di cyclette” e tè con i pasticcini? Seduta individuale al ristorante? Lavoro differenziato a base di Interval Training strutturato in partitelle posizionali alla playstation e rendez-vouz con i vecchi amici?

Matrix si nasconde e nulla quadra più. Matrix isolato dalla squadra, in rotta con Mou e soprattutto con se stesso, cerca evasione dalla realtà di un ambiente diventato ostile e sempre più faticosamente sostenibile nelle sue attuali condizioni. Perugia medicina contro il “disagio”?

Ho le mie buone ragioni per pensare che dietro questo allontanamento si nascondano seri motivi, ben diversi da quelli addotti.

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Materazzi e le sirene del Tamigi

Posted by ladycalcio su lunedì, gennaio 26, 2009

Risentimento” al retto femorale della gamba sinistra” 🙂 e annuncio di “ulteriori esami strumentali”  🙂 per la settimana successiva. Eravamo rimasti così, in apprensione per un Materazzi ormai fuori dagli schemi di Mourinho e per il mitico tatuaggio della Coppa del Mondo, affamati di notizie sull’esito degli accertamenti. Ebbene: il Sito Ufficiale di FC Internazionale, chissà se nel timore di servire al piranha Ladycalcio un piatto “di pedana”, ha preferito lasciarci tutti a digiuno sull’argomento 🙂.

Guarda caso, contestualmente all’ennesima esclusione di Matrix e all’apertura del “mercato di riparazione”, ecco echeggiare “sirene inglesi” che vorrebbero mezza Inghilterra interessata al difensore nerazzurro 🙂.

COUP DE FOUDRE. “Marco Materazzi, le celèbre ami de Zinedine Zidane, va peut-être prochainement retrouver les rigueurs de la Premier League” (Marco Materazzi, famoso amico di Zinedine Zidane 🙂, sta forse per riprovare la durezza della Premier League). Così Foot01.com ironizza sul sorprendente “colpo di fulmine” che ben 3 squadre inglesi avrebbero avuto per il numero 23 nerazzurro: Manchester City, Tottenham e Portsmouth. 3 improbabili offertone di contratti biennali (con cifre a tanti zeri e opzione per un eventuale 3° anno 🙂): guarda caso, tutte provenienti dall’Inghilterra 🙂. Un Paese in cui Matrix non è notoriamente un beniamino, del quale ha già sperimentato la “rigorosità” con il poker di rossi all’Everton e il rosso di Liverpool dello scorso anno.

LA LORELEY DEL TAMIGI. Eppure, nei giorni scorsi, sul Web si è parlato di “sirene inglesi”. Una trasposizione in terra britannica della Loreley, la leggendaria ninfa del fiume Reno che con il suo canto ammaliava i marinai, causandone il naufragio. Nella riedizione 2009 della leggenda, è piuttosto Claudio Vigorelli, procuratore di Materazzi, che tenta di incantare le sirene 🙂. E come attorno allo scoglio di Loreley vi sarebbe un’eco che settuplica le voci, ecco il Web rimbalzarne il virgolettato tutt’attorno al globo. Il nostro Matrix, che naviga in acque ancor più impervie di quelle del Reno, rischia a sua volta di cozzare contro rovinosi scogli.

1) Come pensare che una squadra costruisca su un 35enne che gioca con il contagocce, seppur fisicamente prestante come Materazzi?

2) City, Tottenham e Portsmouth militano nei bassifondi della Premiership. Addio sogni di Champions League, l’obiettivo con cui coronare la carriera! All’Inter, Matrix potrebbe ancora aspirarvi – anche se non da titolare – e magari aggiungere al suo palmarès un altro Scudetto anziché una retrocessione…

3) I trascorsi di Matrix oltremanica sono negativi dentro e fuori dal campo. Si sentiva “emarginato dal gruppo”, scrive nella sua autobiografia; “fuori dal campo io e Daniela (sua moglie, ndr.) ci sentivamo soli, lontano da casa”; e ancora: “L’Italia è l’Italia”….

4 )“Io parlo malissimo l’inglese🙂 🙂 🙂 ha confessato a Playerlist (Sky).

5) Che dire dei figli che tanto ama? Certamente, Matrix desidera risparmiare loro un trasferimento tanto traumatico come quelli che soffrì da bambino…

6) Sempre nella sua autobiografia “Una vita da guerriero”, Materazzi esprime il desiderio di rimanere “nerazzurro a vita” (…) “a meno che qualcuno non decida di cacciarmi”. (Questo qualcuno sarebbe Mourinho? Se davvero è così affezionato all’Inter, Matrix può rifiutarsi, ha un contratto fino al 2010…). Non per nulla, il 23° ed ultimo capitolo del libro è intitolato “Interista a vita”.

7) Da ultimo: Materazzi crede che in Inghilterra potrebbe permettersi certi atteggiamenti – come quello di negarsi ai media – senza essere sbattuto in tribuna?

Ecco perché le voci di mercato su un suo possibile trasferimento oltremanica mi hanno subito ricordato il canto delle sirene 🙂.

CHERCHEZ L’HOMME… 🙂 Cito da Calciomercato.com (20.1): “ Come appreso da Calciomercato.com, Philip Smith, titolare della First Artist Corporation, si trova a Milano. La First Artist è un’agenzia inglese che lavora assieme alla Promosport di Claudio Vigorelli, agente a sua volta di Marco Materazzi🙂 . Curiosa coincidenza! La notizia rimbalza sui quotidiani e sui siti esteri, riportando sempre e solo la citazione del procuratore, senza una sola parola da parte dei rappresentanti delle squadre presunte interessate. L’unica certezza è che, di colpo, si è tornati a parlare di Materazzi – cosa che all’Inter non avveniva più da secoli.

NON CREDO AL PROBLEMA FISICO. Negli ultimi due mesi, Materazzi ha disputato soltanto “una partita e mezzo” (!). Inter-Juve del 22 novembre scorso lo vede fra i migliori in campo. Per “La Gazzetta dello Sport”, voto 7 e “un primo tempo a livelli berlinesi per solidità e concentrazione”. Dopo Brema-Inter del 9 dicembre, il sedicente “Guerriero” viene dipinto come eroe per aver resistito stoicamente fino alla fine del 1° tempo con uno zigomo rotto 🙂 . Intervento chirurgico-lampo 🙂 e tutto OK: due giorni dopo, rieccolo allenarsi con la mascherina da Zorro e il basettone dimenticato dal chirurgo 🙂, in predicato di giocare in Siena-Inter. Invece, nonostante la soddisfazione precedentemente espressa da Mourinho per le sue prestazioni, Materazzi non scende più in campo. Soppiantato persino da Burdisso, passa, di colpo, da pedina imprescindibile a candidato all’epurazione. Il tecnico portoghese, solito motivare le esclusioni autorevoli senza peli sulla lingua (vedi Adriano, Balotelli & Co.), glissa inspiegabilmente sulla sua, limitandosi a “chiederne la testa”. Un quadro che deporrebbe per problemi di natura non fisica.

Intanto, in Inter-Cagliari, il povero Samuel “si sente in dovere” di rimanere in campo con una ferita al sopracciglio e la relativa vistosa fasciatura. Come essere da meno del suo sostituto?

Matrix, come già fatto notare in un precedente articolo, è l’unico nerazzurro che da mesi non parla più neppure nel dopopartita di Inter Channel. Domanda: gli è concesso un trattamento di favore rispetto ai compagni o esistono valide ragioni per “esentare” lui solo dai microfoni? Quest’ultima ipotesi avvalorerebbe il mio sospetto di un problema non fisico – e comunque delicato.

Cos’è accaduto al ragazzo che dopo lo strano infortunio di Budapest “scalpitava” dall’entusiasmo di scendere in campo?

Per inciso, anche l’email del suo blog (quella con cui Matrix si era proposto di dialogare con i tifosi) è sospesa dal giugno 2008.

RISENTIMENTO AL RETTO FEMORALE. Torniamo alla notizia del “ risentimento al retto femorale🙂 che Materazzi avrebbe accusato venerdì 16 gennaio, sulla quale ho già espresso le mie perplessità in “Quo vadis, Matrix?”. La Gazzetta dello Sport del 22 gennaio informa che il non meglio precisato “risentimento🙂 costerà a Matrix altri 10 giorni di stop. I conti proprio non mi tornano. L’unica mia certezza è che non lo rivedremo in campo per un altro po’. Ma perché? Noi a digiuno (di notizie) e Matrix “a pane e pesce”? 🙂

Il giorno seguente, il Sito Ufficiale nerazzurro passa al più importante termine “infortunio” 🙂, riferendo che il giocatore avrebbe svolto del “potenziamento speciale🙂 ( o piuttosto, “specifico”?). Sabato 24 gennaio, sul suo blog, Matrix ricalca il concetto: “Sono impegnatissimo, per ore al giorno :-), con il recupero dal mio infortunio”. Allora Materazzi “ è davvero sempre rotto”, come dicono quasi tutti? Non credo.

LE CHANCES DI MATRIX ALL’INTER. Sul piano fisico, continuo a ritenerle ottime. Dirò di più: credo che Mourinho stia commettendo un grosso errore nel negare il turnover a Cordoba e Samuel, titolari della stessa delicatissima zona del campo, entrambi reduci da un grave infortunio al ginocchio. Nonostante il loro splendido recupero, come illudersi della loro tenuta nel tempo? La difesa, anzi, mi pare già in affanno… Inoltre, Materazzi è prezioso nei calci piazzati in area avversaria , oltre che il più forte sulle palle alte. Matrix può quindi avere la sua chance, anche perché lo stesso Mourinho, nervoso e stressato, non è esente da problemi. Mi appare in difficoltà, il mister: difficoltà di gioco, di scelte, con i giocatori e con la Società. Soprattutto, non in sintonia con quest’ultima in tema di sfoltitura della rosa, decisione per la quale sarebbe stato addirittura indetto un “ vertice sui senatori” tra lui e il Presidente Moratti. Per tacere di ciò che accadrebbe se a fine stagione Mou dovesse rendere conto al Presidente-tifoso di aver fallito gli obiettivi…

COME FINIRA’? A mio avviso, con un intervento d’autorità di Moratti in soccorso alla bandiera nerazzurra Materazzi e con l’ennesimo velo a coprire i risvolti nascosti della vicenda. A patto – si spera – che Matrix cambi registro nel modo di comportarsi. È tempo di lista Champions. “Ho soltanto voglia di rientrare il prima possibile”, scrive sul suo blog, tempestato di toccanti messaggi con cui i tifosi lo invitano a rimanere: resta con noi, ti vogliamo bene, come faremmo senza te, l’Inter non sarebbe più l’Inter, il solo pensiero che tu te ne vada mi fa stare male, tutti pazzi per Materazzi…. E via secondo questa falsariga. Lui, che a suo tempo aveva prontamente smentito le voci di presunti contatti con la Francia 🙂 🙂 🙂, stavolta fa il misterioso. Si limita a prefiggersi, per l’ennesima volta, di riprendere contatto almeno con i suoi sostenitori: “Tornerò a rispondere a tutti”, promette. (Sempre sperando che a rispondere sia veramente lui, senza “terzi incomodi” 😦 …).

Ma prima che la vicenda si concluda, non fosse altro che per smentire questo post, è lecito aspettarsi voci di un eclatante interessamento per Matrix da parte di una squadra spagnola in zona retrocessione, di un team turco in fase di rilancio… Oppure, di uno Zio Paperone d’America folgorato dal difensore nerazzurro…. O ancora, di qualche sceicco del Dubai🙂

Chi vivrà, vedrà.

(to be continued…🙂)

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MATERAZZI: OPERAZIONE EROE

Posted by ladycalcio su lunedì, dicembre 15, 2008

Quando si dice i casi della vita.

Esce il mio pezzo “Perché non credo più alla sindrome compartimentale di Materazzi” e un millimetrico destino, per mano del primo Rosenberg che passa il convento, rispara a salve il Guerriero-Pollicino nell’Olimpo degli eroi: testardo, coraggioso, indomito e stoico al punto di disputare oltre mezz’ora di Werder Brema-Inter con uno… zigomo rotto.

Materazzi operato, Materazzi operato, Materazzi operato” incalzano TV, giornali e siti Internet.

Alla mano del destino si aggiunge, il giorno dopo, quella di Andrea Elefante: “È stata questione di centimetri se Matrix non ha rischiato la lesione del timpano o addirittura una pericolosissima contusione parietale”, scrive sulla Gazzetta dello Sport .

Non rischia il Sito Ufficiale dell’Inter, che nel bollettino medico più stitico della sua storia, informa di un “intervento di riduzione della frattura all’arco zigomatico destro” “terminato da pochi minuti”. Sono le 14.37:55 di mercoledì 10 dicembre e Matrix ha ormai espletato le formalità per riavere la patente di eroe. “Nel pomeriggio era già a casa”, riporta trionfalmente Elefante guardandosi dall’avventurarsi nei meandri anatomici.

CACCIA ALL’ERRORE

Nella mattinata post-intervento, “Pierino sempre in piedi” è già ad Appiano a palleggiare. Le leggende come lui obbediscono a leggi soprannaturali, che risparmiano loro placche metalliche, viti, mezzi di osteosintesi e … addirittura la tricotomia (rasatura) della basetta nella zona da operare.

Matrix conferma la sua leggenda venerdì, esibendo alle telecamere di Inter Channel una guancia immacolata, immune da qualsiasi flogosi post-operatoria e da ematomi sottocutanei da microsonde chirurgiche, con la pelle liscia e chiara come quella di un bambino. Esaltando le tecniche microinvasive della moderna chirurgia, il servizio fa notare ciò che viene definito un “piccolo forellino” da incisione chirurgica nella regione zigomatica: un “puntino” situato a pochi millimetri da … una basetta di più giorni (!!!), che spunta traditrice da sotto il berrettone con il n° 23. Sottigliezze che sfuggono ai più.

Si tranquillizzino le fans: a parte quel minuscolo puntino, il viso di Marco è intatto; via la speciale mascherina con cui si allena, dell’operazione non gli rimarrà neppure il ricordo.

SANTO SUBITO!

Secondo la Gazzetta, di certi rischi “ci si rende conto sempre dopo”. Il “prima” delle immagini TV da Brema mostra un Materazzi che più che dolorante allo zigomo mi sembra morso dalla tarantola, impegnato com’è a divincolarsi e ad imprecare contro arbitro e avversari. La sua vitalità prorompente inganna evidentemente i sanitari nerazzurri (che in Inter-Juve del gennaio scorso, dopo un episodio simile, si erano precipitati a medicargli il volto per poi toglierlo dal campo a scopo precauzionale): da casa, non scorgo neppure che si interessino al suo zigomo. Tentano soprattutto di calmare Matrix e di accompagnarlo a bordo campo, dove leggo dei labiali riferiti alle disposizioni tattiche. In barba allo “sfondamento della zona zigomatica” diagnosticato dal Dott. Combi a fine partita, il “fachiro”, continua ad incornare palloni di 450 g, e a porgere ai colpitori di testa avversari questa e l’altra guancia. Santo subito!

UN GIOCO DIVERTENTE

I “numeri” di Marco mi attizzano talmente, che decido di giocarli al lotto. Antica Smorfia Napoletana alla mano, traduco in cifre tutto ciò che l’ha riguardato di recente, a cominciare dal mio articolo. Ne esce un bel…. quarantotto!!!

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NUOVA SINDROME

Elefante ha ragione. Di certi rischi, ci si rende conto sempre dopo. Vale anche per quando, al posto del pallone, si “prendono a calci” le persone, stimandole poco intelligenti e commettendo clamorosi autogoal.

Peggio poi se la persona, come nel mio caso, è un centravanti di sfondamento molto abile su contropiede, per di più affetta da “Sindrome del Difensore Campione del Mondo” (SDCM), malattia rara con violente fasi acute annuali: lo scorso anno Fulvio Collovati e la censura, e ora, Marco Materazzi e “Il Ritorno del Guerriero”.

Se poi penso che dal mio viso di fanciulla rasarono senza tanti riguardi l’intero sopracciglio per una semplice medicazione, mi sento cogliere dal raptus di radere a Matrix quel basettone impertinente. Diamine, un po’ di par condicio!

Tutta invidia? Sarà, ma che mi accadrebbe se in un futuro testa a testa con Chiellini Campione del Mondo 2010 rimediassi lo sfondamento della zona zigomatica con slivellamento dei margini orbitari, limitazione dell’apertura orale, ecchimosi periorbitaria, emorragia subcongiuntivale e diplopia (visione doppia)che mi facesse vedere in campo due Materazzi? Da comune mortale, chi mi salverebbe da un intervento chirurgico di 2-3 ore in anestesia generale, con accesso orofaccciale e innesto di placche, viti e tessuto osseo autologo per la stabilizzazione dei monconi di frattura? Chi mi risparmierebbe uno stop di un mese dall’attività sportiva a causa dei microtraumi da impatto sul terreno, un faccione tipo ascesso e un cerotto medicato per difendere dallo Staphylococcus aureus la mia povera guancia, destinata ad assumere, a rotazione, tutti i colori dell’arcobaleno?

Chissà se presso le strutture cliniche della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia avrebbero una soluzione chirurgica-lampo anche per la mia SDCM. Ma per par condicio, con ricovero d’urgenza, nel momento topico, con l’ebbrezza di un viaggio nella notte a Pavia, lontano da occhi indiscreti, con indagini strumentali e intervento immediato, senza “ampie incisioni chirurgiche” a lasciarmi brutti ricordi, con un recupero da wonderwoman e la successiva chance di un incontro ravvicinato del terzo tipo, da leonessa fighissima, con qualsiasi difensore iridato…

Sempre che i Prof. Combi e Benazzo abbiano ancora la benevolenza di farmi l’anestesia…

RITORNO IN CAMPO A SIENA?

Sabato 13 dicembre, il Sito Ufficiale di FC Internazionale pubblica una foto che ritrae Materazzi in allenamento con la mascherina, con la didascalia: “Matrix non si ferma mai: una maschera e via…”. Ma è già Carnevale?

In TV riappare il profilo di un Materazzi dagli occhi spauriti, che ora fuggono i miei anche dal teleschermo. D’ora in poi, nel farsi la barba penserà a me.

Contro ogni apparente logica, Arlecchino è annunciato in campo per Siena-Inter di sabato 20 dicembre. Povero Mourinho, lui così prudente. Come gli toccherà giustificare di preferire un uomo operato 9 giorni prima, con una frattura non ancora saldata, ai titolari fissi Cordoba e Samuel, al jolly Burdisso, al rientrante Chivu e all’alternativa Cambiasso? Non sto più nella pelle di saperlo…

A meno che i casi della vita, puntualissimi alleati dell’uomo mascherato, non giungano un’altra volta in suo soccorso. Un improvviso attacco febbrile per Cordoba? Un risentimento muscolare per Samuel? Una sindrome dissenterica fulminante per Burdisso?

Confesso che mi sto divertendo un mondo. Mi sto accomodando sul divano per la visione, sabato prossimo, di un film già visto e a cui sono molto affezionata. Una pellicola in quattro tempi intitolata “Operazione Eroe”: meglio dell’ultimo 007. Il nostro eroe dapprima resiste stoicamente al fuoco nemico, per poi soccombere al dolore. Scampato il pericolo, dopo aver tenuto tutti con il fiato sospeso, e rimesso in sesto a tempo di record con tecniche marziane, Matrix ritorna, come Rambo, a “randellare” avversari e nemici , come se nulla fosse accaduto. Con una maschera di grandezza dietro cui celare paure e debolezze, ostentandosi leone.

Non cambiate canale, restate con noi…

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PERCHE’ NON CREDO PIU’ ALLA SINDROME COMPARTIMENTALE DI MATERAZZI

Posted by ladycalcio su lunedì, novembre 24, 2008

È il giocatore che avevo sempre difeso nei miei articoli e nei discorsi al bar, in palestra, con gli amici. E contro i suoi detrattori. Colui al quale avevo regalato un articolone in suo sostegno costatomi 6 mesi di lavoro. Leggete come mi ha trattata e il mio perché.

“Il Ritorno del Guerriero”, pubblicato su questo blog, ha una storia strana. Racconta – ed esalta – il ritorno in campo di Marco Materazzi dopo quell’inconsueto infortunio occorsogli in Nazionale a Budapest ed è frutto unicamente delle mie osservazioni dirette. Destinato a una rivista di settore, la sua pubblicazione era via via slittata fino a saltare, dopo avermi costretta, dal novembre ’07 al maggio ’08, a sei mesi di continuo re-editing. Tempo, passione, fatica (e soldi) spesi “per la gloria”.

Avevo così deciso di regalarlo a Materazzi, raccontandogli, in una lunga lettera carica di stima, fiducia e affetto sportivo, tutti i retroscena e le difficoltà incontrate nel seguirlo. Una storia che mai avrebbe potuto lasciare fredda una persona appena sensibile. Semmai fosse stato interessato a pubblicare l’articolo, gli avrei ceduto gratuitamente i diritti d’autore (volendo, avrebbe potuto pubblicarlo/linkarlo al suo blog…)

Parto dal presupposto che nessun atleta prossimo ai 35 anni, reduce dall’aver rischiato la carriera, bastonato dalla critica e con la popolarità ai minimi storici fra i suoi stessi tifosi, disdegnerebbe di vedersi portare su un palmo di mano in termini di prestanza atletica quando pressoché tutti lo considerano finito. Meno che mai Materazzi, a detta di tutti così gentile e sensibile, che infatti, quando gli avevo segnalato i brevi pezzi in sua difesa dopo l’espulsione di Liverpool e il rigore fallito contro il Siena, mi aveva immediatamente rimandato le rispettive email con un graditissimo “Ciao, grazie. Marco”.

Paradossalmente, l’articolo di maggior calibro, quello che come nessun altro lo esaltava, ha suscitato in lui un irrigidimento e un’inspiegabile prevenzione nei miei confronti.

QUALCOSA NON QUADRA

Nel mese di giugno, dopo un mese di silenzio, invio a Materazzi un’email di sollecito, in cui non gli nascondo il mio grande dispiacere e disappunto per il freddo distacco manifestatomi. Sottolineo che anche un gesto per lui semplicissimo e di nessun conto, come un apprezzamento spontaneo manifestato con il cuore, rivestirebbe per me un valore grandissimo.

Ma anche questa email rimane senza risposta. Poco dopo, Matrix sospende addirittura la casella email del suo blog (!). Non avendone più saputo nulla, aggiorno l’articolo al dopo Europei e lo pubblico su “Calcio e Parole”.

Trascorre l’estate senza che Materazzi si faccia più vivo: ha il mio indirizzo, la mia email e il mio telefono, ma da maggio è sparito nella nebbia senza degnarmi di una parola.

Mi sento tradita nella mia fiducia e offesa a livello personale e professionale, rammaricata dell’indifferenza e dell’insensibilità contro cui hanno cozzato il mio lavoro e il mio gesto di stima sincera.

Intanto, l’articolo ha un successo strepitoso e viene ripreso da altri siti e community. Un lettore lo definisce “un’enciclopedia su Materazzi”, ma a spopolare è la parte tecnica che ne esalta la biomeccanica di corsa al rientro. Stranissimo che proprio il diretto interessato reagisca con una scena muta da ultimo della classe. Mi sorge un dubbio paradossale. La cosa non mi torna e intendo vederci chiaro.

Nel mese di ottobre scrivo una lettera a Materazzi esternandogli sì tutta la mia delusione per il trattamento riservatomi, ma anche i miei dubbi sul suo strano comportamento, invitandolo a un breve incontro per un chiarimento a quattr’occhi.

IL GUERRIERO DI CARTONE

È l’ora di cena quando squilla il telefono. Ma all’altro capo della linea non c’è il “Guerriero”, bensì la moglie Daniela. Premetto che le mogli che gestiscono i calciatori mi hanno sempre fatto sorridere: brillano di luce riflessa.

Insisto per parlare direttamente con il destinatario della mia “riservata personale”. E per chi avesse dei dubbi o fosse colto da amnesia, sono in grado di documentare che l’assicurata del maggio scorso contenente l’articolo è giunta nelle sue mani. E naturalmente, molto altro ancora. Per dirla alla Mourinho, “non sono pirla”…

Il modo di Marco mi disgusta profondamente. In senso figurato, mi sento come Bruno Cirillo dopo il famoso pugno . Il “ringraziamento” al mio gesto di affetto sportivo è un tono scostante, lontano mille miglia dal Materazzi “ufficiale” delle interviste e da quello vittimista e quasi mieloso della sua autobiografia. Appare, anzi, molto sulle sue, fortemente risentito per le incongruenze che gli ho fatto notare nella mia lettera. Con mia grande sorpresa va oltre e usa dei concetti che mi offendono. No, non ho affatto una bella impressione: lo sentofreddo, sulle difensive, molto diverso dal ragazzo sensibile che avevo immaginato; e comunque, in grande difficoltà.

Non comprendo perché la mia persona gli causi il forte disagio che traspare chiaramente dalle sue parole. Tento di rassicurarlo, ma ha tanta fretta di chiudere. Così, alla fine, la paura (ma di che cosa?) sembra prevalere e anche l’ultima opportunità offertagli di incontrarmi a quattr’occhi (“Sempre che un guerriero non abbia paura di guardare negli occhi una lady” gli avevo scritto proponendogli il breve incontro) sfuma … Daniela chiama, la cena è in tavola.

È una disillusione totale. Mi trovo davanti a un muro di indifferenza e di ostinazione. Il “Guerriero” getta l’armatura e sotto, lontano di riflettori dello stadio e dalle ingannevoli luci della ribalta, mi appare così fragile…. Mentre è sempre più forte la mia impressione di avergli fatto non un regalo, ma un dispetto.

Lo invito a ripensarci, lasciandogli qualche giorno per tornare sui suoi passi. Ma per far questo, ci vuole grandezza.

ALLA RICERCA DI UN PERCHE’

Intendo andare fino in fondo e difendere la mia dignità personale e professionale. Peraltro, il comportamento paradossale di Materazzi mi pone in un grosso dilemma con i miei lettori.

Temo infatti che “Il Ritorno del Guerriero” contenga un grosso equivoco di fondo e per onestà intellettuale e obiettività di giudizio nei loro confronti, mi sento in dovere di rivederlo in chiave differente. Su un solo aspetto rimango irremovibile: l’integrità riscontrata nelle gambe di Matrix. Inizio a scavare.

L’INFORTUNIO DI BUDAPEST

C’è chi non crede nel dogma dell’Infallibilità papale, chi non crede neppure in Dio. Io non credo più alla sindrome compartimentale di Materazzi, che dogma di fede non è.

Premessa: tutto quanto segue è frutto unicamente del mio pensiero. La mia analisi è lungi dall’essere una critica alla diagnosi ufficiale dei medici e al loro operato, così come a quello della Società, dei suoi collaboratori e del giocatore. Va dunque intesa come una mia riflessione personale sulle incongruenze riscontrate nel racconto dei mass media. Semplicemente, non credo che sia emersa tutta la verità su questa storia e vi spiego perché.

1) L’INFORTUNIO. Materazzi s’infortuna al termine del primo tempo dell’amichevole Ungheria-Italia del 22 agosto ’07. Dalle immagini Rai, non rilevo la gravità del danno che avrebbe subito. Alle ore 01.36.56, nel momento in cui il suo dramma si starebbe consumando, il Sito Ufficiale dell’Inter parla di Materazzi “sostituito a causa di una contusione alla coscia”.

2) IL BOLLETTINO MEDICO UFFICIALE emessoil giorno dopo parla di “sindrome compartimentale acuta”, di un“ematoma lungo dalla radice della coscia fino al ginocchio e del diametro di 10 cm”. Si legge poi che “l’intervento ha permesso di togliere l’ematoma senza ampie incisioni chirurgiche, diminuendo la pressione all’interno della coscia in modo da evitare la necrosi muscolare” . Precisa il Prof. Benazzo, autore dell’intervento: “ Abbiamo optato per un intervento di aspirazione per via endoscopica e sotto controllo ecografico per lo svuotamento dell’ematoma con un’incisione di 2 cm e trasformato il versamento in un trauma contusivo”.

3) Decido di farmi una cultura sulla SINDROME COMPARTIMENTALE. Per inciso, la mia poca intelligenza mi permette di confrontare testi di chirurgia specialistica in 4 lingue.

Per sindrome compartimentale acuta s’intende l’accumulo di sangue all’interno di un compartimento muscolare. I compartimenti (o logge) muscolari sono vani anelastici nei quali alloggiano i gruppi muscolari.

Essendo la loggia inestensibile, se il sangue vi si accumula, si verifica un forte aumento della pressione intracompartimentale (ossia un aumento della pressione su muscoli, vasi e nervi all’interno del compartimento). Tale aumento di pressione, limitando il flusso sanguigno, compromette rapidamente i meccanismi di capillarizzazione dei tessuti, causando ischemia (deficit di afflusso di sangue dovuto alla costrizione dei vasi sanguigni), ipossia (carenza di ossigeno ai tessuti) e conseguente necrosi di nervi e muscoli.

Trascorse poche ore, l’eccessiva pressione tissutale supera la “soglia critica”, inducendo danni irreversibili (infarto muscolare, formazione di tessuti cicatriziali, fibrosi e retrazione dei tessuti dalle strutture adiacenti, paralisi conseguenti alla compressione prolungata dei nervi, ecc.), causa di gravi deficit funzionali e motori con rischio di perdita dell’arto.

In parole povere, si tratta di una serrata lotta contro il tempo per ripristinare l’afflusso di sangue ai tessuti muscolari che “stanno morendo” e che espongono il paziente al rischio di amputazione.

Le speranze di un buon recupero funzionale sono legate alla fasciotomia d’urgenza. In termini medici, si tratta di un intervento chirurgico che permette la decompressione chirurgica del compartimento mediante l’incisione laterale della loggia muscolare lungo il piano fasciale. In parole semplici, il chirurgo incide per tutta la sua lunghezza (diversi cm) la fascia connettivale (aponeurosi), una sorta di guaina che avvolge il muscolo, per ridurre la pressione neurovascolare.

Mi risulta che soltanto l’incisione praticata lungo l’intero corso della loggia possa garantire la sufficiente decompressione del compartimento, oltre a permettere: a) l’ispezione della muscolatura e la valutazione delle sue condizioni (contrattilità, consistenza, colorito, capillarizzazione, ecc.); b) la rimozione immediata degli eventuali tessuti già in preda alla necrosi, prevenendo l’insorgere di infezioni; c) la ricostruzione vascolare nel caso di danni ai vasi.

Peraltro, l’entità della tumefazione rende spesso impossibile (o controindicata), la chiusura immediata della ferita (anche in considerazione del rischio di un effetto rebound, ossia di un nuovo aumento del volume muscolare legato al gonfiore post-ischemico nelle ore successive alla fasciotomia).

La ferita viene generalmente suturata a distanza di qualche giorno nel corso di un successivo intervento chirurgico, previa l’ulteriore valutazione delle condizioni dei muscoli (prove di contrattilità al tocco, di sanguinamento all’incisione, controllo del colorito, ecc).

Stando a quanto sopra, la sindrome compartimentale non sarebbe una semplice raccolta di liquido incapsulato aspirabile alla stregua di una borsite, bensì una patologia d’urgenza implicante modificazioni gravissime e irreversibili a carico di tutte le strutture dell’arto colpito.

Per Materazzi si parla di “un ematoma di 10 x 40 cm dalla radice della coscia al ginocchio” (con le immaginabili conseguenze interne), di un ematoma di 600 cc che avrebbe compresso anche un’arteria, di una gamba “dura come il legno e gonfia come un pallone; così gonfia che non si vedeva neanche più il ginocchio”. Qualcuno ha addirittura parlato dello “scoppio” di un vaso. Domanda: come può essere stata sufficiente (dalle 21.15 circa del mercoledì sera alla tarda mattinata del giorno successivo!) ”un’incisione laterale di 2 cm per aspirare tutto il sangue”? Altro interrogativo: un danno ai vasi responsabile di un’emorragia interna di 600 cc (più il sangue residuo probabilmente fuoriuscito dalla cannula di drenaggio) non richiederebbe una ricostruzione vascolare?

4) IMBARCO SULL’AEREO E RISCHIO EMBOLIA

Materazzi racconta di atroci sofferenze, nonostante le quali, anziché essere ricoverato d’urgenza in Ungheria, viene imbarcato sull’aereo per Milano Malpensa, prelevato da un’ambulanza, trasportato a Pavia e operatonella tarda mattinata” del giorno dopo.

Il suo racconto a Inter Channel: “Avevo talmente tanto dolore, non ne avevo mai provato tanto (…). I Professori Benazzo e Combi sono stati tempestivi e hanno preso subito in mano la situazione, credo abbiano deciso al meglio. Ho sentito un male incredibile, in aereo mi torcevo dal dolore (…)”. Segue un patetico aggancio alle doglie del parto della moglie, che mi fa tanto sorridere in un uomo. Si legge anche: “Ho perso tanto sangue “tiravo su la testa e mi veniva da svenire.” “Con il passare dei minuti, il muscolo cresceva sempre più”.

Su “La Gazzetta dello Sport” del 24 agosto ’07, il giornalista Andrea Elefante, vicino a Materazzi, parla di un “consulto avvenuto attorno alle 23” fra i sanitari della Nazionale e quelli dell’Inter: “Una volta preso atto dell’importanza dell’ematoma della coscia destra e dei rischi che avrebbe comportato far rimanere il giocatore a Budapest hanno predisposto il suo rientro e la conseguente possibilità di un intervento immediato”. Sempre che per “immediato” s’intenda “circa il mezzogiorno del giorno dopo”!

Nell’articolo si parla, appunto, di un “ematoma di 600 cc che aveva compresso anche un’arteria”, di una “gamba che si gonfiava minuto per minuto”, di un “dolore sempre più insopportabile”, di “due collassi”, di “conati di vomito ad ogni tentativo ai alzarmi”, di una “gamba dura come il legno e gonfia come un pallone, così gonfia che non si vedeva neanche più il ginocchio”, di una “fasciatura strettissima per comprimere la contusione”. “Sentivo battere la gamba da dentro, come se ci fosse un tamburo”, afferma Matrix.

Non ci credo. A) Viaggiando in aereo con un’emorragia interna in atto, Materazzi non avrebbe rischiato l’embolia? In quel caso: immaginate, oltre alla sua sorte, quella dei medici responsabili? B) Non credo che Materazzi, a dispetto della sua etichetta di “leone”, avrebbe potuto resistere per oltre mezza giornata in quelle condizioni (mi risulta che, nei casi più virulenti, con il passare delle ore la sindrome compartimentale possa compromettere la funzione renale e cardiaca, con tutti i rischi del caso). C) Vedi punto 3 (tempestività dell’intervento e recupero funzionale). Il Prof Benazzo: “Se non avessimo svuotato d’urgenza (!?) l’ematoma, oltre al dolore del giocatore avremmo dilatato i tempi della riabilitazione”. No comment. D) Domanda: perché allora non operarlo in Ungheria con la supervisione dei sanitari italiani? E) Soprattutto: perché nessuno ha fatto notare tutte queste incongruenze? Soltanto per impreparazione?

Un’osservazione: si è parlato di 3 esami effettuati a Pavia (ecodoppler, risonanza magnetica, ecografia). Stranamente, non della misurazione della pressione intramuscolare…

5)CLICCANDO SU GOOGLE IMMAGINI ALLA VOCE “BUDAPEST MATERAZZI LASCIA LO STADIO”, appare una foto che ritrae Matrix che esce dallo stadio con le stampelle. Domanda: considerando che il match si era concluso attorno alle 22.20, l’orario di uscita dei giocatori dallo stadio (al quale risalirebbe l’immagine), non si avvicina forse un po’ troppo a quello del presunto consulto fra i medici (ore 23 ca.), quando Materazzi sarebbe stato in preda a dolori lancinanti con una gamba “che si gonfiava minuto per minuto”? Altra domanda: l’atleta ritratto in quella foto, con la coscia “ancora a misura di tuta”, vi sembra in procinto, di lì a poco, di dover essere caricato sull’aereo in lettiga e di dovervi viaggiare sdraiato sui sedili vittima di conati di vomito e collassi?

6) Cito ancora da “La Gazzetta dello Sport” del 23.11.07: “Il momento più difficile? «Tutto il primo mese: non dormivo per il dolore (…)”. Eppure, a 25 giorni dall’operazione, Matrix già correva sul campo centrale…

7) DUE PRECEDENTI ILLUSTRI NEL CALCIO sono quelli dello juventino Antonio Conte e del tedesco Christian Ziege (quest’ultimo, clamorosamente sfuggito ai nostri media). Il primo rimediò una sindrome compartimentale nella finale di Champions League ’96 contro l’Ajax, subì un intervento di fasciotomia e rimase fuori per molti mesi. Ziege, durante la sua militanza nel Tottenham, si procurò una sindrome compartimentale acuta alla coscia sinistra in uno scontro di gioco durante la partita contro il Charlton Athletic del dicembre 2002.

Subì una fasciotomia d’urgenza la sera stessa, che richiese un’incisione sulla coscia di 25, 4 cm. La ferita rimase aperta fino ad un secondo intervento chirurgico praticatogli qualche giorno dopo. Sul suo sito, Ziege ricorda come, per fine anno, il medico gli avesse finalmente concesso un bicchiere di vino. Dopo essere stato dimesso dall’ospedale scrive: “zoppico per la casa”, “per il resto, la mia occupazione principale è quella di ingoiare pastiglie, antibiotici dal sapore disgustoso, pastiglie di ferro per ripristinare i valori ematici che mi fanno stare male”. L’ex-milanista rimase fuori per mesi e nel luglio del 2003, in occasione di un’amichevole, fu nuovamente costretto a lasciare il campo in seguito alla cosiddetta “dead leg”: l’arto, privato della forza da un grave stato aderenziale, richiese un terzo intervento chirurgico. Nell’aprile ‘08 ha subito la fasciotomia al braccio destro anche il motociclista Jorge Lorenzo, seppur affetto da sindrome compartimentale non acuta.

8) CONVALESCENZA BIONICA

Il n° 23 nerazzurro viene dimesso dall’ospedale la mattina di domenica 26 agosto. Sarebbe debilitato, di sangue, non ne avrebbe perso poco… Eppure, non sembra risparmiarsi. Mercoledì 29 si reca a trovare i compagni ad Appiano Gentile e concede un’intervista a Inter Channel. Giovedì 30, a Milano, presenta la sua autobiografia. Si muove agevolmente senza stampelle e indossa i jeans, che sembrano non creargli problemi di costrizione (che ritenevo inevitabili, ipotizzando l’edema e il dolore residui lasciati un ematoma di 10 x 40 cm che giunge fino al ginocchio. Immaginate il gonfiore di quest’ultimo soltanto rimanendo in piedi?). Nel weekend è a Misano ad assistere al GP motociclistico di S. Marino e ad incontrare Valentino Rossi. Venerdì 7 settembre viene sottoposto a ecografia. I giornali parlano della quasi scomparsa dell’ematoma e ipotizzano un possibile rientro a fine ottobre. La sera stessa, Matrix si reca a Milanello e cena nel raduno degli Azzurri. Sabato 8 settembre, al mattino è a Cernobbio alla presentazione dei World Summer Games per disabili intellettivi, nel pomeriggio è in tribuna allo Stadio Meazza ad assistere a Italia-Francia… Lontano dagli “eccessi di prudenza” di chi, dopo aver rischiato la carriera (se non la vita), se ne sta tranquillo a casa con la gamba rialzata…

Le tappe della riabilitazione: il 12 settembre è in piscina, il 14 sfreccia in bici sulla pista di Appiano, il 17 esegue della “corsa sul campo centrale” (a soli 25 gg dal presunto scoppio di un vaso), il 1° ottobre partecipa alla 1° partitella con il gruppo come jolly.

9) FRENATA IMPROVVISA

Ma quando il rientro sembra imminente, “ci si accorge” che la gamba infortunata presenta un deficit di forza muscolare tale da dilatare i tempi di recupero di 20-30 gg. Alla coscia destra “parlante” di Materazzi mancherebbero addirittura dei “centimetri” di muscolo! Matrix viene inviato per 10 giorni a Pontremoli, presso il centro di riabilitazione del Prof. Bisciotti, preparatore atletico dell’Inter.

Strano che il giocatore avesse già eseguito “esercizi di rinforzo con l’elastico e serie di andature, balzi, cambi di senso e direzione sulla sabbia” (9 ottobre): esercizi di forza esplosivo-elastica che comportano un’azione pliometrica della muscolatura (ossia movimenti articolari accentuati eseguiti in velocità con rapida inversione di movimento) che, in quanto stimoli di elevata intensità (si pensi alla forza peso di un atleta di 92 kg) sono previsti dai protocolli di riabilitazione soltanto dopo la fase di potenziamento generale, non prima della valutazione strumentale completa di tutti i parametri di forza.

In tal senso, la moderna riabilitazione strumentale, un “must” per gli atleti professionisti, si avvale di sofisticate apparecchiature: prima fra tutte il Cybex, un dinamometro isocinetico che consente la valutazione funzionale computerizzata delle catene cinetiche (ad angoli articolari differenti, con tanto di coppia max, lavoro, potenza, ecc.), con responso comparato completo sia del gap fra le coppie di forza muscolare isocinetica dei due arti, sia del rapporto fra flessori ed estensori della medesima gamba.

In parole semplici, il Cybex fornisce il confronto computerizzato sia fra la forza delle due gambe, sia fra i diversi gruppi muscolari della stessa gamba (ad esempio, fra i muscoli anteriori e posteriori della coscia).

A beneficio degli addetti ai lavori che ancora giustificassero una “svista” di alcuni cm di muscolo, aggiungo i test propriocettivi su pedana stabilometrica, i Jump Test, e ad altri test per la valutazione motoria e dei parametri forza (potenza, picco potenza, velocità di accorciamento, ecc.). Senza contare gli esami strumentali offerti dalla medicina sportiva…

I test isocinetici e di valutazione motoria vengono ripetuti periodicamente fino al completo recupero neuromuscolare, per evitare appunto che il passaggio prematuro a stimoli di intensità maggiore si traduca in ricadute o nell’allungamento dei tempi di recupero.

10) IL MUSCOLO NON CRESCEVA

Veniamo alla “fasciatura strettissima per comprimere la contusione”, da taluni ritenuta responsabile della successiva mancata crescita del muscolo leso. La cosa non mi torna, risultandomi che fra i primi provvedimenti d’emergenza in caso di sindrome compartimentale vi sarebbe proprio la rimozione degli involucri costrittivi (gessi, bendaggi costrittivi, ecc.) dal muscolo. La tumefazione del muscolo leso al loro interno aumenterebbe infatti ancor di più la pressione tissutale e il rischio di ischemia. Vi rimando al punto 3 (danni da tumefazione muscolare ed elevate pressioni tissutali, irreversibili dopo soltanto poche ore).

Beninteso, come per tutto il resto, trattasi delle mie conclusioni, lungi dall’essere spacciate per certezze.

11) QUANTE CONTRADDIZIONI!

Su “La Gazzetta dello Sport” del 24.8.07, Andrea Elefante definisce il vasto laterale di Materazzi (il muscolo esterno della coscia, ndr) come “l’unico muscolo danneggiato dalla contusione. Salvi, invece, vasto intermedio e retto femorale” (due capi del quadricipite situati nella parte anteriore della coscia, ndr). Sulla medesima testata, il 13.10.07 lo stesso giornalista cade in contraddizione, parlando del “quadricipite, ma anche gli adduttori” come dei “muscoli lesionati”. Laddove gli adduttori, i muscoli interni della coscia, si trovano non soltanto dal lato opposto rispetto al vasto laterale presunto infortunato, ma addirittura in una diversa loggia muscolare. Gli adduttori sono infatti racchiusi nella loggia mediale (ossia interna) della coscia, mentre il quadricipite (di cui il vasto laterale è uno dei 4 capi) è collocato nella loggia anteriore!!!

Nell’articolo “Materazzi, così rinasce un campione”, pubblicato sul Corriere della sera del 27.10.07 il tecnico di atletica leggera Giorgio Rondelli, reso celebre dalle vittorie di Alberto Cova e Francesco Panetta nel fondo e mezzofondo, parla ancora di “bendaggio compressivo” e di “pronto intervento d’aspirazione” e illustra le “5 ore abbondanti di allenamento diversificato” quotidiano di Materazzi a Pontremoli secondo un improbabile protocollo-tipo:

quasi 1 h 30’ di potenziamento muscolare con le macchine, 30’ di idrochinesiterapia in piscina, 30’ di spinning, 30’ di andature (skip, corsa calciata, ecc) su sabbia e, dulcis in fundo, con l’umidità e il calo di temperatura tipici dell’imbrunire e i muscoli carichi di lavoro, 30’ di fartlek, un genere di corsa con variazioni di velocità per atleti evoluti che, comportando la produzione (e talvolta l’accumulo) di acido lattico nei muscoli, già mal si presta ad essere praticato da un mezzofondista in stato di affaticamento, figuriamoci poi da un soggetto affetto da un deficit muscolare importante e da “sofferenza delle terminazioni nervose e capillari della muscolatura della coscia destra”, per di più con i muscoli già carichi di tossine!

Secondo Rondelli, inoltre, lo spinning avrebbe consentito a Materazzi di “migliorare la vascolarizzazione settoriale dei muscoli della gamba giocando sulla frequenza-minuto della pedalata” (qui butterei via la testa: come può un lavoro aerobico sul ritmo con impegno uniforme degli arti inferiori favorire l’afflusso di sangue a uno specifico muscolo giocando sulle frequenze?), laddove 30’-40’ minuti di spinning varrebbero, come dispendio calorico, quasi quanto un’uscita di 2h 30’ su bici da corsa (la Spin Bike è un simulatore statico, solitamente provvisto di ‘scatto fisso’: i pedali, cioè, “girano sempre”, con notevole risparmio di fatica per l’atleta che, peraltro non deve neppure fendere l’aria né controllare le oscillazioni della bicicletta. Per tacere del diverso meccanismo energetico implicato dai due esercizi). Un ex-professionista delle due ruote è scoppiato in una risata: “Non raccontarlo ai ciclisti. Ti tirano dietro la bicicletta e le scarpe!”.

12) CORSA PERFETTA SENZA RICADUTE. Comunque sia, nella tranquillità di Pontremoli e lontano da occhi indiscreti, Materazzi lavora bene e con profitto. Dopo l’amichevole di Sheffield dell’8 novembre (70’ minuti), lo si rivede in campo per pochi minuti il 24 novembre contro l’Atalanta. Dopo l’infortunio di Samuel nel derby del 23.12 è di nuovo titolare fisso; apparentemente, senza ricadute legate alle compensazioni biomeccaniche post-infortunio. “Il Ritorno del Guerriero” ne esalta la prestanza delle gambe. Stranamente, Ladycalcio ha quasi l’impressione di avergli fatto un dispetto.

UN PERIODO TRAVAGLIATO

È indubbio che il dopo-Mondiale, caratterizzato dal caso “Materazzi-Zidane”, abbia costituito per Matrix un periodo travagliato, con un incessante susseguirsi di episodi stressanti.

Minacce di morte. Nella sua autobiografia “Una vita da guerriero”, Materazzi definisce l’episodio della testata di Zidane un “caso planetario”, oggetto di interpellanze parlamentari e interventi politici coinvolgenti, fra l’altro, le alte cariche dello Stato francese e Fidel Castro: un casus belli a rischio di scatenare una “guerra di religione”. In aprile, al termine della causa di diffamazione vinta contro il Daily Star, dichiara di aver ricevuto “minacce di morte”.

Duello mancato. L’infortunio occorsogli a Budapest lo esclude dal tanto atteso rendez-vous con i francesi, previsto pochi giorni dopo (l’8 settembre 2007). Peraltro, Materazzi ha già mancato per squalifica Francia-Italia del settembre ’06. Con la relegazione in panchina a Italia-Francia di Euro ’08, vede probabilmente sfumare l’ultima occasione della sua carriera per riconfrontarsi con i transalpini.

Maglia Azzurra stregata. Un destino beffardo sembra accanirsi contro Materazzi: poco prima di ogni convocazione in maglia Azzurra, arriva puntuale l’infortunio. Accade così prima di Italia-Francia dell’8 settembre ’07 (sindrome compartimentale), degli incontri con la Georgia e il Sudafrica di metà ottobre ’07 (deficit muscolare e stage a Pontremoli) e di quelli contro la Scozia e le Far Oer (slittamento del rientro).

Nell’Inter, Matrix non perde più un colpo fino a prima dell’amichevole della Nazionale con il Portogallo del 6 febbraio, saltata in extremis per un colpo della strega accusato 3 giorni prima nel finale di Inter-Empoli. Gioca un tempo nell’amichevole con la Spagna del 26.3 e 54 minuti da dimenticare in Italia-Olanda degli Europei.

La nuova stagione riparte all’insegna dello stesso trend: resta al palo per l’amichevole con l’Austria del 20 agosto (stiramento alla coscia sinistra occorsogli nel precampionato) per gli incontri di qualificazione ai Mondiali 2010 contro Cipro e la Georgia dello scorso settembre (appena uscito da detto infortunio), per le partite contro Bulgaria e Montenegro dello scorso ottobre (stiramento al polpaccio destro rimediato contro il Werder Brema). Per l’amichevole contro la Grecia del 19 novembre non viene neppure convocato. Stando a questi dati di fatto, Materazzi sembrerebbe un giocatore finito…

IL MOSAICO DEGLI EVENTI

Il mosaico degli eventi, unito al paradossale comportamento del giocatore nei miei confronti, mi fa tuttavia sorgere un dubbio che solo un lettore disattento potrebbe perdersi: è davvero andata così come le cronache hanno narrato o forse Materazzi si è trovato davanti a qualcosa di più grande di lui, schiacciato da eventi che ne hanno “politicamente” sconsigliato la presenza in certe situazioni?

Me lo suggeriscono il suo muso lungo e quel suo sguardo truce e al tempo stesso triste, lontano anni luce dalla felicità contagiosa che sprizzava un anno fa esatto al suo rientro. Me lo fa sospettare quell’ostinato silenzio, come se nella mia analisi tecnica “ci avessi visto troppo bene” e avessi involontariamente attirato l’attenzione su qualche aspetto delicato.

Forse qualche suo poco illuminato consigliere, vedendo nemici dappertutto, ha costruito alle mie spalle una sovrastruttura di dietrologie e secondi fini, insinuandogli chissà quali sospetti e paure infondate e consigliandogli di tenermi lontana per scoraggiarmi dal sottolinearne la prestanza della gamba infortunata? Avrei tanto desiderato potermi difendere da tali presunti sospetti, far capire a quattr’occhi a Materazzi come la prevenzione che captavo in lui nei miei confronti mi addolorasse profondamente ecome avessi le migliori intenzioni verso di lui. Purtroppo, Matrix mi ha chiuso la porta.

O forse, più semplicemente, al di là dell’euforia del rientro il numero 23 nerazzurro si è trovato in una grave crisi, più psicologica che tecnica, al punto da finire rapidamente ai margini degli schemi di Mourinho (che soltanto a inizio campionato l’aveva considerato una pedina fondamentale)?

Ma anche in questo caso: per quale ragione Matrix, a detta di tutti così cortese e disponibile, avrebbe riservato, proprio a me che l’avevo portato su un palmo di mano, questo trattamento da “Campione del Mondo di indifferenza”?

I VALORI DEL CALCIO

Avrei tanto desiderato conoscerlo, quel ragazzone con il berretto n° 23 osservato sgambettare per tanti mesi, stringergli la mano, sapere che i miei dubbi erano infondati e avere da lui, come gli avevo chiesto, una stretta di mano e un sorriso.

Lui, l’uomo partito dal basso, quello della gavetta che giocava a calcio sui marciapiedi di Bari, il sorriso l’ha elargito nel maggio scorso al vincitore dell’asta benefica del Centenario “alla modica quota di 6.000 Euro”, la cifra “sborsata” per aggiudicarsi la maglia da lui indossata in Inter-Reggina. Compresi nel “pacchetto”: autografo, foto ricordo e visita al centro sportivo “La “Pinetina” di Appiano Gentile. Troppo facile sorridere a comando in queste occasioni ufficiali!

Alla luce di questo, mi sento soprattutto tradita nell’onestà e nella pulizia delle mie intenzioni. Evidentemente, l’attuale mondo del calcio è talmente dominato dai soldi, dagli interessi, dal potere, dalle facciate, dal dare per ricevere, che chi punta sui valori della passione e della gratificazione del proprio lavoro … desta sospetto.

FALSI DEI

Diffido a priori di due atteggiamenti: dell’ostentazione degli idilli familiari fuori tema e del “buonismo” verso i bambini davanti alle telecamere. Dietro il primo vedo un vuoto da nascondere a se stessi e al mondo intero, dietro il secondo tenerezze affettate di forte impatto mediatico care soprattutto ai calciatori, che lo stesso Materazzi ha definito “eterni bambini”; forse, aggiungo io, uomini troppo piccoli per vedere al di là del loro mondo infantile e per leggere nel cuore dei “grandi”.

A Striscia la Notizia, nel picco d’audience di prima serata, Matrix invia a una bambina un toccante messaggio e la sua maglietta, aggiungendo, da buon cristiano, gli auguri per la Santa Comunione. Seguono le lodi sperticate di Greggio e Iacchetti. Fedelmente al filone, sul palcoscenico serale di Italia 1, Matrix replicherà doppiando un personaggio dei Simpson per il progetto “regala un sorriso a un bambino”. Per il progetto CBM contro la cecità infantile, con tanto di spot recitato alla Gustav Thoeni da alcuni suoi compagni, sarebbe stato fra i più disponibili.

A “Il senso della vita”, da Paolo Bonolis, afferma che per lui il senso della vita sarebbe “trasmettere serenità”. Non è stato così né per me, né tantomeno per una persona a me cara in grande difficoltà, che aveva seguito da vicino il mio lavoro e teneva tanto a Materazzi, ma che dalla sua indifferenza “ha ricevuto un’iniezione di veleno”. Anche di questo ho informato Matrix… Non posso perdonargli l’indifferenza con la quale ha dimostrato di non aver compreso come, uno come lui, potrebbe – con il minimo sforzo – portare un po’ di luce e un po’ di quella tanto evocata serenità, soprattutto alle persone per le quali anche il sorriso di un falso dio può essere importante.

Sono certa che se avessi romanzato la mia storia e mi fossi affidata al “Treno dei Desideri” o “C’è posta per te”, con Maria de Filippi e le scenografie di Canale 5, l’avrei visto arrivare bello e sorridente, con tanto di borsa dei doni e invito ad Appiano … Teatrini un po’ stucchevoli al servizio dell’audience di prima serata.

Queste le verità scomode sulle quali ho invitato Materazzi a riflettere. Trovate anche voi che io abbia commesso un” autogoal”?

AVETE NOTATO CHE…

… da mesi (!!!) Materazzi non parla più nel dopopartita di Inter Channel? Perché? Se tutti i suoi compagni facessero come lui, Roberto Scarpini & Co. potrebbero chiudere bottega.

… si è presentato sì in conferenza stampa prima dell’incontro con il Werder, ma a fianco di Mourinho: una buona occasione per farsi difendere dai cori ingiuriosi! Domanda: Materazzi riesce ad aprir bocca da solo senza combinare guai?

Matrix sembra essersi isolato? Da giugno ha “chiuso” l’email del suo blog, quella con cui, con tanto entusiasmo, si era proposto di dialogare con i tifosi. Da allora, risponde in sua vece il server: “Gentile tifoso, la casella e-mail info@marcomaterazzi.it è sospesa fino alla prossima stagione”. Siamo a fine novembre…

… quando la sua presenza in campo è dubbia, in prima fila alle conferenze stampa pre-partita di Mourinho c’è regolarmente Andrea Elefante che fa una domanda sui centrali difensivi? Lo stesso giornalista che, insieme a Roberto De Ponti del Corriere della Sera (guarda caso, gli autori della sua autobiografia, dai quali ottiene i voti più alti in pagella) – il giorno successivo alle sue partite più nere “gli mette una pezza”sulla Gazzetta?

.. con Mourinho, pur continuando ad eccellere nel gioco aereo e nei lanci lunghi, non entra più sull’uomo?

CONCLUSIONE

Mi fermo qui, almeno per ora. E a chi intendesse liquidare le mie osservazioni come sciocchezze, assurdità, cattiverie, o peggio, tentativi di destabilizzare l’Inter, faccio presente che si tratta di osservazioni tecniche, suscettibili di essere ulteriormente ampliate. Ladycalcio non teme il confronto con nessuno. Su questo blog, vi informerò degli eventuali sviluppi. A sua volta, il blog resta aperto a tutti coloro che volessero aggiungere qualcosa a questa storia.

Vi invito a leggere “Il Ritorno del Guerriero” e a farvi la vostra idea, precisando che la versione inviata in maggio a Materazzi non comprendeva ancora la parte su Euro 2008 e le relative critiche, aggiunte quando la sua prestazione contro l’Olanda mi sembrò indifendibile e quel ghiaccio sul polpaccio dopo la sostituzione tanto patetico. Secondo voi: quanti articoli di quel tenore avrà letto Materazzi in suo sostegno?

Dagli altri pezzi che lo riguardano potrete poi farvi un’idea completa della mia linea editoriale nei suoi confronti.

Un’ultima osservazione: se fossi stata una consulente di Matrix, gli avrei consigliato, se non per sensibilità almeno per convenienza, di tenersi buono chi ancora avesse avuto parole buone per lui, anche se non si fosse trattato della Gazzetta dello Sport. In questi tempi di vacche magre… Al contrario, Materazzi è riuscito a “ingraziarsi” persino chi stravedeva per lui. Un’impresa non da tutti.

L’eroe è caduto. E a niente servirebbe rimetterlo in piedi pronunciando qualche frase di circostanza a strenua difesa del suo comportamento. Il tempo per dimostrare di essere un altro, di non essere come è stato dipinto per decenni da media e illustri opinionisti ogniqualvolta ne aveva combinata una grossa, è scaduto. Non il calo fisico da molti imputatogli, bensì l’aspetto psicologico, nervoso e caratteriale rischia di fargli imboccare precocemente il viale del tramonto; il ricadere ostinato negli errori infinite volte rinnegati, per di più ostentando quell’immagine di “buonismo”, sta per presentargli il conto; o forse, glielo ha già presentato.

Quanto agli autogoal, temo che Matrix, dopo le 6 parole di troppo a Zidane, avrà di che rimpiangere le 6 lettere negate ostinatamente a Ladycalcio: G R A Z I E ! Chi è causa del suo mal, pianga se stesso – e i suoi brillanti consiglieri.

Leggi “Il Ritorno del Guerriero” al seguente link:

https://calcioparole.wordpress.com/marco-materazzi-il-ritorno-del-guerriero/

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