CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

Archive for marzo 2009

Materazzi: vacanza a Perugia?

Posted by ladycalcio su domenica, marzo 22, 2009

Dopo la gita-premio a Lecce una vacanza a Perugia? “Ho preso le mie cose e sono venuto a Perugia, per continuare il programma di recupero dall’ultimo infortunio: una decisione presa di comune accordo con l’Inter, perché anche qui ho condizioni ideali per lavorare bene e allo stesso tempo non vivo il sottile disagio psicologico di chi vorrebbe ma non può allenarsi come i compagni”, scrive Matrix sul suo blog.

Come se mezza squadra non stesse vivendo lo stesso “disagio psicologico”. A questa stregua, Burdisso dovrebbe tornarsene in Argentina, Chivu in Romania, e via dicendo. Soltanto il n° 23 nerazzurro non regge il “disagio”? La cosa mi apparirebbe già di per sé grave. Matrix, dunque, è a Perugia, città del fatal 😕 incontro con la gentil consorte, alla quale, chissà, la metropoli lombarda va forse troppo larga. L’ex-Guerriero si rifugia nella casa del dopo carriera, fra gli amici, nel vecchio caro ambiente, lontano dal frastuono del tifo da cui si sente probabilmente escluso. Uno scenario che, unitamente al contentino di Lecce, già mi suona da “giorni della memoria”. Sì, perché alla base di tutto si pone un elementare interrogativo: perché soltanto a lui questo (ennesimo) trattamento di favore?

Da notare che la squadra, come premio dopo la “brillante” vittoria sulla Fiorentina, era già reduce da 2 giorni di riposo (lunedì e martedì): le soste che gli eroi della pedata agognano per abbuffarsi al ristorante con la famiglia fino alle ore piccole. Alla faccia dello stress dei tre impegni settimanali previsti da febbraio fino a fine stagione!

Giovedì, dopo un ulteriore supplemento di riposo regalato mercoledì all’ex- “Guerriero” stanco di non giocare, si è saputo dell’”esilio dorato” concessogli in accordo con lo staff nerazzurro. Ora, facendo il conto sul lauto stipendio che Matrix percepisce in questi tempi di crisi: quanto gli sono fruttati tre giorni di dolce far niente insieme alla moglie Daniela e ai bambini, povere creature che il calcio priverebbe crudelmente del loro amato Marco? (Sempre che i familiari stessi, dopo aver fatto il pieno delle sue non convocazioni e dei suoi lunghi bronci, non sentano la nostalgia di rivederlo in campo). Proseguendo con i bonus: dopo l’”esenzione” dalle interviste con la TV tematica e il supporto goduto da Mourinho contro i cori ignobili (al contrario di Balotelli), ora anche il soggiorno di piacere in terra umbra?

Alt! Si tratterà davvero di un trattamento di favore, oppure dietro all’allontanamento di Materazzi si nascondono motivi che si preferisce tacere? Propendo per quest’ultima ipotesi. Non per niente, i compagni tacciono. Se di gita-premio si trattasse, si creerebbe un precedente: il desiderio di evasione sarebbe legittimo anche da parte degli altri infortunati, non vi pare?

I tifosi nerazzurri con i quali parlo sostengono invece all’unanimità che all’Inter, di Materazzi, non gliene freghi più un accidente. Da parte sua, l’Inter tace. Ed è proprio da questo che deriva la mia pessima impressione sulle condizioni psicofisiche di Matrix, sul cui “programma di recupero” regna un imbarazzante silenzio.

Mi è sempre rimasta impressa la grinta profusa da Lothar Matthäus dopo i suoi gravi infortuni: si mostrava in piscina, impegnato alla Leg Extension, con tanto di zoomate delle telecamere sul ginocchio malconcio o sulla lunga ferita chirurgica lungo il decorso del tendine d’Achille. Che fa Matrix a Perugia? “Terapie e fisioterapia” più shopping per la città? “20’ di cyclette” e tè con i pasticcini? Seduta individuale al ristorante? Lavoro differenziato a base di Interval Training strutturato in partitelle posizionali alla playstation e rendez-vouz con i vecchi amici?

Matrix si nasconde e nulla quadra più. Matrix isolato dalla squadra, in rotta con Mou e soprattutto con se stesso, cerca evasione dalla realtà di un ambiente diventato ostile e sempre più faticosamente sostenibile nelle sue attuali condizioni. Perugia medicina contro il “disagio”?

Ho le mie buone ragioni per pensare che dietro questo allontanamento si nascondano seri motivi, ben diversi da quelli addotti.

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Inter: continua la maledizione degli ottavi

Posted by ladycalcio su giovedì, marzo 12, 2009

È arrivata puntuale anche quest’anno: prestazione generosa, traverse, pali, occasioni mancate, incursioni che si perdono sul fondo, rimpalli sfavorevoli e serata storta degli uomini che dovrebbero fare la differenza. Sto parlando dell’eliminazione dellInter dall’Europa, déjà vu del genere horror da anni che turba le notti di coppa dei tifosi nerazzurri.

E poco importa se a mangiarsi le occasioni sul campo siano Vieri, Ronaldo o Ibrahimovic. Cambiano gli attori ma il copione è sempre lo stesso e la riedizione del film ha ormai assunto cadenza ciclica annuale. L’espressione a fine gara di Mourinho è la stessa di Mancini, Cuper e Simoni. Al limite, con in più la maschera da “duro”.

Né muta la cronaca tattica della partita: sostituzioni, variazioni di modulo, spostamenti di baricentro e puntate rabbiose in avanti si traducono in una ridda di occasioni mancate o si infrangono contro Van der Saar, il portiere avversario di turno in serata di grazia. Perlomeno, nella riedizione 2009 della pellicola sono mancati i cartellini rossi e gli infortuni che avevano messo in ginocchio i nerazzurri nella doppia sfida contro il Liverpool dello scorso anno.

L’urna aveva servito alla grande a Mourinho la “grande” desiderata. Quella contro cui i suoi uomini avrebbero dovuto esaltarsi. Al di là del blocco psicologico che qualcuno ha voluto vedere nei nerazzurri, che il confronto l’hanno perso soprattutto all’andata a San Siro, il campo ha sancito l’evidente supremazia fisica del Manchester: gli inglesi sono apparsi decisamente superiori per intensità di gioco, nei cambi di marcia, nella facilità con cui si sono trovati. Soprattutto, sono più forti nella corsa , spia d’allarme sulla consistenza della tanto decantata preparazione atletica del tecnico portoghese. Dominatrice in Campionato contro avversari di caratura decisamente inferiore, l’Inter soffre chiaramente il salto di qualità a livello europeo.

Mou, che di “speciale” ha finora mostrato solamente le bizze durante le sue conferenze stampa, si vede depennare l’obiettivo dichiarato della stagione agli ottavi. L’Inter esce con onore dall’Old Trafford, ma il calcio italiano esce a pezzi dal confronto europeo e una ragione ci deve pur essere.

È il momento delle analisi e delle controanalisi, dei dibattiti, degli approfondimenti, della ricerca dei perché, dell’amarezza, dei processi, delle accuse, delle recriminazioni, delle imprecazioni, degli sfottò. Ahimè, anche degli “interismi” e delle prime diatribe interne, condite dalle voci incontrollate sul futuro di Mourinho. Serve fermarsi un attimo e sforzarsi di digerire, metabolizzare, smaltire le scorie mentali e reagire concentrandosi sul Campionato, per scongiurare il crollo psicologico.

L’anno del Centenario, conclusosi lunedì, vede ancora una volta l’Inter al capolinea dei suoi sogni europei. L’ultima Coppa dei Campioni porta ormai la polvere di 44 anni e troppi sostenitori nerazzurri non hanno mai vissuto l’ebbrezza della sua conquista.

Non resta che voltare pagina e proiettarsi verso la prossima stagione, sperando – per l’ennesima volta – di risorgere agli antichi fasti.

PS Ecco da cosa aveva messo in guardia Ladycalcio lo scorso ottobre:

https://calcioparole.wordpress.com/2008/10/27/inter-genoa-e-rischio-champions-league/

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MATERAZZI E LA POLITICA DEI CEROTTI

Posted by ladycalcio su domenica, marzo 8, 2009

La coscia sinistra con il taping si era già notata chiaramente nel riscaldamento del pre-partita (e in altre precedenti occasioni), ma di “risentimenti” e “cicatrici infiammate” parlerò dopo.

Esce mestamente dal campo, Materazzi, dolorante nel corpo e abbattuto e sfiduciato nel morale. Mentre si avvia verso la panchina, colgo nel suo sguardo il film già visto che quella fitta maledetta gli proietta ogni volta davanti agli occhi: ciò che non potrà essere (il duello con il Manchester) e ciò che inevitabilmente sarà: l’incognita della diagnosi, gli accertamenti, la china da risalire… e chissà, il prossimo post di Ladycalcio, che per un attimo, si sente riportare indietro ai mesi in cui l’aveva seguito con affetto, scrutando con apprensione ogni minimo movimento delle sue lunghe leve.

Quella carezza sulla cima del suo metro e novantatre mi farebbe quasi tenerezza, se non fosse per il ricordo delle parole dure riservatemi. Se non fosse che Matrix, per quanto constatato, non sembra tanto intenerirsi quando a infortunarsi o a stare male è qualcun altro. Al di là di questo, non riesco a non vedere in lui un ragazzo spaurito, malamente assistito e sempre più solo.

L’atleta che si infortuna cerca affetto: Marco l’affetto sente scemarlo nei tifosi, né Calcio e Parole può più, suo malgrado, dargli una pacca sulle spalle: lui stesso mi ha chiuso la porta in faccia.

È perfettamente inutile che il Prof. Combi gli prema la mano sulla schiena per farlo accosciare e per nascondere il labiale: si è già visto fin troppo. Avevo già fatto notare come Matrix, nell’eseguire lo stretching del quadricipite femorale, arrivasse con il piede a mezzo metro dal gluteo. Una rigidità che rende l’infortunio pressoché matematico.

L’Inter ha uno staff tecnico megagalattico: coadiuvano Mourinho e il suo vice Beppe Baresi 3 preparatori atletici, 5 massiofisioterapisti , un paio di assistenti tecnici e un’equipe medica in grado di limitare l’incisione chirurgica per una sindrome compartimentale acuta a soli 2 cm :-). Domanda: non sarebbe il caso che qualcuno di loro ovviasse alla crescente rigidità di gambe e di schiena che constato nel giocatore?

Su Sky, Riccardo Gentile e Antonio di Gennaro … sbagliano gamba, scambiando la coscia sinistra di Materazzi, infortunatasi ieri sera, con “la gamba del famoso infortunio, quello in Nazionale, lo ricorderete, che aveva fatto temere addirittura l’addio al calcio di Materazzi” :-).

Al successivo infortunio di Burdisso, la regia di Sky inquadra l’argentino in panchina descrivendolo “disperato”. Di Matrix sembra non fregargliene un accidente a nessuno: il suo incidente non viene neppure riproposto negli highlight dell’intervallo.

Mi chiedo se Marco sia stato mandato in campo completamente recuperato o se sia stato buttato nella mischia in una partita “minore”per risparmiare altri in vista degli incontri “veri”. Facendo il punto da dove eravamo rimasti, sembra infatti che i “cerotti” applicatigli si estendano alla sfera mediatica e dell’ufficialità.

Sabato 7 febbraio : dopo l’interminabile “risentimento” muscolare di metà gennaio, Matrix viene schierato titolare a Lecce, sua città natale. Non giocava dal 9 dicembre ’08 (Werder Brema-Inter)

Sulla Gazzetta dello Sport di domenica 15 febbraio, giorno del derby, Materazzi, splendido protagonista della stracittadina casalinga della scorsa stagione, quest’anno è protagonista soltanto della sfida dei tatuaggi. Allo stadio rimane impressa la sua solitaria immagine in panchina, prima che Mourinho lo spedisca in tribuna.

Giovedì 19 febbraio: il Sito Ufficiale dell’Inter riporta che Matrix ha svolto del “lavoro specifico in palestra” a causa di una leggera infiammazione alla cicatrice di una precedente lesione muscolare ai flessori della coscia sinistra”. Una definizione che non mi corrisponde. Per rendere l’idea in termini elementari, la cicatrice di una lesione muscolare si forma nel punto della lesione stessa “a saldatura” delle fibre muscolari stirate o danneggiate. Per sua natura, questo tessuto cicatriziale è più “spesso” e meno “elastico” rispetto a quello delle fibre muscolari che deve “saldare”. In quanto poco elastica, se “trazionata” per stiramento del muscolo o per somma di sovraccarichi, la cicatrice può dar vita a una nuova lesione nella sede della precedente, a sua volta responsabile della formazione di ulteriori tessuti cicatriziali e aderenze che rendono il muscolo lesionato sempre più soggetto a ricadute. Parlare di “leggera infiammazione” di una simile cicatrice in assenza di sopravvenuti traumi (contusioni, stiramenti, ecc.) mi sembra dunque improprio. In “soldoni”: Materazzi si era nuovamente stirato?

Venerdì 20 febbraio, il Sito nerazzurro scrive che il n° 23 “si è allenato con i compagni”. Considerato quanto sopra, sarà proprio così? Tanto più che, in vista di Inter-ManU, Mourinho “oscura” per più giorni le immagini relative all’attualità degli allenamenti.

In un trafiletto intitolato “Materazzi out”, la Gazzetta di venerdì 20 febbraio riferisce: “A Bologna sarà Inter vera. Materazzi a parte, ma col Manchester ci sarà”.

Sabato 21 febbraio, nella conferenza stampa dopo Bologna-Inter (incontro per cui Matrix non è stato convocato) Mou dichiara testualmente: “In questo momento, solo Samuel è l’unico giocatore infortunato che non puoi sicuramente giocare questa partita. Tutti i giocatori sono a posto, mi sembra anche che Materazzi è recuperato, ho parlato con lui via SMS e lui mi ha detto oggi che già si sente abbastanza bene. Abbiamo tutti i giocatori a disposizione”. Più chiaro di così….

Lunedì 23 febbraio: Mirko Graziano (La Gazzetta dello Sport) , a cui Andrea Elefante sembra aver passato il testimone di difensore d’ufficio di Matrix, ipotizza le possibili coppie difensive contro il ManU: “Apparentemente un passo dietro a tutti c’è Materazzi, che rispetto ai colleghi di reparto garantisce però maggior esperienza, peso, posizione e affidabilità nel gioco aereo: con Cordoba forma una coppia storica, ha comunque caratteristiche tali da consentirgli un ottimo matrimonio tecnico con chiunque”.

Nella conferenza stampa pre-Inter-Manchester dello stesso giorno, Mourinho svela tutta la formazione meno la difesa, con la concessione del solo Santon. Dando per scontata la presenza di Maicon, tace dunque di proposito la sola coppia dei centrali difensivi. Perché? Qui viene il bello! Mourinho puntualizza che la sfida contro il Manchester richiede l’impiego di due difensori centrali di ruolo. Precisa che, a parte l’infortunato Samuel, porterà tutti i difensori, non essendo la partita contro il ManU un tipo di sfida in cui, dopo un infortunio o un problema di gioco, si possa adattare la difesa arretrando un centrocampista o accentrando un difensore esterno. Ribadisce testualmente: “Senza Samuel (escluso Samuel, ndr.), sicuramente gli altri saranno tutti convocati”. Sono le 14.30 circa. Alle ore 17.36, il Sito Ufficiale dell’Inter pubblica la lista dei convocati: a sorpresa, Matrix resta a casa. La Gazzetta del giorno dopo parla di “esclusione” “difficile da digerire” e di un Materazzi “piuttosto deluso”, Repubblica.it addirittura di “pesante bocciatura”. Sulla grafica di Inter Channel, Materazzi figura assurdamente fra gli infortunati. Cosa si vuole “incerottare”, pardon, nascondere?

Durante le conferenze stampa di mister Mourinho, nessun giornalista rivolge più domande sul n° 23 nerazzurro: tutti sanno… (ma che cosa?) o è un … tacito accordo? A porsi delle domande sono invece i lettori di “Calcio e Parole”, che entrano nel blog con le keyword “Ma Materazzi è ancora infortunato?” Oppure: “ Cosa si è fatto Materazzi?”

Con la costante dell’incongruenza cronica, colgo una netta inversione di rotta da parte dei mass media sul modo di riferire gli infortuni di Matrix: prima amplificati e ora malcelati? Il 29 gennaio scorso scrivevo su questo blog: “Osservando correre Matrix, colgo che la gamba sinistra difetta leggermente nell’azione avanzante, come mi conferma l’angolo di impatto del piede sul terreno. Vi vedo qualcosa di diverso da un risentimento, ma me lo tengo per me… Da ‘Pierino sempre in piedi’ a ‘Pierino e il lupo’? Probabile, visto che nell’azione di corsa del giocatore si coglieva chiaramente una flessione deficitaria della coscia sul bacino…

Domenica 1° marzo: nell’incontro casalingo contro la Roma, Materazzi siede in panchina – e anche questo non mi sembra un caso. Sapete da quanto tempo Matrix non scende più in campo al Meazza? Da Inter-Panathinaikos del 26 novembre 2008, per un totale di sole 4 presenze casalinghe stagionali (di cui quella contro il Brema durata solo 19 minuti) :-(. Ora, le poche volte che gioca, viene schierato in trasferta. Che soffra lo sguardo perforante di Ladycalcio? 🙂

Mercoledì 4 marzo: si gioca Sampdoria-Inter di TIM Cup, incontro per cui Mou non ha evidentemente parenti più prossimi di Materazzi da spedire in campo. Fra l’altro, trovo che il tecnico portoghese abbia snaturato il gioco di Matrix, che solo raramente entra sull’uomo: si limita al gioco a zona, con raddoppio di marcatura o arretramento di un centrocampista in caso di uno contro uno. Voto in pagella della Gazzetta: 6; voto di Repubblica: 4,5.

Venerdì 6 marzo: Mirko Graziano continua la commovente crociata umanitaria del foglio rosa in soccorso del centrale nerazzurro, proponendo la lista dei promossi e bocciati della rosa di Mourinho. “Soltanto 16 i giocatori ritenuti all’altezza dell’Inter” si stima. Secondo Graziano, i difensori della “squadra tipo”, ossia i titolari, sarebbero Samuel e Chivu, il “primo cambio” Materazzi :-), i “part-time” (già fra i “non all’altezza”) Cordoba e Burdisso e il “bocciato” Rivas. Peccato che, nella stagione in corso, Burdisso abbia giocato 24 partite ufficiali (per un totale di 1663 minuti) e Cordoba 27 (2417 minuti): nonostante l’avvio di stagione ritardato dal noto intervento chirurgico, il colombiano ha all’attivo oltre il doppio degli incontri disputati da Materazzi (13, per un totale di 1016 minuti).

In dettaglio, ecco il desolante 2009 del n° 23 nerazzurro, fra infortuni, non convocazioni, squalifiche e panchine: Inter-Cagliari: panchina – Inter-Genoa (Tim Cup): non convocato – Atalanta-Inter: non convocato – Inter-Roma (Tim Cup) : squalificato – Inter-Sampdoria: non convocato – Catania-Inter: non convocato – Inter-Torino: non convocato – Lecce-Inter: 90 minuti nella sua città natale– Inter-Milan: tribuna – Bologna-Inter: non convocato – Inter-ManU: non convocato – Inter-Roma: panchina – Sampdoria-Inter (Tim Cup): 90 minuti – Genoa-Inter: 15 minuti, prima di infortunarsi nuovamente. Negli ultimi 3 mesi (da Werder Brema-Inter del 9 dicembre ’08) Matrix ha giocato solamente 2 partite intere… 😦

Dopo aver fatto il pieno di weekend in famiglia, c’è da supporre che Matrix fosse felice di essere tornato a fare il calciatore. Il nuovo “risentimento” di ieri sera, rivelatosi una lesione al muscolo semimembranoso della coscia sinistra, lo costringe all’ennesimo stop.

Tornerà a giocare sì o no a San Siro prima della fine del Campionato?

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L’Inter affoga nel diluvio di Genova

Posted by ladycalcio su giovedì, marzo 5, 2009

L’incertezza gettata sullo schieramento dell’Inter da una grafica errata indicante un 3-4-3 anziché un 4-3-3 non era che un presagio incombente. Quale fosse lo schema dei nerazzurri, non lo si è compreso per tutto l’incontro.

Difficile raccapezzarsi anche su chi, fra gli uomini di Mourinho, si sia salvato dalla débacle di TIM Cup contro la Sampdoria. Sinceramente, non saprei chi citare. La prestazione mi è parsa desolante sotto tutti gli aspetti: schemi, condizione atletica, profilo nervoso. A preoccupare di più è il vistoso calo fisico: i nerazzurri non reggono i duelli in corsa, sono in ritardo sulle entrate, commettono inutili falli di nervosismo. Stavolta, ci casca anche Capitan Zanetti, che rimedia il giallo per un’entrata da dietro su Padalino.

“3 goal ridicoli”, ha detto Mourinho, innescati da un’incredibile papera di Rivas che consegna il pallone a Cassano per l’1-0. Il povero Nelson, reduce da problemi fisici e da un altro primo tempo da brividi contro il ManU, con questa prestazione si sarà giocato definitivamente il posto. Ma gli altri? Tutti spenti, e non soltanto dal diluvio.

La difesa è completamente ferma anche sul 2-0 di Pazzini. Dopo risentimenti, cicatrici dispettose e infortuni altrui, si rivede un Materazzi snaturato nel ruolo, assente dal campo dalla gita premio nella natale Lecce del 7 febbraio scorso (ci avevo visto bene) e relegato da Mourinho al turnover di TIM Cup. Ne riparleremo presto. Oggi, l’attualità delle polemiche legate a Mourinho impone riflessioni più urgenti.

Pressione Champions League? Sarebbe il colmo, per una squadra alla scalata del trono europeo. Colpa della rotazione? E dire che Mourinho insisteva per sfoltire la rosa…. Nervosismo per le ripercussioni della nota conferenza di fuoco del tecnico portoghese? Ci credo poco.

Sta di fatto che, stavolta, la rimonta non riesce. Anzi, arriva il 3° goal. Castellazzi, come tutti i portieri che incontrano l’Inter in giornata no, fa la partita della sua vita: para tutto.

Tornando alle polemiche, temevo per le coronarie del povero fischietto Saccani, autore di una prova tutto sommato buona. Ineccepibile anche il commento di Marco Civoli e Fulvio Collovati su Rai 1, sia per osservazioni tecniche, sia per imparzialità.

Il più a disagio della compagnia mi sembra proprio lui, The Special One, imbronciato e rosso in volto. Intendiamoci: quanto da lui esternato nella conferenza stampa di martedì è sacrosanto nei contenuti. Gli attacchi mediatici di cui l’Inter è vittima da anni esigevano una presa di posizione forte e decisa, che spezzasse il noto circolo vizioso: ipocrisie, ricostruzioni distorte degli avvenimenti secondo la regola dei due pesi e delle due misure, suadenza tendenziosa… Un’ubriacatura mediatica tale da plagiare l’intera opinione pubblica contro la Beneamata; per certi versi, un nuovo “sistema” sostitutivo di Calciopoli organizzato contro i nerazzurri.  Purtroppo, Mourinho ha peccato gravemente nella forma. Quel termine “prostituzione” rischia infatti di costare caro a lui e all’immagine dell’Inter. Riecco subito i perbenismi smaccati dei finti signori Ranieri e Spalletti, le polemiche, un deferimento che lo accomuna a De Rossi & Co.

Se è vero che l’uscita era stata preparata, devo dire che è stata preparata male (fatto non inconsueto per l’Inter, solita “metterci del suo” nelle situazioni già delicate). Se invece è frutto di un momento di impulsività di Mou, non perfettamente padrone della lingua italiana, va detto che il tecnico avrebbe commesso un grosso azzardo avventurandosi in una terminologia che si presta a inevitabili ritorsioni. I nemici dell’Inter, non aspettano altro.

Avevo già in animo di affrontare l’argomento dei toni inadeguati che il mister nerazzurro assume durante le sue conferenze stampa, rispondendo male ai giornalisti, non rispondendo del tutto alle domande e andandosene dai microfoni davanti ai quesiti scomodi. È ciò che ha fatto anche ieri sera su Rai 1 (girando la faccia al microfono nell’immediato dopopartita) e in conferenza stampa (alzandosi dalla poltrona e piantando baracca e burattini). Sintomo – a mio avviso – di enorme maleducazione, oltre che di incapacità nel gestire le situazioni. Mourinho è in grave difficoltà: con la squadra, con l’ambiente, con i media e con se stesso.

Lo nasconde dietro alle sue sempre più frequenti bufere mediatiche. Forse, non ha ben chiari in mente due  concetti basilari: 1)  i giornalisti non sono pezze da piedi; 2) se li tratti come tali, al momento buono te la fanno pagare. Come dice il proverbio, chi semina vento, raccoglie tempesta. E all’Inter, viste le ultime prestazioni, il vento sta già cambiando…

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MILAN WERDER DI PAURA

Posted by ladycalcio su lunedì, marzo 2, 2009

Potrebbe suonare scontato scrivere “io l’avevo detto”. Se non fosse che quanto da me detto –  anzi, scritto – nel maggio 2007  sulla vittoria del Milan in Champions League, a mio avviso immeritata, aveva sancito il mio “rosso diretto” dal Sito Ufficiale di Fulvio Collovati, la censura al mio commento su quell’incontro e … la nascita di questo blog. Potete leggere tutta la storia alla voce “La vergogna della censura”, accessibile dalla Home Page, cliccata nell’ordine delle 5 cifre e ripresa da più siti e community.

A quasi due anni di distanza, mi frego le mani. “Nel ricordo collettivo (rimarranno) i bagliori di una notte di festa a illuminare il buio di un’intera stagione”, avevo scritto prima della finale di Atene, preconizzando addirittura una vittoria rossonera frutto di “qualche situazione controversa sul campo o dell’ennesimo ‘colpo gobbo’ del destino” (vedi il braccio di Inzaghi).

Ragazzi, come ci avevo visto bene! Non per niente, già da allora avevo soprannominato quell’articolo “pezzo profetico”. Tutto questo, quando la stampa nazionale all’unanimità tributava elogi sperticati all’indirizzo del “grande Milan”, che a me appariva già sul viale del tramonto.

Un Milan che fino a un paio di mesi fa era ancora osannato sulle prime pagine dei quotidiani sportivi come “la squadra più blasonata del mondo”, con tanto di coppe, trofei e Scudetti in miniatura a fare da corollario ai titoloni. Li conservo tutti in un bel faldone, quei deliri di esaltazione. Avendo superato l’età per leggere le favole, mi fanno da surrogato.

Abbiamo Pirlo, Pato, Seedorf …. E come portiere il grande Dida … Che bisogno c’era di nuovi acquisti, secondo Adriano Galliani? Senza contare il tanto atteso ritorno di Sheva, incapace di riciclare se stesso e i sedicenti campioni dell’universo.

A riportare tutti con i piedi per terra, l’eliminazione dalla Coppa Uefa ad opera del Werder Brema, 11° nella Bundesliga, avvenuta in settimana. Peraltro, perdendo il treno europeo in perfetto stile Istanbul: dal vantaggio di 2-0, a 2-2.

Gira il vento dei toni giornalistici. “Eurostangata” titola il 27 febbraio La Gazzetta dello Sport, che solo il giorno 18 esortava: “Milan, falli Werder”. Il foglio rosa è talmente eloquente nella sua (tardiva) analisi, da contenere tutte le definizioni più calzanti all’attuale situazione del Milan: “suicidio Milan”, “profondo rossonero”, “fallimento” dell’annata in corso, “Milan imbarazzante”, “capolinea rossonero”, “povero diavolo”.

All’interno, Andrea Schianchi ammaina le bandiere tanto care a Galliani: “Più che imbarazzante l’uscita di Dida” sul 2° goal” …”Pato, dopo le fiammate iniziali, si spegne come una candela posata su una torta andata a male”… “Seedorf alza bandiera bianca”.

Germano Bovolenta rincara la dose con un’analogia fra il mare azzurro di Calabria che compare in uno spot di Ringhio Gattuso nell’intervallo della partita e i “Bronzi di Riace alti, imponenti, immobili” che riappaiono poco dopo sul campo.

Carlo Ancelotti, il tecnico del team più titolato del pianeta, ha l’aria di un cane bastonato e il merito di aver tenuto insieme,  per più stagioni,  una squadra alla frutta. Ora, recrimina sugli infortuni. Che dire allora dell’Inter manciniana?

A far più nero che rosso il Milan è giunta ieri la sconfitta di Genova. Dunque, se cliccando sul Sito Ufficiale rossonero appaiono le “figurine della settimana”, sarebbe più giusto parlare delle “figuracce della settimana”.

Il Milan è giunto inesorabilmente al capolinea. Se ne sono finalmente accorti anche i suoi tifosi, che per due lunghi anni erano rimasti accecati dai bagliori della notte di festa per la 7° illusoria Coppa e storditi dal concerto dei clacson. Ora, i fuochi d’artificio hanno ceduto il posto ai botti di Claudio Pizarro, Cassano e Pazzini, il concerto di clacson a quello di fischi. Le fitte ombre, illuminate d’immenso dalla lunga notte dell’intelligenza critica, ritornano a calare su Milanello, inquietanti e spettrali.

Il Milan del marzo 2009 è fuori dalla Coppa Uefa, a rischio di qualificazione per la Champions League apportatrice di vitali introiti (è incalzato persino dalla Fiorentina) e a – 12 dall’Inter. I cugini nerazzurri, per dovere di cronaca, sono stati protagonisti di un rocambolesco 3-3 contro la Roma in un posticipo serale segnato dal ritorno al goal di Crespo – un goal pesantissimo – e da strascichi polemici. Regalo all’Inter” titola oggi senza ritegno il Corriere dello Sport. I mass media sono unanimi nell’accanirsi contro la concessione del rigore ai nerazzurri e la gestualità un po’ plateale di Balotelli . L’Inter , non c’è che dire, è protagonista di repentine sbandate, oltre che di un preoccupante calo fisico-atletico. Ma ciò nonostante, non smette di suscitare le ire e le invidie degli avversari.

Nell’odierna rassegna stampa su Inter Channel, Roberto Monzani fa finalmente notare tre interessanti aspetti: 1) come i mass media stiano preparando un terreno fertile al Genoa, prossimo avversario dell’Inter in Campionato, evidenziando i torti arbitrali che avrebbe finora subito; 2) come nessuno riferisca dei cori razzisti dei sostenitori romanisti contro Balotelli; 3)come De Rossi andrebbe squalificato per le dichiarazioni rese nel post-partita.

Mi associo e mi aspetto un deferimento con mega-squalifica per De Rossi, magari in buona compagnia del suo mister Spalletti. Altrimenti, sbattete una buona volta in prima pagina l’ennesimo regalo alla Roma!

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