CALCIO E PAROLE

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Archive for gennaio 2015

LA NUOVA MODA DI ICARDI E D’AMBROSIO: NEGLI STUDI TV CON IL BERRETTO DI LANA

Posted by ladycalcio su sabato, gennaio 31, 2015

Berretto Icardi

Berretto D'Ambrosio

 

Vestiti di tutto punto – vuoi casual, vuoi addirittura in giacca e cravatta -, con in testa il berretto di lana.

Sembra essere questa la nuova stramba moda dei giocatori dell’Inter, perlomeno a giudicare da come si sono recentemente presentati negli studi del canale tematico Inter Channel Maurito Icardi e Danilo D’Ambrosio (vedi foto).

Il primo in occasione di “Inter Nos” della scorsa settimana, la trasmissione in cui i calciatori nerazzurri rispondono alle domande degli abbonati, il secondo nel postpartita di Inter-Torino, fedele al berrettino d’allenamento compagno delle fatiche quotidiane sui campi della Pinetina. 🙂

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LE RUGHE DI MANCINI

Posted by ladycalcio su lunedì, gennaio 26, 2015

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Lo sguardo e il volto segnato di Roberto Mancini nel postpartita di Inter-Torino (0-1) dicono più di mille parole.

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10 MOTIVI PER CUI AVREI DATO IL PALLONE D’ORO A MANUEL NEUER

Posted by ladycalcio su mercoledì, gennaio 14, 2015

“Che noia che barba che barba che noia”, avrebbe detto Sandra Mondaini. Due ore e mezzo di diretta Sky con la voce petulante della conduttrice multilingue Kate Abdo sovrapposta ai commenti da studio di Costacurta, Adani, Ambrosini & Co. Centocinquanta eterni minuti di preamboli, riempitivi, presentazioni e volti null’altro che impazienti di venire al sodo: chi è il Pallone d’Oro 2014?

Di nuovo Cristiano Ronaldo, come dalle indiscrezioni trapelate nel peggior stile del festival di San Remo. Di nuovo Cristiano Ronaldo, ombra di se stesso ai Mondiali del Brasile. Di nuovo Cristiano Ronaldo, cascasse il mondo!

Di seguito, 10 buone ragioni per le quali avrei assegnato il riconoscimento a Manuel Neuer, portiere del Bayern Monaco e della Nazionale tedesca.

1 Per le sue straordinarie prestazioni, il suo carattere, la sua continuità di rendimento e per l’aver reinterpretato in modo rivoluzionario il ruolo del portiere.

2 Perché nel 2014 Neuer è stato Campione del Mondo, Campione di Germania, vincitore della Coppa di Germania, calciatore tedesco dell’anno e Guanto d’Oro ai Mondiali del Brasile (miglior portiere del torneo).

3 Perché a oltre 50 anni dall’assegnazione del Pallone d’Oro ad un portiere – Yashin nel 1963 – sarebbe stata un’occasione d’oro per premiare un numero 1.

4 Perché al di là dei brividi che regalano i bomber, sarebbe ora di premiare anche chi regala punti alla propria squadra sventando i goal altrui…

5 Perché al di là dell’infatuazione collettiva, Cristiano Ronaldo e Lionel Messi sono due giocatori sopravvalutati al cubo, spesso non decisivi nelle gare che contano (vedi il fantasma di Ronaldo a Brasile 2014).

6 Perché se prima avevamo il dubbio, ora abbiamo la certezza che il Ballon d’Or è un premio scaduto, scontato e “politico”, non rispondente ai reali meriti tecnici e sportivi mostrati sul campo e degenerato a carrozzone mediatico e degli sponsor .

7 Perché se merita di vincere un quartetto tedesco, merita di vincere un quartetto tedesco. Invece, dopo i riconoscimenti a Joachim Löw (miglior tecnico di squadre maschili), Ralf Kellermann (miglior tecnico di squadre femminili) e Nadine Keßler (l’atleta del Wolfsburg miglior giocatrice), era nell’aria che il Pallone d’Oro sarebbe andato “politicamente” a Ronaldo.

8 Perché si sarebbe finalmente interrotta la staffetta Messi-Cristiano Ronaldo, che da 7 anni (!) vede vincere un giocatore targato Nike.

9 Perché ci saremmo risparmiati la dedica di Ronaldo al figlio, alla compagna e alla famiglia fino alla ventesima generazione.

10 Perché Neuer il Pallone d’Oro l’avrebbe meritato davvero.

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MANCINI KO PER UNA PALLONATA, ANZI, DUE…

Posted by ladycalcio su lunedì, gennaio 12, 2015

L’aveva mostrato in esclusiva Inter Channel: in settimana, durante un allenamento sui campi della Pinetina, Kuzmanovic aveva “mirato” Mancini con un preciso rasoterra, facendolo ruzzolare sul prato.

Oggi, in Inter-Genoa, Andreolli ha replicato mettendo nuovamente KO il mister nerazzurro, che le telecamere Sky hanno inquadrato seduto in giacca e cravatta sull’erba di San Siro..

Il Mancio si è prontamente rialzato, mimando scherzosamente la richiesta di sostituzione per il “colpevole” del misfatto.

Domanda nel postpartita Sky: “Neanche Handanovic avrebbe parato così…”. Mancini: “Non ho parato, mi è arrivata proprio in faccia”. Massimiliano Nebuloni (Sky): “Appena arrivato m’ha detto: ‘Non farete mica riveder la pallonata’”…

Mancini nel postpartita di Inter Channel “L’unica palla che dovevi giocare indietro l’hai giocata avanti”, avrebbe detto ad Andreolli.  L’ha messa sullo scherzo anche Roberto Scarpini, che sempre nel postpartita del canale tematico interista ha incalzato il Mancio: “Si dice di solito che in allenamento si provano i colpi da mettere in pratica poi alla domenica … l’han fatto, l’hanno provato in allenamento e oggi l’hanno messo in pratica”…

La domanda ad Andreolli: “ Abbiamo visto durante la settimana Kuzmanovic far la prova generale per abbattere il mister e tu oggi in partita hai messo in pratica l’esperimento dell’allenamento…”

Andreolli: “Quella (di Kuzmanovic, ndr) era proprio mirata, la mia è stata sfortuna. Sulla reazione di Mancini: “In quel momento lì, il fatto di essere avanti di 2-0 ha permesso di stemperare il tutto e anche il mister si è fatto una risata”.

Al di là dell’inconsueto siparietto, nel 1° tempo si è finalmente vista un’Inter più volitiva, movimentata dalla manovra di Podolski e con in più la gradita replica di Palacio in goal. Servono tuttavia rinforzi in difesa e ancora molto lavoro per contrastare il calo prestativo nel 2° tempo.

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LU LU LU LUKAS PODOLSKI, IL PRINCIPE DEL CALCIO CANORO

Posted by ladycalcio su domenica, gennaio 4, 2015

Poldi logo InterGeißbock

LP10: è la sigla di una pistola pneumatica e del cecchino Lukas Podolski, storica maglia numero 10 nel Colonia e nella Nazionale Tedesca.

Prinz Poldi, da poco giunto a Milano, è il nuovo “principe” nerazzurro dopo la partenza di Diego Milito. E se tutti hanno già decantato il suo sinistro e le sue scorribande sulla fascia e sciorinato le sue statistiche, nessuno ha raccontato del record di canzoni dedicategli dai tifosi (e non solo).

Motivetti stravaganti ed esagerati composti soprattutto a Colonia, di cui “Calcio e Parole” vi propone una rassegna divertente per iniziare il 2015 in allegria.

Il primo inno canoro a “Poldi” è considerato “Podolski”, del quartetto “The MannMannMannManns” (2004). Opera di 4 sfegatati di Colonia dell’entourage dell’attore Daniel Wiemer, è l’esaltazione messianica dell’allora idolo dei teenager, con tutti gli eccessi dell’età: “Podolski, tu semidio, tu fantasia fatta carne”, esordisce. Poco dopo: “Podolski, il tuo ginocchio d’oro l’ho appeso incorniciato alla parete” (…)“Calcio di un altro pianeta” (…) “Il tuo piede sinistro è come un saluto d’amore, manca solo che tu possa camminare sulle acque”.
Dulcis in fundo: “Nel tuo petto batte una scarpa da calcio” 🙂

È di due anni dopo (2006) la hit più celebre: “Lu-Lu-Lu-Lukas Podolski”, di Jürgen Milski & Libero 5.
Milski, ex-lattoniere nel quartiere Niehl di Colonia, star di Big Brother e tifosissimo dei Geißböcke (il soprannome dei giocatori del Colonia), insieme a Libero5 intraprende il disperato tentativo di trattenere Prinz Poldi a Colonia con un omaggio canoro che lo sottragga alle avances del Bayern. Tentativo fallito: dopo la retrocessione dei renani, Poldi passa ai bavaresi. Ma in compenso, il ritornello “Goldi Poldi Haleluja” (Poldi d’oro alleluja) diventa una hit del calcio tedesco.

Un paio d’anni dopo, il Parroco della Lutherkirche Köln Hans Mörtter e il suo coro chiedono l’intervento divino per riportare a Colonia il principe perduto.
Nasce “Holt den Lukas nach Haus” (Riportate a casa il Lukas), un appello per impietosire il Padreterno affinché liberi il principe Podolski dall’”isola dei vicecampioni d’inverno” (il Bayern Monaco, ndr) e lo riporti sulle rive del Reno.
Il ministro protestante – di nome e di fatto – la mette così: “ Questa canzone deve diffondersi in tutta la Germania e giungere a Monaco come messaggio. In questo modo, speriamo di creare un’energia positiva con l’effetto di ammorbidire quelle teste di calcestruzzo. Non siamo tutti pazzi da legare, ma piacevolmente folli e il nostro cuore batte per il Colonia e per Lukas Podolski. Ci aspettiamo grande risonanza e solidarietà. Poiché per noi è chiaro: Tutto ciò che è buono e inteso come bene, agisce in un modo particolare”.

La canzone viene prodotta nientemeno che dall’orchestra radiofonica WDR Köln ed eseguita dai 60 cantori del coro parrocchiale nella Klaus-von Bismarck-Saal .
In un grottesco mix fra sacro e profano, il CD esce per il carnevale di Colonia :lol:.

L’energia canora positiva sembra sortire gli effetti desiderati e dopo sole 3 stagioni a Monaco, nel 2009 Poldi ritorna a Colonia, dove i Fünf vor Zwölf gli dedicano “Geißbock auf der Brust” (Il caprone sul petto, simbolo del Colonia, ndr), meglio conosciuta come “Poldi kommt nach Haus’” (Poldi torna a casa), dall’omonimo martellante ritornello.

Il Colonia racimola gli ultimi spiccioli per accogliere nuovamente nelle sue file “il figliol prodigo”, il cui primo allenamento al Rhein-Energie-Stadion richiama la bellezza di 20.000 fedeli… pardon, fedelissimi. Segue l’’amichevole di lusso contro il Bayern, trasmessa in diretta da RTL.
La band tedesca riprende “Three Lions – Football’s Coming Home” (inno rock di Euro 1996 del complesso inglese “The Lightning Seeds”) e ne riadatta il testo al ritorno di Podolski.
I proventi vanno a favore di “Kiddy-Bus“, un’iniziativa che finanzia le trasferte assistite dei tifosi più giovani agli incontri esterni del Colonia.
I parolieri volano alto: “Il caprone sul petto, attacca a fianco di Nova. E il suo piede sinistro ci manderà in Europa”.

Non andrà proprio così e a viaggiare per l’Europa sarà invece Podolski, che approderà a Londra.
Gli inglesi, maestri dei canti da stadio, gli dedicano “Lukas Podolski, He Scores When He Wants” (2012).
A dire il vero, fino al giugno 2012 lo slogan “He scores when he wants” aveva inneggiato a Robin van Persie, ma quando quest’ultimo era passato al Manchester United, la tifoseria dei Gunners l’aveva dirottato sul nuovo arrivato Podolski, che avrebbe messo a segno un totale di 31 reti in 3 stagioni.

Curiosamente, lo slogan riveduto e corretto viene poi applicato al centrocampista Jack Wilshere, rimproverato da Arsène Wenger dopo essere stato sorpreso dall’obiettivo di un tifoso a fumare. Dopo il goal di Wilshere al West Bromwich, messo a segno nella partita seguente, i Gunners intonano: “Jack Wilshere, he smokes when he wants!”

Tifosi nerazzurri, ora tocca a voi!

(La foto di Podolski è tratta da inter.it)

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