CALCIO E PAROLE

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Archive for the ‘Calcio tedesco’ Category

GERMANIA FUORI AGLI OTTAVI

Posted by ladycalcio su mercoledì, giugno 30, 2021

Una squadra snaturata, senza personalità, lontana mille miglia dagli squadroni tedeschi del passato di Helmut Schön, Franz Beckenbauer & C.

La Germania di Joachim Löw esce dall’Europeo conro l’Inghilterra agli ottavi, silurata da due goal di Sterling (75’) e Kane (86’).

“I primi dieci anni di Löw sono stati fantastici. 5 tornei, e 5 volte almeno in semifinale. Nel 2014 il titolo mondiale con il 7-1 sul Brasile”, scrive oggi la Bild-Zeitung, che rincara la dose: “Gli ultimi tre anni di Löw sono stati una delusione. Eliminazione ai gironi ai Mondiali 2014 (dopo la sconfitta per 2-0 contro la Corea del Sud, ndr), eliminazione agli ottavi agli Europei e solo due vittorie in sette incontri dei rispettivi tornei”.

L’era Löw, alla guida della Germania dal 2006, termina così, con il ct che poco prima dell’una di notte, all’aeroporto di Norimberga, è il primo a lasciare l’aereo – un volo charter – che aveva riportato in patria la squadra.

Già dal pullman, il difensore del Borussia Dortmund Mats Hummels aveva postato su Instagram queste laconiche parole: “Il nostro Europeo è finito, siedo qui sul pullman e non riesco a rendermene conto (…). Alla fine, abbiamo vinto solo una partita su 4 e meritiamo di tornarcene a casa”.

Il più tormentato è Thomas Müller, protagonista, all’81’, di un clamoroso errore solo davanti al portiere per quello che avrebbe potuto essere il goal dell’1-1. Scrive l’attaccante del Bayern Monaco: “È il momento che alla fine ti resta nella memoria, che di notte ti toglie il sonno. Quello per il quale come calciatore lavori, ti alleni e vivi. Il momento in cui tu, da solo, hai in mano l’opportunità di riportare in gioco la tua squadra in un serrato incontro ad eliminazione diretta e di mandare in estasi un’intera nazione calcistica. Avere questa possibilità e non sfruttarla, fa maledettamente male.“

Per Müller, peraltro, prosegue la “maledizione degli Europei”, torneo nel quale non è mai riuscito a segnare.

Ma per gli osservatori competenti, questa eliminazione non è certo un fulmine a ciel sereno. Da tempo la Nazionale tedesca è una squadra snaturata nella sua essenza e nel suo gioco. Storicamente, negli anni di maggior successo era sempre stata costruita sui “blocchi” delle grandi squadre della Bundesliga (chi non ricorda quelli del Bayern Monaco e del Borussia Mönchengladbach negli anni ’70?).

Ora, fra le polemiche, Löw aveva “pescato” qui e là i possibili uomini che passava il convento, peraltro non sempre fra i giocatori più creativi e di carattere. Il gioco della Germania ha inoltre perso il tipico carattere del calcio tedesco per via dei molti oriundi inseriti in Nazionale, oltre che dei giocatori tedeschi che, giocando all’estero, finiscono per interpretare un altro calcio e per essere meno affiatati con i compagni.

Il commento più spietato viene da Mehmet Scholl, ex-calciatore del Bayern (ora opinionista televisivo), che dopo la sconfitta di ieri ha mazziato i giocatori tedeschi paragonandoli a bambini: “Quando il gioco di fa duro, non sono all’altezza e chiamano la mamma”.

Salverei senz’altro l’atalantino Robin Gosens – a mio avviso il migliore di questo Europeo – incisivo e propositivo con il suo bel gioco.

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BAYERN DA RECORD: SESTA CHAMPIONS E TRIPLETE

Posted by ladycalcio su lunedì, agosto 24, 2020

Undici vittorie di fila, l’ultima delle quali nella Finale contro il Paris Saint-Germain (1-0 con rete di Comans, che mette a segno il 500° goal del Bayern dall’introduzione della Champions League).

Dopo la Bundesliga e la Coppa di Germania, il Bayern Monaco si aggiudica anche la sesta Champions League della sua storia, coronando una stagione eccezionale sotto la guida di Hans Flick.

Imbattuto da 30 incontri ufficiali, lo squadrone bavarese ha riportato 21 vittorie consecutive, primato nel calcio professionistico tedesco, avvalorato dal filotto di undici vittorie di seguito che costituisce il record della competizione.

Forse, quello di ieri sera è stato l’unico verdetto non stravolto dal Covid.

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COPPE EUROPEE: UNA BARÇA DI GOAL

Posted by ladycalcio su mercoledì, agosto 19, 2020

Proseguono i fuochi d’artificio delle Coppe Europee, con risultati insolitamente tondi e roboanti. E soprattutto, esagerati rispetto al reale divario fra le squadre. L’8-2 del Bayern Monaco sul Barcellona in Champions League, seguito dal 5-0 dell’Inter sullo Shakhtar Donetz in Europa League, sembrano più sogni di una notte di mezza estate che non verdetti veritieri dei campi nelle fasi finali delle competizioni europee.

Inutile dire che a prescindere dai nomi delle vincitrici, gli esiti di questi tornei sono stati pesantemente condizionati (se non addirittura falsati) dal Coronavirus (lockdown, blocco dei campionati, stravolgimento della preparazione, confronti secchi e serrati in agosto, e via dicendo).

Come se non bastasse, sulla roboante vittoria del Bayern aleggia l’ombra della resa dei Blaugrana, compattatisi sì, ma contro il loro tecnico e la loro Società. O che altro dire di un allenatore sportivo (Abidal) che non può più entrare nello spogliatoio? O di un Presidente (Bartomeu) che tutti attendono di cacciare alle prossime elezioni?

Domenica, nella Finale del massimo torneo, il PSG incontrerà la vincente di Bayern-Lione, mentre già domani sera, l’Inter se la vedrà con il Siviglia nella Finale di Europa League.

Comunque andrà, temo che l’esito di entrambe le competizioni europee risulterà distorto.

Ma in compenso, dopo mesi di lutto e privazioni, il calcio internazionale tornerà ad offrire delle vittorie di coppa, delle premiazioni con i coriandoli e due notti di festa.

Che vincano le migliori. E soprattutto, che torni a vincere lo sport, sconfiggendo la malattia.

 

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È RIPRESA LA BUNDESLIGA

Posted by ladycalcio su martedì, maggio 19, 2020

 

Nove settimane e mezzo: non è soltanto il celebre film di Adrian Lyne, ma anche il periodo in cui la Bundesliga è rimasta ferma a causa del Coronavirus.

Il campionato tedesco è ripreso sabato 26 maggio, proprio nel giorno in cui avrebbe dovuto concludersi.

È ripreso con il big match Dortmund-Schalke, il derby della Ruhr che, come c’era da aspettarsi dopo la lunga pausa, ha visto inizialmente entrambe le squadre ferme sulle gambe. Se nel corso della partita il Dortmund è riuscito un po’ a carburare, lo Schalke è rimasto fermo, rimediando, con un sonante 4-0, la peggior sconfitta nel Revierderby negli ultimi 50 anni.

Domenica è stata la volta di Union Berlin-Bayern Monaco, vinta 2-0 dai bavaresi con reti di Robert Lewandowski (su rigore) e del difensore francese Benjamin Pavard.

Ieri, a completamento della giornata, il Werder Brema ha perso in casa 4-1 con il Bayer Leverkusen.

Ma più che i risultati sul campo, a far notizia è stata l’atmosfera surreale del calcio ai tempi del Coronavirus: stadi deserti, interviste del post-partita da remoto, tifosi che con il volto nascosto dietro alle mascherine con i loghi delle rispettive squadre si rammaricavano di essere esclusi dallo spettacolo.

Per permettere l’opportuno distanziamento fra giocatori e membri dello staff tecnico, le squadre si sono recate allo stadio con due pullman.

Fra le “trovate” tecnologiche, su ZDF il DS dell’Eintracht Francoforte Fredi Bobic ha presentato un dispositivo rivelatore della distanza di sicurezza di Kinexon, partner dell’Eintracht, che fissato alla giacca lampeggia emettendo un segnale acustico se una persona si avvicina oltre “le regole”. La Società, in particolare i dirigenti e collaboratori presenti allo stadio durante gli incontri di Bundesliga, sta attualmente sperimentando l’apparecchietto per mantenere il distanziamento sociale. Un’impresa ardua, dato che, come ha confessato Bobic, in occasione della prima partita “si udiva ovunque il segnale acustico”.

Ma l’immagine più emblematica del weekend, ripresa da tutte le emittenti, è stata l’esultanza dei giocatori del Borussia Dortmund davanti alla Tribuna Sud vuota del Signal Iduna Park; una ola virtuale ai propri tifosi, con l’auspicio di sconfiggere il Covid-19 e di rivedere presto gli spalti gremiti.

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GNABRY, RE DI LONDRA

Posted by ladycalcio su mercoledì, febbraio 26, 2020

“Il re del goal di Londra”: così titola oggi la Bild-Zeitung all’indirizzo di Serge Gnabry, l’attaccante del Bayern autore di una doppietta contro il Chelsea ieri sera a Stamford Bridge.

Classe ’95, Gnabry è nato a Stoccarda, figlio di madre tedesca e padre ivoriano.

Graze a lui (e alla terza rete messa a segno da Lewandowski), il Bayern ha battuto 3-0 gli inglesi agli ottavi d’andata di Champions League, ipotecando il passaggio ai quarti.

In questa stagione europea Gnabry ha messo a segno la bellezza di 6 reti nella capitale inglese: 4 contro il Tottenham e 2 contro il Chelsea.

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RICORDO DI ROBERT ENKE A 10 ANNI DAL SUICIDIO

Posted by ladycalcio su domenica, novembre 10, 2019

Un minuto di silenzio prima delle partite di Bundesliga di questo weekend per ricordare Robert Enke, il portiere dell’Hannover 69 e della Germania che il 10 novembre 2009, in preda a una grave forma di depressione, si tolse la vita gettandosi sotto un treno.

Nel decimo anniverario della tragedia, che all’epoca aveva fortemente scosso l’ambiente del calcio tedesco sollevando il velo su un problema che affligge molti professionisti del pallone, la moglie Teresa, oggi 43enne, ha voluto ribadire due concetti fondamentali:  il primo è che la depressione non è una forma di debolezza caratteriale, bensì una malattia; il secondo è che da questo male si può guarire, a condizione che ci si sottoponga tempestivamente alle cure neccessarie anziché cercare di nasconderlo per timore o vergogna.

Questo aveva fatto purtroppo Enke, per paura di perdere il posto di titolare in porta.

Molte le iniziative sorte sull’onda della tragica morte del numero uno dell’Hannover 69, prima fra tutte la Robert-Enke-Stiftung (Fondazione Robert Enke), fondata dalla signora Teresa, che sostiene lo studio e il trattamento della depressione e delle patologie cardiache dei bambini (nel 2006 Enke aveva perso la figlioletta Lara, affetta da un grave difetto cardiaco).

Hannover ha dedicato al suo campione una via, la Robert-Enke-Straße.

Di seguito, i link a tre post sull’argomento apparsi 10 e 9 anni fa su questo blog:

https://calcioparole.wordpress.com/2009/11/12/la-germania-piange-robert-enke/

https://calcioparole.wordpress.com/2009/11/18/tanti-troppi-enke/

https://calcioparole.wordpress.com/2010/11/11/robert-enke-un-anno-dopo-2/

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ICARDI BEFFA IL MILAN AL 92′

Posted by ladycalcio su lunedì, ottobre 22, 2018

La beffa dell’incornata di testa al penultimo minuto di recupero, quando l’avversario è ormai certo di aver spuntato un pareggio: qual miglior modo di vincere il derby?

La soddisfazione se l’è presa Maurito Icardi, che ha fatto esplodere in un boato di gioia la San Siro nerazzurra lasciando ammutolita la fazione rossonera.

https://video.sky.it/sport/calcio/highlights-serie-a/inter-milan-1-0/v458182.vid

Non a caso, la svolta è venuta da un giocatore rappresentativo dei propri colori, uno dei pochissimi fra quelli in campo… e fuori.

Guardando la partita, inizialmente tesa e guardinga come quasi tutti i derby, saltava all’occhio, nelle rispettive file, la mancanza di figure rappresentative, aspetto che aveva sempre contraddistinto le stracittadine milanesi; insomma, l’estinzione di quei giocatori “storici” che, nonostante il passare del tempo, al solo nominarli riportano immediatamente ai colori nerazzurri o rossoneri: Mazzola, Corso, Boninsegna, fino a Zanetti e Julio Cesar per l’Inter; Rivera, Schnellinger, Benetti, fino a Gattuso e Sheva per il Milan.

Chi ricorderemo di questo derby? Credo il solo Icardi. Soprattutto il Milan, nonostante i progressi nel gioco ottenuti dal buon “Ringhio”, mi è parso una compagine anonima. Chi ricorderemo di essa fra dieci o vent’anni? Calabria e Musacchio? Suso e Calhanoglu? Al limite potremo ricordarci di Higuain: per ironia della sorte, un uomo-Juve.

Il pallone entra dopo 92 minuti di sterili tentativi e dopo un goal annullato per parte, permettendo all’Inter di recuperare due punti in classifica dalla Juventus, fermata sull’1-1 in casa dal Genoa.

Ma la vittoria ha i suoi risvolti. Nell’intervista del postpartita su Sky, Spalletti tradisce tutto il suo nervosismo scaldandosi per un’innocua domanda del giornalista Alessandro Alciato: “Ha vinto la squadra che ci ha provato di più?”

https://www.blitzquotidiano.it/sport/spalletti-alciato-inter-milan-video-sky-2945206/

Nervosismo forse acuito dalla preoccupazione per l’infortunio di Nainggolan in uno scontro con Biglia dopo mezz’ora di gioco. “È troncato” ha dichiarato il mister nerazzurro. Come i suoi calzettoni, aggiungiamo.

https://calcioparole.wordpress.com/2018/10/16/i-calettoni-tagliati-di-radja/

Ora sorge un dubbio: Radja soffre di una fragilità muscolare o tendineo-legamentosa e taglia i calzettoni per favorire l’afflusso di sangue e ossigeno ai polpacci e ai piedi?

https://sport.sky.it/calcio/serie-a/2018/10/21/inter-milan-nainggolan-infortunio-news.html

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TOH, CHI SI RIVEDE… KARIUS!

Posted by ladycalcio su mercoledì, agosto 8, 2018

L’applauso scrosciante di tutto lo stadio: così è stato accolto ieri sera ad Anfield Loris Karius, il portiere tedesco del Liverpool che lo scorso 26 maggio, nella finale di Champions League disputata a Kiev, aveva affossato i Reds con due storiche papere.

https://calcioparole.wordpress.com/2018/05/28/disastro-karius-le-parole-di-oliver-kahn/

L’ingresso in campo è avvenuto gli ultimi 18 minuti dell’amichevole contro il Torino, vinta dagli inglesi per 3-1, in sostituzione dell’estremo difensore titolare Alisson, neoaquisto brasiliano pagato 65 milioni di sterline.

Quasi una standing ovation, dunque, a ridare coraggio al 25enne tedesco, che dopo la finale regalata al Real Madrid aveva lasciato il terreno di gioco in lacrime.

Ancora una volta, da oltre Manica ci giunge una lezione di sportività, prontamente ricambiata da Karius con un pubblico ringraziamento sui social.

Il commento di Gazzetta.it

https://www.gazzetta.it/Calcio/Premier-League/08-08-2018/karius-anfield-regala-ovazione-brividi-portiere-ringrazia-social-2904846087.shtml

Il post di Liverpool Echo

https://www.liverpoolecho.co.uk/sport/football/football-news/loris-karius-responds-anfield-reception-15002634

 

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OGNUNO HA LA SUA COREA

Posted by ladycalcio su giovedì, giugno 28, 2018

Avevano gioito per la non qualificazione dell’Italia, si erano sbizzarriti negli sfottò verso gli Azzurri. A fare dell’ironia si era messo pure Bastian Schweinsteiger

https://bit.ly/2N7I1pd  Ma ora, il boomerang è ritornato sui denti ai tedeschi.

La Germania esce a pezzi da Russia 2018: esce, per la prima volta nella sua storia, dopo la fase a gironi, terminata al quarto ed ultimo posto dietro a Svezia, Messico e Corea del Sud.

Ognuno ha la sua Corea. Capitò a noi nel ’66, quando la squadra di Edmondo Fabbri fu messa KO dalla Corea del Nord. Ieri, l’undici di Joachim Löw è stato umiliato dalla Corea del Sud, ma poco importa.

L’eroe del ’66 fu un dentista, tale Pak Doo Ik, che fece secco Ricky Albertosi, mentre ad assurgere alle cronache di Russia 2018 sono stati Kim-Young-Gwon (andato a segno al 90’ + 2) e Song Heung-Min (90’ + 6), che prima di tornarsene a casa, si sono presi il lusso di eliminare i Campioni del Mondo in carica.

Per il calcio tedesco è una disfatta senza precedenti, per la quale l’intera Germania si sta stracciando le vesti.

L’inviato di ZDF all’aeroporto di Francoforte, dove la squadra è atterrata attorno alle 15 di oggi, afferma di aver visto soltanto due tifosi. La telecamera svaria su un poster gigante che ritrae i giocatori ancora sorridenti, mentre tutt’attorno c’è il vuoto. Le prime voci parlano di un Löw in procinto di presentare le dimissioni.

La “Fan-Meile” è deserta, si ammainano gli striscioni giallo-rosso-neri, mentre i commenti di opinionisti e tifosi concordano all’unanimità: tutti hanno visto “una squadra senz’anima, senza schemi e senza voglia di lottare.” Aggiungo, una spedizione di uomini messa insieme alla bell’e meglio, che nulla aveva a che fare con le gloriose compagini tedesche del passato.

Il merchandising è crollato a picco, al punto che su eBay, la maglia di Özil viene svenduta a 25 euro.

ZDF chiude il servizio pomeridiano mostrando un giardino della birra di Hannover deserto, con tutti i tavoli vuoti, dove i tifosi erano attesi a bere e a festeggiare. Inquadrano l’insegna: la birreria si chiama Waterloo, emblema della disfatta.

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Video Gazzetta: la sala stampa della Corea

https://bit.ly/2IA9c8D

 

Italia-Corea del 1966

http://www.italia1910.com/partita.asp?idpartita=264

http://storiedicalcio.altervista.org/blog/mondiali_66_riva.html

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GARY LINEKER: “ALLA FINE VINCONO SEMPRE I TEDESCHI”

Posted by ladycalcio su domenica, giugno 24, 2018

„Il calcio è un gioco semplice: 22 uomini rincorrono il pallone per 90 minuti, e alla fine vincono sempre i tedeschi.“

Questa la celeberrima frase che Gary Lineker, attaccante della Nazionale inglese degli anni ’80 e ’90, pronunciò dopo l’eliminazione ai rigori dell’Inghilterra ad opera della Germania nelle semifinali dei Mondiali ’90. Una frase che i tedeschi, da allora, non hanno mai smesso di citare.

Ieri sera, 28 anni dopo, in occasione della fortunosa vittoria della Germania sulla Svezia (2-1 ad opera di Toni Kroos su calcio piazzato al 95′), il 57enne Lineker ne ha twittato una riedizione riveduta e corretta:

“Il calcio è un gioco semplice: 22 uomini rincorrono il pallone per 82 minuti, i tedeschi subiscono un’espulsione, dopo di che 21 uomini rincorrono il pallone per 13 minuti, e alla fine, in qualche modo, i tedeschi rimediano una fottuta vittoria”.

Un’analisi colorita che sintetizza al meglio l’immeritato 2-1 della Germania sulla Svezia, tutt’altro che da Campioni del Mondo.

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