CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

Archive for the ‘Calcio tedesco’ Category

REAL-BAYERN: VERGOGNA-RECORD

Posted by ladycalcio su giovedì, aprile 20, 2017

“Chi vince questo quarto di finale vince la Champions”, si diceva di Real Madrid-Bayern (4-2). Se davvero vincerà il Real, sarà una coppa rubata.

“Ci hanno fregati”, ha affermato testualmente Karl-Heinz Rummenigge nel consueto discorso del postpartita alla squadra. Una fregatura confezionata grazie a due reti in fuorigioco di quel fenomeno che si fa chiamare CR7, dopo un altro fuorigioco di CR7 sul quale l’arbitro Kassai aveva concesso la regola del vantaggio, più un doppio giallo a Vidal per un fallo inesistente sotto gli occhi del quarto uomo con il Bayern che rimane in dieci.

Per il calcio è la notte della vergogna, per la squadra di Zidane la notte dei record: 7^ semifinale per le Merengues e 100^ rete del “Fenomeno bis”, quel Ronaldo che fa rima con spavaldo. Il portoghese non si sforza neppure di rientrare, è sempre lì davanti alla porta al di là della linea dei difensori tedeschi.

Ai suoi due goal di rapina fa da pendente, in Barça-Juve, la prestazione nulla di Lionel Messi: e poi non chiedetemi perché punto il dito contro le assegnazioni del Pallone d’Oro https://calcioparole.wordpress.com/2015/01/14/10-motivi-per-cui-avrei-dato-il-pallone-doro-a-manuel-neuer/

Nel gennaio 2015 CR7 soffiò il riconoscimento a Manuel Neuer, che lo definì un “testimonial di mutande”; l’altra sera, sul suo terzo goal in fuorigioco, l’estremo difensore del Bayern ha rimediato la frattura del metatarso del piede sinistro, che lo costringerà a stare fuori dai pali per il resto della stagione.

Il Bayern era già stato eliminato dal Real nel 2014, quando sulla sua panchina sedeva Pep Guardiola e su quella madridista, ironia della sorte, proprio Carlo Ancelotti.

“Una decisione così importante e così sbagliata ha cambiato il corso della partita”, hanno commentato su RSI LA2 riguardo al primo goal in fuorigioco convalidato al Real. E ancora:“Se non ci fosse stato quell’omino in giallo o in verde (Kassai, ndr), la partita sarebbe andata diversamente”.

I media europei sono in subbuglio, ma di tutto questo il Real se ne frega, pronto ad esultare se davvero vincerà il 12° trofeo. “Nel calcio vince chi la mette dentro, non importa come”, scrivevo su queste pagine nel 2007 dopo gli osanna al goal di mano di Pippo Inzaghi ad Atene http://bit.ly/1xvwRx7

Dieci anni dopo, mi sento solo di aggiungere che il calcio fa ancora più schifo.

Sempre per ironia della sorte, ad Atene sulla panchina del Milan sedeva il buon Carletto, che come ci fa sapere l’emittente bavarese B3, per sfogare il nervoso durante la partita di martedì ha masticato la bellezza di 14 gomme americane.

Ricorsi di nomi e circostanze che ci riportano a un’altra vergogna e all’anatema più censurato di questo blog: che fine ha fatto la squadra più blasonata del mondo di Silvio Berlusconi? http://bit.ly/1vEgjQk

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IL SELFIE IN PARTITA DI DOUGLAS COSTA

Posted by ladycalcio su domenica, ottobre 23, 2016

selfie-douglas-costaPartitissima all’Allianz Arena fra Bayern Monaco e Borussia Mönchengladbach (2-0).

Segna il secondo goal per i bavaresi Douglas Costa (31′), che si precipita verso la tribuna e si fa prestare un telefonino da un tifoso per scattarsi un selfie. Il brasiliano ride, tira fuori la lingua e restituisce il cellulare mandando un bacio.

Il 26enne centrocampista dei bavaresi non segnava dal 23 aprile scorso, precisamente dal 2-0 dei Campioni di Germania sull’Hertha Berlino.

E Carlo Ancelotti? Preferirebbe che durante la partita i suoi giocatori rimanessero concentrati, ma per stavolta ci passa sopra: “Magari la prossima volta corre da me e facciamo la foto insieme”, ha scherzato.

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BAYERN CINICO: ANCELOTTI FA SUA LA SUPERCOPPA DI GERMANIA

Posted by ladycalcio su lunedì, agosto 15, 2016

 Bayern Supercoppa 2016

Provo a mettere le mie idee, questa squadra è già forte di suo”: così si è espresso Carlo Ancelotti ai microfoni dell’emittente tedesca ZDF dopo la conquista della Supercoppa di Germania al Westfalenstadion. Un fortunoso 2-0 sulla compagine di casa, il Borussia Dortmund, in occasione dell’esordio di Ancelotti sulla panchina del Bayern in una partita ufficiale.

Partita chiacchierata per gli intrecci di due “ex” che avevano messo in subbuglio le rispettive tifoserie: da una parte il fischiatissimo Mats Hummels, ex-capitano dei renani, già al Bayern dal 2006 al 2008, che dopo 8 anni al Dortmund fa ritorno al Bayern esordendo in una finale contro i suoi ex- compagni; dall’altra il “caso” Mario Götze,  già del Dortmund dal 2009 al 2013,  che ritorna nelle file dei gialloneri dopo tre anni al Bayern e le note polemiche.

Davanti a 81.360 spettatori Ancelotti parte con il 4-1 4-1, contro il 4-2-3-1 di Tuchel.

Di gran lunga migliore il primo tempo del Borussia, che si mette in luce per la maggior incisività in attacco, l’assiduo possesso palla e le numerose occasioni da goal create, senza tuttavia riuscire a concretizzare. La linea difensiva dei bavaresi va regolarmente in affanno sulle incursioni di Ramos e Dembelé, con vistosi errori di posizione e grande difficoltà, in particolare,  a contenere gli attacchi provenienti dalla fascia destra del Dortmund.

Al centrocampo, Felix Paßlack vince 6-4 il duello personale contro Franck Ribéry.

L’eroe della serata è il portiere dei “rossi” Manuel Neuer, che salva la sua porta da numerosi goal già fatti.

Per i bavaresi valgono le attenuanti degli infortunati Boaterng, Sanchez e Robben, unite al fatto che i nazionali Neuer, Hummels e Müller, reduci dagli Europei, avevano iniziato la preparazione il 5 agosto.

Il Bayern va a segno con un contropiede di Vidal al 58’ dopo essere rimasto a lungo schiacciato nella propria metà campo. Al 79’ è Thomas Müller a chiudere i conti e a regalare ai Campioni di Germania la coppa d’argento del valore 40.000 euro.

Due tiri a rete e due goal, con il cinismo che contraddistingue il Bayern Monaco.

Per la squadra di Monaco è il 5° successo nella competizione, quota record a pari merito proprio con il Dortmund.

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GERMANIA FUORI DALL’EUROPEO, ERRORI DA ORATORIO

Posted by ladycalcio su giovedì, luglio 7, 2016

La mano plateale di Schweinsteiger in area di rigore, che frutta un penalty ai francesi. Poi l’errore di Neuer, che sul secondo goal dei Bleus smanaccia il pallone sui piedi di Griezmann.

E dire che sono i Campioni del Mondo. Anche la Germania si autocastiga, così come si erano autocastigati gli Azzurri con i rigori alla Paperino di Zaza  & Co.

Dopo gli svarioni dei nostri in Italia-Germania mi ero chiesta se un ct non possa proibire ai suoi uomini certi assurdi numeri dal dischetto. Stasera, su Sky, Ilaria d’Amico si è domandata se Löw non avrebbe potuto dire ai suoi: “Se alzate quelle braccia vi sparo dalla panchina!” 🙂

 

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GERMANIA-ITALIA: AI RIGORI L’ITALIA TORNA “CENERENTOLA”

Posted by ladycalcio su lunedì, luglio 4, 2016

Quella rincorsa storta e saltellante resterà indelebile negli incubi di tutta l’Italia calcistica, figuriamoci in quelli di Conte e degli Azzurri.

Il rigore sbagliato da Zaza in Germania-Italia è degno di un fumetto di Paperino – non certo di un match europeo – e ci si domanda se un Commissario Tecnico  non possa proibire a priori ai suoi uomini certi “numeri” dagli undici metri.

Poi il tiraccio di semipunta di Pellé, Bonucci che fa il segno dello “scavetto”, blocca la rincorsa e si fa parare il tiro da Neuer. La commedia si chiude con Darmian che tira in bocca al portiere tedesco, mandando tutti a casa. Lasciando perdere la traversa di De Sciglio, con il pallone che rimbalza in rete per miracolo.

No, non serve recriminare sulle assenze di rigoristi come De Rossi, Candreva ed Eder (sostituito).

La domanda che sorge spontanea è come dei professionisti in Azzurro possano far ridere dal dischetto come non riuscirebbe neppure zia Rosetta. La domanda è se Conte, perfezionista nel preparare uomini e appuntamenti, possa davvero aver trascurato l’eventualità dei rigori e la relativa tecnica, oppure se (più probabilmente) il “bug” non risieda proprio nel materiale umano.

Tanto più che neppure i tedeschi hanno brillato: tre errori dal dischetto sono davvero troppi per i Campioni del Mondo. Eppure, non ne abbiamo saputo approfittare.

“Hanno sbagliato il rigore anche Messi e Maradona”, mi sento ripetere alla nausea dai soliti perdonisti. Già, ma un conto è sbagliare, un conto è buttar via la qualificazione alle semifinali degli Europei facendo ridere il mondo.

Si presenta a Sky un Buffon alle lacrime, che vede sfumare il sogno di una grande vittoria a fine carriera lasciando chiaramente intendere di avere dei rimpianti sull’esito della partita – senza poter ovviamente menzionare gli errori dei compagni.

Conte è triste, probabilmente ribolle dentro di sé, ma anziché le sacrosante lavate di testa è “costretto” a distribuire elogi ai suoi ragazzi.

Onore al merito dell’affranto portierone Azzurro e del ct, che è riuscito a trasformare in principessa una squadra considerata dai più una Cenerentola.

Peccato che allo scoccare della mezzanotte, incurante dell’ora legale, ci siamo ritrovati con una zucca e un topolino.

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E ORA, OCCHIO ALLA GERMANIA…

Posted by ladycalcio su martedì, giugno 28, 2016

“Un capolavoro tattico”. Così Gianluca Vialli (Sky) ha definito il passaggio ai quarti degli Azzurri a Euro 2016 dopo la vittoria di 2-0 sulla Spagna.

Sì, perché l’Italia di Conte è una squadra operaia messa insieme abilmente che gioca coesa, nonostante i rimproveri secondo cui il “Contismo” risiederebbe soprattutto nel non lasciar giocare l’avversario.

Osannata all’inizio, falcidiata dalle critiche dopo la sconfitta contro l’Irlanda, la nostra Nazionale ha dimostrato ancora una volta che l’Italia del calcio vince alla grande contro gli avversari difficili e perde contro le squadre che “snobba”.

Il duello di sabato sera ripropone un’avversaria storica: la Germania. Conte e i suoi uomini sono euforici, ma come era stato sbagliato dare per finiti gli Azzurri pochi giorni fa, lo è altrettanto incensarli dopo l’ottima prova di ieri sera.

Abbiamo eliminato i Campioni Europei in carica ed ora – ad majora – ci toccano i Campioni del Mondo. Mantenere alta la concentrazione è d’obbligo. I tedeschi ci temono, ma a loro volta cercheranno di compensare gli evidenti deficit tecnici con la grinta e la voglia di batterci di sempre…

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MILANO: SALE LA FEBBRE DELLA FINALE

Posted by ladycalcio su venerdì, maggio 27, 2016

 

 

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Il capoluogo lombardo è in fibrillazione. Sale la febbre della Champions e la città è tutta nel segno della Finale di domani sera fra Real e Atletico Madrid.

Ladycalcio ha fatto un giro per voi fra via Dante e Piazza Duomo e vi propone l’atmosfera della grande attesa.

Via Dante, a partire dall’imbocco da Piazza Cairoli, è una passerella di gigantografie, bandiere e  sfondi bizzarri per immortalarsi nel calcio virtuale: dalla bandierina del corner di un improbabile Stadio Meazza alla scenografia blu ufficiale della Galleria Vittorio Emanuele, dall’altrettanto improbabile rete di San Siro alle formazioni delle due contendenti con il classico “buco” al posto della faccia di un giocatore nel quale inserire il proprio volto per “far parte della formazione”. Puoi scegliere se farti immortalare con la sciarpa dell’una o dell’altra squadra, con il pallone o con una coppa dalle grandi orecchie di gomma. Insomma, di tutto e di più; il tutto mescolato ai caffè, ai ritrattisti e ai vu cumprà di rito che cercano di venderti gli immancabili libri e rivistini.

Sulla passerella di erba sintetica sono disposti i loghi delle squadre vincitrici del torneo, mentre gli stendardi in alto raffigurano i capitani storici delle formazioni vincitrici mentre alzano la coppa.

Due piccole mostre all’aperto ripercorrono i successi delle squadre milanesi nella competizione con in sottofondo il sonoro dei canti delle rispettive Curve: entrando nel tunnel dell’Inter ti trovi a tu per tu con Mourinho e con un Milito festante dopo la finale del 22 maggio 2010, passando per i successi della Grande Inter di Helenio Herrera; quello rossonero spazia da un giovanissimo Gianni Rivera alle vittorie del Milan berlusconiano, con il doveroso omaggio a Cesare Maldini.

In altre due “gallerie” sono in mostra rispettivamente le foto di Real e Atletico e quelle delle formazioni femminili di Wolfsburg e Lione che si sono sfidate ieri a Reggio Emilia con la vittoria delle francesi.

La coppa vera – perlomeno, secondo la versione ufficiale – si trova qualche centinaio di metri più in là in Piazza Duomo sotto una grande calotta con le stelle che simula il pallone del torneo, con appassionati di tutte le etnie e di tutte le età in fila per farsi immortalare vicino ad essa sullo sfondo della cattedrale meneghina. La posa è gratuita, ma lo scatto deve rigorosamente avvenire dal cellulare istituzionale dell’Organizzazione, né mi è chiaro dove finirebbe la mia immagine, di chi sarebbe di proprietà e come potrebbe essere utilizzata.

Piazza del Duomo è trasformata nella fiera dei miracoli, nella quale spicca l’Uefa Champions League Superstore. Sul lato dell’Arengario (quello opposto alla Galleria Vittorio Emanuele) troneggia il grande palco, mentre sul lato Galleria si trova la “Play Station”, corredata da un piccolo museo in cui sono esposte, fra l’altro, le maglie autografate di Messi e Cristiano Ronaldo, le scarpe autografate calzate da Milito a Madrid (saranno davvero quelle?) e un pallone con gli autografi dei giocatori del Bayern protagonisti della Finale di Londra 2013. Sempre presso la Play Station viene offerta l’ennesima opportunità di un “selfie” – si fa per dire, dato che viene scattato ancora una volta dall’Organizzazione – dopo il quale ti trasformano in figurina autoadesiva tipo Panini da incollare sull’apposito album, distribuito in tutto il settore da graziose hostess insieme a un giornalino della Champions. No, grazie.

Pochi metri più in là, un coiffeur specializzato sponsorizzato da una nota carta di credito invita a provare un look da campione. C’è la fila. Ma non soltanto di tifosi scatenati. Non manca qualche insospettabile signore anziano!

Le biciclette del Comune di Milano sono parcheggiate su un tappeto sponsorizzato Champions League, come sponsorizzati sono i tram che sfilano oltre l’area pedonale invasa da musica assordante e addirittura i tandem, con i cerchioni delle ruote stilizzati a forma di palloni da calcio.

Completano la fiera dei miracoli l’ennesimo sfondo farlocco per farsi fotografare seduti in panchina, due enormi barili di una nota birra e un gettonatissimo pallone ufficiale di taglia XXL davanti al quale scattarsi un selfie a pochi metri dal Duomo.

Fra sacro e profano, pochissime le persone in fila davanti alla Porta Santa del Giubileo. È il segno dei tempi.

 

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BAYERN-JUVE (4-2) SU ZDF, IN BARBA ALL’OSCURAMENTO DI MEDIASET

Posted by ladycalcio su giovedì, marzo 17, 2016

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Tutta l’illusione della Juve minuto per minuto. In chiaro e gratis 🙂

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KLOPP CONTRO MOU: “NORMAL ONE” BATTE “SPECIAL ONE” 3-1

Posted by ladycalcio su domenica, novembre 1, 2015

Klopp batte Mou sito LFC

Liverpool esulta

Durante la conferenza stampa di presentazione di una ventina di giorni fa si era definito “The Normal One”, respingendo il paragone con José Mourinho.

Ma il vero biglietto da visita Jürgen Klopp l’ha calato ieri all’ora di pranzo, prendendosi il lusso di suonarle 3-1 al Chelsea dello “Special One” a Stamford Bridge. Una “massive victory”, per dirla con la stampa inglese, giocata su un calcio “heavy metal” – parole di Klopp – e sull’interdizione del possesso palla agli avversari.

Una vittoria scaturita da due magistrali reti dell’ex-nerazzurro Coutinho e da un goal di Christian Benteke, la carta vincente inserita nel 2° tempo al posto di Milner per rivitalizzare l’attacco. “One of the top managers”: così Mou aveva definito Klopp alla vigilia del big match di Premier League.

Carattere istrionico, sin dalla sua presentazione il tecnico tedesco si era conquistato il favore e la simpatia del pubblico, entrando nel cuore dei tifosi e facendo dimenticare il suo predecessore Brendan Rogers. E mentre fuori dalla Pinetina qualche interista ibernato ancora attende che Mou si degni di fermarsi per una foto e un autografo, i selfie dei tifosi dei “Reds” con Klopp hanno fatto in poche ore il giro della rete.

“Klopp” richiama non soltanto foneticamente la “Kop”, la curva del Liverpool; a Londra, la tifoseria si è schierata con il tecnico e con la squadra sotto di 1-0, incitandola e dandole la carica per la rimonta e la successiva vittoria.

Insomma, ad Anfield Road si ricomincia a respirare quello che gli inglesi chiamano “feel-good factor”. Ma guai a parlare di titolo, come ha fatto ieri un giornalista durante la conferenza stampa del postpartita: “Speravo di aver capito male la domanda”, ha glissato Klopp l’istrione.

Oltre che sul gioco, l’ex-tecnico del Borussia Dortmund deve ancora lavorare sul carattere della squadra, sulla coesione e sulla motivazione.
Che a lui l’X-Factor da coesione non faccia difetto, l’ha dimostrato dopo la vittoria contro il Bournemouth della scorsa settimana citando ogni singolo giocatore per nome.

Non gli manca neppure l’appeal mediatico, se è vero che in Germania il suo volto è stato scritturato per le pubblicità più disparate: dal rasoio elettrico alle automobili, dalla colla per carta da parati alle banche.

Parla speditamente inglese con la stessa concitata dizione con cui parla tedesco. Né se la prende perché i media inglesi, per motivi di grafica, scrivono il suo nome di battesimo – Jürgen – senza la dieresi. Più che alle regole della metafonesi, la sua attenzione è rivolta ai rinforzi per la prossima campagna acquisti. Già corre voce di un suo interessamento per Neven Subotic, difensore serbo del Borussia Dortmund.

E mentre “The Normal One”- con o senza dieresi – è il primo allenatore del Liverpool dopo la leggenda Bob Paisley (1974) a non perdere nessuno dei primi 5 incontri d’esordio sulla panchina dei “Reds”, il sedicente “Special One” José Mourinho, dopo la 9^ sconfitta stagionale, si trova a un passo dall’esonero. 😆

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VILLA E SANTI ACCETTANO IL CONFRONTO: ECCO LA LORO REPLICA

Posted by ladycalcio su venerdì, maggio 29, 2015

“Disponibilissimo al confronto”: così si è subito dichiarato il conduttore di “Radio Appiano” Alessandro Villa (Inter Channel) in merito al mio post di ieri sulla mancata lettura della traduzione della scheda elettorale di Lukas Podolski. http://bit.ly/1KruYqh

Villa è stato di parola e nel prosieguo della trasmissione ha dedicato alla risposta “Il tweet del giorno” (la rubrica all’interno del programma che illustra un tweet al giorno scelto dalla Redazione).

Per correttezza e onestà intellettuale, dedico alla replica di Villa lo stesso rilievo che avevo dato ieri alla mancata citazione. Lo faccio con tanto di virgolettato, in modo che possa giungere anche a chi non è abbonato al canale tematico nerazzurro.

Villa in apertura: “Quest’oggi avremo anche un angolo dedicato al alcune … non dico lamentele, però insomma, ad alcuni confronti che ci avete chiesto e che ci prendiamo volentieri. Sappiate – lo dico come disclaimer all’inizio di questa puntata – che nel momento in cui a volte tralasciamo qualche messaggio non è una cosa personale, non è una cosa legata a una mancata volontà di non leggervi o a una mancata stima rispetto al contenuto di quanto ci scrivete – in un caso, come vedremo, sollecitato proprio da noi – ma è banalmente vuoi mancanza di tempo, vuoi, ahinoi, una dimenticanza. Ce ne scusiamo; sono due settimane, queste, come tutte quelle di fine stagione, molto piene. Ci è capitato di tralasciare qualcosa, proveremo a recuperare tutto quanto”.

Più avanti nel corso della puntata, Villa e il co-conduttore Alberto Santi riprendono la scheda di Poldi e la relativa traduzione della sottoscritta e la illustrano con dovizia di dettagli.

Villa lascia intendere di essere rammaricato dalla mia definizione di “villani” e dal fatto che io abbia reso pubblica la questione su questo blog e tiene a far sapere quanto segue: “Posto che non è stata villania, ma è stata semplicemente vuoi mancanza di spazio e tempo, vuoi mancata coordinazione fra i conduttori, vuoi tante altre cose -per cui giustamente tu avevi fatto un lavoro anche abbastanza corposo e divertente – lo rivediamo subito perché credo che possa esser utile a tutti”.

Santi legge la traduzione. Seguono i graditi ringraziamenti, dopo i quali Villa sottolinea nuovamente il “livello di impulso e di stress che abbiamo in questo punto della stagione. Detto questo, Monica, noi ti vogliamo ancora bene e spero che tu ce ne voglia altrettanto passata la comprensibile arrabbiatura. Non è stata villania, non è stata maleducazione, è finito (il messaggio, ndr) in mezzo ad altri messaggi, sovrastato dagli eventi”.

Ringrazio Villa e Santi dell’attenzione: immagino quanto siate sotto pressione in questo particolare momento. Vi faccio soltanto notare che questo vale anche per me, che nonostante avessi captato il vostro S.O.S. a tarda ora, mi ero premurata di comporre subito una risposta esauriente che potesse essere interessante per gli abbonati e di inviarvela in tempo per il giorno seguente. Non avendo più sentito nulla, avevo sollecitato una risposta via email. Caduta nel vuoto anche quest’ultima, ci ero rimasta veramente male.  No, che si trattasse di mancanza di stima o di un caso personale non l’avevo assolutamente pensato. OK, chiamiamola mancanza di coordinamento in un momento di punta…

Accetto le scuse e il chiarimento. Chiaramente anch’io continuo a volervi bene, come dimostra il fatto che continuo a seguirvi e ad apprezzare quanto mi offrite con il vostro lavoro. È vero che in qualche occasione il mio rapporto con Inter Channel è stato un po’ “periglioso” 🙂 , ma ciò che conta è che ci siamo sempre chiariti e che la base rimane di stima reciproca  (mi darai atto, caro Alessandro, che più volte ho espresso pubblicamente anche il mio apprezzamento per quanto fate – non soltanto le critiche).

Se in futuro potrò esservi ancora utile lo farò volentieri, compatibilmente con l’essere in ascolto…

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