CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

Archive for the ‘Calcio tedesco’ Category

È RIPRESA LA BUNDESLIGA

Posted by ladycalcio su martedì, maggio 19, 2020

 

Nove settimane e mezzo: non è soltanto il celebre film di Adrian Lyne, ma anche il periodo in cui la Bundesliga è rimasta ferma a causa del Coronavirus.

Il campionato tedesco è ripreso sabato 26 maggio, proprio nel giorno in cui avrebbe dovuto concludersi.

È ripreso con il big match Dortmund-Schalke, il derby della Ruhr che, come c’era da aspettarsi dopo la lunga pausa, ha visto inizialmente entrambe le squadre ferme sulle gambe. Se nel corso della partita il Dortmund è riuscito un po’ a carburare, lo Schalke è rimasto fermo, rimediando, con un sonante 4-0, la peggior sconfitta nel Revierderby negli ultimi 50 anni.

Domenica è stata la volta di Union Berlin-Bayern Monaco, vinta 2-0 dai bavaresi con reti di Robert Lewandowski (su rigore) e del difensore francese Benjamin Pavard.

Ieri, a completamento della giornata, il Werder Brema ha perso in casa 4-1 con il Bayer Leverkusen.

Ma più che i risultati sul campo, a far notizia è stata l’atmosfera surreale del calcio ai tempi del Coronavirus: stadi deserti, interviste del post-partita da remoto, tifosi che con il volto nascosto dietro alle mascherine con i loghi delle rispettive squadre si rammaricavano di essere esclusi dallo spettacolo.

Per permettere l’opportuno distanziamento fra giocatori e membri dello staff tecnico, le squadre si sono recate allo stadio con due pullman.

Fra le “trovate” tecnologiche, su ZDF il DS dell’Eintracht Francoforte Fredi Bobic ha presentato un dispositivo rivelatore della distanza di sicurezza di Kinexon, partner dell’Eintracht, che fissato alla giacca lampeggia emettendo un segnale acustico se una persona si avvicina oltre “le regole”. La Società, in particolare i dirigenti e collaboratori presenti allo stadio durante gli incontri di Bundesliga, sta attualmente sperimentando l’apparecchietto per mantenere il distanziamento sociale. Un’impresa ardua, dato che, come ha confessato Bobic, in occasione della prima partita “si udiva ovunque il segnale acustico”.

Ma l’immagine più emblematica del weekend, ripresa da tutte le emittenti, è stata l’esultanza dei giocatori del Borussia Dortmund davanti alla Tribuna Sud vuota del Signal Iduna Park; una ola virtuale ai propri tifosi, con l’auspicio di sconfiggere il Covid-19 e di rivedere presto gli spalti gremiti.

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GNABRY, RE DI LONDRA

Posted by ladycalcio su mercoledì, febbraio 26, 2020

“Il re del goal di Londra”: così titola oggi la Bild-Zeitung all’indirizzo di Serge Gnabry, l’attaccante del Bayern autore di una doppietta contro il Chelsea ieri sera a Stamford Bridge.

Classe ’95, Gnabry è nato a Stoccarda, figlio di madre tedesca e padre ivoriano.

Graze a lui (e alla terza rete messa a segno da Lewandowski), il Bayern ha battuto 3-0 gli inglesi agli ottavi d’andata di Champions League, ipotecando il passaggio ai quarti.

In questa stagione europea Gnabry ha messo a segno la bellezza di 6 reti nella capitale inglese: 4 contro il Tottenham e 2 contro il Chelsea.

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RICORDO DI ROBERT ENKE A 10 ANNI DAL SUICIDIO

Posted by ladycalcio su domenica, novembre 10, 2019

Un minuto di silenzio prima delle partite di Bundesliga di questo weekend per ricordare Robert Enke, il portiere dell’Hannover 69 e della Germania che il 10 novembre 2009, in preda a una grave forma di depressione, si tolse la vita gettandosi sotto un treno.

Nel decimo anniverario della tragedia, che all’epoca aveva fortemente scosso l’ambiente del calcio tedesco sollevando il velo su un problema che affligge molti professionisti del pallone, la moglie Teresa, oggi 43enne, ha voluto ribadire due concetti fondamentali:  il primo è che la depressione non è una forma di debolezza caratteriale, bensì una malattia; il secondo è che da questo male si può guarire, a condizione che ci si sottoponga tempestivamente alle cure neccessarie anziché cercare di nasconderlo per timore o vergogna.

Questo aveva fatto purtroppo Enke, per paura di perdere il posto di titolare in porta.

Molte le iniziative sorte sull’onda della tragica morte del numero uno dell’Hannover 69, prima fra tutte la Robert-Enke-Stiftung (Fondazione Robert Enke), fondata dalla signora Teresa, che sostiene lo studio e il trattamento della depressione e delle patologie cardiache dei bambini (nel 2006 Enke aveva perso la figlioletta Lara, affetta da un grave difetto cardiaco).

Hannover ha dedicato al suo campione una via, la Robert-Enke-Straße.

Di seguito, i link a tre post sull’argomento apparsi 10 e 9 anni fa su questo blog:

https://calcioparole.wordpress.com/2009/11/12/la-germania-piange-robert-enke/

https://calcioparole.wordpress.com/2009/11/18/tanti-troppi-enke/

https://calcioparole.wordpress.com/2010/11/11/robert-enke-un-anno-dopo-2/

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ICARDI BEFFA IL MILAN AL 92′

Posted by ladycalcio su lunedì, ottobre 22, 2018

La beffa dell’incornata di testa al penultimo minuto di recupero, quando l’avversario è ormai certo di aver spuntato un pareggio: qual miglior modo di vincere il derby?

La soddisfazione se l’è presa Maurito Icardi, che ha fatto esplodere in un boato di gioia la San Siro nerazzurra lasciando ammutolita la fazione rossonera.

https://video.sky.it/sport/calcio/highlights-serie-a/inter-milan-1-0/v458182.vid

Non a caso, la svolta è venuta da un giocatore rappresentativo dei propri colori, uno dei pochissimi fra quelli in campo… e fuori.

Guardando la partita, inizialmente tesa e guardinga come quasi tutti i derby, saltava all’occhio, nelle rispettive file, la mancanza di figure rappresentative, aspetto che aveva sempre contraddistinto le stracittadine milanesi; insomma, l’estinzione di quei giocatori “storici” che, nonostante il passare del tempo, al solo nominarli riportano immediatamente ai colori nerazzurri o rossoneri: Mazzola, Corso, Boninsegna, fino a Zanetti e Julio Cesar per l’Inter; Rivera, Schnellinger, Benetti, fino a Gattuso e Sheva per il Milan.

Chi ricorderemo di questo derby? Credo il solo Icardi. Soprattutto il Milan, nonostante i progressi nel gioco ottenuti dal buon “Ringhio”, mi è parso una compagine anonima. Chi ricorderemo di essa fra dieci o vent’anni? Calabria e Musacchio? Suso e Calhanoglu? Al limite potremo ricordarci di Higuain: per ironia della sorte, un uomo-Juve.

Il pallone entra dopo 92 minuti di sterili tentativi e dopo un goal annullato per parte, permettendo all’Inter di recuperare due punti in classifica dalla Juventus, fermata sull’1-1 in casa dal Genoa.

Ma la vittoria ha i suoi risvolti. Nell’intervista del postpartita su Sky, Spalletti tradisce tutto il suo nervosismo scaldandosi per un’innocua domanda del giornalista Alessandro Alciato: “Ha vinto la squadra che ci ha provato di più?”

https://www.blitzquotidiano.it/sport/spalletti-alciato-inter-milan-video-sky-2945206/

Nervosismo forse acuito dalla preoccupazione per l’infortunio di Nainggolan in uno scontro con Biglia dopo mezz’ora di gioco. “È troncato” ha dichiarato il mister nerazzurro. Come i suoi calzettoni, aggiungiamo.

https://calcioparole.wordpress.com/2018/10/16/i-calettoni-tagliati-di-radja/

Ora sorge un dubbio: Radja soffre di una fragilità muscolare o tendineo-legamentosa e taglia i calzettoni per favorire l’afflusso di sangue e ossigeno ai polpacci e ai piedi?

https://sport.sky.it/calcio/serie-a/2018/10/21/inter-milan-nainggolan-infortunio-news.html

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TOH, CHI SI RIVEDE… KARIUS!

Posted by ladycalcio su mercoledì, agosto 8, 2018

L’applauso scrosciante di tutto lo stadio: così è stato accolto ieri sera ad Anfield Loris Karius, il portiere tedesco del Liverpool che lo scorso 26 maggio, nella finale di Champions League disputata a Kiev, aveva affossato i Reds con due storiche papere.

https://calcioparole.wordpress.com/2018/05/28/disastro-karius-le-parole-di-oliver-kahn/

L’ingresso in campo è avvenuto gli ultimi 18 minuti dell’amichevole contro il Torino, vinta dagli inglesi per 3-1, in sostituzione dell’estremo difensore titolare Alisson, neoaquisto brasiliano pagato 65 milioni di sterline.

Quasi una standing ovation, dunque, a ridare coraggio al 25enne tedesco, che dopo la finale regalata al Real Madrid aveva lasciato il terreno di gioco in lacrime.

Ancora una volta, da oltre Manica ci giunge una lezione di sportività, prontamente ricambiata da Karius con un pubblico ringraziamento sui social.

Il commento di Gazzetta.it

https://www.gazzetta.it/Calcio/Premier-League/08-08-2018/karius-anfield-regala-ovazione-brividi-portiere-ringrazia-social-2904846087.shtml

Il post di Liverpool Echo

https://www.liverpoolecho.co.uk/sport/football/football-news/loris-karius-responds-anfield-reception-15002634

 

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OGNUNO HA LA SUA COREA

Posted by ladycalcio su giovedì, giugno 28, 2018

Avevano gioito per la non qualificazione dell’Italia, si erano sbizzarriti negli sfottò verso gli Azzurri. A fare dell’ironia si era messo pure Bastian Schweinsteiger

https://bit.ly/2N7I1pd  Ma ora, il boomerang è ritornato sui denti ai tedeschi.

La Germania esce a pezzi da Russia 2018: esce, per la prima volta nella sua storia, dopo la fase a gironi, terminata al quarto ed ultimo posto dietro a Svezia, Messico e Corea del Sud.

Ognuno ha la sua Corea. Capitò a noi nel ’66, quando la squadra di Edmondo Fabbri fu messa KO dalla Corea del Nord. Ieri, l’undici di Joachim Löw è stato umiliato dalla Corea del Sud, ma poco importa.

L’eroe del ’66 fu un dentista, tale Pak Doo Ik, che fece secco Ricky Albertosi, mentre ad assurgere alle cronache di Russia 2018 sono stati Kim-Young-Gwon (andato a segno al 90’ + 2) e Song Heung-Min (90’ + 6), che prima di tornarsene a casa, si sono presi il lusso di eliminare i Campioni del Mondo in carica.

Per il calcio tedesco è una disfatta senza precedenti, per la quale l’intera Germania si sta stracciando le vesti.

L’inviato di ZDF all’aeroporto di Francoforte, dove la squadra è atterrata attorno alle 15 di oggi, afferma di aver visto soltanto due tifosi. La telecamera svaria su un poster gigante che ritrae i giocatori ancora sorridenti, mentre tutt’attorno c’è il vuoto. Le prime voci parlano di un Löw in procinto di presentare le dimissioni.

La “Fan-Meile” è deserta, si ammainano gli striscioni giallo-rosso-neri, mentre i commenti di opinionisti e tifosi concordano all’unanimità: tutti hanno visto “una squadra senz’anima, senza schemi e senza voglia di lottare.” Aggiungo, una spedizione di uomini messa insieme alla bell’e meglio, che nulla aveva a che fare con le gloriose compagini tedesche del passato.

Il merchandising è crollato a picco, al punto che su eBay, la maglia di Özil viene svenduta a 25 euro.

ZDF chiude il servizio pomeridiano mostrando un giardino della birra di Hannover deserto, con tutti i tavoli vuoti, dove i tifosi erano attesi a bere e a festeggiare. Inquadrano l’insegna: la birreria si chiama Waterloo, emblema della disfatta.

Link che potrebbero interessarti:

Video Gazzetta: la sala stampa della Corea

https://bit.ly/2IA9c8D

 

Italia-Corea del 1966

http://www.italia1910.com/partita.asp?idpartita=264

http://storiedicalcio.altervista.org/blog/mondiali_66_riva.html

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GARY LINEKER: “ALLA FINE VINCONO SEMPRE I TEDESCHI”

Posted by ladycalcio su domenica, giugno 24, 2018

„Il calcio è un gioco semplice: 22 uomini rincorrono il pallone per 90 minuti, e alla fine vincono sempre i tedeschi.“

Questa la celeberrima frase che Gary Lineker, attaccante della Nazionale inglese degli anni ’80 e ’90, pronunciò dopo l’eliminazione ai rigori dell’Inghilterra ad opera della Germania nelle semifinali dei Mondiali ’90. Una frase che i tedeschi, da allora, non hanno mai smesso di citare.

Ieri sera, 28 anni dopo, in occasione della fortunosa vittoria della Germania sulla Svezia (2-1 ad opera di Toni Kroos su calcio piazzato al 95′), il 57enne Lineker ne ha twittato una riedizione riveduta e corretta:

“Il calcio è un gioco semplice: 22 uomini rincorrono il pallone per 82 minuti, i tedeschi subiscono un’espulsione, dopo di che 21 uomini rincorrono il pallone per 13 minuti, e alla fine, in qualche modo, i tedeschi rimediano una fottuta vittoria”.

Un’analisi colorita che sintetizza al meglio l’immeritato 2-1 della Germania sulla Svezia, tutt’altro che da Campioni del Mondo.

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DISASTRO KARIUS: LE PAROLE DI OLIVER KAHN

Posted by ladycalcio su lunedì, maggio 28, 2018

Portiere agile e reattivo tra i pali, dotato di ottimi riflessi – a cui abbina senso della posizione ed eccellenti mezzi fisici – ed efficace nelle uscite, sia alte che basse”. Queste le caratteristiche tecniche di Loris Karius, portiere del Liverpool, secondo Wikipedia.

https://it.wikipedia.org/wiki/Loris_Karius

Sabato sera nella finale contro il Real Madrid si è visto l’opposto: con le due colossali papere che hanno fatto il giro del mondo, Karius ha regalato la coppa a un Real Madrid tutt’altro che galattico, in cui, almeno per la terza partita di coppa consecutiva, Cristiano Ronaldo è stato un fantasma sul campo.

Tutti se la prendono con Karius, che ha ricevuto persino minacce di morte, ma a un’analisi seria, la colpa è anche di Klopp, che fra il non eccelso Mignolet e Karius appunto, chissà se per ragioni di nazionalità, ha puntato sul portiere tedesco.

“Mi dispiace molto per lui, perché aveva disputato una buona stagione”, ha esordito l’allenatore dei Reds sabato sera su ZDF. La sua ricetta per ripartire dopo il disastro? Che i suoi giocatori si liberino la mente concentrandosi sui Mondiali o andando in vacanza, senza più pensare alla Champions League sfumata. Per le analisi degli errori e i progetti futuri ci sarà spazio quando la squadra si ritroverà per ricominciare la preparazione.

Probabilmente senza Karius, che per dirla come i tedeschi, è stato l’“eroe tragico” della finale.

Sul secondo canale nazionale tedesco si è espresso anche Oliver kahn, ex-portiere del Bayern e della Nazionale Tedesca ed apprezzato opinionista di ZDF.

Autore di uno storico svarione nella finale mondiale 2002 fra Germania e Brasile (0-2), Kahn sa bene cosa prova il collega, a suo dire svantaggiato per l’inesperienza e la giovane età: “Una serata così può distruggere una carriera, perché lui (Karius, ndr) non è uno alla 2^ o 3^ finale che ha già vissuto situazioni del genere, non ha esperienza internazionale; per lui oggi era un esordio e ora, cavarsi il tarlo dalla testa comporterà un lungo e difficile lavoro quotidiano su se stesso. Se ne sentirà di tutti i colori; nelle prossime settimane o nei prossimi mesi potrà far di tutto, ma anche se giocherà bene non interesserà a nessuno. Gli diranno: ‘Sì, hai giocato bene, ma cos’hai combinato in quella finale? Deve metterlo in conto, metabolizzarlo. È difficilissimo valutare cosa provi lui ora, ma sono certo che ciò che prova adesso non è nulla rispetto a quello che proverà domani e nei prossimi giorni o settimane, quando ci rifletterà sopra a freddo e, da portiere, potrà rianalizzare cos’è accaduto in quei minuti”. Secondo il grande “Olli”, un’impresa “tutt’altro che facile”

Durante l’analisi del postpartita, ZDF ha mostrato le immagini di un episodio occorso due minuti prima del primo errore di Karius: una gomitata di Ramos che ha centrato la tempia del portiere tedesco, forse rimasto stordito o appannato nei riflessi.

Chi ha vinto in casa dei Reds – si fa per dire – sono quei tifosi del Liverpool che per i noti disguidi nei voli non sono riusciti a raggiungere Kiev, risparmiandosi una serataccia storica.

PS “Complimenti” a gazzetta.it per la traduzione incompleta e approssimativa delle parole di Kahn su ZDF. Ragazzi, rivolgersi a un traduttore professionista anziché al solito collega che “mastica un po’ il tedesco no, eh?  https://bit.ly/2J7dYin

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REAL-BAYERN: VERGOGNA-RECORD

Posted by ladycalcio su giovedì, aprile 20, 2017

“Chi vince questo quarto di finale vince la Champions”, si diceva di Real Madrid-Bayern (4-2). Se davvero vincerà il Real, sarà una coppa rubata.

“Ci hanno fregati”, ha affermato testualmente Karl-Heinz Rummenigge nel consueto discorso del postpartita alla squadra. Una fregatura confezionata grazie a due reti in fuorigioco di quel fenomeno che si fa chiamare CR7, dopo un altro fuorigioco di CR7 sul quale l’arbitro Kassai aveva concesso la regola del vantaggio, più un doppio giallo a Vidal per un fallo inesistente sotto gli occhi del quarto uomo con il Bayern che rimane in dieci.

Per il calcio è la notte della vergogna, per la squadra di Zidane la notte dei record: 7^ semifinale per le Merengues e 100^ rete del “Fenomeno bis”, quel Ronaldo che fa rima con spavaldo. Il portoghese non si sforza neppure di rientrare, è sempre lì davanti alla porta al di là della linea dei difensori tedeschi.

Ai suoi due goal di rapina fa da pendente, in Barça-Juve, la prestazione nulla di Lionel Messi: e poi non chiedetemi perché punto il dito contro le assegnazioni del Pallone d’Oro https://calcioparole.wordpress.com/2015/01/14/10-motivi-per-cui-avrei-dato-il-pallone-doro-a-manuel-neuer/

Nel gennaio 2015 CR7 soffiò il riconoscimento a Manuel Neuer, che lo definì un “testimonial di mutande”; l’altra sera, sul suo terzo goal in fuorigioco, l’estremo difensore del Bayern ha rimediato la frattura del metatarso del piede sinistro, che lo costringerà a stare fuori dai pali per il resto della stagione.

Il Bayern era già stato eliminato dal Real nel 2014, quando sulla sua panchina sedeva Pep Guardiola e su quella madridista, ironia della sorte, proprio Carlo Ancelotti.

“Una decisione così importante e così sbagliata ha cambiato il corso della partita”, hanno commentato su RSI LA2 riguardo al primo goal in fuorigioco convalidato al Real. E ancora:“Se non ci fosse stato quell’omino in giallo o in verde (Kassai, ndr), la partita sarebbe andata diversamente”.

I media europei sono in subbuglio, ma di tutto questo il Real se ne frega, pronto ad esultare se davvero vincerà il 12° trofeo. “Nel calcio vince chi la mette dentro, non importa come”, scrivevo su queste pagine nel 2007 dopo gli osanna al goal di mano di Pippo Inzaghi ad Atene http://bit.ly/1xvwRx7

Dieci anni dopo, mi sento solo di aggiungere che il calcio fa ancora più schifo.

Sempre per ironia della sorte, ad Atene sulla panchina del Milan sedeva il buon Carletto, che come ci fa sapere l’emittente bavarese B3, per sfogare il nervoso durante la partita di martedì ha masticato la bellezza di 14 gomme americane.

Ricorsi di nomi e circostanze che ci riportano a un’altra vergogna e all’anatema più censurato di questo blog: che fine ha fatto la squadra più blasonata del mondo di Silvio Berlusconi? http://bit.ly/1vEgjQk

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IL SELFIE IN PARTITA DI DOUGLAS COSTA

Posted by ladycalcio su domenica, ottobre 23, 2016

selfie-douglas-costaPartitissima all’Allianz Arena fra Bayern Monaco e Borussia Mönchengladbach (2-0).

Segna il secondo goal per i bavaresi Douglas Costa (31′), che si precipita verso la tribuna e si fa prestare un telefonino da un tifoso per scattarsi un selfie. Il brasiliano ride, tira fuori la lingua e restituisce il cellulare mandando un bacio.

Il 26enne centrocampista dei bavaresi non segnava dal 23 aprile scorso, precisamente dal 2-0 dei Campioni di Germania sull’Hertha Berlino.

E Carlo Ancelotti? Preferirebbe che durante la partita i suoi giocatori rimanessero concentrati, ma per stavolta ci passa sopra: “Magari la prossima volta corre da me e facciamo la foto insieme”, ha scherzato.

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