CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

Archive for maggio 2011

ETO’O FA PIANGERE IL PALERMO

Posted by ladycalcio su martedì, maggio 31, 2011

In apertura, subito un messaggio di speranza per il calcio: Inter-Palermo di domenica sera, Finale di Tim Cup, è stata l’ultima partita arbitrata da Morganti. Chi ha seguito l’incontro, non ha bisogno di altre spiegazioni.

Per il resto, la serata ha regalato spettacolo e tante emozioni. Di tutto rispetto la cornice dell’Olimpico di Roma, così come l’attenzione nei confronti di un torneo finalmente rivalutato. Una vittoria “annunciata”, quella nerazzurra? Sì, l’avevo già scritto, nonostante vedessi un’Inter ormai spenta, svagata, reduce da una stagione caratterizzata da baratri di condizione atletica mascherati  da estemporanee fiammate.

Dominata dal Palermo sul piano della corsa e della condizione fisica, la squadra di Leonardo si è tuttavia appellata all’orgoglio e ha fatto quadrato attorno al proprio tecnico, per regalargli almeno un “titulo”.

L’Inter, complici alcuni importanti elementi acciaccati (Lucio, Ranocchia, Sneijder) ed altri che pagano lo scotto dell’usura, appare da troppo tempo stanca, imbambolata, stranamente incline agli errori difensivi.  Figuriamoci se a tutto questo va ad aggiungersi la mancata spinta sulla fascia di Maicon.

Il Palermo è spumeggiante, corre con l’impeto di chi rincorre un sogno, mette sotto assedio la porta di Julio Cesar. Ma il sogno si infrange regolarmente sui piedi del gigante Lucio o fra i guantoni del portierone brasiliano in serata di grazia.

Per l’Inter – anzi, per Eto’o – gli unici due tiri sono altrettanti goal. Un déjà vu che sta diventando parecchio frequente contro squadre che, sulla carta, sono maggiormente in condizione rispetto ai nerazzurri: l’avversario sbaglia tutto quanto può sbagliare – compresi i goal già fatti – e alla fine, paga il conto sconfiggendosi da solo. L’anno scorso, accadde addirittura al Chelsea e al Barcellona.

È la legge del calcio: vince chi la mette dentro.  Chiamalo opportunismo, chiamala superiorità tecnica o tattica, esperienza, fortuna. Una cosa è certa: non  ci si può lasciare andare alle dichiarazioni offensive di Zamparini, ancor più gravi e inopportune sulla bocca di un presidente. Alle vulcaniche scorrettezze del “boss” rosanero fa da contraltare la  signorilità di Delio Rossi, in lacrime fra i suoi ragazzi. Immagini che riportano un pizzico di umanità nel calcio del business e degli interessi economici senza confini, quello in cui piove sempre sul bagnato: a chi tutto, a chi niente, non importa se per l’Inter Campione del Mondo la Tim Cup non è che un corollario mentre per Palermo sarebbe stata la vittoria della vita.

Leo mette in bacheca il suo primo titulo in nerazzurro, che ne premia  l’impegno e l’entusiasmo.

Prima dell’epilogo di questo torneo, avevo scritto che l’Inter, in finale, avrebbe sofferto molto di più il gioco (e l’esperienza) del Milan (eliminato proprio dal Palermo dopo la “ciucca” della festa-Scudetto). Ebbene:  quasi seguendo un filo conduttore, la Beneamata, forte della sua 7^ Coppa Italia, ritroverà i cugini a Pechino il prossimo 6 agosto nella sfida della Supercoppa Italiana.

 

La foto è tratta dal Sito Ufficiale di FC Internazionale (inter.it)

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Sindrome compartimentale acuta e incisione di 2 cm: il S. Matteo di Pavia tace. Parlano alcune immagini

Posted by ladycalcio su venerdì, maggio 27, 2011

Tace il Prof. Benazzo, tace il San Matteo di Pavia.  Come presso il nosocomio pavese si sia stati in grado di risolvere un caso di sindrome compartimentale acuta in atto da oltre mezza giornata (Materazzi 2007) per via endoscopica e con un’incisione di soli 2 cm, rimane un mistero.

Parlano invece alcune immagini reperite in Internet, che più di qualsiasi relazione medica rendono l’idea di quanto cruenta e dolorosa sia la fasciotomia, miracolosamente risparmiata a Matrix. Un privilegio riservato esclusivamente a chi ha sollevato la Coppa del Mondo? Speriamo davvero di no!

E allora, secondo voi: per quale ragione tacere su una tecnica chirurgica all’avanguardia nel Mondo, che oltre ad essere un fiore all’occhiello per chi la pratica potrebbe essere diffusa e risparmiare atroci sofferenze a tantissime altre persone?

Le immagini che vi propongo ai link in calce sono molto cruente, tanto che Ladycalcio ne sconsiglia vivamente la visione alle persone facilmente impressionabili. Stavolta, purtroppo, non si tratta di un pesce d’aprile.

Chi invece desidera vederci chiaro sulla versione ufficiale dell’infortunio dell’eroe :mrgreen: di Berlino dell’agosto 2007  alle porte della riedizione di Italia-Francia, può cliccarci sopra farsi liberamente la sua idea. E alla luce del confronto,  domandarsi anche perché mai, dopo un infortunio a detta di tutti così terribile, che ne avrebbe messo a rischio la carriera e la vita 😀 , Materazzi abbia reagito in quel modo inspiegabile al mio articolo “Il Ritorno del Guerriero“, respingendo infastidito chi esaltava la prestanza delle sue gambe. Come se gli avessi fatto un dispetto.

http://bit.ly/jdfwxF

http://bit.ly/lXhJf6

http://bit.ly/lLJsgU

http://bit.ly/kTHEWJ

http://bit.ly/ljjFpM

http://bit.ly/jwdXRi

Leggi qui come reagì Matrix all’articolo che esaltava il suo perfetto recupero:

https://calcioparole.wordpress.com/2008/11/24/perche-non-credo-piu-alla-sindrome-compartimentale-di-materazzi/

Leggi: “Il Ritorno del Guerriero”

https://calcioparole.wordpress.com/marco-materazzi-il-ritorno-del-guerriero/

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INTER-CATANIA: PROVA GENERALE… PER LE VACANZE

Posted by ladycalcio su lunedì, maggio 23, 2011

Era stata annunciata come la prova generale per la finale di Tim Cup, come una partita importante, come il collaudo della  formazione da schierare contro il Palermo.

In realtà, chi ha chiamato Inter-Catania “l’ultimo giorno di scuola”, ha fatto alle due squadre un generoso complimento. La settimana antecedente il big match :mrgreen: era iniziata con i due giorni e mezzo di riposo concessi ai giocatori dell’Inter dopo la camminata in pantofole sul campo del S. Paolo, finendo senza neppure il ritiro pre-partita. Oggi,  gli esausti eroi del campionato perduto sono rimasti nuovamente fra le quattro mura domestiche con i pargoli sulle ginocchia. Gli stessi che si sono portati in campo ieri sera in luogo del 19° Scudo alla stregua di balie. Una rilassatezza davvero brutta a vedersi.

Meglio la spiaggia

Stadio tutt’altro che colmo. Tra l’Asilo Mariuccia, il caldo e l’astrusa formazione in campo, ha deciso bene chi, anziché farsi abbindolare dagli specchietti per le allodole del pre-partita, ha deciso di andare al mare.  O quello che si è visto ieri sarebbe un collaudo?

Già gravato dalle assenze forzate dell’ultima ora (Julio Cesar e Cambiasso), da infortuni vari (Sneijder, Cordoba, ecc), dalle incognite legate ai titolari rientranti (vedi Stankovic) e dai relativi rimaneggiamenti di modulo e di ruoli, lo schieramento dell’Inter mi è sembrato un rompete le righe o, se preferite, un divertente (si fa per dire) gioco a nascondino.

Come motivare, ad esempio,  la staffetta Eto-Milito? Un avvicendamento apparentemente assurdo, che ha avuto un duplice negativo effetto: negare all’attaccante camerunense l’opportunità di battere il record di Meazza e Angelillo (38 reti fra campionato e coppe) e  confermare l’attuale nullità di Milito.

Catania, dov’eri? Se lo domanda Andrea Elefante sulla Gazzetta dello Sport di oggi, definendo il Catania stesso  “impalpabile, rinunciatario e sotto ritmo”, facendo eco alle parole di ieri di  Fabio Caressa (Sky):  “Il Catania di oggi è poco più di uno sparring partner”.

Il contentino annunciato a Materazzi

Secondo le informazioni di Ladycalcio, che con gli ultimi post sta mettendo il Ticino a serio rischio di tsunami :mrgreen: , la presenza di Matrix in campo è caparbiamente caldeggiata … dall’alto. Povero Leonardo! Per ritagliare un posticino al pupillo di papà Moratti, , arriva a schierare … Lucio centrocampista 😀 .  Marco continua a sembrarmi inguardabile e non posso credere che Leo, al di là delle dichiarazioni ufficiali, non si accorga che è l’ombra del giocatore che è stato. Non a caso, è tornato a utilizzarlo solo a giochi fatti, nelle partite dall’esito “annunciato”. Che non contano più nulla.

Sarà un caso, ma quando entra Materazzi, dopo soli 10’ segna il Catania.È totalmente un altro Catania” esclama Fabio Caressa al 16’, quando Matrix fa da spettatore ravvicinato a un pericoloso cross di Gomez per Bergessi. È stato Matrix a risuscitare la squadra siciliana? Chissà…  Al 20’, l’eroe di Berlino  sta a guardare una pericolosa azione di Ricchiuti. Poco dopo, sta a guardare Ledesma che segna il 3-1. Su Sky, Beppe Bergomi rimprovera la difesa nerazzurra, salita troppo su una 2^ palla da corner, che soccombe all’incursione da dietro.

Al 23’, dopo aver mancato un traversone di testa, “il nostro” si butta in area e reclama un rigore. Bergomi: “Si lascia andare. È lui che è davanti col braccio che lo tiene lontano, poi cade per terra.  Al 32’, Samuel, reduce da sei mesi di calvario,  sventa su Gomez in scivolata, lasciando indietro Matrix nella corsa 😯 . 34’: Materazzi si esibisce in una splendida chiusura direttamente in fallo laterale. Al 36’, guarda Chivu che libera su Gomez.

Note positive

Sono molto legate ai neoacquisti e ai ritorni: la velocità e la determinazione di Nagatomo, azzeccato innesto nella difesa nerazzurra; Walter Samuel, gradito ritorno già in grado di dimostrare il suo prezioso apporto;  i preziosi goal di Giampaolo Pazzini… last but not least, Leonardo, che con 12 vittorie interne di seguito, eguaglia i predecessori Cappelli e Invernizzi.

In vista della Coppa

In virtù della schiacciante superiorità dell’organico, ritengo “annunciato” il successo dell’Inter domenica prossima a Roma. Il pericolo maggiore – ritrovarsi come avversario il Milan – è ormai scampato.

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IL PROF. BENAZZO TACE. LA PAROLA ALLA DIREZIONE GENERALE, SANITARIA E SCIENTIFICA DEL SAN MATTEO DI PAVIA.

Posted by ladycalcio su giovedì, maggio 19, 2011

Una sindrome compartimentale acuta indotta da “un ematoma di 600 cc lungo dalla radice della coscia fino al ginocchio e del diametro di 10 cm” risolta con un “intervento d’aspirazione per via endoscopica sotto controllo ecografico con un’incisione di soli 2 cm”, trasformando il versamento in un trauma contusivo. Peraltro, dopo oltre mezza giornata dall’incidente e su un paziente – così venne riportato –  imbarcato su un aereo con un’emorragia interna in atto.

Dieci giorni fa, con una lettera aperta su questo blog, mi ero rivolta al Prof. Francesco Benazzo (Direttore della Clinica Ortopedica e Traumatologica dell’Università di Pavia, Fondazione IRCSS Policlinico San Matteo), autore del miracoloso salvataggio della gamba e della carriera di Marco Materazzi nell’agosto 2007, per conoscere i fondamenti dell’innovativa tecnica chirurgica da lui praticata, sostitutiva della cruenta fasciotomia d’urgenza.

Trovate la lettera al link in calce, già inviato per conoscenza alla Direzione Sanitaria e Generale del San Matteo contestualmente alla pubblicazione del relativo post.

Ebbene: a tutt’oggi, il Prof. Benazzo tace. D’accordo: come ama dire Maurizio Costanzo, chiedere è lecito, rispondere è cortesia. Tuttavia, non comprendo per quale ragione il Professore non possa perlomeno segnalarmi il titolo di qualche sua relazione o trattato sull’argomento.  Dopotutto, non dovrebbe trattarsi di un fiore all’occhiello? Ladycalcio, più intenzionata che mai ad approfondire il tema, reitera la cortese richiesta alle alte cariche del nosocomio pavese:

Di seguito, rendo pubblico il testo della mia email e i nominativi dei suoi 3 destinatari (ai quali si aggiunge, per conoscenza, il canale tematico nerazzurro Inter Channel, fonte ufficiale di FC Internazionale) . Gli indirizzi di posta elettronica dei rispettivi uffici sono di pubblico dominio e sono riportati sul Sito Ufficiale della Fondazione.

Alla cortese attenzione dei Professori:

Pietro Caltagirone – Direttore Generale Fondazione IRCSS Policlinico S. Matteo Pavia

Marco Bosio – Direttore Sanitario

Remigio Moratti – Direttore Scientifico

e p.c. a Inter Channel

e p.c. ai lettori del blog “Calcio e Parole” (https://calcioparole.wordpress.com/) , sul quale la presente viene pubblicata

In data 10 maggio, sul mio blog “Calcio e Parole”, ho pubblicato una lettera aperta al Prof. Francesco Benazzo, Direttore della Vs. Clinica Ortopedica e Traumatologica, chiedendogli cortesemente di poter conoscere i fondamenti dell’innovativa tecnica chirurgica con la quale avrebbe risolto un celebre caso di “sindrome compartimentale acuta” indotta da “un ematoma di 600 cc lungo dalla radice della coscia fino al ginocchio e del diametro di 10 cm” con un “intervento d’aspirazione per via endoscopica sotto controllo ecografico con un’incisione di soli 2 cm”,  risparmiando al paziente la fasciotomia d’urgenza. 

La lettera è pubblicata al link in calce.

A tutt’oggi, con mia enorme sorpresa, non ho ricevuto risposta alcuna. Reitero pertanto a Loro la mia cortese richiesta, nella fiducia che possano rispondermi in sua vece, o perlomeno, segnalarmi un testo, un lavoro, un trattato o una relazione medica che illustri la rivoluzionaria metodica. Tale risposta, alla pari della presente richiesta, si intende pubblica, a beneficio dei numerosi lettori che l’hanno sollecitata.

Certa di essere esaudita, ringrazio per l’attenzione e porgo distinti saluti.

“Ladycalcio” Monica Morandi

https://calcioparole.wordpress.com/2011/05/10/lettera-aperta-al-prof-francesco-benazzo-direttore-della-clinica-ortopedica-e-traumatologica-dell%E2%80%99universita-di-pavia-fondazione-irccs-policlinico-san-matteo/

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NAPOLI-INTER : UNA NON PARTITA

Posted by ladycalcio su lunedì, maggio 16, 2011

Tecnicamente, si è parlato di un match caratterizzato dal “possesso palla”. Trovo invece che in casi come questo, la “melina” vada chiamata con il suo nome. A casa mia, quello che si è visto ieri sera in Napoli-Inter, soprattutto nel 2° tempo, si chiama “melina”: per giunta, della peggior fattispecie.

Passiamo ai participi passati in funzione aggettivale. Va di moda “annunciato”. Ebbene: con tanta generosità, chiameremo quello di Napoli “pareggio annunciato”. 😉

“Annunciato” era stato anche Materazzi a fianco di Ranocchia. Nel prepartita, tale coppia di centrali alti aveva stupito persino Roberto Scarpini (Inter Channel ), stante la statura non certo da corazzieri delle punte napoletane (Hamsik, Zuniga e Lavezzi) e il loro gioco veloce sulle palle basse.

Non si è tardato a capire il perché della scelta. Napoli-Inter è stata meno di un’amichevole. È stata una formalità, un ritrovo in pantofole, aperto dalla sfilata dei giocatori partenopei a mo’ di balie con i bambini in braccio.  L’humus ideale per “la balia” Materazzi! 😀

Uniche note positive dell’incontro: il ritorno in campo di Walter Samuel a 190 giorni dall’infortunio al ginocchio e lo spettacolare goal di Eto’o.  Sul pareggio annunciato dei partenopei, un gollonzo al 46’ del primo tempo, dormono invece tutti i nerazzurri.

Da lì in poi, la partita farà addormentare anche gli spettatori, al punto che la regia Sky ne inquadrerà uno colto da una crisi di sonno sugli spalti. 😀

Commento Sky: “La partita non c’è più da un pezzo. Il primo tempo è stato molto bello (lo dicono loro, ndr), il 2° di fatto non si è giocato”. Almeno avessero fatto finta di giocare… . Sulla stessa falsariga, Mazzarri e De Laurentiis non fingono nemmeno un abbraccio stentato per aver raggiunto l’ambito traguardo Champions League dopo la risalita della Società dalla Serie C.

Dal mio punto di vista, il match non merita altri commenti. Molto più interessante è il discorso “sindrome compartimentale”, abbinato alla risposta del Prof. Benazzo che non arriva :mrgreen: . Ne riparliamo fra pochissimo.

Tornando a Materazzi, se possibile, a Napoli ha fatto ancor meno degli altri 😦 . La sua partita è consistita per lo più in retropassaggi a Julio Cesar e in passaggi laterali a Ranocchia o a Nagatomo nell’area vuota, oltre che nei consueti molleggi sulle gambe a 100 m dall’avversario 😀 . Quando arrivava quest’ultimo, arrivava prontamente anche un compagno in suo aiuto.

Il ritmo da passeggiata non  ha impedito a Matrix di prodursi in una scivolata sui piedi di Gargano (24’ pt) 😀 e in uno strepitoso  lancio direttamente in fallo laterale (32’ pt) 😀 . E quando al 28’ del pt è rimasto a terra per una “vecchietta”, ecco Chivu fare un balzo dalla panca, le ambulanze del San Matteo di Pavia scaldare i motori (nell’eventualità di doverlo prelevare d’urgenza all’aeroporto, nel cuore della notte) e gli assistenti del Prof. Benazzo precipitarsi ad affilare il bisturi. :mrgreen:

Il racconto dell’episodio, reso ai microfoni di Inter Channel da un Matrix con lo sguardo in cantina, è stato  “tagliato” persino dal sito inter.it. 😯 Il che è tutto dire. 😀

Eppure, Leonardo afferma di averlo visto giocare molto bene. Se è questa la reazione alla mia lettera al Prof Benazzo, lorsignori sono messi veramente male.

È messo male anche il blog di Marcone, il cui ultimo “aggiornamento” risale all’11 aprile scorso 😀 , con Materazzi che  crede ancora nella rimonta dell’Inter  sullo Schalke a Gelsenkirchen 😀 nella gara di ritorno dei quarti di Champions League.

Per pietà, qualcuno lo informi che l’Inter a Gelsenkirchen ha perso 2-1 e che nel frattempo, alle semifinali, anche lo Schalke è stato mandato a casa dal Manchester United, dopo essersi beccato in totale 6 goal. E  che l’Inter ha perso anche lo Scudetto.

Leggi anche:

https://calcioparole.wordpress.com/2008/11/24/perche-non-credo-piu-alla-sindrome-compartimentale-di-materazzi/

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LETTERA APERTA AL PROF. FRANCESCO BENAZZO (Direttore della Clinica Ortopedica e Traumatologica dell’Università di Pavia, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo)

Posted by ladycalcio su martedì, maggio 10, 2011


Premessa ai lettori: il linguaggio della seguente lettera è rivolto a medici e specialisti. Avremo in seguito ampio modo di approfondire l’argomento “sindrome compartimentale” con parole semplici e comprensibili a tutti.

Alla cortese attenzione del Prof. Francesco Benazzo

Direttore della Clinica Ortopedica e Traumatologica dell’Università di Pavia, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo

e p.c.

Spett. Direzione Generale della Fondazione IRCCS Policlinico S. Matteo di Pavia

e p.c.

Spett. Direzione Sanitaria della Fondazione IRCCS Policlinico S. Matteo di Pavia

e p.c.

Spett. Redazione di Inter Channel


Egregio Professore,

Mi chiamo Monica Morandi e sono titolare del presente blog “Calcio e Parole”, spazio Internet in forte ascesa fra gli addetti ai lavori del mondo sportivo.

A fronte dell’interesse manifestatomi dai lettori, ho in animo di ampliarne ed approfondirne i contenuti, inserendovi articoli di fisiologia, infortunistica e medicina sportiva. Ad impormi uno standard sempre più elevato è il livello del bacino di utenza a cui mi rivolgo, di nicchia per mia precisa scelta editoriale.

Vengo al dunque. Non passa giorno senza che il blog registri entrate di utenti alla ricerca di approfondimenti sul tema “sindrome compartimentale acuta”, assurto all’attenzione generale nel 2007 in occasione del noto infortunio subito da Marco Materazzi. Per iscritto e privatamente, non cessano di pervenirmi richieste di approfondimento in merito all’innovativa tecnica microinvasiva grazie alla quale, come si evince dalle dichiarazioni da Lei rese a suo tempo in conferenza stampa e dai comunicati ufficiali di FC Internazionale dell’agosto 2007, sarebbe divenuto possibile risolvere tale patologia d’emergenza con una semplice incisione chirurgica di 2 cm, risparmiando al paziente la cruenta fasciotomia d’urgenza.

Premessa fondamentale: è superfluo precisare che la mia richiesta, in ottemperanza alla legge sulla privacy, esula da qualsiasi riferimento specifico al paziente in oggetto (ci mancherebbe!). Chiedo unicamente di poter venire a conoscenza dei fondamenti della prodigiosa tecnica che, come da fonti ufficiali, sarebbe ora in grado di risolvere il quadro clinico d’emergenza tipico di una  sindrome compartimentale acuta indotta da “un ematoma di 600 cc lungo dalla radice della coscia fino al ginocchio e del diametro di 10 cm” con un “intervento d’aspirazione per via endoscopica sotto controllo ecografico con un’incisione di soli 2 cm”, trasformando il versamento in un trauma contusivo.

Con mia grande meraviglia, infatti, nonostante approfondite ricerche, partecipazione a convegni medici in Italia e all’estero, letture di testi specialistici all’avanguardia in più lingue e consultazione di luminari della chirurgia italiani ed esteri, non mi è stato finora possibile venire a capo dell’innovativa tecnica applicata presso la Sua Struttura.

Le risposte da me ricevute dai Suoi colleghi in merito al quadro patologico-tipo della sindrome compartimentale acuta fanno unanimemente riferimento, quale intervento risolutore, alla fasciotomia d’urgenza, con decompressione chirurgica del compartimento mediante l’incisione della loggia muscolare lungo l’intero piano fasciale. In altre parole, alla riduzione della pressione neurovascolare tramite incisione dell’aponeurosi per tutta la sua lunghezza.

All’infuori del Suo metodo, tale tecnica era finora stata l’unica garante della sufficiente decompressione neurovascolare all’interno del compartimento. L’unica, insomma, in grado di permettere: a)  l’ispezione della muscolatura e la valutazione delle sue condizioni (contrattilità, consistenza, colorito, capillarizzazione, ecc.); b) la rimozione immediata degli eventuali tessuti già in preda alla necrosi (prevenendo l’insorgere di infezioni); c) la ricostruzione vascolare nel caso di danni ai vasi.

Ribadisco che la mia richiesta è da intendersi in modo generale e aspecifico – senza alcun riferimento al caso di Materazzi . Il mio interesse – e quello di molti miei lettori – , è rivolto unicamente all’innovativa metodica chirurgica grazie alla quale, in casi analoghi, risulterebbe ora possibile:

  • Decomprimere una loggia muscolare in preda a sindrome compartimentale acuta conseguente a lesione vascolare profonda e versamento ematico di 600 cc mediante un’incisione di soli 2 cm.
  • Evitare, nonostante la distanza temporale di oltre mezza giornata intercorsa fra l’incidente e l’intervento, i danni irreversibili notoriamente indotti dopo pochissime ore dall’ischemia e dall’ipossia legate all’accresciuta pressione intracompartimentale (infarto muscolare, formazione di tessuti cicatriziali, fibrosi e retrazione dei tessuti dalle strutture adiacenti, paralisi conseguenti alla compressione prolungata dei nervi, ecc.), con rischio di necrosi di nervi e muscoli e perdita dell’arto (nel caso che cito d’esempio, l’infortunio avvenne attorno alle h 21 del 22 agosto e l’intervento “d’urgenza” (?) , secondo inter.it, “nella tarda mattinata” del giorno seguente”.
  • Valutare per via endoscopica – con un’incisione di soli 2 cm – le condizioni di una vasta regione muscolare come quella della loggia anteriore della coscia, contenente nientemeno che il quadricipite e il retto femorale (mi riferisco alle già citate prove di contrattilità al  tocco, sanguinamento all’incisione, controllo del colorito, ecc)
  • Effettuare la riscostruzione vascolare di un vaso profondo “scoppiato” con un’incisione di soli 2 cm (in questa sede, tralascio i dubbi in merito al  “rischio embolia”, da più parte sollevati in relazione all’aver imbarcato su un aereo un paziente con un’emorragia interna in atto)
  • Ridurre la durata di un intervento tanto complesso e delicato a circa un’ora;
  • Richiudere immediatamente la ferita chirurgica in presenza di una tumefazione giunta decisamente “a livello di guardia”, che Andrea Elefante, giornalista assai vicino a Materazzi, descrive così sulla Gazzetta dello Sport del 24 agosto 2007: “un ematoma di 600 cc che aveva compresso anche un’arteria”, “una gamba che si gonfiava minuto per minuto”, una “gamba dura come il legno e gonfia come un pallone, così gonfia che non si vedeva neanche più il ginocchio”.

Ci terrei molto a conoscere come, in presenza di una tumefazione di tale entità, sia ora possibile suturare immediatamente la ferita chirurgica senza incorrere nel rischio di effetto rebound (ossia, per i non addetti ai lavori, il rischio di un nuovo aumento del volume muscolare legato al gonfiore post-ischemico nelle ore successive alla decompressione chirurgica), e risparmiare al paziente un successivo intervento a tale scopo a distanza di qualche giorno.

  • Consentire al paziente di lasciare il nosocomio a soli 2 giorni dall’intervento stesso e di muoversi agevolmente in assenza di ausili per la deambulazione; peraltro, indossando disinvoltamente i jeans;
  • Consentire all’atleta il perfetto recupero funzionale in tempi brevissimi, tali da permettergli di tornare a correre dopo soli 25 giorni da una sindrome compartimentale acuta causata dallo scoppio di un vaso profondo, di disputare 70 minuti di gioco dopo soli 2 mesi e mezzo (Sheffield, 8,11.07) e di fare ritorno all’attività agonistica ai massimi livelli dopo soli tre mesi.

Da ultimo, una semplice curiosità: dal comunicato ufficiale di FC Internazionale del 23.8.07, evinco che, presso la Sua struttura, la diagnosi di sindrome compartimentale sarebbe avvenuta in base a 3 esami: ecodoppler, risonanza magnetica ed ecografia muscolare. Stranamente, il comunicato ufficiale di inter.it  non cita la misurazione della pressione intramuscolare…

Sarebbe per me un onore ospitare in homepage una Sua risposta esaustiva di questi fondamentali interrogativi e, possibilmente, venire da Lei indirizzata a un testo specialistico di approfondimento. Tutto ciò fungerebbe da aiuto e da sicuro punto di riferimento per molti pazienti o potenziali tali. Ma ancor di più – auspico – sarebbe un onore e un giusto riconoscimento alla Clinica Ortopedica e Traumatologica della Fondazione IRCCS Policlinico ‘San Matteo’ di Pavia, da Lei diretta, veder diffusa e riconosciuta su vasto raggio una tecnica chirurgica tanto all’avanguardia che, stando alla mia esperienza, non ha finora goduto dell’eco che merita non soltanto fra i colleghi stranieri, ma quel che è peggio, neppure nel nostro Paese. È la triste constatazione del perché, troppe volte, i nostri migliori cervelli fuggono all’estero.

Sperando che Lei non vorrà  deludere la mia richiesta, La ringrazio anticipatamente per la Sua attenzione e cortesia e Le porgo i miei più cordiali saluti.

“Ladycalcio” Monica Morandi

La foto si riferisce al comunicato ufficiale di inter.it del 23 agosto 2007

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SCUDETTO: L’HA VINTO IL MILAN O L’HA PERSO L’INTER? (Intanto, Materazzi perde il testimone)

Posted by ladycalcio su lunedì, maggio 9, 2011

Adriano Galliani, accompagnato da Massimiliano Allegri, si recherà  in pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Montenero, sopra Livorno, città natale del suo tecnico. Entro la prossima estate, nonostante il recente infortunio al piede, l’amministratore delegato rossonero salirà a piedi sul monte per ringraziare il Cielo del 18° Scudetto conquistato dal Milan. Quando i “big” del pallone rispolverano la fede religiosa in nome di quella calcistica 😦 …

Tuttavia, verrebbe piuttosto da chiedersi se il “Diavolo” 😈 che va all’acqua santa non debba piuttosto ringraziare l’Inter per essersi scucita dalla maglia quel 19° Scudetto che sembrava scontato.

Aiuti divini e demeriti altrui a parte, il Milan 2010-’11 si è comunque guadagnato  (e meritato) la vittoria grazie ai seguenti punti vincenti:

1)      Massimiliano Allegri, autore di un eccellente restyling tecnico-tattico. Allegri è il 4° tecnico, dopo Sacchi, Capello e Zaccheroni, a vincere il campionato da esordiente sulla panchina rossonera.

2)      La solidità della difesa (che nel girone di ritorno ha subito soltanto 6 reti)

3)      Gli innesti effettuati durante il mercato di riparazione  (Van Bommel e Cassano), uniti agli acquisti di Boateng e Ibrahimovic a inizio stagione, abilmente amalgamati dal tecnico livornese con la classe di Pirlo, Seedorf e Thiago Silva.

Tuttavia, come ha ammesso lo stesso Pirlo nel dopogara, “l’Inter è più forte”.  Lo è (o meglio, lo era), sul piano della rosa, delle caratteristiche dei singoli uomini, della tattica. Paradossalmente, questo vantaggio ha concesso ad Allegri di lavorare più tranquillo, quasi in sordina, in contrapposizione alla pressione mediatica sofferta da Benitez prima e da Leonardo poi. Inoltre, l’Inter  era più forte del Milan e lo sarebbe rimasta se il tanto osannato Mourinho del triplete non l’avesse prosciugata fino all’ultima stilla d’energia 😦 prima di battere in ritirata a Madrid.

Così, dopo il ciclo vincente nerazzurro, Piazza Duomo torna a tingersi di rossonero, e con essa,  i connotati della festa:  i fuochi d’artificio, la proposta di intitolare uno stadio a Berlusconi, Galliani che tenta disperatamente di salvare l’unica giacca della serata dai gavettoni alcolici di Cassano 😀 ,  Oddo  che per scommessa si fionda sul giro di pista e si attribuisce un 58” sui 400 m (mentre il cronometraggio di Sky parla di 1’ 04” 🙄 – e c’è una bella differenza!). Poi, il Berlusca che giura di gioire alle vittorie europee dei cugini nerazzurri :mrgreen: e Galliani che dice di aver pianto all’SMS di Kakà. Per restare in tema di pista, il campionato italiano è teatro di una staffetta:  Il Milan rileva il testimone.

MATERAZZI, IL CAMBIO DELLA DISPERAZIONE

Sempre in tema di staffette, esistono anche i cambi mal riusciti, che costringono i compagni di squadra a sfiatarsi 😦 .  Nel caso di oggi, i malcapitati  si chiamano Ranocchia, Cambiasso, Zanetti e… Lucio.

Materazzi non partiva titolare da Bari-Inter  del 3 febbraio e se escludiamo gli ultimi scampoli in quel di Brescia in data 11 marzo, era finora rimasto in panchina:  una presenza ingombrante e imbarazzante per il povero Leonardo.  È emblematico che Leo, costretto a “motivarne” la continua esclusione per scelta tecnica arrampicandosi sui vetri (in attesa di un avversario a lui congeniale che non c’è più) l’abbia rispedito in campo subito dopo aver perso lo Scudetto. In altre parole, quando non aveva più niente da perdere (almeno, così pensava), quando, fino a poco prima, gli aveva preferito persino un Cordoba già con un piede in sala operatoria.

L’Inter batte agevolmente la Fiorentina e la prestazione di Matrix passa in terzo piano. Ma lasciatemi definire “il nostro”, com’è apparso oggi, un pericolo pubblico 😯 . Non che Matrix non abbia anche fatto qualche buon intervento: il fatto, purtroppo,  è che quando sbaglia, spalanca le porte all’avversario 😦 . Accorcio la consueta distinta degli errori limitandomi a quelli che ho ancora negli occhi (e nelle orecchie 😀 ): il tunnel libero lasciato da lui e da Ranocchia sulla traversa di Gilardino (10’ pt); il pestone rifilato al piede di Gila (38’ pt), foriero di una punizione da posizione pericolosissima; la dormita sul fuorigioco millimetrico, sempre di Gila (43’ pt), che se n’era andato indisturbato; qualche punizione o rinvio di troppo sui piedi dei fiorentini 😀 ; la svirgolata con cui, all’8’ del st, regala la palla alla Fiorentina, facendo nascere una ghiotta occasione per Gilardino che gli passa davanti con tanti saluti 😀 ; Cerci che gli va via e tira a rete (12’ st); Materazzi che non sale e resta indietro su un’incursione di Mutu in posizione regolare (15’ st). L’eroe di Berlino sfiora addirittura l’”autogollonzo:mrgreen: su colpo di tacco (23’ st), svirgolando il pallone verso la porta di Cesar. E ancora, l’atterramento dubbio di Santana in area di rigore (25’) non fischiato da Banti, e Mutu che gli rigira il pallone sopra la rete davanti al naso … fino ad arrivare al goal di Gilardino (29’ st): qui, Ranocchia a fermare Gila almeno ci prova (anche se non ci riesce), mentre Matrix fa da spettatore… 😯

I compagni tentano disperatamente di farlo segnare, ma quando a segnare è la Fiorentina, – fa anche rima – Matrix ritorna in panchina :mrgreen: . Riecco l’onnipresente Lucio nel giorno del suo 33° compleanno, a cui Marco non ha saputo regalare nemmeno una partita di turnover 😦 . C’è chi parla di crampi, chi di cedimento fisico – che sono poi la stessa cosa. La verità è che Leonardo non può attendere impotente il pareggio dei Viola giocando in 10 contro 12 :mrgreen: . Per conto mio, parlerei anche e soprattutto di riflessi: Materazzi non c’è proprio più e se proprio vogliamo trovare una novità, casca più di una  volta a terra nel calciare 😯 .

Sul finale, i crampi li ha sicuramente Ranocchia, ma Leo ha esaurito le sostituzioni.

Sui perché di Materazzi non mi dilungo oltre, ma come già detto altre volte, sono sicura che il suo non sia soltanto un tracollo fisico. Sempre a proposito di Matrix, non perdetevi il superpost di domani, che lo riguarda molto molto da vicino 😉 .

Leggi anche:

https://calcioparole.wordpress.com/2008/11/24/perche-non-credo-piu-alla-sindrome-compartimentale-di-materazzi/

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Barça-Real: GAME OVER PER MOU, FOLLIA ABIDAL

Posted by ladycalcio su mercoledì, maggio 4, 2011

Estromesso dalla Champions League dall’acerrimo rivale Guardiola. Chissà come avrà masticato amaro José Mourinho, questa sera, nella sua stanza d’albergo… a Madrid. Perlomeno, questi sono i  rumour che ci provengono dalla Spagna, secondo i quali, lo Special Arrogant sarebbe rimasto a casa dopo essersi visto negare un box riservato al Camp Nou. Vero o meno che sia, allo stadio José non si è visto e come sottolineato da Mario Sconcerti (Sky Sport 24), passa alla storia come il primo allenatore a non aver seguito la squadra in una semifinale di Champions League. “Il generale sta con l’esercito. Affonda con l’esercito  o vince con l’esercito”, commenta Sconcerti, facendo giustamente notare che Mou, nella sua posizione, “ha il dovere di essere il primo fra i suoi”.

Al contrario, lo Special Arrogant è rimasto quatto quatto, nascosto, in un luogo appartato dove poter dare in escandescenze lontano da occhi indiscreti.  Lo immaginiamo con gli interessi al goal annullato a Higuain (“annullato” si fa per dire, dato che l’arbitro aveva già fischiato prima che il pallone terminasse in rete).

Mou stasera ci ha risparmiato i consueti numeri dalla tribuna,lasciando spazio soltanto a qualche diceria sull’utilizzo del telefonino. Senz’altro troppo poco per dare nutrimento a un animo avido di protagonismo come il suo.

Oltre che nel risultato, Guardiola gli dà dei punti anche in fatto di aplomb, quando, all’83’, il già ammonito Diarra fa nero Mascherano ma viene risparmiato da De Bleeckere.  Caro Mou, è sempre dell’idea che tutti ce l’abbiano con i Suoi giocatori e che contro il Barça Lei sia destinato a ingoiare solo rospi?

Su Sky, Gianluca  Vialli deplora le scorrettezze che hanno caratterizzato l’incontro, o meglio, lo scontro: “Si sono presi a calci per 90 minuti”.

Polemiche a parte, il Barcellona è la prima finalista della Champions League 2010-11. La finale di Wembley del  28 maggio prossimo la vedrà verosimilmente opposta al Manchester United.

L’ALTRO “MIRACOLO”

Dopo la semifinale d’andata avevo scritto: “Se dopo la sceneggiata da circo che sta facendo il giro del mondo il Real dovesse fare il ‘miracolo’ e qualificarsi per la finale di Champions League, smetterei definitivamente di credere nel calcio”. Ebbene: se la remuntada madridista è mancata, altri “miracoli” rischiano di farmi perdere la “fede” nel calcio – alla faccia del paradosso.

Era il 17 marzo quando il blaugrana Abidal veniva operato di un tumore al fegato. Stasera, 46 giorni dopo, Guardiola gli ha regalato un paio di  minuti in campo: non voletemene se, controcorrente rispetto all’apoteosi scatenatasi al Camp Nou e fra i media, considero questo ritorno-lampo pura follia.

Al di là della commozione e della speranza che questi scampoli di partita possano fungere da spinta psicologica per il difensore francese, non posso fare a meno di esprimere tutti i miei dubbi sul fatto che egli abbia ripreso gli allenamenti a soli 18 giorni dal delicato intervento – e sull’”exploit” di stasera.

Signori, stiamo parlando di una neoplasia a un organo vitale ad elevato tasso di decesso. Stiamo parlando dell’organo che oltretutto, in quanto serbatoio di glicogeno dell’organismo, gioca un ruolo fondamentale nei meccanismi energetici legati all’attività sportiva.

Stiamo parlando di una fase comunque critica e – con tutti gli scongiuri del caso – non esente da rischi; di una fase che esige pazienza, riposo, un attento monitoraggio postoperatorio e, in ogni caso, la massima prudenza e il rispetto dei tempi di convalescenza. Lo choc del cancro, l’intervento d’urgenza, le cure debilitanti del caso…. Eppure, dopo solo un mesetto e mezzo, riecco Abidal: non nella partitella dell’oratorio, ma in un incontro europeo – seppure per un paio di minuti soltanto. Muscoloso e in apparente perfetta forma fisica, non sembra neanche quello del fatto.  Al limite, qualche commentatore azzarda che “non potrà essere al 100%” 😯

Auguriamogli di cuore di tornare ad esserlo, e soprattutto, di rimanerlo. Non mi tornano invece troppe cose di questo calcio.

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