CALCIO E PAROLE

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Archive for maggio 2014

DECIMA COPPA AL REAL, ANCELOTTI BEFFA L’ATLETICO DI SIMEONE

Posted by ladycalcio su domenica, maggio 25, 2014

È la tanto attesa “decima” per il Real Madrid, è il trionfo di Carletto Ancelotti.

È anche l’ennesima finale di coppa che finisce ai supplementari – per fortuna non ai calci di rigore – , dopo la beffa crudele del goal di Sergio Ramos al 93’, che pareggia l’1-0 di Godin e rilancia le Merengues.

Il 4-1 finale per il Real (con le successive reti di Bale, Marcelo e Cristiano Ronaldo su rigore), è comunque un punteggio esagerato e una punizione troppo pesante per Simeone e i suoi uomini.

Per l’ex-nerazzurro, il rammarico è di aver ceduto al cuore nello schierare titolare Diego Costa, sostituito dopo soli 8 minuti di gioco al carissimo prezzo di non poter più disporre della preziosissima terza sostituzione negli scampoli del 2° tempo, quando un uomo fresco avrebbe potuto fare la differenza. Nel calcio, la gratitudine non paga.

Il margine fra trionfo e disfatta è divenuto ormai talmente labile da risiedere nei dettagli. Inoltre, come avrebbe dovuto insegnare la Finale di Barcellona ’99 fra Bayern e Manchester United, rimontata dagli inglesi con le reti di Sheringham e Solskjaer al 91’ e 93’, le partite non durano più 90, ma almeno 93 minuti.

Ne esce vincitrice la squadra più forte mentalmente e fisicamente, lasciando all’Atletico e ai suoi fan tante lacrime. Non ci stavano il rigore finale e l’esibizione da palestrato di Cristiano Ronaldo.

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MUCHAS GRACIAS

Posted by ladycalcio su lunedì, maggio 19, 2014

4 Argentini

 

Foto: inter.it

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ZANETTI: STORIE DI PAPI, DI MAGLIE E DI TROFEI

Posted by ladycalcio su mercoledì, maggio 14, 2014

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Ciò che più mi fa arrovellare della carriera di Javier Zanetti – e che nessuno ha mai fatto notare – è che la mitologica invulnerabilità del Capitano si è bruscamente interrotta tre giorni dopo che si era recato in visita privata da Papa Francesco con la famiglia al seguito. Apparentemente un assurdo, quasi un affronto a un dio del calcio: Zanetti esce dal Vaticano ricolmato della benedizione papale e tre giorni dopo il tendine fa crac 😯 , mettendo l’epitaffio sulla sua carriera attiva.

Del resto, se non fosse stato per la rottura del tendine d’Achille sinistro, sono certa che non saremmo qui a commentare il suo toccante addio di sabato sera a San Siro e che avremmo continuato a vederlo scorrazzare per il campo come un ventenne per un altro paio di annetti.

Diciannove anni di Inter, 857 partite in nerazzurro, incetta di trofei e di riconoscimenti personali, il “Capitano” è e rimarrà un’icona del calcio non soltanto per le coppe sollevate, ma anche e soprattutto per la sua immagine di atleta e di uomo: eccezionale nel fisico, serissimo, tanto scrupoloso nella cura di sé quanto esemplare nella condotta dentro e fuori dal campo. Un’icona di rettitudine e pulizia, contrapposta agli imbrogli di Calciopoli e ai comportamenti scapestrati di tanti eroi della pedata: il nuovo Facchetti, un modello per i bambini, una figura impressa indelebilmente nel cuore dei tifosi nerazzurri e ammirata all’unisono dagli avversari.

Zanetti ha sempre avuto il coraggio di metterci pubblicamente la faccia anche nei momenti più difficili – non importa se arrossendo dopo un derby perso con un punteggio tennistico – e si è sempre mostrato sorridente e disponibile con i tifosi che ovunque lo “assediano” per ricolmarlo del loro affetto. Una bella differenza, ad esempio, rispetto al connazionale Walter Samuel, che all’uscita dagli allenamenti sgomma regolarmente via: firmare un autografo ai quattro irriducibili che attendono per ore fuori dalla Pinetina gli fa evidentemente difetto.

Un record di 137 presenze consecutive in Serie A, quello di Zanetti, che soltanto a Monaco, in occasione dell’incontro di Champions League contro il Bayern del marzo 2011, aveva dovuto dare forfeit per uno strano “mal di pancia”, stranamente coinciso con un articolo uscito su questo blog in cui gli avevo pubblicamente chiesto un importante chiarimento: in quei giorni, Capitan Zanetti aveva fatto pervenire la maglia numero 4 che avrebbe indossato durante la Finale di Madrid – il condizionale è d’obbligo – sulla bara di Daniel Busetti, un ragazzo di 20 anni morto in circostanze drammatiche dopo un incidente d’auto -laddove la maglia indossata a Madrid dal Capitano figurava battuta all’asta mesi prima su eBay per la modica cifra di quasi 8.000 € , devoluti alla Fondazione Pupi.

http://bit.ly/1dOxmH5

Contro ogni aspettativa, l’abbonato fisso al Premio Gentleman aveva dribblato la mia cortese richiesta (fattagli pervenire da più parti) alla stregua di un avversario sul campo, laddove un chiarimento sarebbe stato dovuto – non fosse altro che per trasparenza nei confronti di chi aveva acquistato o acquista le maglie alle aste della Fondazione Pupi. Invece , il “Capitano coraggioso” vincitore di tante battaglie era fuggito davanti a Ladycalcio, che evidentemente aveva toccato un tasto scomodo, delegando la questione alla Sig.ra Mara Sapia, autrice di una goffa risposta che aveva acuito ancor di più i dubbi.

http://bit.ly/1iFDVws

http://bit.ly/1mRfrUZ

Arriva il 25 aprile 2013 e mentre gli italiani festeggiano l’anniversario della Liberazione, Zanetti imbocca la corsia preferenziale: come se ogni suo desiderio fosse un ordine anche per il successore di Pietro, eccolo ottenere tempestivamente una lunga udienza privata dal neoeletto Papa Francesco – ci piacerebbe sapere per quali vie  -, alla quale si reca con l’immancabile moglie al seguito. Per scongiurare il terzo conflitto mondiale? No, a suo dire, per presentargli i progetti della Fondazione Pupi, il cui 12° anniversario, per inciso, viene festeggiato il 7 novembre scorso con una cena di gala in stile sceicco del Dubai lontana mille miglia dalla frugalità di Papa Bergoglio, che chissà quante favelas avrebbe potuto sfamare.

Spunta l’ennesima maglia in dono al Pontefice suo connazionale. Pupi e Pupa, che bissano l’exploit di piazzare i pupilli fra le braccia di un  Papa – impresa già coronata con Benedetto XVI nel centrocampo del Meazza –  gongolano compiaciuti. Le loro foto con Papa Francesco fanno il giro del mondo. Ma tre giorni dopo, a Palermo, il tendine d’Achille fa crac 😯 , mettendo un’inquietante fine a una favola bella.
Il resto è un non ritorno, che ci fa capire come un semidio possa sì imboccare la preferenziale verso il Papa, ma non la scorciatoia che lo faccia recuperare a tempo di record dalla rottura di un tendine Achilleo.

http://bit.ly/1diccD4

Da parte di Mazzarri, segue persino l’ingiusto rifiuto di qualche minuto in campo nell’ultimo derby della carriera.
Zanetti va dal Papa e tre giorni dopo il tendine fa crac 😯 e vattalapesca se ha ragione chi sostiene che il caso non esiste. E comunque, sulle maglie la risposta me la sono data da sola.

Sabato sera, l’apoteosi sul campo di San Siro, dove Pupa e pupilli sfruttano l’onda per l’ultima petulante esibizione sotto i riflettori. Se è vero che l’arena è dei gladiatori e non delle mogli esibizioniste che vivono di luce riflessa, il giro d’onore sul campo sarebbe spettato tutto all’icona nerazzurra, al campione, all’atleta Javier, senza rimorchi al seguito. Spiacente, ma il messaggio che mi hanno trasmesso le immagini dell’allegra famigliola sul campo è quello dell’”ex” anzitempo, dell’”idolo” spogliato della sua aura magica di eterno ragazzo tanto cara ai fan, del Capitano dell’Inter del Triplete sottratto al suo pubblico e avviato alla banalità delle quattro mura domestiche, dell’eroe degli stadi precipitato al banale rango di un padre come milioni di altri, a rincorrere i rampolli in pantofole anziché i palloni sulla fascia con i tacchetti ai piedi. Sarebbe stato meglio non vedere quella scena straziante e serbare un ricordo incontaminato dell’eterno ragazzo dai polmoni d’acciaio.

Tutti, credo, preferiamo ricordare lo Zanetti splendido atleta dai muscoli scolpiti che corre, dribbla e solleva la Champions League nella notte di Madrid.

 

(Foto tratte da inter.it)

 

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DERBY ALLA CAMOMILLA: VINCE IL MILAN

Posted by ladycalcio su lunedì, maggio 5, 2014

Derby alla camomilla

Un derby soporifero: 90 e passa minuti di sonno, interrotto dal goal di De Jong.

(Foto:inter.it)

 

 

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