CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

Archive for giugno 2009

MATERAZZI: DA UNA CLAMOROSA GAFFE A UN RINNOVO NON UFFICIALIZZATO

Posted by ladycalcio su venerdì, giugno 26, 2009

Eravamo rimasti alla non risposta di Matrix alla lettera aperta che gli avevo indirizzato il 9 maggio scorso su questo blog. Siete tutti testimoni del mio e del suo atteggiamento, delle mie argomentazioni e del vuoto di contenuti da parte dei suoi difensori d’ufficio. Dati i presupporti, le speranze  che nutrivo nel coraggio  e nello spirito di iniziativa del mio “antieroe” erano molto esigue. Deponevano  malissimo il suo mutismo verso i mass media, quel volto sempre imbronciato e soprattutto, quella trafila di stranezze che l’aveva visto finire ai margini degli schemi di Mourinho. Riassumiamo le ultime.

DOMENICA 10 MAGGIO A VERONA, poco prima del fischio d’inizio, Inter Channel lo dà fra i giocatori “a disposizione” (in panchina, ndr). Girando su Sky per la diretta di Chievo-Inter, eccolo invece in tribuna con il volto di un bambino che sta per piangere. Un ”dispetto” di Mourinho dell’ultimo minuto?

(Per inciso, dalla conferenza stampa del post-partita mi sembra di capire che anche Mourinho mi legga: per ben tre volte ripete autocompiaciuto il termine “ipocrita”, che compariva nella mia lettera aperta, come fanno gli stranieri quando imparano un nuovo vocabolo).

LUNEDI’ 11 MAGGIO , parlando alle telecamere in occasione della presentazione  del libro “Un carcere nel pallone”, a Milano, Matrix commette UNA GAFFE DAVVERO CLAMOROSA: “Potessi andarci io ogni tanto a Perugia”, afferma in relazione al permesso concesso in quei giorni ad Ibra di recarsi in Svezia. Ma come? Materazzi non doveva essere da poco rientrato proprio da Perugia, dove, stando alle fonti ufficiali, avrebbe soggiornato per diversi giorni svolgendovi un “intenso lavoro” di recupero dall’ennesimo “risentimento” :-)? Ricordate quale pandemonio aveva scatenato il mio post “Materazzi, vacanza a Perugia?”, che sottolineava come non fosse mai stato detto dove Matrix lavorasse nel capoluogo umbro, né sotto la guida di chi? Torno dunque a domandarmi:  in quei giorni, il n° 23 nerazzurro  era effettivamente impegnato nella riabilitazione a Perugia, oppure…..?

MARTEDI’ 12 MAGGIO. Sulla Gazzetta dello Sport,  Andrea Elefante riprende puntualmente la dichiarazione d’amore di Materazzi all’Inter e la sua poco convincente esaltazione di Mourinho a “numero uno” degli allenatori. Trovo ancor meno convincente la versione secondo cui Mou sarebbe contento 🙂  di averlo ancora in squadra per altri tre anni.

SABATO 16 MAGGIO, nella conferenza stampa del pre-partita, Mourinho ricambia le belle parole del suo giocatore, esaltandolo come il suo “centravanti inglese in panchina” per Inter-Siena.  Ma una volta di più, si ferma alle  belle parole.

DOMENICA 17 MAGGIO :  “il nostro” in panca ci rimane,  mentre il mister premia con l’entrata in campo persino Orlandoni. Avevo scritto che al Meazza il grido “Tutti pazzi per Materazzi” tace per intere partite? Matrix deve aver fatto un disperato appello alla sua clacque per smentirmi.  Con tutto ciò, il grido mi sembra un po’ soffocato.

DOPO LA FELPA VOLGARE, ANCHE LO STRISCIONE. Nella notte fra sabato e domenica, Materazzi aveva festeggiato il 17° Scudetto esibendo dal pullman giunto in Piazza del Duomo il noto striscione volgare in risposta ad Ambrosini, riaccendendo una vecchia polemica ormai sopita. Un eccellente “esempio di sportività”, da parte di una sedicente “bandiera dell’Inter”, proprio in un momento in cui si tenta disperatamente di arginare il fenomeno del tifo contro e degli striscioni offensivi da parte dei tifosi puntando sull’esempio dei professionisti! Se arriverà il deferimento, sarà sacrosanto, come lo era stato due anni fa per il milanista.

Come già scritto, nel post sullo striscione volgare pubblicato sul suo blog domenica 17 maggio (magnificato dal popolino dei fedelissimi con commenti indegni di nota), Matrix mi scimmiotta il concetto di “lord”. Avevo appena definito il suo look e i suoi modi davanti all’Alta Corte di Londra “da piccolo lord”? Eccolo affermare: “ Non sono un lord, sono Materazzi”. Eppure, quante volte Matrix ha provato ad  ostentarsi un lord soprattutto sul piano che più conta, quello interiore della sensibilità e della nobiltà d’animo? Purtroppo, al di là delle interviste preparate di Paolo Bonolis e dei capitoli strappalacrime della sua autobiografia, Marco non fa che dimostrarmi di essere “il solito Materazzi”.

A sorpresa, SABATO 30 MAGGIO Materazzi non viene neppure convocato per Inter-Atalanta. La versione ufficiale parla di infortunio :-). Sia la versione, sia l’infortunio mi puzzano di diplomatico lontano un miglio. Il giorno prima, in allenamento, Matrix aveva riso e si era divertito come un bambino davanti alle telecamere. Troppo.

IL BILANCIO DI MATERAZZI nel girone di ritorno la dice lunga sulla sua stagione fallimentare. Su 24 incontri ufficiali, Matrix ha collezionato  5 sole presenze (di cui 2 in Tim Cup), a fronte di 11 non convocazioni, 6 panchine e 2 tribune. Non meravigliatevi dunque se difficilmente lo troverete sui poster dell’Inter Campione d’Italia 2009-‘10  😦 .

All’ultima casalinga, il Campione del Mondo 2006 resta mestamente a fare da spettatore adagiato sull’erba a bordocampo. Sul perché si può discutere, mentre è un fatto che Materazzi non sia più sceso in campo a San Siro in un incontro di campionato da Inter-Juve del 22 novembre ’08 :-(.  A onor del vero, nella pacchianata generale della successiva “festa”, alla famiglia Materazzi va riconosciuto il merito di aver rispettato il lutto.

AVRA’ DAVVERO PROLUNGATO IL CONTRATTO?

Ai primi di giugno, le improbabili sirene inglesi, fiorentine, bolognesi, laziali (e chi più ne ha più ne metta) che volevano Materazzi richiesto dalle squadre più assurde, vengono improvvisamente messe a tacere dalla notizia del (presunto) prolungamento del suo contratto con l’Inter fino al 2012.

PRIMA STRANEZZA: perché allungare il contratto a un giocatore in chiara crisi, pochissimo utilizzato, che a quanto mi risulta Mourinho aveva messo in cima alla lista nera? Eppure, nonostante il bilancio di panchine e tribune sopra illustrato, avviene il miracolo: tutt’a un tratto Mou ritiene Materazzi utile all’Inter del futuro :-). Voglio esagerare: per ben 3 stagioni a venire! Troppa grazia, santo patron di Milano!

SECONDA STRANEZZA: quanti interventi chirurgici, infortuni, risentimenti avrebbe subito Matrix nelle ultime 2 stagioni? Stando alla versione ufficiale, davvero parecchi, al punto da far dubitare (ma non a Ladycalcio) della sua integrità fisica. Delle due l’una: o l’Inter ha deciso di fargli pluriennale beneficenza, oppure,  il giocatore non è poi così “rotto” come tanti pensano. Un sollievo ai rimorsi di Rosenberg, che gli avrebbe sfondato l’arco zigomatico :-), e di quello sconosciuto ungherese, nello scontro con il quale avrebbe rischiato la carriera 🙂 !

TERZA STRANEZZA, purtroppo in sintonia con quell’alone di scarsa trasparenza che da un po’ di tempo a questa parte avvolge le notizie ufficiali su Materazzi: a tutt’oggi, la notizia del prolungamento del suo contratto non è ancora stata ufficializzata dal Sito Ufficiale di FC Internazionale. “L’Inter e Toldo, insieme fino al 2011” vi si leggeva lo scorso 2 marzo. E ancora: “Milano F.C. Internazionale e Francesco Toldo comunicano che, oggi pomeriggio (dunque, l’ufficializzazione avviene  il giorno stesso della firma, ndr), nella sede di Palazzo Durini, sono stati firmati i documenti per il prolungamento del contratto: con reciproca soddisfazione è stato raggiunto e siglato un accordo biennale, che scadrà il 30 giugno 2011”. Così è stato per Mourinho (“L’Inter e Mourinho insieme fino al 2012 “) e per tutti gli altri rinnovi.

Guarda caso, meno che per Materazzi. Sulla Gazzetta dello Sport del 9 giugno, Nicola Cecere scrive: “Una lieta notizia per tutti i tifosi nerazzurri: l’Inter sta per depositare il nuovo contratto firmato la scorsa settimana da Marco Materazzi nello studio di Rinaldo Ghelfi, il noto professionista milanese che affianca Moratti da sempre. Come anticipato alla Gazzetta, la scadenza è stata portata al 2012 (…).

Il foglio rosa, che  sembrerebbe ben informato e circostanziato, ribadisce la notizia l’11 giugno: “Eterno Matrix – Materazzi ha rinnovato con reciproco piacere. Anche Mourinho si è detto convinto che ci sarà utile a lungo” 🙂 . La notizia del contratto “spalmato” viene diffusa dai notiziari televisivi, dai quotidiani, persino dai giornaletti del metro 🙂 . Moratti la ribadisce in un’intervista (come tuttavia lo scorso anno aveva ribadito che le voci dell’arrivo di Mourinho erano tutte balle… 🙂 ),  ma cosa strana, a fine giugno l’ufficializzazione deve ancora venire. Perché?  Materazzi ha davvero firmato quel contratto? Non è che già dal prossimo mercato di riparazione, dopo un’altra manciata di panchine e tribune … taca banda, giornalisti amici e procuratori ricominceranno a spararcelo a salve in tutte le squadre più scalcinate o improponibili d’Italia e d’Europa?  Già il Messaggero del 22 giugno ipotizza per lui un prossimo futuro alla Lazio e il 25 giugno, NapoliSport.net parla delle attenzioni dei partenopei  per il centrale nerazzurro,  e della sua “prossima separazione” dall’Inter… 😦 . Allora, a che gioco giochiamo?

Oppure, se il giocatore ha effettivamente firmato, cosa si vuole nascondere? È forse stato messo a pane e pesce e tenuto “per grazia” a cifra da saldo? Forse il contratto gli è stato ritoccato nel senso di “pago un anno e giochi tre”?  😦 Non per nulla, il 10 giugno, davanti alle telecamere Moratti parla di un prolungamento “in modo anche utile e comodo per la Società”. Allora, dove sta il problema questa volta, per tutti i numi?

Si gioca forse sul fatto che l’attenzione dei tifosi, già abbastanza distratti nel leggere le notizie,  è attualmente distolta da Materazzi dalle vicende di Ibra e Maicon?  Ladycalcio non si lascia distogliere e resta in attesa dell’ufficializzazione

Nel frattempo, per non cadere in sospetti infondati e non dare eccessivo credito alle voci incontrollate, ho espresso i miei dubbi  al canale tematico Inter Channel. Gli annunci ufficiali relativi ai contratti dei giocatori  – questa la risposta in TV in “Zona Mista” di oggi pomeriggio per bocca di Roberto Scarpini – vengono dati soltanto dopo che tutti i documenti ad essi relativi sono stati debitamente sottoscritti e depositati.  Di questo ero naturalmente a conoscenza.  La notizia del rinnovo di Materazzi, confermata per bocca di Moratti, sarebbe comunque da considerarsi certa. Infatti, a  quanto si lascia intendere, alla sua ufficializzazione mancherebbe soltanto la definizione di qualche dettaglio o pratica burocratica. Rimane un interrogativo: perché queste lungaggini riguardano soltanto Materazzi, che secondo la Gazzetta avrebbe sottoscritto il rinnovo all’inizio di giugno?

D’altra parte, devo dire che se Matrix avesse effettivamente prolungato il contratto, al suo posto avrei fatto la stessa scelta. Infatti: 1) ho motivo di pensare che da parte delle altre squadre non vi fosse la fila per aggiudicarsi sue prestazioni sportive; 2)  l’Inter è una signora squadra, dove pur non giocando da titolare, Materazzi potrebbe ancora vincere altri titoli italiani e rincorrere il sogno della Champions League, oltre ad assaporare le emozioni più belle per un atleta:  il boato della Curva al suo ingresso in campo per la premiazione (che il 31 maggio mi è parso convinto), quella coppa da alzare, i colori nerazzurri sul cuore, ecc.; 3) l’Inter gli offre un bell’ambiente, nel quale è già inserito da tanti anni;  4) rimanando a Milano, eviterebbe ai figli il disagio di dover cambiare città e scuola; 5) a 36 anni potrebbe continuare a raccogliere soddisfazioni e a rimpinguare il conto in banca senza incorrere nello stress fisico, nella pressione mediatica e  nelle responsabilità  che gravano sui chi scende in campo 2 volte alla settimana; 6) last but not least, qualcosa mi dice che Materazzi, prolungando il contratto fino al 2012, avrebbe buone speranze di rimanere all’Inter molto più a lungo di Mourinho…. 🙂

Eppure, il volto scuro di Matrix non mi fa pensare a una risoluzione così felice. Strano anche che Marco sia volato oltre oceano senza neppure dare l’annuncio dell’avvenuto rinnovo sul suo blog, subissato sì di messaggi festosi da parte dei suoi fedelissimi, ma per una notizia mai ufficializzata!

Dopo aver commentato il presunto prolungamento del  “periodo di permanenza” all’Inter del suo pupillo, Moratti ha così scherzato: “ … per poi vedere ancora, essendo giovane, cosa dovrà succedere in futuro”.

È quello che aspetto di vedere anch’io.

(Continua…)

https://calcioparole.wordpress.com/2009/03/22/materazzi-vacanza-a-perugia/

https://calcioparole.wordpress.com/2009/05/09/lettera-aperta-a-marco-materazzi/

Annunci

Posted in "CASO" MATERAZZI, Inter, PALLONI SGONFIATI | Contrassegnato da tag: , , , , , , , | 25 Comments »

LIPPI… CHE STRAZIO!

Posted by ladycalcio su martedì, giugno 23, 2009

Potrò sembrarvi banale, ma quando avevo appreso del ritorno di Marcello Lippi alla guida della Nazionale Azzurra dopo la breve era Donadoni, mi ero domandata cosa diavolo avesse spinto il tecnico toscano a tornare su quella panchina. Lippi era per tutti l’eroe di Germania 2006, colui che aveva portato il calcio italiano sul tetto del mondo; il Bearzot del terzo millennio, insomma. E lo sarebbe rimasto per sempre,  godendo di fama imperitura e osservando  tutt’al più i capricci della “sua” Italia dalla tribuna con il sigaro in bocca e quell’aria un po’ snob. Come il suo predecessore, anche lui era stato baciato dalla dea bendata. Ma dopo il trionfo di Berlino, chi si ricordava più di quel generoso rigore concessoci contro l’Australia?

Bearzot aveva fatto la scelta giusta: lasciare eterna memoria del suo irripetibile trionfo abbandonando la scena. Lippi invece, si era lasciato incantare dal sogno suadente di un bis, o più probabilmente, dalla suadenza di un lauto contratto.

Banali quanto volete ma legittimi i commenti che ho sentito fra la gente dopo il KO con il Brasile: chi gliel’ha fatto fare? Lippi avrebbe fatto meglio a rimanere a Livorno, a godersi il conto in banca e a rilassarsi andando in barca: dal punto di vista sportivo, ora ha tutto da perdere e nulla da guadagnare. Sotto l’aspetto economico … la pecunia non gli mancava di certo…

A dire il vero, in barca il CT ci è andato domenica sera con tutta la squadra, affondata con 3 siluri in 7 minuti.

A un anno dai Mondiali sudafricani, il bilancio della nostra Confederations Cup è di 2 sconfitte in 3 partite: quella storica contro l’Egitto, che in alcuni quartieri di Milano ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine per sedare i festeggiamenti notturni degli immigrati per le vie cittadine, e il secco 3-0 inflittoci dal Brasile, che ha messo in luce la nostra inferiorità sotto tutti gli aspetti: gioco, schemi e condizione atletica.

Populistica quanto si vuole – ma non per questo meno veritiera – la diagnosi dei nostri mali che emerge dai discorsi da bar: la Nazionale è troppo vecchia e la difesa è tutta da rifare, ma il CT ha i soliti pallini (vedi Cannavaro e Zambrotta) e non cambia i suoi pupilli per nulla al mondo.  E poi quelle tre punte, con quell’imbolsito di Toni … meglio tornare al canonico 4-4-2, magari con l’inserimento del fantasista Cassano!

Così, mentre Maicon sfreccia libero come l’aria sulla fascia destra carioca e gli uomini di Dunga si confermano più che mai i favoriti per Sudafrica 2010, noi ci ritroviamo con una Nazionale a pezzi, vecchia di mentalità oltre che di uomini. Questo, a mio avviso, il maggior pericolo in vista dei prossimi Mondiali.

Forse, Lippi si sta svegliando dall’effimero sogno di bissare i fasti del 2006.  “Usciamo con la consapevolezza di avere fatto male”, ha dichiarato dopo l’eliminazione. “Abbiamo preso degli schiaffi, ce li pigliamo, ce li portiamo a casa”. Ha poi definito la disavventura “il periodo più negativo in Nazionale mio”.

È  allora, cambi finalmente qualcosa e qualcuno. Può solo andar meglio.

Posted in Nazionale Azzurra | Contrassegnato da tag: , , , , | 14 Comments »

MATERAZZI: LETTERA MORTA

Posted by ladycalcio su venerdì, giugno 19, 2009

Materazzi blocco 4

Come volevasi dimostrare. La lettera aperta a Marco Materazzi,  pubblicata il 9 maggio scorso su questo blog con invio del link all’indirizzo email del blog di Matrix, ad Inter Channel e a due giornalisti  molto vicini al giocatore, è rimasta lettera morta.

Non vedo che due alternative: o  Materazzi è in grandissima – e sottolineo grandissima – difficoltà, al punto di essere finito KO dinanzi al mio scritto e alla mia persona, oppure tace e acconsente.

Marco ne esce in ogni caso malissimo. Le risposte che non mi ha dato  me le ha comunque fornite il suo silenzio, non esattamente da “grande uomo”.  Il “Guerriero”  ha scelto  ancora una volta la fuga, delegando ai suoi disperati “difensori d’ufficio” i soliti puerili scimmiottamenti delle mie sequenze ragionate. E se neppure la grande  Cita sarebbe arrivata a tanto, Matrix è un Tarzan in disarmo.

Da compatimento sono certi messaggi apparsi sul suo blog a proposito del noto striscione volgare esposto in risposta a quello di Ambrosini di due anni fa. Per inciso, dopo che ne avevo  definito il look e i modi davanti all’Alta Corte di Londra “da piccolo lord”, nel suo post del 17 maggio Matrix mi aveva subito scimmiottato il concetto: “ Non sono un lord, sono Materazzi”. Ahinoi, “il solito Materazzi”, che secondo  i suoi lettori, avrebbe “risposto con eleganza” (!!!) al collega rossonero. Per gli irriducibili, Matrix sarebbe addirittura “un esempio per noi italiani” ,” un simbolo dell’Italia nel mondo” (!!!). E ancora: “dopo il gol che hai fatto nella finale del Campionato del Mondo con la Francia, tutto ti può essere perdonato e concesso”. Dato che il tutto viene avallato senza contraddittorio, considero riaffermati , per risposta indiretta, i “valori” di cui avevo chiesto conto a Materazzi nella mia lettera aperta.

Non ci si preoccupa nemmeno più della facciata,  se è vero che la moglie Daniela (a proposito: complimenti per la gestione del blog!) , come scrive lo stesso giocatore, starebbe tentando di iscriversi  a un gruppo di Facebook chiamato “Non sono un lord: sono Materazzi”.  Costruireste la vostra famiglia su questi  principi?

L’avevo dipinto come un piccolo uomo? Come un personaggio finto e costruito? Lo vedevo triste? Avevo scavato nel vuoto di valori di chi lo difende? Ecco moltiplicarsi  “grande Marco, grande uomo”, “ uomo vero e sincero”, “uomo con dei valori”, addirittura “allegro” : messaggi talmente simili l’uno all’altro da sembrare … clonati.  Ladycalcio lo critica? Ecco spuntare una fantasmagorica Lady Matrix” a difenderlo.

Sorprendono la puerilità e la povertà di idee, di sinonimi , di tutto. L’approccio mi rammenta un mio vecchio compagno delle elementari:  Tommaso – così si chiamava – era l’ultimo della classe. Durante le prove scritte copiava tutto – proprio tutto – dal compagno di banco secchione. Un bel giorno, finì per copiargli anche nome e cognome e per consegnare alla maestra il compito intestato “Sergio  ******”, divenendo lo zimbello della scuola.

Ma la perla del mese, a fronte dell’insensibilità che avevo constatato in Marco verso una persona in difficoltà, è la richiesta di un aiuto psicologico da parte di uno spasimante che, udite udite, nel maggio dello scorso anno, durante una partita di play off, avrebbe subito la rottura del crociato anteriore e posteriore del ginocchio con interessamento del menisco. Nonostante l’infortunio, sarebbe rimasto in campo per tutto il secondo tempo e i supplementari (!) e, voglio esagerare, avrebbe persino segnato un goal.(!) Tutto questo, manco a dirlo, grazie all’emulazione della grinta di Matrix. Operato il 5 Novembre (6 mesi dopo l’infortunio !), ad altri 6 mesi di distanza (!)  il ragazzo scrive  a Materazzi che “sarebbe molto importante per me ricevere qualche tua parola” per affrontare il recupero. Questa, Cita ce l’avrebbe risparmiata.

Ho addotto questi esempi di bassa lega per farvi comprendere come Materazzi si sia nascosto dietro la solita maschera e come, anche stavolta, gli siano mancati  il coraggio, la forza e le parole per dimostrare  un comportamento da uomo. Me l’aspettavo, ma ho voluto ugualmente dargli un’occasione davanti a tutti voi. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: eloquente ed impietoso, con buona pace dei “desperados” votati alla sua difesa d’ufficio.

Riferendosi al suo sito, Matrix scrive: “ so che qui mi legge chi ha voglia di capirmi, non solo di giudicarmi”. A capirlo ci  ho provato – e ne siete tutti testimoni. Credo anche di aver ormai capito perché il n° 23 nerazzurro sia finito ai margini degli schemi di tre allenatori (Mancini, Mourinho e Lippi) nonostante la sua prestanza atletica. Una situazione umiliante, resa ancor più penosa dall’alone di fumo che avvolge regolarmente i fatti, le notizie e le dichiarazioni che lo riguardano. Analizzeremo l’ultima sequenza fra qualche giorno, nel prossimo post, in cui vi svelerò anche una CLAMOROSA GAFFE DI MATRIX SFUGGITA A TUTTI I MEDIA.

Per ora, mi limito a farvi osservare come Materazzi, nonostante le belle parole spese per lui a livello ufficiale, non scenda in campo a San Siro  in un incontro di campionato da fine novembre, epoca della pubblicazione del mio post “Perché non credo più alla sindrome compartimentale di Materazzi”. All’ultima di campionato, Mourinho non gli ha concesso nemmeno lo spazio di un minuto. Confesso che, in quell’occasione, ho provato pena ad osservare 90 e passa kg di atleta mestamente adagiati sull’erba a bordo campo in mezzo ai bocciati. Il Campione del Mondo 2006 a fare da triste spettatore all’incontro con la schiena appoggiata  al blocco numero 4 del podio per la premiazione, che sarebbe stato montato di lì a poco. Ironia della sorte (vedi foto), il numero della bocciatura piena si trova proprio sopra la sua testa, a rafforzare l’immagine e  a suggellarne la disastrosa stagione.

Ho capito tante altre cose che non dico. So che Materazzi mi legge e mi teme. Lo vedo impantanato in se stesso, in  crisi profonda e molto solo. Purtroppo, questa situazione l’ha creata lui dal nulla. Non nego che la mia lettera aperta fosse anche una mano tesa che Marco non ha saputo cogliere, vuoi per falso orgoglio, vuoi perché trovatosi di fronte  a una montagna che non ha saputo affrontare. Lasciamo dunque i ritornelli sul grande uomo a quei poveracci di suoi difensori d’ufficio: se non ho mai creduto che Matrix abbia rischiato di perdere una gamba, ora credo che stia perdendo irrimediabilmente la faccia – e loro insieme a lui.

Ritengo anche che il suo comportamento verso di me disonori l’Inter, di cui sarebbe una “bandiera”. Mi domando cosa penserà di lui dall’alto Facchetti, della cui stima Marco andava così fiero. Nella sua autobiografia, scrive che “come un bravo papà magari in privato mi sgridava”. Lo  chiama “maestro”,”uomo speciale”, “esempio di correttezza”,  ne ammira “eleganza e classe”. Giacinto si sarebbe mai comportato con me come ha fatto lui? Sicuramente no. Come Presidente dell’Inter, avrebbe tollerato e assecondato la villanata che ho subito da parte di un suo giocatore? Non credo proprio. Dato che Matrix è credente, non si vergogna davanti al suo maestro? Ne esalta sì l’esempio, ma ancora una volta, si ferma alle belle parole…

Tuttavia, almeno un santo protettore altolocato Materazzi deve averlo. Un santo potente, se  è vero che  una sindrome compartimentale acuta gli è stata miracolosamente risolta per via endoscopica con un’incisione di soli 2 cm. Se l’intervento all’arco zigomatico sfondato non gli ha manco scalfito il basettone. Se Mourinho, poco amante del carnevale, l’ha accolto in maschera. Se l’irremovibile tecnico, dopo averlo relegato per mesi in panca e in tribuna, per  improvvisa illuminazione dall’alto afferma ora di ritenerlo molto utile per l’Inter del futuro. Se giornali e TV vengono inviati in legioni in sua difesa dopo ogni mio post che lo riguarda. Se Matrix – caso unico nell’Inter – sfugge alle leggi naturali degli eventi, delle rubriche e delle interviste al canale tematico. Se Materazzi, comunque si comporti, trova sempre grazia presso l’”Altissimo”. Ebbene: da amante dell’iconografia religiosa, vorrei dare un volto a tale santo.

Un santo che mi volta le spalle. Ogni cosa a suo tempo, ma credo di essere sulla buona strada.  Tutti i nodi vengono al pettine.  Nel  mio quadro degli eventi, Materazzi si delinea sempre più come l’antieroe  di Budapest e di Brema, mal gestito e  pessimamente spalleggiato nei miei confronti in qualche alta sfera .

Non mi fermerò fino a che non sarà chiaro chi, in tutta questa vicenda, mi ha remato contro – e continua ostinatamente a farlo; il perché; quali calunnie siano state riferite a Materazzi su di me – e da chi – per terrorizzarlo in quel modo sul mio conto, senza che mi venisse concessa la possibilità di difendermi. Intendo venire a capo di questi interrogativi a qualunque costo.

Non me ne vogliano coloro a cui renderò la vita difficile. Se anziché la discreta scorciatoia interpersonale Matrix & Co. preferiscono la maratona in salita sotto i riflettori, tanto peggio per loro. Ladycalcio non ha problemi di tenuta.

(Continua…)

https://calcioparole.wordpress.com/2009/05/09/lettera-aperta-a-marco-materazzi/

https://calcioparole.wordpress.com/2008/11/24/perche-non-credo-piu-alla-sindrome-compartimentale-di-materazzi/


Posted in Inter, PALLONI SGONFIATI | Contrassegnato da tag: , , , , | 33 Comments »

Festa Inter: cosa rispondereste a questo bambino?

Posted by ladycalcio su mercoledì, giugno 17, 2009

Ricevo e pubblico.

Cara Ladycalcio,

Sono il papà di un bimbo di sette anni tifosissimo dell’Inter. Matteo (il nome di mio figlio) segue con grandissima passione la squadra e i  giocatori.  È già stato qualche volta allo stadio e gli è piaciuto tantissimo. Gioca a pallone e sogna di vestire un giorno la maglia nerazzurra. In primavera, quando lo scudetto mi era sembrato sicuro, gli avevo promesso che se fosse stato promosso a scuola l’avrei portato in premio al primo anello di San Siro all’ultima giornata di campionato per fargli vivere da vicino i suoi campioni e per esaudire il suo grande desiderio di calpestare l’erba di San Siro nel dopopartita.

Questa prospettiva gli aveva messo le ali. Dopo un periodo molto difficile in cui era apparso svogliato e demotivato, aveva ripreso a studiare e aveva concluso l’anno scolastico con la sufficienza piena.

Purtroppo, la giornata è stata funestata dal lutto della Saras. Ho cercato di spiegare a Matteo che nella vita succedono anche delle cose tristi e che la squadra dell’Inter, proprio in segno di rispetto verso altri papà come il suo che non c’erano più e verso i loro familiari, aveva deciso di rinunciare alla festa. Lui, da vero interista, avrebbe dovuto unirsi al lutto della sua squadra rinunciando alla corsa sul campo.

Fin qui, tutto OK. Ma quando il bambino ha visto i figli e i nipotini dei giocatori entrare in campo fra gli applausi, scorrazzare e fare le foto con i campioni, non ha più capito nulla. Perché gli altri bambini possono correre e divertirsi sul campo anche se sono morti gli operai e io no? mi domandava. Alla sua età aveva tutte le ragioni per non capirci nulla. Tu hai giustamente criticato la festa e l’offesa al lutto, ma parlando ai lettori adulti. Come spiego a un bimbo ancora piccolo che le regole che valgono per lui non valgono per i figli dei calciatori ricchi e famosi?

Matteo c’è rimasto malissimo. Sono in crisi, perché disilluderlo in tenera età sulla sua Inter e sui campioni che ammira mi sembrerebbe crudele, ma d’altra parte, davanti a certi esempi che ci danno questi personaggi, non mi sento di andare avanti a illuderlo. Tu cosa gli diresti al mio posto?

Un grazie sincero per l’attenzione e complimenti per il blog.

Gianluca

Caro Gianluca,

Lettere come la tua dovrebbero indurre a un serio esame di coscienza i protagonisti di quella pacchianata, chi l’ha “organizzata” e chi continua a spacciarla come una simpatica festa in famiglia. In altre parole, i giocatori, i dirigenti nerazzurri e certi giornalisti a loro asserviti.

Sei in crisi  e ti capisco. Tuo figlio è piccolo ma non stupido e pur spasimando per l’Inter e per i suoi giocatori, qualcosa non gli quadra. Stravede per i campioni in cui si identifica e sui quali proietta le sue aspettative e i suoi sogni innocenti di bimbo. Tu non vuoi spegnere sul nascere il suo entusiasmo e se ho ben compreso, speri che l’Inter, come avvenuto per la scuola, possa continuare ad essere un’ efficace molla psicologica per motivarlo nei momenti difficili.

Non togliergli questo prezioso stimolo. Evita qualsiasi disillusione traumatica: lo ferirebbe e lo porterebbe a disamorarsi anche della parte bella e sana dello sport. Conserva in lui la passione, mettendolo però in guardia dall’idealizzare troppo i campioni e dal farne dei modelli di vita.

Prendine ad esempio il lato buono in termini di impegno, rendimento (magari paragonandoli al suo profitto scolastico), attaccamento alla maglia, correttezza sul campo e fuori, scegliendo fra i migliori modelli. Tuttavia, con parole semplici e chiare, fagli capire che quel mondo sfavillante di soldi, gloria e vittorie, qualche volta porta i calciatori a montarsi la testa e a credersi diversi dagli altri.

A proposito della festa con le famiglie, digli chiaramente che i giocatori hanno sbagliato e che in quell’occasione hanno agito male:  sia chiaro che Matteo non è in nessun modo “meno importante” dei bambini più ricchi o figli di sportivi famosi. Al contrario, in quella circostanza si è comportato meglio di loro, da uomo vero, poiché ha compreso il dolore di altri bimbi come lui, rimasti senza il papà, ed ha avuto la forza di fare una rinuncia.

Preparalo a capire che questi signori – e soprattutto le loro famiglie – troppo spesso non sanno rinunciare, poiché nella vita sono abituati ad avere tutto subito e senza fatica, o peggio, credono che sia loro tutto concesso e tutto dovuto. Educalo a comprendere che non sono questi i presupposti giusti per crescere e per diventare uomo e che prima o poi, questa pericolosa illusione porta tanti grandi campioni a incagliarsi nelle difficoltà della vita. Insegnagli a riconoscere quando ciò avviene.

Fai tutto questo gradualmente e con delicatezza, quando se ne presenta l’occasione o quando tuo figlio ti pone delle domande. Per il resto, lascia che si diverta facendo un tifo sano e fai sì che mantenga il più a lungo possibile la purezza del suo entusiasmo.

Un grosso in bocca al lupo a te e un bacio a Matteo da

Ladycalcio

P.S: Per quanto riguarda l’invasione di campo dei tifosi, tieni però presente che pur trattandosi di una consuetudine affermata, non è inclusa nel programma “ufficiale” della festa.

Posted in Inter | Contrassegnato da tag: , , , , | 11 Comments »

LA 2^ EMAIL CENSURATAMI DA INTER CHANNEL

Posted by ladycalcio su venerdì, giugno 12, 2009

Non conteneva insulti, né termini triviali, ma soltanto osservazioni molto scomode. È l’email che ho inviato per ben due volte ad Inter Chat, trasmissione pomeridiana di Inter Channel basata essenzialmente sulla lettura e sul commento delle email degli abbonati.  Che ragione c’era di tacerla?

Evidentemente, i concetti che ho espresso – e che voi lettori avete espresso su questo blog -hanno dato molto fastidio. Evidentemente, nessuno ha trovato argomenti validi per controbattere.

Ecco  il messaggio “censurato“:

—– Original Message —–

From: Monica Morandi

To: interchannel@inter.it

Sent: Wednesday, June 10, 2009 9:55 PM

Subject: Fw: Mogli e bambini in campo, che rottura!

Il mio messaggio è in coda di moderazione o devo ritenermi nuovamente censurata?

—– Original Message —–

From: Monica Morandi

To: interchannel@inter.it

Sent: Tuesday, June 09, 2009 12:37 PM

Subject: Mogli e bambini in campo, che rottura!

INTER CHAT

Ciao,

Mi faccio portavoce dei tanti che hanno scritto al mio blog per lamentarsi della presenza fuori luogo delle famiglie dei giocatori in occasione della “festa” dopo Inter-Atalanta.

Credo innanzitutto che la festa-Scudetto debba essere fra giocatori e tifosi. Cosa c’entrano le mogli e i bambini?

La loro presenza è assolutamente fuori luogo, dettata unicamente dalla voglia di apparire e di “tirarsela” delle “signore”. I tifosi desideravano vedere i loro beniamini, applaudirli e godersi la (sudata) conquista del trofeo.

In particolare, in tanti abbiamo trovato di pessimo gusto quello show sul campo in un giorno di lutto. Se lutto doveva essere, le famiglie dei giocatori avrebbero dovuto essere le prime a rinunciare alla sfilata con tacchi, scollature e abiti succinti, alle foto-ricordo, agli sbaciucchiamenti ai bambini e alla commedia già vista l’anno scorso e già inscenata quindici giorni prima. Quella, per favore, vadano a farsela a casa loro.

I tifosi hanno rinunciato all’invasione di campo e non hanno neanche potuto vedere il giro della coppa e dei campioni in partenza Figo, Cruz e Crespo. Questa gente si è fatta egoisticamente la festa in famiglia e ha offeso il lutto.

Sarebbe ora che qualcuno esortasse le invadenti “signore” a stare al proprio posto e ricordasse loro che quando i giocatori sono sul campo di gioco “appartengono” ai tifosi. Io ho incominciato sul mio blog, che ormai conoscete bene:

https://calcioparole.wordpress.com/

Per quanto riguarda invece Inter Channel, un grazie per l’impegno e per l’eccellente qualità delle immagini che avete proposto sui festeggiamenti del 17° Scudo. Davvero un ottimo coverage.

Saluti sportivi da

Monica

Posted in Inter, Media | 19 Comments »

“FESTA” INTER: UNA VALANGA DI PROTESTE!

Posted by ladycalcio su lunedì, giugno 8, 2009

Ho ricevuto una valanga di proteste, sul blog e fuori. Alcune, veramente concitate. In questi messaggi, numerosi tifosi dell’Inter si sono dichiarati insoddisfatti al massimo della “festa” seguita ad  Inter-Atalanta.  “Perché, c’è stata la festa?” ho sentito ironicamente affermare. Questi sostenitori nerazzurri si sentono defraudati. Forse, addirittura prevaricati nel loro ruolo dal comportamento dei loro beniamini.

Nel post precedente avevo già fatto notare come i familiari dei giocatori avessero ignorato il lutto. Ma al di là del lutto, la stortura più assurda che riscontro è che la presenza in campo  delle mogli e dei figli dei giocatori nerazzurri sta prendendo sempre più piede. Era accaduto lo scorso anno, si è ripetuto dopo Inter-Siena del maggio scorso e poi, nuovamente, dopo Inter-Atalanta. Che senso ha? La festa-Scudetto dev’essere fra giocatori e tifosi, o meglio, dev’essere fatta dai giocatori per i tifosi – e non dai giocatori per i propri familiari, neanche si trattasse di un’occasione privata di divertimento.

I sostenitori interisti erano venuti allo stadio per festeggiare il trofeo conquistato, per acclamare i loro campioni, per salutare chi partiva. Ebbene: la coppa non ha neppure fatto il giro del campo, alla pari di Figo, Crespo e Cruz. Per contro, sul campo sono sfilati , a mo’ di “trofei”, i marmocchi dei giocatori.

“Ma chi se ne frega di vedere le mogli e i bambini?” è stata la constatazione generale. Infatti! Che significato ha, per degli atleti, portarsi le famiglie sul terreno di gioco e sfilare davanti al pubblico con i bebé in braccio?  L’arena è appannaggio dei gladiatori, dei campioni – non certo dei casalinghi che ho visto  materializzarsi con orrore il 31 maggio dopo il fischio finale, ai quali, per aggiudicarsi il titolo di “perfetto paparino”, mancavano solo le pantofole  e la vestaglia da camera, o se preferite, il grembiulone da cucina. Giustissimo che lo facciano a casa loro, ma per favore, ci risparmino questo show in pubblico: li trovo semplicemente ridicoli!

Di bravi paparini ne vediamo tutti i giorni. Allo stadio andiamo per vedere degli atleti e degli uomini. Dunque, completamente fuori luogo mi sembra anche la presenza delle signore sul campo. “Quelle vanno già a mangiare al Melià (un grande albergo di Milano, ndr)”, sbotta un altro tifoso. Come accaduto anche due settimane prima. Quando, ad essere sinceri,  qualche pastasciutta in meno a certe consorti esibizioniste farebbe soltanto bene, se è vero che la loro forma fisica mi è parsa tutt’altro che all’altezza di quella dei mariti: sederi e fianchi che sembravano fare esplodere i pantaloni strettissimi, seni debordanti, linea e look da insufficienza piena. E poi non ditemi che sono cattiva. Vogliono comparire in pubblico? A quel punto, come tutti i personaggi pubblici, siano soggette alle critiche!

A chi diavolo può interessare vederle in campo? Mi sono chiesta. Agli uomini? Assolutamente no, stando a quanto mi dicono. Alle donne? Per quanto mi riguarda, per fortuna ho ben altri gusti… A chi interessa, allora? Evidentemente a loro stesse, alla loro ingordigia di apparire e di mettersi in mostra a tutti i costi. Qualcuna, ve ne sarete accorti, fra interviste TV, defilé di “moda”, eventi  e quant’altro, si è fatta  veramente prendere la mano… almeno per i miei gusti. Sono mamme? E allora? Di mamme è pieno zeppo il mondo! Cos’avrebbero loro di così speciale?

Le allegre mogliettine si danno da fare, scodinzolano, rincorrono i pargoli, se la tirano, fanno la foto di gruppo con la squadra e con i campioni preferiti. I giocatori che non hanno un figlio sottomano, per non essere da meno, prendono in prestito il bambino di qualche collega o amico. San Siro è trasformato in un chiassoso reparto di ginecologia e ostetricia.

A onor del vero, è doveroso precisare che ci sono state delle eccezioni. Non tutte le mogli sono intervenute o si sono comportate come ho descritto sopra. Purtroppo, a farlo è stata la stragrande maggioranza. Forse, addirittura, chi in questa occasione ha ritenuto giustamente di dover stare al proprio posto sarà arrivata a sentirsi in imbarazzo di fronte all’andazzo della confusione, del tutto concesso e del vuoto dei valori sportivi (e non solo) che mi sono parsi regnare. Un degrado in cui sono ormai pochissimi a usare il cervello.

Se fossi la moglie di un calciatore, ad esempio, starei bene attenta a tenere me stessa e i miei bambini lontano dalle telecamere. Nel mondo d’oggi, per motivi che anche il più sprovveduto conosce, il buon senso dovrebbe infatti suggerire a personaggi ricchi e  famosi di non esibire la famiglia. Ma questa è gente fuori dal mondo.

Rimanendo in tema di considerazioni serie, qualcuno mi ha domandato se la tragedia della Saras, Società sì di Massimo Moratti ma esterna all’Inter, dovesse effettivamente  comportare il lutto per la squadra di calcio. È un argomento troppo delicato per essere affrontato in questa sede.  Rimaniamo dunque alla decisione del Presidente, che così si è sentito di fare. Ma allora: se la cerimonia doveva essere sobria e all’insegna della rinuncia, non vi sembra che il lutto l’abbiano offeso proprio coloro che della grande famiglia Inter fanno parte più da vicino?

La festa i giocatori se la sono fatta da soli con mogli, figli, nipoti e parenti a rimorchio. Una babilonia di cui, oltretutto, sugli spalti si è compreso poco o nulla. Molti, per capire, hanno dovuto tornare a casa e affidarsi alle immagini TV. Bella riuscita!

Dalla festa e dall’invasione di campo sono rimasti esclusi i tifosi. Quelli che per l’Inter avevano tifato tutto l’anno. Quelli venuti da lontano. Quelli che l’eventuale vittoria nella Supercoppa Italiana non  potranno festeggiarla sul posto, poiché per interessi diversi dalla logica sportiva, la finale  si disputerà a Pechino. Quelli che avevano acquistato il pacchetto di tagliandi per gli ultimi quattro incontri casalinghi in modo da assicurarsi la presenza alla festa: quella dell’Asilo Mariuccia.

Posted in Calcio italiano, Inter | Contrassegnato da tag: , , , , , | 31 Comments »

“FESTA” INTER: LE FAMIGLIE DEI GIOCATORI IGNORANO IL LUTTO

Posted by ladycalcio su lunedì, giugno 1, 2009

5 Tabellone punteggio8 Magliette Zero titoli3 Maglia 17 Curva Nord6 Premiazione4 Minuto di silenzio1 Scudettone7 Striscione Figo2 Tutti con il 7Doverosi il minuto di silenzio in ricordo dei tre operai deceduti alla Saras, la rinuncia alla consueta musica a palla e una cerimonia di premiazione in tono sommesso e senza coriandoli, ma un giro di campo della squadra con la coppa non avrebbe tolto nulla al lutto . Per contro, avrebbe dato qualcosa ai numerosi tifosi intervenuti all’ultima di campionato per salutare l’Inter Campione d’Italia 2008/09 e i giocatori che da essa si congedavano, oltre ad essere un giusto omaggio a questi ultimi.

Il silenzio nello Stadio Meazza ha un che di irreale, le formazioni vengono annunciate in tono funebre.

Come vedete, neanche stavolta mi faccio problemi ad uscire dal coro e a farvi notare le solite incongruenze e ipocrisie. Se il lutto era stato deciso, infatti, tale avrebbe dovuto essere in primis per coloro che più da vicino fanno parte della “grande famiglia Inter”: i familiari dei giocatori. Al contrario, le allegre consorti presenzialiste non hanno rinunciato al solito penoso show  sul campo di gioco – dove già la loro presenza mi è sempre parsa  fuori luogo – peraltro per la seconda volta in quindici giorni: un defilé di tacchi, braghe attillate, scollature a mostrare  seni prosperosi e bambolotti vestiti della festa per mano ai giocatori. San Siro è trasformato in uno schiamazzante asilo multirazziale: si ride, si scherza, si fanno le foto ricordo con la coppa e con i campioni preferiti. Questo sarebbe lutto, “signore”?

Si era deciso per una cerimonia in stile minimalista? Doveva valere per tutti. Dunque, non prendiamoci in giro  spacciando  l’esibizionismo dei giocatori e delle loro mogli per affetti familiari : lo show non aveva motivo d’essere ed  è stato solo una sagra del cattivo gusto. Per fortuna, qualche giocatore (pochissimi) ha avuto il buon senso (e il buon gusto) di risparmiarci la commedia e di rinviare  smancerie e sbaciucchiamenti a più tardi, fra le mura domestiche.

Un tifoso nelle mie vicinanze, rientrato apposta dalla Tunisia (!) per assistere alla festa, scuote la testa, alla pari di tutti coloro che, a poche settimane dalla fine del campionato, avevano acquistato il famoso pacchetto di tagliandi per gli ultimi 4 incontri casalinghi (senza sconto donne), per non mancare la “festa”. Per assistere a che cosa?  “Quando vince l’Inter succede di tutto”, commenta ironicamente un altro tifoso in riferimento  all’altro recente lutto per il terremoto d’Abruzzo.

Capisco il buon Moratti: tutti, come al solito, sarebbero stati pronti a saltargli addosso. Ma almeno un giro d’onore per Figo, Cruz e Crespo sarebbe stato doveroso.  Di certo, non avrebbe mancato di rispetto né ai morti, né alle loro famiglie.  Piuttosto, il Presidente avrebbe dovuto vietare con decisione la narcisistica invasione di campo di consorti, pupi e nipoti. A salutare Figo in modo originale ci hanno pensato i compagni, tutti scesi  in campo per il riscaldamento con la maglia numero 7.

Come l’anno scorso, le coreografie più belle sono opera della Curva Nord e dei tifosi in generale.  Tifosi che, con cori e striscioni, rendono omaggio ai campioni in congedo ed esortano Ibra, autore di virtuosismi da manuale, a rimanere.

Intanto, il terreno di gioco è tutto un brulicare di intrusi. La “festa” scema con il pubblico che sfolla e con il solito invito degli steward : “Signori, andiamo?”

Posted in Inter | Contrassegnato da tag: , , , , , , , | 42 Comments »

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: