CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

Archive for maggio 2015

VILLA E SANTI ACCETTANO IL CONFRONTO: ECCO LA LORO REPLICA

Posted by ladycalcio su venerdì, maggio 29, 2015

“Disponibilissimo al confronto”: così si è subito dichiarato il conduttore di “Radio Appiano” Alessandro Villa (Inter Channel) in merito al mio post di ieri sulla mancata lettura della traduzione della scheda elettorale di Lukas Podolski. http://bit.ly/1KruYqh

Villa è stato di parola e nel prosieguo della trasmissione ha dedicato alla risposta “Il tweet del giorno” (la rubrica all’interno del programma che illustra un tweet al giorno scelto dalla Redazione).

Per correttezza e onestà intellettuale, dedico alla replica di Villa lo stesso rilievo che avevo dato ieri alla mancata citazione. Lo faccio con tanto di virgolettato, in modo che possa giungere anche a chi non è abbonato al canale tematico nerazzurro.

Villa in apertura: “Quest’oggi avremo anche un angolo dedicato al alcune … non dico lamentele, però insomma, ad alcuni confronti che ci avete chiesto e che ci prendiamo volentieri. Sappiate – lo dico come disclaimer all’inizio di questa puntata – che nel momento in cui a volte tralasciamo qualche messaggio non è una cosa personale, non è una cosa legata a una mancata volontà di non leggervi o a una mancata stima rispetto al contenuto di quanto ci scrivete – in un caso, come vedremo, sollecitato proprio da noi – ma è banalmente vuoi mancanza di tempo, vuoi, ahinoi, una dimenticanza. Ce ne scusiamo; sono due settimane, queste, come tutte quelle di fine stagione, molto piene. Ci è capitato di tralasciare qualcosa, proveremo a recuperare tutto quanto”.

Più avanti nel corso della puntata, Villa e il co-conduttore Alberto Santi riprendono la scheda di Poldi e la relativa traduzione della sottoscritta e la illustrano con dovizia di dettagli.

Villa lascia intendere di essere rammaricato dalla mia definizione di “villani” e dal fatto che io abbia reso pubblica la questione su questo blog e tiene a far sapere quanto segue: “Posto che non è stata villania, ma è stata semplicemente vuoi mancanza di spazio e tempo, vuoi mancata coordinazione fra i conduttori, vuoi tante altre cose -per cui giustamente tu avevi fatto un lavoro anche abbastanza corposo e divertente – lo rivediamo subito perché credo che possa esser utile a tutti”.

Santi legge la traduzione. Seguono i graditi ringraziamenti, dopo i quali Villa sottolinea nuovamente il “livello di impulso e di stress che abbiamo in questo punto della stagione. Detto questo, Monica, noi ti vogliamo ancora bene e spero che tu ce ne voglia altrettanto passata la comprensibile arrabbiatura. Non è stata villania, non è stata maleducazione, è finito (il messaggio, ndr) in mezzo ad altri messaggi, sovrastato dagli eventi”.

Ringrazio Villa e Santi dell’attenzione: immagino quanto siate sotto pressione in questo particolare momento. Vi faccio soltanto notare che questo vale anche per me, che nonostante avessi captato il vostro S.O.S. a tarda ora, mi ero premurata di comporre subito una risposta esauriente che potesse essere interessante per gli abbonati e di inviarvela in tempo per il giorno seguente. Non avendo più sentito nulla, avevo sollecitato una risposta via email. Caduta nel vuoto anche quest’ultima, ci ero rimasta veramente male.  No, che si trattasse di mancanza di stima o di un caso personale non l’avevo assolutamente pensato. OK, chiamiamola mancanza di coordinamento in un momento di punta…

Accetto le scuse e il chiarimento. Chiaramente anch’io continuo a volervi bene, come dimostra il fatto che continuo a seguirvi e ad apprezzare quanto mi offrite con il vostro lavoro. È vero che in qualche occasione il mio rapporto con Inter Channel è stato un po’ “periglioso” 🙂 , ma ciò che conta è che ci siamo sempre chiariti e che la base rimane di stima reciproca  (mi darai atto, caro Alessandro, che più volte ho espresso pubblicamente anche il mio apprezzamento per quanto fate – non soltanto le critiche).

Se in futuro potrò esservi ancora utile lo farò volentieri, compatibilmente con l’essere in ascolto…

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LA SCHEDA ELETTORALE DI PODOLSKI E LA MALEDUCAZIONE DEI CONDUTTORI DI “RADIO APPIANO” (INTER CHANNEL)

Posted by ladycalcio su giovedì, maggio 28, 2015

Scheda elettorale Podolski

Quando si dice non capire il perché. Evidentemente, il perché è da ricercare nella maleducazione e nella mancanza di professionalità dei diretti interessati.

È mercoledì 20 maggio e nel corso della diretta pomeridiana della trasmissione “Radio Appiano” (Inter Channel), condotta quel giorno da Alessandro Villa e da Alberto Santi, viene mostrata una spiritosa scheda elettorale in tedesco twittata da Lukas Podolski (nella foto). Contiene riferimenti alla città di Colonia effettivamente impossibili da comprendere da parte di chi non conosce né la lingua, né la realtà locale.

Villa, sapendo che conosco bene il tedesco, fa un simpatico appello alla sottoscritta – casomai fosse in ascolto – per decifrare l’arcano. Purtroppo, quel giorno sono lontana, rientro tardi e riesco soltanto a dare un’occhiata alla replica dell’una di notte.

Colgo tuttavia l’appello e il giorno seguente, mi premuro di inviare un’esauriente spiegazione del tutto in tempo per la diretta pomeridiana. Reputo che il contenuto tradotto sia simpatico, un po’ diverso dal solito e interessante per gli ascoltatori.
Con mia sgradita sorpresa, non viene ripreso più nulla: neppure una parola.

Prima di dare apertamente dei maleducati a Villa & Co, riscrivo per sincerarmi che la mia email sia arrivata. Come volevasi dimostrare, negli ultimissimi minuti di trasmissione di venerdì 25 maggio Villa si scusa per non aver risposto, dice che deve cercare il messaggio, scartabella fra i fogli che ha sulla scrivania, non lo trova più. Ringrazia vagamente del supporto e delle spiegazioni “per filo e per segno” che gli avevo inviato. La co-conduttrice Letizia Gallucci accenna che in seguito vorrebbe leggerle… ma in realtà, nessuno si prende più la briga di leggere una riga.

Martedì 26 “Radio Appiano”non va in onda (c’è la presentazione della nuova maglia a San Siro) e ieri, mercoledì 27, sebbene la lettura della mia email richieda meno di un minuto, è di nuovo tabula rasa.

Certo, il tempo passa e la scheda di Poldi non è più attualissima, ma se un giornalista non è in grado di attualizzare un argomento che desidera riprendere, può tranquillamente cambiare mestiere.

Dedicare del tempo a una risposta era stata una cortesia, ricambiata in modo davvero poco carino.

A questo punto, non mi resta che pubblicare il curioso contenuto (ometto soltanto il mio indirizzo personale) a beneficio dei miei lettori.

Complimenti, ragazzi! 😦

Data: Fri, 22 May 2015 11:40:17 +0200
Da: ——————————————————-
Oggetto: Fwd: SOS linguistico Podolski x Villa e Santi
A: interchannel@inter.it

Avete ricevuto questa mia email di ieri pomeriggio? Mi sono meravigliata che non abbiate detto nulla in trasmissione…

MM

—– Messaggio inoltrato da ——————————-
Data: Thu, 21 May 2015 16:30:11 +0200
Da: ———————————————————–
Oggetto: SOS linguistico Podolski x Villa e Santi
A: interchannel@inter.it

Ciao Alessandro e Alberto,

Spiacente di non aver potuto rispondere in diretta al vostro SOS linguistico di ieri (vi ho sentiti di sfuggita in replica all’una e mezza di notte).

Dunque, la scheda elettorale di Podolski è chiaramente ironica.

“Und los geht’s!” vuol dire “ci siamo”, “si parte”. “Kreuzt an” significa “fate la croce”. “Fleißig” vuol dire “diligentemente”. Quindi, letteralmente: fate diligentemente la croce (votate, da bravi!).

“Wahl auf Kölsch” significa più o meno “elezioni alla maniera di Colonia” o “nel dialetto di Colonia” (Kölsch” è la versione dialettale di “kölnisch”, ossia “di Colonia”).

Poi: Stimmzettel = scheda elettorale.

Segue: Elezioni comunali – Circoscrizione elettorale 20874 Rodenkirchen (il 2° distretto urbano di Colonia).
SI prega di fare una sola croce (di votare un solo candidato).

SPD è chiaramente il partito.

Rainer Maria Kardinal Woelki è l’arcivescovo metropolita di Colonia.

Tünnes & Schäl sono due famose marionette del teatro locale.

Hennes VIII è il nome della mascotte della squadra del Colonia, un caprone eletto anni fa dai soci aventi diritto di voto con oltre il 70 % della maggioranza sugli altri “candidati”. Fece il suo esordio ufficiale nel 2008 contro l’Eintracht Francoforte e risiede allo zoo di Colonia, dove i tifosi possono visitarlo.

Franz-Josef Antwerpes è un ex-politico della SPD, noto per l’impegno contro l’alcool al volante e per aver imposto severi limiti di velocità.

Ein Kölsch, zwei Kölsch sono effettivamente uno, due abitanti di Colonia, come avete detto.

“Et kütt wie et kütt” è una nota espressione dialettale di Colonia, che significa approssimativamente “vada come vada”, “vada come deve andare”.

A questo punto, assumete me come consulente 🙂

Ciao da Monica

 

Potete leggere la replica dei conduttori di Inter Channel al seguente link:

https://calcioparole.wordpress.com/2015/05/29/villa-e-santi-accettano-il-confronto-ecco-la-loro-replica/

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INTER: QUESTA EUROPA LEAGUE NON S’HA DA FARE

Posted by ladycalcio su sabato, maggio 16, 2015

Cara Inter,

Se per dirla con Manzoni questa Europa League “non s’ha da fare” – perché l’impegno del giovedì scombussola la settimana, le trasferte in Ucraina sono scomode e dispendiose e il fair play finanziario ti impone di tagliare le spese -, ci sarebbe stato un modo più elegante e meno plateale di rimanere fuori dall’Europa rispetto a quello visto oggi pomeriggio.

Magari, non perdendo proprio contro la Juve (per di più a ranghi ridotti)

Magari, non proprio a San Siro, da dove sei uscita coperta dai fischi dei tuoi stessi tifosi.

Magari, senza rovinare il 70° compleanno di Massimo Moratti.

Magari, non proprio davanti agli occhi di Erick Thohir (che a questo punto, si spera, avrà capito che deve aprire i cordoni della borsa).

Magari risparmiando ai tuoi sostenitori penosi “buchi” individuali, tipo quello di D’Ambrosio che sul 2-1 di Morata alza la gamba come a dire al pallone che poi sorprenderà Handanovic: “prego, accomodati”.

Magari con un po’ più di ritegno, considerato che si tratta di un epilogo annunciato, ricordandoti che è tempo di campagna abbonamenti e che i tifosi sono stanchi di essere imboniti e presi in giro.

Grazie.

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ZANETTI 4EVER E LA LEZIONE DEL GRANDE TORINO

Posted by ladycalcio su mercoledì, maggio 6, 2015

Maglia 4 celerativa ITA

La maglia numero 4 ritirata, il Capitano proiettato “Nell’Immensità” canora, la frase di Fabrizio Frizzi: “Sei per l’ultima volta in questo campo”…

Verrebbe davvero da fare gli scongiuri 😯

Fortunatamente, Javier Zanetti è vivo e vegeto, senza neppure un capello spettinato e a questo punto, ragionando in termini di giocatori-simbolo nerazzurri, l’Inter avrebbe già dovuto essersi privata da una vita del 9 di Boninsegna, del 10 di Mazzola e dell’11 di Corso, tanto per fare qualche esempio. Ma c’è una “sottile” distinzione: quelli non erano ancora tempi di marketing.

Di certo l’ex-Capitano è un po’ in astinenza dalle luci della ribalta, o “forse”, la sua esibizione dell’altro ieri aveva qualche secondo fine, se è vero che la metamorfosi da atleta a “casalingo” di lunedì sera al Meazza – comprensiva di abbracci e sbaciucchiamenti da telenovela a Pupa e pupetti – non è che la fotocopia targata Expo di quanto già visto al termine del campionato 2013-14.

https://calcioparole.wordpress.com/2014/05/14/zanetti-storie-di-papi-di-maglie-e-di-trofei/

L’evento “Zanetti&Friends” di lunedì era stato pubblicizzato a tamburo battente come serata di beneficenza legata ad Expo, di cui Zanetti è Ambasciatore, e come dal DNA di Expo, ha fatto sorgere degli interrogativi sulla sua reale finalità: beneficenza, protagonismo o marketing?

La Fondazione Pupi mi andò di traverso quattro anni fa, quando i mass media affermarono all’unanimità che la maglia indossata da Zanetti durante la Finale di Champions League di Madrid 2010 era stata posata, con tanto di dedica del Capitano, sulla bara di Daniel Busetti, un 20enne tifoso interista morto in un tragico incidente. Peccato che la maglia indossata da Pupi a Madrid fosse stata battuta all’asta l’anno prima come “pezzo unico”per quasi 8.000 Euro, devoluti alla Fondazione stessa.

https://calcioparole.wordpress.com/2011/03/07/la-maglia-di-zanetti-sulla-bara-di-daniel-calcio-e-parole-chiede-un-chiarimento/

Oppure, il dio del calcio Javier Zanetti possiede il carisma miracoloso di operare la moltiplicazione delle maglie? 😯

Con tutto ciò, la serata del 4 maggio in sé è stata simpatica. La partita degli “Amici di Pupi” (guidati da Walter Zenga) contro la formazione di Expo (guidata da Demetrio Albertini e vittoriosa per 6-4), è piacevole sia per i volti cari che ci ripropone, sia per i tocchi di classe dei protagonisti di oggi e di ieri, non importa se con qualche capello in meno e qualche chilo in più.

Bruno Pizzul commenta le azioni dicendo spesso “i bianchi” e “i rossi”, perché probabilmente, tutti non li riconosce più nemmeno lui 🙂 . Nicola Berti, Andy Brehme e Ruben Sosa, che in campo si diverte a scattare foto col telefonino, sono da taglia XXL, ma che importa? L’importante è che siano presenti e che possano ancora ricevere l’affetto del loro pubblico.

Il clou dello spettacolo sono due sventole di Eto’o che Carrizo neppure vede; manca Marcone Materazzi a fare la danza delle borse di plastica, ma del resto, che Matrix non fosse un amicone di Zanetti lo si sapeva da sempre. Peccato che non ci sia neppure Diego Milito. C’è invece Hernan Crespo, che Francesco Toldo farebbe bene a tener d’occhio per una futura coppia d’attaco con Eto’o in Inter Forever.

In campo vi sono giocatori della stessa squadra con lo stesso numero sulle spalle: due numeri 7 (Sheva e Figo) ed altrettanti numeri 9 (Denis e Crespo), più l’1+8 di Ivan Zamorano.

Ci riportano al presente un buco di Ranocchia in difesa e un paio di ciccate sotto porta di Palacio, passando per il passato recente di Pippo Inzaghi, sempre identico nella grinta e negli scatti, che manca il goal di testa e in rovesciata. E questa volta, i fischi sono veramente troppo cattivi.

Sulla sponda rossonera si rivedono, tra gli altri, anche Leonardo, Ambrosini (“lo scudetto mettitelo nel…” 😦 ) e i commentatori Sky Boban e Costacurta.

Simpaticissimo Nicola Savino, che durante l’incontro delizia i telespettatori con una serie di perfette imitazioni dell’ex- “Capitano”.

1° Zanetti, 2° Pelé, 3° Messi, recita uno striscione esagerato – e qui ritorniamo al distinguo fra protagonismo e opere di bene. Paula Zanetti vive il protagonismo di luce riflessa: disperiamo ormai dal farle capire che l’arena è dei gladiatori e non dell’asilo Mariuccia, che banalizza e ridicolizza il campione riducendolo a un padre pantofolaio come milioni di altri.

Ma veniamo a ciò che veramente mi ha indignata. Lo slogan di Expo, di cui Zanetti è Ambasciatore, suona: “Nutrire il Pianeta”. Un pianeta sul quale l’emergenza numero uno del momento è costituita dal Nepal devastato dal sisma. Eppure, stando a quanto dichiarato dalla Sig.ra Paula ai microfoni Rai nel corso della partita, la parte di introiti dell’evento destinata al Nepal sarà gestita col paraocchi di chi non vede oltre il suo naso di mamma esibizionista: alla faccia del “Nutrire il Pianeta”, gli aiuti al Nepal da parte dello “Zanetti & Friends Match for Expo” verranno cioè confinati ai bambini e alle giovani mamme, con buona pace dei celibi, delle nubili e degli anziani che stanno morendo di fame, di malattia e di stenti!

Assente il magnate Thohir, tocca all’AD nerazzurro Michael Bolingbroke annunciare in “angloitaliano” che, d’ora in poi, il numero 4 all’Inter non l’avrà più nessuno. E dato che già fatico ad accettare il ritiro del 3 del defunto Facchetti, benché legato alla complessa simbologia dell’anti-Calciopoli, mi domando perché ritirare anche il 4 anziché lasciarlo da sprone ai giovani che verranno.

La lezione ci viene dal Grande Torino, di cui proprio lunedì 4 maggio ricorreva il 66° anniversario del tragico schianto sul Colle di Superga. Cito da “Buffa racconta” (Sky) andato in onda l’altro ieri:
“(…) Su questo campo (il Filadelfia, ndr) vennero giocate altre quattro partite – ne mancavano quattro alla fine del campionato. Se le giocarono i giocatori della Primavera, contro le Primavere delle altre avversarie. Non c’erano tante mute di maglie al tempo e quindi, i giocatori della Primavera indossarono quelle della prima squadra. Non c’erano i nomi di dietro, probabilmente erano maglie che erano già state indossate dagli stessi giocatori e quindi, il numero 3, nel possibile, cercava di imitare Maroso, il numero 4 cercava di imitare Castigliano, e Giammarinaro, che poi ebbe una più che discreta carriera come allenatore, con la 10, cercava di non far dimenticare Valentino Mazzola”.

“Caro Javier, ti aspetta il tuo ultimo giro di campo con la tua maglia numero 4, che da oggi, nessuno potrà più indossare”, risuona in San Siro.

Eccetto le schiere di tifosi che, nel segno del marketing strategico, correranno ora più che mai ad acquistarla, magari personalizzandola con il proprio nome sopra il “4”.

Anche l’ultima maglia di Zanetti – statene certi – si moltiplicherà.

Un link che vi consiglio:

http://italians.corriere.it/2015/05/06/il-senso-di-expo-il-marketing/

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SI VENDE ANCHE MILANO: RINNEGATA “O MIA BELA MADUNINA”

Posted by ladycalcio su venerdì, maggio 1, 2015

Albero della vita accesoDuomo concerto Expo Carabinieri ExpoFrecce Tricolori Expo

L’Inter e il Milan agli asiatici evidentemente non bastavano. Pur di “vendersi” ai ricchi stranieri – pazienza se un po’ scarsi in geografia – Milano ha rinnegato persino “O mia bela Madunina”, chiudendo il concerto inaugurale di Expo 2015 di ieri sera in Piazza Duomo sulle note nazionalpopolari di “O sole mio”.

Sfarzo, luci dello spettacolo, lustrini e discorsi di esimi poltici – temo – porteranno soldi solamente alle multinazionali e non a chi muore di fame. Mi domando: quante persone si sarebbero potute sfamare e salvare dalla morte e dalle malattie con i soldi dilapidati in tutto quello spreco?

Non sono trascorse neppure ventiquattr’ore da quando si sono spenti i riflettori dinanzi alla suggestiva cornice del Duomo, ma il vero volto della città e dell’Italia si è purtroppo già rivelato con le violenze e le distruzioni di questo pomeriggio per le vie della città.

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