CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

Archive for novembre 2010

INTER STERILE: TRE PUNTI SU UN RIMPALLO

Posted by ladycalcio su giovedì, novembre 25, 2010

Tre punti portati a casa su un rimpallo favorevole, che danno la sicurezza della qualificazione agli ottavi di Champions League e – così si spera – un po’ di tranquillità a Benitez. Sul campo, motivazione, buona volontà e spirito di squadra. Per i miei gusti, gli spunti positivi di Inter-Twente finiscono qui, contrariamente all’ottimismo di stampa e commentatori TV.

Quanto è scarso Pandev, quanto è scarso Biabiany…”  sugli spalti, un gruppo  di tifosi nerazzurri esasperati  intona questa canzoncina ironica per difendersi dal freddo e per divertirsi un po’, dato che la partita non lo consente.  A mio avviso, il peggiore in campo della serata è l’attaccante macedone. “Pandev per farlo segnare devi bendarlo!” sento urlare dalle gradinate. Quanto a Biabiany, si sfiata sulla fascia senza che né lui né i compagni al centro riescano a concretizzare una conclusione decente.

INTER STERILE

Ho detto tutto. È inutile dilungarsi su moduli e tattiche: l’Inter proprio non riesce a metterla dentro.  I suoi attaccanti rimangono invischiati nella difesa olandese, non riescono a smarcarsi, si impantanano da soli, sbagliano, ciccano da pochi metri o addirittura a porta semivuota. Sneijder è scentrato,  Eto’o non riesce a sfondare, di Biabiany ho già detto….  quando sbagli venti volte solo davanti al portiere, non è una questione tattica o di modulo: significa che sei fuori condizione. Significa che sei appannato nel fisico e nella mente: in parole povere, “scoppiato”.

L’Inter è in ritardo nella corsa come il suo pullman, che arriva a San Siro alle 19.30. Ma Ladycalcio è già sul posto molto prima 😉 , per tastare il polso alla serata. Gli addetti alle biglietterie si guardano in faccia (altro che code per acquistare i tagliandi!), e lo stadio è tutt’altro che gremito.

LA PROTESTA DEI TIFOSI

Sarà il freddo, sarà il brutto gioco… soprattutto, sarà il costo spropositato dei biglietti in tempo di crisi. Secondo la Curva Nord, la colpa è anche del Governo. Tradotto in italiano, lo striscione in inglese casereccio esposto nel 2° tempo suona così: “Il Governo italiano sta svuotando gli stadi e uccidendo la passione della gente. UEFA: i tifosi italiani ti chiedono aiuto”. In Curva Sud, la Banda Bagaj protesta per lo spostamento al 3° anello blu in occasione del derby: “Derby al 3° blu sopra di LORO spostati lassù… Società perché non ci vai tu?”. Alla faccia degli appelli ai tifosi… 😦

D’ACCORDO CON ANTONIO BARTOLOMUCCI

Dalle parole ai fatti o, se preferite, dalle parole al goal di  Cambiasso”, afferma Bartolomucci a StudioSport (Italia 1). Il giornalista parla poi di un “Rafa Benitez un po’ alla Indiana Jones, per intenderci , alla ricerca del gioco perduto” , che “fra mille peripezie alla fine lo trova”… chissà se grazie all’abbandono della sua cravatta viola…. Poi, Bartolomucci parla di “3 punti che servono a risolvere la pratica Champions” , di un Moratti che “ringrazia tecnico, giocatori e Padreterno” e di “una squadra un po’ strana per alcune scelte,  che senza quel goal del Cuchu sarebbero diventate imbarazzanti”. 😉 D’accordissimo, soprattutto su quest’ultimo aspetto.

RIECCO UN MATERAZZI DA OSCAR 😀

A incocciare contro un avversario ci riprova negli ultimi minuti della partita 🙂 , ma rivedendo le immagini Sky scopro che…. 😯 ma no, non è possibile! Mentre Matrix si rigira a terra, la regia stacca e va  per prati e boschi, mostrandoci il pubblico e la moviola. Ma quando mai, regia??????? Do al “messaggio” un’interpretazione inequivocabile: le mie osservazioni su Materazzi che si divincola a terra dopo gli scontri con gli avversari hanno fatto pieno centro 😉 . È uno stimolo forte ad approfondire.

Materazzi, Oscar”! sento gridare da dietro da un tifoso irritato. Mi giro e gli domando quale Oscar. “Per il miglior attore, no?” 😀 mi risponde  lo spettatore esasperato da come Matrix batte ritmicamente il piedino sull’erba dopo il colpo ricevuto mentre la regia ci mostra un simpatico spettatore con la coppola in testa 😯 e il replay di un’azione precedente. Volete dire che su certi episodi possiedo immagini esclusive che non ha neppure Sky? 😯

Sono passati 3 anni esatti da quel 24 novembre 2007 in cui ero lì presente ad osservare l’atteso rientro di Matrix in Inter-Atalanta dopo la sindrome compartimentale 😀 😀 😀 . Rifletto su quanto è cambiato da allora Materazzi. Mi sembra addirittura di vedere un altro giocatore.

Ma come si è comportato sul campo, “il nostro”? Stretching da urlo: chissà perché quando i compagni divaricano le gambe e si piegano in avanti lui rimane fermo in posizione eretta…. 😯 Mah. Brusca l’esecuzione dei movimenti durante il riscaldamento. Per la prossima volta, vi invito ad osservare come si muove Matrix, a fare il confronto con Lucio o Zanetti e … a farvi liberamente la vostra idea. Ci mancherebbe! 😉

Chissà  poi perché, al termine del riscaldamento, oltre a mandare saluti e baci 8) in tribuna rossa Materazzi vi scaraventa pure il pallone…  Tornerò sul tema riscaldamento, poiché quello che svolge la squadra non mi convince…

La prestazione di Materazzi

Bene nei lanci lunghi, al contrario di quanto fatto vedere nel derby (siamo sinceri: la lunga inattività non giova a nessuno). Sul mio personale taccuino ho segnato tre suoi assist pregevoli rispettivamente per Sneijder, Pandev ed Eto’o, contro un solo cross completamente fuori bersaglio a metà del 1° tempo.

Una soluzione di fortuna, per contro, il suo impiego difensivo. Due premesse tattiche:  gli attaccanti del Twente sono modesti e l’azione si sviluppa pochissimo dalla sua parte. Ma quando questo accade, Materazzi sembra essere lì per  “chiudere le traiettorie” in quella zona: punto e basta. Ad eccezione di una buona scivolata con cui libera l’area attorno alla metà del primo tempo, Marco non va sull’uomo. È lento. Quando il pericolo arriva nella sua zona, accorrono regolarmente i compagni: si accentra Zanetti, si fionda Lucio, rinforza Cambiasso… Suppongo che queste siano state le consegne di Benitez dopo il disastro nel derby 😦 . Del resto, negli inevitabili contatti fisici, ho osservato da parte di Matrix qualche spintone, “appoggio” sull’avversario e trattenuta di troppo… Per la verità, non sono la sola.

Alcuni siti esteri riprendono le dichiarazioni di Janko, che lamenta “numerose gomitate impunite di Materazzi” (“dello ‘scarpone’ Materazzi 😀 , si precisa su worldfootball.net):

http://ita.worldfootball.net/entry/_81051_cl-janko-nur-von-materazzis-elle/#redirect

http://diepresse.com/home/sport/fussball/613327/Champions-League-ist-zu-100-Prozent-oesterreicherfrei?_vl_backlink=/home/sport/index.do

Sul finale, Matrix abbassa i calzettoni, abbozza dei movimenti di allungamento dei polpacci, si piega in due… stanchezza o un principio di crampi? La difesa, già di fortuna, è in affanno, tanto più che  Cordoba mi è sembrato sofferente sin dall’inizio del match (non sta bene o ha dolore?).  Zanetti e Lucio non possono correre per quattro; dunque, Benitez rafforza la retroguardia inserendo “Davìde  Sànton” 😀 (così lo pronuncia la speaker olandese), per arginare il pressing del Twente che sfiora il pareggio.

Materazzi accorre ad ogni calcio piazzato sperando che, prima o poi, per la legge dei grandi numeri 😀 la dea bendata gli metta sul cabezon un pallone-goal che lo faccia risentire eroe.

Al fischio finale, saluta la claque 😀 , pardon, la Curva Nord, che in ogni partita inserisce almeno una volta  lo spot 😀 …  pardon, il coro, “Tutti pazzi per Materazzi”.  Lo stesso striscione che la Banda Bagaj espone da qualche tempo in Curva Sud 😯.

Matrix offrirà  loro un caffè a fine stagione? 😀

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Persa la partita e la testa: l’Inter guarda a Leonardo

Posted by ladycalcio su lunedì, novembre 22, 2010

La testata di Eto’o a Cesar è l’emblema dell’Inter  prosciugata nelle gambe e nei nervi.  Quando si dice perdere la partita e la testa.  Nell’undici Campione d’Europa non gira più nulla: i palloni che fino a poco tempo fa entravano in porta da soli anche su rimpalli o tiracci al volo, ora deviano sul palo o sul fondo anche se calibrati dal più vellutato dei piedi nerazzurri.

Non bastavano gli infortuni. Contro Benitez si accanisce pure Giove Pluvio, che allaga il campaccio del Bentegodi vanificando il gioco rasoterra e falsando le traiettorie del pallone. Lo stesso vale per il Chievo, mi direte. Sì, ma in questo modo la partita risulta falsata, e come tale, tende a volgere a favore della squadra più debole.

Il mio grande dispiacere è per il mister, gran signore, che nel dopopartita Sky è vittima del fuoco di fila di Massimo Mauro e Ilaria d’Amico. Rafa ha l’aria sempre più stanca e lo sguardo smarrito. Sono tutti lì per metterlo in difficoltà, ma lui conserva intatti l’aplomb e la consueta cortesia. Domandargli quale sia la sua impronta di allenatore su questa squadra è imbarazzante, ma purtroppo, sono queste le risposte che il popolo nerazzurro chiede al suo tecnico.

Cosa succede all’Inter, battuta persino dal modesto Chievo – e qual è la medicina per guarirla dal male oscuro? “Bisogna lavorare di più” ha continuato a ripetere Benitez in settimana. Ma allora, chi – se non lui – concede regolarmente ai giocatori due giorni di riposo dopo le partite e programma  certe settimane con 3 giorni di lavoro su 6? Vi sembra questo, “lavorare”, per i parametri di atleti professionisti?

La domanda più gettonata fra i tifosi è: “Come può la squadra Campione d’Europa essersi imbrocchita nel giro di un paio di mesi”? Qualcuno si domanda addirittura se i giocatori non remino contro Benitez e non stiano cercando di farlo fuori.

Per tagliare corto, concordo con l’analisi di Mario Sconcerti (Sky): “Mourinho l’ha sfinita questa squadra. Quando Mourinho va via da una squadra dopo 2 anni, è prosciugata quella squadra. Successe anche al Chelsea, perché… Mourinho è bravo a farsi dare tutto dai giocatori (…) questo è un disastro dove l’allenatore subisce semplicemente la squadra, non gestisce niente”.

Torno al mio dispiacere per Benitez. Secondo le informazioni di Ladycalcio, la testa non l’avrebbe persa solo Eto’o, ma anche la Dirigenza: salgono le quotazioni di Leonardo, candidato alla panchina nerazzurra dopo l’incontro con il Twente.

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MATERAZZI TITOLARE NEL DERBY: CHI L’HA VERAMENTE VOLUTO?

Posted by ladycalcio su martedì, novembre 16, 2010

Quando ho sentito che Materazzi avrebbe giocato titolare nel derby dopo mesi di assenza dal campionato, mi sono chiesta se Benitez avesse preso un colpo di sole. Quando nel pre-partita ho visto l’espressione impaurita di Matrix e la sua faccia abbassarsi davanti a tutte le telecamere, ho captato che qualcosa non andava.

Ogni volta che vedo la faccia di Benitez, noto che diventa sempre più rossa. Nella conferenza stampa dopo il derby,  quando gli è toccato difendere la scelta di aver schierato Matrix dal primo minuto, era paonazza.

Sabato, navigando in Internet,  ero capitata su un forum di tifosi nerazzurri che commentavano la scelta di Materazzi titolare: i commenti andavano da “è fantacalcio?” a “ma non era andato in pensione?”.

Si stava per buttare nella bolgia del derby – per di più contro un assatanato Ibrahimovic – un 37enne palesemente fuori condizione (basta osservarlo in allenamento), fragilissimo dal punto di vista nervoso, con all’attivo un contentino di 2’ + recupero contro la Roma risalente allo scorso 21 agosto, concessogli per fargli sollevare la Supercoppa di Lega da “protagonista” 😀 e per il resto, 14 panchine su 16 partite 😯.  Nel gioco a premi apparso sul Sito ufficiale dell’Inter, che invitava gli utenti Facebook a proporre e a votare la miglior formazione nerazzurra per il derby, l’opzione pressoché fissa era costituita da Cordoba e Lucio centrali. Per trovare un fedelissimo che caldeggiasse la candidatura di Materazzi per quel ruolo, bisognava scendere fino al 16° posto 😯 .

Che fosse una mossa assurda, insomma, data soprattutto la disponibilità della collaudata linea difensiva Santon, Lucio, Cordoba e Chivu, l’aveva capito al volo anche l’uomo della strada. Come poteva non capirlo Benitez, il tattico per eccellenza?

Taglio corto: da parte mia, sono convinta che Materazzi titolare nel derby non l’abbia voluto Benitez – come ho sospettato sin da quando ho appreso la notizia.

UN FULMINE A CIEL SERENO


Un occhio al calendario: no, non è il 1° aprile, è il 12 novembre quando su Sky Sport 24 va in onda questo servizio di Massimiliano Nebuloni: “Chi ha paura di Ibrahimovic? Non certo Materazzi, perché Benitez chiederà proprio a lui 😯 di arginare lo strapotere fisico dello svedese. Almeno, secondo le indicazioni dell’ultimo allenamento: Materazzi in coppia con Lucio e Cordoba dirottato a destra, al posto del deludente Santon. La carta è a sorpresa fino a un certo punto. È vero che Materazzi ha giocato appena 10 minuti in questa stagione, nella Supercoppa Italiana contro la Roma (2’ + recupero, ndr), ma fisicamente, è il difensore più indicato per marcare Ibrahimovic, perché lo conosce benissimo (il guaio è che anche Ibra conosce benissimo lui e la sua fragilità, ndr), e perché l’ha già marcato – con le buone o con le cattive – quando Ibra giocava nella Juve (sì, ma quanti secoli fa?, ndr). In più, Materazzi è l’uomo-derby per definizione e contro il Milan, negli ultimi anni si è sempre esaltato ( 😀 nel 2009-10, Matrix rimase in panchina in entrambe le stracittadine, nel 2008-09 venne espulso per proteste dalla panchina all’andata e non venne convocato per il derby di ritorno, ndr) . Dopo le stagioni da protagonista, è arrivato il tempo della panchina (vorrà ben dire qualcosa, no?, ndr), ma gestendosi bene, è riuscito a ritagliarsi tante soddisfazioni. Benitez lo premierà (guardatelo lavorare e poi ditemi per che cosa, per favore, ndr) assegnandogli una maglia da titolare nella partita che sente di più (…).  Capto nel buon Massimiliano un tono imbarazzato.

Se – data la stagione – è improbabile che Benitez abbia preso un colpo di sole, è altrettanto improbabile che un tecnico prudente, accorto e già poco incline a cambiare quale egli è, abbia rivoluzionato il reparto e l’assetto della squadra proprio in un’occasione delicata come il derby, quando disponeva di una linea difensiva (non certo stratosferica, ma pur sempre rodata e affiatata) con Santon-Lucio-Cordoba-Chivu.

Tanto più che Rafa, a quanto mi sembra, aveva finora fatto i numeri pur di lasciar fuori Materazzi.

Che Matrix fosse l’ultima scelta era stato dimostrato in Inter-Bari del 22 settembre, quando al posto di Samuel, vittima di una botta al ginocchio’, era stato fatto entrare Cordoba e non lui.

In Inter-Juve del 3 ottobre, dopo lo stiramento di Cordoba, il tecnico spagnolo aveva rivoluzionato la squadra pur di non metterlo in campo 😦 . Infatti, anziché affiancare Materazzi a Lucio lasciando intatto il resto dell’assetto (come sarebbe stato più semplice e più ovvio), aveva spostato Chivu centrale e inserito Santon sulla fascia al posto del rumeno.

In  Inter-Tottenham, il coro della claque – pardon, della Curva – “Tutti pazzi per Materazzi” avrebbe fatto da splendida cornice a un “contentino” last-minute per Marco, se è vero che, con il senno di prima, il temporaneo vantaggio di tre reti sugli inglesi sarebbe parso pressoché incolmabile. Eppure, nemmeno sul 4-1 Benitez l’aveva messo in campo.

In Inter-Brescia del 6 novembre, dopo il drammatico infortunio di Samuel, era entrato ancora una volta Cordoba.  Matrix non aveva trovato un minuto di spazio neppure a Lecce 😦 , sua città natale sede di precedenti contentini, nonostante l’indisponibilità di Samuel. Non pensate che a soli 4 giorni dalla stracittadina, se Benitez avesse avuto una mezza intenzione di utilizzarlo l’avrebbe provato almeno per un quarto d’ora?

Invece, nulla. Poi, d’improvviso, la sceneggiata multimediatica pre-derby. E dire che Benitez non aveva mai fornito anticipazioni su nessun giocatore, né i giornalisti si erano mai dimostrati così sicuri nell’interpretare gli schemi di un allenamento del venerdì costituito per metà da una seduta di scarico… Come non sospettare che dietro alla decisione ci sia stata una “mano ispiratrice invisibile”? Forse non era più possibile giustificare che Marco rimanesse al palo in assenza di Maicon e Samuel?

E dire che Ladycalcio non scriveva su Matrix da un mesetto…. Allora, cosa potrebbe aver scatenato la carica dei difensori d’ufficio? Mmmmmmmmm…

LO POMPANO COME UNA GOMMA SGONFIA


“Come una gomma sgonfia già dopo 5’” :D: così Andrea Elefante definisce oggi la squadra sulla Gazzetta dello Sport.

Eppure, nel disperato tentativo di “pompare” il dechappato Materazzi, venerdì e sabato era stata allertata la solita  “cordata mediatica”. Obiettivo:  sostenere l’insostenibile candidatura del “nostro” a uomo-derby a suon di titoloni, puntando su qualità che Matrix non ha – o perlomeno, a parte i centimetri, non ha più da un bel pezzo.

Sky Sport 24 martella ogni mezz’ora il rientro del gladiatore, la Gazzetta dello Sport (partner dell’Inter :D) si spreca in titoloni su Matrix proposto come “l’anti-Zlatan” – e tutto il gregge mediatico va a ruota.

Chi è il primo giornalista ospite di Countdown (Inter Channel)?  Guarda caso :D, Andrea Elefante, al quale si attribuisce “un’amicizia (con Materazzi, ndr) che va al di là di quello che è la vostra professione”.  “Carattere” 😀 , “rendimento difensivo importante” , “contrasto fisico importante su Ibrahimovic” e “doti caratteriali” sono i capisaldi dell’arringa di Andrea a sostegno dell’”amico” 😉 . Alla luce di come è andata, sembra quasi una barzelletta.

Al di fuori dell’”Esercito della Salvezza”, sorgono tuttavia i legittimi dubbi. Riccardo Signori a Benitez in conferenza stampa: “ Materazzi che torna dopo aver giocato pochissimo…  sappiamo tutti che è stato 😯 un giocatore di grande temperamento e di grande forza,  però certo, quando uno gioca così poco e poi è così anziano – fra virgolette –  eh, insomma,  questo potrebbe  preoccupare anche come resa.. Le serviva per dare una scossa di … come dire, di tempra :D, di grinta e di determinazione a una squadra che ogni tanto si ammoscia un po’?”

Sentite la risposta di Benitez: “Stiamo palrando di un derby, un derby ha bisogno di un po ‘ di passione. So, Marco ha passione, questo senza dubbio  può essere interessante per noi, vediamo…” Vi sembra una risposta?

SUL CAMPO  “KO FISICO,  TECNICO E PSICOLOGICO”

È il laconico giudizio di Sebastiano Vernazza (La Gazzetta dello Sport) sulla prestazione di Materazzi. In compenso, Vernazza regala a Matrix un generosissimo 5 in pagella. Lo stesso regalo – guarda caso -lo fa Andrea Sorrentino 😀 su “Repubblica”. Per la cronaca, la media dei voti assegnati dai tifosi a Matrix sul Sito ufficiale di FC Internazionale, è di 3 😯 . (Sempre per la cronaca, sull’omonimo sito la sottoscritta gli ha assegnato un 2, che “premia” anche la sceneggiata mediatica).  Per Tuttosport, esente da filointerismi, Materazzi è il peggiore in campo, così come per “Il Corriere dello Sport”.

LA FACCIA CE LA METTE BENITEZ


Reparto nuovo, cambio di assetto completo e 2 laterali che non spingono (Sky). Per dirla con “Il Corriere della Sera”, l’Inter perde il derby con “una linea che non si conosce e ne combina di tutti i colori”. Strana scelta, in una partita così delicata, per un tattico così prudente come Benitez, non trovate?

Il rigore provocato da Materazzi costa all’Inter la sconfitta, 6 punti di distacco dal Milan capolista (tutt’altro che irresistibile) e la discesa al 5° posto in classifica.

E al povero Rafa Benitez, tocca pure difenderlo . Secondo il tecnico, giunto al culmine del rossore, Materazzi avrebbe fatto un errore solo. Eh no, mister, così non ci fa una bella figura… 😦  la partita l’abbiamo vista tutti. Ma per chi vi avesse assistito distrattamente, ecco la cronaca di una prestazione disastrosa:

1° tempo – rigore procurato al 4’ per un clamoroso fallo in area su Ibra. Si tratta, oltretutto, di un doppio errore: Marco è in ritardo sull’avversario e  lo stende da dietro in scivolata con una “forbice”; per di più, investe (e mette a rischio) anche il compagno Lucio; 17’: un lancio lungo per Eto’o, completamente fuori bersaglio, finisce in terra di nessuno; 19’: Matrix fa segno a un compagno di coprire la sua posizione perché è in ritardo a rientrare: è rimasto nell’area avversaria e Robinho gli è andato via pericolosamente in contropiede; lo stesso avviene pressoché tutte le volte in cui si avventura nell’area rossonera per saltare sui calci piazzati, sperando che la buona sorte l’aiuti a rivalutarsi dall’erroraccio commesso mettendogli sul capoccione rasato il pallone del pareggio (ma qui ha ragione Andrea Elefante: “una magia come quella di Berlino non si vive mai 2 volte”); intanto, la copertura  della difesa nerazzurra su Ibra è sempre in ritardo: lo svedese si smarca, controlla e fa il bello e il brutto tempo;  22’: a un passo da Materazzi, Ibra aggancia al limite dell’area un pallone filtrante per Robinho , che segna in fuorigioco; 27’: Materazzi cerca la profondità, ma spedisce la palla in bocca ad Abbiati – e non è la sola volta; 41’: è la scena più imbarazzante. Ibra “lo fa ballare” da fermo al limite dell’area: rallenta, si ferma per un paio di secondi e attende l’arrivo di Gattuso. Matrix resta a lì fermo a guardarlo senza affrontarlo 😦 . Il numero 23 nerazzurro compie un paio di buoni salvataggi (sventa su assist di Ibra per Seedorf), ma è impreciso sui lanci. Ricordiamo che l’attacco del Milan è privo di Pato e Inzaghi e che dal 15′ del secondo tempo, i rossoneri rimangono in 10 per l’espulsione di Abate...…

2° tempo –  2’: Materazzi prende il piede di Seedorf quando questi aveva già tirato; 11’: finisce per terra su un tentativo di inserimento su calcio piazzato in area avversaria;  15’ si prende un rischio enorme, cincischiando su un doppio rimpallo al limite dell’area in mezzo agli attaccanti rossoneri.

Poco dopo, Marco lascia il campo in barella e viene portato all’ospedale.


TENGO A PRECISARE CHE…


…  sono sinceramente dispiaciuta del suo infortunio.  Parola d’onore, cari lettori: vendendolo a terra esanime sono rimasta, come tutti voi, in trepidazione e quando ho saputo che non era grave e che già in serata aveva fatto ritorno a casa, mi sono sentita sollevata. Il calcio violento di questi tempi ci ha riservato scontri dalle conseguenze che preferisco non ricordare…

Mi chiedo tuttavia come si sia potuto mandare Matrix allo sbaraglio contro un avversario palesemente più forte  sia fisicamente, sia mentalmente: un avversario malizioso, assetato di rivincita, agonisticamente spregiudicato e, dulcis in fundo, con il dente avvelenato nei suoi confronti…  Per di più, sulla scia di sceneggiate mediatiche che oltre a mettere in ridicolo Materazzi stesso, lo gravano di una responsabilità che non è nelle condizioni né fisiche né psicologiche per  sostenere…  non vi sembrano troppi, questi  errori, per un allenatore esperto?

Senza questo ennesimo teatrino, Marco si sarebbe risparmiato una figuraccia e una doppia mazzata sulla testa : fisica e psicologica. Invece, di  quello che è stato presumibilmente il suo ultimo derby, rimane il  colpo di Ibra, che va ad aggiungersi alla testata di Zidane su You Tube per il divertimento dei meno sportivi…

Calcisticamente parlando, è un vero peccato. Dal punto di vista umano e professionale, a Matrix è stato reso un pessimo servizio.

MATERAZZI NON RIESCE PIU’…


“Materazzi non ci arriva più e stende” – quando non si fa buttar fuori. Quante volte l’avete sentito dire al bar o dagli amici? E volete che Benitez non lo sappia e lo azzardi nel derby? Del resto, l’aveva capito benissimo anche Mourinho, dal cui avvento alla guida dell’Inter, Matrix non è più andato sull’uomo.

Materazzi aveva comunque continuato a distinguersi per l’eccellenza e la padronanza  del suo gioco aereo. Ora tuttavia, sembra essere andato in crisi proprio nella sua qualità migliore: non ha più il tempo nelle entrate di testa, non ha più neppure i riflessi.  Riguardate le (pochissime) partite che Matrix ha disputato negli ultimi mesi: in pressoché tutte vi è un episodio in cui si incoccia di testa con l’avversario o viene colpito con il braccio durante l’elevazione, dopo di che, rovina a terra a peso morto e tiene tutti con il fiato sospeso divincolandosi come un tarantolato. Un episodio simile nell’amichevole pre-campionato contro il Manchester City aveva generato grosse polemiche dopo l’espulsione di Vieira.

Materazzi vuol fare l’ultimo dei mohicani e finisce all’ospedale”, titola oggi Il Giornale.

Rieccolo contorcersi, rotolarsi con le mani sul volto, alzarsi, poi venire portato fuori dal campo in barella – sempre con le mani sul volto – e poi condotto all’ospedale di Niguarda in ambulanza – ancora con le mani sul volto… (ma perché continua a nascondere la faccia, da quando l’abbassa salendo o scendendo dal pullman a quando è nel tunnel degli spogliatoi?) Tutto ciò avviene attorno alle 22.20 ma (per fortuna) nonostante i tempi di trasporto, i tempi tecnici degli accertamenti e quelli delle pratiche del Pronto Soccorso, l’edizione di mezzanotte di Sky Sport 24 ci comunica che Matrix è già a casa: sta bene e non ha niente di rotto.

Ma sembra esserci qualcos’altro in lui che non funziona. Nel pre-partita Sky, Massimo Mauro (da studio) aveva chiesto a Billy Costacurta (inviato a bordo campo): “A quanto dai l’espulsione di Ibrahimovic e Materazzi?” Risposta: “Materazzi mi sembra quello più teso, te lo dico molto sinceramente”.

Ma su questo e su altri delicati aspetti, farò il punto fra qualche giorno.

LE CRITICHE A BENITEZ NEL POSTPARTITA SKY


Mario Sconcerti:Mi scusi Benitez, io vorrei capire una cosa: come siano arrivati alla scelta di Materazzi su Ibrahimovic, perché a me sembra che la partita sia stata decisa da un calcio di rigore molto molto strano, quasi dilettantesco… 😯   Materazzi ha giocato 5 partite delle ultime 50 dell’Inter 😯 , non ha mai giocato quest’anno… come si può mettere un debuttante 😯 sul giocatore  più pericoloso degli avversari?”

Benitez è sempre più rosso.  È imbarazzante per lui, per chi fa le domande, per tutti.

Ilaria d’Amico al tecnico dell’Inter: “Lei deve difendere le Sue scelte, però deve capire che è legittimo immaginare una tensione emotiva che arriva su una persona che ha grandi caratteristiche tecniche e fisiche, ma anche il limite emotivo 😯 , no… (Materazzi, ndr) è uno che sente molto le partite”…

Benitez visibilmente a disagio: “Ma quanti errori ha fatto? Uno solo, no?”  No, mister.  Ma il punto  è chi l’abbia mandato al macello contro Ibra: se è stato Lei – cosa che non credo -, non ho parole. Se invece è stato qualcuno che sta cercando un pretesto per licenziarLa, ora questo qualcuno ha tutta l’opinione  pubblica dalla sua parte…

RIECCO LA CLAQUE in sostegno di Materazzi – come volevasi dimostrare, non di Benitez 😉 – e riecco il sospetto che qualcosa in questa strana scelta del tecnico non quadri:

Per Alessandra Bocci (La Gazzetta dello Sport), Ibra” ha giocato bene a calcioni. Con i suoi piedi enormi ha spaccato una faccia (quella di Materazzi). Peccato che si sia trattato di una gomitata…

Per Andrea Elefante (“foglio rosa”), Materazzi continua ad essere  “quello che Benitez aveva innalzato come un baluardo, l’incarnazione della passione, del carattere (…)” 😀

Per il Presidente Moratti, “la squadra c’è” 😯 , ma “il derby si affronta per conto mio con una mentalità diversa”. Certo Presidente, magari a cominciare dalle scelte degli uomini (chissà se come per quel tragico rigore contro il Siena anche ieri sera si è lasciato sfuggire: “Materazzi ci ha fatto perdere la partita“…) e proseguendo con i programmi di allenamento… per la cronaca, infatti, l’Inter colpita da altri 2 infortuni (Milito e Obi), anziché defaticare le tossine del derby per prevenire altri guai, riposerà 2 giorni… 😦

Fortunatamente, Materazzi non è grave e a tarda sera è già tornato a casa 😉 . Oggi, il Sito Ufficiale di FC  Internazionale riporta l’esito degli esami di Obi e Milito, ma come al solito, tace su di lui, come se nulla fosse accaduto. L’Inter perde i pezzi non soltanto sul campo.

(La foto di Materazzi in barella sul campo è tratta dal Sito Ufficiale di FC Internazionale (www.inter.it, 14.11.2010)

https://calcioparole.wordpress.com/2008/11/24/perche-non-credo-piu-alla-sindrome-compartimentale-di-materazzi/

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Il derby senza Pippo

Posted by ladycalcio su sabato, novembre 13, 2010

Nel derby della Madonnina di domani mancherà un protagonista: Superpippo Inzaghi, vittima di un grave infortunio al ginocchio che lo terrà a lungo lontano dai campi.

A lungo ma non definitivamente: Pippo, classe ’73,  non intende certamente smettere. Ha ancora troppa voglia di calcio. Al di là di qualsiasi fede calcistica, credo che tutti i veri sportivi debbano ammirarne la passione e il coraggio e rammaricarsi che la sfortuna si sia ancora una volta accanita contro di lui.

Opportunismo, senso delle posizione, una valanga di goal … tanti decisivi, “qualcuno” in fuorigioco, uno (nella Finale di Champions League 2007), secondo chi scrive, viziato da una manina ma ciò che ammiro in lui è la passione che non si spegne, l’eterna motivazione nonostante le 37 primavere. Di Pippo mi piacciono lo spirito da ragazzino inteso nel suo significato più bello, l’amore per lo sport, l’attaccamento alla maglia che indossa … in poche parole, l’entusiasmo.

Non ci tedia – caso ormai rarissimo – con discorsi da pantofolaio del tipo “ora avrò più tempo per la famiglia” o “mi consolerò con i miei bambini“. Non mescola l’spetto calcistico ai discorsi da femminuccia su parto, gravidanza e allattamento come fanno abitualmente tanti suoi colleghi satolli e rammolliti.

Pippo vuole tornare a giocare a calcio. Nei suoi pensieri giovani c’è sempre il pallone. Gli auguriamo di tutto cuore di farcela anche questa volta. Il coraggio e la grinta per  lottare non gli mancano, le motivazioni per lavorare a fondo sul suo fisico nemmeno.

In bocca al lupo, Pippo!

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ROBERT ENKE UN ANNO DOPO

Posted by ladycalcio su giovedì, novembre 11, 2010

È stato un anno ieri. Un anno esatto da quel tragico 10 novembre 2009 in cui Robert Enke, portiere dell’Hannover 96 e della Nazionale Tedesca gravemente malato di depressione, si tolse la vita gettandosi sotto un treno. Il suicidio dell’”uomo da 3,5 milioni”, agli occhi di tutti un personaggio felice e di successo, sconvolse la Germania non solo calcistica, sollevando enorme scalpore e mille interrogativi.

Ieri, ad Hannover, tifosi e gente comune hanno ricordato il giocatore scomparso con una processione per le vie della città. La pioggia caduta per tutto il giorno, esattamente come un anno fa, ha reso l’atmosfera ancor più simile ad allora, risvegliando ricordi angosciosi: “Ero alle ultime settimane di gravidanza”, ricorda una tifosa, “e la notizia mi mise sottosopra. Enke per me era un amico”.

Sin dal mattino, il sindaco Stephan Weil aveva allestito un grande gazebo dominato da un’emblematica gigantografia di Enke con i guantoni levati al cielo. Sotto, un libro di condoglianze, e tutt’attorno, le numerose manifestazioni d’affetto dei tifosi: sciarpe, lettere, messaggi, tanti disegni di bambini… in parte, materiale raccolto per le strade un anno fa, che la Società Hannover 96 ha pensato di ripulire e conservare.

Attorno a mezzogiorno, nel cimitero di Empede si è svolta una breve cerimonia commemorativa alla presenza dei soli familiari e amici personali del giocatore e di una delegazione della Federcalcio Tedesca: il ct Joachim Löw, il DS della Nazionale Oliver Bierhoff e il Presidente Federale Theo Zwanziger hanno deposto una corona di fiori, alla quale si è aggiunta un’altra corona nei colori sociali dell’Hannover 69 da parte del Presidente del Club Martin Kind, con la scritta: “Non ti dimentichiamo”.

Ma a tener banco in questi giorni in Germania è il dibattito sulla cospicua presenza della depressione come male nascosto fra i calciatori della Bundesliga. Sembra infatti che dietro la gloria e gli onori dell’illusorio mondo del calcio si celino numerosi casi di soggetti ad alto rischio letteralmente schiacciati dalla pressione dello sport professionistico.

Del resto, sin dal giorno del suicidio di Enke si sospettò che questi non fosse il solo a soffrire della malattia.

Infatti, pochi giorni dopo la sua morte, la Germania venne nuovamente scossa dalla confessione pubblica di Andreas Biermann, difensore del St. Pauli: “Io, Andreas Biermann, 29 anni, sposato e padre di due bambini, calciatore professionista in forza all’FC St. Pauli, con molti infortuni alle spalle, soffro da diversi anni di depressione. Il 20 Ottobre 2009, ho tentato di togliermi la vita“.

Fino a quel momento, anziché chiedere aiuto e affidarsi alle necessarie cure specialistiche, Biermann aveva cercato di venire a capo dei suoi problemi da solo. Inutilmente.

La mia famiglia ed io desideriamo rendere pubblica la cosa per dare ad eventuali altre persone colpite il coraggio di aprirsi e di lasciarsi aiutare“, proseguì Biermann. “Inoltre, desideriamo risparmiarci di dover costruire una facciata di bugie per nascondere il mio reale stato di salute. Vogliamo affrontarlo pubblicamente e contribuire a far sì che questa malattia smetta di essere un tabù”.

Biermann si fece ricoverare e curare. La morte di Enke fu la sua salvezza:Mi resi conto che la persona descritta da Teresa Enke (la moglie di Robert Enke, ndr) ero al 100% io e che dovevo cercare aiuto”, dichiarò successivamente.

Prima di giungere alla decisione più sensata, il giocatore aveva cercato fortuna nel poker, rischiando di rimanere vittima del vizio del gioco. Attualmente, dopo essere stato respinto da squadre di 2^e 3^ divisione in quanto non garante della necessaria tenuta psicologica, svolge opera di sensibilizzazione pubblica sulla malattia e lavora a un libro sul tema. Sabato scorso, è stato ospite della trasmissione sportiva “Das Aktuelle Sportstudio” (ZDF).

È di una ventina di giorni fa la notizia che Stefan Schumann, 26enne centrocampista del FSV Zwickau (un club di 5^ divisione), ha a sua volta tentato il suicidio ingerendo un cocktail di farmaci.

Ieri, in un’intervista rilasciata al canale televisivo Sport 1, Ulf Baranowsky, ex- amministratore delegato del VDV (il sindacato tedesco calciatori, ndr) ha dichiarato che dopo la morte di Enke parecchi i professionisti militanti nella Bundesliga si sono rivolti alla struttura chiedendo aiuto.  Stando alle sue affermazioni, in tutte le squadre tedesche ci sarebbero giocatori bisognosi di assistenza; un calcolo approssimativo su tale base porta a stimare 100 giocatori ad elevato rischio.

Tornando alle commemorazioni di ieri, il Presidente Kind ha parlato di “ricordo ancora vivo”, senza nascondere il timore che l’anniversario possa tornare a sconvolgere la squadra. Squadra che ieri, dopo una rapida visita al gazebo, per decisione precauzionale del tecnico Mirko Slomka si è allenata a porte chiuse, al riparo dal clima di commozione e di rivisitazione della tragedia.

L’Hannover, dopo lo choc, inanellò infatti un’impressionante serie di sconfitte che lo condusse a un passo dalla retrocessione. Secondo Kind, ad acuire il trauma dei giocatori contribuì il fatto di aver portato fuori a braccia dall’AWDArena la bara del compagno. “Tremavo in tutto il corpo”, ha confessato Altin Lala. Ora, come precisa Kind, la squadra è per 1/3 nuova, e quindi, in tale percentuale è costituita  da giocatori che non hanno mai avuto contatti personali con Enke.

Fra le iniziative intraprese ai vari livelli, è doveroso menzionare la “Robert-Enke-Stiftung” (Fondazione Robert Enke, ndr), presieduta da Teresa Enke (www.robert-enke-stiftung.de), impegnata a dare sostegno alle vittime delle malattie cardiache infantili e delle malattie depressive.  Prima che dal suicidio del marito, la Sig.ra Teresa era infatti stata provata dalla morte di Lara, la sua bambina di otto mesi deceduta in seguito a una malformazione cardiaca. Ora, prosegue la sua vita allevando la figlioletta adottiva Leila e dà un senso al suo dolore impegnandosi per gli altri. Un esempio vero di amore e di coraggio, sul quale alcune  mantenute di ferro montate e nullafacenti sposate ai nostri giocatori farebbero bene a riflettere.

E mentre è in uscita un libro sulla breve vita di Enke, le autorità cittadine di Hannover hanno deciso di dedicare all’indimenticato campione la via adiacente allo stadio. Per chi conosce la capitale della Bassa Sassonia, il ramo dell’Arthur-Menge-Ufer che converge nella Seufzerallee prenderà ufficialmente il nome di Robert-Enke-Straße.

Link ai post dello scorso anno:

https://calcioparole.wordpress.com/2009/11/12/la-germania-piange-robert-enke/

https://calcioparole.wordpress.com/2009/11/18/tanti-troppi-enke/


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L’Inter dei musi duri fugge sul pullman

Posted by ladycalcio su giovedì, novembre 11, 2010

Escono dall’albergo senza espressione, distaccati, completamente indifferenti verso i tifosi assiepati da chissà quanto davanti al loro hotel per sostenerli ed acclamarli.

Chi con le cuffie in testa, chi guardando nel vuoto, chi con lo sguardo fisso a terra per il solo “timore” di dover firmare un autografo o concedere una foto, si precipitano sul pullman che li condurrà allo Stadio Via del Mare di Lecce.  Fossero così veloci sul campo, i giocatori nerazzurri!

Com’è andata Lecce-Inter (1-1) lo sapete già; sulle critiche al gioco e alla condizione atletica scadentissima dei Campioni d’Europa di indifferenza non sto a ripetermi.

Mi limito a una riflessione sull’antipatico episodio, colto nel bellissimo pre-partita di Inter Channel. Splendide – è doveroso sottolinearlo -le  immagini della città pugliese mandate in onda dal canale tematico nerazzurro: architetture sacre, scorci artistici, spunti di vita, suggestive atmosfere….  quando si dice “complimenti alla regia“…

Non altrettanto dicasi del modo vergognoso in cui i satolli professionisti nerazzurri hanno ignorato i sostenitori lì in piedi da ore: posso immaginare persone con tanti chilometri alle spalle per sostenere la squadra, residenti in Puglia con un’unica, attesissima occasione all’anno per salutare la squadra del cuore… che quasi quasi scappa!

Comodo fare gli appelli ai tifosi quando servono, vero?

Distinguo i “veterani” 😀 Biabiany e Coutinho (già assuefatti all’affetto dei tifosi?), poi Obi, Nwankwo, Castellazzi... peggio che mai i Primavera Natalino e Gallinetta – pivelli che non hanno nemmeno incominciato ad assaporare questi momenti – e Chivu – che pure ha rischiato di non assaporarli mai più.  Stessa scena per i membri dello staff tecnico Baresi e Valero…. Arriva Rafa Benitez, che finalmente sorride e fa un paio di cenni di saluto con la mano… Poi, di nuovo i volti di pietra di Cordoba, Stankovic, Milito e Materazzi, che ignorano letteralmente chi li circonda. Cosa riuscirebbero a fare nella vita gli dei della pedata se non esistessero i tifosi? I fattorini? I magazzinieri?

Eto’o, che si era cortesemente fermato a firmare un paio d’autografi sulla porta dell’hotel, viene scortato con sollecitudine” 😦 alla porta del pullman da uno zelante addetto vestito di nero  “scorbatto” (come si dice a Milano), con il tesserino al collo e l’aria da protagonista. Salito sul pullman l’ultimo giocatore, Eto’o appunto, l'”italiano con il tesserino al collo” (ci piacerebbe sapere agli ordini di chi) completa il suo momento di gloria strizzando l’occhio e facendo il gesto del pollice in su in direzione della porta.

Nessuno ha gridato “andate a nascondervi”?

PS

Per la cronaca, come dall’ “Agenda allenamenti” pubblicata sul Sito Ufficiale di FC Internazionale, anche domani l’Inter riposa 😀 . Dall’11 al 16 novembre, questi esausti signori 😀 RIPOSERANNO 3 GIORNI SU 6 😯 . Nei restanti 3 giorni di “lavoro” 😀 , giocheranno il derby un giorno, mentre negli altri 2 si alleneranno un paio d’orette al mattino e avranno la restante mezza giornata libera.

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IN BOCCA AL LUPO, WALLY!

Posted by ladycalcio su lunedì, novembre 8, 2010

Ladycalcio e tutti i lettori di “Calcio e Parole“, rattristati dal drammatico infortunio subito sabato sera da Walter Samuel, porgono a “The Wall” un grosso in bocca al lupo per l’intervento chirurgico di domani e si augurano di rivederlo al più presto in campo come nella foto.

A presto, Wally!


(Foto tratta dal Sito Ufficiale di FC Internazionale, http://www.inter.it, 22.8.2010)

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Inter-Brescia 1-1: nerazzurri più scoppiati del pallone

Posted by ladycalcio su domenica, novembre 7, 2010

È scoppiato persino il pallone in campo e l’arbitro Gava è caduto tre volte. Più che il resoconto di una partita di calcio, quello di Inter-Brescia sembrerebbe un bollettino di guerra:  Maicon fuori per un probabile ennesimo stiramento, Sneijder svenuto negli spogliatoi, Samuel vittima di un infortunio le cui drammatiche immagini non lasciano purtroppo presagire nulla di buono. Ciò che mi preme innanzitutto dire è che tutti noi sportivi porgiamo di cuore a Walter i migliori auguri di pronta guarigione; sui possibili perché della falcidie di infortuni che sta decimando i nerazzurri ci interrogheremo in altra sede.

La partita ha messo impietosamente in luce quanto l’Inter sia fisicamente alla frutta. Ma per favore, smettete di cercare un capro espiatorio in Benitez e di bersagliare il tecnico di domande sui ruoli precari che è costretto a inventarsi al centrocampo.

Ribadisco il concetto già espresso dopo la sconfitta di Londra: il crollo e la fragilità dei giocatori nerazzurri sono da ricercarsi nella mancanza pressoché assoluta di una preparazione atletica estiva, sacrificata dalla Società alla remunerativa logica delle amichevoli transoceaniche; del resto, signori, se esiste un segreto per allenarsi pochi giorni, iniziare immediatamente a gareggiare e sbaragliare gli avversari per tutta una stagione…. prego, fatecelo sapere, a beneficio di tutti coloro che prima di presentarsi ai blocchi di partenza, per settimane intere corrono, sudano in palestra e lavorano sull’elasticità muscolare e sulle posture!

Dunque, il Presidente Moratti farebbe meglio a lasciare in pace il suo attuale tecnico e a ricercare le colpe del crollo nella gestione societaria e nella mancata campagna acquisti, magari facendo un pensierino a come il suo eroe Mourinho, promotore dei ritiri transoceanici, se la sia battuta in terra di Spagna dopo aver spremuto i giocatori come limoni la scorsa stagione…

È inutile sbizzarrirsi in analisi tattiche su moduli, posizioni sul campo e schieramenti: i nerazzurri sono completamente scoppiati fisicamente. L’Inter non tiene il campo non perché il suo tecnico sbagli modulo, ma perché non corre; perché gli avversari sono il doppio veloci e la fanno ballare; perché Milito, Pandev & Co. sono le ombre degli irresistibili goleador di pochi mesi fa e non la mettono dentro neppure da un metro; perché a Benitez sono stati negati i necessari rinforzi; perché il centrocampo, con quasi tutti i titolari infortunati, è inesistente.

A questo proposito, dopo gli infortuni di questa sera e il malore di Sneijder (secondo caso dopo Zanetti), sarebbe “forse” 😀 il caso di interrogarsi anche sulla gestione medica della squadra e sul lavoro dello staff sanitario… o no?

L’Inter, dopo aver agguantato il pareggio casalingo contro il Brescia in zona retrocessione solo grazie a un rigore a dir poco dubbio, fa la conta dei feriti. Quanto alle statistiche delle ultime giornate, parlano di 4 pareggi interni consecutivi e soli 4 goal nelle ultime 6 partite di campionato.  Ora, dopo la trasferta a Lecce, sarà la volta del derby

Ma anziché far defaticare immediatamente i suoi uomini malconci dalle tossine del match per scongiurare nuovi infortuni, Benitez annulla inspiegabilmente la seduta di scarico prevista per domenica mattina e concede alla squadra l’ennesima giornata di riposo.

Chi sarà il prossimo a lasciarci le gambe?

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JOSE’ MOURINHO: D’ORA IN POI LO CHIAMERANNO TRINITA’

Posted by ladycalcio su venerdì, novembre 5, 2010

Era arrivato a Milano tronfio e pettoruto, convinto di sbancare San Siro.

Attesa mediatica neanche stesse per arrivare il Messia: tutti ad aspettarlo, tutti ad acclamarlo, tutti a pendere dalla sua bocca per catturarne una smorfia che facesse copertina o l’ennesima frase celebre a rimpinguare la già ricca collezione. C’è chi dice che faccia personaggio. C’è chi si perde la diretta di Tottenham-Inter per  aspettarlo ai cancelli del Meazza o sotto l’Hotel Melià di Milano. Per dirla con Sky, “liberi di scegliere”

Gridargli “sei tu il mio dio” però, mi sembra davvero troppo.

Il dio dell’arroganza arriva a San Siro a bordo del pullman del Real. Strano che il bus non abbia  i finestrini oscurati neri come la pece come quelli del pullman dell’Inter. Strano soprattutto per  uno come Mou, talmente insofferente agli sguardi dei tifosi da calare loro in faccia la tendina del finestrino del treno Frecciarossa in partenza per Firenze in risposta al loro affetto .

Sotto sotto, Mourinho è un bambino capriccioso, con un bisogno irrefrenabile di attirare continuamente l’attenzione su di sé. Da qui le tre dita ai tifosi milanisti fuori da San Siro, l’ultima trovata della serie per “farsi vedere”. Alla stregua degli adulti infatuati che assecondano i piccini capricciosi, ecco giornalisti e cronisti pronti a dargli corda: quali dita? Perché non pollice, indice e medio, ma indice, medio e anulare? È quanto basta per  imbastire un dibattito a cui far fare il giro del mondo; quanto basta per riempire giornali e notiziari; quanto basta per far capire a che livello di imbecillità è giunto questo mondo.

Su TeleLombardia, Tiziano Crudeli fa notare come il “pellegrinaggio” dei giocatori dell’Inter all’albergo del loro ex-tecnico non sia esattamente un beau geste verso Rafa Benitez, soprattutto dopo la sconfitta di White Hart Lane. Chi entrando dalla porta davanti, chi dalla porta dietro, vi si reca mezza squadra. Mancano solo oro, incenso e mirra e una mangiatoia in cui adagiare il bambin José. A onor del vero va detto che, non essendosi trattato di un evento ufficiale bensì di visite in forma privata, ciascuno ha il diritto di andare a trovare chi desidera. Certo, la processione del rimpianto non è il massimo verso l’attuale tecnico.

Sul vantaggio del Real, riecco quell’espressione da sparviero di Mourinho. Ma riecco anche Superpippo Inzaghi, vendicatore rossonero delle aree di rigore. Ci pensa lui, l’inossidabile, a infilare due volte Casillas. “Il primo goal nasce da una situasione che non è una situasione “, è la disamina tecnica di Mou su Sky a fine gara. Quanto al secondo, è effettivamente in fuorigioco, come nella miglior tradizione di Inzaghi.

Se Superpippo rovina la festa a Mou, Pedro Leon rovina la festa al Milan con il pareggio al 93’. Il pallone passa in mezzo alle gambe di Abbiati, come nella miglior tradizione della scuola Dida.

A questo punto, più che da un’altra Champions League, la bacheca di Mourinho meriterebbe di essere arricchita da una riedizione aggiornata di quel famoso libro di Gene Gnocchi.

Superpippo ne esce con il record di goal in Europa, il dio del calcio con l’ego ferito dall’ex-aequo con quel comune mortale 😉 di Massimiliano Allegri e con una squadra rossonera tutt’altro che galattica. In mancanza d’altre trovate, esce dal campo mimando un altro “tre”.

Ma può pur sempre saziarsi dell’orgoglio che, d’ora in poi, lo chiameranno Trinità.

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Tottenham-Inter: atleti battono calciatori 3-1

Posted by ladycalcio su mercoledì, novembre 3, 2010

La doppia sfida contro il Tottenham ha messo  impietosamente in luce il divario fisico-atletico fra il calciatore-tipo – per intenderci, “quello che si allena con la palla” – e chi viene dal rugby o dall’atletica  leggera, sport che costruiscono il fisico e la mente.

Lo sostengo da una vita: senza una preparazione atletica di base impostata sulla corsa e sulla potenza aerobica (dunque, sull’ottimizzazione dei meccanismi energetici dell’organismo) non si costruisce un buon atleta.

Ho notato come nelle dichiarazioni rilasciate ieri sera nel postpartita da Rafa Benitez ricorresse il termine “intensità”:  gli inglesi hanno mostrato voglia e intensità,  l’Inter ha puntato sul possesso palla per controllare la velocità e l’intensità dell’avversario… e ancora, il Tottenham su contropiede ha fatto la differenza, Bale aveva troppo spazio, quando corre non è facile fermarlo

Il punto è che intensità, contropiede e marcatura a uomo sono strettamente  subordinati alla velocità e alla capacità di sostenere a lungo ritmi elevati. In altre parole, a una buona condizione atletica.

Purtroppo, nel giustificare i numerosi infortuni di cui sono attualmente vittime i suoi uomini, Benitez ha parlato di un lavoro svolto all’80 % con la palla, lo stesso  adottato lo scorso anno da Mourinho. E proprio da qui originano, a mio avviso, la condizione scadente e i guai muscolari in casa nerazzurra : l’Inter difetta di un’adeguata preparazione atletica di base, sacrificata alla logica delle amichevoli e dei ritiri estivi  transoceanici, dei diritti televisivi e degli interessi economici in capo al mondo.

La colpa è di Benitez? No.  Anzi, purtroppo per lui, Rafa eredita il retrobottega della sfavillante reggia di Mourinho e gli errori del suo predecessore: giocatori spremuti per tutta la scorsa stagione dopo essere stati allenati quasi esclusivamente con la palla – peraltro, senza un adeguato turnover – lasciatigli in eredità esausti e mezzi rotti.

Con tutto ciò, il tecnico nerazzurro avrebbe almeno potuto cambiare la marcatura su Bale,  che lasciava regolarmente sul posto Maicon.

Fisicamente loro sono stati più forti e veloci”, ha riconosciuto Rafa, aggiungendo: “ dobbiamo lavorare di più sul piano tattico e fisico”. Il guaio è che il piano fisico avrebbe dovuto essere curato all’inizio della preparazione, in luogo delle remunerative amichevoli e dei “viaggi turistici” in USA e che, ora come ora, i ritmi degli impegni ravvicinati non consentono di recuperare il lavoro non svolto a tempo debito.  Peraltro, nelle occasioni in cui le soste per le nazionali avrebbero concesso ai non convocati una preziosa settimana per lavorare con calma, ho sempre visto scattare il “meccanismo perverso” dei  2-3 giorni di riposo passivo, dopo i quali, il tempo deputato all’allenamento dei professionisti 😀 nerazzurri rimaneva come sempre ridotto a una sola seduta giornaliera di circa novanta minuti. Ebbene:  corre di più il “tapascione” (per i non milanesi, il podista amatoriale) che fa jogging lungo il Naviglio.

Intanto, nella partita che avrebbe potuto dare all’Inter la qualificazione agli ottavi di Champions League, si è fermato anche Muntari.  Ma anziché scongiurare ulteriori infortuni defaticando le gambe dalle scorie della partita con del recupero attivo, anche oggi l’Inter riposa…

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