CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

Archive for agosto 2009

MILAN FATTO IN QUATTRO

Posted by ladycalcio su domenica, agosto 30, 2009

Le facce di Leonardo e Tassotti in panchina – e più ancora quelle di Galliani e Berlusconi in tribuna -, la dicono più lunga di mille analisi tecniche: sono l’emblema della disfatta del Milan, travolto da un insolito destino nel nerazzurro derby d’agosto. Una data, quella del 29 agosto 2009, destinata a rimanere impressa nella storia della stracittadina milanese non tanto per l’inedito, bensì per aver rappresentato una delle pagine più nere del “grande Milan”. Una data con tutte le credenziali per essere contrapposta, da parte dei cugini interisti, al 5 maggio e ai relativi sfottò a lungo subiti.

Il diavolo esce da San Siro con le corna a pezzi e cade rovinosamente dai piani alti della classifica a cui si era illuso di appartenere dopo la fortunosa prima di campionato. Il verdetto del campo è crudele, inoppugnabile, non lascia scampo ad appigli o a scuse di alcun genere. Ai tifosi del club più titolato del mondo, presi di mira dagli sfottò dei  cugini,  non resta che alzare bandiera bianca: “Non sparate sulla Croce Rossa”…”siamo a pezzi”… “siamo da Serie B”… commenta la fazione dei depressi.  Qualcuno guarda già avanti: “Ma al ritorno vedrai…” (“che magari andrà anche peggio”, gli fa eco un interista). Qualcun altro guarda ancora più avanti: “Io credo risorgerò”… intona un rossonero mistico parafrasando il noto canto della celebrazione delle esequie. Un amico milanista furbacchione che ieri sera non ha certo goduto, cerca di rifarsi a modo suo, abbracciandomi e stampandomi sulla faccia quattro appassionati bacioni rossoneri per consolarsi di altrettante pappine.

Cosa si è perso chi era ancora in vacanza! Abbandonato il calcio camomilla del pre-campionato, l’insolito derby agostano ci restituisce finalmente lo spettacolo del pallone, a cominciare dai rapidi capovolgimenti di fronte di una partita avvincente: inizialmente più lenta e macchinosa, l’Inter sembra ancora difettare negli automatismi a centrocampo. Poi, un’alternanza di emozioni: la bordata del neoacquisto Sneijder che illude i sostenitori nerazzurri, gli insidiosi contropiedi del Milan, Lucio che perde l’uomo e Mourinho che se la prende con i rilanci lunghi di Cesar.

Il siluro di Motta e il rigore trasformato da Milito non spiazzano soltanto il bravo Storari, ma mandano in barca un Milan che aveva fatto acqua per tutta l’estate. Fra i rossoneri non funziona più nulla: Gattuso, azzoppato, chiede ripetutamente il cambio, ma Seedorf, chiamato a rilevarlo, non indossa la maglia da gioco e non è pronto per la sostituzione. “Ringhio”, già graziato dall’arbitro Rizzoli con il giallo dopo un fallo in area su Eto’o lanciato a rete, entra duro su Sneijder e si fa espellere, mandando a quel paese Leonardo.

Cannonata di Maicon sul finire del primo tempo, e sono tre! Sugli spalti l’atmosfera è surriscaldata in tutti i sensi, tant’è vero che per Fabio Caressa (Sky), anziché il canonico tè caldo, “l’arbitro manda tutti a prendere qualcosa da bere”. L’Inter si sta già bevendo il Milan: funzionano finalmente il gioco palla a terra, gli schemi e le triangolazioni innescate dai neoacquisti Motta, Milito, Eto’o e Sneijder, che sorprende per  la padronanza e la tranquillità con cui esordisce nella stracittadina meneghina.

A metà del secondo tempo, dopo il 4-0 di Stankovic, i tifosi rossoneri cominciano a sfollare. Lascia gli spalti (e il posto vuoto in tribuna accanto a Galliani) anche Silvio Berlusconi.

“Stragode l’Inter” titola La Gazzetta dello Sport. “L’Inter umilia il Milan”, le fa eco Il Corriere dello Sport. Tuttosport ribadisce il concetto: “L’Inter schianta il Milan”.

Tuttavia, per gli interisti è ancora presto per illudersi: non dico che la sonante vittoria non faccia testo; il bel gioco dei nerazzurri si è visto, gli automatismi di squadra anche. E non dimentichiamo l’assenza di Cambiasso… Ma teniamo presente che il Milan è una squadra allo sfascio. “Domani è un altro giorno”: dichiara Mourinho a Sky nel dopopartita riprendendo le parole di Rossella O’Hara – e guarda già avanti.

Ladycalcio guarda per un attimo indietro al maggio 2007, quando era stata l’unica a pronosticare l’amaro declino degli allora Campioni d’Europa

Buona rilettura…

https://calcioparole.wordpress.com/2007/07/01/milan-campione-d%E2%80%99europa-2007-fu-vera-gloria-2/

https://calcioparole.wordpress.com/2007/07/01/15/

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Sorteggi di Champions: Inter contro Ibra e Milan contro Kakà

Posted by ladycalcio su giovedì, agosto 27, 2009

Quando si dice che la vita ha più fantasia di un film. La mano dispettosa del destino riporta a Milano Ibrahimovic e Kakà, i due gioielli involatisi in terra di Spagna, contro le rispettive ex-squadre. Inter ( girone F) contro il Barça Campione d’Europa e Milan (girone C) contro Real Madrid: chi l’avrebbe mai detto? Neanche la regia di una mente perversa avrebbe potuto inscenare un thriller più accattivante.

Già, perché più che come Inter-Barcellona e Milan-Real, i confronti sanciti dall’urna verranno visti e vissuti dai tifosi come Inter contro Ibra e Milan contro Kakà. Senza naturalmente dimenticare che sul “luogo del vecchio amore” torneranno anche Maxwell da una parte ed Eto’o dall’altra. Credo che dovremo aspettarcene delle belle. Già immagino la pretattica di Mourinho, la sua espressione truce e il suo mutismo in conferenza stampa davanti ai giri di parole con cui i giornalisti tenteranno di carpirgli moduli, strategie di turnover e brandelli di formazione.

Per quanto mi riguarda, mi diverto molto di più a leggere i timori e le insicurezze che lo Special One tenta invano di nascondere dietro quello sguardo fiero e quell’atteggiamento di superiorità e di impenetrabilità (così crede lui), consapevole che l’esame di spagnolo, sua materia ostica, non sarà esattamente una passeggiata. Avremo tempo per parlarne, ma il girone dell’Inter, completato dalla Dinamo Kiev e dai campioni di Russia del Rubin Kazan, non mi pare esente da rischi, primo fra tutti la velocità delle squadre dell’est, peraltro più avanti delle nostre nella preparazione. A Mou toccherà dimostrare di essere davvero speciale…

In casa rossonera, ironia della sorte, il Milan ritrova anche un Marsiglia foriero di ricordi bui in tutti i sensi.  Leonardo, ringalluzzito dai due punti di vantaggio sui cugini dopo la prima di campionato, oltre che gli avversari dovrà affrontare il fantasma di Carletto Ancelotti, specializzato nel tirare a lucido per le serate europee il suo vecchio e arrugginito Milan.

Più agevole, sulla carta, il compito della Juventus contro il finora poco esaltante Bayern di van Gaal, autore della sua peggior partenza in Bundesliga degli ultimi 43 anni. Peggio non era riuscito a fare neanche Jürgen Klinsmann. Difficile invece il girone della Fiorentina, che si ritroverà di fronte squadre esperte come il Liverpool e il Lione.

Posto che non esistono più le squadre-materasso, le compagini inglesi non dovrebbero aver problemi a superare il turno. Già detto del Liverpool, il Manchester United (girone B) dovrebbe infatti aver ragione di Cska, Besiktas e Wolfsburg, Il Chelsea (girone D) di Porto, Atletico Madrid e Apoel Nicosia e l’Arsenal (girone  H), di AZ Alkmaar, Olympiakos e Standard Liegi.

Chi vivrà vedrà. Da qui a maggio, può succedere tutto e il contrario di tutto. Ladycalcio non dà nulla per scontato e non fa eccezioni neppure per lo Special One…

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Inter poco speciale

Posted by ladycalcio su lunedì, agosto 24, 2009

Mangerà il panettone, Mourinho? La domanda è molto meno precoce di quanto potreste pensare. Soprattutto, mi suona sempre più “reale” nonostante l’avvenuto rinnovo dello Special One con l’Inter, tanto più che i rinnovi di contratto in casa nerazzurra  sembrano ormai fatti apposta per essere rimessi in dubbio un paio di settimane dopo.

Rombo, tridente, cambi di modulo… riecco il 4-2-4 kamikaze e gli stessi difetti visti in Supercoppa e al Trofeo TIM: la Beneamata crea gioco ma non concretizza, appare poco affiatata e rischia la beffa da parte dell’ennesimo  avversario tecnicamente inferiore. Stavolta si tratta di un Bari dalla giovanissima e coriacea difesa, abile su contropiede, che sul finale sfiora addirittura il colpaccio a San Siro. Giustamente raggiante Ventura e giustamente accigliato Mourinho, artefice di un faraonico pre-campionato intercontinentale e di una campagna acquisti “esagerata”. Un aggettivo, quest’ultimo, che ai giorni nostri va di moda nel significato di “grandioso”, ma che in questo caso recupera tutto il  suo significato letterale, dato che la squadra, nonostante i nomi di spicco, mi sembra un esubero di giocatori tutt’altro che compatti e compatibili fra loro.

È soltanto una questione di affiatamento? Purtroppo per Mou, non credo. Più che rinnovata, l’Inter mi sembra infatti snaturata rispetto alla naturale progressiva evoluzione che una compagine dovrebbe subire nel corso degli anni – tutt’altra cosa rispetto a un colpo di spugna che spazzi di botto uomini e schemi per ridisegnare un undici “artificiale” ben diverso da un insieme vincente.

In soldoni, il rischio è che dopo i milioni a palate spesi da Moratti per esaudire tutti i pallini del suo volubile tecnico, l’Inter si ritrovi con “troppi galli in un pollaio” che non riescono a fare squadra e con un tecnico con la voglia di fare le valigie. Come se per costruire la squadra più forte del mondo bastasse prendere gli undici migliori giocatori del pianeta, ruolo per ruolo,  e metterli in campo!

“Attenzione al Milan”, mi dice un amico, “ quando sembra morto resuscita dalle sue ceneri come l’araba fenice”. Verissimo. Il Milan ha sette vite come i gatti neri e un derby casalingo in calendario contro i cugini per sabato prossimo, seconda di campionato, che affronterà forte di un duplice vantaggio: quello  psicologico e quello del fattore campo. Quanto alla Juve di Ferrara, non si può certo dire che brilli. Più calibrata ed essenziale durante la preparazione estiva, ha lavorato più in sordina ed è comunque meno gravata dal peso delle aspettative.

Come prevedibile, Mediaset e buona parte della stampa gongolano al mezzo passo falso dei nerazzurri: non sembra loro vero di vedere l’Inter in classifica dietro Milan e Juve. Ma via, signori, la stagione è lunga… bisogna arrivare a maggio e da qui a là chissà quante cose faranno in tempo a cambiare!

Chi non cambia mai è Materazzi, che Enzo Bucchioni (Il Giorno) definisce eufemisticamente “iper-gladiatorio”: la sua entrataccia su Alvarez, come da “piatto forte” dopo il 40′, è da rosso diretto, in barba alla plateale espressione con gli occhi sgranati dalla meraviglia a cui Matrix ci ha ormai abituati. Eloquenti le espressioni di Cambiasso (infortunato) e di Moratti & Co. in tribuna, prontamente inquadrati dalla regia di Sky. Non bene, stavolta, il numero 23 nerazzurro:  perde più di una volta il tempo sulle punte avversarie, manca un rientro e pasticcia con Lucio. E per evitare di finire in 10, Mourinho deve sprecare una sostituzione e rimpiazzarlo con Cordoba.  Dunque, è perfettamente inutile che durante la rassegna stampa di Inter Channel, oggi curata da Nagaja Beccalossi, la regia faccia i salti mortali per inquadrare le pagelle dei quotidiani in modo da nascondere i suoi voti e i commenti negativi alla sua prestazione: è ovunque meritata insufficienza e meritata critica.

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Materazzi, quelle voci di mercato…

Posted by ladycalcio su mercoledì, agosto 19, 2009

Peggio potrei aspettarmi solo da José Mourinho, con il suo famoso 99 per cento, la tentazione Real e certe frasi sibilline pronunciate nel pre-campionato.

Soltanto il primo luglio scorso, Marco Materazzi aveva ufficializzato il prolungamento del suo contratto con l’Inter di ben 3 anni, giurando fedeltà eterna ai colori nerazzurri. “Sarò nerazzurro a vita” aveva annunciato trionfalmente sul suo blog, “(…) Era quello che avevo sempre desiderato, da quando dell’Inter sono diventato un tifoso 🙂 almeno quanto un calciatore”.

Dopo le sfiatate sirene inglesi dello scorso inverno e una ridda di bufale sul presunto interessamento da parte delle squadre più improbabili, Matrix era così assurto a sempiterno mito nerazzurro, immolatosi alla Beneamata con un contratto “spalmato”: un eroe di modestia e dedizione alla causa, in contrapposizione agli esosi mercenari del calcio moderno.

Ma ora, a meno di un mese e mezzo di distanza, il giocatore  torna ad essere oggetto di voci di mercato altrettanto improbabili (e di dubbio gusto), che vedrebbero un Materazzi “dal cuore laziale” 😦  nel mirino di Lotito.

È impensabile che un giocatore passi il tempo a smentire ogni singola voce o gossip che lo riguarda, mi direte. Vero, se non fosse che un certo virgolettato, tutt’altro che di smentita, viene attribuito a Claudio Vigorelli, agente del giocatore. E che tale virgolettato gira  per la Rete da alcuni giorni senza convincenti prese di posizione da parte dei diretti interessati.

Premetto che ho già liquidato la vicenda come la bufala di fine estate, o tutt’al più, come l’ennesimo goffo tentativo di tener desta l’attenzione attorno ad un Materazzi che ancor prima dell’inizio del Campionato ha già inaugurato la tribuna (in Supercoppa) e il rosso diretto per proteste (al Trofeo TIM).

Basti vedere com’è nata questa voce. Il primo sito a riportarla, il giorno di Ferragosto (!), sarebbe stato “La Lazio siamo noi”, sito di tifoseria biancoazzurra che attribuisce a Vigorelli la seguente dichiarazione: “Marco deciderà il suo futuro”. A seguire, il tam tam sulla Rete (con qualche timido accenno da parte dei quotidiani più in difficoltà a riempire le pagine agostane) a suon di “dico e non dico”, anch’essi virgolettati, da parte dell’agente: “Marco all’Inter è sempre stato bene ed ora ha un contratto rinnovato. Adesso però sta a lui decidere cosa fare. Nell’Inter attualmente è una seconda scelta”. “Da qui al 31 agosto tutto è possibile” si legge su vari portali, fra cui Sport MediaSet.

Ricorderete come Ladycalcio avesse fatto dettagliatamente il punto sulle stranezze del rinnovo del Numero 23 nerazzurro, ufficializzato dopo un travaglio da parto trigemino. “Non è che già dal prossimo mercato di riparazione” – scrivevo il 26 giugno scorso – “dopo un’altra manciata di panchine e tribune… taca banda, giornalisti amici e procuratori ricominceranno a spararcelo a salve in tutte le squadre più scalcinate o improponibili d’Italia e d’Europa? Già Il Messaggero del 22 giugno ipotizza per lui un prossimo futuro alla Lazio (…). Allora, a che gioco giochiamo?” Ancora una volta, ci avevo visto bene. Anzi, Vigorelli e Materazzi hanno addirittura precorso i tempi!

Vigorelli casca da Marte e non ha mai pronunciato quelle frasi? Nel caso, il sempre più brillante consulente di Materazzi –  e Materazzi stesso – dovrebbero prendersi la briga di smentirle al più presto. Prendendo posizione ufficialmente, non buttando lì frasette sibilline che lascino intendere tutto e il contrario di tutto.

Ritengo infatti che un professionista che sappia anche solo vagamente dove stanno di casa la serietà e la professionalità (oltre che il buon gusto), non dovrebbe permettere a tali virgolettati di fare indisturbati il giro della Rete a poco più di un mese dal rinnovo di un contratto con un Società di nome FC Internazionale, che Matrix farebbe bene a tenersi cara senza prodursi in ulteriori “uscite” .

Viene inoltre da chiedersi perché quanto sopra non accada, ad esempio, a Fernando Torres (che ha dichiarato e mantenuto il proposito di rifiutare qualsiasi offerta per lasciare il Liverpool), a Javier Zanetti o al Cuchu Cambiasso. Probabilmente, questi giocatori non hanno bisogno di attirare l’attenzione facendosi ripetere ad oltranza dagli irriducibili e dai parenti più o meno prossimi “non te ne andare, resta con noi”…

Altra “perla” che conferma come la notizia sia costruita sul nulla, è l’attribuzione dei dubbi di Matrix all’arrivo di Lucio. Come se Materazzi, nel momento di prendere la decisione di restare all’Inter (squadra in grado di offrirgli occasioni di impiego sul campo, di vittorie e di prestigio), non avesse già saputo che la Società era alla ricerca di un altro difensore centrale – poco importa se anziché Carvalho è arrivato Lucio.

Last but not least, come pensare che l’amorevole Matrix sconvolga gli impegni scolastici degli amati rampolli?

Alla luce di tutto questo, rimango convinta che Materazzi possa ancora giocare e vincere con l’Inter, ma non credo più che lo vedremo staccare il biglietto d’aereo per Sudafrica 2010: per come lo vedo, mi sembra sempre peggio consigliato e peggio gestito, né ha ancora capito quanto care possano costare, nella sua posizione,  le parole buttate lì a vanvera.

Decida se si sente ancora da Inter o se preferisce farsi spalmare sul panino ferragostano in quel di Roma. Ma lo faccia una volta per tutte, risparmiandoci queste moine. Il mio augurio sincero per i suoi 36 anni, peraltro splendidi, è di continuare a godere della salute e della forma fisica che dimostra, ma anche di riuscire finalmente ad abbandonare gli atteggiamenti infantili e “costruiti” che gli nuociono, dimostrandosi un personaggio più “vero” e maturo e meno artefatto.

https://calcioparole.wordpress.com/2009/06/26/materazzi-da-una-clamorosa-gaffe-a-un-rinnovo-non-ufficializzato/

https://calcioparole.wordpress.com/2008/11/24/perche-non-credo-piu-alla-sindrome-compartimentale-di-materazzi/

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Trofeo TIM: prime conferme

Posted by ladycalcio su domenica, agosto 16, 2009

Un trionfante Chiellini riceve nelle mani il coppone del Trofeo TIM, che la Juventus fa finalmente suo dopo anni di successi delle squadre milanesi. Amichevole ma non troppo, a una settimana dall’inizio del campionato il triangolare di Pescara ha messo in luce, se non le prime certezze, alcune importanti conferme:

CRESCITA JUVE. La squadra di Ciro Ferrara appare decisamente rafforzata, pronta a dire la sua in campionato: impegnata e volitiva, sviluppa un gioco vivace in grado di imbrigliare le trame degli avversari e di costruire occasioni da goal.  Tra le individualità spicca Amauri, in predicato di divenire un’importante pedina della Nazionale Azzurra.

BLACKOUT MILAN. Purtroppo per Leonardo, il buio rossonero non dura soltanto otto minuti come allo Stadio Adriatico, ma permane da otto incontri consecutivi. L’esordio di Huntelaar passa quasi inosservato e l’attacco si conferma sterile. E dire che, al contrario dell’Inter, i rossoneri si presentano con quasi tutti i titolari. Il tecnico brasiliano, lontano anni luce dai proclami vittoriosi di inizio estate, non potrà aggrapparsi ancora a lungo agli infortuni e alle difficoltà di preparazione. Di questo passo, incombe la notte artica alla latitudine di Milano…

ENIGMA INTER.  Prestazione ingiudicabile, dato che Mourinho, a causa degli impegni dei suoi nazionali, spedisce in campo le seconde schiere.  Lo Special One non demorde né dal rombo, né dal tridente, entrambi non propro entusiasmanti.  Con lo svarione che regala il goal ad Amauri, Nelson Rivas si gioca definitivamente la sua ultimissima chance.

AGONISMO E NERVOSISMO. Dall’incontro emergono spunti di agonismo, ma anche episodi di nervosismo che non vorremmo vedere: Felipe Melo rifila una testata a Stankovic e Thiago Motta mette le mani in faccia a Salihamidzic. Né si vorrebbero sentire i soliti fischi all’indirizzo di Balotelli

IL SOLITO MATERAZZI.  Con tutta la buona volontà, è impossibile non parlarne.  Matrix inizia pimpante e  sorridente, a mo’ di autopromozione per Sudafrica 2010. Ma come da mia convinzione per esperienza personale, si conferma pochissimo affidabile dal punto di vista psicologico. Damato punisce un suo intervento in area su Amauri con un rigore dubbio. Il rigore poteva starci o non starci:  se c’era, a onor del vero, avrebbe dovuto essere fischiato anche quello contro il Milan, con il numero 23 nerazzurro letteralmente spazzato via da Huntelaar. Ma non è questo il punto: Materazzi proprio non riesce a tenere a freno la lingua – guaio costatogli quel doloroso conto aperto con Ladycalcio –, e si fa espellere. Come ormai sua specialità, negli ultimissimi minuti. Per giunta, stavolta lascia in 10 i compagni nelle vesti di Capitano. I commenti più gettonati da parte dei tifosi: 1) Materazzi non riesce proprio a trattenersi? 2) Al di là della scontata difesa in pubblico, gli avranno pur dato una lavata di testa negli spogliatoi?!

Peccato, poiché il difensore nerazzurro è autore di alcuni buoni interventi, soprattutto su Huntelaar. Con tutto ciò, rischia il rosso anche nel miniderby per un brutto fallo su Antonini e aiutandosi con un braccio in una successiva azione. Alla Gazzetta dello Sport, dove gli amici giornalisti di manica larga sono probabilmente in vacanza, le pagelle sono opera del più severo Andrea Schianchi, che gli rifila un 5 secco: “In difficoltà con la Juve (commette il fallo da rigore) e anche con il Milan. Si fa pure espellere. Ma si può?”

MOU POCO SPECIAL. Incavolatissimo, agitato e scuro in volto, il mister nerazzurro urla, sbraita e protesta ripetutamente con il quarto uomo.  Dulcis in fundo, delega il commento televisivo del postpartita a Beppe Baresi. Se perde le staffe al Trofeo TIM, cosa dovremo aspettarci in Champions League?

Ottimo, per tutti quanti, il consiglio di Luigi Garlando sulla Gazzetta dello Sport: “Calma ragazzi, è agosto”.

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MOURINHO MANCA IL PRIMO TITULO

Posted by ladycalcio su domenica, agosto 9, 2009

“Gli ha portato male andarsene da Brunico“!  La voce, tra il laconico e il compiaciuto, è quella di un amico altoatesino con il dente un po’ avvelenato, che mi fa squillare il telefono al fischio finale di Inter-Lazio (1-2). Ahimè, c’è del vero. Non vi avevo nascosto come vedessi di malocchio la trasferta transoceanica dell’Inter in terra USA, che abbinata alla finale di Supercoppa a Pechino, nel giro di pochi giorni ha portato i giocatori nerazzurri a sbalzi di fuso orario nell’ordine delle 15 ore.

Mai come in questa occasione le leggi di mercato hanno fatto a pugni con quelle della natura, oltre che con quelle del buon senso e della corretta gestione della preparazione atletica.  Anche quest’ultima trasferta dell’Inter è stata scandita da cene, ritrovi, inaugurazioni di Inter Club, faraonici accordi economici e manifestazioni varie a promozione del marchio di FC Internazionale, all’insegna di un imponente giro d’affari con cui tentare di rifinanziare i neoacquisti da capogiro salvando la barca nerazzurra dalla deriva che rischia di fare affondare le società calcistiche. Ed ecco tessere e tesserati cinesi, sorrisi e strette di mano, presunte schiere di neotifosi nerazzurri dagli occhi a mandorla con la maglia a strisce neroblu che cantano “Chi non salta è un lossonelo“, oppure “Alé alé alé alé… Intel, Intel!”

Ormai mi conoscete. Saranno le inquadrature a campo stretto, sarà che sono un San Tommaso in gonnella (senza l’aureola, ci mancherrebbe!), ma questo colpo di fulmine dei cinesi per una squadra di calcio italiana, seppur famosa e blasonata, non mi convince fino in fondo. Comunque sia, alla squadra di Mourinho è mancata proprio la ciliegina sulla torta per rimanere impressa a vita nei cuori del Paese del Sol Levante: la vittoria di coppa in quel di Pechino.

Soprattutto, sono mancate le realizzazioni davanti alla porta avversaria. Su Rai 1, Carlo Nesti e Salvatore Bagni sciorinano tutto lo scibile tecnico: disquisizioni su rombi, vertici alti e bassi, spostamento di baricentri e di linee difensive, inserimenti negli schemi avversari, … copertura, chiusura, allargamento e restringimento degli spazi, accentramenti, ripartenze, rilanci di azioni… ma… in soldoni,  l’Inter non riesce a metterla dentro. Diversifica finalmente il vecchio gioco con i lanci lunghi alla ricerca di Ibrahimovic e gioca palla a terra, Zanetti al posto di Santon consente l’accentramento del difensore di fascia, Lucio rilancia finalmente dal centro (come Ladycalcio aveva preannunciato)… ma il vecchio difetto di sprecare occasioni su occasioni e di mangiarsi goal a go go, i nerazzurri non sembrano averlo perso. E  non sfondano neppure dal centro.

La Lazio è inizialmente compatta e ben schierata in difesa, l’Inter fa la partita e mette in mostra dei buoni schemi. Il possesso di palla rimarrà fino alla fine appannaggio schiacciante dei nerazzurri, ma la coppa se la porteranno a casa i biancocelesti di Ballardini.

Il primo tempo è piuttosto noioso.

L’avvio della ripresa è la sagra delle occasioni sciupate dagli uomini di Mou: subito una conclusione sbagliata di Muntari, poi tre errori di Stankovic (alla sua 7^ finale), un colpo di testa mancato da Lucio (ottimo quel suo salvataggio su Rocchi), un tiro di Eto’o angolato che finisce  a lato a porta vuota, un tiro di Milito che colpisce l’esterno della rete dopo la deviazione del bionico Muslera (lo Special One della serata è lui), che come tutti i portieri che si rispettino, gioca la partita della sua vita proprio in coppa contro l’ Inter. Insomma, per la disperazione dei tifosi della Beneamata, il solito copione .

Il castigo arriva con un “uno-due pugilistico” – parole di Nesti -, ossia con due reti in 3 minuti: Matuzalem al 18′ e Rocchi al 21′. Bagni continua a vedere un’Inter che l’ha soddisfatto e che gioca “con qualità”. Ciò che non si vorrebbe vedere è quella scaramuccia fra Maicon e Cruz, fino a pochi giorni fa con la stessa maglia, e il crescente nervosismo, che causa qualche cartellino giallo di troppo che rischia di pesare in campionato.

L’Inter si impegna e reagisce, ma Eto‘o riesce a metterla dentro (al 33’) soltanto su un incredibile svarione della difesa laziale, che gli regala il pallone.  L’arrembaggio interista prosegue sterile anche nel finale, con un goal di Milito giustamente annullato per un fuorigioco netto. Bagni ha visto una “prestazione da grandissima squadra”, Ladycalcio un’Inter sicuramente impegnata, con delle ottime individualità, decisamente superiore alla Lazio come gioco e come schemi, ma troppo inconcludente, forse frastornata dai cambi di fuso, che non è riuscita ad avere la meglio su un’avversaria certamente inferiore sulla carta ma più concreta nella gestione della partita (e probabilmente, anche della preparazione).

Il logo del nostrano Colosseo, esibito sulle maglie dei romani, ha la meglio sull”Inter cinoamericana. Con tutto ciò, la squadra dello Special One è soltanto alla partenza, e pertanto ingiudicabile. Secondo Nesti, “anche gli schiaffoni servono per costruire una grande stagione”.  Tocca ora allo Special One – e ai suoi acquisti megagalattici – dimostrarsi davvero tali…

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I 7 PECCATI CAPITALI DEL CALCIO ESTIVO 2009

Posted by ladycalcio su lunedì, agosto 3, 2009

OVVERO: QUANDO LA VIA DELL’AUTODISTRUZIONE è LASTRICATA DI BUONE INTENZIONI – O PRESUNTE TALI.

1) La partita d’addio di Capitan Maldini rovinata da un gruppo di dissenzienti facinorosi.  Poi dicono che non esistono più le bandiere.

2) La fuga galattica in terra di Spagna di viso d’angelo Kakà, che in gennaio aveva sventolato la maglia rossonera da una finestra di via Turati, baciandola e giurandole fedeltà.  Lui sarebbe rimasto, ci mancherebbe, è stato un eroico gesto sacrificale per il bene del Milan!

3) La telenovela Ibrahimovic:  gestaccio alla Curva,  ricerca di nuove sfide, un ritorno di fiamma per i colori nerazzurri quando le porte estere sembrano chiudersi. Seguono squallide voci di strani SMS e il bacio alla maglia blaugrana.  Almeno, Ibra non ha il viso d’angelo…

4) I 95 milioni spesi dal Real per Cristiano Ronaldo. Uno schiaffo alla miseria, alla crisi economica mondiale e al buon gusto. Sono l’emblema dell’unico “valore” del calcio attuale: la logica di mercato.

5) Il goffo tentativo, da parte del Bologna, di riciclare Lucianone Moggi nei ranghi calcistci.  Dispiace vedere un simile squallore da parte di Francesca Menarini, che avevo tanto ammirato per il coraggio con cui si era fatta strada nell’ambiente maschilista del calcio.

6) Il raduno estivo dell’Inter negli USA. Dopo le “cassanate”, le “mourinhiate”, e questa è la regina.  Dopo il “coprifuoco” ad Appiano,  ai danni dei sostenitori e del canale tematico, prosegue la serie: “Mi tolgo di torno i tifosi”, alias “sborsate i soldi per gli abbonamenti e non rompete le scatole”.  Conosco bene l’impianto di Riscone di Brunico:  vi assicuro che, unita al circondario, la struttura offre tutto il necessario ad una perfetta preparazione atletica. La forma, fino a prova contraria, è questione di “olio di gambe” e di muscoli. Il resto è volere l’America, nel senso più reale dell’espressione: grandeur, gita sociale per i giocatori  e soprattutto, l”illusione di evitare il collasso economico con gli introiti esteri del marchio.

7) La disputa della Finale di Supercoppa Italiana a Pechino.  Ancora una volta, alla faccia dei tifosi. Ancora una volta,  eleggendo la logica di mercato a valore supremo, con la pia illusione, da parte del calcio, di “comprarsi” l’indulgenza dai peccati di immoralità e dissipazione reiteratamente commessi con gli introiti del merchandising e dei diritti TV.

Uno scenario da terza bolgia infernale dantesca, dove al posto dei papi simoniaci, condannati a sprofondare sempre più in basso a testa in giù in un pozzo, di questo passo a finire a gambe per aria saranno i presidenti e le società. Stanti i presupposti, il baraccone del calcio, pozzo senza fondo, è infatti destinato a crollare sotto il peso del vil denaro sperperato.

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