CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

Archive for the ‘Inter’ Category

L’INTER OLTRE IL RITIRO DI BRUNICO

Posted by ladycalcio su domenica, luglio 16, 2017

Location da favola con vista sulle montagne, albergo di lusso con campo e impianti sportivi. Ma soprattutto, eventi di ogni genere: dalle conferenze stampa di giocatori e dirigenti al filo diretto con i tifosi sui social media, dal pranzo a Plan de Corones al saluto della squadra ai sostenitori nerazzurri, dalla promozione del merchandising ai contatti con gli Inter Club.

Sul ritiro dell’Inter a Riscone di Brunico (BZ) abbiamo visto di tutto e di più, mentre l’undici di Spalletti va timidamente delineandosi nelle prime partitelle estive. Aperta parentesi: una sconfitta nell’amichevole con il Norimberga, fra le squadre più modeste di Germania, non ce l’aspettavamo, ma tant’è – chiusa parentesi.

Ma all’Inter c’è davvero tutto? No. Anche quest’anno sono mancate le splendide corse sui sentieri di montagna che un paio d’anni fa avevano contraddistinto la preparazione dei nerazzurri a Pinzolo. Come tanti suoi illustri colleghi, mister Spalletti ha optato per il minimalismo atletico, ovvero, subito in campo a tirar calci al pallone.

Potrà piacere tanto ai giocatori, ma l’imprescindibile fase aerobica di inizio preparazione – quella che in tutti gli sport predispone l’organismo alla successiva preparazione specifica – è andata a farsi benedire anche quest’anno.

Quel “tanta corsa” che sentiamo raccontare dai notiziari sportivi si traduce in qualche giretto di campo in souplesse condito da qualche allungo sull’erba e nulla più: roba da far ridere il più scoppiato dei podisti della domenica.

Se un’altra critica si può (e si deve) fare, è che la squadra rischia di essere distratta dai troppi eventi e impegni di rappresentanza, che comportano un inevitabile dispendio di energie.

Inoltre, all’Inter manca ancora l’acquisto di grido che tranquillizzi  i sostenitori della Beneamata che guardano con disappunto alla campagna acquisti dei cugini rossoneri. Certo, da qui a fine agosto di tempo ce n’è, ma se la Società risparmia sugli interpreti, come non giustificare l’apprensione dei tifosi?

Questo l’assist alla successiva osservazione: urge che Suning impari a predisporre i traduttori per le conferenze stampa dei suoi neotesserati stranieri, poiché così come siamo messi, ne va dello stile della Società. In fatto di mediocrità degli interpreti – lo sappiamo – l’Inter non è nuova alle figuracce http://bit.ly/YNaEIn

Ma in occasione delle conferenza stampa di presentazione di Skriniar, Suning si è superata, lasciando addirittura sguarnita la postazione del traduttore. Le ultime domande dei giornalisti al giocatore slovacco, e le relative risposte, formulate nella madrelingua di quest’ultimo, sono rimaste arabo per i più.

Suvvia, Mister Jindong, con gli stipendi principeschi che versa ai giocatori, paghi anche un’oretta di lavoro all’interprete!

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LA FILOSOFIA DEL FILOSOFO SPALLETTI

Posted by ladycalcio su lunedì, giugno 19, 2017

“Io vengo dal Paese di Leonardo, spero che qualcosa dalla sfera venga fuori”. Parole di Luciano Spalletti, esternate qualche giorno fa in occasione della sua presentazione all’Inter. Ma più che un genio, addetti ai lavori e tifosi considerano il buon Luciano una seconda scelta, una scelta forzata dopo il rifiuto di Conte.

Il tecnico toscano è originario di Certaldo, patria di Boccaccio, ma più che di un grande poeta, l’ex-guida della Roma ha il modo di parlare di un filosofo, peraltro un po’ contorto nell’espressione come si addice alla categoria.

“Ci sono situazioni temporali da portare a braccetto quando si parla delle cose”, tanto per citarne una.

Il resto dell’interminabile conferenza stampa è un déjà-entendu vecchio di decenni, il replay delle conferenze di presentazione di tutti i suoi predecessori da qualche decennio a questa parte, con solo qualche variante stilistica bombastica: “Voglio assorbire tutto ciò che riguarda l’Inter, dall’inizio alla fine”; “io non sono più bravo degli altri, non sono più bravo degli allenatori che mi hanno preceduto, ma sono diverso”.

La ricetta per sbloccare un attacco che non sfonda? “La curiosità di andare a vedere cosa c’è dietro la linea difensiva”, sottinteso delle grandi.

Lo strapotere della Juventus in campionato?  “Non inciamperemo nell’ultimo gradino della scaletta quando giocheremo contro la Juventus: si va dritti in campo a vedere chi è più bravo”. Ahi ahi, quel toscanismo della prima persona plurale espressa con il “si” impersonale ci è rimasto nell’orecchio da un suo conterraneo di passaggio alla Pinetina: Walter Mazzarri.

“Io sarò loro accanto (ai giocatori, ndr) qualunque cosa accada”, riprende il vecchio refrain Spalletti. Il punto è se, qualunque cosa accada, la Dirigenza nerazzurra sarà sempre accanto a lui.

Auguri, mister!

 

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ADDIO A GIULIANO SARTI

Posted by ladycalcio su mercoledì, giugno 7, 2017

“Sarti, Burgnich, Facchetti”….

Se n’è andato, a 83 anni, il portiere della Grande Inter

Ciao Giuliano, e GRAZIE!

 

(Foto tratta da inter.it)

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DE BOER E MANCINI RIDONO

Posted by ladycalcio su mercoledì, maggio 10, 2017

E neppure Piero Ausilio ha più una faccia…

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L’ORA D’ARIA DEI CARCERATI NERAZZURRI

Posted by ladycalcio su venerdì, aprile 28, 2017

Soltanto lunedì 24 aprile, “successivamente a quanto accaduto sul campo dell’ACF Fiorentina”, FC Internazionale aveva indetto per i suoi prodi perdenti “un ritiro prolungato presso il Centro Sportivo Suning di Appiano Gentile”, dal pomeriggio di martedì 25 “fino alla gara interna contro l’S.S.C. Napoli in programma domenica 30 aprile”. Insomma, un ritiro punitivo dopo la vergognosa prestazione di Firenze, “inaccettabile per i nostri tifosi, sia in Italia che all’estero”.

Quattro, soltanto quattro sacrosante giornate immersi nello splendido verde del centro di Appiano Gentile per isolarsi da tutto e da tutti, ritrovare se stessi e ricompattarsi: a pensarci, neppure un giorno per goal subito. Un provvedimento esemplare, non fosse altro che per rispetto a chi sacrifica tempo e soldi per sostenere la squadra.

Come si è visto, troppo esemplare per gli standard di FC Internazionale.

Soltanto dopo 48 ore nella “prigione dorata” della Pinetina – l’eccellenza, per intenderci – i prodi perdenti si sono intristiti e hanno provato nostalgia di casa.

Ed ecco che, nel miglior “stile Inter”, la Società ha calato una volta di più le braghe, concedendo ai carcerati di lusso “l’ora d’aria”: dopo 48 ore di massacrante lavoro 🙂 , “meritano qualche ora da trascorrere a casa” , recitava ieri il Sito Ufficiale.

Per inciso, il comunicato ufficiale di lunedì spergiurava la fiducia a Stefano Pioli. Ma chi crede più a FC Internazionale?

Non importa se italiana, indonesiana o cinese, la Società nerazzurra rimane la protagonista di “Oggi le comiche“.

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“DELBY” DI MILANO

Posted by ladycalcio su domenica, aprile 16, 2017

È il primo derby cinese, il primo derby alle 12.30, una fine migliore non poteva esserci” 😦 , esordisce quel fulgido esempio di imparzialità di Cristiana Buonamano a SkySport 24.

Per i tifosi dell’Inter magari no”, tenta di correggere il tiro il collega Luca Tommassini. “ForsePER LORO’ 😦 un po’ meno”, si tradisce definitivamente la Buonamano.

Il “delby” “milanese” fra  Zhang Jindong e Yonghong Li  si gioca all’ora di pranzo del sabato santo (!)per permetterne la visione … in Cina. Tempi bui.

È il primo senza Moratti e Berlusconi e vede quell’altro fenomeno di Orsato protrarre a sua discrezione l’incontro fino al 97’ (!), minuto del 2-2 del Milan.

Una bruttissima sorpresa nell’uovo Pasqua dell’Inter, che seppur confezionato da uno dei peggiori fischietti italici, non può far perdere di vista i difetti cronici della squadra di Pioli: l’immancabile calo psicofisico al quarto d’ora del secondo tempo, l’incapacità di chiudere le partite a suon di occasioni divorate, la vulnerabilità sulle palle inattive, gli errori individuali a go go, le ingenuità da oratorio tipo le ammonizioni di Candreva (per essersi tolto la maglia dopo il goal) e Handanovic (per perdita di tempo).

La squadra di Montella, con tutti i suoi problemi, è opportunista e marpiona, l’Inter di Pioli è incompiuta e immatura.

Andiamo a casa con la testa bassa, come se avessimo perso questa partita, perché non si possono prendere dei goal così”, dichiara Mauro Icardi a Inter Channel.

Nel complesso, un derby “cinese” anche nel valore di quanto ci ha offerto, già lontano mille miglia dalla tradizione meneghina.

Quasi quasi ci tocca rimpiangere il gesto dell’ombrello di Moratti in tribuna e le discese in elicottero del Berlusca.

Che tristezza.

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CAMPIONI NELL’IMBRUTTIRSI

Posted by ladycalcio su venerdì, marzo 31, 2017

Il nuovo tatuaggio sulla schiena di Gabigol. L’importante è esagerare (ad imbruttirsi).

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GAGLIARDINI PER LE DONNE

Posted by ladycalcio su sabato, marzo 11, 2017

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INTERVISTA A PIERLUIGI AVANZI, AUTORE DI “BIOGRAFIE NERAZZURRE – LA STORIA DELL’INTER ATTRAVERSO I SUOI PROTAGONISTI”

Posted by ladycalcio su giovedì, febbraio 16, 2017

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L’avevamo già conosciuto e apprezzato per il suo primo libro “Giacinto Facchetti – Una bandiera in mezzo alla battaglia” (Urbone Publishing) http://bit.ly/2ksSj5j  http://bit.ly/2ksNk4F

Ora, l’appassionato blogger nerazzurro Pierluigi Avanzi replica con “Biografie Nerazzurre – La storia dell’Inter attraverso i suoi protagonisti” (stesso Editore). L’opera, che raccoglie in formato cartaceo tutti gli articoli dell’omonimo blog (www.biografienerazzurre.blogspot.com), è arricchita dalla prefazione dell’Avv. Luigi Maria Prisco, figlio dell’indimenticabile Peppino.

Da Virgilio Fossati a Javier Zanetti, da Helenio Herrera  a José Mourinho, Pierluigi ripercorre oltre un secolo di appassionante storia nerazzurra in quarantasei ritratti “scelti sull’onda emozionale del momento”, traboccanti di tifo, orgoglio e passione viscerale per i colori della Beneamata.

Nelle 158 pagine del libro esplodono ricordi ed emozioni, ma soprattutto una fede.

In questa intervista esclusiva, “Calcio e Parole” vi offre una presentazione di primissima mano dell’autore e del libro.

Ladycalcio: Raccontaci chi sei…

PIERLUIGI AVANZI: Mi definirei scrittore di calcio per diletto, “interologo” per vocazione e impiegato commerciale per necessità. Sono nato e risiedo attualmente in provincia di Mantova – fortunatamente una città ancora a misura d’uomo – ma sono cresciuto in un quartiere della periferia ovest di Milano.

Di tutta la storia dell’Inter, qual è il nerazzurro che più ti è rimasto nel cuore?

Doverosa premessa: scegliere un solo personaggio fra quelli che ho avuto modo di ammirare in quasi trent’anni di tifo interista, o fra quelli di cui ho soltanto letto o visto delle immagini, non è assolutamente facile. Fra questi personaggi sono molti quelli che hanno regalato emozioni e rappresentato degnamente la Società nerazzurra, ognuno a suo modo.

Ciò premesso, ritengo che il biglietto da visita più confacente e luminoso della storia dell’Inter sia Giacinto Facchetti, il personaggio che meglio ha saputo sintetizzare tale storia. Questo per i suoi valori morali, l’irremovibile volontà di vincere senza mai prevaricare le regole e l’ammirevole fedeltà alla maglia e a determinati ideali; oltre che, naturalmente, per le fantastiche virtù tecniche e agonistiche. Alla sua memoria ho dedicato il mio primo libro, dal titolo “Giacinto Facchetti – Una bandiera in mezzo alla battaglia” (2011), anch’esso edito da Urbone Publishing. Come infatti affermava lo scrittore britannico George Orwell, “Arrivati a una certa età ognuno ha la faccia che si merita” e l’Inter ha la fortuna e l’orgoglio di avere quella di Facchetti.

Qual è il campione nerazzurro che più amavi da bambino, quello di cui indossavi la maglietta quando giocavi a pallone?

I primissimi ricordi della mia grande passione per l’Inter risalgono alla compagine del trio tedesco Brehme-Klinsmann-Matthäus allenata da Giovanni Trapattoni: avevo 6-7 anni (fra pochi giorni ne compirò 34), abitavo in un quartiere milanese a pochi chilometri da San Siro e ogniqualvolta scendevo in strada per giocare a calcio con gli amici non perdevo l’occasione di indossare la maglietta nerazzurra sponsorizzata “Misura”. La maglietta in questione aveva sulle spalle un numero 11 (allora appartenente ad Aldo Serena) fatto da mia mamma con delle fettucce elastiche bianche; probabilmente, solo perché era il numero più semplice da fabbricare e/o da applicare. Le altre maglie dell’Inter che nel tempo hanno riempito il mio armadio sono state la numero 3 di Giacinto Facchetti, la numero 8 di Nicola Berti (forse il mio primo “idolo”), la numero 4 di Javier Zanetti e la numero 19 di Esteban Cambiasso. Dall’epoca di mister Trapattoni, dunque, ho iniziato a seguire assiduamente le gesta della mia squadra del cuore, nei momenti belli e in quelli decisamente meno belli, in tutti i possibili modi: alla radio, davanti alla tv, sulla carta stampata, via web e, naturalmente, allo stadio.

Tanti dei giocatori che hai ritratto nel tuo libro non li hai mai visti giocare; eppure hai scritto su di loro e non su altri campioni che ti hanno accompagnato nella tua vita di tifoso. Perché?

In queste mie 158 pagine di sentimento e di evidente orgoglio ho avuto il piacere di sintetizzare tre delle mie più grandi passioni: la scrittura, l’Inter e la sua storia. Attraverso le gesta di chi l’ha scritta (giocatori, allenatori, dirigenti e presidenti) ho cercato di raccontare oltre un secolo di emozionante storia nerazzurra (anche se all’interno del libro non mancano richiami all’attualità): quarantasei biografie di altrettanti protagonisti della gloriosa leggenda interista scelti sull’onda emozionale del momento (dunque, senza un criterio preciso), non necessariamente tutti i più grandi o i più vincenti. Quarantasei protagonisti di epoche diverse che per le loro imprese, o semplicemente per i loro atteggiamenti o la loro passione, hanno saputo rendersi meritevoli interpreti di un’inebriante saga che il 9 marzo 2016 ha compiuto 108 anni.

Quali personaggi hai incontrato fra quelli del tuo libro? C’è un aneddoto che ti lega a uno di loro?

Nel tempo, fra i quarantasei personaggi di cui ho scritto ho avuto il piacere di scattare una foto con Giacinto Facchetti, Roberto Boninsegna, Gigi Simoni, Roberto Mancini, Nicola Berti ed Esteban Cambiasso. L’incontro con Facchetti è minuziosamente descritto nel libro che gli ho dedicato: un signore disponibile, pacato e cortese che aveva regalato ad un allora ragazzino di quattordici anni l’enorme gioia d’essere immortalato per la prima volta con un personaggio dell’universo nerazzurro. Una gioia che avrei poi raccontato a tutti nei minimi dettagli.

Qualcuno dei personaggi del libro ti ha fatto pervenire un apprezzamento per il tuo lavoro?

Sì: il gentilissimo Avvocato Luigi Maria Prisco (figlio del mitico e indimenticato vicepresidente Peppino), che su mia espressa richiesta ha impreziosito questo mio secondo libro firmandone la prefazione.

Come hai conosciuto l’Avv. Luigi Maria Prisco?

Lo contattai per la prima volta alcuni anni fa, domandandogli se potesse inserire all’interno del sito http://www.peppinoprisco.it un articolo in ricordo di suo padre che avevo scritto nel dicembre 2010. Dopo pochi giorni, oltre a ringraziarmi, l’Avvocato lo pubblicò sul sito.

Perché hai chiuso il tuo blog rinunciando a scrivere biografie di giocatori più vicini al tuo tempo?

Il mio libro “Biografie Nerazzurre – La storia dell’Inter attraverso i suoi protagonisti” non è altro che la raccolta di tutti gli articoli sulla storia e i personaggi dell’Inter che ho scritto e pubblicato negli ultimi dieci anni sull’omonimo blog (www.biografienerazzurre.blogspot.com).

Trasformato il blog in un libro cartaceo (pochi mesi fa), complice il fatto che purtroppo ho sempre meno tempo da dedicargli, ho pensato fosse giusto chiuderlo.

Come vedi l’Inter di Stefano Pioli?

Finalmente l’Inter si esprime da squadra, e non è più soltanto un insieme di buoni singoli. Questo anche grazie a uno schema di gioco pressoché definitivo e a uno “zoccolo duro” di titolari a cui si è dato finalmente continuità. Il merito è di Pioli, con il quale i giocatori paiono interagire bene. Lo ritengo un tecnico tatticamente preparato e un profondo conoscitore dell’insidiosissima Serie A, oltre che una persona seria, concreta ed efficace negli atteggiamenti. Non da ultimo, ha nelle vene il sangue nerazzurro ereditato dal padre, il che non guasta di certo…. Considerato il buon organico a disposizione, il mister parmense sembra quindi l’uomo giusto per lasciarsi alle spalle il turbolento 2016 e puntare a un 2017 che restituisca fierezza all’appassionato popolo della Beneamata, oltre che stabilità tecnica.

Qual è il tuo giocatore preferito dell’attuale rosa?

Non ne ho uno in particolare. Quando i giocatori della tua squadra del cuore iniziano ad essere più giovani di te significa che è finito il tempo di avere dei beniamini come accade quando si è ragazzini o adolescenti… Sono tutto per i colori della mia amata Inter: irrequieta e blasonata, disegnata nel 1908 dalla mano del pittore Giorgio Muggiani e come tale raffinata, geniale, imprevedibile, pazza. Prendendo in prestito la politica, l’Inter è l’unica grande del calcio italiano che, da sempre, è all’opposizione anziché al governo. Con buona pace dell’ineffabile censore Marotta e compagnia.

Vai sempre allo stadio?

Meno che in passato. Per diverse stagioni sono stato abbonato, ma anche ora, comunque, almeno una/due partite all’anno dal vivo cerco di non farmele mancare.

Hai qualcosa da aggiungere a questa intervista?

Un caloroso saluto a tutti i veri tifosi nerazzurri: quelli che in nome della passione viscerale per la loro squadra arrivano a sottrarre tempo prezioso alle persone che amano. Magari scrivendo sui blog o su qualche testata (spesso gratis e sempre nei ritagli di tempo, come il sottoscritto), oppure abbonandosi alle pay-tv (non certo a prezzi economici), o ancora affrontando centinaia di chilometri per recarsi allo stadio, non importa se in condizioni climatiche proibitive. In definitiva, saluto tutti quelli che anche nei momenti più bui restano “militanti” e orgogliosi di essere interisti.

 

Nelle foto: la copertina del libro e l’autore

 

Link alla presentazione online del libro: http://www.urbone.eu/obchod/biografie-nerazzurre-la-storia-dell-inter-attraverso-i-suoi-protagonisti

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JUVE-INTER, SIAMO DACCAPO

Posted by ladycalcio su sabato, febbraio 11, 2017

rizzoli

L’espressione del viso dell’arbitro Rizzoli all’uscita dallo Juventus Stadium domenica sera parlava da sola: era l’espressione stravolta e allampanata di chi sa di averla fatta grossa.

Da dopo Calciopoli, il Derby d’Italia non è mai più stato lo stesso, né mai potrà più esserlo. Se fra Juve ed Inter l’agonismo più acceso rispetto a un tempo è “fisiologico” e se qualche malcelato rancore fra le due contendenti può starci, ciò che è inaccettabile è la ricaduta nel buco nero arbitrale del passato.

I prodromi si sono visti tutti domenica scorsa. A riportarci ai tempi bui non sono stati soltanto il rigore negato all’Inter per il fallo di Mandzukic su Icardi e i due rossi comminati a Peresic e allo stesso argentino conditi dagli atteggiamenti pagliacceschi dell’arbitro Rizzoli. È vero che, per le due espulsioni, nessuna delle quali per fallo, trasparenza vorrebbe che venissero rese note le presunte frasi ingiuriose rivolte dai rispettivi nerazzurri al direttore di gara. Ma si sa, parlare di “trasparenza” in riferimento alla Juve è una parola enorme.

Ciò che più sconcerta sono le immagini inedite di un clamoroso inspiegabile episodio mandate in onda martedì da Inter Channel: calcio piazzato per la Juve, Chiellini fa per passare indietro a Buffon ma Icardi scatta in avanti, intercetta il pallone e si lancia a rete solo davanti al portiere. Non c’è fuorigioco, poiché Icardi era scattato da molto dietro. Ma Rizzoli fischia e fa ribattere. Perché?

E perché nella diretta TV l’episodio non era stato mostrato e al suo posto le telecamere avevano svariato su Di Bala a colloquio con Allegri? La risposta, temo, è da ricercarsi nello sguardo allampanato del fischietto mirandolese, che ironia della sorte, proprio lunedì ha annunciato che rinuncerà ai Mondiali 2018.

Il comunicato stampa ufficiale dell’Inter sull’accaduto: (…) “Abbiamo, nei toni corretti e nelle sedi appropriate, cercato un confronto su quelle che riteniamo decisioni arbitrali discutibili in una partita importante per noi e per la Serie A. Il nostro pensiero oggi va però solo al futuro (…)”.

Ma quando si parla di Juve, il passato riemerge prepotentemente da sé.

PS

Ho scritto tante volte che, dopo Calciopoli, la Juve avrebbe dovuto essere retrocessa in Serie C.

Ecco i link ad alcuni miei post su precedenti poco edificanti:

 

https://calcioparole.wordpress.com/2009/04/19/la-juve-non-si-smentisce-mai/

https://calcioparole.wordpress.com/2008/03/23/inter-juve-uovo-di-pasqua-bianconero/

https://calcioparole.wordpress.com/2008/02/26/juventus-oscar-per-la-peggior-sceneggiatura/

https://calcioparole.wordpress.com/2008/02/07/juve-carnevale-bianconero/

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