CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

Archive for the ‘Inter’ Category

ORSATO E SPALLETTI ROVINANO INTER-JUVE

Posted by ladycalcio su domenica, aprile 29, 2018

È fra i peggiori arbitri italiani e con l’Inter ha più di un conto aperto, ma come volevasi dimostrare ancora una volta, gli hanno affidato la direzione del Derby d’Italia.

Risultato, l’ennesima partita stravolta e falsata a favore della Juve.

l’Inter resta in 10 dopo 18 minuti per il rosso a Vecino dopo un fallo su Mandzukic, inizialmente sanzionato con il giallo dal direttore di gara. Qui si aprono le danze: Orsato viene impropriamente chiamato alla VAR, anche se, come fa notare la Gazzetta dello Sport, “non sembra esserci un chiaro errore nella prima scelta di Orsato” https://bit.ly/2r7G1DU 

– condizione prevista dal regolamento affinché in questi casi si riveda la decisione arbitrale. Contrordine e cartellino rosso irregolare – oltre che dubbio – a Vecino.

Molto diverso il metro usato per lo juventino Pjanic, non ammonito dopo un violento fallo su Rafinha nonostante fosse già gravato da un giallo: decisione perfettamente in linea con la direzione di gara a senso unico. https://bit.ly/2JCryH7

https://bit.ly/2JCHdGm

Con tutto ciò, l’Inter la grinta ce la mette, e in 10 riesce a tener testa ai bianconeri: rimonta il goal di Douglas Costa con un guizzo di Icardi, si porta in vantaggio per 2-1 e resiste fino agli ultimi minuti della ripresa, quando si ritrova schiacciata nella propria area.

È qui che Spalletti dimostra d’avere il tocco di Mida al contrario, rovinando tutto con due sciagurate sostituzioni. “La linea difensiva non va mai toccata”, commenterà poi Beppe Bergomi nel postpartita Sky.

Invece, Spalletti la fa grossa. Cambia Rafinha con Borja Valero – e fin qui ci può stare – poi fa per togliere Perisic che fa cenno di poter restare in campo. A quel punto, richiama Icardi, seccatissimo, e mette Santon, uno degli uomini più scarsi in assoluto della rosa. In 5 minuti l’Inter subisce due goal (Cuadrado al 42’ st e Higuain 44’ st), perde la partita e chissà se anche il treno per la Champions.

Peggio del mister riesce a fare solo Handanovic, l’ombra del bravo portiere che conosciamo, che subisce tre goal… rimanendo in piedi 😦

Tre le conclusioni laconiche sulla serata:

1 Orsato non dovrebbe più arbitrare;

2 Santon non dovrebbe più giocare nell’Inter;

3 I Derby d’Italia all’insegna di Farsopoli, ahinoi, continuano.

L’esito finale è l’ennesimo scontro Inter-Juve stravolto. Chi ci aveva visto giusto ancor prima del fischio d’inizio è la Curva Nord, che all’indirizzo dei successi bianconeri aveva esposto una vistosa coreografia con un gigantesco Pinocchio.

Sull’argomento Orsato potrebbero interessarti anche:

Inter-Samp aprile 2009: peggiore in campo Orsato

https://calcioparole.wordpress.com/2009/04/24/inter-sampdoria-peggiore-in-campo-orsato/

Il parere di sportforever.it su Orsato

https://bit.ly/2FqUoaU

La partita vista da leggendanerazzurra.it

https://bit.ly/2r9BgJl

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MILAN-INTER, LA “VENDETTA” DELLA GIORNATA ANNULLATA

Posted by ladycalcio su giovedì, aprile 5, 2018

Si erano fermati per il lutto di Davide Astori ed è arrivato quello di Ray Wilkins.

Avevano rinviato il derby in un giorno di sole e ieri sera hanno giocato sotto il diluvio.

L’Inter si era avvalsa del vantaggio di poter recuperare la carta vincente Icardi reduce da un infortunio e la carta vincente si è vista annullare uno splendido goal dalla VAR per la beffa di mezzo “scarpino” 🙂 al di là della linea del fuorigioco, per di più ciccando fior di occasioni nel prosieguo dell’incontro.

Per le due contendenti il risultato è un doppio zero, nel punteggio e nelle posizioni di classifica.

Forse, anche il destino ha voluto dire la sua sull’assurdo annullamento della giornata di campionato del 4 marzo scorso.

https://bit.ly/2I18Qc2

https://bit.ly/2ElBqSr

Ma dagli eroi di cartone del calcio, aspettiamoci uno zero tondo anche nella lettura degli eventi.

 

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DON ANTONIO MAZZI: PAROLACCIA AI MILANISTI IN DIRETTA SU INTER TV

Posted by ladycalcio su sabato, marzo 10, 2018

D’accordo essere un prete di strada, ma quando ti trovi alla serata di gala per i 110 anni di FC Internazionale intervistato in diretta su Inter TV dalla bella e distinta Francesca Migliavacca, il senso della situazione (e prima ancora la buona educazione, la sportività e il fatto di essere un sacerdote di Sancta Romana Ecclesia), dovrebbero suggerirti di non sbracare.

Non la pensa evidentemente così Don Antonio Mazzi, supertifoso nerazzurro che ieri sera, ospite della megafesta nerazzurra all’Hangar Pirelli di Milano Bicocca, ha esclamato al microfono: “(…) Purtroppo nella mia comunità al Parco Lambro son tutti MILANISTI STR***I, capito, comunque … e quindi c’è la battaglia ogni volta”.

Pressoché taciuto, l’episodio non poteva non essere ripreso da questo blog, sempre attento alle storture passate sotto silenzio.

La brutta figura, ovviamente, non la fa l’Inter, e nemmeno Inter TV che gli ha porto il microfono. La fa tutta intera lui, il “recidivo” Don.

Di seguito, un paio di altri scivoloni verbali del sacerdote tratti da YouTube.

https://www.youtube.com/watch?v=9tkc9UfOrn8

https://www.youtube.com/watch?v=0t3eF9Had6c

 

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MUORE ASTORI, IL CALCIO ITALIANO SI FERMA

Posted by ladycalcio su domenica, marzo 4, 2018

Stasera avremmo dovuto commentare insieme il derby di Milano       http://bit.ly/2oORer3 , ma purtroppo, questa domenica i campi di calcio italiani sono rimasti vuoti. La notte scorsa la morte si è portata via Davide Astori, Capitano della Fiorentina trovato senza vita nel letto dell’albergo di Udine in cui alloggiava con la squadra, in procinto di affrontare l’Udinese.

La prima diagnosi parla di arresto cardiaco a soli 31 anni, che lascia nella disperazione i genitori, la sua compagna e una bimba di due anni, ai quali va tutto l’affetto di chi scrive.

Quella di Davide Astori è l’ultima di una lunga lista di giovani vite di calciatori stroncate da malori improvvisi: Renato Curi, Piermario Morosini, Antonio Puerta… né sarà purtroppo l’ultimo caso.

Tuttavia, una cosa è il dolore, un’altra il rinvio dell’intera giornata di campionato.

Credo che la decisione di rinviare sia stata giusta perché il calcio che io penso e voglio è un calcio di valori, di ideali e di condivisione di emozioni. Di rispetto non solo dell’atleta”, ha dichiarato in una conferenza stampa il Presidente del CONI e commissario straordinario della Lega di Serie A Giovanni Malagò.

Una decisione che ad esclusione dell’incontro di Udine mi permetto di non condividere assolutamente. Giocare sarebbe stato “una sorta di picchetto d’onore” per Davide, come l’ha definito Marocchi su Sky. Insomma, sarebbe stato onorare il ragazzo scomparso. Certo sarebbe stato più difficile, ma nella storia dello sport gli esempi di coraggio e forza d’animo non mancano di certo: il primo che mi viene in mente è quello di Lampard, sceso in campo subito dopo la morte della madre.

D’accordo, molti calciatori di altre squadre erano emotivamente coinvolti nella perdita di un amico. Ma più probabilmente, Malagò ha voluto ostentare un’immagine umana del calcio italiano che evitasse alla Lega di sentirsi rimproverare che il calcio stesso ha perso ogni umanità e ruota unicamente attorno ai soldi.

Riflettiamo un attimo e convinciamoci che, al di là del dolore immenso per la perdita di una giovane vita, rimandare il derby di Milano piuttosto che Chievo-Sassuolo non ha senso, più che mai per rispetto ai tifosi in viaggio da lontano.

Quanto al coinvolgimento dei colleghi di Astori, l’esempio-principe del motto “The show must go on”, caposaldo del mondo dello spettacolo, è il Festival di Sanremo del 1987, durante il quale Pippo Baudo diede in diretta l’annuncio della morte di Claudio Villa, che di quel palco era stato fra i maggiori protagonisti. Immaginate il dolore e la forza d’animo dei colleghi e amici del cantante scomparso che dovettero esibirsi subito dopo? Fra loro Romina Power in stato di gravidanza: una bella lezione!

Ma torniamo al calcio. Malagò ha parlato di “rispetto non solo per l’atleta”.  Eppure, il giorno successivo agli attentati dell’11 settembre 2011, che causarono la morte di quasi 3.000 persone, le partite di Champions League vennero regolarmente disputate.

E allora, come la mettiamo?

“Rispetto non solo per l’atleta” significa anche e soprattutto rispetto per i tifosi, ma nel bombardamento dei commenti televisivi di oggi, non ho sentito nessuno esprimere questo concetto. Nessuno che si mettesse nei panni dei gruppi di tifosi in viaggio, ad esempio, da Bari a Milano per assistere a Milan-Inter.

Magari, al contrario dei calciatori milionari, da disoccupati o dopo aver faticosamente risparmiato i soldi del viaggio. Magari dopo aver sognato a lungo quella trasferta. Magari giungendo a Milano prima di aver appreso la notizia, dopo aver sfidato il maltempo e i disservizi degli italici trasporti. Nel numero, per qualcuno quella trasferta poteva essere intesa come una “medicina” contro un lutto, una separazione o un grande dolore.

Ma di tutto questo, ai superpagati calciatori non gliene frega nulla, tantomeno alle Società, salvo lanciare accorati appelli ai tifosi quando servono per far cassa o per sostenere la squadra.

Alla faccia dei “valori”, della “condivisione delle emozioni” e del “rispetto” di cui parla Malagò.

 

La foto è tratta dal Sito Ufficiale della Fiorentina

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MILANO VERSO IL DERBY DELLA CRISI

Posted by ladycalcio su mercoledì, febbraio 28, 2018

È un derby in sordina quello che andrà in scena domenica sera allo Stadio Meazza – perlomeno sulla carta: quarta in classifica l’Inter a 51 punti e settimo il Milan a 44, le milanesi sono staccate rispettivamente di 18 e 25 punti dalla capolista Napoli e di 4 punti in meno dall’imprendibile Juventus.

Non c’è battage o febbre della stracittadina che tenga: per nerazzurri e rossoneri sono tempi di mediocrità e di sconvolgimento dei valori del calcio, oltre che di sconfitte assurde. Il Milan ha subito tre goal a Verona e due in casa dall’Atalanta, l’Inter ha perso 1-3 in casa con l’Udinese e ha rimediato due imbarazzanti sconfitte a Sassuolo e a Genova, per non parlare della serie di pareggi e di rimonte subite.

Su entrambe le sponde del Naviglio mancano le star, manca una figura identificativa dei rispettivi colori, manca soprattutto un gioco. In palio c’è il treno di terza classe per un posto in Champions League, senza che nessuna delle due contendenti lo meriti, né sia in grado di rappresentare degnamente il calcio italiano in una competizione europea.

È il derby degli occhi a mandorla che mirano al business del calcio, delle mancate promesse, delle seconde e terze schiere, della Milano della crisi economica vendutasi al sol levante.

È il derby della crisi, che tanto fa rimpiangere il glorioso passato meneghino.

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HALL OF FAME INTER: COSÌ HA VOTATO LADYCALCIO

Posted by ladycalcio su mercoledì, gennaio 31, 2018

L’eroe di Berlino 1971 Ivano Bordon (parò il rigore a Sieloff contro il Borussia Mönchengladbach), il sinistro di Dio” Mariolino Corso, il compianto Giacinto Facchetti e l’indimenticabile bomber “Bonimba”: questa la personale Hall of Fame nerazzurra votata da Ladycalcio sul Sito inter.it, scelta fra 142 nomi proposti e suddivisi per ruolo.

Le votazioni stanno per chiudere, per chi non avesse ancora espresso la sua preferenza c’è tempo per votare solo fino a un minuto prima della mezzanotte…

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SE NE VA ANCHE ANGELILLO

Posted by ladycalcio su domenica, gennaio 7, 2018

Il 2018 si è già portato via un grande del passato: Antonio Valentin Angelillo, goleador di Inter, Roma e Milan e recordman di goal segnati nella Serie A a 18 squadre (con 33 reti).

L'”angelo dalla faccia sporca” se n’era andato il 5 gennaio all’età di 80 anni, ma la famiglia aveva mantenuto riservata la notizia del suo decesso.

Sul sito di gazzetta.it potrete ammirare alcuni dei suoi goal più belli:

http://bit.ly/2D6O2Ot

Ciao campione!

Posted in Calcio italiano, Inter, Milan, Roma | Contrassegnato da tag: , , , , | Commenti disabilitati su SE NE VA ANCHE ANGELILLO

#INTER MEDIA HOUSE #InterIsComing

Posted by ladycalcio su venerdì, settembre 29, 2017

“Inter Media House – Always with you”. “You, we, us, together – everywhere”. “The future is now, a new era is coming, Inter is coming”. “It’s time to share a passion, blue is for dreaming, black is to create a new style. If you want high definition emotion – Inter TV – this is the right place for you”. *

Parla me te manget” (parla come mangi), direbbe l’“operaio della Breda”. “Ahò, che stai a ddì?” gli farebbe eco il nerazzurro di Roma. E chissà cosa penseranno a Bari, roccaforte interista del meridione, dei Bauscia de Milan che ieri mattina, ad Appiano Gentile, hanno presentato Inter Media House.

Fumo a parte, la sostanza è che il canale tematico Inter Channel si rinnova: si chiamerà Inter TV. Come si affretta a precisare il Media Content Director 🙂 Giuliano Giorgetti, “Inter tivì è la giusta pronuncia, gli italiani magari la possono chiamare anche Inter tivù, invece noi preferiamo chiamarla Inter tivì”. Che fa rima con full HD. Con tanto di LEDwall.

Ancor di più: Inter Channel si trasforma in Inter Media House, un polo di produzione multicanale con studi interamente rinnovati e “con contenuti distribuiti su vari punti di contatto” in italiano, inglese e cinese. In altre parole, in una piattaforma digitale per la creazione e la distribuzione di contenuti, secondo lo slogan “If content is the king, distribution is the queen” (Se il contenuto è re, la distribuzione è regina).

In questa confusione linguistica, ci sta tutta che il Direttore della Comunicazione Robert Faulkner parli italiano con l’accento inglese e la cadenza lombarda; un po’ meno che il Media Content Director Giuliano Giorgetti, durante il suo speech 🙂  anglomane, inciampi nell’italiano: “Abbiamo rifatto questa sala stampa perché pensiamo che l’esperienza delle persone che siano qui possa essere migliore” 😦 .

Tornando al progetto, questo vedrà coinvolti tutti i dipartimenti aziendali, con offerta di prodotti premium e contenuti finalizzati alla valorizzazione del brand di FC Internazionale. Tornando alla nuova sala stampa, è parte del rinnovamento della “Pinetina”, altrimenti detta Suning Training Center, che ha visto la rivisitazione di 200 metri quadrati dell’area spogliatoi e la nascita di nuovi spazi dedicati. Se tre campi da gioco, una palestra da urlo di due piani, la tensostruttura, la sauna, la piscina e la sala giochi non bastavano più, ecco le vasche multifunzione, la nuova area fisioterapica, altre aree dedicate alla terapia e nuovi spazi dedicati allo staff tecnico, come la nuova sala interviste dalle pareti dorate (già soprannominato “Golden Studio”) e una Football Analysis Area, che soprattutto nel dopopartita potremmo tradurre con “sala litigi” :-). Lo scopo: far parlare i luoghi con le persone.

Il tutto enfatizzato da una cartellonistica rigorosamente bilingue, chissà se ispirata alla toponomastica di Brunico, sede del ritiro estivo. Con la differenza che qui, almeno per ora, la scritta in italiano precede ancora quella in inglese: Sala stampa – Press Room 🙂

I lavori, protrattisi per mesi, sono un regalo anticipato alla Beneamata per il suo 110° compleanno, che cadrà il 9 marzo 2018.

Gli obiettivi strategico-finanziari del progetto Inter Media House, illustrati dall’AD Alessandro Antonello, sono valorizzare il brand e portarlo fuori dai confini nazionali, facendolo vivere a una fan base allargata a livello mondiale, raccogliere la sfida della digitalizzazione a livello mondiale ed esserne protagonisti, conquistare il tempo delle persone creando contenuti ed esperienze sempre più “ingaggianti e ispirazionali” 🙂 . Insomma, creare un senso di appartenenza al club puntando sulla tecnologia e sul mondo dei dati. Il tutto come servizio agli sponsor, “parte del nostro ecosistema”.

Cosa potrebbe mancare? Innanzitutto, un traduttore automatico che consenta ai tifosi italiani di comprendere il linguaggio della Dirigenza.

Giorgetti fa appello alla Community del calcio, la più grande dell’industria di intrattenimento, con 3,5 miliardi di persone appassionate nel mondo, laddove il calcio è il maggior contenuto di intrattenimento e forma di socializzazione del globo. Prosegue definendo Inter Channel un asset del club, illustrando le opportunità del progetto basate su 3 grandi pillars, preannunciando un lungo journey, ma finiamola qui con il fumo e guardiamo al sodo: la sfida per essere protagonisti a livello internazionale si vince sul campo. In primis, ben figurando nella Champions League.

Suning doveva in qualche modo sviare l’attenzione dalla campagna acquisti con i cordoni della borsa tirati, complici i vincoli dalla Cina sugli investimenti, ma in assenza di risultati sportivi mancherà comunque il ritorno econonico dell’investimento nel progetto multimediale (quanto è costato?) e il progetto-supernova rischierà di collassare in un buco nero.

Sì, perché a la fin de la fera (alla fin della fiera), come si dice a Milano, l’Inter che va in campo è sempre quella, frutto di una campagna acquisti con i cordoni della borsa tirati. Hai voglia di costruire aree dedicate con la cyclette subacquea e il nuoto controcorrente: se i giocatori non corrono http://bit.ly/2tgVODD , continueremo a vedere certi spettacoli indegni, e il “lungo journey” prospettato da Giorgetti rischierà di trasformarsi in una never-ending story fatta di delusioni e di traguardi mancati.

Magari volutamente, come nel caso della Coppa Italia http://bit.ly/2hxXOg8

e dell’Europa League http://bit.ly/2hxYQZu

peraltro,  dopo aver preso in giro i tifosi chiamandoli a raccolta per sostenere la squadra.

D’accordo i fan di tutto il mondo, ma vogliamo parlare del retrobottega di Milano?

Sai che gioia, per il tifoso, esser “always on” con lo smartphone, ma “semper a pe’ ” (sempre a piedi) con i mezzi pubblici fuori da San Siro dopo gli incontri serali. I “touch points” con i tifosi saranno anche “intriganti e ispirazionali”, ma nessun prodigio digitale potrà mai sostituire le sensazioni del finale di partita aggrappati alle sbarre giù al parterre, come si poteva viverle una volta.

FC Internazionale ridimensioni i ceffi con la radiolina al primo anello, che dopo il fischio finale “buttano fuori” maleducatamente la gente dallo stadio senza che se ne possa godere l’atmosfera mentre si svuota, né tantomeno osservare il defaticamento delle squadre straniere avversarie dopo la partita. Fortunatamente, per molti vivere il calcio è ancora questo – non smanettare per ore sul telefonino alla ricerca di aria fritta.

Vogliamo parlare degli eventi presso gli store ufficiali, con i giocatori di turno che firmano autografi e le riprese del canale tematico che mostrano i tifosi felici all’interno del negozio che si fanno il selfie con il campione? Peccato che questi fortunati siano una piccola minoranza; gran parte della gente in fila fuori dal negozio i giocatori non li vede neppure con il binocolo, perché nello store non riesce proprio ad entrare. Troppo è l’affetto dei sostenitori e troppo poco il tempo in cui i campioni rimangono a disposizione dopo aver espletato le formalità degli sponsor…

Il proposito del Club di essere più vicino ai tifosi cominci non dalla Cina ma a pochi metri dalla sfolgorante cornice ostentata ieri: da fuori dalla Pinetina, dove urge esortare gente come Eder, in qualsiasi lingua, a degnarsi di firmare qualche autografo all’uscita dall’allenamento, anziché sgommare regolarmente via dai tifosi interisti in attesa da ore. Grazie.

P.S. Fra i tifosi nerazzurri vi sono persone semplici che non conoscono l’inglese, che hanno pari diritto di esistere delle persone colte. Sul tema leggi anche:

http://bit.ly/1LdpgNK e http://bit.ly/2hBoWhf

Traduco quindi gli slogan riportati in apertura di articolo:

“Inter Media House – Sempre con te”. “Tu, noi, insieme – dovunque”.

“Il futuro è adesso, sta arrivando una nuova era, sta arrivando l’Inter”.

“È tempo di condividere una passione, l’azzurro è per sognare, il nero per dar vita a un nuovo stile (spiegateci il perché, ndr) . Se vuoi vivere l’emozione dell’alta definizione – Inter TV – questo è il posto giusto per te”.

(Se riesci a capirci un’acca).

 

 

 

 

 

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ADDIO AL “SERGENTE DI FERRO”

Posted by ladycalcio su martedì, settembre 19, 2017

Se ne va anche Eugenio Bersellini, artefice dello scudetto dell’Inter 1979-’80.

Ai funerali dell’ex-tecnico, svoltisi oggi nel Duomo di Prato, hanno partecipato numerose vecchie glorie nerazzurre e campioni del Mondiale ’82, fra cui Alessandro Altobelli, Giuseppe Bergomi, Evaristo Beccalossi, Graziano Bini, Giampiero Marini e Gabriele Oriali.

Soprannominato “il sergente di ferro” per la durezza degli allenamenti e dei ritiri, oltre all’Inter Bersellini aveva allenato, fra le altre squadre, anche Bologna, Fiorentina, Sampdoria e Torino.

 

Leggi anche:
addio a Giuliano Sarti http://bit.ly/2xvGYtX
ciao Michele http://bit.ly/2q3QFbZ

 

 

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L’INTER OLTRE IL RITIRO DI BRUNICO

Posted by ladycalcio su domenica, luglio 16, 2017

Location da favola con vista sulle montagne, albergo di lusso con campo e impianti sportivi. Ma soprattutto, eventi di ogni genere: dalle conferenze stampa di giocatori e dirigenti al filo diretto con i tifosi sui social media, dal pranzo a Plan de Corones al saluto della squadra ai sostenitori nerazzurri, dalla promozione del merchandising ai contatti con gli Inter Club.

Sul ritiro dell’Inter a Riscone di Brunico (BZ) abbiamo visto di tutto e di più, mentre l’undici di Spalletti va timidamente delineandosi nelle prime partitelle estive. Aperta parentesi: una sconfitta nell’amichevole con il Norimberga, fra le squadre più modeste di Germania, non ce l’aspettavamo, ma tant’è – chiusa parentesi.

Ma all’Inter c’è davvero tutto? No. Anche quest’anno sono mancate le splendide corse sui sentieri di montagna che un paio d’anni fa avevano contraddistinto la preparazione dei nerazzurri a Pinzolo. Come tanti suoi illustri colleghi, mister Spalletti ha optato per il minimalismo atletico, ovvero, subito in campo a tirar calci al pallone.

Potrà piacere tanto ai giocatori, ma l’imprescindibile fase aerobica di inizio preparazione – quella che in tutti gli sport predispone l’organismo alla successiva preparazione specifica – è andata a farsi benedire anche quest’anno.

Quel “tanta corsa” che sentiamo raccontare dai notiziari sportivi si traduce in qualche giretto di campo in souplesse condito da qualche allungo sull’erba e nulla più: roba da far ridere il più scoppiato dei podisti della domenica.

Se un’altra critica si può (e si deve) fare, è che la squadra rischia di essere distratta dai troppi eventi e impegni di rappresentanza, che comportano un inevitabile dispendio di energie.

Inoltre, all’Inter manca ancora l’acquisto di grido che tranquillizzi  i sostenitori della Beneamata che guardano con disappunto alla campagna acquisti dei cugini rossoneri. Certo, da qui a fine agosto di tempo ce n’è, ma se la Società risparmia sugli interpreti, come non giustificare l’apprensione dei tifosi?

Questo l’assist alla successiva osservazione: urge che Suning impari a predisporre i traduttori per le conferenze stampa dei suoi neotesserati stranieri, poiché così come siamo messi, ne va dello stile della Società. In fatto di mediocrità degli interpreti – lo sappiamo – l’Inter non è nuova alle figuracce http://bit.ly/YNaEIn

Ma in occasione delle conferenza stampa di presentazione di Skriniar, Suning si è superata, lasciando addirittura sguarnita la postazione del traduttore. Le ultime domande dei giornalisti al giocatore slovacco, e le relative risposte, formulate nella madrelingua di quest’ultimo, sono rimaste arabo per i più.

Suvvia, Mister Jindong, con gli stipendi principeschi che versa ai giocatori, paghi anche un’oretta di lavoro all’interprete!

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