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Irlanda-Italia: pareggio per il rotto della cuffia!

Posted by ladycalcio su domenica, ottobre 11, 2009

Si può fingere di essere contenti, come ha fatto ieri sera Marcello Lippi al termine dell’incontro. In realtà, per una squadra Campione del Mondo con l’ambizione di riconfermarsi tale, siamo in presenza di un serio campanello d’allarme: due volte in svantaggio su altrettante splendide conclusioni avversarie, in difficoltà ad eludere le marcature a uomo degli irlandesi (bravi a chiudere gli spazi agli Azzurri) e per di più, protagonista di gravi errori tattici.

Primo fra tutti, quello sull’1-0, nato da un fallo di Legrottaglie: la “mina” di Whelan su cross fintato sorprende i difensori di Juvitalia, tutti arroccati in mezzo all’area ad aspettare il pallone al centro, senza nessuno rimasto fuori ad occuparsi dell’uomo libero. È una difesa di uomini che giocano in Serie A?

Si vorrebbe vedere inquadrata la nostra panchina, soprattutto la faccia di Lippi. Su quella irlandese, il Trap è inossidabile e pregusta uno scherzetto all’Italia che gli sfugge per pochissimo.

Dopo il pareggio di Camoranesi, l’Italia mette in mostra anche dei buoni spunti, ma sbaglia troppe conclusioni.  Si fa nuovamente infilare su un tuffo da manuale di Ledger e riesce a riagguantare il pareggio soltanto in extremis, assicurandosi la qualificazione a Sudafrica 2010 ad un solo minuto dalla fine dei tempi regolamentari. Più che merito di Gilardino, la rete mi sembra demerito del portiere Given.

Campanelli d’allarme, dicevo: quelli del goal all’ultimo minuto, del punticino-chiave ottenuto a stento contro avversari di caratura inferiore, del risultato illusorio che con un colpo di spugna cancella dalla memoria di giocatori, tecnici e giornalisti le magagne messe in luce nel corso dei 90 minuti.

Campanelli d’allarme che gli allenatori di solito ignorano; per intenderci, in stile Milan Campione d’Europa 2007. Juvitalia manca di qualità e di personalità e il suo commissario tecnico ispira scarsa fiducia sia nella scelta degli uomini, sia in vista del suo chiacchierato futuro bianconero. Così come ci siamo presentati finora, difficilmente saremo protagonisti in Sudafrica.

Nell’intervista del postpartita su Rai 1, un Lippi che se l’è vista brutta ammette che la sconfitta “non era digeribile”.  Evidentemente, il punticino agguantato per i capelli ha già mandato in tilt la sua memoria: “Abbiamo sofferto molto poco, abbiamo comandato la partita” (!). Ciliegina sulla torta, il ct si aggrappa alla scaramanzia, ricordando che l’Italia si qualificò alla rassegna iridata con una partita d’anticipo in altre due occasioni: nel 1982 e nel 2006… ma qui mi sorge un dubbio:  la cabala sarà favorevole anche a Juvitalia?

L’unica affermazione di Lippi che mi trova d’accordo è “siamo in pieno cantiere”. Prosegue il Marcello Nazionale: “Il passo avanti c’è stato, adesso ce ne vogliono altri”. Con urgenza.

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LIPPI… CHE STRAZIO!

Posted by ladycalcio su martedì, giugno 23, 2009

Potrò sembrarvi banale, ma quando avevo appreso del ritorno di Marcello Lippi alla guida della Nazionale Azzurra dopo la breve era Donadoni, mi ero domandata cosa diavolo avesse spinto il tecnico toscano a tornare su quella panchina. Lippi era per tutti l’eroe di Germania 2006, colui che aveva portato il calcio italiano sul tetto del mondo; il Bearzot del terzo millennio, insomma. E lo sarebbe rimasto per sempre,  godendo di fama imperitura e osservando  tutt’al più i capricci della “sua” Italia dalla tribuna con il sigaro in bocca e quell’aria un po’ snob. Come il suo predecessore, anche lui era stato baciato dalla dea bendata. Ma dopo il trionfo di Berlino, chi si ricordava più di quel generoso rigore concessoci contro l’Australia?

Bearzot aveva fatto la scelta giusta: lasciare eterna memoria del suo irripetibile trionfo abbandonando la scena. Lippi invece, si era lasciato incantare dal sogno suadente di un bis, o più probabilmente, dalla suadenza di un lauto contratto.

Banali quanto volete ma legittimi i commenti che ho sentito fra la gente dopo il KO con il Brasile: chi gliel’ha fatto fare? Lippi avrebbe fatto meglio a rimanere a Livorno, a godersi il conto in banca e a rilassarsi andando in barca: dal punto di vista sportivo, ora ha tutto da perdere e nulla da guadagnare. Sotto l’aspetto economico … la pecunia non gli mancava di certo…

A dire il vero, in barca il CT ci è andato domenica sera con tutta la squadra, affondata con 3 siluri in 7 minuti.

A un anno dai Mondiali sudafricani, il bilancio della nostra Confederations Cup è di 2 sconfitte in 3 partite: quella storica contro l’Egitto, che in alcuni quartieri di Milano ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine per sedare i festeggiamenti notturni degli immigrati per le vie cittadine, e il secco 3-0 inflittoci dal Brasile, che ha messo in luce la nostra inferiorità sotto tutti gli aspetti: gioco, schemi e condizione atletica.

Populistica quanto si vuole – ma non per questo meno veritiera – la diagnosi dei nostri mali che emerge dai discorsi da bar: la Nazionale è troppo vecchia e la difesa è tutta da rifare, ma il CT ha i soliti pallini (vedi Cannavaro e Zambrotta) e non cambia i suoi pupilli per nulla al mondo.  E poi quelle tre punte, con quell’imbolsito di Toni … meglio tornare al canonico 4-4-2, magari con l’inserimento del fantasista Cassano!

Così, mentre Maicon sfreccia libero come l’aria sulla fascia destra carioca e gli uomini di Dunga si confermano più che mai i favoriti per Sudafrica 2010, noi ci ritroviamo con una Nazionale a pezzi, vecchia di mentalità oltre che di uomini. Questo, a mio avviso, il maggior pericolo in vista dei prossimi Mondiali.

Forse, Lippi si sta svegliando dall’effimero sogno di bissare i fasti del 2006.  “Usciamo con la consapevolezza di avere fatto male”, ha dichiarato dopo l’eliminazione. “Abbiamo preso degli schiaffi, ce li pigliamo, ce li portiamo a casa”. Ha poi definito la disavventura “il periodo più negativo in Nazionale mio”.

È  allora, cambi finalmente qualcosa e qualcuno. Può solo andar meglio.

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Bulgaria-Italia: gli Azzurri fanno sbadigliare

Posted by ladycalcio su domenica, ottobre 12, 2008

L’inquadratura TV dei due poliziotti bulgari che sbadigliano a bordocampo è l’emblema dell’incontro Bulgaria-Italia di ieri sera.

Un’Italia mediocre che, a dispetto della telecronaca modello occhiali rosa di Marco Civoli e Salvatore Bagni (Rai 1), mi è parsa lenta, poco fantasiosa, inconcludente e per nulla incisiva. Mi sono annoiata anch’io. Novanta minuti passati a guardare i Campioni del Mondo cincischiare a centrocampo con indecisioni, retropassaggi, tocchi orizzontali e pericolose palle perse, oltre che con qualche fallo di troppo.

Come parlare di bel gioco? D’accordo, diamo a Lippi il tempo di lavorare. In tema di “nuova Italia”, tuttavia, gli esordi di Pepe e Giuseppe Rossi non mi sembrano aver sortito chissà quali novità. In compenso, ho visto Chiellini confermarsi uomo in crescita, sempre più padrone della difesa e delle palle alte.

Sonnacchioso il centrocampo, deficitario nel controllo di palla e con troppi spazi concessi all’iniziativa avversaria. Corriamo più di una volta il rischio di farci sorprendere dai palloni insidiosi di Petrov & Co., mentre il nostro attacco brilla per l’inconsistenza di Di Natale e per gli errori di Gilardino.

Eppure, su Rai 1, Marco Civoli è ottimista: “Teniamo bene il campo, riusciamo anche ad essere pericolosi”. Gli fa eco Salvatore Bagni: “Molto bene l’Italia, teniamo l’iniziativa”.

Dati alla mano, alla fine del 1° tempo il tabellino degli Azzurri fa segnare zero tiri in porta e 2 fuori.

Nel 2° tempo il volto della partita non cambia e continua ad essere caratterizzato da quel monotono batti e ribatti a centrocampo e dalla prevedibilità della nostra manovra.

Per una buona fase della ripresa subiamo il possesso palla dei bulgari, animati dai movimenti di Berbatov. E sebbene i nostri avversari non siano fulmini di guerra,  riusciamo ugualmente a farci intercettare nelle nostre disordinate azioni offensive.

A poco valgono gli innesti di Perrotta, Giuseppe Rossi e Toni, protagonista di un lungo momento no e di un’ammonizione che lo vedrà squalificato per l’incontro di mercoledì contro il Montenegro. Emblematica l’osservazione di Mario Sconcerti sul Corriere della Sera: “Sull’unico dribbling di tutta la serata (Rossi a 20 minuti dalla fine), Gilardino ha avuto un pallone che poteva assomigliare a un goal”.

Eppure, Bagni ha visto “una buonissima Italia” e secondo Carlo Paris: “c’è da essere sodddisfatti per l’autorevolezza di questa squadra”. Dulcis in fundo, la conclusione di Lippi: “risultato e prestazione positivi, la squadra ha giocato con buona personalità”.

Sul finire della partita, l’inquadratura del Presidente Federale Abete e del suo vice Albertini ricalca quella dei poliziotti bulgari.

A dispetto di tutto ciò, l’Italia è ancora prima nel girone di qualificazione ai Mondiali 2010.  Un’Italia, per dirla con Sconcerti, “vestita bene nel suo grigio”.

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