CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

Posts Tagged ‘Tessera del tifoso’

TESSERA DEL TIFOSO? RENDETECI PRIMA CONTO DI QUESTE VERGOGNE!

Posted by ladycalcio su domenica, settembre 12, 2010

“Si informano i sostenitori della squadra ospite Roma che su disposizione dell’Autorità di Pubblica Sicurezza, al termine della partita dovranno permanere nei propri settori e attenersi, all’uscita, alle indicazioni fornite dal personale di servizio”. Queste le parole risuonate allo Stadio Meazza di Milano in occasione della Supercoppa Italiana dello scorso 21 agosto, volte ad evitare scontri fra opposte tifoserie all’uscita dall’impianto.

Osservate la foto in alto a sinistra.  Sono le ore 23.00 ed è da poco terminata la premiazione dei giocatori dell’Inter. Il pubblico nerazzurro è ancora abbondantemente presente sugli spalti (l’immagine lo mostra al 1° Anello Arancio e in parte del 2° Anello Rosso), mentre quello di fede romanista, che avrebbe dovuto permanere nel Settore Blu riservatogli, è quasi completamente sfollato.  Come la mettiamo, cari Signori che ci prendete in giro con la Tessera del Tifoso?

Poco dopo, infatti, i romanisti (che avrebbero dovuto lasciare l’impianto molto dopo i sostenitori nerazzurri sotto la sorveglianza delle Forze dell’Ordine), li incontri a schiere fuori dal Meazza da cui stanno uscendo gli interisti, sul tram n° 16 che fa capolinea appena fuori dallo stadio, in metropolitana e per le strade limitrofe: potenzialmente, più che mai dopo la secca sconfitta della Roma, una situazione ad altissimo rischio di scontri. Non è che il gran finale di una serata che ha messo in luce a 360 gradi le lacune dei provvedimenti anti-violenza e l’inefficacia delle misure di sicurezza nei nostri impianti; una serata in cui, a dispetto di anni di legiferazione e restrizioni, di gabbie e di tornelli, di provvedimenti e di proclami, a San Siro è successo di tutto e di più. Ma andiamo con ordine.

Il pubblico esordisce accogliendo la Fanfara dei Carabinieri con una bordata di fischi e poco dopo, fischia anche sul minuto di silenzio in ricordo di Francesco Cossiga. No, non  si tratta di qualche fischio sparuto o localizzato fra i facinorosi, ma di fischi ben distinguibili, provenienti da tutti i settori dello stadio. Davanti a tale inciviltà, non c’è tessera che tenga.

In luogo della consueta coreografia, all’entrata in campo delle squadre la Curva Nord espone un enorme striscione di protesta contro la “Tessera del Tifoso”, che recita così: “Interisti, Società, Istituzioni: Scudetto, Coppa Italia e Coppa dei Campioni avrebbero meritato la coreografia più bella di sempre… il triste spettacolo di questa sera è il risultato del ricatto della Tessera del Tifoso, che ci toglie il diritto di essere normali tifosi e la voglia di festeggiare!!! Lo spettacolo del calcio non merita questo schifo. Curva Nord (in attesa di rispetto “degno” di normali LIBERI cittadini)”.

Al di là delle ragioni imputate agli Ultras per  tale presa di posizione, il principio non fa una grinza. Purtroppo, si tratta di una protesta sterile. L’unica protesta efficace contro ciò che mi permetto di definire una squallida forma di totalitarismo, sarebbe stata quella di non rinnovare in massa l’abbonamento e di disertare ripetutamente lo stadio e le trasferte. Insomma, quella di toccare le Società sugli introiti, unico “argomento” recepito da chi per anni ha tollerato – talvolta cullato – certe frange di facinorosi, per poi aderire candidamente al provvedimento di “schedatura” messo in atto da uno Stato allo sbando. Provvedimento che, oltre a complicare la vita alle persone per bene, rischia seriamente di  rendere gli stadi ancor più insicuri. Vediamo perché.

Intanto… ricordo male o la tanto strombazzata normativa da tempo in vigore dovrebbe prevedere la rimozione immediata degli striscioni offensivi, a sfondo etnico o razziale? “Taci PADANO, noi siamo Roma”, recita uno striscione romanista (vedi foto) che rimane esposto per tutta la partita.

Se sulla venialità della scritta si può discutere, non altrettanto dicasi dei ripetuti lanci in campo, da parte della tifoseria giallorossa, di monetine dal profilo limato, bottiglie, petardi e bengala (nelle foto), che mettono seriamente a repentaglio l’incolumità del portiere interista Julio Cesar.

Domanda: com’è stato possibile introdurre questo materiale nello stadio, tanto più che alla tifoseria ospite erano stati riservati tre specifici varchi d’ingresso provvisti di severi controlli? Delle due l’una: o i controlli hanno fatto clamorosamente acqua, oppure il materiale è stato introdotto preventivamente. Comunque la si voglia mettere, le misure di sicurezza hanno fatto pienamente cilecca.

Un bengala acceso cade fra gli spettatori del 1° Anello Blu. All’altoparlante si fa presente che i responsabili dei comportamenti in oggetto verranno individuati tramite il circuito di telecamere di sorveglianza dello stadio e perseguiti a norma di legge. Tuttavia, al contrario di ciò che accade all’estero, dove l’individuazione dei responsabili di simili gesti e l’intervento della Sicurezza sono immediati, i lanci di fumogeni e di bengala addirittura si infittiscono con il passare dei minuti, fino a costringere l’arbitro Bergonzi a sospendere l’incontro per circa 4′.

Arriviamo al dunque. Le telecamere dello Stadio Meazza sono davvero in funzione? Il dubbio mi sorse già nell’ottobre 2007, quando durante Milan-Empoli, il bar chiuso della torre II al 3° Anello Blu venne preso d’assalto da tifosi che “si servirono da soli senza passare alla cassa”, senza che apparentemente nessuno se ne accorgesse (vedi link sotto). Contattai AC Milan e lo Stadio Meazza. Chiesi spiegazioni e sollecitai pubblicamente una spiegazione sull’accaduto su questo blog. Nessuno si fece vivo. Se durante Inter-Roma le telecamere erano effettivamente in funzione e se davvero hanno ripreso i responsabili dei lanci di oggetti in campo: perché le immagini non vengono mostrate pubblicamente, come accade all’estero, per trasparenza e a mo’ di deterrente?

Per quale ragione, dopo l’accaduto, il Giudice Sportivo Gianpaolo Tosel si è limitato a comminare alla Società AS Roma un’ammenda di 20.000 Euro per responsabilità oggettiva senza squalificarne il campo? Sentite le motivazioni dell’ammenda nel dispositivo ufficiale: “Ammenda di € 20.000,00 : alla Soc. Roma per avere suoi sostenitori: 1) al 20° del primo ed al 19° del secondo tempo, lanciato numerose bottiglie in plastica nel settore occupato dalla tifoseria avversaria; 2)al 26° del secondo tempo, lanciato sul terreno di giuoco alcune bottiglie e alcuni bengala e fumogeni, determinando, per il venir meno delle condizioni di visibilità, l’interruzione della gara per circa quattro minuti; 3) al 19° del secondo tempo, lanciato nel settore avversario un petardo ad alto potenziale; entità della sanzione attenuata ex art. 14 comma 5 in relazione all’art. 13 comma 1 lettera b) CGS per avere la Società concretamente operato con le forze dell’ordine a fini preventivi e di vigilanza”. (Vorremmo tanto sapere come, dato che non ce ne siamo proprio accorti…)

INSOMMA: TELECAMERE E BIGLIETTI NOMINATIVI ALLA MANO, È STATO POSSIBILE INDIVIDUARE I TEPPISTI RESPONSABILI DI QUESTI COMPORTAMENTI, SI’ O NO? SI È PROVVEDUTO A FERMARLI E AD INIBIRE LORO L’ACCESSO AGLI STADI, OPPURE LI RIVEDREMO PROSIMAMENTE ALL’OPERA CON IN TASCA LA TESSERA DEL TIFOSO?

Questo è il punto, poiché se l’operazione di riconoscimento e di fermo non è riuscita nonostante le telecamere e il biglietto nominativo, non riuscirà certo grazie alla tessera del tifoso, con in tasca la quale, anzi, i teppisti non ancora schedati come tali – e dunque non condannati a Daspo (Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive)  – guadagneranno paradossalmente la patente di tifosi e il relativo “via libera” a fare danni nel proprio stadio e in trasferta.

Andiamo avanti. La voce all’altoparlante esorta a mantenere libere le scale. Chi frequenta lo Stadio Meazza sa benissimo che al 2° Anello Verde “non esistono” scale, e nemmeno posti nominativi o posti seduti. Ma soprattutto, non esistono steward. Un argomento su cui si glissa regolarmente. Per quale motivo?

Quello delle gradinate ostruite è un tasto dolente in numerosi settori dell’impianto. Ladycalcio aveva già pubblicato delle eloquenti foto in occasione dell’incontro di TIM Cup Inter-Fiorentina dello scorso 3 febbraio, dopo che il pubblico del 2° Anello Arancio (prezzo di allora: 5 Euro) si era riversato al 1° Anello Arancio (prezzi a partire da 10 Euro), accomodandosi sulle scale per tutta la durata del 1° tempo (vedi link sotto).

A chi spetta mantenere l’ordine all’interno stadio? Per quanto possa sembrare assurdo, agli steward. Ne osservo  attentamente la popolazione: la maggioranza di quelli nostrani non ha più vent’anni ed è in netta crescita il numero degli immigrati di colore che mi danno l’impressione di “arrotondare” il mensile, sempre che il mensile ci sia…

I “boss” con la pettorina se la tirano in tribuna rossa, a bordocampo, al parterre… tanto che se solo guardi due volte al di là degli alberelli che separano il parterre rosso da quello VIP, subito ti richiamano per timore che uno sguardo troppo intenso  consumi  il volto noto che hai scorto al di là: “Signora, (Signorina, prego, ndr), da questa parte, prego…”. Piuttosto: perché non inviare questi zelanti volonterosi di protagonismo a farsi le ossa in Curva Nord, là dove nessuno osa, magari accompagnati da quegli  “sceriffi” con la radio che si aggirano a bordocampo come i personaggi di un film poliziesco?

E all’esterno?

Il Prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, vanta due “fiori all’occhiello”: la dichiarazione secondo cui in Lombardia non esisterebbe la Mafia (resa nientemeno che  davanti alla Commissione Parlamentare Antimafia) e la decisione di inibire Inter-Juventus di Tim Cup del 28 gennaio scorso alla tifoseria ospite e ai “non schedati”, per l’incapacità di garantire l’ordine pubblico in presenza dei quattro gatti che si recano ad assistere a una semifinale d’andata di Coppa Italia.

Su scala nazionale, la televisione ci ha ripetutamente mostrato sconvolgenti immagini di Forze dell’Ordine in balia di gruppi ultras violenti: ambulanze prese d’assalto, auto della Polizia zigzaganti nel bel mezzo di una sassaiola, per non parlare del tragico errore che portò all’uccisione del tifoso laziale Gabriele Sandri in un autogrill nei pressi di Arezzo.

Che dire dei vertici? L’Osservatorio  Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, organismo a perfetta immagine dell’Italietta  dei palliativi, vieta l’accesso agli stadi come si vieta l’uso dell’auto  per combattere l’inquinamento atmosferico.  Dulcis in fundo, il Ministero degli Interni di uno Stato impotente e incapace di debellare la violenza partorisce la tessera dell’ipocrisia e della “schedatura” di regime.  Raccontarlo agli stranieri fa arrossire.

L’incontro di Supercoppa Italiana, più che mai se “corredato” dalle altre inefficienze documentate da questo blog, è un preoccupante spaccato del fallimento delle misure di sicurezza nei nostri stadi. La tessera magnetica, dal canto suo, costituisce un provvedimento di facciata di stampo nazionalpopolare dietro il quale  camuffare goffamente la mancata applicazione della normativa vigente, la precarietà dei controlli fuori dagli stadi, la disorganizzazione al loro interno, l’assenza degli addetti alla sicurezza nei settori caldi della tifoseria, l’inadeguatezza del personale di servizio e, non da ultimo, l’inattendibilità delle nostre Istituzioni.

Scordiamoci che gli 80.000 “schedati” presenti in uno stadio siano altrettanti candidi angioletti. Tra i possessori della famigerata tessera si nasconderanno infatti tutti i facinorosi finora sfuggiti alle telecamere degli stadi, ai controlli ai cancelli, alla Polizia durante gli scontri, ecc: tutti costoro, manco a dirlo, figureranno bellamente come incensurati. Se è vero che i motivi ostativi al rilascio della Tessera del Tifoso sono un provvedimento di Daspo in corso e una condanna per reati da stadio negli ultimi 5 anni, nessuno ci assicura che, scontata la pena e scoccato l’ultimo secondo del 5° anno, i soggetti riabilitati non si rivelino recidivi – eventualità tutt’altro che remota. Se davvero esiste chi introduce impunemente del materiale pericoloso prima degli incontri, la tessera non gli impedirà di continuare a farlo. Né impedirà ai suoi possessori, una volta entrati nello stadio, di occupare un numero di posto diverso da quello loro assegnato, e via dicendo.

La Tessera del Tifoso non soltanto non renderà gli stadi più sicuri, ma nel panorama di precarietà sopra illustrato, RISCHIERA’ ADDIRITTURA DI PRODURRE UN DEVASTANTE EFFETTO BOOMERANG. Infatti, se fino alla scorsa stagione l’afflusso di pubblico ai match potenzialmente a rischio era limitato dalle restrizioni di accesso agli stadi e dai divieti di trasferta, d’ora in poi, la patente magnetica di tifoso che dà diritto di accedere agli stadi anche in caso di limitazioni darà via libera a una marea di frequentatori degli spalti tanto eterogenea quanto dubbia, e come tale, sempre meno controllabile. Un bel paradosso rispetto al fine primo della tessera!

Ladycalcio e i suoi collaboratori in incognita sono presenti sul territorio per sbugiardare chi, come avviene di regola dopo gli inutili blocchi del traffico, si prodigherà a raccontarci che, grazie all’introduzione della Tessera del Tifoso, negli stadi si respira un’aria migliore.

Fino al prossimo disastro annunciato.

Link:

Scale invase in Inter-Fiorentina del 3.2.10:

https://calcioparole.wordpress.com/2010/04/16/tessera/

Bar 3° Anello Blu preso d’assalto nell’ottobre 2007:

https://calcioparole.wordpress.com/2007/10/25/al-meazza-il-bar-e-gratis/#more-51

Posted in Calcio italiano | Contrassegnato da tag: , , , , | 15 Comments »

Tessera del tifoso? Guardate qui…

Posted by ladycalcio su venerdì, aprile 16, 2010

Ci risiamo.

Su indicazione dell’Autorità Competente, la partita Inter-Juventus di venerdì 16 aprile 2010 sarà riservata ai possessori degli abbonamenti Inter 2009-2010, con la possibilità di cessione dell’abbonamento stesso, e ai titolari della tessera del tifoso “Siamo noi” (emessa entro il 3 aprile 2010), che potranno acquistare un tagliando per assistere alla gara presso tutte le filiali Banca Popolare di Milano e Banca di Legnano”. La citazione è dal Sito Ufficiale di FC Internazionale. È il solito palliativo di comodo da paese dei cachi.  Ma stavolta, udite udite, i soloni dell’Italietta ci regalano una concessione formato famiglia:

Sarà possibile cedere gli abbonamenti esclusivamente a favore di titolari della tessera del tifoso nerazzurro o ai parenti quali i genitori, i figli, i coniugi e i nonni“. 😀  😀   😀

La notizia suonerebbe già di per sé ridicola, ma se proprio vogliamo prenderci in giro fino in fondo, ecco un luminoso esempio di rispetto delle norme di sicurezza all’interno dello Stadio Giuseppe Meazza in San Siro di Milano. Le immagini si riferiscono all’incontro Inter-Fiorentina del 3 febbraio scorso, semifinale d’andata di Tim Cup.

Scattate personalmente da Ladycalcio al 1° anello arancio, testimoniano come, contrariamente alle direttive in merito alla tanto sbandierata sicurezza, le scale del suddetto anello siano rimaste completamente intasate di pubblico per l’intero primo tempo della partita 😯 , ostruendo le vie di fuga con tutti i rischi del caso.

Cos’era accaduto? Secondo quanto riferitomi da due disperati steward, i possessori dei biglietti di 2° anello sarebbero stati autorizzati all’ultimo minuto (indovinate da chi… 😯 ) ad accedere al 1° anello, insufficiente ad accogliere l’accresciuto numero di spettatori, mettendo in imbarazzo e in difficoltà gli stessi steward 😦 .

Riferisco tale versione con ampio beneficio d’inventario, anzi, chiedo lumi: corrisponde a verità? In caso contrario: come si giustifica l’inconsueto intasamento che ho documentato? Calcio e Parole è aperto a rettifiche e chiarimenti, ci mancherebbe!

Vero è, purtroppo, che l’intervento dello “steward in capo” (nella foto), ha ottenuto sì che la scala venisse perfettamente sgomberata, ma soltanto all’inizio del 2° tempo 😯 , come testimonia il cambio di portiere sullo sfondo: non più il fiorentino Frey, bensì l’interista Toldo!

Detto questo, correte a fare la tessera del tifoso 😀 !

Sull’argomento potete leggere anche:

https://calcioparole.wordpress.com/2010/01/30/inter-in-semifinale-di-tim-cup-ma-quando-salta-la-panchina-di-lombardi/

Posted in Calcio italiano, Inter | Contrassegnato da tag: , , , | 20 Comments »

INTER IN SEMIFINALE DI TIM CUP: MA QUANDO SALTA LA PANCHINA DI LOMBARDI?

Posted by ladycalcio su sabato, gennaio 30, 2010

Il goal di Balotelli allo scadere di Inter-Juve scongiura il rischio di crollo della Beneamata dopo il derby, fa saltare la panchina di Ciro Ferrara, sovrasta l’ennesima ingiustizia arbitrale ai danni dei nerazzurri e li qualifica alle semifinali di Tim Cup, risparmiando agli spettatori presenti al Meazza i tempi supplementari e la relativa ibernazione.

Vince meritatamente l’Inter e perde con onore la Juve, mentre meno onorevole mi è parsa la prestazione del Sig. Damato, reo di aver negato all’Inter un rigore netto per un fallo di mano in area di Felipe Melo. Fischietti, ci risiamo con la vecchia musica?

Ma secondo chi scrive, il vero grande perdente della serata è il Prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi, che nella giornata di lunedì 25 gennaio, come un fulmine a ciel sereno, si era alzato dal letto con l’idea di proibire l’ingresso allo stadio agli onesti cittadini non in possesso di abbonamento all’Inter e non “schedati” tramite tessera del tifoso. Riporto il comunicato ufficiale apparso sul Sito nerazzurro:

“In occasione della sfida di Tim Cup tra Inter e Juventus, in programma giovedì 28 gennaio 2010 allo stadio “Giuseppe Meazza” in San Siro a Milano, considerando le note emesse a proposito dal Questore, dalla Società nerazzurra e dal Ministero dell’Interno, il prefetto di Milano, nella persona di Gian Valerio Lombardi, ha stabilito che:

– non sarà previsto il settore riservato alla tifoseria ospite; l’accesso all’impianto sarà consentito esclusivamente agli abbonati alla stagione sportiva 2009-2010 all’F.C. Internazionale; la vendita dei tagliandi avverrà unicamente a favore dei possessori della tessera del tifoso interista “Siamo Noi”, nonché ai singoli iscritti agli Inter Club formalmente riconosciuti dalla Società sportiva; non sarà possibile la cessione degli abbonamenti o dei singoli biglietti”.

(inter.it)

Ricordo che Lombardi si era già distinto per la recente brillante dichiarazione secondo cui, in Lombardia, non esisterebbe la mafia. Dichiarazione resa nientemeno che davanti alla Commissione Parlamentare Antimafia.

Evidentemente non sazio di impopolarità, chissà se intimidito da quattro cori beceri contro Balotelli o da quali non meglio specificate “note emesse”, ha voluto bissare l’exploit. Ciliegina sulla torta, ha proibito le cessioni dei biglietti, invalidando a posteriori quelle già effettuate.

Ergo: tantissimi cittadini onesti, incensurati, che pagano le tasse e che avrebbero desiderato assistere alla partita, sono stati interdetti ad accedere al Meazza. Quale manifestazione vi si disputava?  I quarti di finale di Coppa Italia, con biglietti venduti a prezzi stracciati per attirare quattro gatti allo stadio e ridare spolvero alla competizione.

Lo ritengo un provvedimento scandaloso, che ridicolizza le nostre istituzioni.

Dott Lombardi, se non è nemmeno in grado di gestire un incontro di Coppa Italia che si disputa in un impianto semivuoto, ci faccia il favore di cedere l’incarico.

A nome delle numerosissime proteste di tifosi imbestialiti pervenutemi: chi di dovere, per cortesia, destituisca il Prefetto di Milano con cortese sollecitudine. È una questione di decoro e di rispetto verso i cittadini.

Temo infatti che con questa dimostrazione di incapacità si sia arrivati al grottesco. E dato che de gustibus non est disputandum, mi permetto di dire che, personalmente, auspicherei finalmente alla guida di Milano un lombardo di fatto anziché di nome, che avesse la necessaria conoscenza del territorio e la competenza e la determinazione per affrontare la criminalità –  e non l’atteggiamento di chi cala le armi di fronte ad essa.

L’omicidio Raciti ha trasformato l’accesso agli stadi in una guerra: tornelli, atmosfera da conflitto mondiale, inibizione delle trasferte, limitazioni nelle vendite dei biglietti … il tutto, regolamentato da quell’infelice organismo denominato Osservatorio per le Manifestazioni Sportive. L’ennesima disgraziata istituzione targata Italietta, l’ennesimo inutile carrozzone subentrato a complicare la vita degli onesti senza venire a capo dei disonesti.

Dato che siamo un Paese “serio”, davanti all’escalation della violenza togliamo la Polizia dall’interno degli stadi e affidiamo la sicurezza agli steward, figure “ibride” equiparabili alle maschere di teatro: ti aiutano a trovare il posto, ti danno informazioni, ti rompono le scatole se ti affacci alla balconata a fare una foto… se la tirano perché indossano una divisa, salvo battere in ritirata quando il gioco si fa duro (situazione che, effettivamente, non compete loro).

Siamo il Paese dei palliativi, delle non soluzioni e della limitazione della libertà personale degli onesti. Un ultrà espone uno striscione offensivo? Chiudiamo una Curva di 5.000 persone. L’inquinamento sale alle stelle perché per anni non si è fatto nulla per combatterlo? Fermiamo le auto di chi va al lavoro o desidera concedersi mezza domenica fuori porta, pazienza se a Milano vi sono ancora caldaie che vanno a nafta! In un aeroporto si scopre un terrorista imbottito di esplosivo? Legittimiamo che i body scanner spiino nelle mutande di ogni passeggero.

Mi domando: cosa ci sta a fare l’altro grottesco organismo denominato Corte Costituzionale?

Tornando al calcio, le istituzioni hanno storpiato il concetto del loro stesso ruolo, venendo meno al loro primo dovere: garantire, negli stadi, la sicurezza ai cittadini. Al contrario, nell’insicurezza, si allontanano i cittadini dagli stadi e si alza bandiera bianca dinanzi ai teppisti.

Come per l’inquinamento atmosferico, non si va al di là dei palliativi. Palliativi tanto assurdi quanto inutili, che vengono introdotti sull’onda emotiva di una pretestuosa “situazione eccezionale” che altro non è che il risultato di anni di errori e di inefficienze.

Palliativi che, mascherati sotto il pretesto dell’ordine pubblico, prendono piede giorno dopo giorno fino a diventare la regola, sempre peggio gestita e sempre più restrittiva, beceramente accettata dal popolino.

Fermiamoci un attimo a riflettere e ci renderemo conto di essere giunti all’assurdo: il divieto ad un cittadino onesto di entrare allo stadio per l’incapacità delle forze dell’ordine di garantire la sicurezza a Milano, capitale europea 🙂 e sede dell’Expo 2015, la sera dei quarti di finale di Coppa Italia, con San Siro mezzo vuoto.

Dottor Lombardi, sapesse quante persone in questi giorni l’hanno invitata a cambiare mestiere! Mi associo convinta alla richiesta.

Soluzioni vere? Zero assoluto. Il trend più caldeggiato è la tessera del tifoso, l’ultima “schedatura” della serie che porta qualche soldo nelle casse delle società senza risolvere il problema del tifoso juventino che desidera recarsi a Milano a vedere Inter-Juve, né dell’interista in trasferta a Torino.

La mia proposta: se oltre agli allenatori cominciassimo a sollevare dall’incarico anche qualche questore e prefetto?

Tornando ad Inter-Juve e al calcio giocato…

Guarda chi si rivedeMaterazzi perfetto, spettacolare, migliore in campo per oltre 90’ a un mese (???) da un’operazione al menisco :-)… Uno strano plebiscito… Ladycalcio ha in serbo un’analisi in controtendenza, ma se la riserva per il prossimo post. E tiene Matrix sulle spine…  😉

Posted in Calcio italiano, Inter | Contrassegnato da tag: , , , , , | 23 Comments »

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: