CALCIO E PAROLE

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INTER STERILE: TRE PUNTI SU UN RIMPALLO

Posted by ladycalcio su giovedì, novembre 25, 2010

Tre punti portati a casa su un rimpallo favorevole, che danno la sicurezza della qualificazione agli ottavi di Champions League e – così si spera – un po’ di tranquillità a Benitez. Sul campo, motivazione, buona volontà e spirito di squadra. Per i miei gusti, gli spunti positivi di Inter-Twente finiscono qui, contrariamente all’ottimismo di stampa e commentatori TV.

Quanto è scarso Pandev, quanto è scarso Biabiany…”  sugli spalti, un gruppo  di tifosi nerazzurri esasperati  intona questa canzoncina ironica per difendersi dal freddo e per divertirsi un po’, dato che la partita non lo consente.  A mio avviso, il peggiore in campo della serata è l’attaccante macedone. “Pandev per farlo segnare devi bendarlo!” sento urlare dalle gradinate. Quanto a Biabiany, si sfiata sulla fascia senza che né lui né i compagni al centro riescano a concretizzare una conclusione decente.

INTER STERILE

Ho detto tutto. È inutile dilungarsi su moduli e tattiche: l’Inter proprio non riesce a metterla dentro.  I suoi attaccanti rimangono invischiati nella difesa olandese, non riescono a smarcarsi, si impantanano da soli, sbagliano, ciccano da pochi metri o addirittura a porta semivuota. Sneijder è scentrato,  Eto’o non riesce a sfondare, di Biabiany ho già detto….  quando sbagli venti volte solo davanti al portiere, non è una questione tattica o di modulo: significa che sei fuori condizione. Significa che sei appannato nel fisico e nella mente: in parole povere, “scoppiato”.

L’Inter è in ritardo nella corsa come il suo pullman, che arriva a San Siro alle 19.30. Ma Ladycalcio è già sul posto molto prima 😉 , per tastare il polso alla serata. Gli addetti alle biglietterie si guardano in faccia (altro che code per acquistare i tagliandi!), e lo stadio è tutt’altro che gremito.

LA PROTESTA DEI TIFOSI

Sarà il freddo, sarà il brutto gioco… soprattutto, sarà il costo spropositato dei biglietti in tempo di crisi. Secondo la Curva Nord, la colpa è anche del Governo. Tradotto in italiano, lo striscione in inglese casereccio esposto nel 2° tempo suona così: “Il Governo italiano sta svuotando gli stadi e uccidendo la passione della gente. UEFA: i tifosi italiani ti chiedono aiuto”. In Curva Sud, la Banda Bagaj protesta per lo spostamento al 3° anello blu in occasione del derby: “Derby al 3° blu sopra di LORO spostati lassù… Società perché non ci vai tu?”. Alla faccia degli appelli ai tifosi… 😦

D’ACCORDO CON ANTONIO BARTOLOMUCCI

Dalle parole ai fatti o, se preferite, dalle parole al goal di  Cambiasso”, afferma Bartolomucci a StudioSport (Italia 1). Il giornalista parla poi di un “Rafa Benitez un po’ alla Indiana Jones, per intenderci , alla ricerca del gioco perduto” , che “fra mille peripezie alla fine lo trova”… chissà se grazie all’abbandono della sua cravatta viola…. Poi, Bartolomucci parla di “3 punti che servono a risolvere la pratica Champions” , di un Moratti che “ringrazia tecnico, giocatori e Padreterno” e di “una squadra un po’ strana per alcune scelte,  che senza quel goal del Cuchu sarebbero diventate imbarazzanti”. 😉 D’accordissimo, soprattutto su quest’ultimo aspetto.

RIECCO UN MATERAZZI DA OSCAR 😀

A incocciare contro un avversario ci riprova negli ultimi minuti della partita 🙂 , ma rivedendo le immagini Sky scopro che…. 😯 ma no, non è possibile! Mentre Matrix si rigira a terra, la regia stacca e va  per prati e boschi, mostrandoci il pubblico e la moviola. Ma quando mai, regia??????? Do al “messaggio” un’interpretazione inequivocabile: le mie osservazioni su Materazzi che si divincola a terra dopo gli scontri con gli avversari hanno fatto pieno centro 😉 . È uno stimolo forte ad approfondire.

Materazzi, Oscar”! sento gridare da dietro da un tifoso irritato. Mi giro e gli domando quale Oscar. “Per il miglior attore, no?” 😀 mi risponde  lo spettatore esasperato da come Matrix batte ritmicamente il piedino sull’erba dopo il colpo ricevuto mentre la regia ci mostra un simpatico spettatore con la coppola in testa 😯 e il replay di un’azione precedente. Volete dire che su certi episodi possiedo immagini esclusive che non ha neppure Sky? 😯

Sono passati 3 anni esatti da quel 24 novembre 2007 in cui ero lì presente ad osservare l’atteso rientro di Matrix in Inter-Atalanta dopo la sindrome compartimentale 😀 😀 😀 . Rifletto su quanto è cambiato da allora Materazzi. Mi sembra addirittura di vedere un altro giocatore.

Ma come si è comportato sul campo, “il nostro”? Stretching da urlo: chissà perché quando i compagni divaricano le gambe e si piegano in avanti lui rimane fermo in posizione eretta…. 😯 Mah. Brusca l’esecuzione dei movimenti durante il riscaldamento. Per la prossima volta, vi invito ad osservare come si muove Matrix, a fare il confronto con Lucio o Zanetti e … a farvi liberamente la vostra idea. Ci mancherebbe! 😉

Chissà  poi perché, al termine del riscaldamento, oltre a mandare saluti e baci 8) in tribuna rossa Materazzi vi scaraventa pure il pallone…  Tornerò sul tema riscaldamento, poiché quello che svolge la squadra non mi convince…

La prestazione di Materazzi

Bene nei lanci lunghi, al contrario di quanto fatto vedere nel derby (siamo sinceri: la lunga inattività non giova a nessuno). Sul mio personale taccuino ho segnato tre suoi assist pregevoli rispettivamente per Sneijder, Pandev ed Eto’o, contro un solo cross completamente fuori bersaglio a metà del 1° tempo.

Una soluzione di fortuna, per contro, il suo impiego difensivo. Due premesse tattiche:  gli attaccanti del Twente sono modesti e l’azione si sviluppa pochissimo dalla sua parte. Ma quando questo accade, Materazzi sembra essere lì per  “chiudere le traiettorie” in quella zona: punto e basta. Ad eccezione di una buona scivolata con cui libera l’area attorno alla metà del primo tempo, Marco non va sull’uomo. È lento. Quando il pericolo arriva nella sua zona, accorrono regolarmente i compagni: si accentra Zanetti, si fionda Lucio, rinforza Cambiasso… Suppongo che queste siano state le consegne di Benitez dopo il disastro nel derby 😦 . Del resto, negli inevitabili contatti fisici, ho osservato da parte di Matrix qualche spintone, “appoggio” sull’avversario e trattenuta di troppo… Per la verità, non sono la sola.

Alcuni siti esteri riprendono le dichiarazioni di Janko, che lamenta “numerose gomitate impunite di Materazzi” (“dello ‘scarpone’ Materazzi 😀 , si precisa su worldfootball.net):

http://ita.worldfootball.net/entry/_81051_cl-janko-nur-von-materazzis-elle/#redirect

http://diepresse.com/home/sport/fussball/613327/Champions-League-ist-zu-100-Prozent-oesterreicherfrei?_vl_backlink=/home/sport/index.do

Sul finale, Matrix abbassa i calzettoni, abbozza dei movimenti di allungamento dei polpacci, si piega in due… stanchezza o un principio di crampi? La difesa, già di fortuna, è in affanno, tanto più che  Cordoba mi è sembrato sofferente sin dall’inizio del match (non sta bene o ha dolore?).  Zanetti e Lucio non possono correre per quattro; dunque, Benitez rafforza la retroguardia inserendo “Davìde  Sànton” 😀 (così lo pronuncia la speaker olandese), per arginare il pressing del Twente che sfiora il pareggio.

Materazzi accorre ad ogni calcio piazzato sperando che, prima o poi, per la legge dei grandi numeri 😀 la dea bendata gli metta sul cabezon un pallone-goal che lo faccia risentire eroe.

Al fischio finale, saluta la claque 😀 , pardon, la Curva Nord, che in ogni partita inserisce almeno una volta  lo spot 😀 …  pardon, il coro, “Tutti pazzi per Materazzi”.  Lo stesso striscione che la Banda Bagaj espone da qualche tempo in Curva Sud 😯.

Matrix offrirà  loro un caffè a fine stagione? 😀

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Balotelli “perdonato” (si fa per dire…)

Posted by ladycalcio su domenica, aprile 4, 2010

Marioooo! Mariooo! Mariooo! Mario, alza la testa!” A gridare a squarciagola  dalla balconata della tribuna rossa del Meazza è un bel bambino biondo infatuato di Balotelli. Il suo beniamino ha appena terminato il riscaldamento e sta per infilarsi nell'”oblò” presso la panchina che conduce al tunnel degli spogliatoi. Prima di lui sono già rientrati Toldo, Orlandoni, Motta e Chivu: chi con un gesto, chi con un sorriso, hanno salutato cordialmente i tifosi che inneggiavano ai loro nomi. Supermario incede truce, sussiegoso, con lo sguardo inchiodato a terra, come se ce l’avesse con il mondo intero. Il capoccione anziché alzarlo lo china, quasi a lasciare intendere di non rompergli le scatole. Scende con distacco la scaletta, snobbando il piccolo fan: neanche uno sguardo, neanche un sorriso o un gesto della mano. Quando con nulla si potrebbe far felice una persona… (ahimé, così piccola e ingenua).

Simpatico di questo passo non lo diventerà mai. Né potrà continuare ad imputare i cori a lui ostili al colore della pelle. È una vecchia storia che non regge più…. “Balo” non cambierà, ne sono convinta. Come dubito che cambieranno i suoi rapporti con l’Inter (e forse, con gli stessi compagni). La “riabilitazione” e la relativa convocazione dopo il lungo digiuno punitivo mi sanno tanto di perdono “politico”, dettato da interessi sportivi ed economici.

Non credo che Mario abbia davanti a sé un lungo futuro in nerazzurro, ma lasciandolo marcire in tribuna è chiaro che si svaluterebbe. Non c’è bisogno di approfondire i temi degli sponsor, della convenienza ad avere in campo una forza giovane e fresca nel momento decisivo del campionato, ecc.

Il suo ingresso sul terreno di gioco per il riscaldamento suscita il boato del pubblico interista. Contro il Bologna è autore di un goal, di un palo e di una buona prestazione. È veloce e fantasioso, tanto che i difensori avversari sono chiamati al raddoppio di marcatura per buona parte dell’incontro. Raggi e Buscé lo chiudono, fino a che Mourinho non lo sposta sulla destra. Al 7′ del secondo tempo, “Balo” raccoglie un pallone di Milito e festeggia il ritorno in squadra con un bel goal.

Ma non è questo il punto. Se l’Inter ha vinto, hanno perso ancora una volta i veri valori.  L'”attaccamento” del giocatore alla maglia della squadra che lo ha reso ricco e famoso è stato tristemente dimostrato a “Striscia la Notizia” e al “Chiambretti Night“. Dopo i due penosi interventi, lo stesso Presidente Moratti, solito metterci sempre una buona parola per i suoi giocatori, era apparso seccato come poche volte. Ebbene: sul tormentone mediatico è stato passato un colpo di spugna sotto forma di due scarne righe di scuse da parte del giocatore sul Sito Ufficiale dell’Inter, che lasciano intatti tutti i dubbi. Non mi meraviglio: il concetto di trasparenza non mi pare andare esattamente a braccetto con i comunicati ufficiali di FC Internazionale...

È mancato il chiarimento (almeno “di facciata”) su quanto realmente accaduto, è mancata una presa di posizione comune del giocatore e della Società, è mancata soprattutto la voce di Mario, che così com’era disinvoltamente apparso nelle trasmissioni sopra citate, avrebbe potuto metterci la faccia anche per chiedere pubblicamente scusa: non solo alla Società e ai compagni, ma anche ai tifosi.

Prova a metterci una parola di incoraggiamento anche la Curva Nord, con uno striscione che recita: “Cuore, testa, muscoli… da anni sognavamo un gruppo così. Forza ragazzi (nessuno escluso)”. Ma quanto a lungo credete che Mario filerà dritto?

La pioggia che cade storta e che filtra copiosa attraverso la copertura del Meazza infradicia gli spettatori, ma lo spettacolo vale la bordata di umidità nelle ossa. Se c’è un neo, è che il volume di gioco prodotto dai nerazzurri non corrisponde al numero di goal messi a segno, anche se oggi sono stati 3, contro un Bologna di caratura decisamente modesta. Ottimo l’apporto di Motta al centrocampo, bene la difesa nel reggere all’emergenza cartellini. A proposito di difesa: povero Santon! Il ragazzo è visibilmente zoppo. Lo si nota dalla corsa, dai movimenti e dagli stacchi, per eseguire i quali salta addirittura  su una gamba sola: la sinistra.  Alla faccia delle belle parole sul sacrificio per la squadra, trovo pazzesco mandare in campo un ragazzo in quelle condizioni – e ancor di più lasciarcelo per 90 minuti. Non fatemi aggiungere altro.

Nulla di fatto sul fronte classifica. La Roma vince a Bari, il Milan a Cagliari. Martedì, a Mosca, per l’Inter sarà di nuovo Champions League. Chissà cosa ci riserverà l’uovo di Pasqua…

Buona Pasqua a tutti i lettori!

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L’UOMO RAGNO CADE NELLA RAGNATELA DELL’INTER

Posted by ladycalcio su martedì, settembre 16, 2008

La prima casalinga dell’Inter rimarrà nei ricordi per il gradito ritorno di Walter Zenga, indimenticata saracinesca nerazzurra, e per l’esordio di Quaresma.

Il pubblico accoglie con affetto l’Uomo Ragno, ora alla guida del Catania, sbizzarrendosi in cori e striscioni. “La Curva non dimentica i suoi eroi: Walter Zenga uno di noi” recita quello della Nord, completato da “W 1 Z” . Poi i fiori, l’abbraccio a Capitan Zanetti e una lezione di signorilità, da parte di Walterone, nel non raccogliere le meschine dichiarazioni di superiorità di “The Special One”.

L’Inter vince meritatamente, ma “Mou” è lungi dall’aver risolto tutti i suoi problemi. La prima impressione “a fior di pelle” è che i giocatori siano frastornati dal suo metodo, dai nuovi schemi e dall’incessante movimento che implicano.

Dal punto di vista tecnico, confermo l’impressione già avuta in Supercoppa: quella di una squadra eccessivamente corta e sbilanciata in avanti (sui calci piazzati in area avversaria, l’ultimo uomo è arrivato a trovarsi a 2/3 circa della metà campo del Catania).

E se la difesa esce promossa dall’incontro, non altrettanto dicasi del centrocampo (pur considerando l’inserimento tardivo di Zanetti e Cambiasso, reduci dall’impegno con la Nazionale argentina) e soprattutto dell’attacco, condizionato dagli errori di Ibrahimovic.

In parte illusorio anche il tanto sbandierato 4-3-3, con cui Mourinho si diverte forse a gettarci un po’ di fumo negli occhi: Quaresma delizia con i suoi tocchi di classe ma deve ancora inserirsi negli schemi, la manovra è spesso viziata dai troppi palleggi e passaggi, i rifornimenti alle punte appaiono troppo prevedibili. D’altronde, la difesa alta e le linee dei reparti “schiacciate” rendono più difficile diversificare l’offensiva con lanci lunghi e cross. La trame dell’Inter riescono pur sempre a imbrigliare il Catania di Zenga; tuttavia, il punto di domanda sulla loro efficacia rimane, in attesa delle avversarie di caratura internazionale.

Decisamente fuori luogo le allusioni di stampa e TV, subito pronte a mettere in dubbio la regolarità della vittoria nerazzurra. La deviazione del 2-1 da parte di Terlizzi è goal, poiché il pallone supera interametne la linea bianca. In questo senso, anziché inscenare le solite polemiche ad arte, basterebbe posizionare una telecamera in linea con la porta e, perché no, un bel “ragno” sopra di essa…

La prima casalinga ha purtroppo visto anche il primo rosso in casa nerazzurra: la manata di Muntari a Tedesco c’è, anche se sulla sceneggiata di quest’ultimo si può discutere…

Sull’altra sponda del Naviglio fa discutere la desolante prestazione dei camminatori rossoneri contro il Genoa, condita dalle sostituzioni dei “gioielli” Ronaldinho e Sheva e dal rigore causato da Capitan Maldini. E a nulla serve che “StudioSport” (Italia 1) delle ore 13.00 faccia slittare la figuraccia in terza notizia, deviando l’attenzione dei telespettatori sulla vittoria di Valentino Rossi a Indianapolis e su quella della Juve contro l’Udinese.

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