CALCIO E PAROLE

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CARA INTER, FA ACQUA ANCHE LA DIRIGENZA!

Posted by ladycalcio su martedì, marzo 1, 2016

Mancio desolato Juve-Inter

“Sono inca**ato nero”. “Abbiamo un gruppo di persone che non si impegna, che non lavora, che non fa sacrifici”. “Non possono mancare caratteristiche come la qualità tecnica, la personalità, lo spirito di sacrificio e le palle”. “La Juve ha creato occasioni da goal da gente che scivola, su uno che gli rimette la palla in area e su un rigore che era evitabilissimo”. “È inammissibile rientrare in campo e al primo minuto regalare un goal così”. Sono le parole di fuoco di Piero Ausilio nel postpartita di Juventus-Inter (2-0).

Ma perché Mancini diserta i microfoni? Perché “è senza voce per il clima” 🙂 , risponde il DS nerazzurro.
Il Mancio la voce l’aveva già persa due settimane fa dopo il KO contro la Fiorentina, occasione in cui il silenzio stampa dell’Inter aveva penalizzato non soltanto i media (che per contratto hanno diritto alle interviste con le voci nerazzurre), ma addirittura i tifosi e gli utenti paganti di Inter Channel (infatti, il silenzio era stato imposto persino al canale tematico nerazzurro, costretto a far saltare un paio di trasmissioni *). Come se non fosse bastato, erano venuti meno anche impegni già presi con gli Inter Club.

Il tutto per decisione della “Società”. Ma chi è, effettivamente, la “Società” FC Internazionale? Chi in occasione dell’impopolare decisione si era nascosto dietro un vigliacco anonimato quando nei momenti di bisogno è d’uso e costume far leva sui tifosi per sostenere la squadra? Bolingbroke? Ausilio? Zanetti?

L’episodio, tutt’altro che marginale in termini di credibilità dirigenziale (e soprattutto di valori), è un pesante indizio del cattivo funzionamento della Società FC Internazionale e della sua co-responsabilità dell’attuale crisi nerazzurra.

Fantastico gruppo di amici affiatati a Natale e capolista alla Befana, l’Inter sta ora vivendo la Quaresima a – 13 dalla capolista Juventus, dopo aver avuto 11 punti di vantaggio sui bianconeri.
Al flop del Franchi era seguito il ritiro punitivo e in occasione di Inter-Samp Roberto Mancini aveva dovuto subire l’inquietante presenza di José Mourinho in tribuna proprio come negli esilaranti Sky toons di qualche anno fa, con Mou osannato dai nostalgici tifosi interisti. “Nostalgia canaglia”, per dirla con Al Bano e Romina, che ha fatto dimenticare in fretta come Mou avesse disertato la festa del Triplete attratto dai dobloni di Florentino Perez, per di più con l’illusione di poterlo rivedere presto sulla panchina nerazzurra (se Mou ha rimesso piede al Meazza, è per tentare di portarsi via Maurito Icardi).

E il Presidente Thohir, l’“interista nato” 😆 che mirava a una grande Inter e alla vittoria in Champions League? Si vede il derby in TV dall’Indonesia e fa parlare di sé per le voci di una possibile cessione societaria. La zona Champions si allontana? Tranquilli, è pronto un piano B. Quale, non ci è dato di saperlo.

Al ridicolo organigramma anglomane di FC Internazionale, venerdì scorso si è aggiunto il nome di Giovanni Gardini nella qualifica di Chief Football Administrator 😆 . Gardini opererà “in collaborazione con l’area tecnica guidata da Piero Ausilio nel suo ruolo di Chief Sports Officer 😆 . Entrambi riporteranno direttamente al Chief Executive Officer 🙂 dell’Inter Michael Bolingbroke”. (cito dal comunicato ufficiale di FC Internazionale). Per contro, nessuno ha ancora informato i conduttori di Inter Channel e troppi loro esimi colleghi che in inglese “management” si pronuncia con l’accento sulla 1^ e non sulla 2^ “a” ❗ e che i termini italiani “Dirigenza” e  “vicepresidente” non sono ancora stati aboliti.

Tornando al campo, a Mancini vengono rimproverati i continui cambi nel sistema di gioco (da ultimo quell’improbabile 3-5-2 a specchio contro la Juve) e nella formazione. I vari Jovetic, Eder, Perisic, Ljajic, Santon & Co, che il tecnico jesino aveva affermato di aver espressamente voluto, si alternano in panchina, dove siedono decine di milioni di euro. I salvatori della Patria Melo, Medel, Telles e compagnia tali non sono e l’Inter continua a distinguersi per la mancanza di un gioco e per la ridda di errori individuali.

Ma chi ha effettivamente scelto questi giocatori? I sostenitori nerazzurri chiedono chiarezza alla Dirigenza: sono stati davvero voluti da Mancini oppure, più probabilmente, sono frutto di operazioni economiche al risparmio? E ancora: chi all’interno della famigerata “Società” ha deciso di rinnovare il contratto a Nagatomo? 🙄

Urgono nuovi acquisti – in primis un regista – ma a fronte di un debito di 400 milioni di euro Ausilio non può permettersene uno di livello: “Nel momento in cui non lo puoi prendere non è che puoi pensare di non giocare a calcio perché non hai un regista. Piuttosto che fare per fare abbiamo preferito non fare nulla”, ha dichiarato.

Fra occhi a mandorla a digiuno di calcio, voci di nuovi partner asiatici e americanate, l’Inter rischia di perdere nuovamente il treno per la Champions e di veder deprezzata l’attuale rosa, con il danno economico che ne conseguirebbe. Senza contare che, di questo passo, rischia di perdere anche Mancini a fine stagione.

“È arrivato il momento di fare un esame di coscienza”, ha esortato Zanetti. “Bisogna tirarsi su le maniche e pedalare”, gli ha fatto eco Ausilio, “trasmettere valori e convinzioni, chiamare questi signori a quelle che sono le loro responsabilità” verso la maglia nerazzurra e verso i tifosi.

Lo stesso vale per i dirigenti, ci sentiamo di aggiungere.

 

  • Il Direttore di Inter Channel Roberto Scarpini e i suoi colleghi sono a loro volte vittime delle imposizioni della “Società”. Si sono peraltro prodigati per recuperare i format saltati e per offrire il meglio agli abbonati. Il rimprovero non è ovviamente diretto a loro!

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CATANIA-INTER: TRUCCO AL MASCARA

Posted by ladycalcio su sabato, marzo 13, 2010

Lo sanno anche i pulcini: non si salta con il braccio alto a toccare il pallone, a prescindere dalla volontarietà. Sull’espulsione di Muntari a Catania non faccio quindi dietrologie. Non vi vedo nessun aiuto al Milan né alla “riapertura” del campionato.  Vedo semmai un Muntari sempre meno affidabile, che dopo aver scontato due giornate di squalifica, domenica era uscito dal campo strattonando il team manager Andrea Butti e ieri sera, non pago, soltanto  due minuti dopo essere entrato sul terreno di gioco si è fatto rispedire fuori, lasciando in dieci i compagni. Vedo semmai nel ghanese il principale colpevole della sconfitta dell’Inter.

Vedo continue recidive da parte di giocatori che non imparano dai propri errori: soltanto due settimane fa, a Udine, un’analoga ingenuità di Balotelli era costata all’Inter un altro rigore contro.

Vedo un’Inter in crisi come Società prima ancora che come squadra, a cominciare dal tecnico Mourinho : esiliato dalla panchina del Massimino per il secondo anno consecutivo, contro il Genoa era  stato più volte sorpreso dalle telecamere a fornire ai suoi uomini indicazioni gestuali dalla tribuna. Non ci si lamenti: qui, gli organi disciplinari hanno chiuso entrambi gli occhi. Come pronosticato da Ladycalcio, il mister è tornato a parlare – poiché non può farne a meno e i silenzi stampa, alla lunga, fanno male soprattutto a lui, il grande comunicatore, che in settimana, il silenzio stampa imposto dal Patron Moratti l’aveva rotto per ben due volte. La prima, per sbugiardare la balla della febbre di Balotelli contro il Genoa, dopo che Ladycalcio aveva fatto presenti i rischi che il ragazzo avrebbe corso giocando con 38 e mezzo.

MISTER, SULL’OPERAZIONE 🙂 ALL’ARCO ZIGOMATICO DI MATERAZZI SENZA RASATURA DEL BASETTONE 😯 E SUL  CHIRURGO MARZIANO CHE  GLI AVREBBE MIRACOLATO IL MENISCO 🙂 NON CI SCUCE PROPRIO NULLA?

Intanto, sul fronte siciliano il miracolo lo fa Mascara, che con una perfetta cosmesi dal dischetto “corregge” il risultato e rifà il trucco a una provinciale in lotta per la salvezza, trasformandola, almeno per un giorno, in volto da copertina. Un rivoluzionario maquillage vitaminizzato, il suo, che anziché con il pennellino, si applica con un … cucchiaio dagli undici metri, colmo di rivitalizzanti e di 3 preziosi punti contro la retrocessione.

Dicevo dell’Inter in crisi. Contrariamente a chi si ostina a disquisire di moduli, tattiche, spostamenti di baricentro e quant’altro, ribadisco che vedo innanzitutto un crollo fisico-atletico nei giocatori. La superiorità di condizione del Catania mi è parsa lampante sotto il profilo della velocità in corsa, degli scambi di prima, della lotta sui palloni, della carica, della grinta e della voglia. A tratti, a dispetto del tanto decantato lavoro sugli schemi e delle segretissime sedute tattiche di Mourinho, della tattica stessa. E non sto parlando di un confronto con il Chelsea o il Manchester  United, ma con il Catania in lotta per la salvezza. Un Catania bravo ad irretire i nerazzurri per buona parte dell’incontro, specie nelle fasi iniziali, che solo per un miracolo non si è portato subito in vantaggio sulla mischia pazzesca creatasi al 12’ davanti alla porta di Julio Cesar.

Né concordo sul fatto che simili svirgolate siano da imputare all’assenza di Mourinho dalla panchina. L’Inter ieri sera è apparsa “scoppiata”, come troppo spesso le occorre in primavera. Il resto è solo un effetto del crollo atletico – e non la causa della crisi. La squadra va a sprazzi, produce dei guizzi e poi va sotto. È sbilanciata e per riuscire a giocare necessita di continui cambi di modulo, aggiustamenti e correttivi tattici. Per non entrare nel discorso delle sostituzioni e dello sbilanciamento ancor più marcato nel finale con Quaresma, Pandev, Eto’o, Milito e Sneijder: 4 punte e un trequartista per finire sotto di tre goal. Mourinho non fa che prendere appunti, ma perché per far giocare questa Inter deve sempre sbagliare e poi cambiare?

Che l’Inter sia in crisi atletica (e solo secondariamente di gioco) lo confermano gli arretramenti di Cambiasso e addirittura di Sneijder a supporto della difesa, il suo essere in balia del Catania nei cambi di passo e di ritmo, i tanti errori individuali, quel pallone del 3-1 passato davanti al naso di Materazzi 😦 su cui il centrale nerazzurro, con un po’ più di velocità e di birra nelle gambe, sarebbe potuto arrivare.

Al contrario, dopo un prestazione tutto sommato positiva, anche i difensori centrali sono finiti sotto le ruote, travolti dal ritmo dei siciliani. Che dire della preparazione atletica dello Special One?

L’Inter, reduce da 4 pareggi in 5 partite, perde al Massimino e fa gridare “Clamoroso al Cibali!”.

Nel dopopartita, il dt Marco Branca è la personificazione del concetto di imbarazzo. E qui torniamo alla crisi della Società, non soltanto d’immagine.

Martedì, a Londra, sarà battaglia. Intanto, resta da gestire il “caso Balotelli”, con contorno del procuratore Raiola e di quell’improbabile trauma diretto al ginocchio con cui giustificare l’accantonamento di un giocatore sempre più scomodo.  L’atmosfera in casa nerazzurra si è guastata, così come i rapporti fra Moratti ed il suo tecnico. Intanto, il Milan bussa alla cima della classifica, il Real alla porta di Mourinho.

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