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Il Manchester dei sostituti piega la Roma del rigoretto

Posted by ladycalcio su venerdì, aprile 11, 2008

Non tutti i giorni è domenica: la domenica italiana del rigoretto che ti mantiene in coda all’Inter, come accaduto sabato contro il Genoa, cullandoti nel sogno di una “Roma Capoccia”. Il “salvagente a ciambella”, per la verità, ai giallorossi annaspanti era stato gettato anche stavolta: per la precisione da Brown, protagonista di un contatto in area con Mancini. Ma come dice il proverbio, non tutte le ciambelle riescono col buco. A bucare il tiro dagli 11 metri ci ha pensato Daniele De Rossi, spedendo la sfera sopra la traversa.

Scoramento totale su Sky, dove cronisti e commentatori, protagonisti di un tifo sfegatato sin dal pre-partita, cercano di consolare forse i romanisti, forse se stessi: l’assenza di Totti, l’infortunio di Cassetti, la sfortuna di De Rossi. Solo Paolo Rossi fa presente che la Roma, in 180′, non è riuscita a segnare neanche un goal al Manchester United. Neppure su rigore. Peraltro, aggiungo, a un Manchester schieratosi senza Cristiano Ronaldo, Scholes e con Rooney solo nel finale, Ferdinand zoppo e Silvestre che non giocava una partita intera dallo scorso settembre.

Marcello Lippi, Paolo Rossi e Gianluca Vialli rovistano nella memoria alla disperata ricerca di grandi giocatori che abbiano sbagliato rigori decisivi; nella concitazione del momento, esce il solo nome di Maradona.

Nulla da eccepire sull’impegno dei giallorossi. Stride invece il paragone con la severità unanime dei mass media verso l‘Inter, eliminata dal Liverpool: troppo piccola per l’Europa, sterile nel gioco, colpevole di una ridda di occasioni sciupate, valutata solo in base al passivo complessivo di 3 reti subito in un doppio confronto disputato per metà in 10 contro 11. Apriti cielo se a fallire il rigore all‘Old Trafford fosse stato Ibrahimovic: non segna neppure dal dischetto, si sarebbe detto, non è un campione perché nel momento cruciale gli è mancata la freddezza, nelle partite chiave non fa la differenza.

Si insiste invece sul volto di De Rossi, segnato dall’errore. “Il goal era lì a 11 metri” dichiarerà quest’ultimo. E quando c’è l’impegno, i tifosi perdonano qualsiasi errore. Salvo che a commetterlo sia Materazzi. Certo è mancato il Pupone, che in occasione dell’incontro d’andata aveva fatto sapere di trovarsi davanti alla TV con i due pupetti in braccio. È mancato il portafortuna Rossella Sensi.

Secondo Lippi, che a inizio trasmissione aveva pronosticato un 5-6 per la Roma, l’eliminazione dalla “Champions” non influirà sul campionato. Mi permetto di dubitarne. È qui che la Roma deve fare appello a tutto il suo carattere, per non rischiare il crollo. Lippi, il più largo di manca del trio, si produce in lodi sperticate alla grande stagione dei capitolini e alla prestazione contro il ManU: “Hanno fatto tutto… meno il goal”, “non era stato messo in preventivo che De Rossi sbagliasse il calcio di rigore”, “è mancato un pizzico di fortuna”… “Lo sanno tutti che sei mio amico, Marcello!” scherza Spalletti in collegamento.

A fine trasmissione viene portata in studio una torta per Lippi su cui troneggia il n° 60, gli anni che il mister sta per compiere. Qualcuno, scherzando, lo legge al contrario: 06, come il prefisso telefonico di Roma. La festa alla Roma l’hanno rovinata – o se preferite l’hanno fatta – gli inglesi, che un sorteggio beffardo ha voluto sulla strada dei giallorossi nei delicati quarti di finale (e non in semifinale o nello scontro secco di Mosca, fasi che, si sostiene, sarebbero state loro più favorevoli). Quegli inglesi irriverenti che, con qualche sostituto di troppo, hanno osato infrangere i sogni di gloria di Roma caput mundi.

Li mortacci loro!

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