CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

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IL RICCO 2011 DI “CALCIO E PAROLE”

Posted by ladycalcio su sabato, dicembre 31, 2011

Cari lettori,

“Calcio e Parole” vive il quarto anno di vita e si avvia verso il primo lustro.

Anche in questo 2011, ha confermato la sua identità di alto profilo, volutamente “di nicchia”, distinguendosi per la ricchezza e la serietà dei contenuti.  E il più delle volte, per le sue scomodissime denunce.

La vignetta con il vulcano pubblicata in occasione del 4° compleanno  è il duplice simbolo dell’esplosività del blog e dei molteplici progetti in cantiere. http://bit.ly/vdNhXC

In questi 12 mesi ho fatto importanti denunce, laddove “il gregge”, per dirla con Indro Montanelli, si è dimostrato cieco, sordo e indifferente. Nel “caso” dell’ubiquitaria  maglia indossata da Javier Zanetti  nella Finale di Madrid, persino smemorato (la maglia, pubblicizzata come “pezzo unico” dal Sito Ufficiale dell’Inter nel maggio 2010 e battuta all’asta per circa 8.000 Euro a favore della Fondazione Pupi, ricompariva misteriosamente come dono del Capitano nerazzurro sulla bara di un ragazzo di vent’anni, senza che il “grande uomo” Zanetti trovasse le parole per rispondere alla lettera aperta con cui gli chiedevo spiegazioni) http://bit.ly/hpX1SN   http://bit.ly/fOzHhY  http://bit.ly/hghipZ

Fra gli altri casi di cui mi sono occupata, ricordo anche quello dell’Arcore-girl Marysthell  Polanco, ingaggiata per un mensile di 2500 euro da Milan Channel a fronte di 35 cassintegrati fra i dipendenti del canale tematico rossonero. http://bit.ly/vzR5nv

E  come dimenticare le imbarazzanti lettere aperte al Prof Francesco Benazzo e alla Direzione Generale e Sanitaria del Policlinico S. Matteo di Pavia in merito alla marziana tecnica chirurgica con cui nel 2007 avrebbero risolto la sindrome compartimentale acuta 😆 di Marco Materazziper via endoscopica 😆 e con un’incisione di soli 2 cm? 😆 http://bit.ly/lZ8Oio  http://bit.ly/jTL0OG

CONTROCORRENTE

Questo blog ha proseguito nella sua linea contro la Tessera del Tifoso, ha segnalato disservizi ed eccessi da parte delle Autorità e dei “servizi d’ordine”. Ha affrontato e interpretato controcorrente rispetto alla massa casi delicati quali la “cassanata” del forame ovale pervio interatriale http://bit.ly/u4CKZy  e la follia del ritorno-lampo di Abidal dopo l’asportazione di un tumore al fegato.

Punti forti di  Ladycalcio, oltre agli argomenti di natura medica, sono stati come sempre la parte atletica e gli approfondimenti sul calcio tedesco, proposti di primissima mano sia come attualità, sia in chiave storica (si vedano il nostalgico revival della “lattina di Boninsegna” a 40 anni di distanza dalla notte del Bökelberg) http://bit.ly/uOaaHU e la tradizione dello Schalke 04 di scendere in miniera, individuata come drastica“cura” contro gli eccessi dei nostri eroi della pedata  http://bit.ly/uMMR1j . A prescindere dagli argomenti trattati, infatti, mi sono fatta paladina dei veri valori, sempre più calpestati in nome del dio denaro e della gara a chi più accumula metallo in bacheca. Da qui,  l’auspicio di punizioni esemplari  per certi comportamenti inaccettabili dentro e fuori dai campi.

“Calcio e Parole” ha infranto anche un tabù, occupandosi dei casi di depressione e dei disturbi mentali sempre più frequenti nel falso e degenerato mondo del calcio, riprendendo la tragedia del suicidio del portiere tedesco Robert Enke http://bit.ly/sfYZGa e il dramma dell’arbitro Babak Rafati  http://bit.ly/unmJXt

TRA IL SERIO E IL FACETO

Tuttavia, per evitare di assumere uno standard eccessivamente pesante per un blog di calcio, ho inframmezzato i contenuti impegnativi con argomenti più leggeri, nonché con spunti spassosi: con la caccia alla bufala innanzitutto, dove Materazzi ha fatto la parte del leone (ma che dire dell’annunciato ritorno di Eto’o all’Inter a gennaio “fabbricato” 😀  da Fabbrica Inter?)  http://bit.ly/ut2u16 . Ho poi disegnato di mia mano alcune scherzose caricature http://bit.ly/dRkDBX , fino ad arrivare al riuscitissimo “pesce” http://bit.ly/sYcHhO dello scorso primo aprile.

Mi sono poi presa gioco di certe esilaranti “diagnosi mediche”, in primis del “risentimento di primo grado” coniato da inter.it , così come del labiale o della grammatica zoppicante di certi esimi personaggi. In una fusione di intenti fra ilarità e reportage, ho lanciato nella Rete le foto degli stracci che sventolano al posto delle bandiere all’ingresso del Centro Sportivo Angelo Moratti. http://bit.ly/tPPzTi

IMMAGINI ESCLUSIVE

“Calcio e Parole” si è distinto dagli altri blog anche per alcuni apprezzatissimi servizi fotografici, proponendo ai suoi lettori  immagini esclusive del gioco e del tifo in occasione di alcune importanti partite (vedi Inter-Bayern del febbraio scorso) http://bit.ly/f38wRw e  di un allenamento aperto dei nerazzurri alla Pinetinahttp://bit.ly/nfNDbr , con foto esclusive dell’infortunio di Emiliano Viviano (a proposito, in bocca al lupo per una perfetta ripresa!), che nemmeno il Sito ufficiale di FC Internazionale aveva mostrato.

NON SOLO CRITICHE

Se da una parte ho criticato i comportamenti di personaggi “intoccabili” come Javier Zanetti, José Mourinho e Massimo Moratti http://bit.ly/s80rD0 , dall’altra ho difeso Giacinto Facchetti, bersaglio di vergognose calunnie http://bit.ly/t8PO2i  http://bit.ly/rMIKh7 , segnalandovi peraltro  l’e-book di Pierluigi Avanzi  “Giacinto Facchetti, una bandiera in mezzo alla battaglia” , di recente uscita http://bit.ly/ukVLIR

UN CONTO APERTISSIMO

Avrete già indovinato di chi sto parlando. Sviscerare l’intrigante  “caso Materazzi“, che potete rileggere nell’omonima cartella della homepage, rimane il mio obiettivo numero uno.  Nei tempi prestabiliti.

Se negli ultimi mesi ho spostato il baricentro della mia analisi pubblica sulla strana estate di Matrix, prodiga di conferme alle certezze anticipatevi http://bit.ly/uiahm7 , ciò non significa che il fulcro della questione non rimangano le tecniche chirurgiche per la risoluzione della sindrome compartimentale acuta.

E proprio il periodo in cui non ho trattato dell’argomento si è rivelato decisivo per permettermi di sollecitare pubblicamente al Prof. Benazzo e al San Matteo di Pavia, forte delle necessarie certezze, le risposte  a cui  si illudono di potersi allegramente sottrarre.

Così, fra caccia alle bufale, caricature e un’estate tutta stranezze, la tattica di Ladycalcio può essere paragonata a una gara di mezzofondo prolungato su pista in cui l’atleta si fa strada con qualche sapiente gomitata e sfianca l’avversario con strappi e cambi di ritmo. Prima di tirargli il collo nella volata finale.

NUOVI TREND E PROGETTI

Proprio in tema di Materazzi, Ladycalcio ha intensificato i suoi interventi su altri spazi online, con un esordio-scoop in lingua inglese sul futuro di Matrix  http://bit.ly/rDtDM3 che potrebbe preludere ad altre pirotecniche sorprese.

Come ogni anno, di tanto in tanto c’è scappata la “censura “, regolarmente neutralizzata pubblicando i contenuti “oscurati” su questo spazio a vergogna del censore di turno.

Anche per il nuovo anno, ho in serbo nuove idee e battaglie, da condurre con il consueto coraggio e, soprattutto, con l’onestà intellettuale che da sempre mi prefiggo.

Il riconoscimento più bello e più vero, cari affezionati lettori,  è il vostro apprezzamento per il mio lavoro. La soddisfazione più grande, è sentirmi ripetere da tutti voi che ciò che scrivo in questo spazio, “non si legge  da nessun’altra parte”.

Insomma, che “Calcio e Parole” è un blog unico.

Per fortuna di molti.

Arrivederci al 2012!

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LETTERA APERTA AL PROF. FRANCESCO BENAZZO (Direttore della Clinica Ortopedica e Traumatologica dell’Università di Pavia, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo)

Posted by ladycalcio su martedì, maggio 10, 2011


Premessa ai lettori: il linguaggio della seguente lettera è rivolto a medici e specialisti. Avremo in seguito ampio modo di approfondire l’argomento “sindrome compartimentale” con parole semplici e comprensibili a tutti.

Alla cortese attenzione del Prof. Francesco Benazzo

Direttore della Clinica Ortopedica e Traumatologica dell’Università di Pavia, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo

e p.c.

Spett. Direzione Generale della Fondazione IRCCS Policlinico S. Matteo di Pavia

e p.c.

Spett. Direzione Sanitaria della Fondazione IRCCS Policlinico S. Matteo di Pavia

e p.c.

Spett. Redazione di Inter Channel


Egregio Professore,

Mi chiamo Monica Morandi e sono titolare del presente blog “Calcio e Parole”, spazio Internet in forte ascesa fra gli addetti ai lavori del mondo sportivo.

A fronte dell’interesse manifestatomi dai lettori, ho in animo di ampliarne ed approfondirne i contenuti, inserendovi articoli di fisiologia, infortunistica e medicina sportiva. Ad impormi uno standard sempre più elevato è il livello del bacino di utenza a cui mi rivolgo, di nicchia per mia precisa scelta editoriale.

Vengo al dunque. Non passa giorno senza che il blog registri entrate di utenti alla ricerca di approfondimenti sul tema “sindrome compartimentale acuta”, assurto all’attenzione generale nel 2007 in occasione del noto infortunio subito da Marco Materazzi. Per iscritto e privatamente, non cessano di pervenirmi richieste di approfondimento in merito all’innovativa tecnica microinvasiva grazie alla quale, come si evince dalle dichiarazioni da Lei rese a suo tempo in conferenza stampa e dai comunicati ufficiali di FC Internazionale dell’agosto 2007, sarebbe divenuto possibile risolvere tale patologia d’emergenza con una semplice incisione chirurgica di 2 cm, risparmiando al paziente la cruenta fasciotomia d’urgenza.

Premessa fondamentale: è superfluo precisare che la mia richiesta, in ottemperanza alla legge sulla privacy, esula da qualsiasi riferimento specifico al paziente in oggetto (ci mancherebbe!). Chiedo unicamente di poter venire a conoscenza dei fondamenti della prodigiosa tecnica che, come da fonti ufficiali, sarebbe ora in grado di risolvere il quadro clinico d’emergenza tipico di una  sindrome compartimentale acuta indotta da “un ematoma di 600 cc lungo dalla radice della coscia fino al ginocchio e del diametro di 10 cm” con un “intervento d’aspirazione per via endoscopica sotto controllo ecografico con un’incisione di soli 2 cm”, trasformando il versamento in un trauma contusivo.

Con mia grande meraviglia, infatti, nonostante approfondite ricerche, partecipazione a convegni medici in Italia e all’estero, letture di testi specialistici all’avanguardia in più lingue e consultazione di luminari della chirurgia italiani ed esteri, non mi è stato finora possibile venire a capo dell’innovativa tecnica applicata presso la Sua Struttura.

Le risposte da me ricevute dai Suoi colleghi in merito al quadro patologico-tipo della sindrome compartimentale acuta fanno unanimemente riferimento, quale intervento risolutore, alla fasciotomia d’urgenza, con decompressione chirurgica del compartimento mediante l’incisione della loggia muscolare lungo l’intero piano fasciale. In altre parole, alla riduzione della pressione neurovascolare tramite incisione dell’aponeurosi per tutta la sua lunghezza.

All’infuori del Suo metodo, tale tecnica era finora stata l’unica garante della sufficiente decompressione neurovascolare all’interno del compartimento. L’unica, insomma, in grado di permettere: a)  l’ispezione della muscolatura e la valutazione delle sue condizioni (contrattilità, consistenza, colorito, capillarizzazione, ecc.); b) la rimozione immediata degli eventuali tessuti già in preda alla necrosi (prevenendo l’insorgere di infezioni); c) la ricostruzione vascolare nel caso di danni ai vasi.

Ribadisco che la mia richiesta è da intendersi in modo generale e aspecifico – senza alcun riferimento al caso di Materazzi . Il mio interesse – e quello di molti miei lettori – , è rivolto unicamente all’innovativa metodica chirurgica grazie alla quale, in casi analoghi, risulterebbe ora possibile:

  • Decomprimere una loggia muscolare in preda a sindrome compartimentale acuta conseguente a lesione vascolare profonda e versamento ematico di 600 cc mediante un’incisione di soli 2 cm.
  • Evitare, nonostante la distanza temporale di oltre mezza giornata intercorsa fra l’incidente e l’intervento, i danni irreversibili notoriamente indotti dopo pochissime ore dall’ischemia e dall’ipossia legate all’accresciuta pressione intracompartimentale (infarto muscolare, formazione di tessuti cicatriziali, fibrosi e retrazione dei tessuti dalle strutture adiacenti, paralisi conseguenti alla compressione prolungata dei nervi, ecc.), con rischio di necrosi di nervi e muscoli e perdita dell’arto (nel caso che cito d’esempio, l’infortunio avvenne attorno alle h 21 del 22 agosto e l’intervento “d’urgenza” (?) , secondo inter.it, “nella tarda mattinata” del giorno seguente”.
  • Valutare per via endoscopica – con un’incisione di soli 2 cm – le condizioni di una vasta regione muscolare come quella della loggia anteriore della coscia, contenente nientemeno che il quadricipite e il retto femorale (mi riferisco alle già citate prove di contrattilità al  tocco, sanguinamento all’incisione, controllo del colorito, ecc)
  • Effettuare la riscostruzione vascolare di un vaso profondo “scoppiato” con un’incisione di soli 2 cm (in questa sede, tralascio i dubbi in merito al  “rischio embolia”, da più parte sollevati in relazione all’aver imbarcato su un aereo un paziente con un’emorragia interna in atto)
  • Ridurre la durata di un intervento tanto complesso e delicato a circa un’ora;
  • Richiudere immediatamente la ferita chirurgica in presenza di una tumefazione giunta decisamente “a livello di guardia”, che Andrea Elefante, giornalista assai vicino a Materazzi, descrive così sulla Gazzetta dello Sport del 24 agosto 2007: “un ematoma di 600 cc che aveva compresso anche un’arteria”, “una gamba che si gonfiava minuto per minuto”, una “gamba dura come il legno e gonfia come un pallone, così gonfia che non si vedeva neanche più il ginocchio”.

Ci terrei molto a conoscere come, in presenza di una tumefazione di tale entità, sia ora possibile suturare immediatamente la ferita chirurgica senza incorrere nel rischio di effetto rebound (ossia, per i non addetti ai lavori, il rischio di un nuovo aumento del volume muscolare legato al gonfiore post-ischemico nelle ore successive alla decompressione chirurgica), e risparmiare al paziente un successivo intervento a tale scopo a distanza di qualche giorno.

  • Consentire al paziente di lasciare il nosocomio a soli 2 giorni dall’intervento stesso e di muoversi agevolmente in assenza di ausili per la deambulazione; peraltro, indossando disinvoltamente i jeans;
  • Consentire all’atleta il perfetto recupero funzionale in tempi brevissimi, tali da permettergli di tornare a correre dopo soli 25 giorni da una sindrome compartimentale acuta causata dallo scoppio di un vaso profondo, di disputare 70 minuti di gioco dopo soli 2 mesi e mezzo (Sheffield, 8,11.07) e di fare ritorno all’attività agonistica ai massimi livelli dopo soli tre mesi.

Da ultimo, una semplice curiosità: dal comunicato ufficiale di FC Internazionale del 23.8.07, evinco che, presso la Sua struttura, la diagnosi di sindrome compartimentale sarebbe avvenuta in base a 3 esami: ecodoppler, risonanza magnetica ed ecografia muscolare. Stranamente, il comunicato ufficiale di inter.it  non cita la misurazione della pressione intramuscolare…

Sarebbe per me un onore ospitare in homepage una Sua risposta esaustiva di questi fondamentali interrogativi e, possibilmente, venire da Lei indirizzata a un testo specialistico di approfondimento. Tutto ciò fungerebbe da aiuto e da sicuro punto di riferimento per molti pazienti o potenziali tali. Ma ancor di più – auspico – sarebbe un onore e un giusto riconoscimento alla Clinica Ortopedica e Traumatologica della Fondazione IRCCS Policlinico ‘San Matteo’ di Pavia, da Lei diretta, veder diffusa e riconosciuta su vasto raggio una tecnica chirurgica tanto all’avanguardia che, stando alla mia esperienza, non ha finora goduto dell’eco che merita non soltanto fra i colleghi stranieri, ma quel che è peggio, neppure nel nostro Paese. È la triste constatazione del perché, troppe volte, i nostri migliori cervelli fuggono all’estero.

Sperando che Lei non vorrà  deludere la mia richiesta, La ringrazio anticipatamente per la Sua attenzione e cortesia e Le porgo i miei più cordiali saluti.

“Ladycalcio” Monica Morandi

La foto si riferisce al comunicato ufficiale di inter.it del 23 agosto 2007

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