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Juventus-Inter “saccagnata” da Saccani

Posted by ladycalcio su domenica, dicembre 6, 2009

Quando avevo saputo della designazione di Saccani come arbitro di Juventus-Inter, avevo storto il naso. Per quale ragione mandare un fischietto non internazionale e non esattamente con la fama di “cima” a dirigere il derby d’Italia? Chiedetelo a Collina.

A posteriori, non mi resta che abbinare il suo scadentissimo arbitraggio di ieri al verbo “saccagnare”, italianizzazione del milanese “saccagnà” e delle sue numerose sfaccettature: picchiare, malmenare, maltrattare, ma anche ammaccare, rovinare, eseguire male un lavoro. L’assonanza con il cognome calza a pennello con l’operato di Saccani in Juve-Inter: sbagli a ripetizione, penosi tentativi di “compensarli” aggiungendo errore ad errore, severità a senso unico,  mancanza di coraggio nei momenti cruciali e incapacità di tenere in pugno la partita, con il risultato di esasperare gli animi. Non per nulla, più che un resoconto di gioco, la cronaca di quest’ultima è un’accozzaglia di falli, scontri, errori arbitrali, decisioni controverse e risse.  Vediamoli tutti di seguito, in un’inusuale chiave di lettura dell’incontro.

Ad aprire le ostilità, le scaramucce fra Thiago Motta e Del Piero, che lasciano presagire la “qualità” della partita. Milito cade in area dopo un contrasto e poco dopo Samuel viene trattenuto da Cannavaro, ma per Saccani è tutto OK. Peccato che settimana scorsa, contro la Fiorentina, a Samuel fosse stato annullato un goal per un’analoga trattenuta su Dainelli. L’episodio si confonde con un contrasto Sissoko-Chivu, sul quale né l’arbitro né la moviola riescono a fare chiarezza.

Del Piero si tuffa su una “pettata” (per dirla con zio Bergomi) di Samuel. Saccani concede una generosa punizione da cui scaturisce il “gollonzo” (per dirla con la Gialappa’s) di Felipe Melo. 1-0 per la Juve, ma il “bello” deve ancora venire. Mourinho, spazientito, applaude ironicamente l’arbitro e gli dice “bravo” (si fa per dire) e “saccagnone” Saccani lo espelle. Baresi allarga le braccia e ha ragione: d’accordo che il mister nerazzurro è incorreggibile in questo “vizio”, ma per una volta, con quello che aveva sulla coscienza, il direttore di gara avrebbe anche potuto far finta di non aver sentito o al limite, avrebbe potuto redarguire Mou verbalmente. Tanto più che certi suoi colleghi l’hanno fatto per i ripetuti “vaffa” di Totti.

La partita si incattivisce e l’Inter, come sempre in questi frangenti, ci mette del suo. Muntari tira i capelli a Caceres che non ha accettato le sue scuse per un fallo subito. Peggio dei bambini dell’asilo: qui, al posto della maestra, interviene Gigi Buffon. Giallo meritato per Muntari e scoppio dei primi petardoni sugli spalti. Giallo anche per Melo per un brutto fallo su Stankovic.

Al 26’ Eto’o pareggia con un’insaccata in elevazione. Samuel,  diffidato, si fa ammonire per un fallo da dietro su Del Piero a centrocampo. Thiago Motta è protagonista prima di un abbraccio poco affettuoso a Caceres in area, poi di uno scontro “di coscia” con Del Piero. E mentre Diego si rotola su un fallo di Muntari, iniziano le schermaglie fra le due panchine.

La ripresa si apre con un abbraccio tra Zanetti e Ferrara e una stretta mano fra Cambiasso e il vice-Ferrara Maddaloni, che mi sanno tanto di fair play affettato…

Al 9’, goal Juve: Cesar non trattiene su un destro di Sissoko , Marchisio mette fuori causa un Samuel appannato e in difficoltà e fa il cucchiaio al portierone nerazzurro.  L’Inter si disunisce, la Juve riparte troppo facilmente.

Al quarto d’ora, fuori Muntari e dentro Balotelli. È un coro di fischi. Grosso stende Eto’o ed è giallo anche per lui. Julio Cesar in questo momento non riesce proprio a trattenere i palloni: su Diego, rischia il 3-1. Caceres prende le gambe di Balotelli e gli animi si surriscaldano. Sprazzo di fair play di Buffon, che dice all’arbitro di aver toccato la palla uscita sul fondo. In telecronaca su Sky, Fabio Caressa sottolinea che “i campioni si vedono anche da questo”. Henry docet…

Samuel, già ammonito, è graziato da Saccani dopo una trattenuta su Del Piero che sarebbe stata da secondo giallo. Caceres atterra Stankovic al limite dell’area. Ormai, l’Inter è lunga e sbilanciata. Nella Juve, “simpatia” Camoranesi sostituisce Del Piero. Scontro Grosso-Balotelli. Al 30‘, contatto in area fra Caceres e il piede Milito. Sarebbe penalty per l’Inter

Sul piano del gioco, gli juventini sono sempre più liberi e sempre più pericolosi nelle ripartenze. Entra Mancini per Cambiasso; Baresi non ha evidentemente di meglio. Preoccupa il Cuchu, di nuovo sostituito. Sta male? Fioccano le ammonizioni: è la volta di Amauri per un intervento duro su Stankovic e di Balotelli per proteste.  Protesta anche Cordoba dalla panchina per le perdite di tempo.

Il finale è incandescente: al 40’, spallata di Balotelli a Melo. Supermario simula la caduta e ne nasce una vergognosa rissa, con immagini da lotta greco-romana fra il campione  Buffon e Motta e con testata di Chivu a Sissoko. Melo finisce fuori per doppia ammonizione.

Ultimo minuto dei tempi regolamentari: sedata la rissa, Baresi gioca la carta della disperazione, mandando in campo il saltatore Materazzi al posto di Samuel. Gli insulti beceri al suo indirizzo sono chiaramente percepibili anche in TV, ma su questo si preferisce tacere. Qualcuno dice che si tratta di “frange”.  Si vede che il pubblico di Torino è molto “sfrangiato”…

Solo 4’ di recupero, nonostante la megarissa e le 6 sostituzioni. Baresi giustamente protesta.

C’è ancora tempo per l’ammonizione a Caceres per perdita di tempo, per uno scontro Grosso-Balotelli e per uno scontro fra l’uomo mascherato Chiellini e l’ex in maschera Materazzi, in cui il nerazzurro rischia di rimediare uno scalfo da urlo anche sulla fronte.

Grosso restituisce il pallone all’Inter, ma in profondità . I cori a Balotelli non cessano, ma si precisa che non sono di matrice razzista.  Con tutta la solidarietà nei confronti di Mario, va ammesso che il ragazzo, con i suoi comportamenti antisportivi, ci mette troppo spesso del suo per attirarsi le antipatie.  Resta un’amara constatazione. Si parla tanto di educare il pubblico. Ma quale esempio offrono i professionisti sul campo?

Nei commenti del postpartita su Sky, si preannuncia “una nuova settimana di passione per le squadre italiane”.

Mourinho, che  aveva iniziato la settimana con il silenzio stampa, con il silenzio stampa la termina. Ferrara è felice per la “vittoria meritata” (!)  e per aver salvato la propria panchina. Gli juventini gongolano per aver battuto l’Inter – come, non ha importanza.

Bilancio dell’incontro (o meglio, dello scontro): 7 gialli, 2 rossi, una megarissa, 2 rigori non fischiati all’Inter e l’ennesimo risultato fra Juve ed Inter più bugiardo di Pinocchio. Un copione in stile Juventopoli che speravamo di non vederci più riproporre. Intanto, le vergognose immagini stanno facendo il giro delle TV straniere, con particolare riguardo a quelle tedesche, molto attente ai prossimi avversari del Bayern e alle gesta di “Marcisio” e “Ciellini”.

Su Sky, Fabio Caressa aveva introdotto la partitissima con queste parole: “Oggi conta per tutto: per la classifica, per il campionato, per la fiducia, per i sentimenti, per l’orgoglio, ma conta anche per altro: per il nostro, calcio per la nostra immagine all’estero. Ieri abbiamo riconsegnato la Coppa del Mondo, prima del sorteggio. Da oggi, tutti insieme, lavoriamo per riprendercela. E allora dai, divertiamoci. Facciamo soprattutto vedere di cosa siamo capaci”.

Se ciò di cui siamo capaci è questo, possiamo andare a nasconderci.

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