CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

Posts Tagged ‘Monica Morandi’

ATTENTI AL CANE

Posted by ladycalcio su martedì, novembre 20, 2012

Analisi su moduli, tridenti, difese a 3 o a 4…  Vi dico la verità:  se non ne faccio da un pezzo, è perché da un pezzo ho smesso di credere che facciano la differenza. Perlomeno, che siano destinati a farla in questo campionato.

Procedendo di questo passo, infatti, le differenze di classifica rischiano di farle i cosiddetti “errori” arbitrali, sempre più platealmente a favore della Juventus.

Il rigore non concesso in Inter-Cagliari per il fallo su Ranocchia, che ha falsato il risultato dell’incontro e vanificato la rimonta dei nerazzurri in classifica dopo il pareggio della Juve contro la Lazio,  è il terzo torto consecutivo subito dall’Inter in altrettante partite.

È d’obbligo premettere che l’Inter di domenica si è resa protagonista di troppi errori – dal modulo sbilanciato di Stramaccioni  alla scorpacciata di goal di Milito – senza i quali avrebbe chiuso per tempo la partita contro un avversario  inferiore. Tuttavia, questo non deve sviare l’attenzione dal problema di fondo: la recrudescenza del trend degli “aiuti” alla Juve.

“Voi interisti state zitti”, avrebbe detto Giacomelli agli inferociti uomini di Strama espulso: un déjà-vu che ci riporta nel tunnel dello Juventus Stadium, con Cassano & Co a chiedere inutilmente spiegazioni a Tagliavento sulla convalida del goal in fuorigioco macroscopico di Vidal.

Non nego di essere pessimista:  il paziente calcio italiano non può certo dirsi guarito con l’annetto di B inflitto alla Juve, ma anzi, appare sempre più malato e, per di più, costellato di opinionisti-pompieri irridenti e provocatori. Non starò a perdere il mio tempo ripetendomi  ad ogni singolo episodio futuro:  vi dico una volta per tutte che, dato l’andazzo, mi aspetto un film già visto.

La trama?

1)      Qualche breve periodo di “latenza” della malattia – tanto per  rimanere nel linguaggio medico – per lasciar calmare le acque dopo i picchi di esasperazione durante i quali, come accaduto domenica, Moratti o chi per lui alzerà i toni contro le macroscopiche “sviste” dei nostri fischietti.

2)      Una Juve che riacquisterà sempre più potere politico

3)      Qualche “errore” pro Inter per gettare un po’ di fumo negli occhi, pretesto per scatenare un gran chiasso da parte bianconera e “dimostrare” che, alla fine, gli episodi pro e contro si bilanciano. Ma  – fateci caso – mai negli incontri decisivi per le sorti del campionato…

4)      Il computo finale delle “sviste” arbitrali, che già incide pesantemente sulla classifica, si manterrà saldamente pro Juve, condito dalle solite dichiarazioni-tiraschiaffi da parte di illustri dirigenti bianconeri.

5)      Con questo, non sto dicendo che lo Scudetto sia già cucito sulle maglie della Juve. Semplicemente, le concorrenti  – in primis l’Inter – rischiano di condurre la corsa  al titolo gravate da una zavorra, come accaduto nel confronto diretto a Torino con Tagliavento a mettere i nerazzurri in 11 contro 12.

6)      Mi aspetto -e ve lo dico apertamente – che si vada avanti così, con le beffe ad aggiungersi ai danni: vedi le sterili scuse da parte dei vertici arbitrali e le continue provocazioni dei commentatori, in testa a tutti quelli Sky:

Giorgio Porrà: “Il Presidente (Moratti, ndr) può prendersela soltanto con l’imperizia tecnica degli arbitri e quindi  sollecitare i vertici arbitrali a migliorare la categoria”, oltre che “portare fatti certi, oggettivi  e documentabili “ sulle allusioni fatte.

Luca Marchegiani: “Tirare in ballo dei disegni piuttosto che una più o meno celata malafede nelle scelte, non la capisco”.

Mauro Mauro:  “Perché io dovrei pagare per  vedere partite che sono rese meno credibili dai protagonisti?” (…) “La Juventus  è andata in Serie B (anche qui, i suoi santi protettori le evitarono la C2 che avrebbe meritato, ndr) , ha strapagato quello che è successo (…) ma basta, perché questa Juve deve pagare il passato, adesso?”(…) Il calcio del futuro non si fa in questa maniera”.

Ilaria D’Amico si supera, attribuendo le dichiarazioni di Moratti all’” incapacità di liberarsi da un peso che si è sentito come un marchio per decenni che è quello di Calciopoli, altrimenti 3 partite ❗ in cui c’è un andamento arbitrale non chiarissimo non possono portar fuori  (…)”. Anziché occuparsi di calcio, la D’Amico avrebbe fatto meglio a rimanere a casa a fare la mamma  :mrgreen: , se è vero che “il rigore abbiamo dovuto rivederlo per 7 volte 😯 per capire che era un rigore e l’Inter ha una cicatrice che è quella di Moratti ( …) questa cicatrice spesso annebbia una persona che sa ragionare come Moratti (…) la saggezza nel calcio è  cosa che appartiene a pochi e spesso a freddo e non a caldo (….)  il peso di una ferita del passato, non può essere altro”

Si annebbia grammaticalmente e concettualmente anche Sandro Sabatini (Sky Sport 24): “Personalmente mi permetto solo di dire che mi diffido 😆 l’elenco degli errori arbitrali che arrivi in ordine alfabeto dall’Albenga fino alla … aiutami, una squadra con la zeta in ordine alfabetico di qualsiasi serie, perché ognuno ricorda comunque gli errori subiti e mai gli errori a favore”.  Sui punti pesanti persi dall’Inter, Sabatini è del parere che  “Siamo abituati che tutte le volte si agitano dei fantasmi che credo che non esistano più. Ecco, tutto qua e poi è chiaro che i giocatori nella foga magari che vanno a protestare con l’arbitro, l’arbitro dice:  ‘voi dell’Inter state calmi’  🙄 non necessariamente perché l’arbitro rappresenta un’altra parte, un’altra parrocchia un’altra cooperativa, un’altra squadra, insomma”. 😳

Insomma, le cantonate arbitrali che stanno pregiudicando la credibilità del campionato – a senso unico in virtù della legge di Murphy :-)– sarebbero unicamente frutto dell’incapacità della nostra scadentissima classe arbitrale.

Non resta che dire:  ATTENTI AL CANE!

Annunci

Posted in Calcio italiano, Inter, Juventus | Contrassegnato da tag: , , , , , , | 15 Comments »

CASTAGNER A “UNDICI”: MATERAZZI SIMULAVA GLI INFORTUNI!

Posted by ladycalcio su giovedì, novembre 15, 2012

“Che storia ci racconti su Materazzi a Perugia?”

La domanda viene rivolta a Ilario Castagner nel corso di “Undici” (Italia 2), la trasmissione calcistica del lunedì sera condotta da Pierluigi Pardo. L’ospite in studio del 12 novembre è, udite udite, Marco Materazzi.

Sentite che ritratto tesse “l’Ilario”- come lo chiamavano a Milano – del suo ex-pupillo: “Grande giocatore, grande trascinatore, tanti goal .. però, ogni tanto gli capitava – verso la fine della partita – di buttarsi in terra e simulare un infortunio che non c’era…..”   😉

Pardo domanda perché: “Mah, non lo so, bisognerebbe chiederlo a lui…” è la risposta di Castagner.

Tremano i tatuaggi del mio follower segreto ;-), che suda freddo al pensiero del prezioso assist per Ladycalcio: Ladycalcio che, all’indirizzo di Marcone, ha dimostrato di vederci molto bene. Guardo negli occhi tristi di Matrix al di là del teleschermo, al di là delle apparenze e dell’ostentata bella vita: “Quando capisci, realizzi che hai smesso– tenta di autoconvincersi Materazzi –  devi passare dall’altra sponda”, intesa come il ruolo di allenatore.

Il fatto è che questo ragazzone spento nello sguardo e macilento nell’espressione, ancora non riesce a “realizzare” di essere un “ex” scaricato dall’Inter.

Quanto all’”altra sponda” in senso figurato, Materazzi si dichiara favorevole ai matrimoni gay, poiché “ognuno deve vivere la propria vita come le pare”.

Come gli pare lui parla italiano e in più, chi lo ascolta con attenzione nota che “mangia” ancor più del solito le parole. Secondo il Matrix-pensiero e la Matrix-grammatica, Marco Simoncelli ha saputo “fare dello sport un gioco, che è quello per la quale si inizia”, mentre sull’attuale numero 23 nerazzurro, il concetto si aggroviglia: “Penso che Ranocchia stia dimostrando di voler dimostrare  … “

E se su Twitter lo bersagliano di insulti, è perché “la moglie 😆 degli imbecilli è sempre incinta”. Benitez gli ha fatto togliere il “santino” di Mourinho dall’armadietto degli spogliatoi della Pinetina? Perbacco, “vuol dire che sei uno che ha paura dell’ombra di se stesso”! 🙂

A de Rossi espulso, infine, regala un bel congiuntivo di consolazione: “Penso che il momento difficile che stia avendo lui è il fatto che… (…)”

Il fatto, per tornare a bomba, è che della fantasmagorica tecnica chirurgica microinvasiva con la quale il Prof. Francesco Benazzo avrebbe operato Materazzi di un’improbabile sindrome compartimentale acuta 🙂 nell’agosto 2007, proprio non si trova traccia, anzi…. E se di momenti difficili vogliamo parlare, il cerchio si stringe inesorabilmente attorno ai pessimi attori della sceneggiata, che ancora si illudono di potersi sottrarre alla resa dei conti non rispondendo alle mie lettere aperte.

Per inciso, se ai tempi del Perugia Marcone adduceva genericamente una botta per allenarsi il martedì,  sentite cosa ricorda dell’acquitrino di Perugia-Juve (1-0) del 14 maggio 2000: “Volevo andare in vacanza, volevo finire al più presto il campionato, non volevo andare in tournée in Cina come era stato minacciato da Gaucci (… ) contro la Juve non volevo giocare un’altra partita perché avrei perso 10 volte su 10”. Paure da anti-guerriero!

Forti di questi brillanti presupposti, torniamo a Materazzi che si contorce a terra come un tarantolato strofinandosi la coscia destra alla fine del primo tempo di Ungheria-Italia del 22 agosto 2007 – a pochi giorni dalla riedizione di Italia-Francia dell’8 settembre 2007 a Milano. 🙄

Torniamo alla vacillante impalcatura mediatica – completamente smontata da questo blog- a sostegno di quell’assurdo infortunio e dei suoi postumi.

Torniamo alle circostanziate obiezioni mediche da me rivolte al Prof. Benazzo, all’UPT del Policlinico San Matteo di Pavia, all’Ordine dei Medici & Co sull’improbabile  tecnica microinvasiva che avrebbe rimesso a nuovo a tempo di record un semimoribondo Materazzi: osservazioni che, per tutta risposta, hanno suscitato un silenzio a 360 gradi che dice più di mille parole. 😳

Torniamo, in sostanza, all’interrogativo di fondo: cosa combinò Materazzi quella sera a Budapest – e perché?

E dato che sia Castagner, sia l’UPT del San Matteo di Pavia invitano a rivolgersi al diretto interessato, a questo punto la domanda è lecita:

“GUERRIERO” 😳 , TI ANDAVA DI GIOCARE QUELL’ITALIA-FRANCIA A MILANO? :mrgreen:

Per saperne di più:

Perché non credo più alla sindrome compartimentale di Materazzi:

http://bit.ly/95n17n

Lettera aperta al Prof. Benazzo:

http://bit.ly/lZ8Oio

Lettera aperta all’Ordine dei Medici (…)

bit.ly/Nu0OmC

Il Policlinico San Matteo è senza argomenti!

http://bit.ly/MATGag

Materazzi, operazione eroe (“lo zigomo di Brema”):

http://bit.ly/N9atQv

“Menisco” Materazzi, 12 dubbi amletici:

http://bit.ly/Lklh1n

Posted in "CASO" MATERAZZI, Media | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , | 22 Comments »

ARBITRI DA SERIE C

Posted by ladycalcio su lunedì, ottobre 29, 2012

Che cosa ha pensato l’assistente Luca Maggiani nei 44 lunghissimi secondi passati dal momento in cui ha ritenuto valida la rete di Bergessio a quello nel quale il Catania si è ritrovato sullo 0-0 contro la Juventus a causa di un fuorigioco inesistente?” si domanda Francesco Ceniti su gazzetta.it

L’interrogativo è tanto più inquietante se pensiamo che, nel momento in cui ha maturato la decisione di segnalare all’arbitro Gervasoni l’inesistente irregolarità  sulla rete del Catania, l’assistente di linea si trovava nei pressi della panchina bianconera…

Dunque, il  goal validissimo annullato ai siciliani e quello in fuorigioco netto di Vidal convalidato alla Juventus hanno completamente falsato il risultato dell’incontro, regalando per l’ennesima volta alla Juve tre preziosi punti. Che dire dei disastrosi errori arbitrali che, sui vari campi,  hanno caratterizzato questo weekend di campionato?

Fondamentalmente, ciò che Massimo Mauro ha detto ieri nel postpartita Sky: “Da osservatore bisogna dire che oggi è capitato qualcosa che non vorremmo vedere, cioè errori che meriterebbero che il guardalinee di Catania e questo qui di Firenze  facessero un po’ di tirocinio in Serie C… Ecco, che facessero 4 mesi in Serie C e poi, forse, se si comportano bene in Serie C …  Perché davvero sono errori allucinanti, qualcosa deve capitare. No, non mi interessa  chi era e chi non era… Sono cose che non possono fare, capito? Perché veramente è un livello tale, quello degli arbitri, che non possono fare certe cose. Sai che io difendo sempre, ma però , quando sono errori così, è  difficilissimo dire ai protagonisti : “ Ecco, l’arbitro può sbagliare, può capitare. È  proprio difficile”!

Direi impossibile. Quanto all’auspicio della  Serie C, due pensieri soltanto:

1 ) Tragicamente, Luca Maggiani è assistente internazionale dal 2004;

2) Da anni sostengo che alla Juve sia stato concesso di tornare in Serie A troppo presto. Sarò impopolare quanto volete, ma i fatti mi stanno dando  ragione…

https://calcioparole.wordpress.com/2008/02/07/juve-carnevale-bianconero/

Posted in Calcio italiano | Contrassegnato da tag: , , , | 14 Comments »

Capitan Zanetti dirige gli Alpini: l’Inter verso Pinzolo 2013

Posted by ladycalcio su venerdì, ottobre 19, 2012

Avete mai visto Javier Zanetti dirigere un coro degli Alpini? No, il Capitano non si è montato la testa dopo i recenti successi canori: stiamo parlando del nuovissimo spot del raduno estivo 2013 dell’Inter a Pinzolo, nel cuore del Trentino, che lo vede protagonista insieme ad alcuni compagni.

Le gustose immagini del dietro le quinte, mandate in onda da Inter Channel, vedono i nerazzurri impegnati in attività-simbolo del Trentino stesso: Luca Castellazzi lavora a maglia con i guantoni (la lana è rigorosamente nerazzurra); Matias Silvestre realizza una tipica scultura in legno; Ibrahima Mbaye è alle prese con le mele Melinda, mentre Il Principe Diego Milito calca il prato della Pinetina con lo zaino in spalla, le “ciaspole” ai piedi e i bastoni da Nordic Walking.

Il più divertito e a suo agio appare proprio Zanetti, che su un piedistallo collocato in mezzo al campo, dirige un coro degli Alpini. Ma per il “Testamento del Capitano” – statene certi –  c’è ancora tempo!

Posted in Inter | Contrassegnato da tag: , , , | 13 Comments »

POVERO STRAMACCIONI! ALL’INTER DISIMPARA IL MILANESE

Posted by ladycalcio su sabato, ottobre 13, 2012

Mi sun de Milan”: questo lo svarione ortografico che da questa mattina fa bella mostra di sé (si fa per dire), sulla Home Page di inter.it, Sito Ufficiale di FC Internazionale.  Si legge in “primo piano“, direi primissimo, 😆 come biglietto da visita dell’Ufficio Stampa della Beneamata.

Con questa “perla”, inter.it intendeva riportare la spiritosa dichiarazione resa stamattina dal mister nerazzurro a Deejay Football Club. E se Strama – romano de Roma – ha detto giusto, la figuraccia è tutta dell’Ufficio Stampa nerazzurro che, in quel di Milano, ha sbagliato a scrivere il verbo essere nella propria “madrelingua”.

Innanzitutto, l’ortografia corretta: nel dialetto milanese, la prima persona singolare del verbo essere si scrive “mi sont”, pronunciata “mi sun(t)”.  E qui, l’orecchio musicale di un milanese d.o.c. dovrebbe subito volare a “Ma mi” (ma io, ndr), la celeberrima canzone meneghina scritta da Giorgio Strehler, musicata da Fiorenzo Carpi e interpretata da calibri come Ornella Vanoni, Enzo Jannacci, Giorgio Gaber e Tino Carraro. “Mi sont de quei che parlen no” (io sono di quelli che non parlano”, ndr), recita il prigioniero che trascorre “quaranta dì, quaranta nott a San Vittur a ciapaa i bott” (quaranta giorni e quaranta notti a San Vittore a prender botte, ndr).

Come il gregge dei pecoroni, nel corso del pomeriggio i vari siti Internet riprendono l’errore da inter.it e lo ripubblicano beatamente senza neppure notarlo. Cadono nella trappola anche illustri quotidiani come Repubblica… Basta digitare l’errata accezione sul motore di ricerca di Google per ritrovarla su pressoché tutti i siti nerazzurri e nei principali spazi Internet dedicati allo sport. Senza falsa modestia, cari lettori, non su questo blog… 😉

Mi sont de Milan“, dunque.

Povero Strama. Lui che ce la sta mettendo tutta per imparare il dialetto meneghino. Da quale cattedra gli impartiscono lezioni di lombard? Né il tecnico capitolino può far conto su come i giocatori dell’Inter parlano in allenamento. Fra la schiera dei sudamericani e degli slavi che compongono la rosa nerazzurra, due soltanto potrebbero eventualmente essergli d’aiuto:  Luca Castellazzi da Gurgunzöla (Gorgonzola, ndr) e il quarto portiere Matteo Antonio Cincilla (l’unico nato a Milano). Ma chissà se parlano il meneghino, in via d’estinzione soprattutto fra i giovani…

Innanzitutto, caro Mister, complimenti per la Sua buona volontà e per il Suo impegno nel volerlo imparare. Li apprezzo molto e per questo, Le do una “dritta”: se vuole veramente  fare un figurone, vada da chi, all’Ufficio Stampa, ha scritto quelle righe e gli dica: “Milanes de Biella!” (milanese di Biella, ndr) – pronunciato così come si scrive. È un’espressione scherzosa che viene rivolta ai milanesi che parlano (o scrivono) male il loro stesso dialetto.

Aggiungo qualche link interessante:

Gli ausiliari nel dialetto milanese

http://www.scienafregia.it/ausiliari/

Il testo di “Ma mi” di  Strehler

http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=675

I verbi ausiliari in milanese

http://www.milanometropoli.com/STORIAMILANO/dizionarietto.htmù

I verbi ausiliari in milanese

http://www.maltrainsema.it/forum_forum.asp?forum=4&section=2&post=3

L’errore di Repubblica

http://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/inter/2012/10/13/news/stramaccioni_derby_sneijder-44462482/

Posted in Inter, Media | Contrassegnato da tag: , , , , , , | 9 Comments »

L’INTER BATTE 2-0 IL CHIEVO CON UN “PROBABILE” 3-5-2

Posted by ladycalcio su giovedì, settembre 27, 2012

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando vi invito a diffidare dalle troppe arzigololazioni tattiche…

L‘Inter espugna il Bentegodi con un fortunato 2-0 scaturito da una rete di Pereira in leggero offside, che  corrobora il morale della truppa e di Stramaccioni.  Ma se il risultato è un dato di fatto, il modulo schierato da Strama resta un’opinione, come lasciano intuire le diverse schermate mandate in onda prima del fischio d’inizio da Inter Channel (che annunciava un 4-4-1-1, trasformabile all’occorrenza in un 4-4-2) e da Sky Sport (un 3-5-1-1 interpretabile anche come un 3-5-2 o come un 3-3 e vattalapesca). Nel mezzo, un quotidiano odierno a caso: il Corriere della Sera, che riporta un 3-5-1-1.

Quanto alla chiacchieratissima retroguradia della Beneamata, durante l’incontro si è vista a tratti una difesa a 3, a tratti una difesa a 4 e, occasionalmente,  persino una difesa a 5 😆

A fine partita, il tecnico nerazzurro ha promosso la difesa a 3 e il 3-5-2 come la quadratura del cerchio garante della massima valorizzazione dell”organico e degli equilibri di gioco: concetti che, alla luce della manovra lenta e macchinosa messa in atto ieri dai suoi uomini, spaziano ancor di più nel campo delle opinioni.

E mentre per Inter -Fiorentina gazzetta.it già azzarda un probabile trio difensivo con al centro Chivu, attendiamo di rimettere alla prova il nuovo schieramento strategico di Strama a San Siro e nelle prossime gare. Possibilmente, contro avversari meno modesti del Chievo quart’ultimo in classifica.

Perchè – ricordiamocelo – al giorno d’oggi, le certezze non esistono più… 🙂  .

Posted in Inter | Contrassegnato da tag: , , , | 13 Comments »

LADYCALCIO RINGRAZIATA E RETWITTATA DA SPORT BILD!

Posted by ladycalcio su giovedì, marzo 29, 2012


“È ufficiale: Ranieri non è più l’allenatore dell’Inter. Gli succede Stramaccioni. Grazie a @ladycalcio”

“Prima della presentazione di Stramaccioni: Mario Balotelli ha raggiunto il centro d’allenamento dell’Inter di Appiano Gentile su una Ferrari”.

Prima un ringraziamento, poi un retweet (non l’unico) da parte della rivista sportiva tedesca Sport Bild (edita dal colosso Axel Springer Verlag), a cui Ladycalcio, con altrettanti tweet in tedesco, aveva prima confermato l’ufficialità della notizia di Andrea Stramaccioni alla guida dell’Inter, poi comunicato la visita di Supermario alla Pinetina.

Un altrio fiore all’occhiello per il piccolo blog “Calcio e Parole“! Con una tiratura di poco meno di 500.000 copie settimanali, Sport Bild è la rivista sportiva più venduta in Europa. Dall’istituzione del prestigioso premio giornalistico biennale Herbert Award (2005), assegnato in base ai voti degli atleti d’élite e delle squadre dei campionati tedeschi nelle diverse discipline,  si è sempre aggiudicata il primo premio nella categoria “miglior rivista sportiva“.

Dankeschön an Sport Bild! 🙂

Posted in Calcio italiano, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , | 18 Comments »

INTER: CAMBIO DELLA GUARDIA ANNUNCIATO

Posted by ladycalcio su martedì, marzo 27, 2012




Il divorzio dell’Inter da Claudio Ranieri era ormai nell’aria. Un comunicato emesso in serata dalla Società ringrazia il tecnico romano per il lavoro svolto e annuncia Andrea Stramaccioni, fresco vincitore delle Next Generation Series, quale suo successore.

(Le foto sono tratte da inter.it)

Posted in Inter | Contrassegnato da tag: , , , | 12 Comments »

“GRANDE INTER”: PASSAGGIO DI TESTIMONE ALLA PRIMAVERA

Posted by ladycalcio su lunedì, marzo 26, 2012


La vittoria europea della Primavera dell’Inter, che battendo a Londra l’Ajax ai calci di rigore ha conquistato la Next Generation Series, ha tutto il sapore di un passaggio di testimone fra l’ex-squadrone Campione d’Europa 2010, sconfitto 2-0 dalla Juve, e i nerazzurri di domani di Mister Stramaccioni.  È questo l’aspetto positivo che può consolare gli interisti in apertura di una settimana  destinata ad essere caratterizzata da nuove polemiche e dall’incertezza sul futuro di Ranieri.

Analizzare tecnicamente la prestazione della prima squadra a Torino equivarrebbe a ripetersi all’infinito.  Alla constatazione dell’ennesimo cedimento fisico dopo un primo tempo combattuto, c’è poco da aggiungere, se non che il derby d’Italia di stasera riapre il campionato della Juve da una parte e segna irrimediabilmente il fallimento della stagione dell’Inter dall’altra.

Dopo il goal dell’uomo-match Caseres, riecco infatti l’Inter allo sbando. Un’Inter in cui, come si dice nel calcio, “saltano tutti gli schemi”. E forse, non soltanto sul terreno di gioco. Un appunto sulle sostituzioni di Ranieri nel 2° tempo: non ho capito per quale ragione abbia tolto Obi (autore di un buon lavoro a centrocampo) e Poli (che effettuava la marcatura a uomo su Pirlo) lasciando in campo l’inconcludente Forlan.  Mi auguro soltanto che si sia trattato di una scelta tecnica, seppur opinabile, e non di un “collante” per saldare il “caso” della scorsa settimana…  In merito, Ranieri ci dovrebbe una spiegazione un po’ più articolata rispetto all’accenno alla stanchezza di Poli fatto su Sky…

Del Piero segna il suo 9° goal contro gli storici rivali e suggella la vittoria della Juve sul campo. Ma come non citare la sconfitta della civiltà sul minuto di silenzio per Michele Silvestri, il sergente italiano morto in Afghanistan, guastato da cori volgari contro gli interisti?

(La foto è tratta da inter.it)

Posted in Inter, Juventus | Contrassegnato da tag: , , | 12 Comments »

Caso Materazzi: la sindrome compartimentale acuta in parole semplici

Posted by ladycalcio su mercoledì, marzo 21, 2012

 

Il Prof. Benazzo – dicevamo pochi giorni fa -, interrogato nel giugno scorso da Inter Channel sui capolavori chirurgici compiuti sui campioni nerazzurri, tace inspiegabilmente sul suo presunto fiore all’occhiello: aver risolto a Materazzi (nell’agosto 2007) una sindrome compartimentale acuta in atto da oltre mezza giornata – con tanto di scoppio di un vaso -, “per via endoscopica e con un’incisione di soli 2 cm”, risparmiando all’eroe di Berlino la cruenta fasciotomia d’urgenza e mettendolo in condizioni di ricominciare a correre a soli 25 giorni dall’intervento. Tutto questo, con una fantasmagorica tecnica di cui non ho trovato traccia sulla faccia del pianeta e sulla quale anche la Direzione Generale, Sanitaria e Scientifica del San Matteo tacciono imbarazzate.

https://calcioparole.wordpress.com/2011/05/10/lettera-aperta-al-prof-francesco-benazzo-direttore-della-clinica-ortopedica-e-traumatologica-dell%E2%80%99universita-di-pavia-fondazione-irccs-policlinico-san-matteo/

Data la tecnicità dell’argomento, in molti mi avete chiesto di riproporre quanto già scritto in parole semplici. Eccovi accontentati!

Il bollettino medico ufficiale sullo strano incidente di Matrix a Budapest (22 agosto ’07), parla di sindrome compartimentale acuta, di un“ematoma lungo dalla radice della coscia fino al ginocchio e del diametro di 10 cm”, di un ematoma tolto “senza ampie incisioni chirurgiche, diminuendo la pressione all’interno della coscia in modo da evitare la necrosi muscolare”. Le parole del Prof. Benazzo, autore del (presunto) intervento: “ Abbiamo optato per un intervento di aspirazione per via endoscopica e sotto controllo ecografico per lo svuotamento dell’ematoma con un’incisione di 2 cm e trasformato il versamento in un trauma contusivo”.

Cari lettori, in questa storia non mi torna nulla. Vediamo perché.

UN PO’ DI ANATOMIA SEMPLIFICATA

I gruppi muscolari del nostro corpo sono alloggiati in spazi anatomici chiusi (detti “compartimenti” o “logge” muscolari). Essi sono rivestiti da una sorta di guaina di tessuto connettivo anelastica e, pertanto,  pressoché inestensibile. I tessuti muscolari all’interno dei “compartimenti” ricevono nutrimento e ossigeno tramite il sangue.

TRAUMA ED EMORRAGIA

Se a causa di un forte trauma si verifica un’emorragia all’interno della loggia – nel caso di Materazzi si parlò addirittura dello scoppio di un vaso – essendo la loggia stessa “chiusa” e la sua guaina di rivestimento inestensibile, l’accumulo di sangue e il crescente gonfiore del muscolo leso al suo interno causano un forte aumento di pressione (pressione intracompartimentale) ai danni dei tessuti circostanti (muscoli, vasi sanguigni, capillari, nervi, tendini, ecc).

COS’È UNA SINDROME COMPARTIMENTALE ACUTA

In brevissimo tempo, tutte queste delicate strutture subiscono una crescente compressione. I vasi sanguigni, sempre più congestionati, riescono a far affluire sempre meno sangue e ossigeno ai tessuti.   Questi ultimi, non più sufficientemente riforniti del sangue e dell’ossigeno di cui necessitano per rimanere vivi, entrano rapidamente in sofferenza  e in “asfissia”. In breve tempo, muoiono. In assenza di un intervento tempestivo,  la pressione sempre più forte esercitata dall’accumulo di sangue sui tessuti racchiusi nella loggia, provoca danni irreversibili: la prolungata compressione dei nervi conduce l’arto alla paralisi, il mancato afflusso di sangue porta alla morte dei tessuti (necrosi). Più passa il tempo, più il paziente rischia deficit funzionali irreversibili.

In parole povere, lo sviluppo di una sindrome compartimentale acuta implica una serrata lotta contro il tempo per ripristinare l’afflusso di sangue ai tessuti che “stanno morendo” e che, nel giro di poche ore soltanto, espongono il paziente al rischio di amputazione.

LA FASCIOTOMIA D’URGENZA

Le speranze di un buon recupero funzionale sono legate alla fasciotomia d’urgenza. In parole semplici, si tratta di un intervento chirurgico che ha lo scopo di diminuire la pressione che schiaccia e soffoca i nervi e i vasi sanguigni all’interno del compartimento, per far nuovamente circolare il sangue nell’arto infortunato e decomprimere le delicate strutture al suo interno.

La fasciotomia si effettua incidendo la fascia connettivale (la guaina che avvolge i muscoli) per tutta la sua lunghezza (diversi cm). Perlomeno, fino all’exploit del Prof. Benazzo, questa mi risultava essere l’unica tecnica in grado di garantire la sufficiente decompressione del compartimento, un’adeguata ispezione della muscolatura e l’immediata rimozione dei tessuti già in preda alla necrosi, per scongiurare gravissime infezioni. Per non parlare della ricostruzione degli eventuali vasi sanguigni “scoppiati”….

Aggiungo che il terribile gonfiore dell’arto colpito da sindrome compartimentale acuta rende spesso impossibile (o controindicata) la chiusura della ferita subito dopo l’operazione. La ferita  viene allora “lasciata aperta” e suturata qualche giorno dopo nel corso di un successivo intervento chirurgico, in cui il chirurgo ha modo di ricontrollare le condizioni dei delicati tessuti di cui abbiamo parlato.

Questo, per farvi capire che la sindrome compartimentale acuta non è una semplice raccolta di liquido incapsulato (alla stregua di una vescica o di una borsite) risolvibile aspirando il liquido o il versamento. È una patologia d’urgenza, implicante modificazioni gravissime e irreversibili a carico di tutte le strutture dell’arto colpito.

IL CASO DI MATERAZZI

Rinnovo la  premessa già fatta a suo tempo:  il mio discorso è improntato unicamente alla tecnica chirurgica grazie alla quale sarebbe possibile risolvere il caso-tipo in questione così come ce lo raccontarono le fonti ufficiali e i mass media, ed esula da qualsiasi risvolto personale o privato sul (presunto) paziente Materazzi.

Per Materazzi, dicevamo, si parlò di un ematoma di 600 cc delle dimensioni di 10 x 40 cm, lungo dalla radice della coscia al ginocchio, che avrebbe compresso anche un’arteria. Si parlò di una gamba “che si gonfiava minuto per minuto”, “dura come il legno e gonfia come un pallone; così gonfia che non si vedeva neanche più il ginocchio” e dello scoppio” di un vaso.

Vi invito a riflettere per un istante e a immaginare le conseguenze di un simile drammatico quadro clinico all’interno di una gamba: 600 cc di sangue che dalla sera precedente (!) hanno invaso (e rischiato seriamente di infettare) le strutture all’interno della loggia, una coscia durissima, di dimensioni abnormi, totalmente congestionata al suo interno, con nervi compressi da mezza giornata… Eppure, nonostante il tempo intercorso fra l’incidente di gioco (le 21.15 circa) e il presunto intervento chirurgico (la tarda mattinata del giorno successivo!), il luminare Prof. Francesco Benazzo afferma di aver risolto questo quadro clinico d’emergenza con un “intervento d’aspirazione per via endoscopica sotto controllo ecografico con un’incisione di soli 2 cm”, trasformando il versamento in un trauma contusivo”.

Il tutto dopo che il paziente, nelle condizioni sopra descritte, era stato imbarcato sull’aereo per Malpensa, con buona pace dell’elevatissimo rischio di embolia. Dobbiamo proprio crederci?

LA MIA LETTERA APERTA AL PROF. BENAZZO

Per venire a  capo dell’enigma, nella mia lettera aperta avevo posto al Professore alcuni quesiti molto tecnici.  Semplificati ai minimi termini, essi suonano pressappoco così:

–          Stante quanto sopra, come poté decomprimere una gamba “dura come il legno e gonfia come un pallone” con un semplice intervento di aspirazione, con un’incisione di soli 2 cm e, peraltro, richiudendo immediatamente la ferita?

–          Come e che cosa sarebbe stato possibile “aspirare” da un arto così tumefatto e indurito?

–          Come gli fu possibile valutare le condizioni di una regione muscolare così vasta come quella della loggia anteriore della coscia- sottoposta a pressione intracompartimentale abnorme da oltre mezza giornata -, ovviare agli immaginabili ingenti danni causati ai tessuti da ore e ore di crescente compressione, rimuovere i tessuti già “morti”, ricostruire un “vaso scoppiato” causa di un ematoma di 600 cc (!)… con un’incisione di soli 2 cm?

–          Come poté – bibbidi-bobbidi-bu – ridurre la durata di un intervento tanto complesso e delicato a circa un’ora e consentire al paziente di lasciare l’ospedale soltanto 2 giorni dopo, muovendosi agevolmente, con l’arto già perfettamente sgonfio al punto da poter indossare disinvoltamente i jeans?

Per tutte le altre macroscopiche contraddizioni del caso, vi rimando all’ormai mitico  post “Perché non credo più alla sindrome compartimentale di Materazzi”, linkato in calce.

Le domande di cui sopra, esigono delle risposte. È una questione di principio, di decoro, di trasparenza, di deontologia, di rispetto per chi soffre, di pari opportunità. Se l’uomo della strada venisse ricoverato al Policlinico S. Matteo di Pavia in preda a una sindrome compartimentale acuta rimediata mezza giornata prima e caratterizzata da un vaso scoppiato, da un versamento di 600 cc e con una gamba nelle drammatiche condizioni sopra descritte, fruirebbe dello stesso innovativo trattamento riservato a Materazzi? Ne dubito.

Il Prof. Francesco Benazzo (Direttore della Clinica Ortopedica e Traumatologica dell’Università di Pavia, Fondazione IRRCCS Policlinico San Matteo) tace, così  come i Professori  Pietro Caltagirone (Direttore Generale Fondazione IRCSS Policlinico S. Matteo Pavia), Marco Bosio (Direttore Sanitario) e Remigio Moratti (Direttore Scientifico)

Non mi scompongo, cari lettori. Se Benazzo e i suoi Superiori non hanno risposto ai  miei interrogativi, dovrà rispondere qualcun altro.

L’articolo sull’intervista al Prof. Benazzo del giugno scorso:

https://calcioparole.wordpress.com/2012/03/10/i-patemi-danimo-del-professor-francesco-benazzo/

Com’è nato il tutto:

https://calcioparole.wordpress.com/2008/11/24/perche-non-credo-piu-alla-sindrome-compartimentale-di-materazzi/

Posted in "CASO" MATERAZZI, Inter | Contrassegnato da tag: , , , | 18 Comments »

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: