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CASO MATERAZZI: AVVISAI L’INTER

Posted by ladycalcio su domenica, aprile 22, 2012

Caro lettore, se non sei a conoscenza dei precedenti, leggi prima il post al link seguente:

https://calcioparole.wordpress.com/2008/11/24/perche-non-credo-piu-alla-sindrome-compartimentale-di-materazzi/

Non l’avevo mai rivelato, ma lo faccio ora. Perché non informasti l’Inter?” mi viene ripetutamente domandato in merito alla brutta telefonata che ricevetti da Marco Materazzi  nell’autunno 2008 dopo avergli inviato in regalo un articolone in suo sostegno frutto di 6 mesi di lavoro.

In realtà, fu la prima cosa che feci. Fu soprattutto una questione di rispetto verso la Società FC Internazionale prima di rendere pubblico l’accaduto, consapevole che questo avrebbe significato “coinvolgere” alla grande persone e istituzioni ad essa collegate (che non sarebbe mai stata mia intenzione tirare in ballo). “Perché non ne ha parlato prima con noi? Avremmo sistemato la cosa!”,  avrebbero potuto  giustamente risentirsi i responsabili nerazzurri. Non fu così.

Dopo la telefonata di quel Matrix così strano e inspiegabilmente impaurito nei miei confronti, condita dal deleterio intervento della moglie Daniela, concessi invano a Marco qualche giorno di tempo per rivalutare il tutto a mente fredda, rivedere le parole e gli atteggiamenti che mi avevano offesa e risolvere l’equivoco “inter nos” , nel più assoluto riserbo.  Non accadde nulla.

Tramite un lungo colloquio telefonico, misi dunque al corrente dell’accaduto FC Internazionale. Preferisco non rivelare l’identità del mio interlocutore, ma per rendere l’idea, trattasi di un rappresentante della Società a tutti gli effetti, molto vicino ai giocatori, che compare spesso in televisione. Premetto che fu molto corretto e disponibile: una persona a modo, che mi dedicò tutto il tempo necessario affinché gli riferissi nei dettagli l’accaduto: le brutte parole di Materazzi, quella sua inspiegabile paura nei miei confronti e il suo rifiuto a un incontro chiarificatore in privato. Misi molto bene in chiaro due punti: 1) che la mia telefonata aveva puro intento informativo: non stavo chiedendo alcuna “mediazione” per  un incontro con Materazzi, per il quale – stavolta da parte mia – era ormai troppo tardi; 2) che quel comportamento insensibile e sprezzante del giocatore nei miei confronti era l’unico motivo alla base di uno scomodissimo “scoop” che avrei lanciato  di lì a poco nella Rete, che non avrebbe fatto piacere all’Inter. Il mio interlocutore si preoccupò soprattutto di conoscere l’argomento di tale “scoop”, che mi pregò a più riprese di anticipargli. Rimasi irremovibile. Tuttavia, gli fornii volutamente un indizio che avrebbe dovuto metterlo sull’avviso: nell’articolo “Il Ritorno del Guerriero”, descrivendo lo splendido recupero di Marco dopo l’infortunio di Budapest, dovevo aver  toccato, a mia insaputa, un tasto imbarazzante. A buon intenditor…..

L’’imminente articolo scomodo era “Perché non credo più alla sindrome compartimentale di Materazzi”, linkato a questo post, l’aspetto verosimilmente sgradito nel “Ritorno del Guerriero”  l’esaltazione della perfetta efficienza della  gamba destra di Matrix a così poca distanza dal presunto gravissimo infortunio di Budapest, dopo il quale Marcone era stato dato per “moribondo”.

Per quello che è l’Organigramma di FC Internazionale, escluderei che il mio interlocutore, pur rappresentando ufficialmente la Società, abbia avuto potere decisionale nel gestire la situazione. Ritengo altresì improbabile che possa essersi preso la responsabilità  – con tutti i rischi del caso – di archiviare l’accaduto senza riferirlo a chi di dovere.  Terminai  inoltrandogli “Il Ritorno del Guerriero” e invitandolo a trovarvi un solo motivo che potesse giustificare quella strana reazione di Matrix  e non ne seppi più nulla.

Se fossero stati ancora al Mondo, mi sarei immediatamente rivolta a Giacinto Facchetti o a Peppino Prisco (anche se sono convinta che, con loro all’Inter, Materazzi non sarebbe mai stato operato di sindrome compartimentale acuta per via endoscopica e con un’incisione di soli 2 cm 😆 ). Perché non mi rivolsi a Massimo Moratti, lo capirete presto da voi.

Con tutto ciò, la scomoda analisi di cui sopra uscì circa un mese dopo. Il tempo per riflettere e per agire non sarebbe mancato!

Sono del parere che una  Società che si rispetti, stanti soprattutto le stranezze e le contraddizioni poi emerse su quell’infortunio, non avrebbe mai corso alla cieca il rischio di vedersi pubblicare una serie di contenuti scomodi come quelli che trovate su questo blog, coinvolgenti non soltanto il giocatore in oggetto, ma anche professionisti e strutture  assai rinomati gravitanti attorno alla Società stessa. La vedo  come una questione di immagine e di decoro dell’intero entourage societario, di correttezza verso la sottoscritta, di premura verso un illustre tesserato  inconsapevole di essersi avviato al “suicidio mediatico”.

Invece, per Materazzi nessuno mosse un dito.

L’uscita del “post-bomba” coincise con l’inizio del declino dell’”eroe di Berlino” e fu seguito da numerose altre analisi, altrettanto scomode e circostanziate, di episodi mediaticamente sempre più contraddittori: lo zigomo di Brema (tradito da un dispettoso basettone di più giorni facente capolino da sotto il berrettone nero con il numero 23), il capolavoro di un menisco riveduto e corretto a tempo di record di cui nessun nosocomio e nessun chirurgo si assunse mai ufficialmente la paternità , una miriade di risentimenti, di silenzi mediatici di mesi o anni, di sirene di mercato sempre più sfiatate, di rocamboleschi episodi per i quali vi rimando alla cartella “Caso Materazzi”.

L‘inglorioso epilogo di Matrix all’Inter lo conoscete tutti: una presunta “rescissione” mai ufficializzata dal Sito Ufficiale di FC Internazionale, senza una partita d’addio, senza neppure uno straccio di grazie da parte della Società in cui aveva militato per 10 anni. Vi invito a seguirmi e a leggere l’estromissione dell’”impegnativo” (parole di Leonardo) dalla squadra nerazzurra nell’ottica dell’escalation di incongruenze da me evidenziate in questi tre anni e oltre.

Dopo la porta chiusami in faccia da Materazzi, Il mio proposito di sviscerare la vicenda fu chiaro da subito. Nessuno può sostenere che io non l’abbia  annunciato e reiterato alla nausea.

Né ho agito a cuor leggero. Ho confessato che, in qualche occasione, ho provato pena per Marco, convintissima che fosse venuto a trovarsi in un guaio più grande di lui. Ho sempre sospettato che l’ingiustificata paura nei miei confronti gli fosse stata inculcata da terzi indesiderati,  senza che mi venisse concessa la possibilità di difendermi.  Da qui la mia insistenza per un incontro a quattr’occhi con il giocatore, con il proposito di tranquillizzarlo e di convincerlo della mia buona fede. Qualunque cosa fosse emersa in merito all’intera vicenda – di questo mi feci un punto d’onore  – sarebbe rimasta fra quattro mura.  Ma il “grande uomo” Marco Materazzi, ebbe paura di incontrare una Lady… 😆

Dopo che tre anni di ragionamenti sui buoni principi e di inutili riguardi non hanno pagato, sviscerati gli eventi, forte di  ogni sorta di prove e acquisizioni nel frattempo accumulate e profondamente disgustata dall’ambiente, sono alla stretta finale: con la coscienza a posto e nel pieno diritto di prendere per le corna il diavolo che si è intromesso fra me e Materazzi, fabbricando le pentole ma non i coperchi.

E se ciò avverrà in maniera  impopolare, coinvolgendo personaggi che un pizzico di buon senso nella gestione della vicenda mi avrebbe evitato di mettere alla berlina, gli interessati sappiano a chi dire grazie.

Sull’argomento leggi anche:

Lettera aperta al Prof. Francesco Benazzo:

http://bit.ly/lZ8Oio

La sindrome compartimentale in parole semplici:

http://bit.ly/GDoHKi

Lettera aperta a Marco Materazzi

http://bit.ly/K0sxeZ

 

 

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