CALCIO E PAROLE

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Andrea Sorrentino sceglie il silenzio

Posted by ladycalcio su domenica, gennaio 10, 2010

Davanti a Ladycalcio gli si è seccata la penna?

L”intervista a Materazzi apparsa su “La Repubblica” del 4 gennaio, oggetto della mia lettera aperta del 7.1, dev’essergli costata l’ultima stilla di energia e di fantasia (si fa per dire). Forse, come probabilmente a Matrix, anche UN 8 GENNAIO DI MARETTA :-(.

Risultato dell’operazione 🙂 🙂 :-): Andrea Sorrentino fa autogoal e tace – e per Ladycalcio, acconsente.

Chi va con lo zoppo, impara a zoppicare.

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LETTERA AI FOLLETTI CATTIVI CONSIGLIERI DI MATERAZZI

Posted by ladycalcio su giovedì, dicembre 31, 2009

“CARI” GENI DELLA LAMPADA,


È fine anno, tempo in cui i bambini scrivono a Babbo Natale o alla Befana 😉  personaggi invisibili che si rivelano attraverso i loro doni. Proprio come voi e il vostro bel “regalo”, che ho respinto al mittente.

(si rimandano i nuovi lettori ai link sottostanti).

“Cari” ignoti, sapientoni della dietrologia… credevate di potervi prendere gioco di me, vero? Mo me sto’ a ddivertì io, alla facciaccia vostra! 🙂

Vi sta facendo vedere i sorci verdi, quell’illustre (ex- 🙂 )sconosciuta che tanto avevate snobbato, alla quale un campione del mondo, anche se un tantino in disarmo, avrebbe dovuto abbassarsi a rispondere (almeno) due righe..

Peccato che il boomerang della vostra spocchia e insensibilità sia tornato sui denti, oltre che a voi, allo stesso Materazzi…  Ora, fuori dai denti vi parlo io. Metto già in conto che anche stavolta non capirete un accidente (vi considero dei casi disperati), ma sono certa che capiranno i lettori.

È fine anno, dicevo: tempo di bilanci. Ecco il triste bilancio di Matrix da quando vi siete messi tra i piedi:

Facciamo un passo indietro.

24 novembre 2007:  nei minuti finali di Inter-Atalanta, uno scalpitante Materazzi festeggia il suo rientro dopo la sindrome compartimentale 🙂 di Budapest. 24 novembre 2008: Ladycalcio pubblica su questo blog “Perché non credo più alla sindrome compartimentale di Materazzi”. Matrix è reduce dalla splendida prestazione in Inter-Juve (1-0) di due giorni prima a fianco di Samuel. Il giorno 26.11, probabilmente ancora ignaro dell’uscita del post, fa coppia con Cordoba contro il Panathinaikos. 24 novembre 2009: a Barcellona, un Matrix ormai abbonato alla panchina osserva mestamente l’Inter che affonda. Cos’è mai accaduto, in pochi mesi, all’eroe di Berlino? Io credo proprio di saperlo… e voi, grandi menti?

Osservatori un po’ distratti. L’età? La concorrenza? Non siete “sul pezzo”. Perlomeno, non sul mio fatidico 🙂 del 24.11.08, a cui, sarà un caso, a fine novembre ’08 fa seguito la  repentina esclusione di Matrix dalla rosa dei titolari, nonostante le eccellenti prestazioni contro Juve e Panathinaikos.

Per Inter-Napoli  del 30.11 il n° 23 nerazzurro non viene convocato e in Lazio-Inter del 6.12 siede in panchina. Ritorna leone a Brema, il  9.12, incornando stoicamente palloni con l’arco zigomatico sfondato :-), operatogli 🙂 senza neppure radergli il basettone.

Quando si dice l’importanza di una rasatura perfetta… Dopo il pelo e contropelo fattogli da Ladycalcio, nel girone di ritorno Matrix colleziona 5 sole presenze, a fronte di 11 non convocazioni, 6 panche e 2 tribune. Ma quel che sfugge ai più, è che in campionato Materazzi non scenderà più in campo a San Siro per ben 9 mesi (!). Il tutto, passando per le tante storie fantozziane che ho raccolto nella cartella “Caso Materazzi”: un’antologia dei vostri capolavori!

DOPPIA “P”, COME PRINCIPIANTI PATENTATI


Credo che dovreste avere l’obbligo di circolare con il cartello “P” di principiante stampigliato sul fondoschiena, a coprire la coda di paglia con cui, mi risulta, avreste scorto in “Il Ritorno del Guerriero”, il mio articolo di estrema valorizzazione delle doti fisiche e di recupero di Materazzi, inesistenti allusioni in malafede sull’entità del suo infortunio di Budapest. Conosco bene il mondo dello sport. Matrix certe dietrologie non può averle fatte da solo. Sorvolando su un imbarazzante indizio in mio possesso, diremo che è stato fuorviato sul mio conto e sulle mie intenzioni da qualche folletto malvagio. Chissà se siete imparentati con gli gnomi dello Sturm und Drang, o se piuttosto lo confondete con lo Sturm Graz… se avete letto delle atroci pene che Dante riserva ai cattivi consiglieri o se per voi Dante è solo un difensore centrale del Borussia Mönchengladbach, collega di Matrix…

“P” COME…


E allora, “P” come paura (di me), “P” come la “poca intelligenza” attribuitami, “P” come il puntino di un’operazione allo zigomo vicino a un basettone non rasato, “P” come polli, “P”come Perugia 🙂 rifugio al “disagio psicologico” (parole di Matrix), “P” come protervia e come parti non d’ingegno … “P” come panchina, “P” come i troppi paracuori che bazzicano attorno ai calciatori. “P” come… che parola userebbe Mourinho?

Nel frattempo, Marco non gioca praticamente più. Il bilancio dell’”imprescindibile” 🙂 di Mister Mourinho nella stagione 2009-10 è imbarazzante: su 24 incontri ufficiali finora disputati, ha collezionato una sola partenza da titolare in Inter-Bari del 23 agosto, peraltro sostituito al 16’ st dopo l’ennesimo fallo di nervi. Per il resto, si parla di 11 non convocazioni, 1 tribuna (in Supercoppa), 9 panchine e 3 entrate in campo oltre il 40’ del 2° tempo, per un totale di soli 89 minuti giocati: sommando campionato e Champions League, nemmeno il tempo di una partita!

Non sono opinioni, ma tristi dati di fatto. Vi sentite partecipi di questo bilancio?

PAROLE, PAROLE, PAROLE….


Ricordate l’ultima volta che Materazzi ha fatto notizia sul campo? Scorrendo i titoli di giornale degli ultimi mesi, si legge del “caso” Coliandro, del furto e relativo ritrovamento delle sue scarpette, o al limite, di qualche evento extracalcistico come la fiera del motociclo, la fiera delle volgarità di Checco Zalone o l’iniziativa benefica (sponsorizzata da Nike 🙂) “Lace up. Save Lives” , occasione nella quale, forse all’oscuro del silenzio stampa imposto da Mourinho, Matrix parla a ruota libera da Londra.

Cercate disperatamente di tener desta l’attenzione su di lui con parole e immagini:  interviste legate ad eventi sponsorizzati, titoloni di giornale su argomenti vuoti (come i rimproveri a Balotelli), improbabili interessamenti da parte di squadre come Lazio, Genoa e Panathinaikos 🙂 🙂 🙂 (dopo questo post, aspettiamoci che si moltiplichino le offerte da tutto il globo!). Per non parlare dell’’inserimento del suo nome nelle improbabili 🙂 formazioni del pre-partita… Dal canto suo, il compassionevole Mourinho lo definisce un “imprescindibile”, che quando ha giocato, ha sempre giocato bene… Ma Materazzi continua a non giocare e l’attenzione su di lui è talmente desta che prima dell’incontro di Tim Cup Inter-Livorno alcune testate lo inseriscono nella probabile formazione, dimenticando che è squalificato. Addirittura, in apertura della conferenza stampa della vigilia di Mourinho, noto un divertente siparietto. Mentre il Direttore della Comunicazione Paolo Viganò sta per leggere la lista dei convocati, un concitato Luigi Crippa dell’Ufficio Stampa si sporge dalla porta. Se l’orecchio non mi inganna, mi sembra di cogliere queste parole: “Materazzi squalificato….”. Se n’era dimenticata anche l’Inter?

DOVE ERAVAMO RIMASTI?


Riprendiamo dall’uscita dal campo di Matrix per un “risentimento” 🙂 nell’amichevole Lugano-Inter di sabato 5 settembre. Avevate mai visto un infortunato che durante una telecronaca non viene inquadrato né all’atto dell’infortunio, né quando lascia il terreno di gioco? Io no, e dire che di partite ne ho viste tante…

Il 13 ottobre, sul suo blog, Marco si dichiara completamente recuperato e pronto per tornare a  giocare. Lui, uno che di infortuni se ne intende :-), il 23 ottobre, prima di Barcellona-Inter, scrive di non credere granché a quello di Ibra. “Vedrete che ci sarà”, pronostica. Ibra contro l’Inter non giocherà, e tantomeno il Materazzi “pronto per ripartire”, che alla faccia del “risentimento” :-), da quella data collezionerà altre 3 non convocazioni (+ quella per squalifica in Tim Cup), 11 panchine e soltanto 3 entrate nei minuti finali.

(Venerdì 25 settembre, alla vigilia di Samp-Inter, era già accaduto qualcosa di strano: Materazzi era stato dapprima inserito nella lista dei convocati e poi tolto senza spiegazioni).

ALTRA RAFFICA DI INCONGRUENZE


Nella recente puntata de “I Signori del Calcio” (Sky) a lui dedicata, Matrix racconta tutta la sua carriera … o quasi. D’improvviso, non una parola sulla sua sindrome compartimentale :-), martellataci nella zucca per anni come episodio chiave … A cosa debbo l’improvviso silenzio sul tema? Per caso, al mio famoso articolo?

20 ottobre, Inter-Dinamo Kiev.  Dopo il “risentimento” del 5 settembre, riecco finalmente in campo Materazzi. Ma, ahimè, soltanto al 40’ del 2° tempo e come “centravanti aggiunto”. La chiave tattica di Mourinho: “Quando tu non puoi andare con cane, vai con gatto”.

24 ottobre, Inter-Catania. Matrix rileva Eto’o al 43’ del 2° tempo.

8 novembre. Dopo uno scontro con Vieira in Inter-Roma, Daniele de Rossi esce dal campo con lo zigomo sfondato. Purtroppo per lui, non conserva la faccia d’angelo di Materazzi dopo Werder Brema-Inter del 9.12.08, ma mostra chiaramente una guancia con le ossa scomposte…..Né la mattina dopo l’intervento si allenerà allegramente in maschera…

Vi siete accorti che fra i tifosi lo slogan “Tutti pazzi per Materazzi” sta cedendo il passo a “Impazzito per Milito”?

29 novembre, Inter-Fiorentina. Alcuni siti Internet annunciano il ritorno in campo di Matrix . Mourinho lo fa scaldare a vuoto per tutto il 2° tempo… per poi mandare in campo a freddo Vieira :-(.

1° dicembre. Nella didascalia di una foto, La Gazzetta dello Sport lo ringiovanisce di un anno :-).

9 dicembre, Inter-Kazan. Idem con patate. Matrix si scalda a lungo ma poi viene richiamato in panca. Entra finalmente al 43’ del 2° tempo di Inter-Lazio del 20 dicembre, al posto di Milito. È l’ultima trovata di Mou: il ”centravanti aggiunto” che sostituisce una punta 🙂 🙂 🙂 , per di più per un tempo di gioco effettivo ridicolo, in cui ha zeru chances di segnare. Ma ora che ci penso… al rientro dalla sindrome compartimentale :-), anche Roberto Mancini aveva riservato a Matrix – e a lui solo – lo stesso inspiegabile iter degli ultimissimi minuti …  Che strano…

“COME STA MATERAZZI (…) A LIVELLO DI TESTA”?


È la domanda che Antonio Bartolomucci, giornalista MediaSet che considero sveglio e ben informato, formula a Mourinho in conferenza stampa alla vigilia di Livorno-Inter.

Dopo aver parlato al passato della carriera di Marco, Mou lo definisce “uomo importante nella rosa, nello spogliatoio e per il suo allenatore e che quando gioca lo fa sempre bene”. Il punto è che un giocatore importante, anzi, imprescindibile, che gioca sempre bene, non si lascia in panchina o nello spogliatoio. A meno di qualche problema…

D’altronde, mi fa specie che un 36enne fisicamente in forma come Matrix, prossimo all’ultima chance di Mondiale, si rassegni così docilmente a marcire in panca; con tanto di lodi sperticate all’allenatore che ce lo spedisce. A meno di qualche problema…

Marco rimane confinato nel più rassicurante limbo di bordocampo, dimensione parallela al terreno di gioco in cui sentirsi della partita e vivere il contatto con il pubblico in modo meno traumatizzante, senza avere sulle spalle le responsabilità di un titolare. Magari, sperando che ci scappi un goal che faccia da medicina…

Sul blog di Materazzi si legge: Per scrivere direttamente a Marco potete farlo a info@marcomaterazzi.it; Marco risponde direttamente a tutte le email inviate direttamente a lui!” Peccato che quella casella email sia sospesa dall’estate 2008.

La fantasia è alla frutta? Alla vigilia di Atalanta-Inter del 13 dicembre, La Gazzetta dello Sport e “Il Giorno” (articolino di Alberto Giorni) danno nuovamente Materazzi titolare favorito su Cordoba (!), sebbene negli incontri ufficiali Matrix non giochi titolare da agosto :-(… Infatti, giocherà Cordoba…

Arriviamo ai primi di dicembre. Il mensile Max presenta “Freedom 2010, Il Calendario dei Calciatori”, sul quale, fra fisici più o meno esaltanti ritratti in pose varie, il 36enne Materazzi  viene fatto accomodare non in panchina ma… in poltrona. Chi diavolo cura l’immagine di questo ragazzo?

MARCO, UN UOMO SOLO (e male accompagnato)


Ormai, mi sembra di sparare sulla Croce Rossa. È ancor più doloroso doverlo fare da quando l’ho avvicinato e mi sono convinta che Matrix non sia cattivo, ma sia “portato” da altri, che nei miei riguardi, temo, l’hanno prima inguaiato e poi abbandonato a se stesso. Probabilmente, Materazzi non serve più e di lui non gliene frega più niente a nessuno.

È tristissima la cosa in sé, è tristissimo vedere questo gigante così solo e avvilito, sprofondato in panchina e dentro se stesso, ma ancor più umiliato dai teatrini fantozziani che gli vengono costruiti attorno a mo’ di impalcatura per “tenerlo su”… Quante lacrime nascondono quegli occhi sempre tristi?

L’errore dell’”elefantone” Matrix è stato quello di credere a voi anziché all’unica persona sincera verso di lui, riservandomi parole sprezzanti mai ritirate e imputandomi un autogoal più pesante di tutti quelli della sua carriera 🙂 con il quale mi sarei giocata irrimediabilmente… che cosa? Le sue simpatie? Un incontro con lui? 🙂 La sua stretta di mano? 🙂 La foto con il campione? 🙂

Io la vedo così: Materazzi mi ha lanciato una sfida da cui è uscito con le ossa rotte.

L’ultimo mio proposito era fargli del male. Al contrario, se fosse stato SINCERO con me, AVREI CAPITO E ACCETTATO QUALSIASI suo problema. Potendo, mi sarei fatta in quattro per aiutarlo. Di certo, anche in seguito MI SAREI SUBITO FERMATA E MI SAREI PORTATA IL TUTTO NELLA TOMBA.

Purtroppo, difficilmente i calciatori si fermano a ragionare: di solito, si fanno portare da altri. Marco vi ha seguiti fin nel baratro, senza trovare il coraggio né la forza di tornare indietro. Per come lo vedo, ormai è come un pugile lasciato in balia di un avversario che lo massacra, senza che né i secondi né il medico gettino la spugna.

Sarò sincera, anche se brutale: lo scorso maggio gli scrissi una lettera aperta su questo blog perché mi faceva pena. Materazzi mi fa pena perché è nelle vostre mani, perché lo considero una vittima vostra e dell’irreale mondo del calcio, fatto di lustrini e facciate di invulnerabilità. Un mondo che ti stordisce con i suoi successi effimeri ma ti lascia fragile dentro, ti regala soldi e notorietà ma ti toglie la pace interiore.

Mi fa pena perché non avrei mai pensato che potesse essere tanto fragile da andare in crisi profonda per un articolo d’opinione apparso su un piccolo blog, l’UNICO controcorrente rispetto alle affermazioni dei mass media …. di tutto il mondo (!!!). ( Ci vedo così bene? Sono così importante :-)?)

Ecco perché, in coscienza, gli ho teso la mano. I lettori ne sono tutti testimoni. Matrix non ha avuto la forza, il carattere o la capacità di cogliere questa occasione. A quanto pare, non ha neppure avuto (e non ha) vicino a sé un amico o una persona saggia che gli facesse capire che l’unica strada per uscirne era quella di tornare indietro.

Il link alla lettera aperta, così come i link agli altri pezzi salienti sul “Caso Materazzi”, sono stati di volta in volta inviati al blog del giocatore, a giornalisti a lui molto vicini e al canale tematico nerazzurro. Materazzi non può che averli letti tutti fino all’ultima riga e all’ultimissimo commento… e con quale apprensione!

Sono dell’idea che in un entourage che si rispetti, ammesso e non concesso che  Matrix non fosse in grado di chiedere scusa dei modi gretti riservati a una lady, qualcun altro avrebbe avuto il dovere di farlo in sua vece. Ma cosa ci si può aspettare da un ambiente secondo cui  Andrea Ramazzotti dovrebbe fare un regalo a Mourinho per averlo reso famoso insultandolo?

Tutti gli aspetti della vicenda, COMPRESI QUELLI PIU’ DELICATI (CHE HO MANTENUTO RISERVATI), RESTANO SCRUPOLOSAMENTE DOCUMENTATI PER IL FUTURO. Credo che difficilmente qualcuno potrà ancora dire “non lo sapevo”. C’era addirittura chi sapeva da prima che scrivessi il pezzo sulla sindrome compartimentale – e non ha mosso un dito. Ladycalcio custodisce il tutto gelosamente….

Detto questo, non credo che mi resti molto da capire di questa povera storia.


“P” COME POLLI


Mi sto sempre rivolgendo a voi ignoti che vi siete intromessi fra me e Materazzi. Un grazie da persona educata per l’articolo inviatogli e sulla sua sindrome compartimentale 🙂 non mi sarebbe mai balenato il minimo dubbio. Ergo: non avrei mai scritto il fatidico pezzo. Ergo: saremmo stati felici in due: io della sua riconoscenza, lui dei tanti altri articoli in suo sostegno che invece si è giocato.

DALLE STELLE ALLE STALLE


Come potevo immaginare che valorizzando lo splendido recupero di Matrix dall’infortunio di Budapest gli avrei fatto un dispetto? Mi date atto che anche con tutta la fantasia di questo mondo sarebbe stato impossibile?

Ugualmente: cosa avrebbero fatto al vostro posto “consiglieri” appena un po’ accorti e furbi che avessero avuto dei dubbi sulla mia buona fede? Ve lo devo insegnare io :-)? Avrebbero giocato d’astuzia (concetto a voi sconosciuto). Avrebbero voluto vedere in faccia la persona “sospetta”, conoscerla, valutarla come si valuta un potenziale “pericolo” 🙂 (guardandolo in faccia, appunto, non nascondendosi dietro un dito e lasciandolo ingigantire), sapere chi fosse e cosa facesse e come potesse essere così ferrata nella parte tecnica… (parte che, se proprio avevate la coda di paglia, potevate eventualmente tagliare dall’articolo, no?). Avreste senz’altro cambiato idea su di me. Io per prima avevo ripetutamente offerto un incontro chiarificatore a Matrix per illustrargli la mia posizione e per rassicurarlo, ma lui ha ostinatamente rifiutato! Ora, spiaggiati, peregrinate fra le Monica Morandi di Facebook alla ricerca della mia faccia e di qualche brandello di informazione…. “P” come… cosa direbbe Mourinho?

Persino a questo punto, potevate chiudere la porta della stalla dopo aver visto scappare un paio di buoi, tornando indietro e cercando di rimediare alla villanata riservatami (SAREBBE STATA L’UNICA VERA STRATEGIA DISARMANTE), oppure perseverare diabolicamente fino a ritrovarvi – voi e Marco insieme – dalle stelle alla stalla vuota.

A meno che, dall’alto delle vostra superbia, vi facesse schifo “abbassarvi” fino a me. Ora, qualora mi ritrovassi a dovervi stringere la mano, sarei io che correrei a disinfettarmela con il gel antibatterico.

VALORI


I valori imperanti nel mondo del calcio – Le persone si valutano a misura dei soldi che possiedono e dei trofei che vincono prendendo a pedate un pallone. Solo così si acquista dignità umana. Tale status conferisce automaticamente il diritto di avere tutto concesso e di trattare il prossimo come una pezza da piedi.

Cosa me ne faccio di questi principi – Non mangio nel piatto di nessuno, non spartisco torte, non salgo sull’aereo di nessuna squadra, non godo di raccomandazioni, non pratico la prostituzione intellettuale, non guardo in faccia a nessuno. Non devo rendere conto a nessun Signor Direttore, perché il Direttore del blog piranha sono io :-). Dunque, posso permettermi di sparare a zero sui figli dei valori capovolti e di passar sopra con i cingoli alle loro gerarchie.

IL SENSO DI COMPASSIONE MI PASSA QUANDO:


1)    Ripenso alle offese e al disprezzo riservatimi da Materazzi.

2)    I fatti mi dimostrano la sua indifferenza verso le mie fatiche e, molto peggio, verso la sofferenza di una persona a me cara.

3)    Matrix pubblica con leggerezza sul suo blog, senza nulla obiettare, messaggi di sostenitori che affermano che lui è il loro Dio.

4)    Guardo alle guerre, alle persone gravemente malate, a chi ha perso tutto nel terremoto d’Abruzzo, o soltanto ai lavoratori in cassa integrazione e alle famiglie che fanno fatica ad arrivare a fine mese e mi domando se un privilegiato che guadagna milioni per assistere alle partite in prima fila sia poi da compiangere.

VADO AVANTI PERCHE’…


Sperate forse che io mi stanchi? Toglietevelo definitivamente dal cranio. Ecco 10 buoni motivi per i quali vado avanti:

1 Perché mi ritengo vittima di una vigliaccata da cui mi è stato impedito di difendermi. No problem, lo faccio online. Se va bene anche a voi, buona camicia a tutti.

2 Perché voglio dare un nome e un volto a chi mi ha messo i bastoni fra le ruote (e potrei non essere lontana dal riuscirci)

3 Perché verso di me e verso chi mi è caro Marco ha manifestato zero sensibilità e zero riguardi.

4 Perché trovatosi al bivio fra i miei principi e i vostri, ha scelto i vostri, che fanno a pugni con i miei.

5 Perché strinata dal gelo riservatomi sul piano umano e del cuore, se c’è da fare a sportellate non mi tiro indietro.

6 Perché è inutile lamentarsi che questo mondo fa schifo se nessuno tenta di cambiarlo. Che la delusione ladra sofferta da Materazzi serva almeno ad evitare che egli ferisca altre persone: in questo modo, la stessa delusione non capiterà ad un altro, così come non sarebbe capitata a me se qualcuno avesse messo in riga prima voi e lui insieme.

7 Perché in occasione degli eventi sponsorizzati (e in generale quando si tratta di intascare dei soldi), la voce per parlare e il momento psicologico giusto Marco li trova sempre.

8 Perché quanto dimostratomi fa ancora una volta a pugni con le parole e con le facciate, vedi Materazzi ambasciatore di pace per l’ONU, le sue frasi sulla serenità che vorrebbe elargire (recitate davanti al sornione Bonolis a “Il Senso della Vita”) e i suoi buoni propositi disattesi di misurare le parole e di riconoscere i suoi errori (suo post del 12.9.09 su marcomaterazzi.it)

9 Perché provo un’avversione viscerale verso chi si tira a lucido l’immagine con le moine verso i bambini.

10 Perché il diavolo fa le pentole ma non i coperchi e se Ladycalcio lo afferra per le corna e gli sputa in faccia, il pentolone colmo di spocchia, arroganza e valori capovolti vi ritorna sul faccione e vi sfonda l’arco zigomatico.

ANDATE AVANTI COSI’


Continuate pure così. Anzi, grazie di aver fatto il mio gioco facendo una preziosa pubblicità gratuita a me e ai miei scritti. “Calcio e Parole” è in netta ascesa, è letto (e temuto) dagli addetti ai lavori, che l’hanno inserito fra i “preferiti” (si fa per dire :-)). Il divertentissimo ping pong fra Ladycalcio e certe fonti di prostituzione intellettuale (sotto forma di giornali e TV che si arrampicano sui vetri per dimostrare il contrario di quanto affermo) è un divertimento da sballo. Tutti gli altri blogger se lo sognano  🙂 🙂 🙂 😉 😉 !

Resto in attesa di altri spunti, per poter presto scrivere “Il Terzo Tragico Libro di Fantozzi”.

PUNTUALIZZAZIONI A BENEFICIO DEI CERVELLI DI TAGLIA XXS


1       Da Marco non mi aspetto assolutamente nulla. Al di là del mancato grazie spontaneo che avrei desiderato, non ho (e non ho mai avuto) nulla da chiedergli. I pentimenti di comodo non mi interessano (meno che mai i musi lunghi).

2       Il mio intento è di capire fino in fondo cosa c’è dietro questa storia. Dopotutto, sono fatti che mi riguardano in prima persona.

3       I contatti con me avrebbe dovuto gestirli Materazzi in prima persona, senza farsi portare da altri.

4       Non smetterò fino a quando non avrò dato un volto a chi si è intromesso fra lui e me e non verrò a sapere quali spaventose storie gli siano state raccontate sul mio conto per terrorizzarlo.

5       Per toni e contenuti, l’intrusione telefonica della moglie Daniela ha avuto un grosso peso in negativo sulla vicenda, contribuendo a incattivirmi e ad attirare a Matrix lo stillicidio. Se quella sera fosse rimasta ai fornelli o a curare i bimbi, sarebbe stato tanto di guadagnato soprattutto per lui.

6       Ladycalcio è persona leale. Si esprime con nome e cognome alla luce del sole. Al contrario di chi, nel tentativo di sostenere Matrix su questo blog, si ricicla sotto diversi nickname, “firmandosi” con il proprio “stile”, con il vuoto di contenuti e con gli stessi identici errori di ortografia  🙂

7       Se fra noi vi è qualcuno che scarseggia di materia grigia, saranno i fatti a stabilire chi.

8  Quanto all’autogoal attribuitomi, se Matrix non ha ancora capito di esserne lui l’autore, da parte mia posso   aspettare anche tutta la vita.

Buon 2010 a tutti meno che a voi “signore”  e “signori” (rigorosamente fra virgolette),

da

Ladycalcio

PS Chiedo scusa ai lettori affezionati, di target elevato, del linguaggio insolitamente “rustico”, finalizzato al presunto livello dei destinatari del messaggio.

Leggete i precedenti del “caso” ai seguenti link:

https://calcioparole.wordpress.com/2009/05/09/lettera-aperta-a-marco-materazzi/

https://calcioparole.wordpress.com/2008/11/24/perche-non-credo-piu-alla-sindrome-compartimentale-di-materazzi/

https://calcioparole.wordpress.com/2008/06/24/marco-materazzi-il-ritorno-del-guerriero/

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LADYCALCIO HA INCONTRATO MATERAZZI (ma lui non lo sa)

Posted by ladycalcio su lunedì, dicembre 14, 2009

Subito una bella notizia per Marco Materazzi: d’ora in poi non dovrà più vivere nel terrore che, prima o poi, gli capiti di incontrare Ladycalcio. L’ha già incontrata.

Peraltro, nell’ultimo posto dove lei avrebbe mai immaginato di incontrarlo. L’ho sempre sostenuto: la vita ha più fantasia di un film. Una fantasia talmente sbrigliata da arricchire il mio già intrigante “giallone”sul numero 23 nerazzurro con un Matrix che viene inaspettatamente … sul mio terreno. Destino?

Non svelo dove né quando. Per fornire un’idea volutamente approssimativa, dirò che è accaduto nel periodo che va da dopo le ferie estive ad oggi. Dunque, se in questo lasso di tempo Marco non ricorda di essersi imbattuto in draghi sputafuoco, mostri a due teste o streghe con gli occhi iniettati di sangue, può già tirare un sospiro di sollievo.

Un “incontro ravvicinato del terzo tipo”, il mio con Materazzi: ci siamo guardati negli occhi, abbiamo parlato e ci siamo stretti la mano. Il tutto, senza che lui sapesse di avere davanti a sé Ladycalcio.

Una foto ricordo ambientata ci ritrae insieme. L’ho qui davanti a me mentre scrivo, la mia foto con Materazzi, a testimonianza dell’avvenuto incontro. Se non la mia persona, Matrix ricorderebbe senz’altro l’occasione. Che ci crediate o no, quando l’ho scaricata nel computer ha fatto saltare i plug-in del mio programma fotografico, costringendomi a reinstallarlo. No, non l’ho appesa sopra il letto, ma la sto osservando ora. Che dire? Innanzitutto, che Matrix è più fotogenico di me… è venuto benissimo. Cosa rara, abbozza persino un sorriso…

Perché tutto questo? NON CERTO PER PRENDERMI GIOCO DELLA BUONA FEDE DI MARCO – ed è l’aspetto che più di tutti tengo a sottolineare. Soltanto per cercare di capire. Per trovare delle risposte che da un anno e mezzo inseguo e che non smetterò di inseguire. L’occasione che mi si offre inaspettata mi fornisce degli spunti di osservazione e delle conferme.

Davvero sta arrivando Materazzi? Sì, ma Matrix passa di qui come una meteora, anche se il giorno seguente i giornali la racconteranno in tutt’altro modo. Il suo percorso è rigidamente scandito da un protocollo da cui non può derogare. Marco è letteralmente “portato” da altri. Non è un bel vederlo: manca solo che lo confezionino e che lo spediscano chissà dove come un pacco postale. È quello che avevo sempre temuto: che Materazzi fosse una “pedina” nelle mani di altri.

Lo osservo da vicinissimo: alto e slanciato, fisico asciutto da atleta, in perfetta linea, ancor più snello di come appare in televisione. Sarà che dimostra meno dei suoi 36 anni, sarà la buona forma… fatto sta che non mi capacito di cosa ci faccia uno così in panchina.

Il viso, dai lineamenti fini, è magro, con gli zigomi pronunciati. La vecchia cicatrice sotto l’occhio destro, ricordo di uno scontro di gioco con Muzzi in Lazio-Inter del marzo 2005, si nota molto poco e per quel poco che si nota, quasi “gli dona”, alla stregua di un attestato delle battaglie sostenute sul campo. L’espressione è cupa e imbronciata, come di uno sulle sue. Matrix non è propriamente un espansivo. Lo percepisco molto chiuso, introverso, forse un po’ a disagio.  Non ho il tempo di capire se è timido, scontroso o se ha costruito una sorta di “barriera” fra sé e il prossimo. Un “minimalista della comunicazione”: così lo definirei.

La curiosità è femmina. È lì davanti a me senza intermediari, il ragazzone scalpitante con il berretto con il numero 23, “Tutti pazzi per Materazzi”, il “Guerriero” che ha paura di una lady, la vittima della sindrome compartimentale :-), dello sfondamento dell’arco zigomatico 🙂 e soprattutto dei cattivi consiglieri che l’hanno fatto massacrare e che continuano imperterriti sulla loro strada … il giocatore dei risentimenti alla coscia, dell’intenso lavoro di recupero a Perugia :-), del basettone non rasato.. il non convocato, quello che parte dalla panchina, quello che mi ha detto quelle brutte frasi al telefono passando sopra il mio lato umano come un carrarmato e che io ho bastonato senza pietà nei miei post….

Ce l’ho davanti, il Campione del Mondo caduto in disgrazia presso Lippi e Mourinho, al quale nel maggio scorso avevo riaperto una porta indirizzandogli, su questo blog, una lettera aperta rimasta senza risposta: “Potrà sembrare strano”, scrivevo, “ma se mi trovassi sulla fatidica torre insieme a te e ai tuoi ‘geniali’ consiglieri, scaraventerei  giù immediatamente loro – senza la rete sotto –  per guardare negli occhi te solo, non fosse altro che per togliermi il gusto di vedere come sei a tu per tu in assenza di telecamere, artifici, situazioni preparate e ‘rimorchi pesanti” a carico’”.

Ora a tu per tu ci siamo, anche se in versione “Lei non sa chi sono io”. Cosa che mi guardo bene dal dirgli: rischierei di vedermi stramazzare ai piedi, per svenimento, 90 e passa chili di atleta…

Non sembra neanche quello del fatto, Materazzi. È la tanto attesa occasione per accostarlo non prevenuto, senza pregiudizi né paure verso di me, come sarebbe probabilmente stato senza lo sciagurato intervento di chissà quali calunniatori al mio indirizzo o consiglieri da strapazzo.

Ma per riuscirci, devo a mia volta sgombrare il campo da quegli sciagurati e dai loro disastri e uscire per un attimo dai panni di Ladycalcio. Proprio come si tagliano delle brutte scene da un film, mi sforzo di fare il vuoto mentale assoluto su tutto quanto accaduto dal giorno in cui inviai a MaterazziIl Ritorno del Guerriero” a questo preciso istante. In altre parole, mi riposiziono mentalmente al tempo in cui scrivevo quell’articolo, ignara dell’assurdo equivoco che avrebbe generato, e provo a gestire l’approccio con Matrix come avrei voluto fare.

Materazzi non può neanche lontanamente immaginare i miei pensieri. È cortese con me. Sono sollevata dal vedere che è a suo agio e che non gli faccio minimamente paura, lontanissimo com’è dall’idea che chi gli sta davanti possa essere Ladycalcio. Ciò che ci siamo detti in quei brevi istanti rimane tra noi. SUL MIO ONORE, LE MIE PAROLE SONO STATE GENUINE, SENZA IPOCRISIE NE’ MENZOGNE.

Mi sembra di leggergli qualche pensiero, ma questo è top secret. Osservo gli occhi di Marco: restano sempre tristi anche quando ride. Alla fine si scioglie, Matrix. Mi apprezza, e a modo suo, me lo dimostra.

Non si sciolgono, purtroppo, i nodi fra noi. La situazione è strana, quasi surreale. Sotto certi aspetti, anche un po’ crudele. Rimane mia personalissima opinione che la crisi di Materazzi sia psicologica e non fisica. Rimane la mia ferma convinzione di essere stata vittima di una vigliaccata senza possibilità di difendermi. Rimangono le parole offensive rivoltemi. Rimangono interrogativi irrinunciabili che mi riguardano, primi fra tutti, la stranissima reazione di Matrix al mio articolo “Il Ritorno del Guerriero” e la sua incomprensibile paura nei miei confronti. Ora, Matrix è lì davanti a me. Vorrei tanto raccontargli come nacque quel pezzo, il vero perché della fatidica parte tecnica che vi inserii, i retroscena che lui non potrebbe mai immaginare. Ho la matematica certezza che lo libererei da ogni paura.

Non posso. Vorrei anche chiedergli se si è ricreduto sulla mia “poca intelligenza” e sul mio “autogoal” e se seguirebbe ancora i consigli delle “menti illuminate” che mi hanno “costretta” a metterlo alla gogna.

Se solo Marco non ci avesse messo del suo dicendomi quelle sciagurate parole (o se almeno fosse tornato indietro in tempo, lui che afferma di essersi più volte pentito della sua impulsività e di aver riconosciuto i suoi errori), non saremmo al punto in cui siamo. Non credo che se potesse tornare indietro me le direbbe più, ma come ho sempre detto, i pentimenti di comodo non mi interessano.

Ora è tempo di tornare alla realtà presente. È tempo di bilanci e di risposte. Dopo una pausa solo apparente, a giorni stilerò un bilancio imbarazzante, parlando, fuori dai denti come non mai, a coloro che, temo, hanno sulla coscienza qualche sua panchina e tribuna di troppo.

Ora Materazzi l’ho toccato con mano, nel vero senso del termine. L’incontro mi ha fornito delle verifiche, avvalorate da altri recenti avvenimenti e acquisizioni. Mentre scrivo ho sempre davanti la foto, l’unico ricordo bello di Materazzi e di questa sconcertante vicenda. L’ho mostrata solo a pochi intimi.

Ma quale strano vento l’avrà portato proprio qui? Provo a immaginare la sorpresa e la faccia incredula di Matrix quando leggerà queste righe e comincerà a lambiccarsi il cervello su luoghi, occasioni e persone incontrate. Spero che a questo punto della lettura non sia già stramazzato dalla sedia svenuto…  :-). Escludo che riuscirà a risalire alla persona giusta. Meno che mai fino a che continuerà ad immaginarmi brutta, sporca e cattiva :-(.

Nella lettera aperta del maggio scorso gli avevo anche scritto: “Se mai la vita con la sua sbrigliata fantasia ci porterà faccia a faccia, penserai di essere stato un pirla (intendila in senso affettuoso e umoristicamente mourinhano), tanto sono lontana da come mi immagini…

La prima parte si è già avverata.

https://calcioparole.wordpress.com/2008/06/24/marco-materazzi-il-ritorno-del-guerriero/

https://calcioparole.wordpress.com/2008/11/24/perche-non-credo-piu-alla-sindrome-compartimentale-di-materazzi/

https://calcioparole.wordpress.com/2009/05/09/lettera-aperta-a-marco-materazzi/

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MATERAZZI: DA UNA CLAMOROSA GAFFE A UN RINNOVO NON UFFICIALIZZATO

Posted by ladycalcio su venerdì, giugno 26, 2009

Eravamo rimasti alla non risposta di Matrix alla lettera aperta che gli avevo indirizzato il 9 maggio scorso su questo blog. Siete tutti testimoni del mio e del suo atteggiamento, delle mie argomentazioni e del vuoto di contenuti da parte dei suoi difensori d’ufficio. Dati i presupporti, le speranze  che nutrivo nel coraggio  e nello spirito di iniziativa del mio “antieroe” erano molto esigue. Deponevano  malissimo il suo mutismo verso i mass media, quel volto sempre imbronciato e soprattutto, quella trafila di stranezze che l’aveva visto finire ai margini degli schemi di Mourinho. Riassumiamo le ultime.

DOMENICA 10 MAGGIO A VERONA, poco prima del fischio d’inizio, Inter Channel lo dà fra i giocatori “a disposizione” (in panchina, ndr). Girando su Sky per la diretta di Chievo-Inter, eccolo invece in tribuna con il volto di un bambino che sta per piangere. Un ”dispetto” di Mourinho dell’ultimo minuto?

(Per inciso, dalla conferenza stampa del post-partita mi sembra di capire che anche Mourinho mi legga: per ben tre volte ripete autocompiaciuto il termine “ipocrita”, che compariva nella mia lettera aperta, come fanno gli stranieri quando imparano un nuovo vocabolo).

LUNEDI’ 11 MAGGIO , parlando alle telecamere in occasione della presentazione  del libro “Un carcere nel pallone”, a Milano, Matrix commette UNA GAFFE DAVVERO CLAMOROSA: “Potessi andarci io ogni tanto a Perugia”, afferma in relazione al permesso concesso in quei giorni ad Ibra di recarsi in Svezia. Ma come? Materazzi non doveva essere da poco rientrato proprio da Perugia, dove, stando alle fonti ufficiali, avrebbe soggiornato per diversi giorni svolgendovi un “intenso lavoro” di recupero dall’ennesimo “risentimento” :-)? Ricordate quale pandemonio aveva scatenato il mio post “Materazzi, vacanza a Perugia?”, che sottolineava come non fosse mai stato detto dove Matrix lavorasse nel capoluogo umbro, né sotto la guida di chi? Torno dunque a domandarmi:  in quei giorni, il n° 23 nerazzurro  era effettivamente impegnato nella riabilitazione a Perugia, oppure…..?

MARTEDI’ 12 MAGGIO. Sulla Gazzetta dello Sport,  Andrea Elefante riprende puntualmente la dichiarazione d’amore di Materazzi all’Inter e la sua poco convincente esaltazione di Mourinho a “numero uno” degli allenatori. Trovo ancor meno convincente la versione secondo cui Mou sarebbe contento 🙂  di averlo ancora in squadra per altri tre anni.

SABATO 16 MAGGIO, nella conferenza stampa del pre-partita, Mourinho ricambia le belle parole del suo giocatore, esaltandolo come il suo “centravanti inglese in panchina” per Inter-Siena.  Ma una volta di più, si ferma alle  belle parole.

DOMENICA 17 MAGGIO :  “il nostro” in panca ci rimane,  mentre il mister premia con l’entrata in campo persino Orlandoni. Avevo scritto che al Meazza il grido “Tutti pazzi per Materazzi” tace per intere partite? Matrix deve aver fatto un disperato appello alla sua clacque per smentirmi.  Con tutto ciò, il grido mi sembra un po’ soffocato.

DOPO LA FELPA VOLGARE, ANCHE LO STRISCIONE. Nella notte fra sabato e domenica, Materazzi aveva festeggiato il 17° Scudetto esibendo dal pullman giunto in Piazza del Duomo il noto striscione volgare in risposta ad Ambrosini, riaccendendo una vecchia polemica ormai sopita. Un eccellente “esempio di sportività”, da parte di una sedicente “bandiera dell’Inter”, proprio in un momento in cui si tenta disperatamente di arginare il fenomeno del tifo contro e degli striscioni offensivi da parte dei tifosi puntando sull’esempio dei professionisti! Se arriverà il deferimento, sarà sacrosanto, come lo era stato due anni fa per il milanista.

Come già scritto, nel post sullo striscione volgare pubblicato sul suo blog domenica 17 maggio (magnificato dal popolino dei fedelissimi con commenti indegni di nota), Matrix mi scimmiotta il concetto di “lord”. Avevo appena definito il suo look e i suoi modi davanti all’Alta Corte di Londra “da piccolo lord”? Eccolo affermare: “ Non sono un lord, sono Materazzi”. Eppure, quante volte Matrix ha provato ad  ostentarsi un lord soprattutto sul piano che più conta, quello interiore della sensibilità e della nobiltà d’animo? Purtroppo, al di là delle interviste preparate di Paolo Bonolis e dei capitoli strappalacrime della sua autobiografia, Marco non fa che dimostrarmi di essere “il solito Materazzi”.

A sorpresa, SABATO 30 MAGGIO Materazzi non viene neppure convocato per Inter-Atalanta. La versione ufficiale parla di infortunio :-). Sia la versione, sia l’infortunio mi puzzano di diplomatico lontano un miglio. Il giorno prima, in allenamento, Matrix aveva riso e si era divertito come un bambino davanti alle telecamere. Troppo.

IL BILANCIO DI MATERAZZI nel girone di ritorno la dice lunga sulla sua stagione fallimentare. Su 24 incontri ufficiali, Matrix ha collezionato  5 sole presenze (di cui 2 in Tim Cup), a fronte di 11 non convocazioni, 6 panchine e 2 tribune. Non meravigliatevi dunque se difficilmente lo troverete sui poster dell’Inter Campione d’Italia 2009-‘10  😦 .

All’ultima casalinga, il Campione del Mondo 2006 resta mestamente a fare da spettatore adagiato sull’erba a bordocampo. Sul perché si può discutere, mentre è un fatto che Materazzi non sia più sceso in campo a San Siro in un incontro di campionato da Inter-Juve del 22 novembre ’08 :-(.  A onor del vero, nella pacchianata generale della successiva “festa”, alla famiglia Materazzi va riconosciuto il merito di aver rispettato il lutto.

AVRA’ DAVVERO PROLUNGATO IL CONTRATTO?

Ai primi di giugno, le improbabili sirene inglesi, fiorentine, bolognesi, laziali (e chi più ne ha più ne metta) che volevano Materazzi richiesto dalle squadre più assurde, vengono improvvisamente messe a tacere dalla notizia del (presunto) prolungamento del suo contratto con l’Inter fino al 2012.

PRIMA STRANEZZA: perché allungare il contratto a un giocatore in chiara crisi, pochissimo utilizzato, che a quanto mi risulta Mourinho aveva messo in cima alla lista nera? Eppure, nonostante il bilancio di panchine e tribune sopra illustrato, avviene il miracolo: tutt’a un tratto Mou ritiene Materazzi utile all’Inter del futuro :-). Voglio esagerare: per ben 3 stagioni a venire! Troppa grazia, santo patron di Milano!

SECONDA STRANEZZA: quanti interventi chirurgici, infortuni, risentimenti avrebbe subito Matrix nelle ultime 2 stagioni? Stando alla versione ufficiale, davvero parecchi, al punto da far dubitare (ma non a Ladycalcio) della sua integrità fisica. Delle due l’una: o l’Inter ha deciso di fargli pluriennale beneficenza, oppure,  il giocatore non è poi così “rotto” come tanti pensano. Un sollievo ai rimorsi di Rosenberg, che gli avrebbe sfondato l’arco zigomatico :-), e di quello sconosciuto ungherese, nello scontro con il quale avrebbe rischiato la carriera 🙂 !

TERZA STRANEZZA, purtroppo in sintonia con quell’alone di scarsa trasparenza che da un po’ di tempo a questa parte avvolge le notizie ufficiali su Materazzi: a tutt’oggi, la notizia del prolungamento del suo contratto non è ancora stata ufficializzata dal Sito Ufficiale di FC Internazionale. “L’Inter e Toldo, insieme fino al 2011” vi si leggeva lo scorso 2 marzo. E ancora: “Milano F.C. Internazionale e Francesco Toldo comunicano che, oggi pomeriggio (dunque, l’ufficializzazione avviene  il giorno stesso della firma, ndr), nella sede di Palazzo Durini, sono stati firmati i documenti per il prolungamento del contratto: con reciproca soddisfazione è stato raggiunto e siglato un accordo biennale, che scadrà il 30 giugno 2011”. Così è stato per Mourinho (“L’Inter e Mourinho insieme fino al 2012 “) e per tutti gli altri rinnovi.

Guarda caso, meno che per Materazzi. Sulla Gazzetta dello Sport del 9 giugno, Nicola Cecere scrive: “Una lieta notizia per tutti i tifosi nerazzurri: l’Inter sta per depositare il nuovo contratto firmato la scorsa settimana da Marco Materazzi nello studio di Rinaldo Ghelfi, il noto professionista milanese che affianca Moratti da sempre. Come anticipato alla Gazzetta, la scadenza è stata portata al 2012 (…).

Il foglio rosa, che  sembrerebbe ben informato e circostanziato, ribadisce la notizia l’11 giugno: “Eterno Matrix – Materazzi ha rinnovato con reciproco piacere. Anche Mourinho si è detto convinto che ci sarà utile a lungo” 🙂 . La notizia del contratto “spalmato” viene diffusa dai notiziari televisivi, dai quotidiani, persino dai giornaletti del metro 🙂 . Moratti la ribadisce in un’intervista (come tuttavia lo scorso anno aveva ribadito che le voci dell’arrivo di Mourinho erano tutte balle… 🙂 ),  ma cosa strana, a fine giugno l’ufficializzazione deve ancora venire. Perché?  Materazzi ha davvero firmato quel contratto? Non è che già dal prossimo mercato di riparazione, dopo un’altra manciata di panchine e tribune … taca banda, giornalisti amici e procuratori ricominceranno a spararcelo a salve in tutte le squadre più scalcinate o improponibili d’Italia e d’Europa?  Già il Messaggero del 22 giugno ipotizza per lui un prossimo futuro alla Lazio e il 25 giugno, NapoliSport.net parla delle attenzioni dei partenopei  per il centrale nerazzurro,  e della sua “prossima separazione” dall’Inter… 😦 . Allora, a che gioco giochiamo?

Oppure, se il giocatore ha effettivamente firmato, cosa si vuole nascondere? È forse stato messo a pane e pesce e tenuto “per grazia” a cifra da saldo? Forse il contratto gli è stato ritoccato nel senso di “pago un anno e giochi tre”?  😦 Non per nulla, il 10 giugno, davanti alle telecamere Moratti parla di un prolungamento “in modo anche utile e comodo per la Società”. Allora, dove sta il problema questa volta, per tutti i numi?

Si gioca forse sul fatto che l’attenzione dei tifosi, già abbastanza distratti nel leggere le notizie,  è attualmente distolta da Materazzi dalle vicende di Ibra e Maicon?  Ladycalcio non si lascia distogliere e resta in attesa dell’ufficializzazione

Nel frattempo, per non cadere in sospetti infondati e non dare eccessivo credito alle voci incontrollate, ho espresso i miei dubbi  al canale tematico Inter Channel. Gli annunci ufficiali relativi ai contratti dei giocatori  – questa la risposta in TV in “Zona Mista” di oggi pomeriggio per bocca di Roberto Scarpini – vengono dati soltanto dopo che tutti i documenti ad essi relativi sono stati debitamente sottoscritti e depositati.  Di questo ero naturalmente a conoscenza.  La notizia del rinnovo di Materazzi, confermata per bocca di Moratti, sarebbe comunque da considerarsi certa. Infatti, a  quanto si lascia intendere, alla sua ufficializzazione mancherebbe soltanto la definizione di qualche dettaglio o pratica burocratica. Rimane un interrogativo: perché queste lungaggini riguardano soltanto Materazzi, che secondo la Gazzetta avrebbe sottoscritto il rinnovo all’inizio di giugno?

D’altra parte, devo dire che se Matrix avesse effettivamente prolungato il contratto, al suo posto avrei fatto la stessa scelta. Infatti: 1) ho motivo di pensare che da parte delle altre squadre non vi fosse la fila per aggiudicarsi sue prestazioni sportive; 2)  l’Inter è una signora squadra, dove pur non giocando da titolare, Materazzi potrebbe ancora vincere altri titoli italiani e rincorrere il sogno della Champions League, oltre ad assaporare le emozioni più belle per un atleta:  il boato della Curva al suo ingresso in campo per la premiazione (che il 31 maggio mi è parso convinto), quella coppa da alzare, i colori nerazzurri sul cuore, ecc.; 3) l’Inter gli offre un bell’ambiente, nel quale è già inserito da tanti anni;  4) rimanando a Milano, eviterebbe ai figli il disagio di dover cambiare città e scuola; 5) a 36 anni potrebbe continuare a raccogliere soddisfazioni e a rimpinguare il conto in banca senza incorrere nello stress fisico, nella pressione mediatica e  nelle responsabilità  che gravano sui chi scende in campo 2 volte alla settimana; 6) last but not least, qualcosa mi dice che Materazzi, prolungando il contratto fino al 2012, avrebbe buone speranze di rimanere all’Inter molto più a lungo di Mourinho…. 🙂

Eppure, il volto scuro di Matrix non mi fa pensare a una risoluzione così felice. Strano anche che Marco sia volato oltre oceano senza neppure dare l’annuncio dell’avvenuto rinnovo sul suo blog, subissato sì di messaggi festosi da parte dei suoi fedelissimi, ma per una notizia mai ufficializzata!

Dopo aver commentato il presunto prolungamento del  “periodo di permanenza” all’Inter del suo pupillo, Moratti ha così scherzato: “ … per poi vedere ancora, essendo giovane, cosa dovrà succedere in futuro”.

È quello che aspetto di vedere anch’io.

(Continua…)

https://calcioparole.wordpress.com/2009/03/22/materazzi-vacanza-a-perugia/

https://calcioparole.wordpress.com/2009/05/09/lettera-aperta-a-marco-materazzi/

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MATERAZZI: LETTERA MORTA

Posted by ladycalcio su venerdì, giugno 19, 2009

Materazzi blocco 4

Come volevasi dimostrare. La lettera aperta a Marco Materazzi,  pubblicata il 9 maggio scorso su questo blog con invio del link all’indirizzo email del blog di Matrix, ad Inter Channel e a due giornalisti  molto vicini al giocatore, è rimasta lettera morta.

Non vedo che due alternative: o  Materazzi è in grandissima – e sottolineo grandissima – difficoltà, al punto di essere finito KO dinanzi al mio scritto e alla mia persona, oppure tace e acconsente.

Marco ne esce in ogni caso malissimo. Le risposte che non mi ha dato  me le ha comunque fornite il suo silenzio, non esattamente da “grande uomo”.  Il “Guerriero”  ha scelto  ancora una volta la fuga, delegando ai suoi disperati “difensori d’ufficio” i soliti puerili scimmiottamenti delle mie sequenze ragionate. E se neppure la grande  Cita sarebbe arrivata a tanto, Matrix è un Tarzan in disarmo.

Da compatimento sono certi messaggi apparsi sul suo blog a proposito del noto striscione volgare esposto in risposta a quello di Ambrosini di due anni fa. Per inciso, dopo che ne avevo  definito il look e i modi davanti all’Alta Corte di Londra “da piccolo lord”, nel suo post del 17 maggio Matrix mi aveva subito scimmiottato il concetto: “ Non sono un lord, sono Materazzi”. Ahinoi, “il solito Materazzi”, che secondo  i suoi lettori, avrebbe “risposto con eleganza” (!!!) al collega rossonero. Per gli irriducibili, Matrix sarebbe addirittura “un esempio per noi italiani” ,” un simbolo dell’Italia nel mondo” (!!!). E ancora: “dopo il gol che hai fatto nella finale del Campionato del Mondo con la Francia, tutto ti può essere perdonato e concesso”. Dato che il tutto viene avallato senza contraddittorio, considero riaffermati , per risposta indiretta, i “valori” di cui avevo chiesto conto a Materazzi nella mia lettera aperta.

Non ci si preoccupa nemmeno più della facciata,  se è vero che la moglie Daniela (a proposito: complimenti per la gestione del blog!) , come scrive lo stesso giocatore, starebbe tentando di iscriversi  a un gruppo di Facebook chiamato “Non sono un lord: sono Materazzi”.  Costruireste la vostra famiglia su questi  principi?

L’avevo dipinto come un piccolo uomo? Come un personaggio finto e costruito? Lo vedevo triste? Avevo scavato nel vuoto di valori di chi lo difende? Ecco moltiplicarsi  “grande Marco, grande uomo”, “ uomo vero e sincero”, “uomo con dei valori”, addirittura “allegro” : messaggi talmente simili l’uno all’altro da sembrare … clonati.  Ladycalcio lo critica? Ecco spuntare una fantasmagorica Lady Matrix” a difenderlo.

Sorprendono la puerilità e la povertà di idee, di sinonimi , di tutto. L’approccio mi rammenta un mio vecchio compagno delle elementari:  Tommaso – così si chiamava – era l’ultimo della classe. Durante le prove scritte copiava tutto – proprio tutto – dal compagno di banco secchione. Un bel giorno, finì per copiargli anche nome e cognome e per consegnare alla maestra il compito intestato “Sergio  ******”, divenendo lo zimbello della scuola.

Ma la perla del mese, a fronte dell’insensibilità che avevo constatato in Marco verso una persona in difficoltà, è la richiesta di un aiuto psicologico da parte di uno spasimante che, udite udite, nel maggio dello scorso anno, durante una partita di play off, avrebbe subito la rottura del crociato anteriore e posteriore del ginocchio con interessamento del menisco. Nonostante l’infortunio, sarebbe rimasto in campo per tutto il secondo tempo e i supplementari (!) e, voglio esagerare, avrebbe persino segnato un goal.(!) Tutto questo, manco a dirlo, grazie all’emulazione della grinta di Matrix. Operato il 5 Novembre (6 mesi dopo l’infortunio !), ad altri 6 mesi di distanza (!)  il ragazzo scrive  a Materazzi che “sarebbe molto importante per me ricevere qualche tua parola” per affrontare il recupero. Questa, Cita ce l’avrebbe risparmiata.

Ho addotto questi esempi di bassa lega per farvi comprendere come Materazzi si sia nascosto dietro la solita maschera e come, anche stavolta, gli siano mancati  il coraggio, la forza e le parole per dimostrare  un comportamento da uomo. Me l’aspettavo, ma ho voluto ugualmente dargli un’occasione davanti a tutti voi. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: eloquente ed impietoso, con buona pace dei “desperados” votati alla sua difesa d’ufficio.

Riferendosi al suo sito, Matrix scrive: “ so che qui mi legge chi ha voglia di capirmi, non solo di giudicarmi”. A capirlo ci  ho provato – e ne siete tutti testimoni. Credo anche di aver ormai capito perché il n° 23 nerazzurro sia finito ai margini degli schemi di tre allenatori (Mancini, Mourinho e Lippi) nonostante la sua prestanza atletica. Una situazione umiliante, resa ancor più penosa dall’alone di fumo che avvolge regolarmente i fatti, le notizie e le dichiarazioni che lo riguardano. Analizzeremo l’ultima sequenza fra qualche giorno, nel prossimo post, in cui vi svelerò anche una CLAMOROSA GAFFE DI MATRIX SFUGGITA A TUTTI I MEDIA.

Per ora, mi limito a farvi osservare come Materazzi, nonostante le belle parole spese per lui a livello ufficiale, non scenda in campo a San Siro  in un incontro di campionato da fine novembre, epoca della pubblicazione del mio post “Perché non credo più alla sindrome compartimentale di Materazzi”. All’ultima di campionato, Mourinho non gli ha concesso nemmeno lo spazio di un minuto. Confesso che, in quell’occasione, ho provato pena ad osservare 90 e passa kg di atleta mestamente adagiati sull’erba a bordo campo in mezzo ai bocciati. Il Campione del Mondo 2006 a fare da triste spettatore all’incontro con la schiena appoggiata  al blocco numero 4 del podio per la premiazione, che sarebbe stato montato di lì a poco. Ironia della sorte (vedi foto), il numero della bocciatura piena si trova proprio sopra la sua testa, a rafforzare l’immagine e  a suggellarne la disastrosa stagione.

Ho capito tante altre cose che non dico. So che Materazzi mi legge e mi teme. Lo vedo impantanato in se stesso, in  crisi profonda e molto solo. Purtroppo, questa situazione l’ha creata lui dal nulla. Non nego che la mia lettera aperta fosse anche una mano tesa che Marco non ha saputo cogliere, vuoi per falso orgoglio, vuoi perché trovatosi di fronte  a una montagna che non ha saputo affrontare. Lasciamo dunque i ritornelli sul grande uomo a quei poveracci di suoi difensori d’ufficio: se non ho mai creduto che Matrix abbia rischiato di perdere una gamba, ora credo che stia perdendo irrimediabilmente la faccia – e loro insieme a lui.

Ritengo anche che il suo comportamento verso di me disonori l’Inter, di cui sarebbe una “bandiera”. Mi domando cosa penserà di lui dall’alto Facchetti, della cui stima Marco andava così fiero. Nella sua autobiografia, scrive che “come un bravo papà magari in privato mi sgridava”. Lo  chiama “maestro”,”uomo speciale”, “esempio di correttezza”,  ne ammira “eleganza e classe”. Giacinto si sarebbe mai comportato con me come ha fatto lui? Sicuramente no. Come Presidente dell’Inter, avrebbe tollerato e assecondato la villanata che ho subito da parte di un suo giocatore? Non credo proprio. Dato che Matrix è credente, non si vergogna davanti al suo maestro? Ne esalta sì l’esempio, ma ancora una volta, si ferma alle belle parole…

Tuttavia, almeno un santo protettore altolocato Materazzi deve averlo. Un santo potente, se  è vero che  una sindrome compartimentale acuta gli è stata miracolosamente risolta per via endoscopica con un’incisione di soli 2 cm. Se l’intervento all’arco zigomatico sfondato non gli ha manco scalfito il basettone. Se Mourinho, poco amante del carnevale, l’ha accolto in maschera. Se l’irremovibile tecnico, dopo averlo relegato per mesi in panca e in tribuna, per  improvvisa illuminazione dall’alto afferma ora di ritenerlo molto utile per l’Inter del futuro. Se giornali e TV vengono inviati in legioni in sua difesa dopo ogni mio post che lo riguarda. Se Matrix – caso unico nell’Inter – sfugge alle leggi naturali degli eventi, delle rubriche e delle interviste al canale tematico. Se Materazzi, comunque si comporti, trova sempre grazia presso l’”Altissimo”. Ebbene: da amante dell’iconografia religiosa, vorrei dare un volto a tale santo.

Un santo che mi volta le spalle. Ogni cosa a suo tempo, ma credo di essere sulla buona strada.  Tutti i nodi vengono al pettine.  Nel  mio quadro degli eventi, Materazzi si delinea sempre più come l’antieroe  di Budapest e di Brema, mal gestito e  pessimamente spalleggiato nei miei confronti in qualche alta sfera .

Non mi fermerò fino a che non sarà chiaro chi, in tutta questa vicenda, mi ha remato contro – e continua ostinatamente a farlo; il perché; quali calunnie siano state riferite a Materazzi su di me – e da chi – per terrorizzarlo in quel modo sul mio conto, senza che mi venisse concessa la possibilità di difendermi. Intendo venire a capo di questi interrogativi a qualunque costo.

Non me ne vogliano coloro a cui renderò la vita difficile. Se anziché la discreta scorciatoia interpersonale Matrix & Co. preferiscono la maratona in salita sotto i riflettori, tanto peggio per loro. Ladycalcio non ha problemi di tenuta.

(Continua…)

https://calcioparole.wordpress.com/2009/05/09/lettera-aperta-a-marco-materazzi/

https://calcioparole.wordpress.com/2008/11/24/perche-non-credo-piu-alla-sindrome-compartimentale-di-materazzi/


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LETTERA APERTA A MARCO MATERAZZI

Posted by ladycalcio su sabato, maggio 9, 2009

Caro Marco,

Dove eravamo rimasti?

A quella tua telefonata all’ora di cena in una sera d’ottobre, in cui mi avevi  lanciato una doppia sciagurata sfida: sostenevi che  ti avevo scritto una lettera idiota, che denotava poca intelligenza,  e che nel farlo avevo commesso un grossissimo autogoal: parole che mi avevano profondamente addolorata e offesa.

Cosa avevo fatto per meritarmi questi tuoi “complimenti”? Ti avevo scritto chiedendoti un breve incontro a quattr’occhi per chiarire l’inspiegabile reazione che aveva suscitato in te “Il Ritorno del Guerriero”, un articolone in cui avevo esaltato la tua prestanza atletica sul campo dopo il noto infortunio di Budapest. Ritenevo mio diritto chiarire certi risvolti poco chiari della vicenda, dopo che quell’appassionato lavoro di mesi, inviatoti in regalo, anziché apprezzamento  aveva  suscitato chissà quali equivoci e sospetti, incutendoti un’inspiegabile paura nei miei confronti (Per tutto il seguito della vicenda, si veda  “Perché non credo più alla sindrome compartimentale di Materazzi”).

Negatami tale opportunità, per me fondamentale, altro non mi era  rimasto che chiarirmi gli eventi da me, con un determinato  duplice proposito: dimostrarti che se qualcuno in questa storia aveva dimostrato poca intelligenza, non ero certo io e che l‘autogoal – il più clamoroso della tua carriera – l’avevi commesso tu.

Da qui la mia analisi-choc sulla sindrome compartimentale, che già avrebbe dovuto indurti a riflettere sulla mia materia grigia. Un collega blogger ha scritto che per fare un pezzo del genere ci vogliono “due palle così”.  Senza falsa modestia: chi altro le ha avute?

Con altrettanta decisione, tagliamo dunque le gambe a due “miti” tanto cari ai tuoi “difensori d’ufficio”:  : 1) Non ti avevo chiesto di incontrarti perché sei Matrix, idolo del pallone, ma per un chiarimento urgente, tutto a tuo vantaggio. 2) Non ti ho preso di mira per un mancato ringraziamento, né per un mancato incontro: mi hai lanciato una sfida e io l’ho accettata!

Non dopo averti ripetutamente esortato a riflettere e a ripensarci, tentando  in tutti i modi di farti capire quale enorme dispiacere mi stessi dando e come mi sentissi tradita nella pulizia delle mie intenzioni. Discorso al quale ti sei dimostrato sordo e indifferente.  Dopo mesi, ho ancora nelle orecchie quel tuo tono freddo e scostante, quella tua insensibilità verso la lettera immediata e sincera in cui ti avevo raccontato i mesi di difficoltà e di peripezie vissuti per pubblicare la tua storia. Tutto questo hai calpestato e disprezzato. Soprattutto, non riesco a capacitarmi di quella tua sacra paura di incontrarmi.

Scatenare questa “crociata” contro di te, come l’ha definita un lettore, era il mio ultimo proposito. Mi ci hai costretta con tutte le tue forze. Da quella telefonata alla pubblicazione del post “Perché non credo più alla sindrome compartimentale di Materazzi” è passato più di un mese, durante il quale avresti avuto tutto il tempo per ritornare sui tuoi passi  e per dirmi che, in fondo, eri un po’ dispiaciuto . Se solo lo fossi stato. Temo invece purtroppo che il tuo unico grande dispiacere sia che i miei post incrinino la tua immagine “costruita” di ragazzo dolce e sensibile.

Anche in seguito, avresti avuto tutti i mezzi e le occasioni per riavvicinarmi: no, non ne avrei fatto un bell’articolo in Internet  per farmi bella o per prendermi gioco di te – se è questo che temevi ! Mi sarebbe bastato intuire in te un briciolo di cuore!

Hai definito le mie riflessioni “una lettera idiota, che denota poca intelligenza”. Te ne ripropongo  i concetti fondamentali: te la senti di confermare quella definizione davanti ai lettori?

Mi ero profondamente rammaricata di come, sparendo nel nulla come se nulla avessi ricevuto , tu avessi tradito il mio approccio di fiducia e il mio gesto di stima e di amicizia sportiva.

Ti avevo fatto capire che temevo che qualcuno avesse costruito attorno alla mia persona un’assurda sovrastruttura di dietrologie. Cos’avevano letto di così strano i tuoi brillanti consiglieri fra le righe de “Il Ritorno del Guerriero” per bloccarti e terrorizzarti in quel modo sul mio conto?

Ti avevo invitato ad immaginare che a seguire appassionatamente per mesi un giocatore, a regalargli  un lungo lavoro a lui dedicato e a ricevere un simile “trattamento da straccio” fosse stato uno dei tuoi figli. Cosa avresti pensato di quel tuo collega?  Ti ritenevi un esempio di comportamento?

Vengo al punto più grave, per me imperdonabile: ti avevo informato che il tuo più piccolo cenno di apprezzamento spontaneo e sincero (un piccolo grazie, due righe, una parola carina) sarebbe stato una vera medicina per persona a me prossima in grande difficoltà, che ti apprezzava molto e che aveva seguito tutto il mio lavoro su di te – e che invece, da questo tuo comportamento gelido e insensibile  aveva “ricevuto un’iniezione di veleno”. Te ne sei strafregato. Alla luce di questo, desideravo evitare che tu ferissi altri.

Proprio tu, quello della gavetta, quello che avrebbe tanto sofferto dopo la perdita della mamma (e che da queste dolorose esperienze avrebbe dovuto uscire arricchito e più sensibile verso il prossimo) mi manifestavi quel freddo distacco? Ecco perché non credevo più ai romanzi confezionati su di te dagli amici giornalisti, né ai teatrini sulla famiglia o ai tuoi bei gesti verso i bambini bisognosi ostentati sotto i riflettori.  Dietro questa facciata stavo sperimentando un uomo duro e insensibile, che era passato sopra il mio lato umano “come un carro armato”, lontanissimo dal “guerriero” e dal ragazzo dolce e sensibile che vorresti apparire.

Ti avevo anticipato che, per dignità personale, non avrei accettato questo trattamento e che ero sul punto di scavare sui risvolti della tua strana reazione. Da persona libera, senza dover rendere conto a nessun “Signor Direttore”. Questo, per  rispetto verso me stessa e verso i lettori. Temevo infatti che  “Il Ritorno del Guerriero” contenesse “un grosso equivoco di fondo” e che andasse rivisto in un’ottica differente.

Ti avevo chiesto un chiarimento a quattr’occhi con cui avresti potuto farmi ricredere da queste brutte impressioni,  offrendomi altresì la chance – che ritenevo doverosa – di poter smontare quello che consideravo un grosso equivoco ai miei danni costruito da rovinosi terzi, immischiatisi in una faccenda che era solo fra te e me. (Più chiaramente:  qualcuno con la coda di paglia doveva aver pensato che lodando la tua ottima biomeccanica di corsa dopo il tuo infortunio di Budapest, io volessi “fare il doppio gioco”, sottintendendo dei dubbi sulla sua gravità  – dubbi che allora non mi sfioravano neppure e che mi sono sorti proprio in seguito alla tua incomprensibile reazione a quell’articolo. Ero sicura che, vedendomi in faccia e parlandomi, ti saresti reso conto della pulizia delle mie intenzioni. Riflettici un attimo: ammesso e non concesso che con quello scritto io avessi inteso “tirarti una fregatura”, credi che te l’avrei inviato in regalo “in anteprima”? ). “Sempre che un guerriero non abbia paura di guardare negli occhi una lady”, ti avevo scritto. Purtroppo, è stato proprio così. Ti senti davvero un grande uomo a non avermi neppure concesso l’opportunità di difendermi?

Questi , i concetti della lettera che “non avete capito”. A proposito di plurale: non ti senti un bambino ad avermi fatto telefonare da tua moglie in risposta a una riservata personale? Ti sei almeno reso  conto di come il suo intervento d’impulso, in procinto di sfornare la cena, senza aver capito nulla della mia lettera né sapere con chi avesse a che fare, abbia contribuito a far precipitare la situazione?  Con tutto ciò, la voce che mi diceva quelle brutte e dure parole, era la tua e la tua soltanto: una disillusione-choc, quel contatto-lampo con te!

Potrà sembrare strano, ma se mi trovassi sulla fatidica torre insieme a te e ai tuoi “geniali” consiglieri, scaraventerei  giù immediatamente loro – senza la rete sotto –  per guardare negli occhi te solo, non fosse altro che per togliermi il gusto di vedere come sei a tu per tu in assenza di telecamere, artifici, situazioni preparate e “rimorchi pesanti” a carico. Per un attimo ho colto nella tua voce un’esitazione sull’eventualità di incontrarmi: avresti fatto benissimo a seguire quell’attimo di ispirazione…

E allora, certi consiglieri faresti bene a metterli alla gogna (prima di finirci tu),  o almeno, in condizione di non nuocere:  sono i tuoi più grandi avversari, quelli a cui non dovresti più far toccare palla. Se mai la vita con la sua sbrigliata fantasia ci porterà faccia a faccia, penserai di essere stato un pirla (intendila in senso affettuoso e umoristicamente mourinhano), tanto sono lontana da come mi immagini…

Marco, se solo tu fossi stato sincero e mi avessi detto che avevi un problema… mi sarei fatta in quattro per venirti incontro e per darti mille mani. Me lo sarei portato nella tomba, di qualsiasi cosa al mondo si fosse trattato.

Per tutta l’estate ho fatto leggere “Il Ritorno del Guerriero” ad amici e conoscenti di diverse fedi calcistiche, alla ricerca di “qualcosa” che potesse giustificare il tuo irrigidimento verso di me. Nessuno, neppure leggendo e rileggendo il pezzo, riusciva a trovare quel “qualcosa”. Se un dubbio c’era, riguardava semmai il mio “eccessivo ottimismo” sul tuo effettivo recupero. A dispetto della mia approfondita analisi tecnica, l’opinione comune rimaneva  infatti che tu fossi uscito a pezzi da  quel terribile infortunio e che non saresti mai più ritornato quello di prima. Hai capito ora il tuo autogoal?

Le mie conclusioni sulla vicenda le conosci. Sono illustrate in “Perché non credo più alla sindrome compartimentale di Materazzi”. Chissà se tu e i tuoi esimi consulenti conoscevate tutti quei particolari tecnici sulla fasciotomia d’urgenza Per carità, è soltanto una mia analisi. Del resto, i tuoi infortuni non sono dogmi di fede, né lo sono, fino a prova contraria, i comunicati stampa di FC Internazionale… Con tutto ciò, se ritieni che abbia scritto delle idiozie, non mi tiro indietro: sono pronta a cedere l’homepage di questo blog al chirurgo specialistico che mi illustri come sia possibile risolvere una sindrome compartimentale acuta sviluppatasi oltre mezza giornata prima (con tanto di ematoma del diametro di 10 cm, lungo dalla radice della coscia fino al ginocchio) per via endoscopica e con un’incisione di soli 2 cm, tecnica all’avanguardia di cui sono all’oscuro.

L’articolo in questione è rimasto a lungo fra le bozze di “Calcio e Parole”. Prima di schiacciare il tasto “pubblica”,  ho atteso a lungo; ti ho dato mille occasioni, sperando che tu ci ripensassi.  Chissà… forse, i miei dubbi te li avrei sussurrati in un orecchio, ma quel pezzo, stai sicuro, non l’avrei mai scritto.

Non riesco a togliermi il chiodo fisso che tu, in tutta questa storia, sia stato vittima di qualcosa o di qualcuno più grande di te. Sin dall’inizio ho percepito una barrieraAnche per questo ho insistito fino in fondo per incontrarti. Purtroppo, mi hai – mi avete – chiuso la porta in faccia.

Ti vedo sempre più solo e sempre peggio accompagnato e a volte riesco ancora a provarne tristezza, anche se, in fondo,  ognuno si circonda delle persone che si è scelto e che si merita.

Forse ti sorprenderà sapere che una persona “addetta ai lavori”, che tu conosci, era a conoscenza  dell’accaduto e sapeva che stavo per pubblicare qualcosa di molto scomodo su di te. Non ha mosso un dito per evitartelo.

Non escludo che questa faccenda, gestita come peggio non si sarebbe potuto, ti abbia disorientato e messo in crisi, dandoti una grossa mano a scivolare giù per la china. Sarai probabilmente convinto che io sia felice di vederti in panchina, in tribuna o fra i non convocati. Non è così. Perlomeno, quando ripenso al ragazzo “scalpitante” di fine 2007che avevo seguito con tanta passione: quello con gli occhi che ridevano!  Ora però, sei un altro:  sei quello della telefonata-choc,  della maschera sul volto, del viso imbronciato, di quegli occhi truci e malinconici che tenti invano di nascondere dietro i sorrisi smaglianti sul Sito Ufficiale dell’Inter. Non sei felice. Ti vedo abbattuto e triste dentro. E non può essere tutta “colpa” di Torres e De Bleeckere

Te ne racconto un’altra. La scorsa estate, un tuo convinto detrattore mi aveva invitata a scommettere 100 € sul tuo conto. Sosteneva che tu fossi un giocatore finito e che Cordoba e Samuel, ancora alle prese con i rispettivi gravi infortuni, non avrebbero impiegato molto per ritornare titolari fissi e relegarti in panchina, essendo tu “più rotto di loro”. Convintissima  che tu fossi integro e che avresti giocato un’altra stagione da titolare, i 100 € li avevo subito messi sul tavolo. Ho perso alla grande la scommessa, ma non la convinzione che il tuo problema non sia mai stato la gamba, e neppure quell’”eroico” zigomo di Brema, operato 😉 senza neppure raderti il basettone. A farti il pelo e contropelo ci ho pensato io per tutta la stagione, tenendo fede alla promessa fatta nella lettera che non avete capito: se quello era veramente  “il tuo cuore a telecamere spente” o se tu o altri eravate convinti di potervi prendere gioco di me, mi sarei divertita io. Ricordi?

Così, al contrario di te, non ho avuto paura di rimettermi in gioco. Ma senza mai cadere nel tranello di darti per finito dal punto di vista fisico-atletico.  Anzi, non smetto di riconoscerti che (quando giochi) giochi veramente bene!

Sei reduce da una stagione difficile e dolorosa: hai ancora voglia di giocare, senti di avere ancora benzina in corpo. Credi di poter dare ancora molto all’Inter e di poterne ricevere altre soddisfazioni – proprio adesso che cominciavi ad averle dalla tua carriera -, magari coronandola con il grande successo che sogni… Invece, ti senti messo da parte: vedi affievolirsi le luci della ribalta e sfuggirti inesorabilmente il tempo. Altri ti “rubano” la platea e tu ti senti impotente. Non vuoi abbandonare la scena di San Siro che ti ha visto grande dopo anni di gavetta, e fai bene:  anch’io al tuo posto me la terrei stretta, perché saprei che al di là mi aspetterebbe un anonimo declino, lontano dagli affetti sportivi più cari che già stanno scemando…

Avrai notato che, al Meazza, il grido “Tutti pazzi per Materazzitace per intere partite. Ora, pazzo rischi piuttosto di diventarlo tu, che da me avresti continuato ad avere pacche sulle spalle anche ora  che tutti te le voltano.

Raccapricciante è il nutrito coro di “te l’avevo detto” con cui i tuoi detrattori, presso i quali ti avevo sempre difeso, mi rinfacciano il tuo lato umano e il tuo comportamento nei miei confronti. Purtroppo, parlano dolorosamente i fatti…

Nella tua autobiografia, ammetti di esserti pentito di tanti tuoi errori di impulsività. Fra questi, le parole dette a ZidaneNon credi che anche quelle che hai detto a me siano state un boomerang degno del “solito Materazzi”? Se ora pensi che per essere contenti tutti e due  sarebbe bastato un minimo di correttezza da parte tua, sotto forma di  una risposta sentita o di un apprezzamento sincero, ti mangerai le mani. Il fatto è che sincero, con me, tu non lo sei mai stato.

Lo so per esperienza: il mondo dello sport agonistico è pieno di paraculi, papponi, persone spregiudicate.. e  di gente che si immischia in questioni che non le competono e che non ha le conoscenze per gestire. E che in questo modo, finisce per farti massacrare. A quel punto, ti ritrovi solo.

Da questa vicenda credo di aver compreso molte cose, probabilmente anche il perché di qualche tua non convocazione o panchina di troppo. Con tutto ciò, se ancora non hai capito, se continui a pensare che tutti ce l’abbiano con te per invidia o a chiederti  cosa pretendesse da te quella STR…afottente di Ladycalciola vita ti riserverà tante botte quante non potresti  mai prenderne   sui campi di calcio.

Lo stesso ti accadrà se anziché affrontare le situazioni elementari come questa, le lascerai ingigantire; se ti affiderai a chi, con tattica suicida, si ostinerà a descrivere bianco ciò che è nero senza averne le conoscenze, con immancabile effetto boomerang ai tuoi danni… E allora, non è con me che te la devi prendere….

Capisco che sei rimasto solo anche dal nulla che mi hanno saputo esprimere i tuoi “difensori d’ufficio” a proposito del trattamento “da Premio Gentleman” che mi hai riservato:  divagazioni dal tema, distorsioni dei concetti da me espressi,  strani incroci di email, usermane riciclati, offese, volgarità e provocazioni. Ad essi  – e alle loro aberranti (non) argomentazioni, ho dedicato un intero post (“I difensori del difensore hanno toccato il fondo”).

Uno di loro ha definito i miei scritti “sentenze”. In realtà non sono che concetti,  scomodissime sequenze ragionate che non lasciano scampo alle non argomentazioni  espresse in tuo sostegno, figlie dello sfacelo di valori che non smetterò di combattere: dovrei esserti riconoscente per tutta la vita ed accettare qualsiasi tuo comportamento perché hai vinto il Mondiale.  In altre parole, secondo questi “signori”, dato che sai prendere a calci un pallone, tutto ti sarebbe dovuto e concesso  – compreso il diritto di trattare anche il prossimo con i piedi…

Non  ti sembra  che questo  triste baratro di valori squalifichi per primo chi li professa? Cosa penseresti di una madre che educasse i suoi figli secondo questi principi? Non credi che questi arrampicatori sui vetri, dipingendoti come una primadonna capricciosa, ti abbiano reso un pessimo servizio? Non trovi umiliante che lo zoccolo duro dei tuoi sostenitori si distingua per  una simile boria, tracotanza e povertà interiore?

E cosa dovrei farmene, dopo il trattamento che mi hai riservato, della solita tiritera sui bambini e sulla splendida famiglia? Dato che non sono Novella 2000, un bel chi se ne frega su queste manfrine ce lo vogliamo mettere, una volta per tutte?

Dulcis in fundo, vi è un particolare gruppo di messaggi deliranti sul tema (in parte impubblicabili), con firme diverse ma tutti con lo stesso identico “stile” lagnoso, lo stesso identico allucinante contenuto e gli stessi identici errori di ortografia. Sono isterismi e frasi stizzite da fantasia malata sul tema famiglia: “Marco e Daniela vivono in un loro mondo fatato, dove non c’è posto per nessuno, e dico nessuno” (dunque, neanche per la buona educazione?);  avresti fatto bene a non concedermi neppure un attimo del tuo tempo poiché sarebbe stato tempo sottratto alla tua famiglia …e via a tamburo battente secondo questa falsariga. Alcuni commenti, non pubblicati per correttezza nei tuoi confronti, sono deliri del medesimo filone ad opera di mittenti che affermano di conoscerti, conditi da riferimenti a luoghi e persone che frequenteresti, insulti al mio indirizzo e “gaffes” su aspetti  della vicenda che un lettore casuale non dovrebbe conoscere…

Da parte mia, ho conservato questi messaggi con i rispettivi IP e potrei già aver capito chi li ha scritti. Da parte tua, ti dissoci da tali contenuti da fuori di testa, chiunque sia il mittente?.

Tornando allo “zoccolo duro” dei tuoi sostenitori, perdona se mi vengono i brividi quando leggo che lettori del tuo blog, in evidente grave difficoltà, affermano di attingere da te, ragazzo dolce e sensibile, la forza di vivere e il coraggio per andare avanti nella vita dopo lutti, disgrazie o perdite affettive gravissime. Per loro saresti un eroe, un guerriero , un grande uomo, un lottatore nella vita,  un modello da imitare, persino…  il loro dio (!!!). Dopo che sei fuggito davanti a una lady, riesci ancora a leggerli e a pubblicarli senza arrossire?

Perdona anche se io, diversamente dalle persone che per i tuoi infortuni affermano di aver sofferto e di essere  state male, tutto ormai considero i tuoi straordinari recuperi 🙂 fuorché atti di eroismo. Dell’eroismo ho un concetto molto diverso…

Ma l’aspetto che più mi disgusta è che non smetti di ostentare in pubblico quelle stucchevoli moine verso i bambini bisognosi: ora rispondi persino pubblicamente a chi ti ringrazia per esserti attivato per questo o per quel caso!  Un cristiano (quale ti mostri facendo il Segno della Croce e guardando in Cielo verso tua madre), non dovrebbe fare il bene senza “suonare le trombe”? E soprattutto, senza odiosi limiti di età? In caso contrario: devo pensare che i bambini siano la miglior “vetrina” per rifarsi l’immagine o che tu stesso sia troppo bambino per leggere nel cuore dei “grandi”?

So che queste mie impressioni ti danno un grandissimo fastidio, ma anziché smentirle con i fatti (come avresti avuto tutti i mezzi per fare), me le confermi ogni giorno con manfrine che hanno tutta l’aria di essere un’”operazione simpatia” dal sapore casereccio e infantile. Che dire di quei messaggi tutti uguali, che sembrerebbero partoriti da un unico, piccolo e poco fantasioso cervello collettivo? Grande uomo, meravigliosa famiglia, splendida famiglia… aggiornati persino il giorno di Pasqua!  Cosa vorrebbero dimostrare?

Se tu fossi davvero la persona meravigliosa che dipingono, avresti avuto mille modi per dimostrarmelo e per ricambiare la sincerità che ho sempre avuto verso di te. Il vero gesto di coraggio e grandezza sarebbe stato quello di  riproporti senza maschere, in chiave umana e sincera, con la presa di coscienza di avermi fatto un gesto molto brutto… Sarebbero stati questi gli unici sentimenti disarmanti da parte tua. Il resto sono teatrini sempre meno credibili, che non fanno che confermare tutti i miei dubbi.

Ti sei risentito e mi hai chiesto se ti stavo dando dell’”ipocrita”. Non ho mai usato questo termine, né lo uso adesso. Tuttavia, certe tue forzature depongono per un personaggio finto, costruito, troppo plateale negli atteggiamenti. Di sensibile ti vedo solo in quelle che chiamo  le “vetrine”:  il giro d’onore sul campo alla festa-Scudetto alzando la tua bimba al posto di un trofeo, oppure quella volta in cui, alla presentazione dei World Summer Games per disabili intellettivi, posasti tutto dolce e carino con una giovane atleta disabile mentre, modesto ed ammirato, le chiedevi tu l’autografo… e poi, quel look e quei modi da piccolo lord davanti all’Alta Corte di Londra…  o ancora quando, a Striscia la Notizia, regalasti la tua maglia all’ennesima bambina superraccomandata nel picco d’audience di prima serata…. La discrepanza fra quelle “vetrine” e la fredda indifferenza che mi hai dimostrato, mi ha profondamente addolorata e indignata. A questo punto, non ti sembra giusto che si sappia anche che “regalo” hai fatto a me?

È fine stagione: tempo di bilanci. Il mio è positivo al massimo. “Il Ritorno del Guerriero”, ripreso da più siti, ha avuto  un successone e migliaia di lettori ed è stato apprezzato da tutti (meno che dal diretto interessato).

L’articolo sulla sindrome compartimentale e i successivi di infortunistica sportiva hanno dato una svolta al blog, elevandone gli accessi e il livello. I lettori vi entrano quotidianamente con keyword da sito medico: sindrome compartimentale, fasciotomia d’urgenza, frattura arco zigomatico, stiramento retto femorale, cicatrice infiammata… ecc.

Ho goduto della costante attenzione tua, di tutto lo staff nerazzurro e dei colleghi della carta stampata, mettendo a dura prova le coronarie di chiunque si immolasse in tua difesa. Insomma, Calcio e Parole si è distinto nell’intento di stimolare i lettori alla lettura critica degli avvenimenti e di riaffermare valori diversi dal tutto dovuto e tutto consentito ai signori della pedata.

E il tuo personale bilancio di questa vicenda? Sarei curiosa di conoscerlo. Sei sempre dell’idea che l’autogoal l’abbia commesso io? Ti sembra un bel risultato non sapere mai cosa ti aspetta ogni volta che clicchi su Calcio e Parole, il blog che ti aveva sempre sostenuto e che avrebbe continuato a farlo anche in questa stagione, per te fallimentare?

Ritieni sempre che sia io poco intelligente o ti sei reso conto che attorno a te c’è qualche consigliere poco illuminato? Mi ridiresti le stesse parole di quella sera? Se sì, prego, puoi ribadire il concetto su questo blog, davanti a tutti! Difficilmente lo farai, perché ora, anche con me, sei “in vetrina”.  Qualcuno penserà che così non vale e che a contare è come ti sei comportato prima.

La mia opinione è che vuoi per vanagloria, vuoi per leggerezza, tu mi abbia lanciato una sfida di cui non conoscevi la portata: nemmeno nei tuoi incubi peggiori avresti immaginato di finire così spiazzato. Ti senti intimorito dal mio guardare dietro le facciate, tenuto d’occhio come un sorvegliato speciale. Ora, forse,  sei tu che vorresti conoscere me, nel senso che cerchi risposte a domande che ti assillano … Chi sono? Cosa faccio nella vita? Come posso avere quella competenza, già inconsueta fra i giornalisti sportivi, e ancor di più per una donna? Perché ho inserito un paragrafo di biomeccanica della corsa in un articolo di calcio? Risposte che io stessa ho insistito per darti sotto forma di chiarimento e che tu mi hai ostinatamente  rifiutato. Per il resto, sono l’ultima persona al mondo che vorresti trovarti davanti. Come mi immagini? Brutta, acida e bacchettona. Tentare di scovare la mia faccia fra le Monica Morandi su Facebook, almeno per avere un’idea?  Se la ride anche il motore di ricerca: digitando su Google Immagini “Ladycalcio Monica Morandi”, appaiono… le tue foto!

Sei pentito delle brutte parole che mi hai detto? No. Sei soltanto INCA…volato nero con me per ciò che ho scritto e sviscerato. Né ti rendi conto di come l’impreparazione dei tuoi “difensori d’ufficio” non smetta di offrirmi spunti di critica feroce. Il tuo retropensiero di fondo rimane che tutti ce l’abbiano con Materazzi e che anch’io, sin dall’inizio, dovessi nascondere qualche perfidia. Dunque, meglio tenermi alla larga. Hai capito quale dispiacere hai dato a me e a una persona a me cara? Non  potrebbe fregartene di meno: sei solo risentito, complice una certa persona montata, convinta che a te sia tutto dovuto, che si chiede cosa voglia quella STR…afottente illustre  sconosciuta da un Supercampione del Mondo come te, cosa mai mi “dovresti”, cos’avrebbe da dimostrare, a me, il grande uomo che saresti dentro e fuori dal campo… Dentro di te desidereresti venire a capo di questa storia? Sì, ma solo per convenienza, per non dover stare con il fiato sospeso ogni volta che clicchi su Calcio e Parole e per smettere di complicarti la vita (e di complicarla al tuo staff e ai tuoi amici giornalisti). Ci vedo bene? Se ho indovinato, sappi che i pentimenti di comodo non mi interessano.

Quale allora il proposito di questa lettera aperta? Stilare un bilancio e fare chiarezza sulla vicenda presso tutti i lettori critici. Per il resto, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire…

Puoi ignorarla. Puoi non rispondere (chi tace acconsente). Non puoi far finta di non averla letta o ricevuta, né che non te l’abbiano consegnata. Il link ad essa è stato inviato al tuo blog, a due  giornalisti a te molto vicini e ad Inter Channel.

Se invece senti di avere qualcosa da dirmi, ti prego di farlo di persona e di non mandarmelo a dire da rovinosi terzi o dall’ennesimo sgangherato difensore d’ufficio. Io mi sono sempre rivolta a te in prima persona.

A mia volta, eccezionalmente,  non pubblicherò nessun commento a questo post da parte dei lettori. Chiedo loro scusa, ma la lettera è rivolta soltanto a te e soltanto tu puoi rispondere.

Se ancora posso darti un suggerimento affettuoso, non farlo d’impeto come la volta scorsa. Immagino che a fine lettura sarai frastornato.  Rileggi il tutto con calma e riflettici su. Domandati anche se una doppiogiochista in malafede quale sospetti che io sia sarebbe arrivata a questo gesto…

E non dimenticare mai che, con me, le bugie hanno le gambe cortissime…

Ciao da Ladycalcio

https://calcioparole.wordpress.com/2008/06/24/marco-materazzi-il-ritorno-del-guerriero/

https://calcioparole.wordpress.com/2008/11/24/perche-non-credo-piu-alla-sindrome-compartimentale-di-materazzi/

POST SCRIPTUM del 19 giugno 2009.

La “risposta” del  “grande uomo” Materazzi a questa lettera è stata una scena muta totale.  Si veda:

https://calcioparole.wordpress.com/2009/06/19/materazzi-lettera-morta/

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I difensori del difensore hanno toccato il fondo

Posted by ladycalcio su giovedì, aprile 2, 2009

Non mi era mai accaduto, in quasi due anni di vita di questo blog, di dover bannare un lettore. E dire che di argomenti “caldi” Calcio e Parole ne ha trattati tanti, a partire dalla censura al mio fatidico commento alla Champions League ’07 del Milan. È successo purtroppo in più di un’occasione in questi giorni, dopo la pubblicazione del post “Materazzi: vacanza a Perugia?”

Premetto che Calcio e Parole è un blog di analisi scomoda, di critica pungente, sferzante e a volte feroce, ma al tempo stesso uno spazio democratico, che anche in merito all’articolo in questione ha pubblicato tutti i pareri dissenzienti, a condizione che fossero stati espressi in termini corretti e civili, con tanto di dialogo e dibattito con i lettori. Per una questione di decoro e di rispetto per chi legge, Ladycalcio dice invece da sempre no alla volgarità, all’insulto e al linguaggio triviale.

La schiera di sedicenti lettori umbri materializzatasi in difesa di Materazzi , squallidi “difensori d’ufficio” di basso profilo ingaggiati da chissà chi, si è purtroppo distinta per il penoso livello di ignoranza e di maleducazione e per il vuoto assoluto di contenuti, “colmato” sbracando in offese e volgarità.

Nei giorni scorsi, è successo di tutto: nickname riciclati, strani incroci di email, esternazioni allucinanti, tali da fare addirittura dubitare della salute mentale del mittente…

Mittente che, in un paio di occasioni, si è dichiarato appartenente all’entourage di Materazzi (in termini che preferisco non specificare). Ladycalcio prende ovviamente le distanze dalla veridicità di tali attribuzioni, si astiene dalla pubblicazione dei messaggi in oggetto- così come dei nomi e dei riferimenti in essi contenuti – ma li conserva con i rispettivi IP, riservandosi ulteriori approfondimenti in merito alla loro provenienza.

Quanto a chi ha cercato di strumentalizzare l’equivoco fra censura di una voce libera e rispetto delle regole della decenza, non perdo neppure tempo: la bassa forza della Rete potrà presto consultare il regolamento del blog (di prossima pubblicazione, che ho applicato anche eliminando i messaggi “sotto la cintura contro  Matrix) e accomodarsi altrove.

Perché questo accanimento? Le reazioni livorose suscitate dalle mie riflessioni, mi fanno pensare di aver colto una volta di più nel segno, o perlomeno, di aver affrontato un argomento assai più scomodo di quanto non credessi. Strano. Lo stesso Matrix ha affermato che il fardello di insulti, improperi e critiche ingiuste che deve quotidianamente sopportare da detrattori, tifoserie avversarie, mass media & Co. gli ha reso le spalle larghe. Altrettanto dicasi dei suoi fedelissimi… Perché dunque stracciarsi le vesti per qualche considerazione scomoda apparsa su un piccolo blog “di nicchia”? Forse perché il “blog piranha”, attualmente, sembra essere l’unica fonte al Mondo ad analizzare e approfondire le incongruenti notizie ufficiali diffuse su Matrix?

Ho soprattutto criticato la notizia di Materazzi a Perugia per come è stata data e non seguita. Il titolo del post “Materazzi: vacanza a Perugia?” era volutamente provocatorio, alla pari del contenuto dell’articolo: ho ironizzato su un improbabile protocollo di recupero a base di shopping e tè con i pasticcini e ancor di più sul presunto desiderio di evasione dal gruppo da parte di un giocatore superpagato, reduce da gran parte del campionato trascorso in famiglia e, ciò nonostante, dato per desideroso di staccare da una realtà in cui vive nella bambagia, oltre che già proiettato con i pensieri alla vita del dopocarriera.

Ma sarà proprio così? Saranno stati davvero questi i motivi dell’allontanamento di Matrix da Appiano e dal gruppo? Sono convintissima di no (si vedano anche i commenti n° 29 e 60 al post in oggetto, integrativi del pensiero di Ladycalcio).

Tuttavia, qualsiasi persona che viva a contatto con la difficile realtà quotidiana è autorizzata a scandalizzarsi di una simile versione, stante soprattutto il programma dei non nazionali nerazzurri nelle ultime 2 settimane: 2 giorni di riposo dopo Inter-Fiorentina, 2 giorni di riposo dopo Inter-Reggina, 2 giorni di riposo nell’ultimo weekend: 6 giorni di sollazzo su 14 (e, per il resto, un solo allenamento giornaliero), alla faccia delle 3 partite alla settimana previste fino a fine stagione! Ecco perché tanti lettori, con i tempi che corrono, si sono scandalizzati del “disagio” di Matrix e della sua presunta “evasione” in quel di Perugia. Versione a cui continuo a non credere.

Pensate all’ infortunio di Maicon. Giustamente, nel momento immediatamente successivo alla lesione, il giocatore non è sato esposto allo stress del viaggio di ritorno in Italia. La notizia, prontamente seguita dai mass media, è trasparente: per circa 10 giorni, Maicon sarà affidato alle cure del Prof. José Luis Runco, responsabile dello staff medico del Brasile, da tempo stretto collaboratore del Prof. Combi.

Al contrario, l’infortunio di Matrix è stato ancora una volta caratterizzato da quell’alone di enigma e da quel silenzio imbarazzato e imbarazzante. L’ennesimo “segreto di Pulcinella”? Un esempio banale: Matrix lavora intensamente nella città nella cui squadra ha militato? Strano che sul sito del Perugia non vi sia la minima traccia di una news relativa alla sua presenza al campo, o almeno, di un suo saluto al suo vecchio caro club…

Seguendo il Sito Ufficiale di FC Internazionale, si legge spesso del benvenuto ad Appiano ad ex-nerazzurri, campioni impegnati in uno stage, atleti in riabilitazione (l’ultimo della serie è stato Andrew Howe). Perché mai far calare una cortina di silenzio su un Matrix che si fosse mostrato volonteroso e impegnatissimo a ritrovare la miglior forma nella “sua” Perugia? Non ne vedrei la minima ragione…

Digitando “Materazzi a Perugia” su Google, la notizia più recente segnalata attualmente dal motore di ricerca è il link a questo blog, seguita da un’improbabile voce che vorrebbe il ritorno del centrale nerazzurro alla sua ex-squadra, in…. C1.

Per non parlare del titolo del quotidiano “Il Giorno” di domenica scorsa: “Materazzi scalpita per rientrare”. Peccato che l’articolo vertesse su tutt’altro e che l’unica “nuova” contenutavi su Matrix fossero le parole tratte dal suo blog, risalenti a … 9 giorni prima (!)

La Gazzetta dello Sport di lunedì ipotizza addirittura un suo rientro a Udine – eventualità che si commenta da sola. I movimenti di Matrix alla ripresa ad Appiano non mi sono parsi impeccabili, ma anche questa è soltanto la mia visione personale dei fatti.

I contenuti di questo blog, insomma, non sono verità assolute, ma soltanto riflessioni circostanziate e ben concatenate. Che danno fastidio.

Calcio e Parole non è Novella 2000. Pertanto, come ripetuto alla noia, non pubblica le moine sull’idilliaca vita coniugale e familiare del giocatore, inflazionato fuori tema con cui i più ignoranti e sprovveduti credono ancora di poter giustificare certi poco idilliaci modi di fare del giocatore con l’esterno. Ladycalcio si basa sulla propria esperienza – e non sui racconti da Libro Cuore. Purtroppo, in tutti questi mesi, gli “argomenti” a sostegno del comportamento di Materazzi verso Ladycalcio non sono mai andati oltre alla vecchia cantilena sulla famiglia e alla tesi secondo cui al giocatore andrebbe concesso tutto in virtù della vittoria di Berlino. In altre parole, nella vita, una persona si valuterebbe da come sa prendere a calci un pallone.

Un triste baratro di valori, che oltre a squalificare chi li professa, mi conferma l’impressione che da tempo mi sono fatta su Materazzi: lo vedo solo – e, paradossalmente, mal accompagnato.

Credo che il miglior servizio che un vero amico potrebbe fare a Matrix, sarebbe quello di fargli finalmente capire che se è divenuto il bersaglio fisso di questo blog, deve prendersela soltanto con se stesso, con chi aveva accanto quando rifiutò a Ladycalcio il chiarimento dell’equivoco costruito dal nulla dai suoi “brillanti consiglieri” e non da ultimo con coloro che, ostinandosi nella causa persa di “mettergli le pezze”, altro non fanno che renderlo la “vittima predestinata” di critiche sempre più feroci.

Di treni per tornare indietro e per chiarire civilmente quello che era soltanto un grosso equivoco con Ladycalcio, Matrix ne ha persi tanti. Ora si ritrova solo, con lo sguardo truce, seduto sul binario. Auguriamogli che non sia quello di partenza dall’Inter.

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Materazzi: vacanza a Perugia?

Posted by ladycalcio su domenica, marzo 22, 2009

Dopo la gita-premio a Lecce una vacanza a Perugia? “Ho preso le mie cose e sono venuto a Perugia, per continuare il programma di recupero dall’ultimo infortunio: una decisione presa di comune accordo con l’Inter, perché anche qui ho condizioni ideali per lavorare bene e allo stesso tempo non vivo il sottile disagio psicologico di chi vorrebbe ma non può allenarsi come i compagni”, scrive Matrix sul suo blog.

Come se mezza squadra non stesse vivendo lo stesso “disagio psicologico”. A questa stregua, Burdisso dovrebbe tornarsene in Argentina, Chivu in Romania, e via dicendo. Soltanto il n° 23 nerazzurro non regge il “disagio”? La cosa mi apparirebbe già di per sé grave. Matrix, dunque, è a Perugia, città del fatal 😕 incontro con la gentil consorte, alla quale, chissà, la metropoli lombarda va forse troppo larga. L’ex-Guerriero si rifugia nella casa del dopo carriera, fra gli amici, nel vecchio caro ambiente, lontano dal frastuono del tifo da cui si sente probabilmente escluso. Uno scenario che, unitamente al contentino di Lecce, già mi suona da “giorni della memoria”. Sì, perché alla base di tutto si pone un elementare interrogativo: perché soltanto a lui questo (ennesimo) trattamento di favore?

Da notare che la squadra, come premio dopo la “brillante” vittoria sulla Fiorentina, era già reduce da 2 giorni di riposo (lunedì e martedì): le soste che gli eroi della pedata agognano per abbuffarsi al ristorante con la famiglia fino alle ore piccole. Alla faccia dello stress dei tre impegni settimanali previsti da febbraio fino a fine stagione!

Giovedì, dopo un ulteriore supplemento di riposo regalato mercoledì all’ex- “Guerriero” stanco di non giocare, si è saputo dell’”esilio dorato” concessogli in accordo con lo staff nerazzurro. Ora, facendo il conto sul lauto stipendio che Matrix percepisce in questi tempi di crisi: quanto gli sono fruttati tre giorni di dolce far niente insieme alla moglie Daniela e ai bambini, povere creature che il calcio priverebbe crudelmente del loro amato Marco? (Sempre che i familiari stessi, dopo aver fatto il pieno delle sue non convocazioni e dei suoi lunghi bronci, non sentano la nostalgia di rivederlo in campo). Proseguendo con i bonus: dopo l’”esenzione” dalle interviste con la TV tematica e il supporto goduto da Mourinho contro i cori ignobili (al contrario di Balotelli), ora anche il soggiorno di piacere in terra umbra?

Alt! Si tratterà davvero di un trattamento di favore, oppure dietro all’allontanamento di Materazzi si nascondono motivi che si preferisce tacere? Propendo per quest’ultima ipotesi. Non per niente, i compagni tacciono. Se di gita-premio si trattasse, si creerebbe un precedente: il desiderio di evasione sarebbe legittimo anche da parte degli altri infortunati, non vi pare?

I tifosi nerazzurri con i quali parlo sostengono invece all’unanimità che all’Inter, di Materazzi, non gliene freghi più un accidente. Da parte sua, l’Inter tace. Ed è proprio da questo che deriva la mia pessima impressione sulle condizioni psicofisiche di Matrix, sul cui “programma di recupero” regna un imbarazzante silenzio.

Mi è sempre rimasta impressa la grinta profusa da Lothar Matthäus dopo i suoi gravi infortuni: si mostrava in piscina, impegnato alla Leg Extension, con tanto di zoomate delle telecamere sul ginocchio malconcio o sulla lunga ferita chirurgica lungo il decorso del tendine d’Achille. Che fa Matrix a Perugia? “Terapie e fisioterapia” più shopping per la città? “20’ di cyclette” e tè con i pasticcini? Seduta individuale al ristorante? Lavoro differenziato a base di Interval Training strutturato in partitelle posizionali alla playstation e rendez-vouz con i vecchi amici?

Matrix si nasconde e nulla quadra più. Matrix isolato dalla squadra, in rotta con Mou e soprattutto con se stesso, cerca evasione dalla realtà di un ambiente diventato ostile e sempre più faticosamente sostenibile nelle sue attuali condizioni. Perugia medicina contro il “disagio”?

Ho le mie buone ragioni per pensare che dietro questo allontanamento si nascondano seri motivi, ben diversi da quelli addotti.

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MATERAZZI E LA POLITICA DEI CEROTTI

Posted by ladycalcio su domenica, marzo 8, 2009

La coscia sinistra con il taping si era già notata chiaramente nel riscaldamento del pre-partita (e in altre precedenti occasioni), ma di “risentimenti” e “cicatrici infiammate” parlerò dopo.

Esce mestamente dal campo, Materazzi, dolorante nel corpo e abbattuto e sfiduciato nel morale. Mentre si avvia verso la panchina, colgo nel suo sguardo il film già visto che quella fitta maledetta gli proietta ogni volta davanti agli occhi: ciò che non potrà essere (il duello con il Manchester) e ciò che inevitabilmente sarà: l’incognita della diagnosi, gli accertamenti, la china da risalire… e chissà, il prossimo post di Ladycalcio, che per un attimo, si sente riportare indietro ai mesi in cui l’aveva seguito con affetto, scrutando con apprensione ogni minimo movimento delle sue lunghe leve.

Quella carezza sulla cima del suo metro e novantatre mi farebbe quasi tenerezza, se non fosse per il ricordo delle parole dure riservatemi. Se non fosse che Matrix, per quanto constatato, non sembra tanto intenerirsi quando a infortunarsi o a stare male è qualcun altro. Al di là di questo, non riesco a non vedere in lui un ragazzo spaurito, malamente assistito e sempre più solo.

L’atleta che si infortuna cerca affetto: Marco l’affetto sente scemarlo nei tifosi, né Calcio e Parole può più, suo malgrado, dargli una pacca sulle spalle: lui stesso mi ha chiuso la porta in faccia.

È perfettamente inutile che il Prof. Combi gli prema la mano sulla schiena per farlo accosciare e per nascondere il labiale: si è già visto fin troppo. Avevo già fatto notare come Matrix, nell’eseguire lo stretching del quadricipite femorale, arrivasse con il piede a mezzo metro dal gluteo. Una rigidità che rende l’infortunio pressoché matematico.

L’Inter ha uno staff tecnico megagalattico: coadiuvano Mourinho e il suo vice Beppe Baresi 3 preparatori atletici, 5 massiofisioterapisti , un paio di assistenti tecnici e un’equipe medica in grado di limitare l’incisione chirurgica per una sindrome compartimentale acuta a soli 2 cm :-). Domanda: non sarebbe il caso che qualcuno di loro ovviasse alla crescente rigidità di gambe e di schiena che constato nel giocatore?

Su Sky, Riccardo Gentile e Antonio di Gennaro … sbagliano gamba, scambiando la coscia sinistra di Materazzi, infortunatasi ieri sera, con “la gamba del famoso infortunio, quello in Nazionale, lo ricorderete, che aveva fatto temere addirittura l’addio al calcio di Materazzi” :-).

Al successivo infortunio di Burdisso, la regia di Sky inquadra l’argentino in panchina descrivendolo “disperato”. Di Matrix sembra non fregargliene un accidente a nessuno: il suo incidente non viene neppure riproposto negli highlight dell’intervallo.

Mi chiedo se Marco sia stato mandato in campo completamente recuperato o se sia stato buttato nella mischia in una partita “minore”per risparmiare altri in vista degli incontri “veri”. Facendo il punto da dove eravamo rimasti, sembra infatti che i “cerotti” applicatigli si estendano alla sfera mediatica e dell’ufficialità.

Sabato 7 febbraio : dopo l’interminabile “risentimento” muscolare di metà gennaio, Matrix viene schierato titolare a Lecce, sua città natale. Non giocava dal 9 dicembre ’08 (Werder Brema-Inter)

Sulla Gazzetta dello Sport di domenica 15 febbraio, giorno del derby, Materazzi, splendido protagonista della stracittadina casalinga della scorsa stagione, quest’anno è protagonista soltanto della sfida dei tatuaggi. Allo stadio rimane impressa la sua solitaria immagine in panchina, prima che Mourinho lo spedisca in tribuna.

Giovedì 19 febbraio: il Sito Ufficiale dell’Inter riporta che Matrix ha svolto del “lavoro specifico in palestra” a causa di una leggera infiammazione alla cicatrice di una precedente lesione muscolare ai flessori della coscia sinistra”. Una definizione che non mi corrisponde. Per rendere l’idea in termini elementari, la cicatrice di una lesione muscolare si forma nel punto della lesione stessa “a saldatura” delle fibre muscolari stirate o danneggiate. Per sua natura, questo tessuto cicatriziale è più “spesso” e meno “elastico” rispetto a quello delle fibre muscolari che deve “saldare”. In quanto poco elastica, se “trazionata” per stiramento del muscolo o per somma di sovraccarichi, la cicatrice può dar vita a una nuova lesione nella sede della precedente, a sua volta responsabile della formazione di ulteriori tessuti cicatriziali e aderenze che rendono il muscolo lesionato sempre più soggetto a ricadute. Parlare di “leggera infiammazione” di una simile cicatrice in assenza di sopravvenuti traumi (contusioni, stiramenti, ecc.) mi sembra dunque improprio. In “soldoni”: Materazzi si era nuovamente stirato?

Venerdì 20 febbraio, il Sito nerazzurro scrive che il n° 23 “si è allenato con i compagni”. Considerato quanto sopra, sarà proprio così? Tanto più che, in vista di Inter-ManU, Mourinho “oscura” per più giorni le immagini relative all’attualità degli allenamenti.

In un trafiletto intitolato “Materazzi out”, la Gazzetta di venerdì 20 febbraio riferisce: “A Bologna sarà Inter vera. Materazzi a parte, ma col Manchester ci sarà”.

Sabato 21 febbraio, nella conferenza stampa dopo Bologna-Inter (incontro per cui Matrix non è stato convocato) Mou dichiara testualmente: “In questo momento, solo Samuel è l’unico giocatore infortunato che non puoi sicuramente giocare questa partita. Tutti i giocatori sono a posto, mi sembra anche che Materazzi è recuperato, ho parlato con lui via SMS e lui mi ha detto oggi che già si sente abbastanza bene. Abbiamo tutti i giocatori a disposizione”. Più chiaro di così….

Lunedì 23 febbraio: Mirko Graziano (La Gazzetta dello Sport) , a cui Andrea Elefante sembra aver passato il testimone di difensore d’ufficio di Matrix, ipotizza le possibili coppie difensive contro il ManU: “Apparentemente un passo dietro a tutti c’è Materazzi, che rispetto ai colleghi di reparto garantisce però maggior esperienza, peso, posizione e affidabilità nel gioco aereo: con Cordoba forma una coppia storica, ha comunque caratteristiche tali da consentirgli un ottimo matrimonio tecnico con chiunque”.

Nella conferenza stampa pre-Inter-Manchester dello stesso giorno, Mourinho svela tutta la formazione meno la difesa, con la concessione del solo Santon. Dando per scontata la presenza di Maicon, tace dunque di proposito la sola coppia dei centrali difensivi. Perché? Qui viene il bello! Mourinho puntualizza che la sfida contro il Manchester richiede l’impiego di due difensori centrali di ruolo. Precisa che, a parte l’infortunato Samuel, porterà tutti i difensori, non essendo la partita contro il ManU un tipo di sfida in cui, dopo un infortunio o un problema di gioco, si possa adattare la difesa arretrando un centrocampista o accentrando un difensore esterno. Ribadisce testualmente: “Senza Samuel (escluso Samuel, ndr.), sicuramente gli altri saranno tutti convocati”. Sono le 14.30 circa. Alle ore 17.36, il Sito Ufficiale dell’Inter pubblica la lista dei convocati: a sorpresa, Matrix resta a casa. La Gazzetta del giorno dopo parla di “esclusione” “difficile da digerire” e di un Materazzi “piuttosto deluso”, Repubblica.it addirittura di “pesante bocciatura”. Sulla grafica di Inter Channel, Materazzi figura assurdamente fra gli infortunati. Cosa si vuole “incerottare”, pardon, nascondere?

Durante le conferenze stampa di mister Mourinho, nessun giornalista rivolge più domande sul n° 23 nerazzurro: tutti sanno… (ma che cosa?) o è un … tacito accordo? A porsi delle domande sono invece i lettori di “Calcio e Parole”, che entrano nel blog con le keyword “Ma Materazzi è ancora infortunato?” Oppure: “ Cosa si è fatto Materazzi?”

Con la costante dell’incongruenza cronica, colgo una netta inversione di rotta da parte dei mass media sul modo di riferire gli infortuni di Matrix: prima amplificati e ora malcelati? Il 29 gennaio scorso scrivevo su questo blog: “Osservando correre Matrix, colgo che la gamba sinistra difetta leggermente nell’azione avanzante, come mi conferma l’angolo di impatto del piede sul terreno. Vi vedo qualcosa di diverso da un risentimento, ma me lo tengo per me… Da ‘Pierino sempre in piedi’ a ‘Pierino e il lupo’? Probabile, visto che nell’azione di corsa del giocatore si coglieva chiaramente una flessione deficitaria della coscia sul bacino…

Domenica 1° marzo: nell’incontro casalingo contro la Roma, Materazzi siede in panchina – e anche questo non mi sembra un caso. Sapete da quanto tempo Matrix non scende più in campo al Meazza? Da Inter-Panathinaikos del 26 novembre 2008, per un totale di sole 4 presenze casalinghe stagionali (di cui quella contro il Brema durata solo 19 minuti) :-(. Ora, le poche volte che gioca, viene schierato in trasferta. Che soffra lo sguardo perforante di Ladycalcio? 🙂

Mercoledì 4 marzo: si gioca Sampdoria-Inter di TIM Cup, incontro per cui Mou non ha evidentemente parenti più prossimi di Materazzi da spedire in campo. Fra l’altro, trovo che il tecnico portoghese abbia snaturato il gioco di Matrix, che solo raramente entra sull’uomo: si limita al gioco a zona, con raddoppio di marcatura o arretramento di un centrocampista in caso di uno contro uno. Voto in pagella della Gazzetta: 6; voto di Repubblica: 4,5.

Venerdì 6 marzo: Mirko Graziano continua la commovente crociata umanitaria del foglio rosa in soccorso del centrale nerazzurro, proponendo la lista dei promossi e bocciati della rosa di Mourinho. “Soltanto 16 i giocatori ritenuti all’altezza dell’Inter” si stima. Secondo Graziano, i difensori della “squadra tipo”, ossia i titolari, sarebbero Samuel e Chivu, il “primo cambio” Materazzi :-), i “part-time” (già fra i “non all’altezza”) Cordoba e Burdisso e il “bocciato” Rivas. Peccato che, nella stagione in corso, Burdisso abbia giocato 24 partite ufficiali (per un totale di 1663 minuti) e Cordoba 27 (2417 minuti): nonostante l’avvio di stagione ritardato dal noto intervento chirurgico, il colombiano ha all’attivo oltre il doppio degli incontri disputati da Materazzi (13, per un totale di 1016 minuti).

In dettaglio, ecco il desolante 2009 del n° 23 nerazzurro, fra infortuni, non convocazioni, squalifiche e panchine: Inter-Cagliari: panchina – Inter-Genoa (Tim Cup): non convocato – Atalanta-Inter: non convocato – Inter-Roma (Tim Cup) : squalificato – Inter-Sampdoria: non convocato – Catania-Inter: non convocato – Inter-Torino: non convocato – Lecce-Inter: 90 minuti nella sua città natale– Inter-Milan: tribuna – Bologna-Inter: non convocato – Inter-ManU: non convocato – Inter-Roma: panchina – Sampdoria-Inter (Tim Cup): 90 minuti – Genoa-Inter: 15 minuti, prima di infortunarsi nuovamente. Negli ultimi 3 mesi (da Werder Brema-Inter del 9 dicembre ’08) Matrix ha giocato solamente 2 partite intere… 😦

Dopo aver fatto il pieno di weekend in famiglia, c’è da supporre che Matrix fosse felice di essere tornato a fare il calciatore. Il nuovo “risentimento” di ieri sera, rivelatosi una lesione al muscolo semimembranoso della coscia sinistra, lo costringe all’ennesimo stop.

Tornerà a giocare sì o no a San Siro prima della fine del Campionato?

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Derby infuocato, temperatura – 11

Posted by ladycalcio su lunedì, febbraio 16, 2009

La settimana mediatica pre-derby era iniziata con l’incertezza della presenza di Kakà e la quasi certezza di vedere Materazzi in campo :-). Era proseguita con il risentimento 🙂 agli adduttori di Maicon e i convocati nerazzurri stranamente proposti in ordine sparso anziché alfabetico 🙂 (si veda il mio ultimo post). Si era conclusa con l’indegna – a mio avviso – conferenza stampa di Mourinho, degenerata nella proposta di rendere nota la formazione ufficiale dell’Inter e di chiudere bottega senza concedere altre domande ai giornalisti presenti.

Calda anche l’atmosfera al Meazza, sebbene uno striscione reciti: “Temperatura prevista ore 22:30 – 11”. La Curva Nord rende sportivamente onore a Paolo Maldini: “Maldini: da 20 anni nostro rivale, ma nella vita sempre leale”. È il meritato omaggio all’ultimo derby del 40enne Capitano rossonero.

La sportività, ahimè, non sta invece di casa nei commenti TV. Su Sky, Fabio Caressa mi sembra a senso unico a favore del Milan, fortunatamente compensato dalla competenza tecnica e dalla classe di “zio” Bergomi. Lo stesso dicasi della Domenica Sportiva.

Sin dalle prime battute il Milan accusa pesantemente l’assenza di Kakà. Tuttavia, la squadra di Carlo Ancelotti sembra inizialmente avere schemi più solidi dell’Inter. A sconvolgere gli equilibri dei rossoneri arriva il vantaggio messo a segno da Adriano, viziato da un braccio che chiama in causa registi, moviolisti, opinionisti e doppiogiochisti. Per tutta la domenica sera (e anche il lunedì) ci si sbizzarrisce nella messa in onda di immagini dalle più svariate angolazioni, alla ricerca di un fermo immagine che avvalori la tesi della volontarietà. Se non ricordo male, non era stato esattamente così per la fatidica rete di Superpippo Inzaghi contro il Liverpool nella finale di Champions League 2007… (foriera della nascita di questo blog).

Questa settimana, il grido di dolore di Rosella Sensi sarà duplice: per l’Inter che prende il volo e per le 3 pappine rimediate dall’Atalanta.

Sul fronte milanista, il Dinho è bionico: l’Inter sembra avere l’effetto di disibernarlo. Raddoppia Stankovic e accorcia Pato, mentre Adriano si mangia clamorosamente il 3-0. Questo il primo problema irrisolto dell’Inter: le troppe occasioni sprecate. Il secondo riguarda l’assedio finale del Milan, che dimostra come la Beneamata non riesca ancora a vincere senza soffrire.

La chicca del postpartita è proposta ancora una volta da Mourinho, che porta con sé il baby Santon in conferenza stampa. Serata indimenticabile per il 18enne, in grado di tenere a bada nientemeno che Beckham, Pato e Pirlo e di chiudere gli spazi a calibri quali Seedorf, Zambrotta e Inzaghi.

Chi gli spazi se li è visti chiudere è il collega di retroguardia Materazzi, escluso persino dalla panchina. Una bocciatura piena, la sua.

Ammetto che mi ha fatto tristezza vederlo sdraiato, desolatamente solo, sulla panchina degli esclusi , con le lunghe gambe distese sul muretto. Le gambe corte le hanno invece avute, come previsto, le probabili formazioni dei giornalisti simpatizzanti, che ne avevano pronosticato la partenza da ritrovato titolare. Che strano, Matrix quando gioca lo fa bene, eppure non gioca quasi più. E nessuno dice nulla. È una questione di condizioni psicologiche?

L’immagine sopra descritta è raccapricciante, soprattutto ripensando al bel derby del Natale ’07 che l’aveva visto protagonista. Ma è più che mai  emblematica di quanto Matrix sia attualmente solo, o peggio, mal accompagnato…

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