CALCIO E PAROLE

By "Ladycalcio". Il blog più censurato e più temuto dagli addetti ai lavori

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L’INTER CONQUISTA IL 19°SCUDETTO

Posted by ladycalcio su domenica, maggio 2, 2021

https://www.ilgiorno.it/sport/calcio/scudetto-inter-19-1.6314044

https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/inter/2021/05/02/news/inter_scudetto-299084805/

https://sport.sky.it/calcio/serie-a/2021/05/02/scudetto-inter-reazioni-giocatori-social

https://sport.sky.it/calcio/serie-a/2021/05/02/scudetto-inter-2021-news

https://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Calcio-l-Inter-e-campione-d-Italia-e2ba3803-4a44-4a9a-8ee1-f7031d943832.html

https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Inter/02-05-2021/inter-campione-d-italia-festa-giocatori-social-410664802981.shtml

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483 PRESENZE IN NERAZZURRO: HANDA SUPERA BORDON

Posted by ladycalcio su lunedì, aprile 19, 2021

Chi non ricorda Ivano Bordon, l’eroe di Berlino ’71 che parò il rigore a Sieloff?

Chi non ricorda Ivano Bordon, l’eroe di Berlino ’71 che parò il rigore a Sieloff? Arrivato all’Inter nel campionato 1970-‘71, anno dell’11°Scudetto, vi avrebbe militato per 17 anni, collezionando 382 presenze in nerazzurro.

Un record che l’attuale numero 1 nerazzurro Samir Handanovic, in nerazzurro dal 2012, ha eguagliato la scorsa settimana contro il Cagliari e superato ieri sera a Napoli, portandosi a quota 383. Davanti a lui solo Walterone Zenga a quota 483.

Un record che l’attuale numero 1 nerazzurro Samir Handanovic, in nerazzurro dal 2012, ha eguagliato la scorsa settimana contro il Cagliari e superato ieri sera a Napoli, portandosi a quota 383. Davanti a lui solo Walterone Zenga con 483.

Ma il record di imbattibilità appartiene ancora a Bordon: 686 minuti risalenti alla stagione dello Scudetto ‘79-‘80.

Ieri sera, nel pre-partita di Napoli-Inter, Ivano Bordon si è collegato in diretta con il canale tematico nerazzurro Inter TV. “Pallottola”, come l’aveva soprannominato Sandro Mazzola per la velocità con cui si fiondava sui palloni, ha avuto parole di ammirazione per Handa, che a dispetto delle critiche dei tifosi, dopo 31 giornate vanta 12 clean sheet e una percentuale di tiri nello specchio parati superiore al 70%. “Forse i tifosi sono stati un po’ esagerati con lui nel giudicare le sue prestazioni”, ha detto Bordon, “(Handanovic) ha dimostrato di essere un signor portiere, un punto di forza di questa squadra”.

E dato che i record sono fatti per essere battuti, il portiere veneto si augura sportivamente che Samir gli tolga anche quello di imbattibilità, che resiste da una quarantina d’anni, poiché significherebbe l’ascesa dell’Inter.

Durante il collegamento in diretta Bordon ha rispolverato alcuni ricordi rimasti nel cuore di tutti gli appassionati nerazzurri, come lo Scudetto vinto nel ‘79-‘80 dall’Inter tutta italiana rimasta sempre in testa al Campionato da inizio a fine stagione.

Inevitabile il ricordo della partita della lattina di Mönchengladbach, l’incontro di Coppa Campioni del 1971 perso 7-1, annullato e rigiocato a Berlino – e del rigore parato a Sieloff.

 

 

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BONIMBA NE FA 77

Posted by ladycalcio su venerdì, novembre 13, 2020

Non 77 goal, purtroppo per i nostalgici, ma 77 anni: Roberto Boninsegna, indimenticato centravanti nerazzurro degli anni ’70, festeggia oggi il suo compleanno.

Nei suoi 281 incontri con la maglia dell’Inter, Boninsegna ha realizzato la bellezza di 171 reti. Una media-goal che non ha nulla d invidiare ai più blasonati campioni di oggi.

Auguri bomber!

Leggi la notizia su inter.it:

https://www.inter.it/it/news/2020/11/13/compleanno-boninsegna.html

 

 

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COPPE EUROPEE: UNA BARÇA DI GOAL

Posted by ladycalcio su mercoledì, agosto 19, 2020

Proseguono i fuochi d’artificio delle Coppe Europee, con risultati insolitamente tondi e roboanti. E soprattutto, esagerati rispetto al reale divario fra le squadre. L’8-2 del Bayern Monaco sul Barcellona in Champions League, seguito dal 5-0 dell’Inter sullo Shakhtar Donetz in Europa League, sembrano più sogni di una notte di mezza estate che non verdetti veritieri dei campi nelle fasi finali delle competizioni europee.

Inutile dire che a prescindere dai nomi delle vincitrici, gli esiti di questi tornei sono stati pesantemente condizionati (se non addirittura falsati) dal Coronavirus (lockdown, blocco dei campionati, stravolgimento della preparazione, confronti secchi e serrati in agosto, e via dicendo).

Come se non bastasse, sulla roboante vittoria del Bayern aleggia l’ombra della resa dei Blaugrana, compattatisi sì, ma contro il loro tecnico e la loro Società. O che altro dire di un allenatore sportivo (Abidal) che non può più entrare nello spogliatoio? O di un Presidente (Bartomeu) che tutti attendono di cacciare alle prossime elezioni?

Domenica, nella Finale del massimo torneo, il PSG incontrerà la vincente di Bayern-Lione, mentre già domani sera, l’Inter se la vedrà con il Siviglia nella Finale di Europa League.

Comunque andrà, temo che l’esito di entrambe le competizioni europee risulterà distorto.

Ma in compenso, dopo mesi di lutto e privazioni, il calcio internazionale tornerà ad offrire delle vittorie di coppa, delle premiazioni con i coriandoli e due notti di festa.

Che vincano le migliori. E soprattutto, che torni a vincere lo sport, sconfiggendo la malattia.

 

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INTER: 300MILA MASCHERE CONTRO IL CORONAVIRUS

Posted by ladycalcio su venerdì, gennaio 31, 2020

Trecentomila maschere contro il contagio da Coronavirus: è il dono di Steven Zhang e FC Internazionale alla città di Wuhan, messa in ginocchio dall’epidemia.

Ne dà notizia il Sito Ufficiale di FC Internazionale, precisando che le maschere, per uso medico, serviranno a “dare sostegno alla popolazione e alle autorità coinvolte nelle azioni di contrasto all’epidemia di Coronavirus” e che “la fornitura raggiungerà la città cinese entro la prossima settimana”.

Potete leggere la notizia completa su inter.it al seguente link:

https://www.inter.it/it/news/2020/01/31/inter-e-steven-zhang-donano-300mila-maschere-mediche-a-wuhan.html

Intanto, persino il centro di Milano si popola di cinesi con la mascherina….

 

Foto tratta da inter.it

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L’INTER TORNA A RIVEDER LE STALLE

Posted by ladycalcio su venerdì, marzo 15, 2019

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INTER CHANNEL COMPIE 14 ANNI

Posted by ladycalcio su sabato, settembre 20, 2014

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Il canale tematico nerazzurro, nato il 20 settembre 2000, compie oggi 14 anni.

Auguri da Calcio e Parole e dai suoi lettori!

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Il telefonino di chi ama l’Inter

Posted by ladycalcio su domenica, settembre 14, 2008

Palcoscenico insolito per la presentazione di un nuovo telefono cellulare, la Pinetina ha fatto da cornice al lancio del Samsung SOUL I Love Inter, una riedizione di un modello top di gamma della casa coreana, dedicato ai tifosi nerazzurri.

Il Samsung Soul Inter è in sostanza una versione personalizzata del Samsung Soul U900 e porta in dote una cartella di contenuti esclusivi di F.C Internazionale: suonerie e sfondi originali, il logo “I love Inter” sul retro della scocca e tutte le novità sulla propria squadra del cuore accessibili dal pulsante Feed RSS del Magical Touch.

Tra le caratteristiche tecniche spiccano invece La fotocamera da 5 Megapixel e la presenza della connettività HSDPA per navigare ad alta velocità in Internet. Costerà 299 euro e potrà essere acquistato nei punti Unieuro.

Alla presentazione ufficiale, che ha preceduto l’abituale conferenza stampa del prepartita (l’Inter ha poi giocato e vinto 2-1 sabato sera contro il Catania), non poteva mancare José Mourinho:  lo “Special One” ha dato come al solito spettacolo. Lui, uomo Samsung fin dai tempi del Chelsea (il team inglese porta ancora oggi il prestigioso logo del gruppo sudcoreano sulle sue magliette), ha sottolineato l’importanza mondiale di un marchio come quello dell’Inter, che ha saputo unire negli anni prestigio, passione e grande senso dello sport.

Il Samsung SOUL Inter è un telefono emozionale, pensato per i tifosi che amano seguire in ogni momento la propria squadra” ha poi aggiunto Paolo Quindici, Sales and Marketing Director di Samsung Italia.

Mourinho, dal canto suo, si è limitato a sottolineare come di tecnologia se ne intenda poco ma che il telefono gli è piaciuto molto dal punto di vista del design oltre che dei contenuti, concludendo poi con un simpatico siparietto nel quale ha reclamato ben 10 telefoni, come premio per la sua presenza.
Poi, conclusa la parentesi hi-tech, si è tornati al calcio, con un Mourinho in splendida forma, che ha giocato e scherzato con i giornalisti senza concedere alcuna previsione sulla formazione del giorno dopo, se non per qualche giocatore – come Quaresma e Maicon – il cui impiego appariva scontato già alla vigilia.
E, a proposito di telefonini, Mourinho ha svelato un piccolo retroscena: quando  giocano le nazionali lui spera che non suoni mai. “Qualche giorno fa, erano le 21,30 ed è squillato. Prima di rispondere ho detto a mia moglie: si è fatto male qualcuno dei nostri! Infatti, quando ho risposto, Paolo (Viganò, direttore delle comunicazioni dell’Inter, n.d.r.) mi ha annunciato che Stankovich si era infortunato“.
Peccato solo che la giornata si sia conclusa senza poter assistere all’allenamento di rifinitura. Qui, il no di Mourinho è stato irremovibile. La seduta si è comunque svolta con un leggero defaticamento (molti titolati erano rientrati in giornata dagli impegni con le rispettive nazionali) e con la prova dei calci fermi, che ha visto come protagonista soprattutto Balotelli.

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Mancini-Mourinho: il perdente è Moratti

Posted by ladycalcio su mercoledì, giugno 4, 2008

“Son tutte balle, solo che non abbiamo più la pazienza di smentirle”, aveva detto con tono di sufficienza Moratti ai reporter assiepati sotto il suo ufficio che lo interrogavano sul possibile arrivo all’Inter di José Mourinho. Sappiamo tutti com’è finita: con un pranzo in un ristorante esclusivo di Parigi, con tanto di paparazzo a immortalare il Presidente, il figlio Angelo Mario, l’amministratore delegato Paolillo e il tecnico portoghese, e con la presentazione di quest’ultimo ieri ad Appiano Gentile.

Sala stampa affollata, con il neoallenatore seduto accanto a Branca, Paolillo e al vice Beppe Baresi. Davanti a loro un tavolo completamente nudo, in uno stile “braccini corti” che cozza con la grandeur del Presidente, ricoperto da un drappo nerazzurro. Per Mourinho, accaldato e impegnato in una lunga trafila di domande e risposte, neppure un bicchier d’acqua.

Uomo distinto, intelligente e colto, Mourinho giunge all’appuntamento accuratamente preparato (studiava evidentemente da mesi), sfoderando uno splendido italiano condito da un fuori programma nel gergo meneghino: “Io non sono un pirla “, risponde a un giornalista inglese reo di aver cercato di riportare ad arte il discorso sui giocatori del Chelsea.

Afferma di aver studiato per un mese soltanto, sbugiardato dai perfetti accordi verbali, dall’uso assolutamente corretto delle preposizioni e da una proprietà di vocabolario di tutto rispetto.

È un po’ attore, Mourinho, e recita alla perfezione la parte di chi deve far presa su una platea reduce dalle polemiche, che fiuta un po’ prevenuta nei suoi confronti. Smorza i toni sulla preannunciata “rivoluzione”, non si autoesalta, si dichiara disponibile al colloquio con i giocatori.

Durante la diretta TV, il telespettatore cerca invano Massimo Moratti, che pare aver preferito la lontananza dalle telcamere.

Avevo sempre ammirato Moratti; ora tuttavia, per onestà di giudizio devo dire che da questa storia esce a pezzi – unitamente alla Società. Interrogativo spontaneo: Oriali (“Mancini rimane al 110 %”) e Paolillo (ai microfoni di Radio Anch’iosport aveva dichiarato che l’incontro Moratti-Mancini sarebbe stato un semplice colloquio per discutere “una visione generale e un programma”, con l’80% di chances di riconferma per il tecnico) erano al corrente delle sue “manovre” in direzione Mourinho e hanno bluffato, oppure, contando come il 2 di coppe, sono state le prime vittime del colpo di testa del patron?

Sta di fatto che la popolarità del Presidente è ai minimi storici. Nei giorni scorsi, gli stessi sostenitori nerazzurri, disgustati dalle sue cadute di stile, avevano bersagliato di lamentele l’emittente Inter Channel, invocando un metro di giudizio più severo sul suo comportamento da ricco non signore e minacciando di non rinnovare più né il tesseramento, né l’abbonamento al canale tematico, in quanto quest’ultimo, fonte ufficiale della Società, aveva difeso a spada tratta l’(indifendibile) approccio di Moratti.

Non essendo bastato il ritardo di oltre 2 giorni nell’emissione del comunicato ufficiale sull’esonero di Mancini, la Dirigenza nerazzurra aveva deciso di rendersi ridicola fino in fondo minacciando azioni legali contro chi avesse riportato presunti stralci del colloquio d’addio fra il patron e il Mancio. Ironica la risposta de “Il Giornale”, a firma Riccardo Signori: “Prendiamo atto della smentita della società (sperando che non sia come quelle su Mourinho degli ultimi mesi).”

In un crescendo di gaffes e meschinerie senza precedenti, ecco l’annuncio dell’esonero di Mancini senza neppure un ringraziamento formale al tecnico “scaricato” (ringraziamento presente invece nel comunicato stampa di quest’ultimo), il rinvio dell’ufficializzazione dell’ingaggio di Mourinho fino al pomeriggio del 2 giugno, il grazie al Mancio “a scoppio ritardato” (solo dopo le pesanti critiche piovute a 360 gradi) e un volgare epilogo a pesci in faccia destinato a finire in tribunale, dove Moratti rischia di perdere ben più della faccia (che molti sostengono non abbia già più).

Per non parlare della presunta buonauscita da lui proposta al suo ex-tecnico e del presunto tentativo di aggrapparsi allo scandalo intercettazioni come giusta causa per il suo licenziamento. Tesi giuridicamente insostenibile.

Quanto alla classe e all’etichetta che l’avevano da sempre contraddistinto, Moratti le aveva già perse in tribuna d’onore con gestacci, volgarità e labiali di critica ai suoi giocatori. E se è vero che i mass media tendenziosi “ci marciano”, stavolta il Presidente deve prendersela soltanto con se stesso.

Signori, si cambia. Si cambia l’allenatore campione d’Italia, si cambia un team vincente (pur con tutti i suoi limiti), si abbandonano le certezze per le incertezze. Il verdetto al campo. Se i risultati dovessero cambiare in peggio, si cambi il Presidente.

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Moratti-Mancini: fine della telenovela

Posted by ladycalcio su mercoledì, maggio 28, 2008

La telenovela Moratti-Mancini, da mesi appannaggio di vignettisti e barzellettisti, si è conclusa con una figuraccia ignobile dell’Inter.

Non intendo addentrarmi nei rispettivi torti e ragioni del Presidente e del tecnico: ad uscirne a pezzi è la Società FC Internazionale, autoridicolizzatasi davanti al mondo del calcio, ai giornalisti e ai propri tifosi. Soprattutto, ritengo irrimediabilmente incrinata la credibilità della parola del Presidente Massimo Moratti, da mesi (e fino all’ultimo giorno) categorico nello smentire le voci sull’arrivo di Mourinho.

A oltre ventiquattr’ore dal siluramento di Mancini, trapelato nel primo pomeriggio di ieri e riportato nel frattempo anche dall’ultimo giornaletto di quartiere, il Sito Ufficale dell’Inter e il canale tematico Inter Channel – fonti ufficiali della Società nerazzurra -, brillano nel tacere la conferma dell’avvenuto divorzio.

Si può soltanto immaginare che l’evidente mancato accordo sull’emissione del comunicato congiunto, con i relativi rischi legali per la Società nella diffusione delle notizie, abbiano messo sott’acqua l’Ufficio Stampa.

Il vergognoso epilogo della telenovela di quarta categoria, iniziata con lo sfogo del tecnico di Jesi nel dopo-Liverpool, sarebbe durato pochi minuti: un colpo di spugna molto poco signorile su una collaborazione che, pur con i suoi alti e bassi, era fruttata la creazione di un ottimo gruppo e 7 trofei in 4 anni. Il tutto, dopo il noto annoso digiuno di vittorie.

Allo sfascio lo stile societario morattiano: ricorrenti silenzi-stampa, un tecnico che vince il campionato e tace, perde la Coppa Italia e tace, facendo poi presagire, tramite il proprio procuratore, il proposito di voler rimanere alla guida della squadra. Prospettiva reiterata , “al 110 %”, dal ds Gabriele Oriali.

Inqualificabile, sul piano umano, il comportamento di Moratti: una sorta di usa e getta nei confronti del Mancio (che giustamente non si accontenta della buonuscita offertagli e rivendica l’intera cifra spettantegli per contratto) e una totale mancanza di rispetto verso i tifosi, in balia degli echi (veritieri) della stampa inglese e spagnola, che da tempo davano per certo l’arrivo di Mourinho sulla panchina nerazzurra.

Perde la faccia, Moratti, dopo mesi di infastidite smentite ai derelitti reporter soliti trascorrere ore intere sotto il suo ufficio per ricevere in cambio due parole di sufficienza non veritiere (evviva il rispetto del lavoro altrui!). La perde davanti al mondo del calcio, ai mass media e ai tifosi nerazzurri. Tifosi ora inviperiti con il patron, il cui ultimo colpo di testa rischia di costare carissimo alla Beneamata: il disfacimento di un gruppo rivelatosi vincente nonostante gli infortuni e i relativi rimaneggiamenti di formazione e un salasso economico di oltre 100 milioni di euro in spese per il nuovo staff e per i capricci di “The Special One”, già a Milano per completare sul posto il corso full-immersion nella nostra lingua.

Ora, se è vero che “simpatia Mourinho” deve ancora dimostrare di essere il tecnico giusto per l’Inter, l’Inter una dimostrazione lampante l’ha già data: quella di non essere una società.

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